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BENEVENTO NEWS Benevento: ordinò dal carcere di uccidere la ex, condannato a 10 anni per tentato omicidio

1 Maggio 2025, 09:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Benevento: ordinò dal carcere di uccidere la ex, condannato a 10 anni per tentato omicidio

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dal carcere, dove era già detenuto, ordinò di uccidere l'ex compagna, colpevole - secondo l'imputato - di aver interrotto la relazione con lui e di non aver abbandonato casa e gestione di un bar. Nicola Fallarino, 41 anni, è stato condannato a 10 anni di reclusione perché ritenuto il mandante del tentato omicidio di Annarita Taddeo, la sua ex compagna, avvenuto sul pianerottolo dell'abitazione della donna, a novembre del 2023. Quella mattina, Taddeo stava uscendo di casa quando fu colpita da un proiettile alla fronte, ricoverata in ospedale, riuscì poi miracolosamente a salvarsi. Fallarino, divenuto di recente collaboratore di giustizia, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato; la Procura aveva chiesto per lui la pena di 10 anni e 6 mesi. Ancora in corso le indagini per individuare l'esecutore materiale del tentato omicidio ed eventuali complici. Secondo gli elementi investigativi raccolti dalla Squadra Mobile di Benevento e il racconto della vittima, quella mattina una persona col volto coperto da un casco integrale, arrivato a bordo di uno scooter, aveva fatto fuoco contro di lei, che si accasciò a terra fingendosi morta. Il killer è poi entrato in casa, rubando due cellulari e la somma di duemila euro. RAI NEWS

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Sarebbe stata uccisa la donna trovata morta in casa a Pasqua

1 Maggio 2025, 09:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Sarebbe stata uccisa la donna trovata morta in casa a Pasqua

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I carabinieri del Ris tornano nella casa di Carmela Quaranta, in via Trieste a Mercato San Severino, in provincia di Salerno. La donna, che aveva 42 anni, è stata trovata morta nel suo appartamento nella sera di Pasqua. L'allarme lanciato da un'amica, preoccupata dal silenzio di Carmela, poi il ritrovamento del cadavere da parte dei vigili del fuoco. A insospettire subito gli inquirenti l'assenza del telefono cellulare della donna e i segni al collo. Un sospetto, condiviso dai carabinieri e dal pm della procura di Nocera Inferiore, Viviana Vessa, che ha disposto l'autopsia. La conferma dall'esame eseguito dal medico legale Giuseppe Consalvo: i lividi sul collo di Carmela Quaranta sono compatibili con uno strangolamento. L'ipotesi di reato diventa omicidio volontario e l'attenzione si concentra sul compagno della vittima, un 56enne sotto indagine anche per furto e detenzione di stupefacenti. Carmela si era separata dal marito e da un anno viveva con il nuovo compagno. Aveva due figlie e un lavoro. Ma cosa cercano gli investigatori del Ris nell'appartamento della vittima? Sicuramente tracce biologiche che possano essere riconducibili al Dna di una o più persone diverse da Carmela Quaranta, ma anche impronte e reperti che possano contribuire alla ricostruzione di quanto accaduto. RAINEWS

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CASERTA NEWS Una mostra ricorda la "resa di Caserta"

1 Maggio 2025, 09:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Una mostra ricorda la "resa di Caserta"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Èstata inaugurata oggi all'Archivio di Stato di Caserta - che ha sede nei locali della Reggia - in occasione dell'80esimo anniversario della cosiddetta "Resa di Caserta", atto che sancì la fine della Seconda guerra mondiale in Italia, prodromo della fine della guerra in Europa, la mostra "La Reggia liberata. L'occupazione militare alleata, la resa tedesca, la restituzione all'Italia (1943-1947)". Dopo i saluti della direttrice Fortunata Manzi e del Soprintendente archivistico e bibliografico della Campania, Gabriele Capone, sono intervenuti il direttore generale Archivio, Antonio Tarasco, il prefetto di Caserta Lucia Volpe e il console generale degli Stati Uniti d'America in Napoli, Tracy Roberts-Pounds. Aperta al pubblico dal 30 aprile al 2 settembre, la mostra ricostruisce con fotografie e documenti l'occupazione militare alleata della Reggia in cui fu firmata la resa tedesca il 29 aprile 1945. Quattro anni cruciali per la storia nazionale si riflettono nelle vicende della Reggia di Caserta, che fu sede del Quartier generale alleato per il Settore Mediterraneo. La mostra è promossa e realizzata dall'Archivio di Stato di Caserta nell'ambito di un Protocollo di intesa per le celebrazioni dell'80esimo anniversario della Resa e della Liberazione, che vede coinvolti il Museo Reggia di Caserta, il Comune di Caserta, il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" e fa parte di un programma di iniziative più ampio che prevede un convegno, visite guidate ai luoghi della Resa e spettacoli. Nel servizio le voci di: Giovanni Cerchia, Docente di storia contemporanea all'università del Molise, Francesco Eriberto D'Ippolito, Direttore dipartimento scienze politiche dell'Università Vanvitelli, Fortunata Manzi, Direttrice dell'Archivio di Stato di Caserta, e Tiziana Maffei, Direttrice della Reggia di Caserta RAINEWS

