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CAMPANIA NEWS Napoli. Traffico in tilt sulla Tangenziale, tamponamento a catena sotto la galleria

22 Ottobre 2013, 16:35pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Traffico in tilt - a causa di un incidente - sulla tangenziale di Napoli in direzione Pozzuoli. Sei le auto coinvolte nel tamponamento, a catena, sotto il tunnel che congiunge la zona del Corso Malta con quella Ospedaliera. Sul posto sono accorse alcune pattuglie della Polizia stradale e diversi mezzi di soccorso dell'Anas

IL MATTINO

22.10.2013.

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CAMPANIA NEWS Fanno irruzione nell'Alberghiero di Pozzuoli per picchiare rivale in amore: nella banda anche un minorenne

22 Ottobre 2013, 16:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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POZZUOLI Hanno fatto irruzione nella scuola per picchiare un rivale in amore. Sono volati schiaffi e spintoni e inutile è stato il loro tentativo di fuga. Sono stati già individuati e ora rischiano una doppia denuncia, da parte della presunta «vittima» e dalla dirigenza scolastica. Teatro dell'episodio è stata la sede di via San Gennaro Agnano dell'istituto alberghiero Petronio. Ad essere stato colpito, in maniera fortunatamente lieve, uno studente del quarto anno. Il gruppo dei presunti aggressori, esterni all'istituto, è formato da due maggiorenni e un minorenne. Dura la condanna dell'episodio da parte del dirigente della più grande scuola superiore della città.

IL MATTINO

22.10.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, il topo di fogna ruba il pane al pescatore | Video

22 Ottobre 2013, 16:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Pomeriggio tranquillo e assolato, il pescatore siede sugli scogli di via Partenope e aspetta di pescare qualcosa. Nel frattempo sbuca un grosso topo di fogna, va a rovistare nella busta delle esche e porta via un grosso pezzo di pane. La scena è avvenuta pochi minuti fa sul lungomare (liberato) di Napoli, ecco il video.

IL MATTINO

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ROMA UN'ALTRA BAMBINA COME MARIA: BIONDINA DI 7 ANNI TROVATA IN UN CAMPO ROM A DUBLINO

22 Ottobre 2013, 15:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La bimba trovata in Grecia

 

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ROMA - A pochi giorni di distanza dal ritrovamento di Maria, la bambina bionda che viveva in un campo rom in Grecia, un caso simile al suo sta scoppiando in Irlanda. Un'altra bambina bionda di sette anni e con gli occhi azzurri, è stata trovata dalla polizia irlandese presso una famiglia rom a Dublino. Le autorità irlandesi, scrive il Belfast Telegraph online, hanno affidato la piccola ai servizi sanitari e sociali (Hse). Si attendono intanto i risultati del test del Dna per verificare la tesi della coppia rom, secondo cui si tratta della loro figlia biologica. Il caso è molto simile a quello della bimba bionda con gli occhi azzurri trovata di recente in un campo rom in Grecia.

LEGGO.IT

22.10.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ROMA USTICA, LA CASSAZIONE: "CI FU DEPISTAGGIO. LA TESI DEL MISSILE È ORMAI CONSACRATA"

22 Ottobre 2013, 15:50pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Ustica, la Cassazione: "Ci fu depistaggio. La tesi del missile è ormai consacrata"

 

