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SALERNO E PROVINCIA NEWS Anno nuovo, emergenze vecchie: un altro sbarco di migranti verso Salerno A bordo della Open Arms una sessantina di persone: l'arrivo il giorno della Befana

4 Gennaio 2024, 12:07pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Anno nuovo, emergenze vecchie: un altro sbarco di migranti verso Salerno A bordo della Open Arms una sessantina di persone: l'arrivo il giorno della Befana

INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Sono una sessantina i migranti soccorsi nel mar Mediterraneo Centrale dalla Open Arms. Alla nave ong spagnola è stato assegnato il porto di Salerno. Possibile che lo sbarco avvenga il giorno della Befana o nelle ore immediatamente precedenti.  Il Viminale ha allertato la prefettura di Salerno, che si è subito attivata per allestire la macchina organizzativa e dell'accoglienza.  "L'OpenArms nella sua missione107 ha appena salvato nel #/Mediterraneo centrale due imbarcazioni alla deriva, proprio all'inizio del maltempo, con 6 e 52 persone a bordo - ha fatto sapere la ong -. Ora sono tutti al sicuro a bordo del nostro rimorchiatore. Continuiamo! Nessuno dovrebbe morire a Natale. Nemmeno il resto dell'anno".

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CASERTA NEWS Terra dei fuochi: la polizia locale sequestra ennesima attività abusiva Pugno duro da parte del colonnello Antonio Piricelli

4 Gennaio 2024, 12:00pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

CASERTA NEWS Terra dei fuochi: la polizia locale sequestra ennesima attività abusiva Pugno duro da parte del colonnello Antonio Piricelli

INSERITO DA ANGELA CECERE Controllata ed ispezionata una attività sempre nella località di San Clemente... Caserta. La polizia locale di Caserta diretta dal comandante colonnello Antonio Piricelli prosegue ed intensifica le attività di controllo e monitoraggio del territorio finalizzate a reprimere il fenomeno della terra dei fuochi, salvaguardia e tutela della salute dei cittadini. Controllata ed ispezionata una attività sempre nella località di San Clemente. I controlli effettuati e la verifica dei documenti hanno portato alla luce che l’attività è risultata essere priva delle autorizzazioni in materia ambientale per lo scarico delle acque reflue e l'emissione in atmosfera oltre ai registri di carico e scarico dei rifiuti, pertanto operante in dispregio alle normative vigenti in materia ambientale. Per l’assenza dei titoli autorizzativi la polizia locale ha posto sotto sequestro l’attività di circa 150 mq e denunciato all’autorità Giudiziaria il titolare.

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BENEVENTO NEWS Vìola divieto, va a casa genitori, minaccia fratello con un coltello: in carcere Benevento. Aggravata la misura per un 43enne indagato per maltrattamenti ed estorsione

4 Gennaio 2024, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Vìola divieto, va a casa genitori, minaccia fratello con un coltello: in carcere Benevento. Aggravata la misura per un 43enne indagato per maltrattamenti ed estorsione

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Gli è stata aggravata la misura: doveva andare ai domiciliari, ma la mancanza di un'abitazione, o di qualcuno che fosse disponibile ad accoglierlo, è sfociata nella custodia cautelare in carcere. Ci è entrato il 43enne di Benevento, difeso dall'avvocato Antonio Leone, che qualche giorno fa era stato sottoposto dal gip Roberto Nuzzo al divieto di avvicinamento ai genitori – domani è in programma l'interrogatorio di garanzia - per maltrattamenti in famiglia ed estorsione. Un divieto che l'uomo avrebbe violato a distanza di poche ore, presentandosi a casa del papà e della mamma e minacciando con un coltello il fratello, al quale avrebbe detto che gli avrebbe fatto male se l'avesse incontrato in strada. Una situazione che ha indotto il Gip a sostituire il divieto di avvicinamento con gli arresti domiciliari, che non è stato possibile applicare per l'assenza di una residenza alternativa a quella familiare. Da qui il carcere per il 43enne, tirato in ballo da una indagine dei carabinieri sui comportamenti che avrebbe mantenuto nei confronti dei genitori.

