Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTASia il centro che la periferia in ginocchio a causa dellʼabbondante pioggia. A rischio anche la partita di Serie A della 15, Crotone-Lazio Quasi duecento millimetri di pioggia caduta tra le 7 e le 8 del mattino hanno creato pesanti disagi ed allagamenti a Crotone e nell'intero territorio provinciale. Centinaia gli interventi di soccorso dei Vigili del fuoco e della Protezione civile per aiutare le persone bloccate nelle auto. Allagati sia il centro, con le principali strade (via Mario Nicoletta, via Crea, via XXV aprile), che le periferie di Tufolo, Farina, Trafinello e Margherita. Il comune: "Non uscite di casa" - La città è ripiombata nell'incubo della devastante alluvione che il 14 ottobre del 1996 provocò sei vittime e danni per milioni di euro. Sotterranei invasi dall'acqua arrivata violenta dai canali che dovevano servire allo scolo delle piogge già ingrossati dalla copiosa pioggia caduta altrettanto abbondante nella notte. La pagina social del comune di Crotone invita i cittadini a non uscire di casa per non ostacolare i soccorsi.
Le vie di alcune zone della città, che si trovano al di sotto del livello del mare come il quartiere Marinella, sono diventate dei fiumi di acqua, fango e detriti che hanno letteralmente sommerso tutte le auto in sosta ed allagato garage e magazzini. Problemi anche in provincia. Ad Isola Capo Rizzuto si è riaperta una voragine in piazza Aldo Moro. Difficoltà anche nel percorrere la statale 106. Alcuni agenti della polizia Stradale hanno tratto in salvo delle persone rimaste bloccate nell'auto sulla statale all'altezza di Strongoli.
Il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha riunito in seduta permanente il Centro operativo comunale di protezione civile che sta monitorando la situazione in contatto costante con Prefettura, Protezione civile e Vigili del fuoco. Si sta valutando anche se far disputare la gara Crotone-Lazio in programma alle 15 di oggi. Al momento non si registrano feriti ma la situazione meteo in queste ore e' destinata a peggiorare per cui e' stato rinnovato l'invito a tutti i cittadini di restare a casa per motivi di sicurezza ma anche per non ostacolare il lavoro delle squadre di soccorso che sono tutte impegnate sul territorio.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sei società milanesi hanno rilevato i presunti crediti vantati da alcune cliniche e battono cassa. Negli uffici dell'Azienda sanitaria bruzia, però, non c'è un solo documento che attesti l'esigibilità delle somme: che farà il commissario Bettelini? C'è un palazzo nel centro di Milano dove i destini della sanità calabrese, pubblica e privata, si incrociano. È in via San Prospero, a pochi passi dalla Borsa, e anche lì il denaro è di casa. Nell'immobile hanno sede, infatti, cinque diverse società a responsabilità limitata (Arrow Spv, Astrea Quattro Spv, Argo Spv, Tocai Spv, Toro 1) che, dopo averli acquisiti da alcune cliniche, sostengono di vantare crediti milionari dall'Asp di Cosenza. Il presidente dei rispettivi consigli d'amministrazione – o, in altenativa, il loro rappresentante legale – è la stessa persona. Si chiama Antonio Caricato e negli ultimi mesi ha inviato più di una lettera all'Azienda sanitaria bruzia per intimarla a pagare quello che, a suo avviso, spetta loro o comunicarle che, d'ora in avanti, sarà una delle srl citate a incassare quanto dovrebbe andare a quelle cliniche. A pochi minuti di cammino da quel palazzo ce n'è un altro: ospita la Pjt 2411, altra srl meneghina che ha come amministratore unico Manlio Genero. Anche quest'ultima ha rilevato i presunti crediti vantati da alcune strutture sanitarie private e pretende che da Cosenza arrivino i quattrini per saldare il dovuto, minacciando altrimenti – così come Caricato – di portare la questione davanti ai giudici. Le sei società rivendicano complessivamente circa 19,5 milioni di euro, un debito che si sarebbe accumulato tra il 2007 ed oggi. Negli uffici dell'Asp - almeno per quasi 12 di quei milioni, ma la cifra potrebbe aumentare - non esiste, però, nemmeno una fattura che possa avvalorare la richiesta delle società cessoniarie. I crediti ceduti a Tocai Poco meno di 950mila euro sono relativi a crediti fatturati a settembre di quest'anno dalla casa di cura Cascini (di proprietà del sindaco di Belvedere Marittimo) e ceduti ad Argo, nonché dalla clinica San Bartolo (che fa capo alla famiglia dell'attuale vice presidente del consiglio regionale Luca Morrone) che, a sua volta, si è rivolta