AGEROLA NEWS AGEROLA ESERCITAZIONE MILITARE IL 20 MAGGIO

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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.

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INSERITO DA ANGELA CECERE Ma si è saputo più o meno a Giugliano. Niente è? Chi andò a Giugliano??…”. Questa la domanda che il boss Salvatore Sequino rivolse al nipote Giovanni sul duplice delitto degli Staterini avvenuto in pieno giorno in una nota tabaccheria a Giugliano il 25 maggio del 2017. L’intercettazione è contenuta nell’ordinanza che ha portato all’arresto di 25 persone appartenenti al clan della Sanità in guerra con i Vastarella. A morire trucidati dai killer furono Vincenzo ed Emanuele Staterini. Di quel delitto, ancora oggi, non si conoscono né i motivi né i responsabili né i mandanti. L’agguato venne commentato nel corso del colloquio intercettato il 21/06/2017 (quindi un mese dopo l’accaduto, ndr) fra il detenuto Salvatore Sequino ed i propri familiari (la moglie Sonia Esposito e il nipote Antonio Sette) all’interno del carcere di Vibo Valentia. Il ras, profondo conoscitore delle dinamiche criminali, ipotizzava che il mandante del citato agguato potesse essere lo stesso Patrizio Vastarella, cognato e zio delle vittime. Il retroscena sul duplice omicidio Staterini Dopo aver parlato della dinamica dell’agguato, Salvatore Sequino fece riferimento ad una discussione in cui la moglie di Vincenzo Staterini si era rivolta alla cognata, ossia Addolorata Staterini, moglie di Patrizio Vastarella, prendendosela con il boss. Secondo Sequino, pertanto, sarebbe bastata intercettare qualche riferimento per indirizzare le indagini verso i Vastarella “…La hanno chiuso tutto il paese, la stavano cinque o sei di loro intorno chiusi per questo sono andati tranquilli hanno detto se è qualcosa ci avvisano, perché sono andati troppo a padroni, il mezzo a cavalletto, …la se è come porta il giornale il reato lo pagano…mille mille….perché la è nata una discussione nella famiglia…la moglie del morto se la prende con la cognata dice “quello scornacchiato di tuo marito”…basta una piccola cosa che esce da fuori e riescono ad intercettarla … E’ chiuso il libro si mettono addosso e dicono “allora cosi è …è partito da la”…”.Il colloquio in carcere Sonia Esposito, moglie di Salvatore Sequino, fece notare come i Vastarella di fatto non fossero a lutto per il duplice omicidio, nonostante la parentela. Il motivo? La durata prolungata dei festeggiamenti relativi ad un battesimo “…Per me già non stanno a lutto perché hanno fatto un battesimo che inizio un giorno prima e fini il lunedi mattina…”. Sequino a quel punto dichiarò che essendo i Vastarella responsabili dell’agguato, era normale che si disinteressassero del lutto “…Quelli loro sono stati!…che se ne devono fottere…”. A quel punto intervenne Antonio Sette, nipote del boss Sequino, il quale riportò alcune voci di strada secondo cui, Addolorata Staterini avrebbe accusato Patrizio Vastarella della morte del fratello e del nipote, invitandolo ad uccidere anche lei “…Quello dicono che la moglie…..sentito dalla bocca della gente eh ..diceva “adesso ne hai fatti due adesso ne devi fare tre, devi uccidere anche a me” … Le accuse a Patrizio Vastarella Allo stesso tempo, come scrivono i magistrati, Sequino, pur consapevole del risentimento che Patrizio Vastarella nutriva nei confronti dei due Staterini non riteneva che lo stesso potesse macchiarsi di tale delitto e qualora fosse così, questi aveva agito in maniera ignobile “…Lui ce l’aveva…perché lui ce l’aveva con il cognato e con il nipote però non pensavo mai ad arrivare ad un fatto del genere .. Perché come fai…cioè se tu guardi tuo figlio guardi il sangue loro pure …la se esce una parola tanto su di loro…si mettono addosso e dicono adesso ti rompiamo il culo … comunque se è stato lui ha fatto una schifezza grande…”. Sequino, infine, stigmatizzava il comportamento della moglie di Vastarella, la quale era rimasta con il marito, nonostante la sua presunta responsabilità nell’uccisione del fratello e del nipote “…Ma come fa la moglie a stare insieme a quello io non ho capito…”; Sequino Giovanni, invece, raccontò che in occasione dell’omicidio le forze dell’ordine erano andate nelle Fontanelle, roccaforte dei Vastarella, sottoponendoli allo stub “…Dice che quando successe il fatto del fratello. In