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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA CAGLIARI Allarme colera in paziente sardo

22 Ottobre 2013, 15:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Asl rassicura,vibrione non responsabile forma classica malattia CAGLIARI, Un vibrione del colera è stato isolato su un paziente sardo di 73 anni ricoverato prima a Bosa (Oristano) e poi a Sassari, dove è stato sottoposto a intervento di colecistectomia. La Asl di Oristano rassicura: "si può escludere categoricamente che il ceppo del batterio sia quello responsabile della forma epidemica contagiosa, ovvero la forma classica di colera. Si tratta invece di un ceppo di vibrio cholerae non comune e non patogeno, non in grado di sviluppare la malattia e non contagioso".

ANSA

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA SASSARI Uccisa 5 anni fa,presunto killer dal Gup

22 Ottobre 2013, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 n-copia-1INSERITO DA ANGELA CECERE

Marito-mandante è giudicato in Corte d'Assise a Nuoro SASSARI, Il presunto esecutore materiale dell'omicidio di Dina Dore, che all'epoca dei fatti aveva 17 anni, è comparso oggi davanti al Gup del tribunale dei minorenni di Sassari. Il giudice si è riservato di decidere entro il 5 novembre sulla richiesta di rito abbreviato e sulla possibilità di ammettere 5 testimoni ritenuti fondamentali dagli avvocati dell'imputato Pierpaolo Contu, oggi 23enne. E' già a processo in Assise a Nuoro il presunto mandante, marito della vittima, Francesco Rocca

ANSA

22.10.2013.

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CIOCIARIA NEWS ANAGNI, fatture gonfiate per l'emergenza neve: dieci denunce

22 Ottobre 2013, 14:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE
Denunciate ad Anagni 10 persone tra imprenditori e politici a seguito dell'emergenza neve dell'inverno scorso.
 
Una denuncia che rappresenta una vera e propria valanga considerate le elezioni ormai alle porte.
 
I carabinieri della compagnia di Anagni, guidati dal Capitano Costantino Airoldi, hanno denunciato 10 persone per reati contro la Pubblica amministrazione a seguito dell'inchiesta riguardante l'emergenza neve dello scorso inverno.
 
Sarebbero 10 le persone implicate nel caso, tra imprenditori e politici, che avrebbero "gonfiato le fatture" per sopperire all'emergenza maltempo per spese di circa 1 milione di euro.
 
Cifra che aveva insospettito le forze dell'ordine, che hanno portato avanti le indagini insieme al sostituto procuratore della Repubblica Adolfo Coletta.
CIOCIARIA QUOTIDIANO
22.10.2013.

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CIOCIARIA NEWS SEL SORA SUL CASO BURGO: L’AZIENDA NON SI NASCONDA

22 Ottobre 2013, 14:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Da Sinistra e Libertà di Sora (circolo E. Berlinguer) riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa in meirto alla crisi lavorativa dello stabilimento Burgo di Sora. E’ noto che da novembre scatterà la CIG per 150 lavoratori della cartiera Burgo. Tutti conoscono l’importanza vitale di tale azienda, non solo per Sora, ma soprattutto per tutto il comprensorio. Siamo colpiti in questo periodo dal silenzio delle istituzioni e delle forze politiche cittadine, forse perché questa crisi aziendale è capitata in un periodo lontano da una delle tante campagne elettorali. Questo non si tratta di un problema dei sindacati o delle forze di sinistra. E’ un problema di solidarietà di tutti i cittadini del comprensorio Sorano. E’ necessario battersi, tutti insieme, al fine di mantenere l’attuale livello occupazionale, ma soprattutto per far rispettare ciò che i lavoratori hanno scelto democraticamente attraverso un referendum. Quella della Burgo è stata un azione ben peggiore delle recenti pratiche adottate dall’alta finanza. Anche il gruppo a capo della cartiera si è adeguato ad una politica economia che guarda al breve termine senza un piano che preveda crescita, innovazione e ricerca. Chiediamo all’azienda di assumersi le proprie responsabilità illustrando il proprio piano industriale, in quanto questa politica dei tagli non ricade solo su 150 famiglie ma su migliaia di cittadini. Vogliamo che ci vengano date delle spiegazioni, soprattutto alla luce delle promesse fatte durante l’iter autorizzativo della centrale termoelettrica. Ci era stato assicurato che attraverso la Turbogas veniva mantenuto l’attuale livello occupazionale mediante l’abbattimento dei costi di produzione. Queste promesse dove sono finite?

