Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
VENEZIA - Girava per Venezia cercando di palpeggiare le donne che gli capitavano a tiro. Per questo un rumeno di 41 anni, Stefan Cipere, è stato condannato ieri, dal Tribunale di Venezia, a due anni di reclusione, con la sospensione della pena. I fatti risalgono all’aprile del 2012. L’uomo era stato bloccato dalla polizia dopo che una turista americana aveva raccontato di essere stata palpeggiata, con una certa violenza, dall’uomo. In quell’occasione il rumeno era stato trovato in possesso di un cellulare risultato rubato a un’altra donna. Successivamente i vigili urbani aveva raccolto un’altra segnalazione a carico di Cipere. Stavolta una francese aveva raccontato. non solo di essere stata toccata nelle parti intime da quell’uomo, ma anche di averlo visto mentre faceva altrettanto con almeno otto altre passanti.
Alvaro Binni, il funzionario di polizia di Ascoli Piceno accusato dell'omicidio Goffo oggi si è separato ADRIA - Si sono separati consensualmente oggi davanti al giudice del Tribunale di Ascoli Piceno Alvaro Binni e sua moglie. Da due anni il tecnico della Questura di Ascoli è rinchiuso in carcere per una condanna a 16 anni di reclusione inflitta dalla Corte d'Appello di Ancona, che lo ritiene responsabile dell'omicidio di Rossella Goffo, la funzionaria polesana della Prefettura dorica con la quale Binni avrebbe avuto una relazione sentimentale. Un rapporto che l'uomo ha sempre definito solo un'amicizia, anche se intensa. La Goffo viveva quel legame in modo diverso, tanto che aveva progettato di trasferirsi ad Ascoli per stare vicina all'amante. «La tenacia di Rossella nel voler progettare una vita in comune» è secondo la Procura ascolana il movente che avrebbe spinto Binni ad uccidere la donna, «al culmine tragico di una relazione extraconiugale fra l'imputato e la vittima». In questa battaglia processuale la moglie è sempre stata al fianco del marito, e anzi, uno degli elementi della strategia difensiva di Binni era che non aveva alcun movente per uccidere, visto che la consorte sapeva che la Goffo, anche lei sposata e madre ad Adria lo «perseguitava». Verificata l'impossibilità di riconciliazione fra i due coniugi, il giudice ha letto le condizioni della separazione stabilendo che Binni potrà vedere in carcere i quattro figli (tutti minorenni), affidati comunque alla madre.
BOWLING GREEN - Un buco, largo 40 metri e profondo 30, si è aperto nel pavimento del celebre Corvette Museum a Bowling Green in Kentucky. Otte rarissime vetture sono state letteralmente inghiottite dalla voragine: un vero e proprio colpo al cuore per tutti gli appassionati di Corvette. Katie Frassinelli, portavoce del museo, ha affermato alla CNN che sei delle otto auto erano di proprietà del Corvette Museum, mentre due erano della General Motors: pezzi rarissimi, come la prima ZR1. Fortunatamente al momento del crollo del pavimento, all'interno dell'edificio non c'era nessuno e quindi non si sono registrati feriti.
Inserito da Michele Pappacoda Landriano, vittima un pensionato. Conto corrente saccheggiato Una 50enne è stata arrestata, l’amica di 29 anni ha il divieto avvicinarlo
LANDRIANO. Visite di cortesia nella sua abitazione, qualche sorriso e tanta gentilezza. Oltre a qualche «carezza». E si facevano consegnare denaro, tanti soldi. Due donne sono state sottoposte a provvedimenti cautelari perchè accusate di aver sottratto, complessivamente, circa 60 mila euro in cinque anni, a un uomo di 66 anni che abita a Landriano. L’accusa è di circonvenzione di incapace. Giovanna Armeni, 50 anni, è stata messa agli arresti domiciliari in un campo nomadi mentre L. F., 28 anni, ha l’obbligo di non avvicinarsi a meno di duecento metri dalla vittima. L’indagine, dei carabinieri della stazione di Landriano, era iniziata nel mese di marzo dello scorso anno quando un’altra donna, Marika Viola di 30 anni, era stata arrestata per una estorsione confronti della stessa persona. Ma andiamo con ordine. Nel marzo dello scorso anno i carabinieri avevano saputo di uno strano giro di donne nomadi nell’abitazione di un pensionato. Erano iniziate le indagini e i militari avevano scoperto che l’uomo veniva minacciato continuamente. «Se non mi dai i soldi – era il ricatto – dico ai miei parenti che abbiamo una relazione. Poi te la vedrai con loro». I carabinieri della compagnia di Pavia avevano bloccato Marika Viola con cento euro in contanti e con un assegno di 500 euro che aveva appena ricevuto dal pensionato. Le indagini erano proseguite ed erano iniziati dei controlli sui conti correnti della vittima, un uomo che era rimasto solo nel 2005 quando era morto il padre. Sino ai conti del 2008 gli investigatori non hanno riscontrato ammanchi ma nel periodo compreso dal 2008 al 2013 erano spariti misteriosamente 60 mila euro. Una somma piuttosto rilevante. E così le indagini sono proseguite. L’uomo è stato interrogato più volte dai militari che sono risaliti ai nomi di Giovanna Armani e di un’altra nomade. Le donne non si conoscevano ma frequentavano abitualmente la casa del pensionato. E a lui a volte chiedevano l’elemosina raccontando storie pietose. «Sono madre di otto figli – diceva una delle due donne – ho tanto bisogno di denaro». E, insieme alle storie personali, non mancavano mai carezze e attenzioni «particolari». E il pensionato di Landriano, una persona decisamente sola con qualche problema di carattere psicologico, pagava. E prosciugava il suo conto in banca. I carabinieri del capitano Gennaro Cassese hanno raccolto indizi e testimonianze. Nei giorni scorsi hanno consegnato un rapporto ai magistrati della procura della repubblica di Pavia. Ed è stata chiesta l’emissione dei provvedimenti cautelari nei confronti di entrambe le donne che si sarebbero intascati circa sessantamila euro.
