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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.08.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Agosto 2013, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Santo(i) del giorno : S. GIOVANNI Berchmans, Religioso S.J.,  B. MARCO d'Aviano, Sacerdote O.F.M. Cap.,  S. MASSIMO il Confessore, Teologo Bizantino


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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,1-5.10.12-14. 
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». 
Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 
«In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 
Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. 
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. 
Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. 
Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? 
Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. 
Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. 

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27°GIORNALINO ARTIGIANALE DEL SITO-BLOG WWW.MIKIVETTICA.NET DI MICHELE PAPPACODA

13 Agosto 2013, 09:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

27°GIORNALINO ARTIGIANALE DEL SITO-BLOG WWW.MIKIVETTICA.NET DI MICHELE PAPPACODA

 SITO VETTICA  DI  AMALFI   ONLINE


  Foto di Vettica di Amalfi
 Foto di Vettica di Amalfi 

 

 

 Vettica di Amalfi

 Sito di Michele Pappacoda

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    Responsabile e Titolare del Sito

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MICHELE PAPPACODA
Collaboratori
553987 4875306964196 493515398 n
CECERE ANGELA Vice responsabile
Collaboratrice
431868_4638154988107_1754703600_n-copia-1.jpg
ANNA DI DOMENICO Collaboratrice
482365_10200253982745102_301017419_n.jpg
ANNASTELLA BERTE Collaboratrice
227437 2003962587951 5671684 n
KATIA PERROTTA Collaboratrice

427051 2854280434980 147811775 n
BARBARA PAPPACODA Collaboratrice
404621 109301509224366 1858437854 n
DANIELA RITA CAIRA Collaboratrice

522803 381543255200609 411380551 n (1)
EVA PAPPACODA Collaboratrice
406759 584141881612477 523799944 n (1)
YVONNE ADRIAENS Collaboratrice
903 464501636946579 1480330661 n (1)
KSENIA KULIKOVA Collaboratrice
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MARIA NUNZIA PANICO BORRELLI
Collaboratrice Sez.Poesie
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MICHELA MARTINI Collaboratrice

R

16.07.2013

 

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285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Maria La Camera (Titti per gli amici), di 27 anni, di Positano che lavorava a bordo della Msc Preziosa, è stata trovata morta ieri sera nella sua cabina. Sono stati i suoi colleghi a fare la scoperta, andando a bussare alla porta perchè la giovane tardava a prendere servizio per il suo turno di lavoro. La nave è attraccata regolarmente alle 11,30 questa mattina al porto di Napoli, una tappa della crociera del Mediterraneo che tocca Marsiglia, Barcellona e Tunisi. La morte della ragazza è avvenuta quando la nave si trovava nei pressi di Genova, durante la crociera. Da un primo esame medico a bordo si sarebbe trattato di aneurisma. Il cadavere di Titti sarà sottoposto ad autopsia nella giornata di oggi, presso il Policlinico di Napoli. IL MATTINO.IT

 

17.07.2013

Ravenna, romeno stupra 3 donne in 2 anni: sempre scarcerato
285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Ravenna - In meno di due anni è già stato arrestato tre volte per violenza sessuale, l'ultima oggi. Dopo aver stuprato due donne, e, in entrambi i casi, essere stato arrestato e successivamente rilasciato, un romeno di 42 anni, sabato notte, ha adescato una donna di 38 anni, sua connazionale, offrendosi di darle un passaggio in bici. Ma una volta arrivato in una zona alle porte di Ravenna, l'ha fatta scendere e l'ha violentata senza pietà. 
Dopo la denuncia della vittima, la polizia lo ha fermato e arrestato, per la terza volta in meno di due anni.

http://bologna.ogginotizie.it/260535-ravenna-romeno-stupra-3-donne-in-2-anni-sempre-scarcerato/#.UeT-0tItyk8

 

18.07.2013

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Dopo un inizio d'estate incerto torna l'afa con 'Caronte'. 'Azzurro', il mega-anticiclone, invece, aveva portato la più bella estate in tutta Europa, e i 'flash storm' (temporali veloci e improvvisi). Ora l'estate entra nel vivo con il volto e il caldo di un anticiclone africano che ha radici subsahariane. «Caronte, il traghettatore per eccellenza, si piazzerà sulla penisola a partire dall'ultima settimana di luglio, accompagnandoci così fino a ferragosto», spiega all'Adnkronos Antonio Sanò, direttore dei www.ilMeteo.it. «I 35° saranno la norma - aggiunge il meteorologo- anzi in alcune città come Bologna, Firenze e Roma le temperature supereranno i 36°, con afa e umidità che ci faranno compagnia anche di notte. La colonnina di mercurio salirà ben oltre in Sicilia, Puglia e Calabria, dove nei primi giorni di agosto si toccheranno i 40°». AL NORD SI RESPIRA «Potranno respirare solo alcune regioni del Nord - sottolineano ancora gli esperti di ilMeteo.it - in particolare area alpina e Piemonte. Ma nei pomeriggi e in serata potranno formarsi 'crazy storm', ovvero violenti temporali di calore associati a grandine». Sulle isole «tempo ottimo per tutta l'estate». Con una differenza: «molto mite sulle coste della Sardegna mentre in Sicilia, in particolare Agrigento e Siracusa, si tornerà sulla barca di 'Caronte' con temperature alte. «Dopo ferragosto -conclude Sanò- l'abbraccio dell'anticiclone africano ci lascerà, per consegnarci a unperiodo di tregua prima dell'estate settembrina».

LEGGO.IT

19.07.2013.   

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

MATERA - Vito Tortorelli è nonno di Daniele, bimbo di 6 anni affetto dal morbo di Niemann-Pick. Da tempo ha iniziato una campagna su Facebook seguendo diversi casi simili a quello del nipote. Adesso lancia una petizione online diretta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con l'obiettivo di consentire a loro di potersi curare con cellule staminali. La petizione è intitolata «Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: dare ai bambini malati rari le staminali della Stamina per sopravvivere». "RISPETTO PER LA VITA" Lo scorso 4 luglio il giudice del lavoro di Matera ha disposto con una ordinanza che gli Ospedali civili di Brescia riprendessero con urgenza il trattamento con le staminali. «Sostenere questa petizione - ha scritto Tortorelli nella motivazione all'iniziativa - vuol dire avere rispetto della vita degli altri soprattutto dei bambini affetti da malattie rare, indifesi dalle istituzioni irresponsabili come sta accadendo». UNA PRIMA VITTORIA NEL 2012 Già nel 2012 Vito Tortorelli aveva ottenuto una prima vittoria ribaltando una sentenza che gli imponeva di interrompere le cure con le cellule Staminali GLI ALTRI CASI Tante le battaglie alle quali il nonno di Daniele ha prestato attenzione, sfruttando sempre il canale di Facebook. Ad esempio c'è la storia di Giovanni Procentese, 9 anni di Salerno e anche lui affetto dal morbo di Niemann-Pick. Poi c'è la storia di Michela, 18 anni vittima di un parto difficile che non le permette di essere autosufficiente. E0 costretta a vivere in camper con la mamma Luigina Soldà per restare costantemente in contatto con l'ambiente marino, fondamentale per evitare un utleriore peggioramente della sua grave malattia. Cercano un appartamento vicino la spiaggia ma ancora nessuno è andato in loro soccorso. Di seguito invece un video di un intervento di Tortorelli al convegno "Vite Sospese" dello scorso anno, dove affronta il tema della cura con cellule staminali.

LEGGO.IT

20.07.2013.