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AVELLINO NEWS Raccordo di Avellino, via ai lavori nella galleria "Monte Pergola" La fine degli interventi prevista nel luglio 2026

1 Maggio 2025, 09:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Raccordo Sa-Av, monte Pergola: proseguono i lavori in galleria

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Hanno preso avvio i lavori nella galleria "Monte Pergola" del raccordo autostradale 2 di Avellino. Dopo la risoluzione contrattuale con il precedente appaltatore, i lavori di manutenzione sono stati consegnati a una nuova azienda. Verrà realizzato un nuovo rivestimento per la galleria, saranno ampliate le gallerie e costruita una nuova pavimentazione. Obiettivo: chiusura dei lavori nel luglio 2026. Nel servizio le voci di Nicola Montesano, Responsabile di Anas Campania e Tullio Ferrante, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti RAINEWS

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NAPOLI NEWS La rabbia della madre di Santo: "La giutizia ha fallito"

1 Maggio 2025, 09:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Tgcom24: Sentenza sull'omicidio di Santo"Romano, la madre: "La giustizia ha  fallito di nuovo" Video | Mediaset Infinity

INSERITO DA MIKI PAPPACODA “La giustizia ha fallito di nuovo: i giovani continueranno a delinquere e ad ammazzare”. La rabbia e il dolore nelle parole di Mena De mare. La mamma di Santo Romano. L'assassino reo confesso di suo figlio è stato appena condannato a 18 anni e 8 mesi - in primo grado - nel processo con rito abbreviato davanti al tribunale per i minorenni di Napoli. 17 anni il ragazzo che ha sparato. 19 anni santo. Giocava a calcio come portiere nella Micri di Pomigliano d'Arco. La sua vita spezzata nella notte tra l'1 e il 2 novembre scorsi. A San Sebastiano al Vesuvio scoppia una lite tra giovani. Futili motivi: una scarpa calpestata. Spunta la pistola. Santo viene ucciso, un suo amico ferito. Per l'imputato, l'accusa aveva chiesto un anno in meno di pena. Simona Capone, la fidanzata di Santo, trova la forza per chiedere ai giovani di fermare la violenza: “Dico a tutti quei ragazzi che ancora si sentono in diritto di utilizzare la violenza che questa strada è inutile, porta solo alla morte o al carcere”. ANSA

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NAPOLI NEWS Omicidio Maimone, le motivazioni della sentenza

1 Maggio 2025, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Omicidio Maimone, le motivazioni della sentenza

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Iframmenti di quella notte immortalati nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Napoli, zona degli chalet di Mergellina. È il 20 marzo del 2023. Una scarpa accidentalmente macchiata e si scatena una lite tra due gruppi di giovani. Francesco Pio Valda, oggi 21enne, impugna una pistola e spara tra la folla. Un proiettile centra al petto Francesco Pio Maimone. Ha 18 anni, lavora come pizzaiolo. In quel momento è seduto con gli amici a sorseggiare un drink. Con la rissa non c'entra nulla. Quasi due anni più tardi, a fine gennaio, Valda viene condannato all'ergastolo. Pochi giorni prima, in un altro processo, una condanna a 15 anni per associazione camorristica. Ora sono state rese note le motivazioni della sentenza sull'omicidio Maimone. Tra le intercettazioni captate dagli investigatori, nelle ore successive all'accaduto, risuonano frasi choc: "sono cose che capitano a Napoli... a Napoli sono morti i bambini che non c'entrano in mezzo alla strada...". Frasi che, si legge nella sentenza, minimizzano “l’accaduto banalizzando la morte dell’innocente Maimone alla stregua di un danno collaterale dell’eterna guerra criminale combattuta nelle strade”. RAINEWS24

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CAMPANIA NEWS Il Primo Maggio dei sindacati confederali: "Uniti per un lavoro sicuro"

1 Maggio 2025, 09:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il Primo Maggio dei sindacati confederali: "Uniti per un lavoro sicuro"