mezzo alle Fontanelle, arrivarono le guardie che se li portarono per fare lo stub…”.I motivi del delitto a Giugliano Salvatore Sequino, anche in altre conversazioni intercettate, ipotizzò che Patrizio Vastarella fosse responsabile dell’agguato camorristico perpetrato a Giugliano. Sui motivi che avrebbero portato all’omicidio ci sarebbero, secondo i magistrati, dissidi. “Staterini Vincenzo, pur essendo il fratello della moglie di Vastarella Patrizio, era in conflitto con quest’ultimo, tant’era vero che era stato costretto ad allontanarsi dalla Sanità ed a risiedere con la propria famiglia a Giugliano in Campania, dove recentemente è stato ucciso insieme al figlio Emanuele in un agguato di camorra”. Sequino Salvatore ipotizzò che gli Staterini avessero intenzione di fare un’alleanza per colpire proprio i Vastarella. “…Casomai…..casomai……probabile quell’altro cornuto del cognato…se non sta già con loro …..che se non sta con loro….ti dovesse mandare qualche imbasciata……dici niente di meno…..tutto quello che vuoi tu…”. La comunicazione da parte di Staterini cui faceva riferimento Salvatore Sequino, come si desumeva nel proseguo della conversazione, avrebbe dovuto riguardare un’alleanza finalizzata a colpire Vastarella. Sequino, infatti, affermava che avrebbero dovuto accettare l’eventuale proposta di Staterini, ma solo se il target dell’agguato fosse stato individuato nella famiglia Vastarella, ed in tal caso si sarebbe potuto sedere al tavolo con loro “…lo devi fare nella famiglia no però fuori dalla famiglia …e poi ti siedi a tavolo con noi …”. Uno scenario, quello raccontato e contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare, che per ora non trova riscontro in nessuna ordinanza nei confronti di Vastarella i quali dunque vanno considerati innocenti fino a prova contraria.
INTERNAPOLI
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INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Un verificatore di titoli di viaggio della società SITA sud nella mattinata di ieri, domenica 11 maggio, è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro presso la stazione ferroviaria di Salerno, impegnato nelle attività di prevenzione, smistamento e controllo dell’utenza diretta in Costiera Amalfitana. L’aggressione, avvenuta per mano di un viaggiatore noto ai verificatori, è scaturita dalla volontà di quest’ultimo di salire a bordo senza rispettare la fila. Nonostante la disponibilità degli operatori nel facilitare l’accesso al mezzo, il passeggero ha reagito con violenza, sferrando colpi al volto di uno dei verificatori, provocandone la perdita di equilibrio. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di identificare l’aggressore, mentre il lavoratore è stato trasportato al pronto soccorso di Salerno con una prognosi di cinque giorni per traumi contusivi. L'episodio è stato denunciato dai rappresentanti di FIT-CISL e FILT CGIL. "Si esprime piena solidarietà al collega e si ribadisce con forza la necessità di misure più incisive per la tutela dei lavoratori del settore", l'appello delle sigle sindacali. Secondo il segretario provinciale della FIT-CISL Salerno, Diego Corace, "la riduzione delle corse nei giorni festivi rappresenta un problema strutturale che non può essere attribuito ai lavoratori front-line, ma è il risultato di una gestione frammentata del servizio. Dopo le sollecitazioni avanzate dalle parti sociali, il Comune di Salerno ha destinato risorse per il potenziamento del servizio. Tuttavia, è fondamentale avviare un confronto strutturato per individuare ulteriori fondi e garantire collegamenti adeguati, soprattutto nelle aree turistiche", ha dichiarato Corace. Per i sindacati è necessario che la città di Salerno, con le sue infrastrutture strategiche (porto, aeroporto e rete ferroviaria), sviluppi un sistema integrato che includa il trasporto su gomma come elemento chiave di interscambio. "La soluzione esiste, ma manca la volontà di concretizzarla. Noi siamo pronti al dialogo per migliorare l’intero sistema di trasporto pubblico locale", ha concluso Corace. La FIT-CISL congiuntamente con FILT-CGIL di Salerno hanno chiesto al Prefetto di adottare misure più incisive per il controllo ai capolinea e di avviare una revisione dei contratti di servizio, prevedendo un potenziamento delle corse nei giorni festivi e superando l’attuale frammentazione del sistema.
