INSERITO DA MORENA MOTTA Un’inchiesta della Procura sul morbo della “mucca pazza”. Saranno disposte indagini penali parallelamente a quelle sanitarie per stabilire le cause della morte della donna di 49 anni, di Parabita, deceduta sabato scorso all’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano dopo dieci giorni di degenza. L’interessamento dell’autorità giudiziaria è stato sollecitato dai familiari della donna, madre di tre figli, con l’esposto depositato dal loro legale, l’avvocato Elisa Seclì.
Un aspetto in particolare ha indotto le persone a lei più care a sentire il dovere di togliersi un dubbio che le tormenta: perché se la sindrome di “Creutzfeldt Jacob” (Mcj) fu diagnosticata a C.S., queste le sue iniziali, a marzo scorso, non è stato possibile individuare una terapia per arrestare il processo degenerativo che ha portato alla morte? E’ stato fatto tutto il possibile per salvarle la vita? Ed ancora: c’è il rischio di contagio, anche alla luce del decesso dell’altro ieri del 67enne di Taviano, anche lui passato per il reparto di Neurologia del “Ferrari”?
Si tratta della prima volta che un’inchiesta penale affronta nel Salento la sindrome Mcj, dopo i quattro decessi avvenuti nell’anno corrente ed i sette del 2013 (nessuno l’anno scorso). I familiari vogliono capire cosa abbiano esattamente rilevato la Tac e gli esami del sangue effettuati i primi giorni di marzo e la tempistica delle analisi del laboratorio di Neuropatologia del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Bologna che confermarono la patologia nota comunemente come “morbo della muzza pazza”.
La donna poi lasciò l’ospedale seguendo il protocollo delle “dimissioni protette”. E tornò a casa. Salvo poi rientrare al “Ferrari” nuovamente il 21 luglio. L’inchiesta dovrà chiarire, dunque, se si tratti di una prassi regolare e calzante con le condizioni di salute della 49enne di Parabita. Va da sé che per le indagini si dovrà acquisire l’intera cartella clinica della donna per sottoporla all’attenzione di un medico legale al fine di fargli valutare tutto il percorso diagnostico.
Altro problema all’attenzione del magistrato a cui sarà affidato il caso, sarà quello di effettuare o meno l’autopsia: i funerali della donna si sono tenuti domenica scorsa ed in serata c’è stata la tumulazione. Come è vero anche che le è stata asportatata una parte del cervello nel reparto di Anatomia patologica dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, per essere inviata poi nei laboratori di Bologna. E’ probabile, a questo punto, che si presenti la necessità di un consulto con il medico legale a cui sarà conferito l’incarico.
Intanto la Asl ha già avviato tutti gli accertamenti per individuare quale variante del morbo di “Creutzfeldt Jacob” abbia colpito sia la donna di Parabita che l’uomo di Taviano. E’ allarme? Il direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni, ha precisato che nessuno dei casi registrati negli ultimi anni nel Salento ha origini alimentari. E cioè, non si può parlare di consumo di carni bovine infette, come avvenne nel 2000 con l’epidemia diffusasi in Gran Bretagna. Ma lo stesso Gorgoni ha ritenuto di dover coivolgere l’Istituto superiore di Sanità di Roma per chiarire il perché di una incidenza tanto elevata della Mcj nel Salento.
FONTE di Erasmo Marinazzo QUOTIDIANO DI PUGLIA
07/08/2015 10:50