ad Astrea Quattro. Il grosso delle somme, però, riguarderebbe la casa di cura “Tricarico Rosano”, altra struttura di Belvedere Marittimo. Fallita nel 2018, oggi è al centro dell'inchiesta “Clinica malata”. Caricato, come presidente del cda, chiede che l'Asp versi alla Arrow poco più di un milione e 120mila euro. Altri 5 milioni e 450mila, nella stessa veste, vuole che finiscano sul conto della Toro 1. E ulteriori 8 milioni e 410mila euro li pretende come presidente del cda a nome di Tocai. Sui primi due crediti elencati sono ancora in corso verifiche a Cosenza. Quanto alle somme richieste da Tocai, invece, l'istruttoria negli uffici dell'Asp si è già conclusa. Con esiti, se non fossimo in Calabria, sorprendenti. Nessuna traccia delle fatture Giuliana Bernaudo, direttore dell'Uoc “Governo della rete e degli erogatori” dell'Asp, ha scritto al capo dell'Area legale, Giuseppe Brogno, e al commissario straordinario Simonetta Cinzia Bettelini che le fatture a cui la srl fa riferimento quando intima di pagare «non risultano mai pervenute e registrate sul sistema gestionale aziendale». E nemmeno negli archivi della sua Uoc c'è traccia di loro. Una mastodontica carenza documentale che ribadisce anche un'altra Uoc, quella “Risorse finanziarie” diretta da Aurora De Ciancio, chiamata da Bernaudo ad approfondire la questione. «Si conferma che le fatture di cui Tocai e Pjt richiedono il pagamento non risultano registrate in contabilità», scrive De Ciancio. Pjt 2411 e il mistero degli interessi Le due dirigenti, quindi, sono arrivate alla medesima conclusione anche per quel che riguarda la Pjt 2411 di Genero. In questo caso ad essere coinvolte sono più strutture sanitarie: la Centri assistenziali Monsignor Oliveti, la Fondazione Centri di riabilitazione Padre Pio onlus, la casa di cura cosentina Villa del sole, la già citata Cascini e il Centro odontoiatrico San Luca Alto Tirreno Cosentino di Praia a Mare. Genero sostiene di aver rilevato da tutte loro crediti per un totale di poco più di 3,5 milioni di euro, ma anche in questo caso Bernaudo e De Ciancio certificano che non c'è traccia di fatture che ne dimostrino l'esigibilità negli uffici di via Alimena a Cosenza. Ad infittire il mistero si aggiunge il fatto che in alcuni casi la Pjt richiede pagamenti relativi a «spese e interessi moratori maturati e non corrisposti» e non al debito in sé. Sembrerebbe, quindi, che l'Asp abbia già pagato parte del conto, nonostante le relative fatture risultino inesistenti. Nuovi e vecchi sospetti La vicenda parrebbe confermare quanto denunciato più volte in passato dal consigliere regionale Carlo Guccione, che a fine agosto aveva chiesto anche l'intervento del ministro Speranza, e dalla Corte dei Conti: a regnare nell'Asp di Cosenza è il caos e qualcuno potrebbe approfittarsene incassando somme che non gli spetterebbero. Il democrat plaude all'attenzione avuta da Bernaudo e De Ciancio nelle loro ricerche, lasciando intendere che in passato qualcuno non ne abbia avuta altrettanta così da allargare ulteriormente il buco nelle casse dell'Azienda sanitaria bruzia. Ma la questione con Caricato e Genero resta aperta: il risultato delle verifiche delle due dirigenti è sul tavolo di Brogno e Bettelini da giorni ormai, eppure dai loro uffici non risulterebbe ancora partita alcuna disposizione su come replicare alle ingiunzioni di pagamento inviate dalle srl milanesi. L'Asp verserà comunque il denaro richiesto o le porterà in tribunale per contestar loro quello che, secondo il consigliere regionale, potrebbe, se confermato, anche configurarsi come un tentativo di truffa? E se, invece, Tocai e Pjt 2411 avessero ragione, chi ha fatto sparire fatture per milioni di euro dai cassetti dell'Azienda sanitaria? giuliani@lactv.it https://www.lacnews24.it/politica/asp-cosenza-ingiunzioni-di-pagamento-per-12-mln-di-euro-ma-non-si-trovano-le-fatture_127225/?fbclid=IwAR3-RjnElbtQNPKPqb7OzgDU6_dP0thPCSK4M-Yhi2tD2UxE250t2K-HnSs
INSERITO DA MORENA MOTTA Erano appena rientrati a scuola dopo una chiusura forzata per disinfestazione dei plessi a causa di un caso di coronavirus che già da oggi i piccoli alunni del IV Circolo ‘Sigismondo Castromediano’ di Lecce devono rimanere a casa. Un altro caso di positività al Covid-19, in forma asintomatica, è stato accertato nella scuola e così immediatamente è giunta la comunicazione della dirigente scolastica che ha disposto la chiusura del plesso della scuola dell’Infanzia di Via Romagna e la sospensione delle attività in presenza nel plesso di Via Bruno Cantobelli.
