Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ RICETTE LA FRITTATA DI MACCHERONI A CURA DI ANGELA CECERE

17 Gennaio 2015, 10:35am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

SEZ RICETTE RISOTTO ALLA MILANESE A CURA DI MICHELE PAPPACODA

17 Gennaio 2015, 10:31am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

CULTURA E SPETTACOLI

17 Gennaio 2015, 10:27am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

CULTURA E SPETTACOLI "Gli amici dei miei amici se ne Vanno", omaggio al grande Umberto Bindi

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Levi Napolitano disse che stava male e non voleva il bis ma dopo 24 ore fu

17 Gennaio 2015, 09:59am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Clan Cozzolino traffico rifiuti speciali 14 arresti spuntano contatti con

17 Gennaio 2015, 09:54am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salernitano martellate in testa alla moglie preso 43enne incensurato

17 Gennaio 2015, 09:35am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

CAMPANIA NEWS Bagnoli lite tra contrabbandieri di sigarette 42enne accoltellato per concorrenza

17 Gennaio 2015, 09:14am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

SANT ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Nola e Ottaviano ritrovato carico di farmaci da un milione di euro

17 Gennaio 2015, 09:12am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

Leggi i commenti

SEZ. DISABILITA NEWS Niente scuola per 58 milioni di bimbi con disabilità

16 Gennaio 2015, 14:30pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Niente scuola per 58 milioni di bimbi con disabilità

INSERITO DA ANGELA CECERE Di questa, che è certamente un’emergenza a livello globale, si legge nell’approfondimento che presentiamo oggi, curato recentemente da Save the Children Italia, organizzazione che vi racconta anche i propri interventi in favore dell’educazione inclusiva, in un territorio come l’Area Balcanica, particolarmente significativo per la sua complessità, con la convivenza di differenti etnie, status giuridico-costituzionali, culture, religioni e lingue 

Nel mondo vivono circa un miliardo di persone con disabilità e almeno 93 milioni sono bambini. Più dell’80% di queste persone è concentrato nei Paesi in via di sviluppo. Secondo ilRapporto dell’UNICEF La condizione dell’infanzia nel mondo 2013 – Bambini e disabilità, un bambino su 20 sotto i 14 anni è affetto da disabilità. Nei Paesi a medio e basso reddito, questo si traduce in unabarriera all’istruzione spesso difficile da superare. In questi Paesi, infatti, avere una disabilità rende due volte più probabile che i bambini non accedano al sistema scolastico.

In generale, sono circa 58 milioni i bambini nel mondo che non hanno accesso alla scuola, a causa della povertà economica, delle discriminazioni di genere e di etnia, delle difficoltà legate alla mancanza di infrastrutture e infine a causa della disabilità. Per quanto riguarda questi ultimi, le ragioni che li tengono lontani dall’accesso all’istruzione sono molteplici: spesso ci si scontra con lo stigma culturale, ma anche con le difficoltà causate dalla presenza di barriere architettoniche o per l’assenza di insegnanti preparati a sostenere nella maniera più corretta il loro apprendimento.
In gran parte dei Paesi a basso e medio reddito, i bambini con disabilità – più di altri gruppi marginalizzati – hanno difficoltà nell’accesso all’istruzione e bassi tassi di iscrizione scolastica. Quando poi riescono ad accedere alla scuola, sono maggiormente a rischio di abbandono scolastico rispetto ad altri gruppi sociali. Essi, inoltre, vengono spesso educati in scuole o classi speciali e quindi separati dai loro coetanei, aggravando la condizione di esclusione nella quale già vivono, con il rischio di andare a confermare i pregiudizi sociali che in molti Paesi sono già esistenti nei loro confronti.
«Affrontare questo tipo di discriminazione – spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – e lottare per un sistema di educazione inclusiva, è oggi più che mai un’urgenza da affrontare a livello globale. Questi bambini, ai quali oggi viene negato il diritto all’istruzione, avranno negata anche la possibilità di un futuro nel mercato del lavoro, la partecipazione attiva alla vita sociale. Questo significa un destino segnato, in cui sempre più forte sarà il senso di esclusione e il rischio di non poter uscire dalla condizione di povertà in cui molti di loro vivono»

