SALERNO E PROVINCIA NEWS Quando la scuola diventa città: a Salerno la solidarietà come pratica quotidiana

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non è solo un gesto di aiuto, né un’iniziativa legata al calendario delle festività. È piuttosto un laboratorio di cittadinanza attiva quello che, in questi giorni, ha preso forma nel cuore di Firenze, dove studenti e docenti hanno trasformato le competenze scolastiche in un servizio concreto per la comunità. Cucine didattiche diventate mense solidali, laboratori di moda impegnati nella raccolta e nel recupero di abiti, aule trasformate in spazi di prevenzione sanitaria: è così che scuole come l’alberghiero “Saffi”, l’Istituto “Trani”, il “Virtuoso” e il Convitto Nazionale hanno scelto di uscire dai confini tradizionali dell’istruzione per entrare, a pieno titolo, nella vita della città. Il progetto “Le Viglie al Virtuoso” rappresenta il punto di sintesi di questo modello. Dalle prime ore del pomeriggio della Vigilia di Natale, studenti affiancati da insegnanti e personale scolastico preparano e distribuiscono pasti caldi, offrendo al tempo stesso screening sanitari gratuiti, come le visite oculistiche, e beni di prima necessità a persone e famiglie in difficoltà. Un’azione coordinata che coinvolge anche realtà del terzo settore, come Caritas, e professionisti del territorio. Ma il dato più significativo non è solo numerico – pasti distribuiti, abiti raccolti, visite effettuate – bensì educativo. Gli studenti non “simulano” un’attività: la vivono. Mettono in pratica competenze tecniche, organizzative e relazionali, sperimentando il valore sociale del proprio sapere. La formazione professionale, spesso letta esclusivamente in chiave occupazionale, rivela così una dimensione civica profonda. In un contesto storico segnato da nuove povertà e fragilità diffuse, la scuola torna a essere presidio pubblico, luogo di prossimità e generatore di legami. Non un’eccezione natalizia, ma una visione: quella di un’educazione che non si limita a trasmettere contenuti, bensì costruisce responsabilità. Come sottolineano i dirigenti scolastici coinvolti, l’obiettivo non è l’assistenzialismo, ma la dignità. Offrire un pasto caldo o un controllo medico diventa un gesto che riconosce l’altro come parte della stessa comunità. Ed è forse questa la lezione più importante: la solidarietà non è una materia opzionale, ma una competenza che si impara praticandola, ogni giorno. POSITANONEWS
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