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Massimo Di Cataldo è salito ieri sera sul palco del premio Lunezia a Marina di Carrara con le lacrime agli occhi. Nessuno, apparentemente, tra il folto pubblico sapeva della brutta vicenda di cui da poche ore, era protagonista. Le accuse rivolte via facebook, con foto, di averla picchiata. Gli spettatori lo ha applaudito e lui per riconoscenza ha cantato altre due canzoni. Poi, assediato dai fan, ha firmato una valanga di autografi, prima di concedersi una pausa in un ristorante a due passi dal porto di Marina di Carrara. Intorno a mezzanotte si è seduto ad un tavolo, in veranda, accanto al suo manager Martino De Rubeis. Ha ordinato un piatto di verdure e una bottiglia d'acqua. "SCONVOLGENTE, TUTTO FALSO" Per quasi un'ora è stato al telefono, in disparte, coi propri familiari: «Tranquilizza mamma e papà, loro soffriranno più di me, questa è una storia assurda, non ha nulla di vero»: ha ripetuto al telefono. Prima di lasciare il ristorante, alle due di notte, ha ripetuto: «Non riesco a capire, sono scosso, lei è la donna che amo, è la madre di mia figlia, è la persona a cui voglio bene. È una cosa - ha aggiunto il cantante - che mi ferisce profondamente. Non capisco, forse lei avrà delle aspirazioni di vita, artistiche e penso che mi voglia far del male. Perchè? Non lo so, forse perchè ho reagito bene alla nostra separazione, io sto cercando di rimettermi a lavorare, di puntare su me stesso, dopo averle dato tanto; questa sera sono qua per questo, per lavorare, mi sto impegnando nella mia professione, lei mi ha fatto questa azione che non riesco a definire, non ho ancora parlato con lei». Quando apprende che la polizia sta effettuando verifiche sull'attendibilità di alcune foto che l'ex compagna Anna Laura Millacci ha postato sul proprio profilo Facebook tra cui alcune che ritraggono un feto morto in un lavabo ha un sussulto: «No, no, no, non è possibile, non è possibile, è sconvolgente». VERRANNO SENTITI Potrebbero essere interrogati dalla polizia nelle prossime ore Massimo Di Cataldo e la sua ex compagna Anna Laura Millacci, la quale ieri ha pubblicato delle foto sul suo profilo Facebook col volto sanguinante sostenendo di essere stata picchiata dal cantante e per questo di avere abortito. A quanto si è appreso, la donna avrebbe contattato i suoi legali. Sul caso indaga la squadra mobile di Roma, che sta accertando la veridicità delle accuse della Millacci e l'autenticità delle foto sul social network. Tra gli scatti anche quello che ritrae un grumo di sangue in un lavabo e che secondo l'accusa della donna sarebbe il feto abortito a causa delle botte ricevute dal compagno. LA DENUNCIA Sono foto choc quelle che posta su Facebook la ex fidanzata di Massimo Di Cataldo, Anna Laura Millacci.La didascalia che le accompagna dice: «Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor di Cataldo, faccia d'angelo e aspetto da bravo ragazzo l'ho perdonato tante volte. Anche quando ero incinta mi ha picchiata e rosalia é un miracolo sia nata. Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo. Io non ho un carattere facile e le liti possono accadere. Ma mai nessun uomo potrà mai più farmi questo a me e alla vita. E spero che questo outing e sputtanamento punblico sia utile a tutte quelle donne che subiscono uomini che sembrano angeli e poi ci riducono così . Continuando la loro vita sorridenti e divertiti ..come se nulla fosse accaduto. Di Cataldo se proprio devi continuare a fare musica..,se hai un po' di dignità non nominare mai più le donne. Perché le hai sempre e solo menate. Proteggiamo i nostri figli dalla violenza e non facciamoci ingannare dalle canzoni romantiche. È questo lo sa bene pure la tua ex moglie Jorgelina». La donna denuncia anche la perdita di un bambino e invita le donne a ribellarsi a queste violenze domenstiche sottolinenado l'importanza, in tal senso, del social network. LE PAROLE AL SUO UOMO Anna Laura in un post sul suo profilo si rivolge anche allo stesso Massimo: «Caro Massimo Di Cataldo non avrei mai voluto arrivare a dire pubblicamente che uomo sei, e a pubblicare queste foto così terribili. Tu che ci tieni così tanto alla tua faccina angelica.. alla tua carriera ormai fatiscente al punto che hai scelto di convivere con due personalità diverse ed opposte peggio di dottor jekil e mr. Hide Sai...dopo 13 anni di un grande amore ma anche grandi sofferenze ho pensato di farti un regalo. L'ultimo degli infiniti che ti ho fatto in questi anni. Il più prezioso: forse ora prenderai coscienza ...visto che sembri sempre inconsapevole delle tue azioni come farebbe un bimbo di 3 anni. Forse stavolta ti sto aiutando davvero. Ti regalo la possibilità di fare un Upgrade. Quello di diventare finalmente un Uomo. E non lo faccio per rabbia ma per la nostra piccola Rosalù che ha bisogno di un padre e non di un fratellino piccolo e violento. Buona vita Massimino e buon premio Lunezia. Premieranno il tuo grande onore nei confronti di noi donne tutte». LA POLIZIA INDAGA La polizia ha attivato verifiche su alcune foto che ritraggono un feto morto, postate sul profilo Facebook della compagna di un noto cantante romano. «Queste foto che ho postato - si legge su un post pubblicato dalla donna sul social network - sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne». «Anche quando ero incinta lui mi ha picchiata - si legge ancora - Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo. Io non ho un carattere facile e le liti possono accadere. Ma mai nessun uomo potrà mai più farmi questo a me e alla vita. E spero che questo outing sia utile a tutte quelle donne che subiscono uomini che sembrano angeli e poi ci riducono così». Infine la donna fa riferimento alla ex-moglie del cantante, che - sempre secondo quanto avrebbe scritto - avrebbe anche lei subito violenze«. La donna ha anche pubblicato delle foto di quello che sembra un feto morto in un lavabo, nel sangue, e il suo volto che appare tumefatto.

LEGGO.IT

21.07.2013.  

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

KIEV - Il suo stupro ha provocato una rivolta popolare, perchè gli artefici della violenza sono stati proprio coloro che dovrebbero evitarla, due poliziotti. Irina Krashkova è una mamma single di 29 anni che ha deciso di raccontare l'orrore vissuto dall'ospedale dove si trova ricoverata. La donna era uscita la sera e stava tornando a casa dopo una serata in discoteca quando due poliziotti si sono avvicinati, l'hanno costretta a salire in macchina, portata in un bosco, picchiata fino a fratturarle la scatola cranica e infine l'hanno violentata ripetutamente alternandosi. La donna ha detto di essere stata strangolata, picchiata e insultata dai poliziotti. Il popolo è insorto a tali testimonianze a cui si aggiungono gli scatti della donna visibilmente sotto choc e tumefatta al volto e in testa. Probabilmente, sono in molti a pensare, che se non si fosse accesa la rivolta popolare il poliziotto sarebbe rimasto impunito. Ad oggi non ha ancora subito condanne ufficiali o provvedimenti e quello della corruzione e dell'illegalità della polizia russa rimane una piaga del paese, denunciano in molti.

LEGGO.IT

22.07.2013.  

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

OXFORD - Si chiama Martha Fernback, aveva 15 anni ed è morta in un parco a Oxford, Inghilterra, per colpa di un infarto, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy. Forse Martha non si aspettava una droga così pesante: lei aveva richiesto al suo pusher una pasticca di MDMA, una droga più leggera rispetto all'ecstasy rosa che il suo spacciatore le aveva erroneamente dato. Anne-Marie Cockburn, la madre della giovane vittima, non riesce a spiegarsi come sia stata possibile una tragedia così immensa: "Ci è stata portata via la nostra bella ragazza, lei era la più straordinaria la più effervescente e tutti gli amici hanno compreso il privilegio di averla conosciuta - ha commentato la donna - Ora siamo tutti completamente devastati".

LEGGO.IT

23.07.2013. 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La bambina di 12 anni, ricoverata all'ospedale Monaldi, da oltre 100 giorni era tenuta in vita da un cuore artificiale Chiara entra nel futuro. La bimba di 12 anni, ricoverata al Monaldi in attesa di trapianto, è stata operata alle prime luci del giorno. La piccola ammalata, da oltre 100 giorni tenuta in vita da un cuore artificiale, aveva raccontato la sua storia (leggi) in una lettera commovente pubblicata sabato 20 luglio sul Mattino. E lanciato un appello: «Porto un dolore dentro e soffro ogni volta che mi medicano la ferita. Vorrei andare a casa, vorrei tornare a ridere come prima, o meglio di prima e per farlo ho bisogno del vostro aiuto... Donare è un atto d’amore». La solidarietà che ha consentito l'intervento salvavita, in un momento di estremo dolore che ha colpito un'altra famiglia, è arrivata dalla Campania. «A questa famiglia va il mio pensiero e il mio ringraziamento», le prime parole pronunciate, tra le lacrime, da Giuseppe Campagnuolo, quando la figlia è uscita dalla sala operatoria. L'intervento è durato oltre otto ore, ed è stato eseguito dall'équipe di cardiochirurgia con il primario Giuseppe Caianiello, i medici Andrea Petraio, Claudio Marra, Ettore Merlino e l'anestesista Carmela Scarpati, nell'ospedale dell'azienda dei Colli sotto l'egida del manager Antonio Giordano. Articoli correlati: - Solidarietà in crisi in Campania. Solo 29 donatori effettivi nel primo semestre del 2013. Qui si registrano il 41 per cento di opposizioni al prelievo degli organi (leggi). - Aveva voluto rispondere alla lettera di Chiara Campagnuolo anche Fabio Cannavaro (leggi), il campione del mondo che, attraverso Il Mattino, domenica 21 luglio aveva rivolto un appello alle donazioni. A questo messaggio ne era seguito un altro della bimba e di suo padre di Maria Pirro

IL MATTINO

23.07.2013.

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un uomo di 45 anni ha ucciso l'anziana madre e poi con una sega l'ha sezionata mettendo i resti nel frigorifero. Uccide madre, la taglia a pezzi e la mette nel frigo Sembrava il set di un film dell' orrore l'abitazione al secondo piano del civico 36 di via Martuscelli, a Salerno, dove Lino Renzi, 45 anni, con problemi psichici, secondo una prima ricostruzione degli investigatori, ha ucciso la madre, Maria Pia Guariglia, di 70 anni, e poi, dopo averla fatta a pezzi con una sega, ha tentato di cuocerne alcuni resti sulla griglia e in una pentola in cucina. Brandelli di interiora della donna sono stati trovati sulla piastra e in una pentola dalla Polizia e dai vigili del fuoco, che hanno aperto la porta di casa. Le forze dell'ordine e gli operatori sanitari dell'Humanitas sono giunti sul posto dopo una telefonata anonima al 113 che segnalava un forte e acre odore di gas provenire dall' appartamento. Raccapricciante la scena che si sono trovati davanti: gran parte del corpo di Maria Pia Guariglia era sul pavimento del bagno, completamente a soqquadro, rannicchiato tra il water e un mobiletto, con ampie mutilazioni. Lì, il figlio, avrebbe deciso di sezionarla. Lino Renzi, invece, era nella sua stanza da letto, completamente nudo. Non ha proferito parola. I medici, insieme alla Polizia, lo hanno messo in un'ambulanza e portato in ospedale, dove ora si trova in trattamento sanitario obbligatorio. L'uomo è affetto da patologie psichiatriche e, circa tre mesi fa, era stato dimesso e affidato alla famiglia. Secondo quanto si è appreso, sembra che da qualche giorno la donna non si vedesse in giro. Il figlio, invece, sabato scorso, sarebbe stato visto uscire da solo. Non lo faceva mai. Si accompagnava sempre all'anziana madre. Se confermata, questa circostanza avvalorerebbe l'ipotesi che il decesso di Maria Pia Guariglia non sia avvenuto oggi. Comunque, solo l'esame autoptico potrà stabilire l'ora esatta della morte e le sue cause. Tra le ipotesi non si esclude che l'anziana sia morta per qualche malore e che poi il figlio ne abbia fatto scempio oggi. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Salerno, diretta dal vice questore Claudio De Salvo, e dal pm di turno della Procura Maria Carmela Polito. Ad eseguire un primo esame sui resti della donna è stato il medico legale Luigi Mastrangelo. La macabra scoperta ha lasciato allibiti i vicini di casa che non hanno voluto commentare l'accaduto con i numerosi giornalisti e cineoperatori accorsi sul posto.

ANSA

 23.07.2013.