FONTE SORA WEB

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA LIVORNO Gli studenti del Niccolini Palli protestano: "Siamo senza insegnanti"

22 Ottobre 2013, 12:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un gruppo di ragazzi dell’indirizzo musicale si è presentato martedì mattina in redazione per lamentare la mancanza di professori. "È problema che si presenta ogni anno, la preside ci ignora" "Vogliamo solo una cosa: i professori, è un nostro diritto". Sono gli studenti dell'Istituto Niccolini Palli, indirizzo musicale, a chiederlo. Martedì mattina si sono presentati davanti alla nostra redazione per spiegare il loro problema. "La scuola è iniziata da circa un mese e ancora non abbiamo tutto il corpo docente al completo. È un problema che si ripete ogni anno, e questo comporta ritardi con l'inizio del programma, che poi viene tagliato di conseguenza", dicono in coro i ragazzi. Qualcuno viene da fuori Livorno (Vada e Palaia), e si lamenta dell'evidente disagio che crea questa situazione: "Non si può venire a scuola e perdere tempo con supplenze che non hanno niente a che fare con il programma". Gli studenti lanciano così un appello alla preside: "Ci deve ascoltare, tutte le volte ci evita". Stamani siamo venuti al Tirreno perché per l'ennesima volta ha rigiutato di incontrarci. È lei che deve risolvere il problema, perché avere degli insegnanti è un nostro diritto".

IL TIRRENO

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA LIVORNO Operazione “colline pulite” al Biscottino: i carabinieri arrestano due pusher

22 Ottobre 2013, 12:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In un bosco vicino a Livorno i marocchini stavano vendendo cocaina a un pisano di 40 anni. Sequestrati 20 grammi di droga e 180 euro ritenuti provento di spaccio LIVORNO. Due spacciatori marocchini arrestati e un italiano identificato e segnalato come consumatore di droga, 15 grammi di cocaina e 5 di hashish sequestrati. È il risultato dell’operazione di lunedì sera dai carabinieri nelle colline del Biscottino, contro il dilagare dello spaccio di sostanze stupefacenti, denominata Colline pulite che è in corso da alcuni mesi. I militari dell’Arma hanno sorpreso Madade Bouachea di 20 anni e il trentatreenne Adil Aregdal mentre vendevano cocaina a un quarantenne di Castellina Marittima. I marocchini, entrambi clandestini e già noti alle forze dell’ordine, hanno provato a disfarsi della droga e a fuggire nel bosco. Ma dopo un inseguimento a piedi nella fitta vegetazione sono stati bloccati e arrestati dai carabinieri. Oltre al quantitativo di cocaina e “fumo” sequestrati, i due pusher sono stati trovati in possesso anche di 180 euro, ritenuto dai militari provento di spaccio e sono stati rinchiusi in camera di sicurezza in attesa di essere processati per direttissima.

IL TIRRENO

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA PALERMO Le vie del Signore (non) sono infinite: suora contromano, 5 feriti sulla A19

22 Ottobre 2013, 12:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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La religiosa e i 4 passeggeri dell'altra vettura in ospedale L'autostrada è stata chiusa per alcune ore PALERMO – Le vie del Signore saranno pure infinite ma se si è in autostrada bisogna almeno scegliere il verso giusto. Una suora di 64 anni, ha invece imboccato contromano l'autostrada Palermo-Catania percorrendo controsenso, sulla corsia di sorpasso, un tratto dell'A19 e scontrandosi frontalmente, all'altezza di Enna, con una Renault Scenic a bordo della quale c'era un intero nucleo familiare di quattro persone. La religiosa è stata condotta con l'elisoccorso nell'ospedale S. Elia di Caltanissetta. I quattro congiunti, marito e moglie, entrambi di 43 anni, un loro figlio di 14 anni, e una parente di 48 sono stati portati all'ospedale di Enna. AUTOSTRADA CHIUSA - Sul posto sono intervenuti agenti della polizia stradale di Enna e personale dei vigili del fuoco. L'autostrada, in direzione Palermo-Catania, è stata chiusa per i primi interventi e poi riaperta al traffico con una sola corsia.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA PALERMO Spaccio nel quartiere Guadagna, 42 arresti Due clan gestivano market della droga

