Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno B. Louis Zéphirin Moreau vescovo e fondatore (1824-1901) S. Servolo martire - Compatrono di Trieste († 284) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,18-21. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Entusiasmo e passione e tantissima attesa. Così Salerno sta vivendo la vigilia della gara dei playout che si giocherà lunedì sera alle 20.30 allo stadio Arechi. La gara di andata si giocherà in uno stadio sold out e, se la capienza fosse stata superiore a quella attuale, di sicuro si sarebbe sfondato il tetto dei trentamila presenti. Il Comune ha predisposto un piano traffico apposito ed è molto probabile che venga anticipata l’apertura dei cancelli. Il regolamento dei playout prevede che la quartultima classificata debba segnare un gol in più della quintultima per centrare la salvezza e, dunque, la Salernitana dovrà sfruttare la spinta dei suoi tifosi per provare a mettere una sorta di ipoteca sul doppio confronto. L’Arechi sarà gremito in ogni ordine di posto. Ci sarà spazio anche per scuole e scuole calcio e sono attesi mille tifosi del Frosinone che troveranno posto in curva nord. Mille sono anche i tagliandi che i tifosi granata avranno a loro disposizione per la gara di ritorno, anche se la vendita degli stessi scatterà solo dopo la riunione del Gos del 21 maggio. E’ un fine settimana di attesa per Salerno e la tifoseria granata che vogliono dare il proprio contributo alla squadra nel momento clou di una stagione tutta sbagliata ma che deve finire con un sospiro di sollievo. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cinque autobus in più che attenderanno davanti allo stadio Arechi, al termine della partita di lunedì tra salernitana e Frosinone, i tifosi che vorranno usufruire del trasporto pubblico locale per rientrare a casa. Di questi, che arriveranno alla stazione centrale, uno ritornerà indietro verso l’impianto di via Allende e riporterà i tifosi rimasti fino a casa. Appuntamento dunque alle 22:15 e in seguito alle 23. Questo è quanto stabilito nell’accordo tra l’amministrazione comunale Trenitalia e Busitalia per garantire il servizio extra dopo il match di andata dei play out vista la grande affluenza e presenza di supporter alla Arechi. La richiesta era partita dall’amministrazione comunale e dal settore mobilità guidato da Rocco Galdi per evitare le lunghe code di traffico sia all’ingresso che all’uscita dallo stadio. Per l’andata di tifosi potranno contare sugli autobus di linea presenti con gli orari canonici ma anche sul servizio sostitutivo della metropolitana già in servizio da tempo. L’incremento di corse ed orari avverrà proprio per l’uscita dei supporter dall’impianto. L’appello ai tifosi dunque è quello di lasciare a casa le proprie auto per evitare di ingolfare le arterie cittadine verso l’estrema zona orientale e di fatto anche per non riempire subito gli stalli antistanti lo stadio. Il primo cittadino di Salerno Vincenzo Napoli aveva inoltrato già giovedì una richiesta a Trenitalia e Regione Campania per disporre il prolungamento e il potenziamento del servizio bus navetta sostitutivo della Metropolitana di Salerno in occasione della gara. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È Genova a scrivere il proprio nome sull’albo d’oro della 70ª edizione della Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare, con una prova magistrale che le ha permesso di tagliare il traguardo davanti a tutti. Un successo netto, frutto di mesi di preparazione, coesione dell’equipaggio e grande capacità tecnica. Alla città della Lanterna vanno dunque onore e congratulazioni, per una vittoria meritata in una delle edizioni più sentite degli ultimi anni. Ma se è giusto applaudire i vincitori, non si può non rendere omaggio all’equipaggio di Amalfi, che pur senza conquistare il primo posto ha regalato al pubblico una prestazione straordinaria per intensità, passione e spirito di sacrificio. I vogatori amalfitani hanno gareggiato con il cuore, tenendo alta la bandiera della propria terra e affrontando la sfida con determinazione e coraggio, nonostante le difficoltà. Alcuni di loro, infatti, non sono atleti professionisti, ma ragazzi che si dividono tra allenamenti, lavoro e le fatiche della vita quotidiana. Eppure, hanno saputo dare tutto, come sempre, in mare e per il proprio galeone. Hanno lottato remata dopo remata, spinti dall’orgoglio di rappresentare una comunità intera, di onorare una tradizione millenaria che ad Amalfi non è solo storia, ma identità profonda.
Un grazie speciale va ai giovani amalfitani che hanno gareggiato sul galeone azzurro, simboli autentici dello spirito di resilienza e appartenenza che caratterizza questa città. La loro dedizione, il loro amore per il mare e per la Regata meritano il più grande rispetto e un applauso che va oltre il risultato finale.