 

406759 584141881612477 523799944 n (1) INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Segnalati 105 farmaci potenzialmente pericolosi - ecco la lista

 

SONO 105 I FARMACI CHE DA OTTOBRE DI QUEST’ANNO SARANNO OBBLIGATORIAMENTE SEGNALATI CON UN TRIANGOLO NERO ROVESCIATO PER TUTELARE I CONSUMATORI

Lo rende pubblico l’EMA, chiarendo che “non vuol dire che la medicina non sia sicura, ma che si vogliono incoraggiare professionisti sanitari e pazienti a segnalare le reazioni avverse sospette, quando si tratta di un farmaco nuovo sul mercato o c’è una limitazione nei dati disponibili sulla sua sicurezza”. Si tratta di farmaci con nuove sostanze attive, farmaci biologici (del tipo dei vaccini) oppure prodotti sui quali l’azienza, per qualche motivo, non ha fornito dati sufficienti. Per il settore italiano, se n’è occupata l’Aifa, che, sul suo sito ufficiale, insieme con l’elenco dei farmaci sottoposti a segnalazione, ha dichiarato: “Si tratta di un provvedimento che rafforza la sorveglianza post marketing a tutela della salute dei cittadini e che prevede un’ulteriore attività di vigilanza per quei medicinali per i quali sono disponibili dati di sicurezza limitati, nell’ottica della trasparenza e del maggior coinvolgimento di pazienti e operatori sanitari nella segnalazione di reazioni avverse”. Per la causa, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha anche aperto una sezione dedicata alla farmacovigilanza nel proprio sito ufficiale. La più soddifatta della decisione è stata la FederAnziani, che con un “finalmente” ha commentato quella che può essere una svolta positiva a favore degli anziani rispetto alle “reazioni avverse” di molti farmaci. La nuova campagna ”Occhio al triangolo: al minimo sintomo avvertici” sarà lanciata in tutta Italia dall’associazione a favore dei 3 milioni di anziani assuntori di farmaci nel Paese, ma soprattutto per sensibilizzare la popolazione ad una problematica di questo calibro.

 

IN DEFINITIVA I FARMACI AI QUALI BISOGNERA’ FARE ATTENZIONE SONO:

Adasuve, Adcetris, Aldurazyme, AMYViD, Arzerra, Atriance, ATryn, Benlysta, Betmiga, Bexsero, BindRen, Bosulif, Bretaris Genuair, Caprelsa, Ceplene, Champix, Cinryze, Cleviprex emulsion for injection 0.5 mg/ml, Constella, Cuprymina, Dacogen, Dexdor, Diacomit, Dificlir,

Edarbi, Edurant, Eklira Genuair, Elaprase, Eliquis, Elvanse2, Enurev Breezhaler, Esbriet, Eurartesim, Eviplera, Evoltra, Exjade, Eylea, Fampyra, Firdapse, Fluenz, Forxiga, Fycompa, Gilenya, Glybera, Halaven, Ilaris, Incivo, Increlex, Influsplit Tetra3, Inlyta, Intelence, Invirase, Ipreziv, Jakavi, Jentadueto, Jetrea, Jevtana, Kalydeco,

Krystexxa, LacTEST, Lyxumia, Naglazyme, NexoBrid, Nimenrix, NovoThirteen,
Nulojix,
Optimark, Pandemrix, Perjeta, Picato, Pixuvri, Prialt, Replagal, Revestive, Rienso,
Ryzodeg,
Seebri Breezhaler, Selincro, Teysuno, Tovanor Breezhaler, Trajenta, Tresiba ,
Trobalt, Tygacil, Tysabri,

Tyverb, Vectibix, Vedrop, Ventavis, Vepacel, Victrelis, Votubia, Vyndaqel,
Xagrid, Xalkori, Xgeva,
Xiapex, Yellox, Yervoy , Yondelis, Zaltrap, Zelboraf, Zinforo, Zytiga.

 

Fonte

  Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 24.07.2013

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La commovente uscita di scena di Susan Flannery, l'attrice che ha interpretato il ruolo di Stephanie Forrester nella soap più amata di tutti i tempi, Beautiful, tra le braccia della sua acerrima nemica Brooke.Che l’attrice Tra le braccia di Brooke su una panchina a Big Bear – Dopo essere svenuta nella sua azienda di famiglia, la Forrester Creations, viene accompagnata in ospedale da Eric e le viene comunicato che il cancro ai polmoni è ritornato ed è troppo diffuso per essere asportato. Conscia che le restano pochi giorni di vita, decide di salutare amici e familiari che hanno riempito la sua vita e quella dei telespettatori con una festa. All’indomani della festa decide di partire per Big Bear e trascorrere le ultime settimane con Eric; un imprevisto porta quest’ultimo a dover far ritorno alla Forrester e Brooke Logan resta a farle compagnia. La straziante uscita di scena della “regina” di Beautiful avviene proprio tra le braccia della sua ex acerrima nemica. avrebbe detto addio a Beautiful era noto a tutti da tempo. Insieme al collega Ronn Moss infatti, l’attrice che interpreta Stephanie aveva deciso di abbandonare la soap uscendo di scena, a differenza di Ridge, definitivamente. Negli States la puntata in cui i telespettatori hanno detto addio ad una delle colonne portanti della soap più amata di sempre è andata in onda il 27 novembre 2012 e la Flannery ha chiuso la sua carriera nel piccolo schermo interpretando una delle scene più commoventi di sempre.

24.07.2013. 

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

RIO DE JANEIRO - Salutando i rappresentanti di altre religioni nel santuario mariano di Aparecida, dopo la messa da lui celebrata, papa Francesco ha abbracciato un imam musulmano e un rabbino ebreo. «I pastori del popolo di Dio, i genitori, gli educatori», sappiano «trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni», ha detto il Papa nella omelia delle messa ad Aparecida. «Per questo - ha aggiunto - vorrei richiamare tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia». «In questo santuario dove sei anni fa si è tenuta la V Conferenza generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi - ha detto il Papa ad Aparecida - è avvenuto un fatto bellissimo di cui ho potuto rendermi conto di persona: vedere come i vescovi - che hanno lavorato sul tema dell'incontro con Cristo, il discepolato e la missione - si sentivano incoraggiati, accompagnati e, in un certo senso, ispirati dalle migliaia di pellegrini che venivano ogni giorno ad affidare la loro vita alla Madonna: quella Conferenza è stata un grande momento di Chiesa». LE CAPRE Non bastassero i bagni di folla lungo la strada, che lunedì scorso hanno creato notevoli difficoltà agli addetti alla sicurezza del pontefice, durante il tragitto in auto dall'aeroporto al centro di Rio de Janeiro, stavolta la comitiva di Bergoglio ha dovuto fare i conti anche con un gruppo di capre, che ha bloccato il passaggio all'uscita dalla residenza papale, a Sumarè, località in cima a una collina di circa 700 metri di altitudine in piena Foresta da Tijuca. Gli animali, una ventina, hanno invaso tutta la corsia della Estrada do Sumarè, una via in discesa che la papamobile ha dovuto percorrere per raggiungere l'aeroporto cittadino e da lì proseguire in aereo verso Aparecida. Alcuni addetti alla sicurezza sono dovuti scendere dalle auto per allontanare le capre dalla sede stradale e far proseguire il corteo di macchine. OMAGGIO ALLA MADONNA DI APARECIDA Il Papa ad Aparecida, dove è stato accolto all'ingresso del santuario dal rettore, si è poi recato nella Sala dei 12 apostoli dove è custodita l'icona della Madonna di Aparecida. Si è tolto gli occhiali e ha sostato in preghiera, in piedi, per diversi minuti. Poi ha toccato la teca che contiene l'immagine mariana e infine ha deposto un mazzo di fiori arancioni davanti all'icona. Quando ha offerto i fiori alla immagine mariana la folla ha applaudito a lungo e con calore. La madonna di Aparecida si festeggia il 12 ottobre, lo stesso giorno della scoperta dell'America nel 1492. La devozione a questa Madonna è profondamente legata alla sofferenza e alla speranza del popolo afroamericano. All'inizio del secolo XVIII, quando la schiavitù era molto diffusa in Brasile, nel nord dello stato di San Paolo, dalle profondità delle acque del Rio Paraiba emerse nelle reti dei pescatori una piccola immagine di terracotta della Madonna. Era di colore nero, lo stesso degli schiavi, ed era spezzata, come la vita del popolo schiavo. Il primo miracolo della madonna di Aparecida sarebbe avvenuto a beneficio dello schiavo nero Zaccaria. L'ARRIVO A bordo di un elicottero proveniente da una città vicina, il Papa è giunto ad Aparecida, dove lo attendono circa 200 mila fedeli, in quella che è la terza giornata della sua visita in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù. Subito dopo essere sceso dall'elicottero che lo ha portato ad Aparecida, il Papa è salito su una jeep bianca che lo ha lentamente portato verso il santuario. Lungo un percorso transennato, Jorge Bergoglio sta salutando i fedeli, molti dei quali hanno passato la notte fuori dall' ingresso del santuario nonostante il freddo intenso di queste ore. La temperatura ha raggiunto anche i 5 gradi. Tra i tanti ombrelli spuntano soprattutto le bandiere di molti paesi latinoamericani (Brasile, Argentina, Messico, Venezuela, Bolivia). Ma ci sono anche i colori italiani, francesi e americani. Al suo arrivo, Bergoglio è stato salutato dal dal vescovo di Aparecida e presidente della conferenza dei episcopale del Brasile, Raymundo Damasceno.

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25.07.2013.