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AVELLINO NEWS Carenze igienico sanitarie nelle Rsa: il blitz dei Nas in provincia di Avellino Ispezioni in quattro strutture tra Salerno, Benevento e Avellino

4 Gennaio 2024, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Carenze igienico sanitarie nelle Rsa: il blitz dei Nas in provincia di Avellino Ispezioni in quattro strutture tra Salerno, Benevento e Avellino

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. In concomitanza con il periodo delle Festività Natalizie, in cui si rileva un aumento della domanda di ospitalità degli anziani, i Carabinieri del NAS di Salerno hanno intensificato i controlli presso le strutture socio-assistenziali allo scopo di verificare la corretta erogazione dei servizi di cura e di assistenza. Nel corso delle ispezioni sono state individuate quattro strutture che presentavano, a vario titolo, alcune “non conformità” riconducibili a lievi carenze igienico-sanitarie, strutturali - organizzative o all’inosservanza delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra le difformità più diffuse sono emersi l’impiego di un numero di operatori non sempre corrispondente a quello statuito per il mantenimento di un elevato livello assistenziale, la presenza di anziani in numero superiore rispetto alla capienza massima autorizzata, l’assenza di campanelli di chiamata in corrispondenza dei postiletto, bagni con piatti doccia rialzati rispetto al livello della pavimentazione e la presenza di camere non contemplate o con superficie inferiore ai nove metri quadrati. Le irregolarità nelle modalità di erogazione del servizio sono state comunicate ai competenti Piani di Zona affinché vengano immediatamente rimosse. Nella provincia di Avellino, i controlli sono stati espletati unitamente ai Vigili del Fuoco del locale Dipartimento, constatando, in due casi, irregolarità, a vario titolo, anche sotto il profilo della sicurezza antincendio, come la presenza di arredi e tendaggi non omologati con idonee classi di reazione al fuoco, ritardi nei controlli dell’impianto di rilevazione dei fumi, mancato aggiornamento del piano di emergenza e di evacuazione, insufficienza di lavoratori formati e designati come addetti alla prevenzione incendi. Le violazioni della normativa antincendio sono state comunicate alla Procura della Repubblica di Avellino. Le persone deferite all’Autorità Giudiziaria sono da ritenersi presunti innocenti fino a un definitivo accertamento di colpevolezza in successiva sede processuale.

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CAMPANIA NEWS Pronto soccorsi presi d’assedio,da nord a sud: strutture al collasso in Campania Situazione sempre più drammatica al Cardarelli a Napoli, ma è caos anche nelle aree interne

4 Gennaio 2024, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CAMPANIA NEWS Pronto soccorsi presi d’assedio,da nord a sud: strutture al collasso in Campania Situazione sempre più drammatica al Cardarelli a Napoli, ma è caos anche nelle aree interne