Perché la Regata Storica è sì una competizione, ma è soprattutto memoria, cultura e cuore. E quest’anno, ancora una volta, il cuore ha parlato amalfitano.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una violenta aggressione si è consumata questa mattina presso il Molo Masuccio Salernitano, nel cuore del porto turistico cittadino. Vittima dell’ennesimo episodio di intimidazione è Paolo Grassi, noto armatore salernitano e rappresentante legale della Grassi Junior Società Cooperativa, che gestisce una linea di collegamenti marittimi con la Costiera Amalfitana e Capri. L’imprenditore è stato aggredito fisicamente e verbalmente da soggetti presenti all’interno dell’area demaniale portuale, oggetto di recenti segnalazioni e denunce per presunte irregolarità nella gestione e nell’affidamento delle concessioni. L’atto di violenza sarebbe stato accompagnato da insulti, sputi e percosse tali da rendere necessario l’intervento del personale del 118, che ha prestato le prime cure sul posto e disposto ulteriori accertamenti sanitari. Nonostante la richiesta d’intervento, le forze dell’ordine non si sono recate immediatamente sul posto, riferendo – secondo quanto dichiarato dai presenti – l’“indisponibilità di volanti”, lasciando sgomenta la vittima e i suoi collaboratori. “Non si tratta di un episodio isolato – dichiara un collaboratore della Grassi Junior – ma dell’ennesimo atto intimidatorio che Paolo Grassi subisce da mesi, nel silenzio delle istituzioni. Un’escalation di violenze fisiche e psicologiche, probabilmente collegate alle denunce depositate di recente presso l’ANAC e altri organismi di vigilanza, che documentano un gravissimo conflitto di interessi nella gestione delle strutture portuali”. La società Grassi Junior ha infatti recentemente presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, denunciando anomalie nella procedura di affidamento della concessione demaniale del Molo Masuccio, attualmente in capo a una società partecipata – secondo le accuse – dagli stessi armatori concorrenti. Un sistema che, secondo l’impresa segnalante, escluderebbe di fatto ogni concorrenza leale, avvantaggiando alcuni operatori e danneggiandone altri. “Aspettiamo risposte da troppo tempo – continua il comunicato dell’azienda – ma la situazione sta degenerando. Oggi non ci sono più solo questioni legali o amministrative. C’è una persona ferita, c’è un’aggressione, ci sono delle responsabilità che non possono più essere ignorate”. L’episodio odierno, particolarmente grave anche per l’inerzia degli organi preposti alla sicurezza, rischia di gettare un’ulteriore ombra sul clima di tensione che si respira ormai da tempo negli spazi portuali. Una realtà che, da nodo strategico per la mobilità turistica, rischia di trasformarsi in un campo di battaglia tra operatori, con rischi gravissimi per l’incolumità e la libertà d’impresa. Il nome di Paolo Grassi è noto nel settore per la lunga esperienza nei collegamenti marittimi locali e per la sua battaglia a tutela della legalità nelle concessioni portuali. Un impegno che, oggi più che mai, sembra richiedere una risposta ferma e trasparente da parte delle autorità locali, regionali e nazionali. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Per la prima volta nella storia della competizione,Genova conquista la vittoria nel mare di Amalfi, scrivendo una pagina storica nell’albo d’oro dellaRegata delle Antiche Repubbliche Marinare. Il galeone bianco della città ligure ha tagliato per primo il traguardo, precedendo di misura il galeone azzurro di Amalfi. Terza Pisa, quarta Venezia.
La gara, disputatasabato 18 maggio 2025sul classico percorso di2.000 metritraCapo di Vettica e Marina Grande, si è svolta incondizioni meteomarine complesse, con mare mosso e onda lunga. Nonostante le difficoltà, gli equipaggi si sono dati battaglia sin dalle prime battute.
Genova ha preso il comando dopo i primi 500 metri e ha saputo mantenere il vantaggio con una condotta impeccabile, resistendo agli attacchi degli avversari e mostrando una superiore solidità tecnica e fisica.Veneziaha subito il mare già nelle fasi iniziali ed è uscita rapidamente dai giochi.Pisaha lottato ma ha dovuto cedere il passo alle due barche di testa, chiudendo terza.
Amalfi, sostenuta dal pubblico di casa, ha lottato con determinazione ma ha pagato lo sforzo nella parte finale, chiudendoa mezza barca da Genova, che così conquistala sua quarta vittoria consecutiva, raggiungendo13 titoli complessivi, proprio come la città ospitante. Ora, l’appuntamento è fissato per il2026 a Pisa, che ospiterà la 71ª edizione della Regata, pronta a scrivere un nuovo capitolo di questa affascinante e secolare tradizione AMALFINOTIZIE
DI MIKI PAPPACODA Si chiamavaAnna Chitie aveva 17 anni la ragazza morta aVeneziadopo essere caduta da un catamarano, rimanendo impigliata sott'acqua con una cima nell'elica. Anna faceva parte dell'equipaggio di un catamarano ormeggiato davanti all'isola di Sant'Elena e la tragedia è avvenuta davanti a un gruppo di turisti.Chi era Anna Chiti
Studentessa del nautico, Anna era nata a Treviso e viveva a Malcontenta. Era al suo primo giorno di lavoro, come riporta il Corriere della Sera. La mattina un collega era passato a prenderla e lei era entusiasta di quetsa prima esperienza a bordo di un catamerano come parte di un vero equipaggio.
A fine giornata sarebbe potuta essere confermata per la stagione estiva o chiamata per delle altre giornate.
La dinamica
La dinamica dell'incidente è ancora in fase di ricostruzione. Anna potrebbe era rimasta agganciata, per una disattenzione, a una cima e poi, forse per uno scossone causato da un'onda, avrebbe perso l'equilibrio, finendo in acqua. E qui avrebbe urtato l'elica del motore, rimanendo bloccata. Sono stati alcuni passanti ad accorgersi che la giovane era in difficoltà in acqua, chiamando subito i soccorsi.
I Vigili del Fuoco, arrivati sul posto in pochi minuti, sono riusciti a liberare la giovane in meno di un minuto, tagliando la cima. Il personale del Suem ha tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma purtroppo la giovane è deceduta. La morte sarebbe stata causata da un trauma cranico, forse provocato dall'urto contro l'elica.
INSERITO DA MIKI PAPPACODAOgni ascesa è un’occasione unica per scoprire tesori dall’alto, una prospettiva privilegiata da cui il panorama si svela al meglio, che sia un sito culturale ricco di storia e fascino, o un paesaggio naturalistico che si accende di colori dall’alba al tramonto. Un’esplorazione speciale per momenti e memorie indelebili, che unisce l’amore per l’arte e i territori, al gusto dell’avventura, se ci si immerge nei cieli dellaCampaniae dellaSiciliaa bordo delle mongolfiere di “Volare sull’Arte”. Tra librate libere e frenate, queste possibilità turistiche sono ideate per offrire sensazioni magiche, in attimi di tempo da incorniciare, come proposte di matrimonio e anniversari: «Volare sull’Arte nasce con l’idea di connettere cielo e terra, cultura e paesaggio, persone e territorio - spiegano gli ideatori del progetto - Ogni volo è un’occasione per scoprire l’Italia meno nota, ma profondamente autentica, dove l’accoglienza è ancora un valore e ogni incontro diventa racconto».
“Volare sull’Arte”: le esperienze nella natura in Campania e Sicilia
Le esperienze sono pensate per i viaggiatori italiani e internazionali, amanti dell’arte e della natura, del buon cibo e delle emozioni lente, ma soprattutto di avventure straordinarie. I territori coinvolti sono la Campania e la Sicilia, con alcuni scenari spettacolari da ammirare salendo a bordo delle mongolfiere di “Volare sull’Arte”. Un progetto che unisce il fascino dell’areomobile d’altri tempi alla bellezza di scoprire luoghi autentici e poco battuti dalle folle dei vacanzieri che si riversano al Sud. In Campania si sorvola, in particolare, l’incantevole Valle del Volturno, cuore verde della regione tra montagne e borghi medievali, mentre in Sicilia lo sguardo si apre sui paesaggi mozzafiato più iconici, dall’Etna fumante ai polverosi Calanchi del Cannizzola, suggestiva distesa desertica di recente set della serie Netflix “Il Gattopardo”. Tesori poco esplorati per vivere la magia di queste terre da una prospettiva nuova.
