Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Le immagini che arrivano dalla spiaggia di San Pietro ad Ischia raccontano il day after dei danni ad Ischia La mancanza di programmazione e il folle errore di voler realizzare il “maxi ripascimento”, per perseguire logiche di lobby e di casta, invece, di provvedere ad interventi rapidi e veloci che potessero mitigare i rischi e ridurre i danni, restiamo indifesi.
Gaetano Di Meglio | Il 23 dicembre alle 19.00, come abbiamo già visto, il sindaco di Ischia ha fretta di dover approvare il bilancio consolidato. Una corsa, tra festivi e dirigenti che vanno in ferie, che rappresenta il quadro di come l’ente di Via Iasolino viene amministrato. Una corsa, che sembra folle, tanto che si è dovuti ricorrere alla convocazione con la raccolta di ben nove firme di consiglieri comunali per evitare la convocazione della conferenza dei capigruppo per non perdere l’ulteriore giorno “libero e pieno” che avrebbe incartato, mani e piedi, il sindaco di Ischia. Il bilancio consolidato è un atto tecnico che racconta il passato. In pratica messe insieme i pezzi delle varie società di cui il comune di Ischia è socio e somma gli incassi con gli incassi e le perdite con le perdite. Abbiamo letto la proposta di delibera e, oltre a tanti altri aspetti poco chiari che fino al 23 proveremo a mettere in evidenza, ci fermiamo a riflettere, insieme con voi su quelle che sono le conclusioni del bilancio stesso. La norma spiega che il “Bilancio consolidato rappresenta il bilancio di un gruppo, composto da più realtà con distinte personalità giuridiche ma che identificano un’unica entità economica a direzione unitaria. Permette quindi di rappresentare, in modo completo ed economicamente espressivo, il gruppo in termini di situazione patrimoniale, finanziaria e di risultato economico”.Fin qui è tutto chiaro, soprattutto il passaggio dove viene evidenziato che “identificano un’unica entità economica a direzione unitaria”. Ora leggiamo le conclusioni riportate nella proposta di delibera del comune di Ischia. «Il contesto – si legge – entro il quale si è operato al fine del consolidamento dei conti ha richiesto un percorso di raccolta del flusso informativo dei dati necessari, rivelatosi in verità complesso ed irto di difficoltà e dilazioni. nondimeno affinato nel corso del processo di raccolta ed elaborazione degli stessi con i soggetti coinvolti, sempre collaborativi e solleciti nella trasmissione delle informazioni richieste. La redazione del Bilancio Consolidato – continua ancora l’atto ufficiale del comune di Ischia – si ritiene potrà favorire azioni di coordinamento e collaborazione con le società partecipate e controllate in ordine ai criteri di definizione dell’Area di Consolidamento, senza limitarsi alla sola fase di rendiconto, bensì avendo evidenza nella fase di programmazione degli indirizzi e monitoraggio delle attività. I dati del Conto del Patrimonio e del Conto Economico dell’Ente scaturiscono da una riclassificazione delle voci di bilancio così come prevista dalla normativa e dai principi della contabilità economico patrimoniale. Il documento prodotto rappresenta dunque un ulteriore strumento informativo, il quale contiene una rappresentazione di sintesi che evidenzia la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’intero Gruppo Comune di Ischia, utile al monitoraggio dell’utilizzo delle risorse pubbliche.» Alla faccia della “direzione unitaria” Lo stesso comune, infatti, descrive che “il contesto entro il quale si è operato al fine del consolidamento dei conti ha richiesto un percorso di raccolta del flusso informativo dei dati necessari, rivelatosi in verità complesso ed irto di difficoltà e dilazioni, nondimeno affinato nel corso del processo di raccolta ed elaborazione degli stessi con i soggetti coinvolti, sempre collaborativi e solleciti nella trasmissione delle informazioni richieste” Cosa significa “un percorso di raccolta del flusso informativo dei dati necessari, rivelatosi in verità complesso ed irto di difficoltà e dilazioni” Dilazioni di che? Una delle partecipate ha fatto dilazioni? Irto di difficoltà perché non si trovavano con i conti? E ancora, cosa sono queste dilazioni? Ma poi, leggiamo ancora. Secondo il comune di Ischia “i soggetti coinvolti, sempre collaborativi e solleciti nella trasmissione delle informazioni richieste” non hanno reso il percorso meno “irto di difficoltà” tanto è vero che si legge che il percorso è stato “nondimeno affinato”. Chiedersi perché il percorso per l’approvazione del bilancio consolidato è “in verità complesso ed irto di difficoltà e dilazioni” è il minimo che possiamo fare. Al sindaco, invece, toccherà il compito di spiegare perché le “sue” aziende partecipate hanno creato difficoltà e dilazioni. Ma c’è un altro interessante passaggio che lascia qualche dubbio. “Si rappresenta – scrive ancora il Comune di Ischia – inoltre che per le società è stato possibile reperire i dati di bilancio, oltre che dal documento contabile medesimo, anche dai dettagli forniti dalla nota integrativa, piuttosto che da ulteriore documentazione prodotta su richiesta dell’Ente” Si è evitato di chiedere un’ulteriore “documentazione prodotta su richiesta dell’Ente”? Non era tutto chiaro? Perché si evidenzia questo “piuttosto”? Non bastavano “il documento contabile medesimo” e i “dettagli forniti dalla nota integrativa”? Aspettiamo il 23....