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SANTIAGO DE COMPOSTELA - Si aggrava il bilancio della tragedia del treno deragliato a Santiago de Compostela, in Spagna. Un treno ad alta velocita' (Alvia), in arrivo nella citta' della Galizia, è deragliato ieri sera a poca distanza dalla stazione, provocando una strage. Ci sono molti stranieri tra i feriti del deragliamento del treno a Santiago de Compostela. Lo ha riferito la giunta galiziana. In totale 178 persone sono state portate all'ospedale e 95 sono ancora ricoverate, di cui 36, compresi quattro bambini, sono gravi. Tutte le vittime dell'incidente ferroviario vicino Santiago de Compostela sono state identificate. Lo hanno riferito le autorità galiziane. LE PAROLE DI RAJOI «Ho avuto l'opportunità di visitare alcuni feriti all'Università di Santiago di Compostela», ha poi raccontato Rajoy, che ha voluto ringraziare «tutta la popolazione di Santiago» così come «tutti i funzionari, i dipendenti pubblici, di tutti i settori. Il comportamento da parte loro è stato esemplare. Vorrei congratularmi anche con le forze di polizia della regione galiziana e vorrei ringraziare il ministero dell Infrastrutture, i soccorritori, i vigili del fuoco, il personale sanitario». Il premier spagnolo ha poi voluto ricordare tutte le persone che si sono offerte di donare il sangue. «Ieri abbiamo assistito a code di più di 50 persone di volontari per la donazione del sangue», ha concluso. Impressionanti le immagini dell'incidente avvenuto alle 20.40 locali circa all'imbocco di un viadotto, all'altezza di una curva molto stretta (e a detta di molti pericolosa): tutti i 13 vagoni del convoglio, in viaggio fra Madrid e Ferrol con 240 persone a bordo, sono usciti dai binari, schiantandosi con un boato secondo il racconto di testimoni, alcuni dei quali hanno parlato di ''un'esplosione''. Diversi vagoni si sono piegati su un lato, mentre almeno uno si e' ribaltato e ha preso fuoco. IL VIDEO CHOC SUL PAIS Il sito del Pais mostra un filmato dell'incidente al treno nei pressi di Santiago de Compostella nel momento in cui imbocca ad alta velocità la curva e deraglia. Le immagini, impressionanti, mostrano la motrice del treno che imbocca la curva e prosegue per alcuni attimi la corsa sui binari prima di piegarsi sul fianco destro, mentre le carrozze vanno dritte a schiantarsi contro il muro che costeggia la ferrovia. IL VIDEO CHOC DELLO SCHIANTO LA DISPERAZIONE DEL MACCHINISTA «È deragliato, che faccio... che faccio». Questa la frase che avrebbe pronunciato uno dei macchinisti del treno ad alta velocità Madrid-Ferrol, deragliato a 4 chilometri dalla stazione di Santiago di Compostela, in Spagna, probabilmente a causa dell'alta velocità. A quanto riportano i media iberici, l'uomo, leggermente ferito, sarebbe stato visto aggirarsi sul posto in stato di choc subito dopo l'incidente ferroviario che ha fatto 77 vittime e oltre 140 feriti in Spagna. ANDAVA A 190 «Andavo a 190 all'ora. Spero che non ci siano morti perchè me li porterei sulla coscienza. Sono umano, sono umano...»: è questo il contenuto di una comunicazione via radio dalla cabina del treno tra uno dei due macchinisti e la stazione pochi istanti dopo il deragliamento. Il limite previsto in quel tratto è di 80 km/h. Il conducente, un macchinista di 52 anni con molta esperienza, non ha spiegato il motivo di una velocità così elevata, oltre il doppio di quella prevista in quel tratto, 80 km/h. Il limite è previsto perchè la curva è «chiusa» e si trova subito dopo l'uscita di un tunnel, alla fine di diversi chilometri di rettilineo. Una persona che partecipò nel 2011 al viaggio inaugurale della tratta ha riferito ai media che in corrispondenza della curva il treno ebbe come un sussulto, mentre per gli 80 chilometri precedenti era rimasto stabile. I tecnici della procura, delle ferrovie e del ministero sono al lavoro per accertare le cause che hanno determinato la tragedia: se si tratti di un errore umano, di un guasto tecnico oppure di una coincidenza di entrambe le cose. LA CAUSA E' L'ALTA VELOCITA' «La tragedia di Compostela sembra essere associata a una violazione della velocità». Lo ha affermato il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, aggiungendo che sul deragliamento del treno è stata avviata anche un'indagine del Ministero. Sul posto stamattina è arrivato anche il premier spagnolo Mariano Rajoy, originario di Santiago. Le vittime accertate finora sono 80, 19 delle quali già identificate; dei 140 feriti, cinque sono in coma, secondo fonti dei soccorritori. «La nostra priorità in questo momento è identificare le vittime» ha detto il vicepresidente della giunta della Galizia, Alfonso Rueda, il quale ha riferito che i nomi delle vittime saranno resi noti solo dopo il completamento delle identificazioni e la comunicazione ai famigliari. Rueda ha rilevato che «le operazioni di soccorso sono state tempestive». Sul posto operano circa 500 tra vigili del fuoco, soccorritori e agenti di polizia e della Guardia civil. ORRORE. Le prime foto hanno potuto mostrare corpi senza vita coperti alla meno peggio e feriti attorno ai quali si affannavano i soccorritori. Dopo le prime ore di incertezza - quando non si escludeva neanche lo spettro del terrorismo, facendo ripiombare il Paese nell'incubo dell'11 marzo 2004 - e' stata la portavoce del governo spagnolo ad affermare che l'ipotesi sulla quale si sta lavorando e' quella dell'incidente. Un errore umano, secondo le prime ricostruzioni, del macchinista, uscito miracolosamente illeso, che pare abbia ammesso di come il convoglio avesse imboccato la curva a gran velocita', di molto superiore al limite degli 80 km orari (forse oltre i 180). LACRIME. Il disastro ha oscurato il giorno d'avvio dei festeggiamenti in vista della ricorrenza di San Giacomo, patrono di Spagna e della Galizia, il cui legame con la citta' fa di Santiago de Compostela una delle grandi mete del pellegrinaggio cristiano in Europa, che richiama ogni anno visitatori da mezzo mondo lungo i percorsi dello storico 'camino de Santiago'. La festa cade domani, 25 luglio, ma e' annunciata secondo la tradizione dai rintocchi delle campane della Cattedrale gia' il 24, alla vigilia, e si doveva protrarre nella notte e poi per un'intera settimana con riti ed eventi: le celebrazioni ovviamente sono state subito cancellate dalle autorita' locali, mentre la zona del deragliamento si e' affollata di ambulanze e squadre di soccorso. ITALIANI A BORDO? E' molto probabile che sul treno viaggiassero molti cittadini stranieri. L'Unita' di Crisi della Farnesina, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, ha avviato contatti costanti con le autorita' locali allo scopo di verificare l'eventuale presenza di italiani coinvolti. Secondo l'ambasciatore italiano in Spagna Pietro Sebastiani non si hanno notizie, al momento, di connazionali tra le vittime, anche se la situazione e' inevitabilmente ancora confusa. Drammatiche le prime testimonianze raccolte dai media locali. "Quanti morti che ci sono qui, mio Dio", ha esclamato una donna a una radio locale nei primi minuti dopo l'accaduto. Mentre il governatore della Galizia, fra i primi a raggiungere il luogo della catastrofe, ha parlato di scene da "girone dantesco". Il bilancio delle vittime viene aggiornato di ora in ora. Dopo le prime notizie diffuse dai media, e' stato lo stesso capo della giunta regionale galiziana, Alberto Nunez Feijoo, a confermare almeno 45 morti e decine di feriti, ma i servizi di soccorso azzardano una stima di oltre 50 morti. Pompieri, polizia e forze della sicurezza locale della Galizia sono del resto tuttora sul posto, alle prese con i vagoni accartocciati. E a tarda sera si parlava ancora persone intrappolate. FUMO. Sulla zona ha continuato ad addensarsi a lungo una fitta colonna di fumo, mentre arrivavano responsabili di governo e autorita' locali a cominciare dal sindaco di Santiago, Angel Curras, e dal ministro dei Lavori pubblici, Ana Pastor. Domattina e' atteso anche il premier Mariano Rajoy. Per Santiago e' una notte di morte.

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25.07.2013.  

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 34enne di Cortina ha perso la vita dopo essere salito sulla Croda d'Antruiles BELLUNO - Ha telefonato alla moglie Angela, per rassicurarla, prima di iniziare la discesa, per tornare a casa. È stato il suo ultimo pensiero. Pochi passi ed è caduto, forse scivolato, perso un appiglio, ed è finito in un canale, cento metri sotto. Il giovane ampezzano Matteo Menardi, 34 anni, è morto da solo, sulla Croda d'Antruiles, una cima minore, poco conosciuta, ancor meno frequentata, nel Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. Una destinazione per pochi appassionati, per chi ama vivere la montagna silenziosa, solitaria, non quella più celebrata ed affollata. L'incidente deve essere avvenuto dopo le 19 di martedì. La moglie, a sera, non vedendolo rientrare, è andata a cercare l'auto del marito e l'ha trovata dove prevedeva: nel piazzale di Sant'Uberto, dove parte la strada che sale a malga Ra Stua. A quel punto è scattato l'allarme. Malgrado il maltempo, numerosi volontari del soccorso alpino si sono attivati, almeno una ventina: lo hanno cercato per buona parte della notte, con le torce, nel buio, sotto il diluvio, un vero fortunale di pioggia e vento, che ha battuto la zona, nella notte. Ai parenti, il giovane, che era solito percorrere sentieri dei cacciatori, tracce conosciute e frequentate da poche persone, non aveva comunicato la destinazione della sua escursione, quando era partito in mattinata, alle 10. Le squadre hanno iniziato a perlustrare i sentieri della zona, aiutati anche dal fiuto del cane bloodhound di un'unità cinofila, specializzato nella ricerca delle persone scomparse, ma non si è trovato nulla. A notte fonda, i volontari si sono fermati, per fare il punto della situazione, anche per l'imperversare di un forte temporale. Parlando quindi con gli amici di Matteo si è saputo che aveva intenzione di salire sulla Croda d'Antruiles. Dalla verifica dei tabulati si è inoltre verificato che una cella telefonica era stata attivata verso le 19.29 in quell'area dal suo cellulare, che però risultava spento. Ieri mattina, appena la luce lo ha consentito, è decollata l'eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore; a bordo anche due soccorritori di Cortina, profondi conoscitori dei luoghi, per sorvolare i versanti della montagna, per setacciare ogni sentiero. Poco dopo il corpo è stato individuato, in un canale, a 2.160 metri di quota. Sono quindi stati barcati in hovering i due soccorritori, il tecnico di elisoccorso di turno con l'equipaggio e il medico, che ha però solamente potuto constatare il decesso del giovane. All'arrivo di un soccorritore del Sagf della Guardia di finanza, si è proceduto ai rilievi e, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata composta in una barella e recuperata con il verricello dell'elicottero, per essere trasportata a valle e affidata al carro funebre. Il funerale di Matteo Menardi, molto noto a Cortina, sia per le attività lavorative svolte sinora, in parrocchia e nella società comunale Gis, sia per il suo continuo impegno, nel volontariato, è stato celebrati oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo.di Marco Dibona

IL GAZZETTINO

26.07.2013.   

