Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Sono 151 le persone contagiate dal Covid-19 nelle ultime 24 ore in provincia di Avellino. Dato preoccupante in relazione ai pochi tamponi effettuati, 750. L'indice di positività, infatti, supera il 20 per cento, molto più alto rispetto alla media nazionale. Ecco la mappa dei contagi comune per comune come comunicato dal bollettino giornaliero dell'Asl di Avellino:
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Per convincere a non denunciare l’indagato Marco Frasca (già in carcere per il tentato omicidio di Alessio Romagnuolo) dopo il brutale pestaggio di un operatore del 118, intervenuto a suo avviso in ritardo nel soccorso del padre poi deceduto, la fidanzata di Frasca cerca di interpellare addirittura il pluripregiudicato Danilo Volzone. Il coinvolgimento del pluripregiudicato non va a termine solo perché l’indagato Yuri Perrino (già in carcere per il tentato omicidio di Alessio Romagnuolo) lo riesce a contattare per primo e a minacciarlo di pesanti ritorsioni se non avesse ritratto o modificato la versione fornita agli inquirenti nell’immediatezza dei fatti. “Ti sei rovinato con le mani tue…” L’operatore del 118 nel corso del processo, conclusosi con il proscioglimento di Frasca, non si presentò a diverse udienze. Il giudice pensò che volesse ritirare la denuncia. In realtà l’operatore del 118 ascoltato successivamente dagli inquirenti per ricostruire i fatti: riferisce di “non aver avuto alcuna intenzione di non denunciare e di essere presentato anche in udienza sbagliando orario”. Intanto fornisce altri elementi utili agli inquirenti, in relazione alla serata dell’aggressione subita da parte di Marco Frasca. “Mentre ero al pronto soccorso in attesa che mi venissero applicati i punti di sutura in bocca si avvicinarono tre uomini chiedendomi di evitare di presentare la denuncia contro il loro amico e diventarono sempre più minacciosi. Uno di loro mi afferrò per il petto e mi scaraventò contro il muro” .Poi disse “tu forse non hai capito che se denunci ce la prendiamo con te e la tua famiglia”. Dopo un primo momento di paura decise comunque di denunciare. “Dopo la mia denuncia nessuno si è più avvicinato per rivolgermi minacce per farmi ritrattare”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Torna a salire la curva dei contagi in Irpinia: l'Asl Avellino segnala su 1.316 tamponi processati 261 persone risultate positive al virus in sole 24 ore. ecco l'elenco dei contagi comune per comune
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Avellino che ha condotto le indagini insieme ai carabinieri di Avellino, le sei persone arrestate oggi, alle prime ore del mattino, imponevano il pizzo a commercianti e imprenditori. i nomi degli arrestati L'ordinanza che coinvolge il capoluogo irpino ed alcuni comuni dell’hinterland, ha riguardato persone già detenute per il tentato omicidio di Alessio Romagnuolo. In carcere i carabinieri hanno notificato tre ordinanze per Sebastiano Sperduto, Yuri Perrino, Marco Frasca mentre Maurizio Di Gaeta si trova ora ai domiciliari. Sono state eseguite altre due ordinanza con l'obbligo di dimora. le accuse Al momento delle indagini i soggetti sono ritenuti responsabili di estorsioni ai danni di attività commerciali nonché imprenditori della provincia. Alle vittime veniva veniva imposto il pizzo usando anche violenza. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura della Repubblica, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di estorsioni, lesioni personali aggravate, violenza privata, nonché intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, furto aggravato e altro. Sono state eseguite perquisizioni con l’ausilio di unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno nonché di un velivolo del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Marzano di Nola. Clan Sangermano, tra i fedelissimi anche un commercialista irpino C.M., pienamente coinvolto nelle attività illecite del sodalizio e fortemente preso in considerazione dalle figure apicali dello stesso. Componenti dell’organizzazione criminale che il professionista irpino frequentava con assiduità. Ad avviso degli inquirenti “il suo operato contribuisce inconfutabilmente ad incrementare ed assicurare l’egemonia del clan sul territorio di operatività e solidità”. A lui sono state affidate le risorse economiche del sodalizio. “Grazie alle sue conoscenze, con i rapporti con altri professionisti e funzionari consente ai componenti dell’organizzazione criminale ad aver accesso anche alle erogazioni pubbliche, nonché provvede al recupero delle somme di denaro prestate sotto forma di usura dalle persone inadempienti”. Le indagini della direzione distrettuale antimafia di Napoli Grazie all’inserimento nel contesto associato Sangermano e all’elevata considerazione di cui gode beneficia di una riconosciuta e preponderante capacità di intimidazione nei confronti dei soggetti usurati e in generale di tutta la comunità. Circostanza che trova ristoro in una conversazione captata dagli inquirenti mentre parla a telefono con il fratello dopo l’intervento di C.M. su un suo debitore. “no quello ha portato di tutto… abbiamo risolto, il problema non è questo io gli ho detto… ho detto noi non siamo queste persone di fare linguaggi…quello si è cagato sotto C….il succo! Io l’ho capito bene”. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Carmine Sanseverino, medico referente dell'Anaao Assomed al Moscati: scelta prevedibile del nuovo governo. Ora cautela per malati fragili Avellino. La Campania alza il muro contro il ritorno anticipato negli ospedali di medici e sanitari non vaccinati deciso con il primo decreto legge del Governo Meloni. Il governatore De Luca ha inviato ai Direttori generali della Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere una direttiva con la quale «si fa obbligo di definire l'impiego del personale sanitario non vaccinato tutelando la salute dei pazienti e degli operatori vaccinati”.400 sanitari no vax in Campania pronti a tornare in corsia Si tratta di 400 sanitari in tutta la Regione. In Irpinia, sono una quarantina, tra medici e infermieri, quelli sospesi dall'attività tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2022 perché non avevano fatto il vaccino contro il Covid-19. Interessati dal reintegro anticipato sono 5 sanitari del Moscati, circa 10 sanitari dell'Asl di Avellino e 27 liberi professionisti (tra medici di base e odontoiatri ) tutti pronti a tornare in servizio. Il nuovo decreto Il nuovo decreto prevede una vera e propria rivoluzione in fatto di controllo del covid e contempla anche l'abolizione dell'uso di mascherine negli ospedali e pure un passo indietro sulle multe ai cittadini dai 50 anni in su non vaccinati. “C’era da aspettarselo. Il dottore Sanseverino: cautela per i fragili Commenta il dottore Carmine Sanseverino, simbolo della lotta al covid, rimasto contagiato due volte dal virus, esempio di camice bianco in trincea dalle prime fasi della pandemia -. Questo provvedimento non mi stupisce. Una scelta quella di consentire ai medici e sanitari non vaccinati di tornare al lavoro, su cui serve una riflessione molto seria. Condivido la scelta del Governatore di tutelare i pazienti fragili”. Il sindacato Anaao Assomed critica il reintegro dei non vaccinati negli ospedali: I medici e i sanitari che non si sono vaccinati contro il Covid devono quanto meno restare fuori dai “reparti con pazienti fragili maggiormente a rischio“ .Il sindacato: fuori dai reparti con pazienti a rischio È la richiesta che arriva dall’Anaao Assomed, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici ospedalieri, all’indomani del primo decreto approvato dal governo Meloni in Cdm, che ha previsto il reintegro dei no vax negli ospedali a partire dal primo novembre. Tecnicamente, il testo approvato dal Consiglio dei ministri ha abolito l’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie, che era in scadenza il prossimo 31 dicembre. De Luca: scelta gravissima Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, parla di una decisione “gravissima e totalmente irresponsabile“, la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) già propone una soluzione alternativa: l’obbligo vaccinale deve essere inserito nel codicedeontologico. “Ho sempre pensato che non dovesse essere necessaria una norma per un’azione che dovrebbe essere parte integrante delle responsabilità del medico, che deve proteggere la salute del suo paziente anche vaccinandosi”, ha spiegato il segretario