Affidare l’isola a quattro architetti diversi è una vera “condanna” che non meritiamo. Si rischia la paralisi di tutto il sistema che gira attorno ai condoni e non solo. I nomi: Ischia: arch. Brunella Como; Forio, Casamicciola, Lacco Ameno: arch. Marco De Napoli; Barano: arch. Serena Borea; Serrara Fontana: arch. Valeria Fusco Gaetano Di Meglio | La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Napoli è diventata un guaio, serio, per l’isola d’Ischia. Un guaio enorme che ipoteca, in maniera seria, ogni possibilità di sviluppo. Dopo gli anni passati vissuti tra fatti indegni e Sovrintendenti nemici della buona gestione del territorio, si è passati alla gestione spezzatino del territorio con ben 4 funzionari che devono decidere le nostra sorti. Da qualche settimana, infatti, dopo il caso Bovier con il Pontile Aragonese e il guaio realizzato insieme con il comune di Ischia , il direttore della Soprintendenza, la dott.ssa Teresa Elena Cinquantaquattro ha deciso che il territorio dell’isola d’Ischia sia gestito da ben 4 architetti.
Ischia: L’architetta Brunella Como si occupa del comune di Ischia, per Barano, invece, è responsabilità dell’arch. Serena Borea; a Serrara Fontana opera l’arch. Valeria Fusco mentre per Forio, Casamicciola, Lacco Ameno, i tre comuni del Cratere, il responsabile è l’architetto Marco De Napoli. Quattro nomine, quattro funzionari, quatto gestioni che non ci aiutano.
Quattro teste a decidere per un piccolo territorio come l’isola d’Ischia che rappresenta, ahinoi, una condanna a vivere sotto la gestione di un ente che risulta essere, da sempre, solo un inciampo, una spada tra testa e collo.
La cosa peggiore, ahinoi, è che i sindaci hanno permesso tutto questo senza alzare la voce, senza impegnarsi affinché si potesse evitare questo spezzatino di controlli che non serve a nessuno. Già da ora, infatti, sono emerse alcune differenze rispetto al passato. Differenze che, sia chiaro, bloccano soprattutto la gestione della materia più calda: i condoni e le autorizzazioni paesaggistiche e tutto quello che ne è collegato, fino alla gestione delle RESA. Uno spezzatino che non ha nessuna ratio e che rappresenta solo l’ennesima aggressione di uno Stato che non ci considera e che ci tratta come un paese di serie B. Un fazzoletto di terra piccolo quanto l’isola d’Ischia può mai essere gestito da quattro teste? Davvero la Soprintendenza di Napoli vuole che ogni comune abbia il suo funzionario dedicato? Siamo alla follia. E la cosa peggiore, è che i nostri primi cittadini, invece di unire le forze e chiedere rispetto, fanno i viaggi alla chetichella. Vanno uno alla volta in Soprintendenza a “chiatare” il cazzariello proprio senza, però, aver alzato la voce con il Ministro Dario Francescihini.
E aver chiesto che questo sconcio di “gestione del vincolo” sia perpetrato ai danni dei cittadini dell’isola d’Ischia. In un epoca in cui si parla di Europa, di unione, di unità e di stare insieme, è difficile prendere atto di queste scelte che vanno della direzione opposta. Sia un pezzettino di terra in mezzo al mare dove lo Stato sembra aver concentrato tutte la sua ipocrisia. Abbiamo leggi che hanno valore in tutta Italia e qui da noi. Siamo un pezzo di terra dove le parole “legittime” e “legittimate” hanno un significato diverso da altre zone. Siamo un pezzo di terra in mezzo al mare che ha smesso di sperare. Un po’ per colpa nostra un po’, perché, chi dovrebbe gestirci non lo riesce a fare. E’ arrivato il tempo di iniziare a fare sul serio. E’ iniziato il tempo di alzare la voce e di farci sentire. Secondo le prime informazioni, infatti, sembra che i vari UTC hanno già fermato i vari iter che, tra raccomandati e meno raccomandati, andavano avanti. Con il rilascio dei condoni e dei successivi atti i comuni incassano euro su euro, si rimette in moto il settore edile, i cittadini possono rientrare in un alveo di legalità e, soprattutto, il costruito può essere messo in sicurezza sotto tutti i punti di vista. Ma ora è tutto in procinto di essere bloccato. Sembra, infatti, che uno dei quattro funzionari abbia già detto di voler bocciare tutte le richieste di condono ai sensi della 326/2003. Una scelta, questa, che blocca sicuramente tutto. Sappiamo bene, infatti, che il terzo condono dalle nostre parti non è applicabile (per dirla in breve) ma la speranza che l’Italia diventi un paese dove una legge dello Stato sia applicabile ovunque è ancora accesa.