Il provvedimento nasce dal fatto che sono tanti i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia avendo i fratellini nella dirimpettaia scuola elementare. Per prudenza, la dirigente scolastica Tiziana Faggiano ha chiuso entrambi gli edifici dando via alle procedure di sanificazione. Nel frangente le famiglie interessate direttamente dal caso sono in attesa in queste ore delle prescrizioni sul tracciamento da parte del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Lecce.
Le attività della Scuola Primaria proseguono a partire da oggi con la didattica digitale integrata per i giorni di giovedì 19 e venerdì 20 novembre 2020, salvo eventuali disposizioni della ASL.
Il plesso di scuola dell’infanzia di via Romagna resterà chiuso nei giorni 19 e 20 novembre e, salvo specifiche disposizioni della Asl, si dovrebbe rientrare lunedì 23 novembre. Le famiglie dei bambini indicati quali contatti diretti del caso positivo sono state segnalate al Dipartimento della Asl ai fini del tracciamento e della disposizione in quarantena per i soli bambini contatti stretti del caso.
Chiude per sanificazione l’Ascanio Grandi di Lecce
A causa della positività di una docente anche la scuola media Ascanio Grandi di Lecce è stata chiusa per dare l’avvio a tutte le procedure di sanificazione.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Mi assumo la responsabilità di questa e delle precedenti nomine - così il premier in una videochiamata, sulla scelta di Gaudio come commissario in Calabria. Poi aggiunge: "Ora basta altri passi falsi" Si chiude con una video-telefonatail giorno più lungo di Giuseppe Conte. Sul tavolo, ilcaso Calabria,con la nomina diEugenio Gaudioa commissario per la Sanità, che "è durata" poco più di 48 ore. L'ex rettore dell'Università "La Sapienza", scelto dal premier si è già dimesso. "Mi assumo tutta la responsabilità di quella scelta - dice Conte - non solo del fatto che la designazione non sia andata a buon fine, ma anche la responsabilità delle precedenti nomine". Le scuse di palazzo Chigi - "Mi assumo la responsabilità - sottolinea Conte ma la scelta di Gaudio e quella di Zuccatelli erano state sostenute con il pieno confronto e con la condivisione tra tutti i ministri coinvolti". Il premier cerca di chiudere così il "caso Calabria", scusandosi per la fuga dei commissari, un pasticcio che tiene ancora in bilico, dopo giorni di veleno e polemiche, la poltrona del responsabile per la sanità nella regione. La poltrona vacante - Un pasticcio che riguarda circa due milioni di abitanti, che da oltre una settimana attendono di conoscere dal governo il nome di chi guiderà la gestione dell'emergenza covid in una regione in cui la questione della sanità pubblica è da decenni nella tempesta. Una tempesta che con la pandemia coronavirus è diventata bufera. Prima il caso Zuccatelli ora le dimissioni di Gaudio. La versione del premier - Il fallimento delle soluzioni e delle scelte dell'esecutivo per i calabresi appaiono come il colpo di grazia. "Non parlerei di tensione fortissima, ma di giusta preoccupazione e del forte dispiacere di non aver trovato una soluzione - prova a smussare Conte, per non complicare ancora di più le cose nella maggioranza - la scia dei malumori non si può negare, al massimo si può smorzare". Ripercussioni nel governo - Nonostante il mea culpa del premier, la spaccatura nel governo, sul caso Calabria resta evidente. A cominciare dal silenzio eloquente del ministro della Salute Roberto Speranza, che aveva puntato comunque su Zuccatelli. E stavolta il malcontento serpeggia anche tra i grillini, per la prima volta apertamente critici con Palazzo Chigi e azionisti di maggioranza del governo. Una querelle che rischia di rimarcare la frattura tra Pd e movimento 5 Stelle. La convenzione con Emergency - Dopo le scuse di Conte, in Calabria si attende comunque una soluzione. Intanto è stata siglata una convenzione tra la Protezione civile ed Emergency di Gino Strada, operativa nella regione per gli ospedali da campo. Sembra l'extrema ratio per salvare il salvabile, anche se il medico milanese non occuperà personalmente la poltrona vacante. Sulla nomina del commissario che sostituirà il dimissionario Gaudio il governo prende ancora tempo. Basta passi falsi - Il premier si dice soddisfatto per l'accordo con Emergency e conferma che Gino Strada non gli ha mai detto di essere interessato al ruolo di commissario ma sulla prossima scelta avverte: "Basta passi falsi". Il caso Calabria resta aperto, dopo il terzo commissario che lascia, nel giro di dieci giorni. TGCOM24