 

PELLEZZANO IL 26 LUGLIO 2013 E VENUTO A MANCARE DOMENICO PETRONE ZIO DI MICHELE PAPPACODA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

581435 345023432260645 374357776 nSCRITTO DA MICHELE PAPPACODA Dopo una lunga vita dedita al lavora e alla famiglia e venuto a mancare all'ospedale San Leonardo di Salerno mio zio Domenico Petrone per tutti (Minicuccio). Nato nel 1932 a Capriglia di Pellezzano Salerno all'età di 18 anni arruolato nell'esercito e stato per alcuni anni sergente maggiore a Verona  poi per varie situazioni a dovuto lasciare nella sua vita a fatto vari mestieri tra cui il fruttivendolo il negoziante di alimentari ed ha lavorato anche alle cotoniere meridionali.Ha sistemato la sua famiglia costruendo con le sue forze ad ognuno di loro una casa ove tutt'ora vivono. Per quanto mi riguarda era uno zio allegro e sempre felice resterà per sempre nel mio cuore. Nella foto al centro mio zio Domenico mia mamma e la signora che lo aiutava Tamara.

26.07.2013

 

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971987 304699559663118 775322804 nDI MICHELE PAPPACODA VENEZIA - Ennesima tragedia familiare nel Veneziano. Secondo quanto riporta un flash delle forze dell'ordine, un padre di famiglia avrebbe ucciso a coltellate il figlio di 20 anni. Probabilmente al culmine di una lite, il genitore si è scagliato sul figlio con numerose coltellate. Sul posto i carabinieri. Non si conoscono i motivi del folle gesto.

26.07.2013

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Le violenze sessuali nella villa comunale. L’uomo, noto professionista, sorpreso in flagrante dai vigili SALERNO – Chiedeva rapporti sessuali in cambio di denaro e regali. Un 64enne salernitano è accusato di aver abusato di due fratellini rumeni con la complicità dei loro genitori. L'uomo, un noto professionista, avrebbe indotto i due ragazzini di 10 e 13 anni a compiere atti sessuali all'interno della villa comunale, ma è stato sorpreso due giorni fa in flagranza da agenti della polizia municipale. LE INDAGINI - Le indagini, su delega della procura, hanno mostrato che i genitori dei due minori erano a conoscenza del fatto che si prostituivano, e controllavano che l'incontro avvenisse in un luogo appartato della villa per non destare i sospetti. A provare le responsabilità dei tre anche le riprese delle telecamere di videosorveglianza della villa comunale. Il 64enne è stato denunciato per abusi sessuali mentre i genitori per sfruttamento della prostituzione. I due bambini sono stati affidati dal tribunale dei minori di Salerno a una casa di accoglienza. S.D.D.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.07.2013. 

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA ROMA - Il servizio meteorologico dell'aeronautica militare comunica le previsioni del tempo sull'Italia. Situazione: persiste l'area di alta pressione su tutta la penisola, ad eccezione della fascia alpina e prealpina dove permangono condizioni di instabilità con isolati fenomeni temporaleschi. Tempo previsto fino alle 24 di oggi. Nord: cielo limpido e terso ovunque, nelle ore più calde locali annuvolamenti potranno dare rovesci o isolati temporali sulle aree alpine. Centro e Sardegna: ampio soleggiamento su tutte le regioni, con qualche nube in più nel pomeriggio sui rilievi appenninici. Sud penisola e Sicilia: condizioni di tempo stabile con cielo sereno. Temperature: in aumento su tutte le regioni; massime comprese tra 35c e 38c con valori localmente superiori sulla Sardegna. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo le coste, con qualche rinforzo da est sulla Sardegna meridionale. Mari: mossi localmente molto mossi al largo il Mare ed il Canale di Sardegna; mosso l'Adriatico meridionale e lo Jonio; quasi calmi o poco mossi i restanti bacini.

IL METEO LE PREVISIONI PER DOMANI Cielo sereno o poco nuvoloso con nuvolosità in graduale aumento pomeridiano sul settore occidentale con qualche fenomeno anche a carattere di rovescio o temporale sui rilievi alpini. Centro e Sardegna: condizioni di bel tempo su tutte le regioni con locali velature dalla serata sulla Toscana. Sud e Sicilia: cielo limpido e terso ovunque. Temperature: in ulteriore aumento, con valori massimi ancora compresi tra 35 c e 38 c, su pianura padana centro-orientale, pianure interne delle regioni tirreniche, Puglia settentrionale, Basilicata e Sicilia orientale, punte di 40 c in Sardegna. Venti: deboli di direzione variabile, a regime di brezza lungo le coste, con qualche rinforzo da est sulla Sardegna meridionale. Mari: mossi il mare ed il canale di Sardegna; quasi calmi o poco mossi i restanti bacini.

ROMA, DISTRIBUITA ACQUA SOTTO LA METRO La protezione civile, con l'aiuto del personale Atac ha distribuito oltre 1.500 bottigliette d'acqua presso alcune stazioni metro della capitale.

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Sabato 27 Luglio 2013 

28.07.2013

 

Un colosso del mare a Venezia (foto archivio)

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA www.mikivettica.net VENEZIA - Sono passati due giorni dall’incontro a Roma per decidere un’alternativa al passaggio delle grandi navi a San Marco e subito scoppia l’ennesimo caso a Venezia. A scatenarlo, due foto e un video realizzati con un cellulare. 

Verso le 11 di ieri mattina, una nave da crociera lunga poco meno di 300 metri e con 102mila tonnellate di stazza, ha compiuto una manovra che, durante l’evoluzione verso il porto, l’avrebbe portata a passare vicino a riva dei Sette Martiri. A denunciare il fatto è stato il giornalista e scrittore veneziano Roberto Ferrucci, il quale ha pubblicato sul suo blog foto e video del passaggio della Carnival Sunshine, nave varata nel 1996 dalla Fincantieri con il nome di Carnival Destiny e riammodernata lo scorso anno dallo stesso cantiere. 

 

 

 

Una nave, dunque, legata da sempre a Venezia, da cui nell’ottobre 1996 partì il viaggio inaugurale. Nel video si vede la nave che compie l’evoluzione per entrare in canale della Giudecca, sbandando visibilmente, mentre una foto mostra un vaporetto "stretto" dalla nave proprio vicino alla riva.

«È passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri - denuncia l’assessore all’ambiente Gianfranco Bettin -. Secondo i testimoni, l’impressione è che si sia trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un "inchino", assomiglia a uno "struscio" – molesto quanto rischioso». Per Bettin, insomma, è l’ennesima prova che il decreto Clini – Passera va applicato al più presto. 

Anche il Comitato "No grandi navi" ha preso la palla al balzo. «Le grandi navi vanno certo allontanate da San Marco - attacca il portavoce Silvio Testa - ma vanno estromesse anche dalla laguna perché eventi così possono avvenire dovunque».
Commenti avvenuti nell’immediatezza, ma alla fine non è accaduto nulla, malgrado si sia scatenato un tam-tam mediatico che parlava di "inchino" a piazza San Marco. Manovra pericolosissima, che però non è avvenuta.

Infatti, a freddo sono arrivate le smentite. A cominciare da chi ha il compito di controllare il traffico marittimo a Venezia: la Capitaneria di porto. «La navigazione - hanno detto in Capitaneria dopo aver verificato le rotte e aver sentito gli equipaggi - si è verificata come previsto dalle disposizioni in vigore, con l’ausilio di due rimorchiatori e con due piloti a bordo. Nessun problema si è verificato per quanto riguarda la sicurezza della navigazione».

Carnival e l’Autorità portuale parlano addirittura di notizia falsa e strumentale. «La nave è passata a 72 metri dalla riva, come verificato dal tracciato Gps». Il tracciato è peraltro pubblico e basta smanettare un poco in internet per trovarlo. Da quello si evince che la rotta seguita non sarebbe stata fuori dalla norma. Nessun problema è stato inoltre segnalato dal personale Actv alla sala operativa dell’azienda, per il vaporetto che sarebbe stato stretto dalla nave. «Non ho commenti da fare - dice il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, parlando di procurato allarme - se non che questa specie di psicosi non aiuta nessuno».


Il tracciato del Gps
Nave sfiora la riva a Venezia: impazza la polemica


Sulla stessa linea Andrea Locatello, segretario provinciale di Ugl mare, capitano di macchina di rimorchiatore e in servizio proprio ieri mattina. «La nave è stata ripresa nel momento in cui è obbligata a cambiare rotta per entrare in canale della Giudecca - commenta - altrimenti piomberebbe in canal Grande. Quella manovra è uguale per tutte le navi e viene fatta tutti i giorni. Capisco che le dimensioni facciano impressione - conclude - ma è una cosa normale. Quel vaporetto, invece, non doveva trovarsi lì perché è fatto obbligo a tutti di lasciare spazio a una nave in manovra».

29.07.2013

 

581435 345023432260645 374357776 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - Temporali e trombe d'acqua si stanno abbattendo in queste ore sul Nord Italia. TORINO Forti precipitazioni di stampo monsonico a Torino. Poco dopo le 8:30 un nubifragio di notevoli proporzioni ha rovesciato sulla città millimetri e millimetri d'acqua, provocando allagamenti e diversi interventi dei vigili del fuoco. La temperatura molto afosa dei giorni scorsi è scesa drasticamente di una decina di gradi.

20130729_maltempoto.jpgLa perturbazione, molto intensa, è durata una ventina di minuti. Non ha peraltro dato luogo a grandine, come successo due settimane orsono. Il nubifragio abbattutosi in mattinata a Torino ha provocato la caduta di un ponteggio in un cantiere edile in via Carrera, alla periferia ovest della città, in quartiere Parella. Vigili del fuoco e uomini del 118 sono sul posto, per verificare che non vi siano feriti. Il maltempo è anche all'origine di un incidente stradale avvenuto ad Andezeno, sulla collina torinese, dove un uomo di 75 anni è rimasto seriamente ferito in seguito al ribaltamento di un mezzo agricolo. Il nubifragio ha interessato una zona ampia della provincia di Torino. A Pinerolo è saltata la rete dell'energia elettrica e tutta la città è rimasta senza corrente.   