Fino ad oggi, infatti, il cittadino chiedeva l’accertamento sulle prime due leggi condonistiche e lasciava, quella a rischio, in stand by. Ora sembra tutto più complicato e, nel merito, si ferma tutto. Nessuno vuole rischiare un rigetto UN MARE DI DENUNCE In tutto questo, però, stando ai rumors che circolano sui comuni, sia Polizia si Carabinieri sono destinatari di deleghe di indagine su numerose pratiche di condono. Denunce che sembrano avere un filo conduttore. Stando a quanto trapelato, infatti, c’è chi, venuto a conoscenza dei dettagli delle varie pratiche inviate in Soprintendenza per l’approvazione, anche attraverso l’uso di PEC clonate provveda alla denuncia digitale. Non importa la veridicità di quanto espresso nelle denunce, basta il semplice dubbio o la “giusta” lettura, magari suggerita da chi ha gestito la materia arricchendosi anche grazie ad alcune malattie, che la PEC di denuncia diventi argomento di indagine. Cosa c’è dietro? La semplice gestione di potere locale dopo averlo perso e, con il potere anche la polpetta danarosa. Prima verranno abolite le Soprintendenze, prima diventeremo un paese moderno e civile!
79 mila euro chiesti alla città Metropolitana, 25 mila chiesti e sprecati alla Camera di Commercio e altri 25 per i pesci volanti fanno arrivare il conto a 140 mila euro. Una bella somma di soldi pubblici che, senza paura di essere smentiti, sono stati spesi male. Molto male! Gaetano Di Meglio | Tristello non è più solo. Ora ha tanti pesci volanti e tanti delfini che saltano sul pontile (pericoloso) di Ischia Ponte. Ischia Ponte è una “apparata” di luci. Siamo contenti? Siamo felici? E’ quello che vogliamo? E’ quello che vogliono i cittadini e gli imprenditori (coraggiosi!) che restano nel Borgo? Beh, rispetto a prima è meglio. Rispetto a prima si sente, in qualche modo, Natale. Il comune ha fatto mea culpa, ha trovato altri 25 mila euro per recuperare al danno creato dai Di Vaia % Friends con l’illuminazione radical chic, trite e di matrice comunista che non è piaciuta a nessuno. Una retromarcia che azzera, di fatto, quello che è il progetto realizzato e presentato dal comune alla Camera di Commercio che, a questo punto, farebbe bene a cancellare il contributo al comune di Ischia perché, nella sostanza, quel progetto non c’è più. E’ stato tutto cancellato con un colpo di luce. Quello che doveva essere il colpo di teatro, l’attrazione delle attrazioni è, semplicemente, un accozzaglia di roba da buttare messe sui balconi e di altre lucine insignificanti. E ora? Ora che tutta Ischia Ponte è illuminata con roba cafardissima ma bella che, almeno, dovrebbero portare alle dimissioni del vicesindaco. Ma quante ne devono combinare prima di lasciare la loro poltrona? Fino a quando sarà consentito al comune di Ischia di giocare con il destino e il futuro dell’economia dell’isola in questo modo? Fino a quando sarà consentito a Enzo Ferrandino e a Gigi Di Vaia di sperperare soldi pubblici. Nel frattempo, però, la valutazione che andrebbe fatta in un paese che si accontenta di poco e di rimedi last minute è la prova, provata, di una idea di paese.
Non vorremmo restare troppo sull’errore, corretto in ritardo, di Enzo Ferrandino ma iniziare a chiederci dove stiamo andando. Un Natale all’insegna della tristezza, della sciatteria e del tipico modo di fare di questo sindaco e di questa amministrazione spendacciona che non riesce a portare nessun beneficio al paese. Un paese che investe quasi 140 mila euro non si può trovare con un paese che ha zone di serie A e di serie B. Zona illuminate e zone al buio. Zone che meritano attenzione e zone che, invece, possono restare al buio e lasciate nel degrado. Nel megaprogetto che il comune ha candidato al sindaco De Magistris, Enzo Ferrandino ha provato a farsi finanziare le manifestazioni natalizie e, soprattutto, le immancabili e costose luminarie. Nonostante quello che vediamo, nonostante lo schifo che abbiamo vissuto e nonostante la delusione, è giusto sapere che alla fine di settembre è stato approvato l’avviso pubblico metropolitano «per la promozione di progetti culturali che concorrono allo sviluppo dell’area metropolitana da realizzare in collaborazione con i comuni attraverso l’attribuzione di risorse economiche». E il comune di Ischia ha presentato il suo “progettone natalizio” da oltre 89.000 euro tra spese varie, nominando rup l’arch. Consiglia Baldino. Soldi che non riguardano solo le luminarie, che comunque hanno fatto la parte del leone e insieme ad altri servizi come attrezzature scenografiche, audio e luci, verrebbero a costare già oltre 79.000 euro. Poi ci sarà l’organizzazione di convegni, conferenze ed eventi con relative spese per gli artisti, la direzione artistica, eccetera. A questo progetto, però, da ieri, 16 dicembre, si sono aggiunti altri 25mila euro per rimediare allo scherzo di Natale di Gigi & Friends. 79 mila euro chiesti alla città Metropolitana, 25 mila chiesti e sprecati alla Camera di Commercio e altri 25 per i pesci volanti fanno arrivare il conto a 140 mila euro. Una bella somma di soldi pubblici che, senza paura di essere smentiti, sono stati spesi male. Molto male! Ma questo è il comune di Ischia. Il comune con Enzo Ferrandino sindaco. Gigi Di Vaia vice.
Traffico in tilt ad Ischia, presso piazzale Trieste, a causa di una automobile in panne. Il veicolo, con evidente perdita di olio motore, é fermo al lato della strada. Intervenuti i vigili per regolamentare la circolazione, il traffico risulta lento su entrambi i sensi di marcia.