22 Ottobre 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Droga, blitz a Guadagna, 42 arresti: in mpegnati 180 carabinieri e due elicotteri

 

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Nessun collegamento con Cosa Nostra. Le dosi, al telefono, diventavano «caffè», «scarpe» o «borse» PALERMO – Due organizzazioni criminali che gestivano una delle principiali piazze di spaccio di droga a Palermo, nel quartiere Guadagna, sono state scoperte e sgominate dai carabinieri, che stamane hanno eseguito 42 arresti nell'operazione chiamata «Araba fenice». I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nell'attività sono stati impegnati 180 carabinieri con il supporto di due elicotteri. L'ORGANIZZAZIONE - In 15 presidiavano tutto il giorno nel quartiere della Guadagna di Palermo per avvertire le organizzazioni che avevano il monopolio del traffico della droga dell'eventuale presenza delle forze dell'ordine: vere e proprie vedette che scorazzavano tra le vie del quartiere diventato punto di riferimento per tutti quelli che volevano acquistare dalla marijuana, all'hashish o alla cocaina. I due clan, azzerati dai carabinieri di Palermo, erano organizzati di tutto punto con sentinelle e abili pusher che utilizzavano, per prendere gli ordinativi al telefono, cellulari riservati e un linguaggio cifrato con le dosi che diventavano «caffè da prendere al bar», scarpe, borse o appuntamenti con ragazze. Per rendere più difficile il lavoro degli investigatori chi riceveva i soldi dagli acquirenti era diverso da chi consegnava le dosi e nessuno aveva la disponibilità di quantitativi di stupefacenti tali da raggiungere la dose che poteva costargli l'arresto per spaccio. Le due organizzazioni, che non erano legate a Cosa nostra, avevano una struttura gerarchica ed erano sostanzialmente gestite da due famiglie. Mai in lotta tra loro, i clan collaboravano utilizzando le vedette comuni per gestire i traffici. Delle due bande quella più potente era capeggiata da Antonino Lucera, 37 anni, detto Mino. A bordo della sua auto decideva l'acquisto della droga, l'importazione fuori dall'Isola e commentava l'abilità dei suoi pusher lamentandosi anche della presenza di «troppi sbirri». Il padre Luigi e lo zio Santo, nel '90, vennero uccisi in un casolare nel palermitano. Dalle intercettazioni è emerso che, Mino sia convinto che dietro l'omicidio ci sia il tradimento di una parte della sua famiglia. Nel corso dell'indagine i carabinieri hanno sequestrato sei chili di hashish, otto chili e 505 piante di marijuana, cocaina e eroina per migliaia di euro. QUARTIERE GUADAGNA - «È stata sgominata un'organizzazione che aveva il controllo su un intero quartiere. Nessun arrestato è legato alla mafia». Lo ha detto il procuratore Francesco Messineo. «Sono state utilizzate tutte le moderne tecniche», aggiunge, «per riuscire ad arrestate capi e piccoli spacciatori a cui si rivolgevano tantissimi consumatori». Per il procuratore aggiunto Teresa Principato, «la Guadagna è un mercato storico dello spaccio. Nel territorio ci sono numerose vedette che avvertono subito gli spacciatori della presenza di carabinieri e polizia che stanno facendo indagini sullo spaccio. Da qui la complessità delle indagini messe a segno dai carabinieri». «Nel quartiere», ha concluso, «si può acquistare ogni tipo di droga. L'organizzazione ha una struttura familistica che non si è mai fermata neppure davanti alle varie operazioni di polizia giudiziaria che vengono vissute come un momentaneo fastidio».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA BARI Itinerari e iscrizioni: scuolabus nel caos

22 Ottobre 2013, 11:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Scuolabus

 