29.07.2013

 

 

 

 

 

 

 

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Diversi i feriti tra i passeggeri, anche l'autista tra le vittime, il cui numero sale di minuto in minuto. Al momento sarebbero 38. Dieci, invece, le persone finora estratte vive dalle lamiere. Il pullman proveniva da Telese Terme ed era diretto a Giugliano. L'autostrada è stata chiusa al traffico

 E' di 38 vittime e dieci ferite il bilancio del pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio finito in tragedia: un pullman con a bordo 48 pellegrini è precipitato ieri sera da un viadotto dell'autostrada A16 Napoli-Bari nella zona di Monteforte Irpino. Cinque i bambini feriti in modo grave: sono stati ricoverati tra Napoli, Avellino e Solofra. Il bus, dopo le operazioni di soccorso che sono durate tutta la notte è stato rimosso dal luogo del sinistro, mentre la Procura di Avellino ha aperto un fascicolo di inchiesta per fare luce sulle cause della strage. Omicidio colposo plurimo l'ipotesi di reato sulla quale si indaga.

Accertamenti tossicologici saranno effettuati sul cadavere dell'autista. I test per verificare l'eventuale presenza di droghe o alcol nel sangue, secondo quanto si apprende da fonti investigative, saranno effettuati attraverso l'analisi dei liquidi biologici. In gita, tutti insieme, ci andavano spesso. Secondo quanto raccontano alcuni parenti delle vittime davanti alla camera ardente allestita nella scuola di Monteforte Irpino (Avellino), sull'autobus c'erano chi aveva deciso di trascorrere un fine settimane al complesso termale di Telese Terme (Benevento). Una gita che  ha previsto una tappa anche a Pietrelcina, nei luoghi di Padre Pio. Ad organizzare la gita «come sempre», raccontano amici e parenti, era stato Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli che, neanche un mese fa, aveva compiuto 40 anni e che è fra le vittime dell'incidente. «Gli avevamo organizzato una festa a sorpresa - racconta Anna Caiazzo, che lavorava con lui

L VOLO DA 30 METRI -FOTO 1/

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-; era la sua passione organizzare gite. Fra dieci giorni dovevamo partire per la Croazia, tutti insieme, come sempre». Uno dei feriti è stato trasferito stamani all'alba, intorno alle 6, nell'ospedale Ruggi D'Aragona di
Salerno dall'ospedale di Nola dove era stato portato dalle ambulanze e dove i sanitari avevano provveduto ad asportargli la milza. L'uomo, di cui non si conoscono le generalità, è stato trasferito all'ospedale di Salerno in quanto presenta delle fratture alle vertebre cervicali ed è politraumatizzato. È ora ricoverato nel reparto di rianimazione in gravi condizioni. In segno di lutto per il gravissimo incidente, il presidente del Consiglio Enrico Letta, che si trova ad Atene, ha annullato una visita in forma privata all'Acropoli che aveva programmato per questa mattina.

LA CITTA

AGGIORNAMENTI ORE 12.00 A CURA DI MICHELE PAPPACOA

 AVELLINO - Cento metri contro il guardrail e poi il volo dal viadotto, un salto di 30 metri e poi lo schianto: quello che doveva essere un fine settimana di festa alle terme, con un pellegrinaggio a Pietralcina nella terra di Padre Pio, si è trasformato in una strage di innocenti: 38 vittime e 10 feriti, molti dei quali in gravi condizioni per un bilancio che non è ancora definitivo. I Vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per estrarre le vittime e i superstiti dalle lamiere contorte dell'autobus ormai ridotto a rottame che ieri sera è precipitano da un viadotto della A16 a Monteforte Irpino. Lungo la provinciale che porta a Taurano, proprio sotto il viadotto dell'autostrada, sono state allineate 36 bare, accanto a vestiti e lenzuoli insanguinati, bagagli ed effetti personali delle vittime, pezzi di sedili dell'autobus e della barriera new jersey dell'autostrada travolta dalla folle corsa del bus. I corpi delle vittime sono poi stati portati nella palestra della scuola media di Monteforte Irpino, trasformata in una camera ardente dove sono già arrivati diversi familiari e amici. Urla, pianti, disperazione sui volti. «Erano amici che andavano in gita spesso, si conoscevano quasi tutti - racconta uno di loro -. Avevano deciso di trascorrere un fine settimana a Telese Terme e poi un giorno a Pietralcina. Ad organizzare era sempre la stessa persona, Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli». Le operazioni di soccorso non sono ancora concluse: all'appello, dice il comandante dei Vigili del fuoco di Avellino Alessio Barbarulo, manca una persona: «La stiamo cercando, se è sotto le lamiere del bus cercheremo di trovarla il prima possibile, ma speriamo che qualcuno ci dica che non era sull'autobus». C'erano invece almeno cinque o sei bambini su quel pullman e al momento non sono miracolosamente tra le vittime: cinque di loro sono ricoverati all'ospedale Santobono di Napoli, due dei quali in gravi condizioni, mentre il sesto si trova sempre a Napoli ma al Cardarelli. Sia il bilancio dei feriti che quello dei morti non è però ancora definitivo e solo nelle prossime ore si potrà avere un quadro più chiaro. Come non è assolutamente possibile, allo stato, stabilire le cause dell'incidente, che dovranno essere chiarite dall'inchiesta della procura di Avellino. TRE BIMBI IN OSPEDALE A NAPOLI, UNO GRAVISSIMO - Tre dei bambini coinvolti nel tragico incidente di Monteforte Irpino (Avellino), dove un bus è precipitato in una scarpata da un viadotto, sono ricoverati nell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Si tratta di due maschie ed una femmina. Uno dei due maschi è in rianimazione, l'altro è ricoverato in chirurgia d'urgenza, mentre la piccola è nel reparto di neurochirurgia, dove stanotte è stata sottoposta a un intervento chirurgico ed era già stata sottoposta a una tac dell'ospedale di Nola (Napoli), dal quale è stata poi trasferita. CORPI STRAZIATI È ancora in corso il riconoscimento delle salme dell'incidente della scorsa notte di Monteforte Irpino (Avellino). Le operazioni sono quanto mai complicate visto che i corpi, in alcuni casi, non sono affatto riconoscibili. Alcuni parenti hanno identificato i loro cari dalla fede piuttosto che da pezzi degli abiti che indossavano. Intanto il Comune di Monteforte Irpino sta provvedendo ad allestire gazebo e condizionatori nel cortile della scuola che ospita la camera ardente: il forte caldo di queste ore potrebbe, infatti, causare ulteriori malori tra i parenti delle vittime. LA WEBCAM SULLA A16 "ARRIVATO A VELOCITÀ SULLE AUTO" Il pullman coinvolto nell'incidente sull'A16 è giunto in «velocità nei pressi di un rallentamento di traffico, nonostante fosse segnalato sia dai pannelli a messaggio variabile che dal personale sul posto, e tamponava una serie di autovetture, finendo poi fuori strada in corrispondenza del viadotto Acqualonga». È la ricostruzione di Autostrade. FERITI TRA LE ALTRE AUTO Prima di finire nella scarpata l'autobus proveniente da Telese Terme ha urtato altre sei automobili, provocando il ferimento di 14 persone che erano nelle vetture. Nessuna di queste è in gravi condizioni. Al bilancio di 38 morti e 10 feriti tra le persone che erano a bordo del bus devono aggiungersi altri 14 feriti lievi. BIMBI A BORDO Le prime notizie dicono che tre bambini, quattro donne ed un uomo sono stati estrati estratti vivi dalla carcassa del pullman. Ma il bilancio potrebbe essere molto grave. BILANCIO DESTINATO A SALIRE È destinato ad aggravarsi il bilancio delle vittime dell'incidente avvenuto in serata in Irpinia. Secondo i soccorritori ci potrebbero essere altre vittime sia all'interno del pullman, sia in mezzo alla sterpaglia del luogo dell'incidente. I vigili del fuoco stanno estraendo ancora i feriti.

 

30.07.2013

 

INSERITO DA www.mikivettica.net AVELLINO - Una storia di dolore nella tragedia del bus turistico precipitato da un viadotto della A16 è quello che riguarda la famiglia Del Giudice di Pozzuoli. Questa mattina il nonno chiamato a riconoscere due cadaveri nella lista dei 28 puteolani morti nell'incidente, ha fatto il nome di una nipote invece dell'altra, ed è dovuto tornare a formalizzare l'atto nella palestra della scuola 'Aurigemma' di Monteforte Irpino dove, dopo il via libera della Procura irpina inizierà il trasferimento delle salme. Antonio Del Giudice, di 51 anni, è morto nell'incidente del pullman, e così la figlia Silvana di 22 anni. L'anziano nonno aveva invece riconosciuto Silvana come la 16enne Simona Del Giudice che invece è viva anche se versa in gravi condizioni dopo l'incidente.

30.07.2013

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/07/30/DSC_0055.jpg?v=20130730094742

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Palazzetto dello Sport gremito per l'addio alle 38 bare Un'altra è stata portata via per funerali privati C'è chi sulla bara ha messo la foto del giorno delle nozze e chi la sciarpa del Napoli, «perchè Giovanni era un gran tifoso». Piangono i parenti delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (una trentanovesima bara è stata portata via perché i parenti vogliono funerali in forma privata). Già un'ora prima dell'inizio della cerimonia funebre il Palazzetto dello Sport di Pozzuoli è gremito. I parenti continuano ad accarezzare le bare. A tratti le abbracciano anche. Tante le coppie che in questo giorno si sono riunite. E così la bara di Barbara Iliano è vicina a quella di Alfonso Terracciano, così come Vincenza è vicina al marito Biagio Vallefuoco. Ma c'è anche la giovane Silvana, 26 anni, che è vicina alla bara del suo papà, Antonio. In tanti stanno arrivando al palazzetto dello sport per l'ultimo saluto alle 38 vittime mentre cresce il caldo opprimente e l'afa. All'esterno anche uno striscione degli ultrà: «Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile». Sono arrivati anche il presidente del Consiglio Letta, il presidente della Camera Boldrini, il ministro De Grirolamo, il segretario del Pd Epifani e il governatore Caldoro. Funerali a Monterusciello IL VESCOVO - «Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano che si verifichino altri incidenti. La prima solidarietà è il rispetto delle regole!», ha detto monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli. «Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore». DE GIROLAMO: AIUTEREMO LE FAMIGLIE - «Questa è la giornata del pianto e del dolore, la giornata della sofferenza delle famiglie, verso le quali dobbiamo avere rispetto». Così il ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, arrivata al Palasport di Monteruscello. «Faremo il possibile per aiutare le famiglie», ha aggiunto il ministro. IL SINDACO - «È una tragedia che mi ha tagliato il cuore in due parti», ha detto il sindaco di Pozzuoli Figliolia. «L'Italia intera ci è vicina e questo è per noi una forza, grazie», ha aggiunto. Di fronte a tutto quello che è successo, ha sottolineato, «si prova grande amarezza, dobbiamo avere la forza». E soprattutto «bisogna fare in modo che questo sacrificio non risulti vano. C'è qualcosa che non ha funzionato, ci sono responsabilità, bisogna fare chiarezza e sono certo che sarà fatta».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

30.07.2013. 