nazionale Silvestro Scotti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Scongiurato l'ennesimo femminicidio in Campania Avellino. Pedinamenti, molestie telefoniche, minacce e offese: questa è la triste sequela di azioni attraverso cui un uomo perseguitava l’ex fidanzata. Un altro delicato caso di violenza di genere che ha visto il provvidenziale intervento dei carabinieri del comando provinciale di Avellino. I fatti Nel pomeriggio di ieri, la donna ha contattato il “112”, riferendo allarmata che il suo ex la stava inseguendo in auto mentre era a diporto nel Comune di Serino. Intuita la gravità dei fatti, i militari in servizio alla centrale operativa hanno tempestivamente attivato le pattuglie presenti in quell’area ed hanno al contempo istruito con precise indicazioni telefoniche la donna circa le strade da percorrere facendo sì che l’uomo venisse bloccato, in sicurezza, dai militari. E' stata una corsa contro il tempo Data la delicatezza della situazione, i carabinieri della stazione di Serino hanno accompagnato il 50enne e la donna in Caserma, dove quest’ultima ha coraggiosamente ricostruito tutte le persecuzioni che da tempo era costretta a subire da parte del predetto, già oggetto di denuncia. L'interrogatorio e l'arresto dell'uomo Messo di fronte alle proprie responsabilità, l’uomo è stato dichiarato in arresto per “stalking” e, d’intesa con la Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto agli arresti domiciliari. Questa grave tipologia di violenza ha assunto nel corso degli anni una valenza sempre maggiore. L’invito del comando provinciale dei carabinieri di Avellino è sempre quello di trovare il coraggio di denunciare e segnalare: la comunicazione e la sensibilizzazione sul problema rappresentano uno strumento essenziale per la lotta alla violenza. Proprio in tal senso la prevenzione e il contrasto di questo particolare fenomeno sono al centro dell’azione dell’arma dei carabinieri che in Irpinia può contare sulle 7 Compagnie e 67 Stazioni. L'opera di prevenzione Presso la caserma “Litto”, sede del comando provinciale dei carabinieri, è attiva l’“aula protetta”, dove le vittime di violenza di genere vengono aiutate a riconquistare la dignità e la serenità perdute, denunciando i loro aguzzini: uno spazio accogliente e riservato, nel quale si possono raccontare gli abusi, le violenze e le vessazioni subite. Tutto ciò, al fine di raccogliere, in un ambiente non promiscuo rispetto ai normali uffici di ricezione del pubblico della caserma, le denunce di minori e/o di donne vittime di reati violenti o contro la famiglia. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Violenza sessuale, rissa e lesioni aggravate tra extracomunitari al centro sociale di Avellino: ha preso il via il processo a carico di un 32enne, cittadino di origini somale. Nell’udienza svoltasi davanti al tribunale di Avellino, in composizione collegiale, presieduto dal giudice Giampiero Scarlato, a latere Giulio Argenio e Lorenzo Corona, sono state affrontate le questioni preliminari, ammessi i mezzi di prova richiesti dalle parti e dichiarata l’apertura del dibattimento. Il processo è stato poi rinviato al prossimo 21 marzo per l’espletamento dell’istruttoria dibattimentale, che incomincerà con l’escussione della persona offesa. L’uomo, difeso dall’avvocato Angelo Polcaro, inizialmente rispondeva anche di rissa aggravata e lesioni personali aggravate- da quest’accusa in accoglimento delle richieste della difesa già è stato prosciolto in fase di udienza preliminare- nei confronti di una 26enne enne sua connazionale, anch’ella ospitata all’epoca dei fatti presso la struttura di accoglienza ubicata al centro città. Le accuse mosse nei suoi confronti Stando alla denuncia presentata dalla donna, la stessa sarebbe stata più volte costretta a subire atti sessuali posti in essere dal 32enne. Una vicenda venuta alla luce, solo quando, la donna stanca di subire le continue molestie, si sarebbe ribellata e aiutata da una sua amica e connazionale avrebbe reagito cercando di malmenare il suo molestatore. Una reazione che portò ad una colluttazione fisica tra i tre cittadini extracomunitari, il 32enne e le due donne, sfociata in una vera e propria rissa. Per tentare di sedare gli animi e bloccare la