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ROMA - Dalla Corte di Cassazione arriva una pietra tombale sulla strage di Ustica: il depistaggio delle indagini sul disastro aereo che sconvolse l'Italia, secondo la Suprema Corte, c'è stato eccome. Il «depistaggio» delle indagini, scrive la Cassazione, deve considerarsi «definitivamente accertato» e per questo serve il nuovo processo civile per valutare la responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea Itavia. Con una nuova sentenza della Terza sezione civile depositata oggi, la Cassazione torna ad occuparsi di Ustica e lo fa accogliendo il ricorso di Luisa Davanzali, erede di Aldo, patron della compagnia aerea Itavia fallita sei mesi dopo il disastro. Ai Davanzali la Corte di appello di Roma aveva sbarrato la strada alla richiesta di risarcimento danni allo Stato, nonostante i depistaggi. Per la Cassazione il verdetto d'appello «erra» ad escludere «l'eventuale efficacia di quella attività di depistaggio» e l'effetto sul dissesto. IL MISSILE La tesi «del missile sparato da aereo ignoto», quale causa dell'abbattimento del DC9 Itavia caduto al largo di Ustica il 27 giugno 1980, risulta «oramai consacrata» anche «nella giurisprudenza» della Cassazione, sottolinea la Suprema corte accogliendo il ricorso dell'erede del patron della compagnia area Itavia. Ad avviso dei supremi giudici, comunque, dal momento che è accertato il depistaggio delle indagini da parte di ufficiali dell'Aeronautica diventa anche «irrilevante ricercare la causa effettiva del disastro», e questo «nonostante la tesi del missile sparato da aereo ignoto, la cui presenza sulla rotta del velivolo Itavia non era stata impedita dai ministeri della Difesa e dei Trasporti, risulti ormai consacrata pure nella giurisprudenza di questa Corte». Ora i due Ministeri torneranno sotto processo.

LEGGO.IT

22.10.2013.

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA ROMA, BIMBA MORSA DA PITBULL SENZA GUINZAGLIO. PROPRIETARIA DENUNCIATA: "LIBERO PERCHÉ BUONO"

22 Ottobre 2013, 15:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La piccola aggredita da un pitbull nel parco a Ponte di Nona (Toiati)

 

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Una bambina di un anno e mezzo azzannata da un pitbull che gironzolava libero, senza museruola né guinzaglio, insieme a un altro cane della stessa razza. Fortunatamente l’animale ha morso la bambina ad una gamba e, stavolta, l’ennesima tragedia è stata solo sfiorata. E’ successo domenica intorno alle ore 13.30 a Ponte di Nona, in via Caltagirone, nei pressi di un’area verde. La bambina stava camminando sul marciapiede insieme al padre (un uomo di nazionalità marocchina di 38 anni) quando - stando al racconto del genitore della bambina - uno dei pitbull ha puntato dritto alla piccola e le si è avventato contro, evidentemente scambiandola per una preda. Prontamente il padre ha difeso col suo corpo la figlia, buttandosi a terra. A quel punto il pitbull si è bloccato. Nel frattempo, è arrivata la proprietaria dei cani che li ha chiamati a sé allontanandosi poi di fretta, senza nemmeno scusarsi né verificare quanto accaduto. E’ stato però allertato il 118 ed i due feriti sono finiti all'Umberto I per essere medicati. La bimba, soccorsa in codice giallo, ha avuto 10 giorni di prognosi. Il padre 7 giorni per delle escoriazioni ai gomiti provocato dallo sfregamento delle braccia sull’asfalto. Sono stati quindi chiamati i carabinieri di Settecamini, che hanno immediatamente fatto partire le indagini. La proprietaria (una donna di 48 anni, romana) abita in zona ed è conosciuta dai residenti. I carabinieri così si sono appostati nei pressi dell’area verde e in meno di 24 ore sono riusciti a rintracciarla: la 48enne si trovava insieme ai due pitbull e - anche stavolta - i cani giravano liberi senza museruola né guinzaglio. Fermata per l’identificazione, la donna ha candidamente detto ai militari che i suoi cani sono sempre stati buoni e, per questo motivo, non li teneva al guinzaglio. Quando le è stata contestata l’aggressione del giorno prima, è caduta dalle nuvole. A quel punto il padre della piccola è stato invitato a recarsi in caserma per il riconoscimento e ha confermato. La donna è stata quindi denunciata a piede libero per custodia e malgoverno di animali, nonché ammonita a rispettare la legge che prescrive obbligo di museruola, oltre che di guinzaglio, per i molossi. Il papà della bambina ha sporto querela per lesioni. La procura potrebbe anche decidere di constestare alla donna il reato di omissione di soccorso, nonostante i feriti non fossero in pericolo di vita. di Angela Camuso

LEGGO.IT

22.10.2013.