Inserito da Michele Pappacoda Venerdì scorso a Gerenzago in provincia di Pavia ancora una rapina in casa mentre i proprietari erano fuori i ladri intrufolatosi indisturbati dentro casa da una finestra semichiusa hanno portato via diversi oggetti tra cui un televisore e altri suppellettili. Al ritorno dei proprietari trovando la casa sotto sopra avvertono i carabinieri che recatosi sul posto fanno i primi rilievi e in questi giorni indagano per risalire all'autore dell'insano gesto.
Scritto da Michele Pappacoda Il parroco di Gerenzago in provincia di Pavia nei giorni scorso mentre era ad Inverno sempre in provincia di Pavia scivola accidentamente e cadendo si fa male al braccio ai primi accertamenti sembrava un trauma passeggero ma da ulteriori radiografie risulta un problema molto piu importante e nei prossimi giorni sarà operato di tendinite. al braccio.
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Ci sono quei bar e negozi simbolo di un tempo che non c'è più, e ci sono quelli che ancora resistono. Poi le persone, le date, le abitudini. Facebook trascina il suo popolo in un viaggio tra nostalgia e ricordi. Le pagine "Sei di se" si moltiplicano, non importa se di grandi città o piccoli centri. Pavia ne è stata contagiata.
Sei di Pavia se. In poco più di un giorno dalla sua creazione la pagina "Sei di Pavia se" è arrivata a oltre 4.300 adesioni. E' un flusso continuo di nomi, episodi, immagini.
Cioccolata, panini e pizza. Nella classifica ideale dei simboli di Pavia, quelli che toccano le corde delle'emozione c'è la cioccolata di Cesare in corso Garibaldi e il suo zabaione. E' tra i più citati e commentati. Senza dimentica il Boccio. "Sei di Pavia se vai al Boccio e mangi il Super Buby" come scrive Pamela Bianchi e c'è chi aggiunge "Sei di Pavia se sai che il Boccio è chiuso il giovedì" e chi ora ci porta i figli. C'è la pizza fino alle due di notte da Giulio per poi passare a tutto quello che oggi non c'è più.
Negozi scomparsi. "Sei di Pavia se almeno una volta hai il predo da Gigi il gelataio il ghiacciolo al cioccolato con sopra la panna montata" scrive Marcello Boara che colleziona 25 mi piace e scatena i ricordi. E non è l'unico nelle centinaia di messaggi arrivati sulla pagina a ricordare Gigi: il gelato d'estate le caldarroste d'inverno. C'è chi come Michele Tardio ricorda il Burghy in via Mazzini. I ricordi scorrono senza sosta: "Sei di Pavia se compravi la focaccia da Balzarini, gli affettati da Malaspina e gli Ip dalla Vittoria", scrive Cristiano Maccabruni
Le discoteche e i locali. "Il saturday night era al Docking o al Celebrità finché non avevi la patente - scrive Massimo Bozzini - poi Mulino della Frega per spingerti poi fino al King o al Pierrot concludendo spesso la nottata con la pizza da Giulio". O al bar Notturno. In tanti ricordano Spaziomusica che ancora oggi è un simbolo della Pavia che ama la musica e ha voglia di condividere e sono tanti i pensieri rivolti a Bruno. "E la discoteca Dolly la ricordate"? chiede Laura Stillo
Le scuole. "Sei di Pavia se quando andavi a scuola nonvedevi l'ora di sentire i fischietti degli universitari per la Liberazione", ricorda Gloria Ruffini.