INSERITO DA ANGELA CECERE La prossima primavera si annuncia come un periodo di legittime proteste e con il rischio, purtroppo concreto, di nuovi scioperi... Napoli. Strutture ospedaliere in perenne sofferenza, incapaci di gestire, senza esporre la cittadinanza a gravi disagi, il repentino aumento di pazienti: la cronica carenza di personale e le lacune organizzative, in particolare la ben nota mancanza di posti letto per affrontare la prevista emergenza ricoveri, hanno trasformato questo mese di dicembre in un vero e proprio inferno, da una parte per i professionisti della salute, costretti a rinunciare alle proprie ferie e a mettere sulle proprie spalle un macigno diventato insostenibile, dall’altra, viene messa nuovamente di fronte alla collettività, la dura realtà di un sistema sanitario che appare come una nave alla deriva, che pare imbarcare acqua da tutte le parti». Così Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up, commenta quanto accaduto nella sanità italiana nel mese appena trascorso, supportato dai dati di recenti autorevoli indagini, incrociate con quelle che il sindacato porta avanti da tempo. «Non siamo affatto sorpresi della desolante realtà che ci ritroviamo a raccontare: le nostre strutture ospedaliere, ce lo riferiscono i nostri referenti regionali a contatto diretto con gli infermieri che vivono tutto questo sulla propria pelle ogni giorno, nonostante gli sforzi immani dei professionisti che lavorano nei pronto soccorsi e nei reparti nevralgici, non riescono a reggere, senza gravi conseguenze assistenziali, il grave impatto che genera il surplus di pazienti. Basti pensare al caso del Cardarelli di Napoli, il più grande ospedale del Sud, ma casi simili si sono registrati anche in Regioni dove la carenza di infermieri è ormai a un punto di difficile ritorno, al pari della Campania. Afflussi di 200 pazienti al giorno, letti ammassati nei corridoi, una sanità territoriale totalmente incapace di consentire una equilibrata gestione dei malati, lasciando ai pronto soccorsi, come dovrebbe accadere, solo i casi realmente più complessi, in tal modo snellendo i ricoveri ed affidando, solo ad esempio, agli ambulatori locali, i pazienti con patologie meno gravi. Cosa sarebbe successo, ci chiediamo a questo punto se, invece di trovarci davanti agli sporadici casi di influenza e agli aumenti di contagi da Covid, per fortuna, nella maggior parte dei casi non più pericolosi per la vita umana, ci fossimo trovati di fronte ad una nuova reale emergenza sanitaria?  Ci viene spontaneo osservare, continua De Palma, che nonostante siamo usciti con le ossa rotte dalla dura lezione del Covid, non abbiamo davvero imparato nulla. Autorevoli indagini, ci rivelano, ad esempio, che, solo nel Lazio, i pazienti in attesa di ricovero nei PS sono al momento oltre 1100; arrivano a 500 in Piemonte, mentre in Lombardia i ricoveri ordinari sono stati sospesi proprio a causa del sovraffollamento. In parole povere sono bastati l’influenza stagionale, seppur aggressiva, e un tutto sommato gestibile e previsto aumento dei casi legati alle nuove varianti di Covid, per mandare letteralmente in tilt i nostri ospedali.  Ci rendiamo conto del vicolo cieco in cui è finita la nostra sanità? E’ evidente che la politica, con il Governo da una parte e le Regioni dall’altra, sono giunte al punto di doversi fare un approfondito esame di coscienza. I numeri di cui parliamo, che d'altronde si pongono in continuità e riscontrano le precedenti continue nostre denunce sulla materia, servono a puntare i riflettori su una realtà davvero drammatica. D'altronde, la carenza di professionisti dell’assistenza ha toccato l’apice: le nostre inchieste, aggiornate al 2022, da ultimo presentate ufficialmente durante il nostro  Congresso Nazionale di Roma, hanno evidenziato che siamo di fronte ad una voragine senza fine: 175 mila infermieri in meno, fino a toccare il numero di 220 mila, se si volesse alzare l'asta della comparazione e misurare l'Italia con gli altri Paesi UE.  Per non parlare, poi, del fatto che, di fronte ad una valorizzazione economica ancora lontana, che si traduce in fughe all’estero, dimissioni volontarie, calo di laureati e calo di iscritti ad infermieristica, l’Italia, per quanto concerne gli investimenti nella sanità pubblica, si trova decisamente sotto la media Ocse.  In Europa il nostro Paese è infatti 16esimo per spesa pro capite: rispetto alla media delle altre nazioni, siamo di fronte ad un vero e proprio baratro, un gap di 47,6 mld.  E oggi, a conclusione di un mese di dicembre a dir poco infernale per le nostre realtà ospedaliere, parlano i fatti. Sono quelli che raccontano di una politica incapace, da tempo, di gestire una emergenza che si è acuita, giorno dopo giorno diventando strutturale, a danno dei servizi che il nostro Ssn dovrebbe garantire ai cittadini. E senza bisogno di entrare a gamba tesa su ciò che il Governo o il Parlamento hanno fatto o che avrebbero potuto fare con la finanziaria appena approvata, non servirebbe poi a molto considerato che la Legge è stata approvata a dispetto delle migliaia di professionisti sanitari che l'hanno contestata, è evidente che lasciano il tempo che trovano le dichiarazioni del nostro Ministro della Salute, Schillaci, che all’indomani dell’approvazione della Manovra, sostiene che l’esecutivo “ha approvato una manovra finanziaria che interviene oggi su due grandi urgenze: ridurre le liste d'attesa e valorizzare il personale sanitario. In tre anni, dice il Ministro, destineremo 11,2 miliardi in più al fondo sanitario”. Per come la vediamo noi, almeno per quanto attiene alla valorizzazione del personale infermieristico, proprio per evitare che le parole del Ministro si risolvano in mere citazioni senza conseguenze di fatto, ci aspettiamo che Schillaci si confronti senza indugio con ilp Presidente del comitato di settore del comparto Sanità, organo dove è presente anche un rappresentante Ministeriale, e che si accingerà ad adottare la propria direttiva per il rinnovo. contrattuale sin dai prossimi giorni, affinché all'Aran arrivino precise indicazioni al riguardo. Ma di questo daremo contezza noi, non appena conosceremo i contenuti dell'atto di indirizzo. Nel frattempo, la nostra  risposta, alle parole e ai proclami, di fronte alla innegabile e profonda crisi della sanità italiana, l’abbiamo già data con lo sciopero dello scorso 5 dicembre e la daremo nuovamente, in vista di una primavera che si annuncia come un periodo di legittime proteste e con il rischio, purtroppo  concreto, di nuovi scioperi», chiosa De Palma.