Il borgo incantato con il disegno di luci per il Natale di Ischia Ponte” è un’attività ufficiale del cartellone degli eventi del Comune di Ischia per il Natale 2019. Il programma ufficiale annuncia nella sezione “La magia del Natale” la sua partenza dal giorno 8 dicembre al 6 gennaio. Oggi è mercoledì 11 dicembre ed è legittimo credere e valutare quello che è stato il lavoro del progetto finanziato dalla Camera di Commercio di Napoli per 25mila euro. E questo, sul Piazzale Aragonese, è l’albero che decora il luogo, turisticamente, più importante del comune di Ischia Le sedie, le ruote, le biciclette, i remi e altre scemenze sono state installate su tutto via Luigi Mazzella, il programma è stato diffuso, il cartellone di Natale è stato inaugurato. Perché dovremmo credere che l’albero non è completo? Perché l’albero non è stato decorato? E perché, cosa ancora più delicata, perché è stato questa soluzione? Se il meteo non sarà clemente, che fine farà l’albero “buttato” sul Piazzale? Vogliamo sperare che questa sia solo un’opera incompiuta e che il comune di Ischia corra ai ripari. Ma come? Quando? E se il borgo è stato vittima innocente, schiacciato sotto questa idiozia chic, con lucine e roba da buttare, il Piazzale potrebbe mai avere un albero diverso da questo? Sarebbe un contro senso. Schifo nel borgo, schifo sul Piazzale. Anche perché, sia chiaro, questo sul Piazzale è il fratello di un altro albero di Natale installato all’ingresso di Ischia Ponte. Sopra il ristorante Pirozzi. Eggià, ve l’ho cerchiato nella foto… Che dire. Alberi senza palle…
Blocco alle pratiche. Sotto accusa le modalità di selezione della commissione. Arnaldo & Co mettono una seria ipoteca sulla ricostruzione privata. Un danno a tutti i terremotati
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il terremoto si sa, è un affare ghiotto per molti e i politici locali ci vanno a nozze. Da due anni e mezzo ne abbiamo la pancia piena di certi personaggi in cerca di un posto al sole, di potere, di incarichi ad hoc e del fare “carriera”. Tra gli istituti più ambiti c’è senza dubbio la commissione edilizia. Una commissione finita nel mirino sin da subito, da quando maggioranza e opposizione, per settimane, non sono riuscite a trovare la quadra sui nomi e alla fine, con un voto al fotofinish sulle scadenze, la maggioranza Castagna si è pappata tutto, cambiando persino i metodi e gli scrutini di voto. Un metodo esecrabile, ma in politica si sa ogni fine giustifica i mezzi. Cosa fatta capo ha! Ormai la commissione c’è. Così come i decreti di investitura e nomina. Eppure c’è chi non ci sta politicamente e con un’operazione piuttosto di facciata che altro tenta di impallinarla con un ricorso al TAR e chi in qualità di professionista escluso si rivolge al tribunale amministrativo regionale per non essere stato inserito nel novero dei nominati. Due ricorsi che in realtà, letti bene, appaiono evidentemente correlati. Per i delatori dell’operato di Castagna si è difronte al vulnus del principio di massima partecipazione di tutte le forze presenti in consiglio alla vita politica, degradando la funzione della minoranza consiliare ad una partecipazione meramente formale in seno al Consiglio. 40 pagine che sanno di politica ed affari e inguaiano i terremotati Due ricorsi al TAR Campania in 3 giorni. 40 pagine complessive che provano a bloccare la commissione edilizia di Casamicciola Terme ed inguaiano, se già non lo fossero abbastanza, i terremotati. A presentare ricorso sono stati l’ing. Massimo Pollice da una parte e i consiglieri Arnaldo Ferrandino, Loredana Cimmino e Ignazio Barbieri. I consiglieri oppositori si difendono parlando di una necessità di parte politica, mentre l’altro ricorrente, l’Ingegnere Massimo Pollice, rivolgendosi all’Avvocato Nicola Ucciero, tenta di salvaguardare la sua figura professionale di concorrente escluso. Le relazioni tra i ricorsi sono palesi. L’uno richiama l’altro e senza Pollice (ricorso depositato il 6 dicembre) non ci sarebbe stato il ricorso di “Rispetto per Casamicciola“ (ricorso presentato il 9 dicembre). 2mila euro circa lo scomodo per opporsi in un procedimento in cui è evidente che dietro il pretesto del ruolo politico, si palesa l’alto interesse sulla faccenda edilizia/ condoni/ terremoti si sono affidati alle cure legali dell’avvocato Stefania Linguella. Un modo come un altro per mettersi in mostra atteso che esiste una fondata giurisprudenza in tal senso che di fatto rende pretestuoso l’intervento. Esiste, infatti, una sentenza della corte di Cassazione per cui i Consiglieri non possono presentare un provvedimento contro un organo di cui fanno parte. E’ questo il caso casamicciolese. Insomma la sintesi è chiara. Ed è cosi che la commissione sul Municipio che scotta continua a restare un caso politico. Un caso di cui se il TAR dovesse dare