 

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE ANTEPRIMA I 5 piccoli assistiti al Santobono: i sanitari hanno una sola spiegazione alla loro sopravvivenza. La protezione estrema di qualcuno che li amava.


Napoli. Al Santobono i cinque piccoli sopravvissuti sono un enigma per chi li assiste. Perfino Francesca, 3 anni, e Cristoforo, 2, in rianimazione e disperatamente in lotta per la vita, sono qui per miracolo. Un volo spaventoso, 39 adulti morti sul colpo. Qualcuno è riuscito a spirare fra le braccia dei vigili del fuoco, come una ragazza ventenne che si è avuto solo il tempo di raccogliere prima che se ne andasse. Eppure i più fragili, i bambini, sono qui, vivi. Si spera per loro. Ed i medici, in tanto sfacelo, hanno una sola spiegazione. Qualcuno, nel riserbo, se la fa sfuggire. «Un abbraccio, un adulto che li amava e che, nell'ultimo minuto, li ha stretti fra le braccia per fare loro scudo. Non c'è altra spiegazione. Dovevano essere i primi a morire». Sono, invece, quelli che ancora combattono. Ed i medici del Santobono, gli infermieri, combattono con loro. In rianimazione, attorno ai lettini di Francesca, 3 anni, e Cristoforo, 2 - al centro di uno sciame di camici in stanze dove non si dorme mai, ed i corpicini sono attaccati a mille fili - c'è sempre un'ombra in verde, una in bianco. Arianna, 10 anni, che oggi può raccontare cose utili ai magistrati è perfino uscita dal finestrino da sola. La sua nonna Luigia no. E' rimasta fra quei sediolini, morta sul colpo. Se ne è andata facendo un miracolo. Uno di quei miracoli che è alla portata di chiunque ami.

IL MATTINO.IT

30.07.2013

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE Secondo i dati forniti dal Comune di Pozzuoli (Napoli), dei 38 morti nell'incidente di Monteforte Irpino (Avellino) 28 risultano residenti nella città.
>>>LEGGI L'ELENCO DELLE VITTIME

Il sindaco, Vincenzo Figliolia, presente da questa mattina con alcuni amministratori e dirigenti del comune a Monteforte Irpino per coordinare gli interventi, l'assistenza alle famiglie ed il rientro delle salme in città, ha disposto che la camera ardente sia allestita al palazzetto dello sport di Monterusciello, dove il vescovo Gennaro Pascarella officerà il rito funebre. Il sindaco, ha fatto sapere, che rimarrà sul luogo dell' incidente, fino al momento in cui la magistratura completerà la prima fase dell'indagine e darà disposizioni per effettuare i funerali.

VITTIME DI MUGNANO Arrivano le prime notizie e le prime imagini di quelli che hanno perso la vita nell'incredibile volo dal viadotto ad Avellino. Una tragedia che colpisce soprattutto Pozzuoli. Erano in viaggio con la nipotina di soli 3 anni, ma per loro non c'è stato nulla da fare. A perdere la vita nel tragico incidente verificatosi ieri all'altezza di Monteforte Irpino anche due persone residenti a Mugnano, a pochi passi dal municipio. I loro nomi sono stati diramati qualche minuto fa. Si tratta di Biagio Vallefuoco e Vincenza Trincone, rispettivamente di 52 e 49 anni. I coniugi erano in viaggio con la propria nipotina, Maria, di soli 3, da ieri sera ricoverata all'ospedale Santobono di Napoli. La piccola ha riportato una frattura al femore e alcune ustioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. Biagio Vallefuoco era un dipendente del provveditorato agli studi di Napoli; la signora Trincone, invece, originaria della zona flegrea, era casalinga. I due, secondo i primi racconti di alcuni loro concittadini, non erano nuovi ad intraprendere viaggi con agenzie della zona a nord di Napoli.

L'ORGANIZZATORE Nell'incidente di Monteforte Irpino ha perso la vita anche Luciano Caiazzo,quarantenne di Pozzuoli, organizzatore della gita a Telese Terme conclusasi in tragedia ieri sera. Caiazzo risiedeva a Licola Mare, divisa tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano in Campania, lavorava in una salumeria del quartiere ed era conosciuto dai suoi concittadini proprio per essere considerato un punto di riferimento per attività di svago e feste. La salumeria oggi è chiusa per lutto, ma tutta la frazione di Licola Mare sta piangendo i propri concittadini morti: erano infatti una decina tra i passeggeri del pullman che è precipitato nella scarpata sulla A16.

L'AUTISTA Si chiamava Ciro Lametta l'autista morto nello schianto. Era fratello di Gennaro, il titolare della ditta che ha affitato il bus della tragedia. Subirà senza dubbio l'autopsia per risolvere una questione fondamentale: malore al volante o incidente al mezzo. Secondo testimonianze raccolte dalla stradale, Lametta ha tentato disperatamente di riprendere il controllo del mezzo, cercando anche di evitare le altre auto cher lo precedevano. Non sembrerebbe la descrizione di una persona colta da malore.

PADRE E FIGLIA Non ce l'hanno fatta Antonio Del Giudice, 51 anni, e della figlia Simona, 16 anni.Sono morti al Loreto Mare a Napoli, mentre moglie e madre Clorinda Iaccarino, in rianimazione al Moscati di Avellino, chiede di loro senza sapere della loro sorte. Combatte al Loreto Mare l'altra figlia, Silvana. Non è il solo nucleo familiare al completo che viaggiava su quel pullman.

LA VITTIMA PIU' GIOVANE La più giovane delle trentotto vittime della tragedia di Monteforte Irpino aveva 16 anni: si chiamava Silvana Del Giudice, era nata a Napoli nel febbraio del 1997, e abitava a Monterusciello, frazione di Pozzuoli.

E LA PIU' ANZIANA Il più anziano, Salvatore Testa aveva 88 anni essendo nato nel 1925. Ben ventisei vittime su trentotto erano originarie di Pozzuoli 

GLI ZII DEL CALCIATORE Tra le vittime del pullman precipitato nel dirupo, c'erano anche gli zii del calciatore della Juve Stabia Salvatore Bruno. In una nota, la squadra gialloblù, «si unisce commossa al dolore che ha colpito il proprio calciatore Salvatore Bruno, a seguito della tragica scomparsa degli zii Salvatore ed Elisa nell'incidente avvenuto a Monteforte Irpino ieri sera».


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Ecco la lista delle vittime diffusa:

Aquarulo Anna - Napoli - 15/08/48
Raiola Anna - San Giorgio a Cremano - 08/08/29
Lucignano Giuseppina - Pozzuoli - 13/05/31
Terracciano Alfonso - Pozzuoli - 02/12/44
Parrella Pasquale - Pozzuoli - 14/01/51
Consale Maria Luisa - Napoli - 04/01/50
Iuliano Elisabetta - 20/11/1935
Esposito Gennaro - Pozzuoli - 03/09/1955
Di Paolo Filomena - Pozzuoli - 20/08/63
Artiaco Assunta - Pozzuoli - 24/08/52
Illiano Agnese - Pozzuoli - 06/04/40
Russo Maria Elisabetta - Pozzuoli - 06/05/49
Musto Irene - Pozzuoli - 01/06/39
Ambrosio Immacolata - Napoli - 05/09/58
Rusciano Maria Rosaria - Pozzuoli - 10/08/62
Del Giudice Antonio - Pozzuoli - 21/08/62
Basile Carolina - Pozzuoli - 27/11/54
Caiazzo Luciano - Pozzuoli - 10/06/73
Delle Cave Teresa - Pozzuoli - 22/08/45
Paone Procolo - Pozzuoli - 12/07/29
Testa Salvatore - Pozzuoli - 09/06/25
Caiazzo Mario - Pozzuoli - 24/04/59
Vallefuoco Biagio - Napoli - 10/06/59
Restivo Teresa - Pozzuoli - 24/03/81
Bruno Salvatore - Casalnuovo - 23/10/46
Iodice Olga - Ponza - 18/01/41
Carannante Maria - Pozzuoli - 28/11/54
Mirelli Anna - Pozzuoli - 10/02/65
Artiaco Gennaro - Pozzuoli - 24/05/39
Illiano Barbara - Pozzuoli - 20/03/50
Basile Giovanni - Pozzuoli - 21/04/60
Chiocca Raffaella - Pozzuoli - 09/04/41
Rusciano Antonietta - Pozzuoli - 07/09/64
Del Giudice Silvana - Napoli - 17/09/97
Conte Giovanni - Pozzuoli - 10/02/63
Rocco Luigia - Napoli - 01/07/39
Lametta Ciro - Napoli - 07/03/69
Trincone Vincenza - Pozzuoli - 16/07/62

(hanno collaborato per le foto Nello Mazzone, Alessandro Napolitano, Ferdinando Bocchetti, Carmen Liguori)

IL MATTINO.IT

 31.07.2013

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE TERAMO - Il corpo di Antonio Fiorito, 28enne di Cosenza, è stato ritrovato stanotte alle 3 semicarbonizzato e sepolto sotto quintali di pollame. Il suo tir ha centrato ieri sera una macchina ferma al buio sulla corsia di marcia e poi è volato in fiamme da un cavalcavia della superstrada Teramo-Mare. Il cadavere è stato trovato dopo oltre quattro ore di ricerche da parte dei vigili del fuoco e degli agenti della Polstrada di Teramo, intervenuti per i soccorsi assieme al personale del 118.