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA MASSA, BAMBINA DI OTTO MESI MUORE IN OSPEDALE DOPO UN MALORE: PROBLEMI ALL'AMBULANZA

22 Ottobre 2013, 15:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Massa, bambina di otto mesi muore in ospedale dopo un malore: problemi all'ambulanza

 

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MASSA - Non ce l'ha fatta la bambina di otto mesi ricoverata all'Ospedale Pediatrico Apuano (Opa) di Massa. E' morta stamattina. Affetta da una malattia cardiaca, aveva accusato un malore la notte scorsa intorno alle 2 e subito è stata trasportata dai genitori all'ospedale della Versilia. I medici hanno quindi disposto il trasferimento urgente della piccola all'Opa di Massa, noto per la sua specializzazione in cardiologia. Durante il trasferimento dalla Versilia a Massa sull'ambulanza si sarebbe verificato un problema al mezzo. Il veicolo di soccorso è stato costretto a fermarsi sull'Aurelia. La neonata è stata quindi trasportata su una seconda ambulanza. La bimba, secondo quanto si è appreso, sarebbe arrivata all'Opa ancora in vita. Sull'accaduto la famiglia ha presentato una denuncia ai carabinieri. La Procura di Massa ha aperta un fascicolo ed è stata disposta l'autopsia per accertare l'esatta causa del decesso.

LEGGO.IT

22.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS E gli impegni presi con il Programma d’Azione?

22 Ottobre 2013, 15:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Caduta di persona in carrozzina, in corrispondenza di un cancello

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«Dove sono finiti gli impegni presi con il Programma d’Azione biennale sulla disabilità, rispetto al quale si faceva affidamento, per vedere finalmente rispettati i diritti di pari cittadini delle persone con disabilità e delle loro famiglie?». È duro il giudizio dell’ANFFAS, espresso tramite le parole del presidente Roberto Speziale, sul testo della Legge di Stabilità per il 2014, recentemente licenziato dal Consiglio dei Ministri Caduta di persona in carrozzina, in corrispondenza di un cancello«Ancora una volta ci troviamo di fronte a una potenziale “bomba ad orologeria” per la persone con disabilità e per le loro famiglie, una situazione di pericolo e dubbio che non sappiamo come si evolverà»: questo il commento di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), sul testo della Legge di Stabilità per il 2014, recentemente licenziato dal Consiglio dei Ministri e in attesa ora di passare all’esame del Parlamento. «In questa bozza – dichiara infatti Speziale -, oltre al decremento dei finanziamenti per il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali e per quello per la Non Autosufficienza, viene indicate la nuova possibile modalità per ottenere l’indennità di accompagnamento e anche la stretta sulle agevolazioni fiscali, due fattori che incidono ovviamente in maniera preponderante nella vita di chi ha una disabilità. Ebbene, nel primo caso, se le attuali notizie si rivelassero fondate e quel testo diventasse legge, a partire dal 1° gennaio 2014, le persone ultrasessantacinquenni con reddito (imponibile) superiore ai 40.000 euro annui (70.000 se coniugati), non avrebbero più diritto al beneficio, seppure in possesso dei requisiti sanitari oggi previsti. Inoltre, anche chi avesse un reddito imponibile al di sotto dei limiti fissati, superati però percependo l’indennità, riceverebbe un importo limitato al raggiungimento del limite stesso. E infine, chi fosse già titolare di indennità o avesse già ricevuto conferma del godimento della provvidenza economica, quando disponesse di redditi superiori ai limiti fissati, non avrebbe più diritto alla rivalutazione annuale della prestazione». «Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali – sottolinea poi il Presidente dell’ANFFAS -, è quanto mai probabile che il Governo proceda alla riduzione delle detrazioni IRPEF che oggi i contribuenti utilizzano al 19% e tra queste, oltre a ciò che riguarda i mutui o le polizze vita, rientrano voci più che note e ampiamente utilizzate, come le spese mediche e quelle per le persone con disabilità. Non dimentichiamo, infine, che il mondo della disabilità dovrà poi fare i conti anche con la questione del nuovo ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.], che intende considerare come un reddito la pensione sociale e di invalidità». «Abbiamo un ennesimo nuovo Governo – è il giudizio di Speziale -, ma ci troviamo ancora di fronte alla concreta possibilità di tagli indiscriminati, volti a colpire sempre gli stessi cittadini, quelli più fragili e discriminati, quando invece le risorse finanziarie necessarie al risanamento del Paese potrebbero essere reperite tramite altre modalità, ad esempio attraverso la riforma dei costi della politica o la definizione dei livelli essenziali e dei costi standard in sanità». «A questo punto – conclude Speziale – ci chiediamo ci chiediamo dove siano finiti gli impegni presi con il Programma d’Azione biennale sulla disabilità, anch’esso recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, su cui le persone con disabilità e le loro famiglie facevano affidamento, per vedere finalmente rispettati i loro diritti di pari cittadini, e ci chiediamo anche perché tutte le azioni in esso contenute non siano considerate un’opportunità di sviluppo per il Paese, ma semplicemente ignorate». (R.S.) Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