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Percorsi cambiati, famiglie in rivolta Primo giorno del servizio, ma è falsa partenza BARI - Iscrizioni incomplete, itinerari non ancora definiti: il trasporto scolastico è partito nel caos. Disagi si sono verificati soprattutto a Carbonara, Japigia e Palese dove, l’assenza di una corretta comunicazione tra le circoscrizioni e gli istituti, ha mandato in allarme decine di famiglie che si sono precipitate negli uffici dell’assessorato alla Pubblica istruzione per denunciare i disservizi. Il problema maggiore è stato rappresentato dalle iscrizioni. Secondo quanto annunciato dal Comune, sono state sospese fino al 25 ottobre le domande per tutti gli utenti che devono raggiungere scuole diverse da quella più vicina alla propria residenza. Questo ha causato molta confusione tra i genitori che non sapevano se i loro figli potevano usufruire del servizio o meno. Alcune famiglie hanno quindi rinunciato al primo giorno di pulmino, altre hanno avuto difficoltà a trovare il punto di raccolta dove fare prendere il bus ai piccoli alunni. «In realtà - spiega l’assessore alla Pubblica istruzione, Fabio Losito - ci sono stati problemi di comunicazione: le circoscrizioni dovevano avvertire che il servizio sarebbe partito per tutti, indipendentemente dall’iscrizione completata». Ieri pomeriggio Losito ha incontrato le circoscrizioni e i dirigenti delle scuole dove si sono verificati i maggiori problemi. Come ad esempio alla Duca d’Aosta di Palese dove il preside Nicola Fraddosio ha denunciato i ritardi nelle comunicazioni da parte dell’amministrazione. «Abbiamo avuto notizia dell’avvio del servizio solo venerdì scorso - spiega - io questa mattina non sapevo quali bambini potevano usufruire dei bus e quali non si erano iscritti. Senza considerare i problemi con le ditte e con gli itinerari. Ho avuto comunicazione dell’avvio dei bus da parte di una ditta e poi se ne è presentata un’altra». Sono cambiati anche i percorsi dei pulmini e gli istituti non erano stati ancora forniti delle mappe con il nuovo tragitto. «Le criticità maggiori - prosegue Losito - sono legate soprattutto ad una errata comunicazione tra le stesse circoscrizioni e le famiglie. Ho spiegato loro come funzionerà il servizio e che adesso bisognerà avere un po’ di pazienza. Quando il trasporto entrerà a regime non si verificheranno più i disagi di questa mattina». Il Comune definirà anche i nuovi orari, in base alle esigenze delle scuole. «Comunque oggi i pulmini non hanno lasciato nessuno a terra - conclude l’assessore - e questa era la cosa più importante. Il problema resta per i non aventi diritto che continuano a pretendere di poter usufruire del servizio».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA BARI Tap, le condizioni del Pd «Sì al gas, ma a Cerano»

22 Ottobre 2013, 11:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il tracciato contestato

 