IL VIDEO DEI SOCCORSI


AUTO FERMA SULLA CARREGGIATA L'incidente era avvenuto prima della mezzanotte di ieri: l'auto, bloccata in mezzo alla carreggiata tra gli svincoli di Sant'Atto e San Nicolò, era stata schivata da un altro tir 'gemello' di quello finito fuoristrada. Sembra che il conducente avesse avvertito la vittima, via radio, della presenza dell'ostacolo in strada. Ciononostante, lo schianto è stato tremendo: il tir ha distrutto l'Alfa 166 con targa bulgara a bordo della quale poco prima dell'urto c'erano due giovani romeni - medicati all'ospedale di Giulianova per leggere escoriazioni - per poi sbandare e saltare sopra il guardrail e finire in fiamme nella sottostante scarpata, nel cortile di un'azienda privata. Sul posto sono arrivati Polstrada, 118 e vigili del fuoco che hanno lavorato alla luce delle fotoelettriche dapprima per spegnere il rogo, le cui lingue di fuoco sono state notate anche a chilometri di distanza, poi per ritrovare il corpo del conducente, che in cabina di guida non c'era. Cosa stesse facendo l'auto al centro della strada e ferma non è stato ancora chiarito: i due giovani, che si è scoperto più tardi essere destinatari di un provvedimento di allontanamento, hanno giustificato l'improvvisa blocco dell'auto con un'avaria ma in molti credono che stessero invece organizzando un trasbordo di refurtiva su un altro mezzo. Gli agenti della Polstrada hanno trovato vicino all'auto pacchi contenenti computer rubati da un'azienda del posto. Sull'incidente il pm Laura Colica ha aperto un fascicolo, mentre la salma della vittima è stata composta presso l'obitorio dell'ospedale di Teramo.

LEGGO.IT 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Parapendio cade sugli alberi: due escursionisti in bilico a Praiano

12 Agosto 2013, 19:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fiato sospeso a Praiano. Dopo ore di paura gli escursionisti sono stati recuperati dai vigili del fuoco e portati in ospedale

Due persone sono rimaste in bilico, oggi pomeriggio, su un costone roccioso a Praiano, in Costiera amalfitana, dopo che il loro parapendio a due posti è caduto su alcuni alberi (foto da Positanonews.it).

Uno dei due escursionisti si trovava in posizione di grave instabilità. Se il primo ha infatti avuto la fortuna di atterrare direttamente sugli alberi, il secondo è rimasto aggrappato alla roccia del costone e si è sfiorata la tragedia. L'uomo è rimasto impigliato con le corde del parapendio in cima al costone roccioso penzolando su uno strapiombo di circa 80 metri.

Sul posto hanno operato due squadre di vigili del fuoco - con un elicottero - e i carabinieri.

I parapendisti, dopo circa 3 ore di paura e angoscia, sono stati tratti in salvo e portati in ospedale. In particolare, dopo vari tentativi, l'uomo è stato recuperato da un vigile del fuoco calatosi lungo la roccia con un verricello.

Il parapendista si era lanciato da Santa Maria del Castello di Vico Equense (Napoli) con un elicottero. Il ferito, in elicottero, è stato poi trasferito nella piazza di Praiano dove è stato soccorso da un'ambulanza. Secondo le prime informazioni l'uomo presenterebbe delle lesioni agli arti, ma è cosciente.

DI MARIO AMODIO IL MATTINO.IT

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 11.08.2013 A CURA DI NICOLETTA LOMBARDO

11 Agosto 2013, 15:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Santo del giorno : S. CHIARA d'Assisi, Vergine e fondatrice (memoria)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 12,32-48. 
Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. 
Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. 
Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. 
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; 
siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. 
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! 
Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 
Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate». 
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». 
Il Signore rispose: «Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? 
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. 
In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. 
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 
il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. 
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 
quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più. 

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Chiesta calamità per incendi in Sardegna Appello della Coldiretti a Regione e Comuni

11 Agosto 2013, 15:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Chiesta calamità per incendi in Sardegna285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO  CAGLIARI,  Per le imprese agricole del Sarcidano, una delle zone dell'interno della Sardegna colpite dagli incendi dei giorni scorsi, è necessario dichiarare subito lo stato di calamità naturale. L'appello lo lancia la Coldiretti di Nuoro e Ogliastra a Regione e Comuni dopo i disastrosi roghi che hanno mandato in cenere centinaia di ettari di pascoli e boschi. L'associazione chiede anche di rivedere la legge che prevede il divieto di pascolamento dei terreni bruciati per i 10 anni successivi al rogo. ANSA

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CIOCIARIA NEWS PONTECORVO "Maltrattamenti in famiglia": 49enne allontanato da casa

11 Agosto 2013, 15:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO I Carabinieri hanno notificato un'ordinanza cautelare, emessa dal tribunale di Cassino nei confronti di un uomo di Aquino

Maltrattamenti in famiglia: 49enne allontanato da casa
Aquino - "Maltrattamenti in famiglia". Di questo dovrà rispondere un 49enne di Aquino a cui i Carabinieri della locale stazione hanno notificato un'ordinanza cautelare di allontanamento dall’abitazione familiare, emessa dal tribunale di Cassino. Il provvedimento vieta all'uomo anche l’avvicinamento all’abitazione ed ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua ex moglie, nei confronti della quale, le attività investigative svolte dai militari dell'Arma, hanno permesso di accertare le condotte delittuose continuativamente perpetrate dal 49enne.

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TOSCANA NEWS Minaccia di attentato alla questura, si intensifica la vigilanza

11 Agosto 2013, 15:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Minaccia di attentato alla questura, si intensifica la vigilanza
285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Livorno. Ha scelto di intensificare i pattugliamenti la Questura di Livorno. Le zone da controllare, in particolare, sarebbero quelle attorno alle sedi di polizia provinciali. A stabilirlo è stato il questore Marcello Cardona in seguito al minacce giunte in questura di compiere un attentato non meglio precisato agli uffici di polizia. Tutto il personale, in seguito a tali dichiarazioni, è stato messo in allerta. Per definire la strategia della sicurezza ieri, nel corso della mattinata, si è tenuta la riunione del comitato per l’ordine pubblico,  a cui hanno preso parte tutte le autorità militari e la prefetta. Oscure ancora le origini delle minacce: sul caso stanno indagando gli agenti della Digos.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Muore a 22 anni dopo un tuffo in piscina

11 Agosto 2013, 15:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Jean, giovane francese, era in vacanza con la sua ragazza. I due, partiti da Marsiglia, si stavano godendo il primo giorno di vacanza. Il tuffo in piscina per il ragazzo è stato fatale.

Livorno. Aveva optato per un tuffo prima di cena, insieme alla sua compagna con la quale era in vacanza. La decisione, però, per Jean André Madranges, 22 anni, è stata fatale. Appena entrato in acqua, infatti, il giovane ha accusato un malore e ha perso i sensi. Le urla della ragazza hanno attirato l'attenzione dei bagnanti, che hanno immediatamente lanciato l'allarme al 118. Inutili i tentativi di rianimarlo: neppure il defibrillatore è riuscito a far battere di nuovo il cuore del ragazzo.
La tragedia si è consumata nel corso della serata di sabato al campeggio Mare e Sole del Calambrone. Jean e la sua ragazza, partiti da Marsiglia, si stavano godendo il loro primo giorno di vacanza in Italia. Sono stati i poliziotti giunti sul posto ad avvisare i colleghi di Marsiglia e quindi i familiari, che raggiungeranno al più presto l’Italia.

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CIOCIARIA NEWS ALATRI Crea il panico al pronto soccorso e aggredisce i Cc: arrestato

11 Agosto 2013, 15:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Un 37enne di Alatri è stato tratto in arresto per “resistenza, violenza, lesioni e minaccia a Pubblico Ufficiale nonché per possesso di arma da taglio” poiché trovato con un coltello celato nel marsupio

Crea il panico al pronto soccorso e aggredisce i Cc: arrestato
Alatri - I Carabinieri del Norm della locale Compagnia, hanno tratto in arresto per “resistenza, violenza, lesioni e minaccia a Pubblico Ufficiale nonché per possesso di arma da taglio” un 37enne alatrense già noto alle Forze dell'Ordine. L'uomo, al fine di sottrarsi al controllo dei militari intervenuti a seguito di richiesta del personale del locale posto di guardia medica poiché minacciati dall’uomo, si è opposto energicamente aggredendo gli stessi con calci e pugni e proferendo, al contempo, frasi minacciose nei loro confronti. Dopo averlo immobilizzato i militari hanno rinvenuto, a seguito di perquisizione personale, un coltello celato all’interno del marsupio, sottoposto a sequestro. I Carabinieri sono stati, poi, costretti, a causa delle ferite riportate, alle cure dei sanitari del locale Ospedale Civile. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Movida, seminano il panico con auto a lungomare, arrestati Tre giovani dai 23 ai 25 anni fermati dalle volanti della polizia dopo l'allarme lanciato dai passanti

11 Agosto 2013, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Ancora una notte di caos e disagi nellaMovida salernitana. Intorno alle due di questa notte gli agenti della sezione volanti della questura hanno arrestato tre giovani dai 23 ai 25 anni che avevano seminato il panico in pieno centro cittadino. I residenti avevano avvisato la sala operativa segnalando la presenza di una Renault Clio che zigzagava alternando brusche frenate sul lungomare e mettendo a repentaglio l'incolumità dei passanti. I poliziotti hanno rintracciato i tre all'altezza del bar Nettuno con l'auto ferma al centro della carreggiata. Alla vista degli agenti i giovani hanno dato in escandescenza rifiutando di fornire le loro generalità e tentando di aizzare i passanti. Due sono stati bloccati sul lungomare mentre un terzo che era fuggito è stato preso in via vernieri. Per loro sono scattati i domiciliari in attesa della direttissima prevista per oggi.

di Barbara Cangiano LA CITTA

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