rissa, i responsabili della struttura, furono costretti ad allertare le forze dell’ordine. Sul posto, infatti prontamente giunsero, due pattuglie della squadra Volante della Questura di Avellino, che rinvennero il 32enne, trattenuto con forza da una delle due donne, mentre un’altra cercava di colpirlo con una grossa pietra che brandiva tra le mani. Dunque, si rivelò davvero provvidenziale l’intervento della polizia che evitò il peggio, ponendo fine alla violenta colluttazione nella quale peraltro le due donne riportarono anche lesioni debitamente diagnosticate dall’ospedale san Giuseppe Moscati, dove dopo l’intervento della polizia furono trasportate. E solo in quel momento la donna raccontò alle forze dell’ordine le violenze che nei giorni di permanenza presso la struttura cittadina era stata costretta a subire ad opera del 32enne somalo. Da qui la denuncia nei confronti dell’uomo, e le conseguenti indagini sfociate poi nell’odierno processo. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Condizioni di vita insopportabili, per gli inquilini delle case popolari di Rione Quattrograne Ovest, periferia sud della città di Avellino. Le case da abbattere sono state svuotate da ogni arredo, mobile oggetto lasciato dagli ultimi inquilini dei prefabbricati comunali, venuti su per l'emergenza terremoto dell'Ottanta, e diventate case stabili per intere famiglie. Ma, da un mese ai piedi, delle grosse scatole in amianto si è creata, nei fatti, una mega discarica, che è diventata l'immagine del degrado ad Avellino. I cittadini chiedono al sindaco, Gianluca Festa, un intervento immediato, perchè ogni cosa venga subito rimossa. L'appello al sindaco Una situazione insostenibile per chi vive nel quartiere. "Non siamo cittadini di serie B e non possiamo far finta di nulla. Senza contare che sono tanti gli incivili che lanciano sacchetti e abbandonano altri oggetti e mobili, vedendo questa maxi discarica"
INSERITO DA MIKI PAPPACODA A seguito di una mirata ed articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, personale del Commissariato di PS di Ariano Irpino (AV) nella mattinata odierna ha dato esceuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Benevento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 28enne di Napoli, attinto da gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di truffa aggravata nei confronti di una 96enne di Ariano Irpino, in concorso con soggetti complici allo stato rimasti ignoti. Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia-querela sporta dall’anziana, nella circostanza vittima della c.d. “truffa del falso nipote”. La donna infatti aveva ricevuto una telefonata da parte di un ragazzo che le aveva fatto credere di essere il nipote e che aveva bisogno di denaro per sbloccare un sequestro presso l’ufficio postale. Il falso nipote, asserendo di non potersi allontanare dal luogo dove si trovava, aveva avvisato la nonna che di lì a poco presso la sua abitazione si sarebbe recato un uomo per ritirare i soldi che gli occorrevano. Secondo la prospettazione della denunciante, mentre la stessa era ancora al telefono con il falso nipote, era arrivato a casa sua un giovane al quale l’anziana donna ha dato una cospicua somma di denaro e alcuni monili in oro. Il giovane era poi andato via. L’interlocutore intanto aveva detto all’anziana che quanto consegnato non era sufficiente e che si sarebbe recato da lei un altro soggetto a prendere il resto. Dopo qualche minuto, si è presentato presso l’abitazione dell’anziana un altro uomo, al quale la stessa ha consegnato altro denaro in contanti e altri oggetti in oro. L’attività di indagine, grazie agli elementi raccolti nell’immediato in occasione del sopralluogo ed alla successiva attività d’indagine delegata dalla Procura, anche mediante la rilevazione delle tracce papillari sul luogo dei fatti e l’analisi delle impronte, ha permesso di raccogliere celermente gravi indizi di colpevolezza a carico del 28enne ed il GIP presso il Tribunale di Benevento, accogliendo la richiesta della locale Procura, ha emesso il provvedimento applicativo della misura cautelare degli arresti domiciliari, ritenuta proporzionata alle esigenze cautelari caso concreto. Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva. IRPINIANEWS.IT