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Blasi:«Royalty alla Puglia. Melendugno? C'è il turismo» Il segretario contrario all'approdo del gasdotto BARI - «Sì al gasdotto della Tap, a condizione che sia riconosciuta una royalty fissa, annua e diretta alla Puglia». E soprattutto che si decida di localizzarne l’approdo a Cerano, dove si potrebbe sfruttare il gas per riconvertire la vecchia centrale a carbone dell’Enel». Il segretario del Pd Sergio Blasi, salentino di Melpignano, dice sì al gasdotto, ma non vuole che approdi a Melendugno, come previsto nel progetto della società costruttrice. Perché dice no a Melendugno? «Perché quel territorio possiede una vocazione diversa. L’infrastruttura di cui si parla potrebbe sfigurarne il territorio dal punto di vista paessaggistico e storico. La cabina di pressurizzazione - che richiede 12 ettari di terreno, di cui tremila metri quadri coperti - sarebbe situata a poche centinaia di metri dal parco naturalistico delle Cesine e dal parco archeologico di Roca». Sarà per caso contrario al gasdotto? «Non lo sono mai stato. Con la diminuzione dela disponibilità di petrolio e la riduzione del consumo di carbone, la diversificazione delle fonti energetiche è indispensabile. Sono favorevole al gasdotto. Il problema è dove farlo approdare». Appunto, dove? «La situazione più utile sarebbe Cerano, in provincia di Brindisi, poche decine di chilometri più a Nord, per approfittare del passaggio dell’infrastruttura e riconvertire al più ecologico gas la centrale a carbone in funzionamento in quell’area (è quella di Enel, ndr)». Il proposito di una riconversione ecologica sembra lodevole. Perché non si fa? «Perché da solo non si realizza, occorre che intervenga la politica. Provo a spiegare. Nella partita sono impegnati tre soggetti: il Paese che estrae e vende gas (Azerbaijan); la società che acquista il gas e intende realizzare la condotta per rivenderlo all’Europa; il territorio interessato all’attraversamento, in particolare l’approdo. Ebbene, i primi due soggetti avranno dei vantaggi immediati. Il terzo soggetto - la zona di Melendugno - rischia di patire solo dei danni. Spostando a Nord l’arrivo si potrebbe pensare di riconvertire Cerano e ottenerne un vantaggio indiretto». Manca il consenso della società che gestisce la centrale a carbone. Ci sarebbe? «È compito delle istituzioni aprire una discussione. Ritengo che il ruolo della politica, in questa partita, non debba essere passivo. Avanzo una proposta. Si pensi ad una norma nazionale che stabilisca un principio: i territori attraversati da un’infrastruttura energetica siano messi in grado di entrare nella società che deve realizzare l’opera, possederne una quota e godere degli utili». Per tutte le Regioni attraversate? «Vediamo in seguito se tutte o solo quella dell’approdo. Vorrei arrivare ad un punto. Il gas azero può arrivare nel Nord-Europa tramite due strade: i Balcani o l’Italia. Nel primo caso l’opera costerebbe 8 miliardi, nel secondo uno e mezzo. Optare per questa seconda possibilità consente alla società di realizzare massicci risparmi. Ma vado oltre. Leggo sulla stampa che la società potrà realizzare utili giganteschi pari a 200 miliardi l’anno. Se la Regione partecipasse solo con lo 0,5%, si potrebbe assicurare un miliardo l’anno: più o meno quello che spende ogni dodici mesi, al netto della sanità». Tutti dicono sì al gasdotto ma nessuno vuol farlo approdare nel proprio territorio. Come sa, i brindisini hanno già messo le mani avanti. «Io, se è questo che vuol dire, non sono affetto dalla sindrome di Nimby (non nel mio giardino, in inglese, ndr). Dico piuttosto che la politica deve cambiare paradigma: non voglio trasferire un’opera da un territorio ad un altro. Voglio cogliere l’opportunità per risanare il territorio degradato di Cerano. Facciamo una discussione senza ideologia e senza retorica vuota». La si faccia, cosa ha impedito finora di farla? «Proprio domani (oggi, ndr) scriverò una lettera al presidente del Consiglio regionale perché venga fissata una riunione ad hoc dell’assemblea. È indispensabile che le istituzioni locali contrarie all’approdo nel Salento (Melendugno, Castrì, Vernole e Calimera) non siano lasciate sole. E che la discussione non sia patrimonio solo dei gruppi No-Tap. Le istituzioni devono assolutamente stare nella partita». Bisognerà fare i conti anche con lo Stato che è competente sull’energia. Non le pare? «Il governo fa la sua parte. È giustamente convinto che la diversificazione energetica sia importante e si è attivato. A noi tocca fare in modo che la ricchezza prodotta con il gas si sprigioni anche sul territorio che attraversa. Poi toccherà al Consiglio e alla giunta regionale aprire una interlocuzione con il governo, evitando che il nostro unico intervento sia il parere non vincolante espresso con la Via regionale (valutazione di impatto ambientale)». Segretario, troverà i primi avversari in casa. Già diversi esponenti del Pd si sono dichiarati contrari a Cerano. «Perché la poseidonia (alga marina, ndr) di Cerano è importante e non lo è quella di Melendugno? Lei pensa che io mi possa spaventare di avere avversari in casa, dopo 4 anni di segreteria regionale? Mi creda: stiamo parlando di una questione che è perfino più grande di una infrastruttura. In gioco è il ruolo che la politica deve avere nel mercato e nella finanza, tentando di ristabilire il proprio primato ed evitando di essere subalterna. Proviamo a restituire un ruolo alto e dignitoso alla politica. Quando non decide, decidono gli scaltri, i cinici e le lobby».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

22.10.2013

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