INSERITO DA MIKI PAPPACODA COSENZA, 16 NOV - Tra sabato e domenica la task force dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha trasferito al Policlinico di Bari - Ospedale "Giovanni XXIII", 2.600 tamponi ancora da processare ed effettuati sull'intero territorio provinciale. Il trasferimento si è reso necessario a causa del rallentamento dell'attività di analisi dei test e, contestualmente, dalla necessità di fornire referti celeri considerato l'incremento dei casi. Il laboratorio dell'ospedale di Cosenza infatti, è in affanno nel processare centinaia di tamponi e il policlinico, pugliese in breve tempo, restituirà i referti all'Asp di Cosenza. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BARI, 16 NOV - Dalle prime ore della notte è in corso una maxi operazione antimafia nel cuore di Foggia, convenzionalmente denominata "Decimabis", da parte della cosiddetta "Squadra Stato". Centinaia di agenti della Polizia di Stato e di militari dell'Arma dei Carabinieri stanno eseguendo una misura cautelare emessa nei confronti di decine di soggetti affiliati e contigui all'organizzazione criminale di matrice mafiosa nota come società foggiana. Si tratta dell'operazione antimafia più importante eseguita nel capoluogo pugliese nei confronti delle tre batterie "Moretti/Pellegrino/Lanza" - "Sinesi/Francavilla" e "Trisciuoglio/Tolonese/Prencipe", operanti nel settore delle estorsioni ai danni dei commercianti ed imprenditori locali. Si tratta della prosecuzione della precedente operazione contro la criminalità mafiosa foggiana del 2018, denominata "Decima Azione". Colpita questa volta anche la cosiddetta "zona grigia" della città. Tra gli arrestati ci sono anche due capo clan, i foggiani Federico Trisciuoglio e Pasquale Moretti. Federico Trisciuoglio è ritenuto capo storico della malavita foggiana ed era già detenuto ai domiciliari mentre Pasquale Moretti era tornato in libertà da pochi mesi ed è il figlio di Rocco Moretti, al vertice dell'omonimo clan. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA CATANZARO, 14 NOV - Torna a salire la curva dei positivi in Calabria. Sono 333 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Calabria (+ 36 rispetto a ieri) con un incremento di 5 vittime (169). Un paziente in meno in terapia intensiva (26) e sette ricoverati in più nei reparti che portano il totale a 345. Cresce il numero dei guariti 2.594 (+19). I nuovi tamponi eseguiti sono stati 3.373. Ad oggi sono stati sottoposti a test 314.068 soggetti per un totale di 317.254 tamponi eseguiti. Le persone risultate positive al Coronavirus dall'inizio della pandemia sono 9.749, quelle negative 304.319. E' quanto emerge dai dati giornalieri diffusi dal dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria. I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 63, Catanzaro 98, Crotone 21, Vibo Valentia 9, Reggio Calabria 142. Territorialmente, dall'inizio dell'epidemia, i positivi sono così distribuiti: Cosenza: Casi attivi 2.098 (109 in reparto, 6 in terapia intensiva e 1.983 in isolamento domiciliare); Casi chiusi 739 (672 guariti e 67 deceduti); Catanzaro: Casi attivi 1.102 (70 in reparto, 10 in terapia intensiva e 1.022 in isolamento domiciliare); Casi chiusi 462 (417 guariti e 45 deceduti); Crotone: Casi attivi 412 (30 in reparto e 382 in isolamento domiciliare); Casi chiusi 195 (189 guariti e 6 deceduti); Vibo Valentia: Casi attivi 258 (17 ricoverati e 241 in isolamento domiciliare), Casi chiusi 127 (119 guariti, 8 deceduti); Reggio Calabria: Casi attivi 2.849 (119 in reparto, 10 in terapia intensiva e 2.720 in isolamento domiciliare); Casi chiusi 1.112 (1.070 guariti e 42 deceduti). Dall'ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 229. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BARI, 14 NOV - Sono 1.741 i nuovi casi di positivi al covid 19 nelle ultime 24 ore su 9.745 test registrati. Le vittime sono 16: quattro in provincia di Bari, cinque nella BAT, cinque in provincia di Foggia e due in provincia di Taranto. Il maggior numero di nuove infezioni, ancora una volta si è verificato in provincia di Bari con 584 casi; 524 in provincia di Foggia, 262 in provincia di Taranto, 179 nella provincia BAT, 122 in provincia di Lecce, 62 in provincia di Brindisi, 9 residenti fuori regione. 1 caso di provincia di residenza non nota è stato riclassificato e riattribuito. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 649.236 test. 8.560 sono i pazienti guariti. 24.000 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 33.533, (ANSA).
DI MORENA MOTTA 443 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Calabria. Ieri, per il quinto giorno consecutivo, si sono contati quattro decessi per un totale di 244 vittime. Il numero dei pazienti in terapia intensiva (16) è stabile, aumentano di 23 unità i ricoverati nei reparti che attualmente sono 257. 199 nuovi casi in provincia di Cosenza 199, a Reggio Calabria toccano quota 173.
A Cardinale (CZ), risultati tutti negativi i tamponi eseguiti sugli alunni della scuola media rimasta chiusa in questi giorni. Il sindaco Danilo Staglianò ha annunciato che revocherà la sua precedente ordinanza e, da oggi, le lezioni potranno riprendere in presenza per i soli allievi delle prime classi.
A Rende, in provincia di Cosenza, il sindaco Marcello Manna ha disposto la chiusura preventiva di tutte le scuole fino al 21 di novembre, eccetto gli asili nido. La decisione è legata, oltre al numero dei contagi, anche alle difficoltà delle strutture sanitarie e ai tempi di esecuzione dei test. Stesso problema a Catanzaro dove il sindaco Sergio Abramo, dopo avere chiuso alcuni plessi scolastici e prorogato lo stop per la mancanza dei risultati dei tamponi eseguiti sugli studenti e sul personale docente e non docente, si è rivolto al prefetto Maria Teresa Cucinotta.
Oggi è stata convocata una riunione che si terrà nel Palazzo di Governo.
INSERITO DA MORENA MOTTA «L’aggiornamento del Bollettino regionale è stato necessario per permettere una più corretta classificazione dei casi». È quanto afferma il delegato del soggetto attuatore per l’emergenza covid,Antonio Belcastro, in merito alla situazione inerente alla copertura dei posti letto destinati al contrasto della pandemia da Coronavirus.
«Dalle analisi effettuate – continua Belcastro – è emerso che,in alcune Aziende ospedaliere, nei primi giorni di novembre si era verificato un aumento considerevole, e non in linea con i mesi precedenti, dei ricoveri in terapia intensiva. Grazie a una interlocuzione con i responsabili delle unità operative, è stato verificato che – a causa della temporanea carenza di posti letto nei reparti di degenza ordinaria e di terapia sub-intensiva – alcuni pazienti, che non avevano bisogno di ventilazione meccanica assistita, perché non presentavano gravi criticità, erano stati ricoverati in Rianimazione».
«Quanto alla ventilata e suggestiva ipotesi di una possibile manipolazione delle cifre, finalizzata a scongiurare l’inserimento della Calabria nella fascia rossa – conclude Belcastro –, va considerata come una speculazione priva di fondamenti, anche in virtù del fatto che il trasferimento dei pazienti dalle Terapie intensive ai reparti di Malattie infettive e Pneumologia ha fatto aumentare il tasso di saturazione (16%) dei posti letto di area medica, mentre il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva (6%) è ancora lontano dalla soglia di allerta, fissata al 30%».