QUEL CHE ERA IERI. di M. Pappacoda

Guarderemo insieme
la salita
dell’andare acerbo dei silenzi,
in distanze di pensieri
che non s’incontrano.
Chissà
se domani penseremo ancora
alla pioggia.
A ombrose lacrime
lasciate morire in dissolvenza
sulla brina ormai sciolta
e al vento,
mentre riporta a casa,
ogni dubbio.
E dove saranno
quei sentieri avvolti dai perché,
quando li ricopriva la neve
e scaglie di polvere,
li ossidava di rabbia.
Ma non pensiamoci.
Prendiamo dai ricordi,
quel che ricorderemo
e su rughe ricoperte di solchi,
incidiamo l’oggi
con tinte,
che mai andranno a chiedersi,
come sbiadirsi.
Quel che era ieri
l’ha portato via il tempo.
La vita
è soltanto un treno,
che di fermate ne ha poche,
in un torbido trascorrere di ore,
e sul tormento
sarà sua la vittoria,
se nell’esisterci,
continueremo ad esserci.
Michele Pappacoda
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