M.P. La nuova struttura in tubolari di alluminio, che ogni fine settimana accoglie sotto l’insegna “Rocce rosse” centinaia di salernitani, non sarebbe in regola con la normativa urbanistiche ed edilizia. Per questo dagli uffici comunali hanno alzato per il noto locale notturno di via Ligea il disco rosso, rigettando la pratica edilizia e imponendo l’immediata rimozione del manufatto, con conseguente sospensione delle attività di intrattenimento. Ma per ora il popolo della notte può stare tranquillo, perché il provvedimento municipale è stato subito impugnato e il contenzioso è sul tavolo dei giudici amministrativi.
Dal Tar l’avvocato Marcello Fortunato, che rapppresenta gli imprenditoriMarinelli, ha già ottenuto un decreto cautelare che ha sospeso l’efficacia del provvedimento, e il contenzioso giunge adesso nella fase di merito. L’udienza è fissata per giovedì, ma calcoli alla mano la decisione definitiva arriverà a stagione estiva oramai conclusa. Le conseguenze si potranno avvertire sulla prossima, perché se i giudici amministrativi daranno ragione al Comune (e alla valutazione del dirigente dello Sportello per le attività produttive che ha ordinato la demolizione) i proprietari della discoteca dovranno rimodulare la struttura del locale, se non vogliono correre il rischio di una chiusura in piena estate 2016.
Non è la prima volta, nel corso degli ultimi tempi, che le appendici notturne del “Baia hotel” si ritrovano in un contenzioso davanti alla giustizia amministrativa. L’ultimo, chiuso con una vittoria, era stato ingaggiato nei confronti del Comune di Vietri sul Mare, che imponeva a tutti i locali di spegnere la musica entro l’una di notte e chiudere i battenti entro la successiva mezz’ora. Lo scorso luglio l’ordinanza non ha superato il vaglio dei giudici, secondo i quali l’ente non ha verificato se, in concreto, l’attività gestita dalla società del Baia rientrasse tra quelle che comportavano il superamento dei decibel imposti dalla normativa (contenuta nella legge 447 del 1995 in materia di inquinamento
acustico) e se l’attività del complesso ricettivo causasse disturbo alla quiete e al riposo delle persone. Chiuso un capitolo, se n’è aperto un mese dopo un altro con il Comune di Salerno, stavolta sui requisiti edilizi. E anche questo braccio di ferro è ora al vaglio del Tar.
di Clemy De Maio LA CITTA