Dal 1996, ad esempio, Save the Children opera in Bosnia ed Erzegovina, Albania e Kosovo, applicando i suddetti princìpi all’interno dei propri progetti di educazione inclusiva nell’Area Balcanica. L’obiettivo è quello di garantire a tutti i bambini la possibilità di accedere alla scuola e all’istruzione, senza discriminazioni, in un territorio estremamente complesso ed eterogeneo, per la convivenza di differenti etnie, status giuridico-costituzionali, culture, religioni e lingue. Una complessità che ha avuto un impatto anche sul sistema educativo, con differenze importanti tra i diversi Paesi dell’area.
Nello specifico, in Albania, dove il 90,5% dei bambini tra i 4 e i 13 anni è iscritto al ciclo di scuola primaria, sono 2.400 i bambini con disabilità che hanno accesso all’istruzione obbligatoria e rappresentano lo 0,6% del totale dei bimbi in età scolare. Molto difficile è invece l’inclusione della minoranza Rom a scuola, con i dati ufficiali che parlano di un 62% dei minori tra i 7 e i 20 anni che non è mai andato a scuola.
In Bosnia ed Erzegovina, dove il 97,5% dei bambini tra i 6 e i 15 anni frequentano la scuola primaria e secondaria inferiore, sono 1.015 i bambini con disabilità inseriti nel sistema scolastico, su un totale di 301.706 studenti, ma tutti studiano in scuole speciali di differente ordine e grado. Anche qui è estremamente difficile l’inclusione educativa della popolazione Rom. Infatti, pur non essendovi numeri certi sulla popolazione in età scolare, a causa degli spostamenti delle famiglie sul territorio, i dati ufficiali parlano di un tasso di alfabetizzazione al 75% tra coloro che sono stati inclusi nelle statistiche.
In Kosovo, infine, il 96,5%  dei bambini frequentano la scuola primaria e secondaria inferiore e solo il 10% dei bambini con disabilità ha accesso all’educazione. La maggior parte di loro sono inseriti nelle 7 scuole speciali e nelle 77 classi speciali presenti nel Paese e riservate unicamente ai bambini con BES (Bisogni Educativi Speciali).

«La complessità politica e sociale e l’eterogeneità della popolazione che vive nell’Area Balcanica – ricorda Neri – si riflette anche sulla difficoltà di accesso dei bambini alla scuola. Qui convivono infatti etnie, religioni e lingue differenti ed è ancora forte lo stigma culturale nei confronti delle persone con disabilità. Esclusione e stigma sono spesso connessi a rigide norme sociali e la conseguenza più diretta è la forte diseguaglianza, che penalizza fortemente i bimbi».
L’intervento di Save the Children in tale territorio si articola dunque in diversi settori, tutti integrati tra loro, con l’obiettivo principale di sostenere l’educazione inclusiva. «Stiamo lavorando per inserire i bambini con disabilità all’interno del sistema educativo – sottolinea ancora Neri – sia a livello prescolare che di istruzione primaria, con un’attenzione particolare rivolta alle bambine. Cerchiamo poi di inserire nel sistema scolastico anche i bimbi che appartengono a minoranze etniche più a rischio di esclusione, come i Rom. Per fare questo, infine, stiamo lavorando pure per l’adeguamento e il rinnovamento strutturale delle scuole, l’attivazione di progetti di sviluppo scolastico in chiave inclusiva, oltreché sensibilizzando le dirigenze scolastiche ad adempiere a tutti gli obblighi di accoglienza dei bambini nelle classi».
In particolare, il team di Save the Children lavora sulla formazione degli insegnanti e anche sull’introduzione di nuove figure professionali che possano assisterli e affiancarli nel dare un supporto adeguato ai bambini con Bisogni Educativi Speciali all’interno della classe. Alle scuole, inoltre, sono stati forniti materiali didattici, attrezzature e ausili compensativi per bambini con disabilità. Infine, una parte fondamentale dell’intervento consiste nel rafforzamento delle comunità e della società civile, sensibilizzando la popolazione sull’importanza di superare lo stigma e di includere anche i bambini con disabilità nel sistema scolastico regolare.