SUPERANDO

22.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Fisioterapisti che hanno scelto di fare i genitori

22 Ottobre 2013, 15:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Famiglia Caracciolo

 

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È davvero emblematica, la Famiglia Caracciolo, perché compendia singolarmente tutte le varie tematiche riguardanti una “famiglia con disabilità”: genitori, figli con disabilità, professionisti della riabilitazione, rapporti tra i genitori e gli stessi professionisti, scelte di vita e di lavoro. Presentiamo il nuovo “viaggio nella società inclusiva” di Giorgio Genta, insieme a quest’altra “famiglia con disabilità” Famiglia Caracciolo Alessandra e Antonio Caracciolo, insieme ai figli Riccardo ed Emma La Famiglia Caracciolo – Antonio, Alessandra, Riccardo ed Emma – è davvero emblematica, perché in essa si compendiano singolarmente tutte le tematiche del nostro mondo: genitori, figli con disabilità, professionisti della riabilitazione, rapporti tra genitori e professionisti, scelte di vita e di lavoro. Ma vediamo di capirci un po’ di più. Antonio e Alessandra, nonché “figliolanza”, come dite affettuosamente e scherzosamente voi, chiariteci il mistero: come fate a sopravvivere e a vivere bene con un tale aggrovigliato intreccio di rapporti professionali e umani? «Intanto cerchiamo, sforzandoci tutti i giorni, di vivere in modo dignitoso la nostra quotidianità di famiglia “normale”, con il nostro stile di vita, i nostri difetti e i pregi, le nostre aspettative e i sogni, i nostri ritmi. Dopo la nascita di Riccardo ed Emma, entrambi prematuri con diagnosi di paralisi cerebrale infantile, forti del fatto che il nostro lavoro di fisioterapisti ci rendeva “non nuovi” al mondo della disabilità, ci siamo dovuti un po’ ricredere sul nostro ruolo di genitori e di terapeuti. Riccardo ed Emma, infatti, sono i nostri figli e il legame con un figlio è ben diverso da quello che si può creare con un paziente, pur con tutta l’empatia che ci si voglia mettere! Abbiamo scelto entrambi di continuare a lavorare, con un avvicinamento del luogo di lavoro e la riduzione a un part-time da parte della madre, per riuscire a conciliare il tempo dedicato ai nostri figli con quello dedicato alla crescita personale e professionale della mamma-lavoratrice». Ma cosa comporta essere contemporaneamente genitori di figli con disabilità – che quindi necessitano “anche” di riabilitazione – e professionisti del settore? «Sin dalla nascita dei nostri figli abbiamo scelto di fare i genitori e non i riabilitatori dei nostri figli. Certo, la nostra vita professionale ci porta ad avere un occhio di riguardo nei confronti dei “progetti e percorsi riabilitativi” dei nostri figli (che lasciamo svolgere volentieri a colleghi con una professionalità più elevata della nostra). Da sempre, però, abbiamo creduto che la riabilitazione non sia il perno centrale della vita di Riccardo ed Emma e che non dovrà essere svolta per tutta la loro vita. Siamo più propensi a credere che il percorso riabilitativo, svolto con obiettivi ben chiari, faccia parte di una strada ben più ampia che tenda all’inclusione sociale, tenendo conto delle loro difficoltà, ma anche delle loro potenzialità». Due figli con