OTTO PAGINE
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INSERITO DA ANGELA CECERE Domenica sera di sangue al rione Tescione a Caserta. Un 50enne, R.B., è stato arrestato dopo aver accoltellato il rivale. L'episodio è accaduto tra le 21 e le 22. Tra i due è scoppiata una violenta lite che è culminata nel ferimento della vittima, che sarebbe stata attinta da diversi fendenti, quattro o forse cinque. Il malcapitato è stato soccorso da un'ambulanza e trasportato al vicino ospedale Sant'Anna e San Sebastiano. Sul posto le volanti della polizia che hanno proceduto ad arrestare il 50enne, tradotto al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Saranno le indagini, avviate nell'immediatezza dei fatti, a chiarire l'accaduto e il movente del gesto di violenza.
CASERTANEWS
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INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Due fratelli, uno residente a Benevento, l'altro ad Apice. Due fratelli, “una cosa sola, chiunque parli”, spiegano a colui che hanno preso di mira perchè sta con una donna che interessa ad uno di loro. Hanno 34 e 37 anni, sono finiti nelle maglie di una inchiesta, ora conclusa, del pm Olimpia Anzalone, che ha prospettato nei loro confronti le ipotesi di reato di minaccia e violenza privata aggravate, porto di oggetti atti ad offendere. E' una vicenda che risale a giugno 2024, ambientata tra il capoluogo sannita e Apice. La vicenda Gli inquirenti l'hanno così ricostruita: in una conversazione attraverso messaggi vocali e scritti su Whatsapp, avrebbero minacciato un uomo. “Ti faccio una bella mazziata...”; “Parlo io o parla mio fratello che è lui il fidanzato come dici tu, quindi la prossima volta meglio che uno non sposta con la bocca”, queste alcune delle frasi che avrebbero rivolto al malcapitato. E ancora: gli indagati avrebbero raggiunto l'abitazione della madre della donna, muniti di un bastone di legno e di una bottiglia di plastica contente benzina, e , dopo averla spintonata, l'avrebbero minacciata, costringendola a farli entrare nell'appartamento, alla ricvera del 'rivale'. Difesi dall'avvocato Fabio Ficedolo, gli indagati hanno venti giorni a disposizione per depositare memorie e chiedere di essere interrogati, poi il Pm procederà all'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
OTTO PAGINE
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INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. La Madonna di Fatima è stata accolta da tantissimi pellegrini che hanno raggiunto il Santuario di Mamma Schiavona. Emozionante il momento in cui l’Abate di Montevergine, Riccardo Luca Guariglia, ha posto sul Capo della Madonnina la corona e il Rosario. Fino a martedì 13 maggio la Madonna di Fatima sarà a Montevergine e vi saranno celebrazioni e momenti di preghiera. Ecco la fotogallery e le immagini dal Santuario.
OTTO PAGINE
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INSERITO DA ANGELA CECERE La segnalazione Napoli. "Al Vomero monta la polemica per lo stato disastroso nel quale versano molte strade del quartiere collinare, in particolare i tratti pedonalizzati di via Scarlatti e di via Luca Giordano, dove oramai non si contano più le buche e gli avvallamenti che causano non poche cadute. Tanti i transennamenti con nastri bicolori, pochi e tardivi gli interventi di manutenzione e purtroppo, quando s'interviene, il risultato è orripilante, come si evince dal dossier fotografico realizzato in questi giorni". A intervenire, ancora una volta, sull'inaccettabile situazione che si è determinata, è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione, che ha fondato sul social network Facebook anche un gruppo che, parafrasando un noto detto napoletano, s’intitola: “ Buche partenopee, vedi Napoli e poi…cadi “, al link: https://www.facebook.com/groups/buchepartenopee/ che conta oltre 2.700 iscritti. "Molti ricordano ancora le polemiche per i notevoli ritardi che caratterizzano i lavori, peraltro iniziati dopo numerose sollecitazioni da parte di residenti e commercianti, solo a gennaio del 2015, per la riqualificazione di una delle più importanti arterie del Vomero, via Luca Giordano, nel tratto tra piazza degli Artisti e l'incrocio con via Scarlatti, lavori che dovevano durare 300 giorni per un impegno di spesa iniziale di 600mila euro - ricorda Capodanno. Invece i lavori furono completati dopo quasi due anni e mezzo, ad anno 2017 inoltrato, anche con una lievitazione, in corso d'opera, dei costi. In verità - prosegue Capodanno - già in corso d'opera ci furono notevoli critiche alle modalità con