L’ECO DEL MARE

Ma l’incontrollabile
mormorio del mare,
diventa spumeggiante
e si dipana,
come serpente impazzito
sull’esile battigia del sentirmi.
Lo percepisco a distanza
e mi fa tremare.
Dovrò credere
e attendermi
sulla riva della malinconia,
laddove
le ombre annegheranno
e brinderò alla magia
d’insolite nuvole,
che hanno smesso di piovere.
E tuffarmi,
nelle gelide acque dell’orgoglio,
per amare
e ritrovare il rosso dei coralli
o sostare,
su quest’isola baciata dal sole,
e ascoltare,
dal silente singulto
d’una nave ferma ad aspettare,
ancora una volta
il rumore del mare.
Michele Pappacoda
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