ragione ai ricorrenti restituirebbero un onoro schiaffone al sindaco Giovan battista Castagna ed i suoi persuasi di poter fare il bello ed il cattivo tempo senza accordi di sorta o compromessi con le minoranze. Sarebbe bastato a GiBi concedere un nome in commissione? Probabilmente si. Leggiamo insieme l’humus dei ricorsi fotocopia . Pollice attacca i colleghi nominati ed il comune L’Avv. Nicola Ucciero di Villa Literno si rivolge al TAR nell’interesse dell’Ing. Massimo Pollice contro il Comune contro i 5 tecnici investiti del ruolo di membri della commissione. Il fatto per Pollice è l’aver partecipato risultando escluso Con Avviso Pubblico il Responsabile dell’Edilizia Privata invitava tutti i soggetti interessati a manifestare la propria disponibilità alla nomina di componente della commissione Locale per il Paesaggio. Il ricorrente Ing. Massimo Pollice aderiva all’invito. Successivamente, il Comune, a seguito di discussione e votazione, adottava la Deliberazione del Consiglio Comunale, con la quale, a seguito di votazione con le modalità individuate nel novellato art. 27 del R.U.E.C.–adottato nel mese di giugno 2019– veniva disposta la Nomina dei 5 Membri esperti della Commissione Locale per il Paesaggio per il triennio dal 01/08/2019 al 31/07/2022. Tra i soggetti individuati dall’Ente non figurava Pollice, il quale non aveva accesso alla Commissione Locale per il Paesaggio per nessuna delle categorie declinate. Tuttavia, dall’esame della suddetta deliberazione, il ricorrente si avvedeva come il Consiglio Comunale avesse provveduto alla individuazione dei componenti la Commissione in violazione della Normativa Regionale di riferimento, nonché delle disposizioni contenute nell’Avviso Pubblico indetto per la selezione delle candidature. Votazione “bulgara” Invero, ogni Consigliere Comunale, nell’ambito della suddetta selezione, aveva illegittimamente provveduto alla votazione mediante espressione di n. 5 diversi nominativi in n. 5 diverse votazioni, queste ultime suddivise per materia, anziché mediante l’espressione di un unico nominativo in una sola votazione. In tal modo, i componenti della Commissione avevano ottenuto tutti lo stesso numero di preferenze (9 voti), e risultavano così essere espressione esclusiva della maggioranza consiliare. Successivamente, avuto accesso ai verbali della seduta consiliare, il ricorrente si avvedeva di un acceso dibattito, sorto all’interno dell’Organo consiliare, in ordine alle corrette modalità di voto da utilizzare per la nomina dei componenti della Commissione e, altresì, sulla legittima interpretazione, rispetto alla normativa regionale, delle modalità di voto. Lo ha detto Carmine Testa Sul punto, in particolare, il Segretario Carmine Testa esprimeva il proprio parere negativo ad una votazione plurima e all’espressione di più nominativi 5 da parte dei singoli Consiglieri per l’individuazione dei componenti della Commissione, rilevando altresì che le disposizioni del R.U.E.C., nell’ottica del rispetto della gerarchia delle fonti, avrebbero dovuto interpretarsi consentendo l’espressione di un solo nominativo per ogni Consigliere in una sola votazione: pena, l’implicita, illegittimità della medesima norma regolamentare. Il ricorrente, avendo partecipato all’avviso pubblico, ha interesse a far valere l’illegittimità della procedura seguita “poiché tale da determinare la caducazione dell’intera deliberazione e la rinnovazione delle operazioni di voto in conformità alle modalità indicate dal Legislatore Regionale e, dunque, conformemente all’avviso pubblico“. Pertanto, con il presente ricorso si contesta espressamente la legittimità del modus operandi del Comune di Casamicciola. Violata la regola del “regola del voto limitato” Secondo l’avvocato Ucciero, il Comune di Casamicciola è addivenuto alla nomina dei componenti la Commissione Locale per il Paesaggio in maniera del tutto illegittima, ovvero senza rispettare le modalità prescritte dalla Legge Regionale Campania n. 10/1982 poste a tutela ed a salvaguardia delle minoranze consiliari e, altresì, degli aspiranti Commissari e, dunque, del principio della massima partecipazione. L’allegato alla Legge Regionale Campania n. 10/1982, rubricato Direttive per l’esercizio delle funzioni amministrative subdelegate dalla Regione Campania ai comuni. Il “meccanismo elettorale” previsto dalla norma regionale, che in questa sede assume la natura di parametro violato, viene definito “regola del voto limitato” che consente ad ogni Consigliere Comunale di esprimere una sola preferenza, nell’ambito di un’unica votazione, tra tutti i candidati ammessi a partecipare alla selezione. Tale meccanismo è stato previsto affinché la selezione dei componenti della Commissione per il Paesaggio avvenga con modalità tali da garantire l’espressione del pluralismo politico in seno all’organo