Il volo frenato in mongolfiera per gli appassionati di siti antichi
“Volare sull’Arte” è anche sinonimo di archeologia che si fonde col paesaggio, per svelare agli avventori una interessante storia del passato. Anime che rivivono e si possono cogliere attraverso il volo frenato in mongolfiera. Un’esperienza accessibile e suggestiva, dove il pallone, ancorato al suolo con delle corde, si innalza fino a circa 20 metri, permettendo uno sguardo privilegiato su contesti straordinari. Questa attività si svolge mensilmente in un ampio giardino affacciato sull’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo più grande del mondo antico dopo il Colosseo, rinomato per aver ospitato i primi combattimenti dei gladiatori e per essere legato alla figura di Spartaco. Da lassù, il panorama è un viaggio nella maestosità delle rovine che dialogano con la bellezza naturalistica del luogo che le ospita. A breve, in entrambe le regioni, partiranno due nuovi progetti esperienziali che saranno molto più del solo volo, per valorizzare e promuovere le diverse ricchezze territoriali, anche gastronomiche.
L’attenzione all’ambiente e alla sicurezza
Un volo nel rispetto, innanzitutto, dell’ambiente. La mongolfiera, infatti, è sostenibile, sfruttando l’aria calda per sollevarsi e non producendo emissioni dirette. Ogni esperienza è un esempio di turismo responsabile. Un team di professionisti è al servizio dell’emozione, per garantire poi la sicurezza a bordo. La squadra di esperti uniti dalla passione è composta, sul campo, da Nestore Criscuolo, pilota e responsabile dell’equipaggio, che guida ogni avventura nel cielo, e da Vincenzo Capitelli, pilota e responsabile area tecnica, che lo affianca, entrambi certificati dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Contribuiscono a questo aspetto legato alla tranquillità di chi sceglie di prenotare l’esperienza, i protocolli di manutenzione rigorosi applicati e la copertura con assicurazioni specifiche per ogni volo. I passeggeri potranno così godersi a pieno l’emozione di fluttuare nel cielo davanti a ogni tipo di bellezza.
Sono già decine di migliaia i pellegrini che stanno raggiungendo l'aria vaticana e oltre 10mila le persone che hanno già fatto accesso all'interno di Piazza San Pietro per la cerimonia di insediamento di papa Leone XIV. In arrivo anche le prime delegazioni estere. Lo rende noto la Questura. Poco prima delle ore 6 aperti tutti i varchi di pre filtraggio per consentire ai fedeli , già arrivati nelle prime ore della mattina, di fare ingresso nell'area riservata allestita intorno a Piazza San Pietro in occasione della cerimonia di intronizzazione di Papa Leone XIV.Tutto il dispositivo di sicurezza - sottolinea la Questura - sta assicurando l'afflusso in condizioni di accoglienza per il numeroso pubblico. Già operativo dalle prime ore di questa mattina, anche il corridoio tracciato per le vie del centro storico per garantire l'arrivo in sicurezza delle delegazioni estere che prenderanno parte alla cerimonia.
Finiti i posti a sedere
A quasi tre ore dall'inizio della messa di insediamento di Papa Leone XIV, in piazza San Pietro i posti a sedere nei primi due settori più vicini al sagrato sono terminati. A occuparli, un pubblico composito: tante le confraternite, con i loro abiti e mantelli variopinti, muniti di stendardi e provenienti da tutti i Paesi del mondo, arrivate a Roma nei giorni scorsi per il giubileo a loro dedicato. Ci sono americani, asiatici, europei. In piazza anche tanti gruppi di italiani che arrivano da diverse regioni. Una folla di tutte le età: dai più piccoli agli anziani, a intere famiglie. Molte le bandiere a stelle e strisce, tra le altre varie nazionalità: dal Sud America all'Asia all'Europa. In via della Conciliazione è un fiume continuo di fedeli che man mano raggiungono l'area intorno all'obelisco che è destinata solo a chi rimane in piedi. Dal palco sono iniziate le prove audio dei microfoni, mentre i filtraggi delle forze dell'ordine iniziati alle 6 con metal detector e controlli delle borse sono ancora più rigorosi rispetto alle ultime settimane.
Ecco il rito di intronizzazione
Oggi inizia ufficialmente il ministero petrino di papa Leone XIV. Il rito di 'intronizzazione', preceduto alle 9 dal primo bagno di folla in papamobile di papa Prevost, prevede diversi momenti di valore simbolico nei quali spiccano le antiche insegne episcopali 'petrine': il Pallio e l’Anello del Pescatore.