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un gesto e un luogo simbolico, in un giorno simbolico. Alle 9.30 del mattino del primo maggio una corona di fiori sarà deposta sotto la fermata Municipio della linea 1 della metropolitana di Napoli, lì dove una lapide ricorda l'operaio Salvatore Renna, morto nel 2014 durante i lavori di costruzione. Ieri, oggi, si spera sempre meno domani, una strage senza tregua che ha causato - dicono i sindacati - undici vittime da inizio anno in Campania. L'ultima Carmine Parlato, il macchinista della funivia del Faito ucciso dall'incidente del 17 aprile. Giovedì Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza "Uniti per un lavoro sicuro". Nel servizio le interviste a Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania, Melicia Comberiati, segretaria generale Cisl Napoli, Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Napoli e Campania ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Primo maggio, perché si festeggia la festa del lavoro

1 Maggio 2025, 08:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Primo maggio, perché si festeggia la festa del lavoro

A CURA DI EMANUEL ZUPPARDO La Festa del Lavoro, celebrata il primo maggio, venne istituita nel 1889 dal movimento socialista, durante il congresso della Seconda internazionale, in quei giorni riunito a Parigi. L'idea nacque per ricordare un comizio sindacale, tenuto all' Haymarket Square di Chicago l'1 maggio 1886, funestato dallo scoppio di una bomba che costò la vita ad una decina di presenti e che portò all'impiccagione di 4 dirigenti sindacali.

A Parigi venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore e si scelse il 1° maggio perché appunto tre anni prima, nel 1886, la manifestazione operaia a Chicago era stata repressa nel sangue. A metà del 1800, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro.

Il 1° maggio 1886  fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò 3 giorni e culminò con una vera e propria battaglia  in cui morirono 11 persone. L'iniziativa superò i confini nazionali e divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. In Italia la festa venne ratificata due anni dopo la decisione di Parigi (nel 1891); durante il ventennio fascista venne anticipata al 21 aprile, per farla coincidere con il Natale di Roma. La data del primo maggio venne poi ristabilita nel 1945, con la caduta del regime.

Il Labor day negli Usa

Nonostante i fatti di Chicago, negli Stati Uniti, a differenza che in Europa, la Festa del Lavoro si celebra in un altro periodo dell'anno. Questo perché la prima giornata dei lavoratori negli Usa sarebbe datata 5 settembre 1882. In quella giornata i Knights of Labor, i cavalieri del lavoro, organizzarono una manifestazione a New York, e due anni dopo stabilirono che la manifestazione si ripetesse ogni anno. Non in primavera, ma il primo lunedì di settembre. RAINEWS24

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Reggio Calabria Calci e botte sulla compagna per gelosia: il video della terribile aggressione

1 Maggio 2025, 08:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Come Diventare Carabiniere

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una lite scoppiata per futili motivi, un cellulare conteso, poi la violenza. È degenerata in un'aggressione brutale una discussione tra una donna e il suo compagno, avvenuta in piena strada a Reggio Calabria, la sera del 23 marzo scorso. Lui pretendeva di controllare il telefono della fidanzata, accecato dalla gelosia: al suo rifiuto, ha reagito con un gesto tanto improvviso quanto grave, un calcio sferrato con forza alla testa, che ha provocato alla donna una ferita significativa. La vittima, nonostante lo shock, ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri il giorno seguente, raccontando quanto accaduto e rompendo così un silenzio durato mesi. La denuncia ha dato il via a un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo, che ha fatto emergere un quadro ben più ampio di violenze e sopraffazioni, perpetrate nel tempo dal compagno. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Reggio Calabria Principale, l'uomo avrebbe più volte minacciato e maltrattato la donna, con condotte aggressive, sia verbali che fisiche, culminate nell'episodio del 23 marzo. L'attività investigativa, supportata anche da immagini di videosorveglianza, ha permesso di raccogliere prove determinanti a carico dell'indagato. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, è stata così applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, rafforzata dall'obbligo del braccialetto elettronico ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia a Misterbianco Getta la figlia di sette mesi dal balcone. La piccola è morta

1 Maggio 2025, 08:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Catania, una mamma ha lanciato la figlia di sette mesi dal balcone

INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Il gesto improvviso mentre l'intera famiglia era in casa, Anna Maria Geraci, quarantenne, con problemi psicologici, mamma di due bambini sfugge al controllo del compagno e della suocera, prende in braccio la figlioletta di sette mesi che dormiva e la fa precipitare dal terrazzo, sovrastante la propria abitazione, al secondo piano di un palazzetto di una stretta via del centro di Misterbianco, comune a pochi chilometri da Catania, a raccogliere la piccola, tra le urla strazianti, il padre, un operatore ecologico conosciuto in paese, condotto poi in ospedale per un grave malore. Nulla da fare per la bimba, inutili soccorsi, i primi prestati da suore di un vicino istituto religioso. La donna, in passato sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio e affidata a un amministratore di sostegno, sembra avesse peggiorato la sua condizione clinica dopo il secondo parto, ma nulla lasciava presagire la tragedia. Le indagini per la ricostruzione dei fatti sono affidate ai carabinieri. RAINEWS24

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