disabilità, doppie problematiche, doppio impegno, doppia fatica. È vero, oppure…? «Certo, l’impegno e la fatica sono doppi, anche perché i bisogni dei nostri figli sono diversi; la nostra fatica, dopo l’arrivo di Emma, con una nuova diagnosi, è stata quella di non riuscire a far conciliare i ritmi di entrambi e questo ci ha un po’ scombussolato. Siamo ricorsi perciò all’aiuto di una psicologa con la quale abbiamo imparato a gestire gli spazi di coppia, di famiglia e personali. Abbiamo lavorato sulle emozioni, che gli eventi delle nascite dei nostri figli e la prospettiva di una vita “diversa” e con molti ostacoli, avevano suscitato in noi, così come i sensi di colpa – soprattutto da parte della madre -, la rabbia, il tempo e gli spazi che i nostri figli ci stavano “rubando”». In questa vostra “biblica”, ma, conoscendovi, serena incombenza, avete ricevuto aiuto da familiari, amici, istituzioni, associazioni? E quanto? «Crediamo che l’aiuto da parte di persone o istituzioni al di fuori della famiglia sia fondamentale; molto spesso ci è capitato di incontrare famiglie “bruciate” perché facevano fatica a farsi aiutare. Certo che farsi aiutare implica aprire la propria intimità familiare all’altro e non sempre è facile. Famiglia Caracciolo Un’altra bella immagine della Famiglia Caracciolo in piscina Da qualche anno stiamo cercando di creare una rete di persone (parenti, amici, gruppo scout, educatori professionali…) che ci permetta di trovare uno spazio personale e di coppia. Inoltre, da circa un anno, insieme ad altri genitori del paese dove abitiamo, abbiamo creato un’Associazione per condividere le nostre esperienze e cercare insieme strategie che permetteranno ai nostri figli di trascorrere una “vita di qualità”». Emma e Riccardo come vedono la società dove vivono? Quali sono i loro sogni, le aspettative, i progetti? La risposta arriva dalla viva voce di Riccardo l’“intellettuale di famiglia”, con l’appoggio di Emma: «Pur essendoci realtà positive nella nostra società, come Associazioni volte ad aiutarci, ci accorgiamo, camminando per strada, che ci sono ancora barriere mentali di chiusura, come atteggiamenti pietistici nei nostri confronti. Nonostante questo, noi continuiamo a vivere la nostra vita serenamente senza farci prendere dallo sconforto». E i vostri al riguardo? «La società in cui viviamo non è certo a misura di “famiglie con difficoltà”. Basti solo pensare che per ottenere dei diritti occorre essere sempre “sul piede di guerra” con tutti (scuola, istituzioni, sanità ecc.). Il futuro dei nostri figli ci spaventa e perciò crediamo che occorra lavorare fin da subito nel creare un tessuto sociale che già da ora sia in grado di supportare e sostenere noi genitori, ma che nel futuro sia altrettanto in grado di sostituirci». A questo punto il solito malevolo Lettore potrà pensare che questa famiglia non esista, che sia stata creata a tavolino dalla mia troppo fervida fantasia, per mettere assieme tutte le domande e le risposte possibili in tema di disabilità in famiglia. Ma non è affatto vero! Esistono, eccome! E se qualcuno vorrà controllare, per riservatezza non gli dirò certo come fare, ma sono sicuro che ci riuscirà ugualmente. Grazie ad Antonio, Alessandra, Riccardo ed Emma e avanti così!