consiliare dei Comuni, evitando dunque che tali soggetti possano essere espressione di una sola forza e/o alleanza maggioritaria violando, in tal modo, il principio del favor partecipationis. L’espressione di un solo nominativo di preferenza, da parte di ogni singolo Consigliere Comunale, è dunque finalizzata ad evitare la creazione di un “monopolio” maggioritario in seno alla Commissione per il Paesaggio e paralizzare ogni possibile strumentalizzazione politica delle funzioni da essa svolte nella delicata materia dei beni ambientali e paesaggistici. Tali garanzie sono state del tutto vanificate, poiché sia il R.U.E.C del Comune si pongono in palese contrasto con la normativa regionale, che ha imposto rigide modalità di voto non derogabili dall’Ente Locale. Il legale di parte evidenzia come la violazione delle prescrizioni e delle garanzie, stabilite dalle disposizioni regionali, si concretizzi, innanzitutto, attraverso le previsioni contenute nel R.U.E.C. vigente, attraverso le disposizioni di cui all’art. 27 del suddetto regolamento (così come interpretato dalla maggioranza consiliare). Il R.U.E.C. del Comune viene ritenuto un atto di normazione secondaria che ha manifestato la sua efficacia lesiva solo al momento dell’adozione della deliberazione che nomina la Commissione casamicciolese ed all’atto della sua interpretazione ad opera della maggioranza consiliare (difformemente al parere espresso dal Segretario Comunale). Ictu Oculi Sulla base del Regolamento Urbanistico comunale stabilisce per la nomina della commissione il Comune di Casamicciola, dunque, oltre a violare apertamente la normativa di riferimento, ha completamente snaturato e delegittimato il meccanismo previsto dal Legislatore Regionale, aderendo così al meccanismo del “voto separato” e riconducendo la nomina dei componenti della suddetta Commissione all’appannaggio esclusivo e assoluto della forza politica di maggioranza espressa in seno al Consiglio. Invero, l’adesione al meccanismo del voto separato – per sua natura contrapposto al voto limitato – determina la definitiva sterilizzazione di ogni altra forza politica presente in Consiglio Comunale, assolutamente incapaci di superare le avverse determinazioni della maggioranza e le preferenze da questa espresse. La maggioranza piglia tutto Ogni Consigliere Comunale ha illegittimamente manifestato la propria preferenza per n. 5 diversi candidati attraverso ben n. 5 diverse votazioni suddivise per materia e dunque in violazione della normativa regionale che prevede, di tutto contro, la modalità del voto limitato in cui“ogni Consigliere può esprimere un solo 13 nominativo”per l’elezione dei componenti esperti della Commissione Locale per il Paesaggio. In tal modo, tutti i componenti della Commissione per il Paesaggio sono stati selezionati ottenendo lo stesso numero di preferenze (9 voti), esattamente corrispondente al numero dei Consiglieri votanti, in quella occasione, nel civico consesso ed appartenenti alla maggioranza consiliare. Il Comune ha violato e falsamento applicato la normativa regionale di riferimento attraverso un meccanismo riconducibile al c.d.“voto separato” e riconducendo la nomina dei componenti della suddetta Commissione all’appannaggio esclusivo e assoluto della forza politica di maggioranza espressa in seno al Consiglio. Invero, l’adesione al meccanismo del voto separato – per sua natura contrapposto al voto limitato – determina la definitiva sterilizzazione di ogni altra forza politica presente in Consiglio Comunale, con evidenti riflessi sul principio del c.d. favor partecipationis, assolutamente incapaci di superare le avverse determinazioni della maggioranza e le preferenze da questa espresse. L’ingegnere escluso evidenzia il non voto della minoranza Dalla Delibera di consiglio n. 36/2019, oggetto di impugnazione, si evince come n. 4 Consiglieri (di minoranza) – segnatamente i Sigg. Mennella, Cimmino, Ferrandino, Barbieri– non abbiano provveduto alla votazione. Invero, anche se questi avessero espresso il loro voto contrariamente alle scelte della maggioranza, utilizzando il meccanismo del voto separato sarebbero riusciti ad ottenere un massimo di 4 preferenze individuali per ognuna delle cinque materie, inidonee a contrastare il decisum maggioritario (pari a 9 preferenze per ognuna delle cinque materie) e ad ottenere la nomina di almeno un Commissario. Il voto limitato, invece, avrebbe adeguatamente garantito il pluralismo delle forze politiche, la tutela delle minoranze e la concreta diminuzione del pericolo di ingerenza politica nei lavori della Commissione, nonché il principio del favor partecipationis. Stop alla commissione e a tutte le pratiche approvate! Per quanto riguarda l’ulteriore requisito del cd. “periculum in mora”, occorre rilevare che la Commissione Locale per il Paesaggio del Comune di