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NAPOLI NEWS Protesta sanità: Mera 25 partecipa alla minifestazione a Napoli Un presidio dimostrativo davanti all’ingresso dell’ospedale San Giovanni Bosco

4 Gennaio 2024, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NAPOLI NEWS Protesta sanità: Mera 25 partecipa alla minifestazione a Napoli Un presidio dimostrativo davanti all’ingresso dell’ospedale San Giovanni Bosco

INSERITO DA ANGELA CECERE L'annuncio di Renato Votta, referente di Mera 25 per Napoli e Campania Napoli. Ci saranno gli esponenti della Campania di Mera 25 affianco ai lavoratori e alle lavoratrici aderenti al sindacato generale di Base Sgb che domani 4 gennaio dalle 10 alle 16 saranno impegnati in un presidio dimostrativo davanti all’ingresso dell’ospedale San Giovanni Bosco in via Filippo Maria Briganti a Napoli. “Ancora una volta noi esponenti di Mera 25 vogliamo dimostrare la nostra vicinanza a chi scende in piazza a manifestare per i propri diritti. I lavoratori del settore sanitario sono sempre più oberati dai carichi di lavoro e in questo caso manifestano anche per il ricorso alla cassa integrazione di quelli in appalto, nonché per conoscere il futuro dell’ospedale San Gennaro e per la riapertura del pronto soccorso del San Giovanni Bosco” Lo ha dichiarato Renato Votta, referente di Mera 25 per Napoli e Campania. “La nostra presenza è necessaria a ribadire che siamo impegnati a difendere la sanità pubblica che, non dimentichiamo, significa garantire a tutti il diritto di essere curati quando malauguratamente ci si ammala”.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Superbonus, cessione credito e Bonus Barriere Architettoniche: i dubbi del CNI

4 Gennaio 2024, 11:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nuovo decreto su Superbonus, cessione del credito e barriere architettoniche:  tutti i dubbi del Cni - Mondo Professionisti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri si domanda se effettivamente il nuovo Decreto sia in grado di risolvere le problematiche attualmente esistenti e contribuisca a evitare danni e contenziosi. Il Decreto Legge 29 dicembre 2023, n. 212 recante “Misure urgenti relative alle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119, 119-ter e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77”, introduce l’ennesima modifica (di cui si è ormai perso il conto) alle norme del Superbonus 110%, oltre ad altre novità sulle opzioni alternative alle detrazioni fiscali e sul Bonus Barriere Architettoniche. Le pressanti richieste degli operatori però non sono state soddisfatte e si teme fortemente che molti di quelli che avevano avviato gli interventi e che si sono improvvisamente scontrati con il problema del blocco della cessione dei crediti, non troveranno adeguate soluzioni. Necessario qualche mese in più Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri riteneva, e ritiene, che per i numerosi cantieri in avanzato stato di esecuzione la semplice concessione di qualche mese in più per concludere i lavori sarebbe stata sufficiente per poter completare molti interventi rimasti bloccati, anche a causa delle continue variazioni alle possibili opzioni alternative alle detrazioni fiscali (sconto in fattura e cessione del credito). L’introduzione di una sorta di sanatoria, prevista dall’art. 1, c. 1, del D.L. per chi non riuscirà a terminare i lavori, che esclude il recupero delle detrazioni fiscali indirette (a seguito di opzione alternativa) anche in caso di mancato raggiungimento del “salto” di due classi energetiche, non può essere considerata completamente soddisfacente in quanto non tiene minimamente conto del mancato miglioramento energetico degli edifici e dei contenziosi che molto probabilmente ne seguiranno. Limite di reddito troppo basso Inoltre, desta perplessità il meccanismo del contributo previsto dall’art. 1, c. 2, del D.L. a favore dei proprietari di unità immobiliari in condominio con reddito di riferimento non superiore a 15 mila euro, per le spese sostenute nel 2024. Tale limite di reddito, infatti, appare estremamente basso e non viene specificato l’ammontare del contributo che sarà erogato, nei limiti delle risorse disponibili. In tal senso bisognerà attendere l’emanazione del previsto decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Infine, sorprendono le limitazioni imposte dagli artt. 2 e 3 del D.L. alle possibilità ormai residue di utilizzare le opzioni alternative alle detrazioni fiscali (cessione del credito e sconto in fattura) per gli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici, nonché alle spese sostenute per gli interventi di superamento ed eliminazione di barriere architettoniche di cui all’art. 119-ter del D.L. 34/2020, riducendone anche l’ambito di applicazione. I dubbi del CNI In conclusione, il Consiglio Nazionale Ingegneri si domanda se effettivamente il nuovo Decreto sia sufficiente ed adeguato per risolvere le problematiche attualmente esistenti sul tema, che rischiano di creare seri danni e contenziosi. In tal senso si attendono e, soprattutto, auspicano approfondimenti ed eventuali variazioni/integrazioni in sede di conversione in legge del decreto. Allo stesso tempo, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ribadisce la mancanza di un piano generale programmatico per il risanamento del patrimonio edilizio, strettamente necessario per affrontare concretamente il tema complesso del sistematico risanamento energetico previsto dalle nuove disposizioni europee, che dovrebbe impegnare il Paese intero per i prossimi decenni. a cura di Antonio Felici, capo Ufficio Stampa Consiglio Nazionale degli Ingegneri EdilTecnico