SUPERANDO

22.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Il Comitato 16 Novembre in presidio davanti al Ministero

22 Ottobre 2013, 15:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

In primo piano ruota di carrozzina, sullo sfondo altre persone con disabilità che protestano

 

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Già protagonisti di clamorose ed estreme forme di protesta, i componenti del Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti) sono pronti a tornare in presidio permanente, davanti al Ministero dell’Economia di Roma, a partire dal 22 ottobre, e ad attuare lo sciopero della fame e della sete, se non otterranno impegni precisi, su una serie di istanze ritenute prioritarie per tutte le persone con disabilità In primo piano ruota di carrozzina, sullo sfondo altre persone con disabilità che protestano«Non vogliamo dettare condizioni, ma siamo stufi di vivere in un Paese incivile con un Governo che non prevede programmi per la disabilità»: lo si legge in un comunicato del Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti), già protagonista più volte di clamorose ed estreme forme di protesta e i cui componenti sono ora pronti a tornare in presidio permanente martedì 22 ottobre, davanti al Ministero dell’Economia di Roma, preannunciando che «se non vi sarà un incontro concreto, con impegni precisi, scritti, con date e certezze, faremo lo sciopero della fame e della sete e alla fine ci staccheremo il respiratore non caricando le batterie». A una lettera inviata al Governo alla metà di settembre, scrivono gli esponenti del Comitato, «nessuno ha risposto nel merito delle nostre richieste e il solo sottosegretario alla Salute Paolo Fadda ha convocato un tavolo tecnico, ma in ritardo e con un ordine del giorno che esula dalle nostre priorità. Uno dei temi proposti, infatti, era Criteri di omogeneità delle prestazioni delle cooperative che operano nell’assistenza domiciliare, ma discutere di cooperative non è una nostra priorità, in quanto abbiamo sempre detto che siamo noi a dover scegliere i nostri assistenti». L’azione del Comitato 16 Novembre, infatti, è basata su alcune istanze, ritenute prioritarie per tutte le persone con disabilità («1. Assistenza domiciliare adeguata alla gravità, fino a garantire la presenza, vigile 24 ore su 24, senza differenza fra Regioni; 2. Fondi direttamente ai disabili senza intermediazioni; 3. Libertà di scelta per chi decida per il ricovero in RSA [Residenze Sanitarie Assistenziali, N.d.R.] e simili; 4. Assistenza assolutamente svincolata dall’ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] familiare; 5. Riconoscimento economico e previdenziale del caregiver familiare anche ai fini di un prepensionamento per lavoro usurante; 6. Aggiornamento e approvazione dei LEA [Livelli Essenziali di Assistenza, N.d.R.]; 7. Aggiornamento e approvazione del Nomenclatore Tariffario assolutamente obsoleto; 8. Riconoscimento invalidità del 100% + indennità di accompagnamento in maniera omogenea in tutte le Regioni») e anche su uno specifico progetto «per un Sistema Assistenziale realizzabile, sperimentato, in linea con la tenuta dei conti, e con la dignità che rivendichiamo per chi, senza colpa alcuna, è costretto a vivere con una grave disabilità». (S.B.) Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comitato16novembre@gmail.com.

SUPERANDO

22.10.2013.

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