Il Pallio è un paramento liturgico realizzato con lana di agnelli. Rievoca il buon Pastore, che pone sulle proprie spalle la pecorella smarrita, e la triplice risposta di Pietro alla richiesta di Gesù risorto di pascere i suoi agnelli e le sue pecorelle. Come scrive Simeone di Tessalonica nel De sacris ordinationibus, «indica il Salvatore che incontrandoci come la pecora perduta se la carica sulle spalle, e assumendo la nostra natura umana nella Incarnazione, l’ha divinizzata, con la sua morte in croce ci ha offerto al Padre e con la risurrezione ci ha esaltato”. Si tratta di una stretta fascia che si appoggia sulle spalle, sopra la casula, la veste liturgica. Ha due lembi neri pendenti davanti e dietro, è decorata con sei croci nere di seta - una su ogni capo che scende sul petto e sul dorso e quattro sull’anello che poggia sulle spalle - ed è guarnita, davanti e dietro, con tre spille che raffigurano i tre chiodi della croce di Cristo. L’Anello del Pescatore ha la valenza specifica dell’anello-sigillo che autentica radicalmente la fede, compito affidato a Pietro di confermare i suoi fratelli. Viene detto anello “del Pescatore” perché Pietro è l’Apostolo che, avendo avuto fede nella parola di Gesù, dalla barca ha tratto a terra le reti della pesca miracolosa.La celebrazione sarà preceduta da un giro in papamobile del Pontefice tra i fedeli presenti
Sono migliaia i fedeli già in Piazza San Pietro dove alla 10 comincerà la messa di insediamento di Leone XIV. La piazza ha aperto alle 6 e la metà dei settori sono stati già riempiti. Tanti i gruppi organizzati, religiosi e religiose ma anche singole famiglie. La celebrazione sarà preceduta, intorno alle 9, da un giro in papamobile del Pontefice tra i fedeli presenti.
Sono migliaia i fedeli già in Piazza San Pietro dove alla 10 comincerà la messa di insediamento diLeone XIV. La piazza ha aperto alle 6 e la metà dei settori sono stati già riempiti. Tanti i gruppi organizzati, religiosi e religiose ma anche singole famiglie. La celebrazione sarà preceduta, intorno alle 9, da un giro in papamobile del Pontefice tra i fedeli presenti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Unanavescuola della Marina messicana si è schiantata contro ilponte diBrooklyn, spezzando tutti e tre gli alberi e innescando un'operazione di soccorso sotto l'iconico simbolo di New York.
Nave contro ponte di Brooklyn, morti e feriti
La Cuauhtémoc, un brigantino a palo costruito nel 1982, è rimasta danneggiata nell'incidente, ha confermato la Marina messicana su X.
Il Bilancio
Due persone sono morte e altre 17 sono rimaste ferite dopo che una nave scuola della Marina messicana ha colpito il ponte di Brooklyn. Lo ha dichiarato il sindaco di New York, Eric Adams. «Stasera, la nave a vela Cuauhtemoc della Marina messicana ha perso potenza e si è schiantata contro il ponte di Brooklyn», ha scritto Adams su X.
«Al momento, delle 277 persone a bordo, 19 hanno riportato ferite, 2 delle quali sono in condizioni critiche, e altre 2 sono purtroppo decedute a causa delle ferite riportate».
La dinamica
Le immagini condivise online mostrano la Cuauhtemoc, con le vele ammainate e le luci natalizie drappeggiate sul sartiame, mentre i suoi tre alberi si spezzano - uno dopo l'altro - al passaggio sotto il ponte, schiantandosi nell'East River. Subito dopo l'incidente, la Marina messicana aveva dichiarato in un comunicato che 22 persone a bordo erano rimaste ferite, tre delle quali in modo grave. La nave ha perso potenza mentre il capitano stava manovrando, e si è diretta verso la spalla del ponte sul lato di Brooklyn, ha detto in una conferenza stampa il capo delle operazioni speciali della polizia di New York, Wilson Aramboles. C'era «panico sulla nave», ha raccontato all'agenzia di stampa Afp un residente di Brooklyn, il 23enne Nick Corso, che si trovava vicino al ponte. «Molte urla, alcuni marinai appesi agli alberi, sembrava che ci fosse panico sulla nave», ha detto. «Non ho visto nessuno cadere in acqua... La cosa che mi ha colpito di più è stato ilpanico sulla nave, e c'era un tizio sul retro che faceva cenno alla gente di allontanarsi dal punto in cui eravamo», ha aggiunto. La Marina messicana ha dichiarato nel suo comunicato che nessuno è caduto in acqua e che non è stata avviata alcuna operazione di soccorso. Al momento dell'incidente la nave stava salpando da New York. Il dipartimento dei trasporti di New York ha reso noto su X che «non ci sono segni di danni strutturali al ponte di Brooklyn, sebbene le ispezioni siano ancora in corso». Il ponte, che collega Brooklyn a Manhattan, è rimasto chiuso per circa 40 minuti. LEGGO