PRIMO PIANO ANTEPRIMA ROMA BERLUSCONI CONDANNATO A 4 ANNI: LE REAZIONI SUI SITI ESTERI. I POSSIBILI SCENARI VIDEO
INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - Silvio Berlusconi viene condannato per la prima volta in via definitiva. La Corte di cassazione nel terzo grado di giudizio ha confermato la condanna a 4 anni per frode fiscale nel processo Mediaset e rinviato a un nuovo giudizio d'appello solo per quel che riguarda la rideterminazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. REAZIONI SULLA STAMPA ESTERA La conferma della condanna di Silvio Berlusconi ha fatto il giro del mondo. In televisione, come sulla stampa e sui siti delle testate internazionali, la notizia del verdetto della Corte di Cassazione ha riempito le prime pagine. «La condanna di Silvio Berlusconi agita l'Italia» titola Le Figaro, che riporta la notizia in home page, «La condanna di Berlusconi confermata dalla Corte di Cassazione italiana», scrive invece il Guardian. La notizia è ripresa anche da alcuni media russi, dall'agenzia di stampa Ria Novosti, all'emittente televisiva Rt, il cui titolo è: «Berlusconi condannato a quattro anni di prigione». Alla sentenza di ieri Al Jazeera dedica anche un video, mentre Oltreoceano la notizia è stata ripresa dal Los Angeles Times, così come dal Washington Post. Se il quotidiano inglese Financial Times scrive in prima pagina «Ricorso respinto», l'International Herald Tribune titola: «La corte conferma la condanna per frode fiscale di Berlusconi». In Spagna la sentenza è citata in apertura dal Pais nella sua edizione di oggi ed è ripresa anche dal sito del Mundo. Ma anche il video messaggio dell'ex premier è in apertura dei siti internazionali, da quello della Bbc a quello dello Spiegel, ed è stato in parte trasmesso anche dalla Cnn. COSA SUCCEDE? Ora le domande dei cittadini italiani convergono tutte in un quesito: cosa accadrà adesso a Silvio Berlusconi? Si può ricandidare? Manterrà il suo ruolo in Senato? Sarà ancora Cavaliere? Andrà in carcere? "NON FARÒ L'ESULE" «Non farò l'esule, come fu costretto a fare Craxi. Nè accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato». In questi termini Silvio Berlusconi avrebbe parlato dei servizi sociali a Libero, in un colloquio-intervista subito smentito da una nota di Palazzo Grazioli. In realtà l'affidamento in prova ai servizi sociali per 12 mesi diventa per il Cavaliere un'ipotesi reale. La scelta per l'ex premier è tra domiciliari o affidamento in prova. Gli arresti domiciliari arriverebbero solo in caso di rifiuto, da parte di Berlusconi, dell'istanza affidamento che a sua volta dovrebbe essere vagliata e valutata dal Tribunale di Sorveglianza, cui spetta il via libera. Per l'ex presidente del Consiglio, che non sembrerebbe intenzionato ad accudire anziani e malati, l'ipotesi dei servizi sociali potrebbe avere comunque riflessi nella vita di tutti i giorni. Spostando tutto su un livello più pratico, i giudici potrebbero decidere per il Cavaliere anche un obbligo di permanenza 'in un luogo designato', che sia la Lombardia e o la provincia di Milano. In questo caso, niente più spostamenti nelle dimore romane e sarde saranno possibili, insieme ai viaggi in mete esotiche. Domicilio permanente potrebbe essere quindi la villa di Arcore, dove Berlusconi sarebbe costretto a tornare a casa ogni sera. A RISCHIO TITOLO CAVALIERE Silvio Berlusconi rischia di perdere il titolo di Cavaliere. Fonti della Federazione nazionale dei cavalieri del Lavoro confermano la possibilità, in base a un regolamento, che possa perdere l'onorificienza. Un addio al titolo che «non è automatico», ma per il quale è necessaria un'istruttoria ad hoc. INCANDIDABILE? Ad ostacolare il cammino di Berlusconi in Parlamento non è tanto la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici quanto l'articolo 3 del decreto legislativo Anticorruzione, approvato nel 2012 con l'allora Guardasigilli Paola Severino. La norma infatti parla chiaro: se sopravviene una condanna definitiva durante il mandato di parlamentare, la Camera di appartenenza deve deliberare ai sensi dell'art. 66 della Costituzione, che disciplina la sopravvenuta ineleggibilità e incompatibilità («Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità»). Cioè la Giunta per le Immunità, in questo caso del Senato, si deve riunire e decidere, dopo aver avviato l'istruttoria del caso ed aver ascoltato la proposta del relatore. Toccherà poi all'Aula dire la parola definitiva con il voto segreto, se questo verrà richiesto da almeno 20 senatori. «A tal fine - recita l'articolo 3 della legge Anticorruzione - le sentenze definitive di condanna emesse nei confronti di deputati o senatori in carica, sono immediatamente comunicate, a cura del pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura penale, alla Camera di rispettiva appartenenza». Ma per Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale (reato la cui pena massima è 6 anni) a 4 anni di reclusione per la vicenda Mediaset, è determinante anche l'articolo 1 dell' Anticorruzione. La norma dice che «non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore» coloro che hanno riportato «condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale» (per il caso di Berlusconi è la lettera (c) dell'art.1 che conta). Quindi non solo Berlusconi è a rischio di decadenza dall'attuale mandato di senatore, ma diventa incandidabile. A prescindere dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.
LEGGO.IT
02.08.2013
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DI GIOVANNI FARZATI
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA



