NAPOLI NEWS Omicidio Maimone, le motivazioni della sentenza

/image%2F1394276%2F20250501%2Fob_e7ad54_2.jpg)
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Iframmenti di quella notte immortalati nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Napoli, zona degli chalet di Mergellina. È il 20 marzo del 2023. Una scarpa accidentalmente macchiata e si scatena una lite tra due gruppi di giovani. Francesco Pio Valda, oggi 21enne, impugna una pistola e spara tra la folla. Un proiettile centra al petto Francesco Pio Maimone. Ha 18 anni, lavora come pizzaiolo. In quel momento è seduto con gli amici a sorseggiare un drink. Con la rissa non c'entra nulla. Quasi due anni più tardi, a fine gennaio, Valda viene condannato all'ergastolo. Pochi giorni prima, in un altro processo, una condanna a 15 anni per associazione camorristica. Ora sono state rese note le motivazioni della sentenza sull'omicidio Maimone. Tra le intercettazioni captate dagli investigatori, nelle ore successive all'accaduto, risuonano frasi choc: "sono cose che capitano a Napoli... a Napoli sono morti i bambini che non c'entrano in mezzo alla strada...". Frasi che, si legge nella sentenza, minimizzano “l’accaduto banalizzando la morte dell’innocente Maimone alla stregua di un danno collaterale dell’eterna guerra criminale combattuta nelle strade”. RAINEWS24
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)