Nel dettaglio, in Kosovo, tra il 2011 e il 2014, sono stati selezionati e formati 18 nuovi assistenti di classe, che hanno il compito di facilitare l’accesso degli alunni con disabilità nelle classi regolari e ne seguono i percorsi di inclusione. Sono inoltre stati formati 500 insegnanti e anche i referenti municipali che si occupano di salute, servizi sociali ed educazione, per seguire l’andamento dei bambini con disabilità ammessi nelle scuole.
In Bosnia ed Erzegovina, invece, sono stati creati 56 team di sviluppo scolastico in altrettante scuole, che hanno stilato altrettanti progetti di miglioramento scolastico. Tutte le scuole hanno ricevuto fondi per implementare i piani.
In Albania, infine, l’accoglienza scolastica e il sostegno all’apprendimento dei bambini appartenenti alle minoranze Rom, Ashkali ed Egyptian in cinque scuole pubbliche di Tirana sono estremamente migliorate e l’88% dei bambini supportati ha completato con successo l’anno scolastico.

Da ricordare, in conclusione, che l’esperienza di Save the Children nella Regione Balcanica è oggetto del rapporto intitolato Imparare insieme – Approcci programmatici, metodologie e buone pratiche per l’educazione inclusiva nei Balcani, che mette in luce lebuone prassi emerse nella realizzazione dei programmi nella zona, in modo da raccogliere informazioni, spunti e suggerimenti utili a realizzare interventi futuri nel settore

SUPERANDO

16.01. 2015.

Leggi i commenti

SEZ. DISABILITA NEWS Prima degli autismi, le persone

16 Gennaio 2015, 14:23pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Prima degli autismi, le persone

INSERITO DA ANGELA CECERE «In un contesto complesso e frammentato come quello che gravita intorno alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie, desideriamo assumere una posizione forte e precisa, soprattutto pensando al rischio che queste persone corrono di vedere strumentalizzate le proprie istanze, e al pericolo che l’attenzione si sposti dalla persona alla malattia»: così il Presidente Nazionale dell’ANFFAS presenta il documento pubblico sull’autismo diffuso dall’Associazione

«Desideriamo oggi ribadire ulteriormente il nostro impegno nel rappresentare le istanze delle persone con autismo e delle loro famiglie, partendo dall’ascolto diretto delle loro voci, in collaborazione con i soggetti che a vario titolo operano nel campo e in un’ottica di sussidiarietà rispetto ad uno Stato chiamato a garantire diritti e pari opportunità per tutti i cittadini».
Così Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS, l’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), presenta il Documento di posizione ANFFAS in materia di salute, disabilità e disturbi dello spettro autistico, reso pubblico in questi giorni e realizzato grazie al lavoro svolto dal gruppo nazionale dell’Associazione, che raccoglie oltre cento membri in tutta Italia, tra famiglie, soci ed esperti del settore.

Si tratta di un documento che delinea la posizione dell’ANFFAS, ancorandosi strettamente agli approcci fondati sulle evidenze scientifiche e facendo espresso riferimento allaLinea Guida n. 21 dell’Istituto Superiore di Sanità (Il trattamento dei disturbi nello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti), ma soprattutto ponendo bene al centro lacomplessità della persona, prima ancora del singolo disturbo o del trattamento, e il suo diritto alla costruzione di un progetto globale e personalizzato di vita che, se redatto precocemente e attuato da operatori qualificati e formati, può garantire la piena inclusione nella società e la migliore qualità di vita possibile.
«In un contesto complesso e frammentato come quello che gravita intorno alle persone con disturbi dello spettro autistico e alle loro famiglie – sottolinea ancora Speziale – desideriamo assumere una posizione forte e precisa, non tanto e non solo per le questioni specifiche emergenti in materia, quanto piuttosto per il rischio che queste persone corrono di vedere strumentalizzate le proprie istanze, di essere penalizzate dallaframmentazione della rappresentanza e degli interventi e per il pericolo che l’attenzione si sposti definitivamente ed inequivocabilmente dalla persona alla malattia, con un balzo indietro dentro un modello che con tutte le nostre forze da anni tentiamo di archiviare definitivamente, insieme alle discriminazioni che questo ha causato e ancora causa alle persone con disabilità».
«È per questo – conclude il Presidente dell’ANFFAS – che la nostra Associazione, oltre alla diffusione della propria posizione ufficiale in materia, ha deciso di mettere in campo una specifica progettualità, dal titolo Autismi 2.0, mirata a rendere concrete le riflessioni e i princìpi contenuti in questo nostro documento». (S.B.)

SUPERANDO

16.01.2015.

Leggi i commenti