le quali si procedeva, dal momento, peraltro, che i lavori venivano effettuati solo la vecchia carreggiata e non anche i marciapiedi. Critiche che riguardarono anche i materiali utilizzati e le modalità della loro messa in opera. Oggi, a distanza di poco più di sette anni, come era facile prevedere, i tratti di strada in questione si trovano in pessime condizioni al punto che avrebbero bisogno, in uno ai tratti pedonalizzati di via Scarlatti, realizzati nel lontano 1999, a urgenti quanto indifferibili nuovi lavori di restyling, dal momento che i rappezzi effettuati li hanno ridotti in uno stato pietoso, davvero inguardabile dequalificando le due più note strade dello shopping vomerese, frequentate anche da numerosi turisti. In particolare - puntualizza Capodanno -, le lastre di basalto che decoravano le due strade in questione sono quasi tutte lesionate a ragione del notevole traffico, anche di mezzi pesanti, che si verifica lungo questi tratti che, in verità, sono pedonalizzati solo sulla carta. Al punto che si è deciso di eliminarle e di sostituirle con vere e proprie colate di cemento, con risultati che hanno fatto storcere il naso a più di una persona. Di fatto - sottolinea Capodanno -, allo stato, i tratti pedonalizzati sia di via Scarlatti che via Luca Giordano, possono essere rinominati "strade rappezzate", con conseguenti disagi per i pedoni, che si vanno ad aggiungere a quelli derivanti dalla presenza di numerosi gazebo con tavolini e sedie delle attività, sorte come funghi negli ultimi tempi, per la vendita e la somministrazione di cibi e bevande, che oramai hanno invaso buona parte delle arterie in questione. La soluzione del problema non è più dilazionabile - conclude Capodanno, indirizzando un pressante appello al riguardo sia al sindaco di Napoli Manfredi che all'assessore alle strade Cosenza -. Bisogna subito porre rimedio a questa preoccupante datata situazione, che può incidere anche sulla pubblica incolumità, non con soluzioni tampone che peraltro ripropongono, dopo poco tempo, gli stessi problemi ma con interventi definitivi e radicali “.
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INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Colpi di arma da fuoco sono stati esplosi la scorsa notte a Pianura, in piazza San Giorgio. Una 'stesa' in seguito alla quale il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha immediatamente predisposto l'intensificazione, su tutta l'area interessata, dei servizi di controllo e vigilanza del territorio da parte delle forze dell'ordine, già fortemente impegnate nell'attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni criminali. Posti di blocco e controlli nella zona Il luogo dove si è verificato l'episodio, che non ha causato danni a persone o cose, è oggetto di particolare attenzione e la Polizia di Stato sta effettuando i rilievi e le verifiche di competenza, finalizzati alla ricostruzione del fatto e all'individuazione dei responsabili. L'argomento costituirà oggetto di approfondimento nel prossimo comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.
OTTO PAGINE
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INSERITO DA ANGELA CECERE Nuova giornata difficile per i trasporti italiani: sabato 17 maggio 2025 è in programma uno sciopero nazionale dei treni, con possibili ripercussioni su gran parte della rete ferroviaria italiana e ulteriori agitazioni a livello regionale. La protesta, indetta da più sigle sindacali, riguarderà sia il trasporto passeggeri sia il traffico merci, con possibili cancellazioni, ritardi e modifiche di percorso.
LEGGO
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INSERITO DA ANGELA CECERE Papa Leone XIV si è recato, sabato pomeriggio 10 maggio 2025, a sorpresa a Santa Maria Maggiore per pregare sulla tomba di Francesco, lasciando una rosa bianca sulla lapide. Prima la visita al santuario Madre del Buon Consiglio di Genazzano, vicino Roma, custodito dagli agostiniani come lui. La "preziosa eredità" di Bergoglio e dei predecessori era stata richiamata da Prevost nell'incontro con i cardinali, ai quali aveva detto di volerne riprendere «il cammino» Ma i rapporti tra Bergoglio e Prevost sono sempre stati idilliaci? C'è mai stato qualche "scontro"? Un video del 2023 del Santo Padre fa discutere e chiarisce il tutto. Leone XVI, che parla di continuità nel nome di "Francesco", può contare su un grosso sostegno: il cardinale del Madagascar, Désiré Tsarahazana, ha, infatti, svelato che in Conclave «ha avuto molto più di cento voti».
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