Casamicciola è stata individuata mediante un meccanismo illegittimo. Pertanto, l’accoglimento del presente ricorso determinerà la caducazione della Commissione stessa e dei provvedimenti da essa dottati medio tempore, con conseguente blocco delle funzioni Comunali in materia Paesaggistica ed Ambientale, nonché in pregiudizio dei principi di efficacia ed efficienza cui deve essere improntata l’azione amministrativa, della necessaria tutela dell’ambiente e del paesaggio e dell’affidamento del cittadino in ordine alla legittimità dei provvedimenti rilasciati dall’Amministrazione. Inoltre, le modalità di elezione della Commissione determinano, altresì, un danno immanente, corrispondente al vulnus subito dall’unitarietà del corpo elettorale in favore della sola forza politica di maggioranza. Ferrandino, Cimmino Barbieri ricorrono al Tar L’Avv. Stefania Linguella di Torre del Greco Via ricorre al TAR nell’interesse dei sigg.ri Loredana Cimmino,Sig. Arnaldo Ferrandino, Ignazio Barbieri contro il Comune di Casamicciola Terme, in persona del Sindaco e contro il Sig. Arcamone Francesco, il Sig. Manzi Federico, il Sig. Calise Giovanni, il Sig. Davide Brescia, il sig. Lombardi Luigi. Fatto. Per Arnaldo & Co. fa fede Pollice Con apposito ricorso l’Ing. Massimo Pollice manifestava di aver partecipato alla procedura per la selezione dei componenti della commissione Locale per il Paesaggio nella quale, tuttavia, egli veniva escluso. Pertanto, impugnava gli atti indicati in epigrafe e, in particolare, muoveva specifiche censure di illegittimità avverso il novellato Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale, e segnatamente avverso l’art. 27 del Regolamento disciplinante le modalità di selezione dei membri esperti in seno alla Commissione del Paesaggio, nonché avverso la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 36 del 08.10.2019 con la quale veniva disposta la Nomina dei 5 Membri esperti della Commissione Locale per il Paesaggio per il triennio dal 01/08/2019 al 31/07/2022. “Gli odierni interventori, consiglieri di minoranza in seno al Civico Consesso del Comune di Casamicciola- scrive il trio del’opposizione- hanno patito un vulnus delle proprie attribuzioni, in quanto le modalità prescelte per la votazione hanno comportato la totale sterilizzazione della minoranza consiliare, assolutamente incapace di individuare almeno un esperto da destinare alla Commissione e dunque relegata ad una partecipazione meramente formale nella decisione. Pertanto, essi hanno interesse a far valere, eventualmente anche in via autonoma, l’illegittimità della procedura seguita dal Comune di Casamicciola per la nomina dei componenti della Commissione Locale per il Paesaggio, in uno agli atti presupposti, poiché tale da determinare la caducazione dell’intera deliberazione e la rinnovazione delle operazioni di voto in conformità alle modalità indicate dal Legislatore Regionale e, dunque, conformemente all’avviso pubblico. Pertanto, con il presente atto si contesta espressamente la legittimità del modus operandi del Comune di Casamicciola“. Cosi il ricorso presentato dall’avocato di Cimmino, Ferrandino e Barbieri, l’avvocato Stefania Linguella è uguale in tutto e per tutto, fatte qualche passaggio d’eccezione a quanto segnalato dal legale Ucciero per l’Ingegnere Pollice. L’Istanza cautelare di “Rispetto“ che inguaia soprattutto i terremotati e blocca le pratiche edilizi e non solo Il fumus sussiste anche per il trittico di “Rispetto“ nelle modalità di voto che non lasciano spazio alla concorrenza della minoranza in base al RUEC che andrebbe in contrasto alla norma regionale. Per quanto riguarda l’ulteriore requisito del cd. “periculum in mora”, viene anche nella fattispecie rilevato che la Commissione Locale per il Paesaggio del Comune di Casamicciola è stata individuata mediante un meccanismo illegittimo. Pertanto, l’accoglimento del presente ricorso determinerà la caducazione della Commissione stessa e dei provvedimenti da essa dottati medio tempore, con conseguente blocco delle funzioni Comunali in materia Paesaggistica ed Ambientale, nonché in pregiudizio dei principi di efficacia ed efficienza cui deve essere improntata l’azione amministrativa, della necessaria tutela 20 dell’ambiente e del paesaggio e dell’affidamento del cittadino in ordine alla legittimità dei provvedimenti rilasciati dall’Amministrazione. Tutto per avere un nome da spendere in commissione. Contestate infatti soprattutto le modalità di elezione della Commissione che per quelli di Arnaldo “ determinano, altresì, un danno immanente, corrispondente al vulnus subito dall’unitarietà del corpo elettorale in favore della sola forza politica di maggioranza“. Né più e né meno di quanto contestato per conto del Pollice tre giorni prima nel “suo“ ricorso firmato Avv.Ucciero.Il potere logora chi non ce l’ha.