Max Pezzali. Il bar Dante, il Celebrità. Pavia e la sua provincia raccontate da Max Pezzali tornano nei ricordi dei pavesi. C'è chi scrive semplicemente "2 discoteche 106 farmacie" citando la sua "Con un deca".
Le persone. Il ricordo di Angelo, anima del Caffè teatro. "Sei di Pavia se hai passato almeno un sabato notte a parlare col Vanni", ricorda Guido Giuliani. Si trovano citati Jo Rende, Gigi il gelataio. Ma non ci sono solo simboli scomparsi. Fidenzio e il suo motorino sono tra i più citati.
Mi sto in burg e tal chi. Le parole sono importanti. Elisabetta Lunghi ricorda che a Pavia si dice: "Mi so no mi sto in burg!" per dire che non si sa qualcosa. Elena Borrone aggiunge: "Sei di Pavia se all'amico che vedi dopo anni e che ti ha salutato con un tal chi rispondi tal là".
(Da sinistra in senso orario: il Duomo con la torre civica, il ponte del Policlinico, la tessera del Docking, il gelataio Bianchi, il Ponte Coperto) TUTTE LE FOTO
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI VOGHERA. Stava spingendo l’auto in panne per raggiungere l’area di servizio dell’autostrada A7 a Castelnuovo Scrivia e chiedere aiuto, quando è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo. Così è morto Alessandro Nicola, 67enne pensionato vogherese che viveva al numero 4 di via Di Vittorio, nel quartiere di Pombio. Con lui c’era la moglie, che ha assistito impotente al dramma.
E’ accaduto poco dopo le 17 di ieri. Secondo le prime ricostruzioni, Nicola e la moglie stavano viaggiando in direzione Genova, dopo essere entrati in autostrada al casello di Casei Gerola, quando la loro macchina ha avuto un guasto e si è fermata all’improvviso. Anzichè chiedere soccorso con il telefono cellulare o con una delle postazioni per gli sos, l’uomo ha deciso di spingere da solo il mezzo sulla corsia di emergenza fino alla non lontana stazione di servizio. Probabilmente lo ha fatto proprio perchè mancavano poche decine di metri allo svincolo ed era convinto di farcela senza problemi. Invece è avvenuto l’imponderabile, forse lo sforzo eccessivo a cui si è sottoposto ha sovraccaricato il suo organismo e il cuore ha ceduto di schianto. Saranno comunque gli accertamenti subito predisposti a fare piena luce sulla dinamica dei fatti. A nulla sono valsi gli sforzi per rianimare il pensionato operati dalle squadre del 118 di Alessandria e di Pavia. Sul posto anche una pattuglia della polizia di Milano Ovest e il soccorso Aci Rebutti di Tortona.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Quattro rapinatori sono stati bloccati subito dopo due aggressioni messe a segno nel centro storico di Napoli.
A fermarli i carabinieri del nucleo radiomobile, in due distinte operazioni. Due malviventi, rispettivamente di 29 e 30 anni, sono stati bloccati perché in via Santa Maria degli Scalzi poco prima avevano aggredito, armati di pistola, un 20enne per impossessarsi del suo iPhone 4s.
Altri due banditi, rispettivamente di 37 anni e 26 anni, entrambi romeni e domiciliati a Poggiomarino,sono invece stati fermati sul corso Umberto dopo breve inseguimento: armati di scalpello, avevano rapinato di 50 euro una tunisina di 32 anni. Bottino recuperato e restituito alla vittima.
Tutti e quattro gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale.
INSERITO DA KATIA ANDREOLETTI VIGEVANO. Si è tranciato parzialmente un pollice manovrando una macchina per calzature. L’incidente sul lavoro è avvenuto ieri mattina poco prima delle 11, al calzaturificio Giorgio di via Gorizia.
Secondo i primi accertamenti uno degli operai della ditta, un 40enne residente a Sale (Alessandria) si è appunto ferito manovrando uno dei macchinari, che gli ha tranciato quasi completamente la prima falange del pollice della mano destra.
Sono stati subito chiesti i soccorsi: la centrale del 118 di Pavia ha mandato sul posto un’ambulanza della Croce rossa di Vigevano che ha trasferito l’uomo al Pronto soccorso dell’ospedale civile. L’operaio è stato poi ricoverato nel reparto di Traumatologia dell’ospedale di Vigevano, ma non si escludeva di trasferirlo all’ospedale di Magenta per un intervento chirurgico.
Al calzaturificio di via Gorizia c’è stato anche un sopralluogo dei tecnici Asl: dovranno appurare la dinamica dei fatti, per verificare che nel luogo di lavoro venissero rispettate tutte le normative sulla sicurezza. E’ stato richiesto anche l’intervento della polizia locale. (a.m.)