L’eccezionale ondata di maltempo del mese di novembre, in particolare dei giorni 12 e 13, ha causato danni che rendono necessaria l’adozione di iniziative da parte delle Amministrazioni comunali isolane. Nel caso del Comune d’Ischia la Giunta, in attesa dell’eventuale assegnazione di contributi conseguenti alla dichiarazione di calamità naturale, ha varato un progetto di interventi per la messa in sicurezza del territorio da finanziare tramite un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. Nella delibera immediatamente eseguibile approvata (vista l’urgenza) si evidenzia infatti che «il territorio comunale è stato interessato dal pomeriggio del 12/11/2019 sino alle prime ore del 13/11/2019 da un eccezionale fenomeno atmosferico, con abnormi precipitazioni piovose, venti fortissimi con consequenziali mareggiate, che hanno causato ingenti danni alle strade, agli edifici pubblici e privati ed in particolare a tutte le coste e l’abitato costiero del Comune di Ischia; che l’intensità di tali fenomeni atmosferici hanno causato numerosi cedimenti alle sedi stradali, alla scomparsa di tutti gli arenili del Comune di Ischia e gravi danneggiamenti agli stabilimenti balneari; che in molte parti del territorio comunale si sono verificate cadute di piante di alto fusto, cedimenti banchine e marciapiedi, sollevamento basoli e sanpietrini, caduta di lampioni, cedimento di una porzione del pontile di collegamento del Borgo di Ischia Ponte con il Castello Aragonese, bene appartenente al patrimonio storico monumentale del Comune di Ischia». Quindi si ricorda che il sindaco «ha trasmesso agli Enti competenti la dichiarazione dello stato di calamità naturale sul territorio del Comune di Ischia, ai sensi della normativa vigente, con la conseguente richiesta di un idoneo contributo per far fronte alle spese derivanti dai danni verificatisi nel territorio comunale». In attesa, del contributo, l’arch. Consiglia Baldino, responsabile dei lavori pubblici, ha già redatto il progetto definitivo degli “interventi vari di messa in sicurezza del territorio comunale a seguito degli eventi calamitosi dei giorni 12-13/11/2019”, del costo complessivo di 215.304 euro, di cui 134.500 per i soli lavori. Non si specifica in cosa consisteranno tali interventi vari, che sicuramente non potranno risolvere alla radice tutte le criticità, come ad esempio la difesa della costa. Si spera almeno che servano realmente a mettere in sicurezza il territorio, considerando che i fenomeni climatici estremi diventeranno sempre più frequenti. Ad ogni modo, approvando il progetto definitivo la Giunta ha reso possibile la richiesta di mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti. Le cui procedure per l’attivazione saranno curate dal rup ing. Francesco Fermo. Un altro indebitamento, dunque, per far fronte a una vera emergenza, in attesa che arrivi l’eventuale contributo per lo stato di calamità naturale. Gli interventi saranno inseriti nel programma delle opere pubbliche per il triennio 2019-2021 e la relativa variazione di bilancio assunta in via d’urgenza dalla Giunta dovrà poi essere ratificata dal Consiglio comunale.
Quello di questa sera sarà un consiglio comunale lacrime e sangue per i cittadini di Ischia. Grazie alla poco attenta gestione del servizio manutenzione di Ischia Ambiente, automezzi e immobili comunali, i consiglieri comunali di Ischia dovranno approvare una variazione di bilancio del comune di Ischia di ben 385 mila euro! Una mazzata dovuta ai maggiori costi registrati nell’anno 2018 da Ischia Ambiente. Di questi 385 mila euro, stando alle macrovoci del bilancio della partecipata, oltre 200 mila euro sarebbero riferiti ai servizi di manutenzione degli automezzi presso l’officina Iuiliano di Napoli e altri, invece, per la manutenzione degli immobili comunali. Un rincaro di quasi 400mila euro sugli oltre 7 milioni di euro del capitolato di Ischia Ambiente che pagheranno i cittadini e le imprese di Ischia con la tassa sui rifiuti. Purtroppo, quest’anno, la manovra coi fondi di bilancio come negli anni scorsi non è riuscita e allora, Enzo Ferrandino è dovuto rincorrere al “Fondo di riserva” per coprire il buco della Ischia Servizi Spa. Inizia bene l’esperienza di Ciro Ferrandino.
inserito da Michele Pappacoda L’abbraccio a questa mamma e questo papà è il più forte che possiamo fare, però, oggi, siamo costretti a raccontare questa triste vicenda.
La giovane coppia di Ischia si affida ad un ginecologo ischitano che opera in terra ferma e, così come per gli altri parti, anche per il questo le preoccupazioni sono sempre le stesse. Le ansie, le paure e l’emozione rendono questi momenti sempre più caldi.
Domenica scorsa, arrivati alla 36esima settimana, dopo un controllo programmato, la coppia si trasferisce presso un’abitazione napoletana per essere più vicini alla clinica dove il ginecologo opera così da evitare stress dovuti al meteo e ai collegamenti marittimi. Il controllo è nei limiti e paziente e medico si danno appuntamento a mercoledì. Sembra che i liquidi siano diminuiti e che ci sia una presenza di muchi. Passano i giorni e, come programmato , questa giovane mamma si presenta al suo appuntamento con il ginecologo e, dopo il controllo, si decide per il ricovero presso questa clinica napoletana. Si effettua il primo tracciato alle 18, un secondo alle 24 e dai controlli non ci sono segnali di preoccupazione oltre quelli che avevano costretto la donna al ricovero.
La notte passa fino a quando, però, alle 6.00 del mattino di giovedì la mamma ischitana vede che le altri pazienti si affrettano per eseguire il tracciato di controllo e lei, invece, resta nel suo letto.
Passano altre ore fino a quando alle 8.30, la donna viene portata in sala parto e, dal tracciato, non ci sono segnali dal cuore del bimbo. Il battito non c’è più. Il piccolo cuoricino che solo otto ore prima batteva forte, ora è fermo. La corsa, immediata, nella sala operatoria, però, non serve a nulla: il neonato nasce morto. Parte la denuncia dei familiari, la Polizia arriva sul posto e il pubblico ministero di turno ordina il sequestro della piccola salma, della placenta e della cartella clinica.
Martedì mattina, come già disposto dagli inquirenti, si terrà l’esame autoptico sul piccolo corpicino nato morto alla presenza degli avvocati e dei tecnici già indicati dalle parti. Per trarre giudizi è ancora presto. Bisogna attendere gli esiti delle indagini. Nel frattempo, però, abbracciamo, ancora una volta, questa mamma e questo papà perché la prova che devono affrontare è molto dura.