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Meteo, il ciclone della Befana porta pioggia e neve nel weekend. Poi arriva il freddo artico

4 Gennaio 2024, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Meteo, il ciclone della Befana porta pioggia e neve nel weekend. Poi arriva il freddo artico

INSERITO DA ANGELA CECERE Tanta pioggia, neve e freddo artico: l'Epifania porta via tutte le feste e si trascina dietro un'ondata di maltempo a carattere ciclonico. La perturbazione che venerdì 5 gennaio raggiungerà le regioni centro-settentrionali sarà pilotata da un profondo vortice che si scaverà proprio intorno allo Stivale. Nella giornata dell'Epifania il fronte associato si concentrerà sulle nostre regioni nordorientali e su quelle centro-meridionali, colpendo più direttamente quelle del versante tirrenico, dove sono attese condizioni di maltempo localmente intenso. Ecco nel dettaglio cosa accadrà secondo le previsioni degli esperti di 3BMeteo.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Influenza, medici di famiglia presi d'assalto: «Fino a 4 milioni di telefonate al giorno»

4 Gennaio 2024, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Influenza, medici di famiglia presi d'assalto: «Fino a 4 milioni di telefonate al giorno»

INSERITO DA ANGELA CECERE L'influenza punge, e a farne le spese, come mole di lavoro, sono i medici di famiglia. A descrivere lo scenario all'Adnkronos Salute è Alessandro Rossi, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), entrando nel dettaglio dell'impatto che sta avendo sulla sanità territoriale l'epidemia di virus respiratori in corso nel Paese. «Come ogni anno, ma quest'anno ancora di più per via dei numeri raggiunti dalle sindromi influenzali, si assiste in questo periodo a un'emergenza sanitaria che colpisce tanto i Pronto soccorso, ma non solo. Come medici di famiglia in questi giorni siamo oberati di richieste di informazioni, di telefonate, di visite, di certificazioni. C'è un assalto alle nostre prestazioni, come a quelle di tutti i sanitari. Aumentano di molto gli accessi» agli studi. «Ma la prima conseguenza pratica per noi è che le telefonate sono raddoppiate. Se in media in giorni ordinari le chiamate ai medici di medicina generale, a livello nazionale, sono circa 2 milioni, ora sono diventate 4 milioni». Migliaia di telefonate ai medici «Dividendo questo totale di chiamate per i medici di famiglia, che sono circa 40mila in Italia, si capisce come ciascuno di noi stia ore con la cornetta in mano», per rispondere ad almeno un centinaio di telefonate quotidiane, calcola Rossi. «Diamo consigli, indicazioni per evitare ricoveri inutili, per fare certificazioni. Questo carico è aumentato e sono aumentate naturalmente anche le visite ambulatoriali. Va ricordato che dopo la pandemia per fortuna l'accesso avviene su appuntamento e anche la ricetta dematerializzata è stata un aiuto, quindi gli enormi affollamenti che vedevamo fisicamente in epoca pre-pandemia non si vedono più». Momenti «peraltro a rischio di ulteriore propagazione» di epidemie influenzali. Ma «i contatti telefonici e telematici e anche le visite domiciliari sono enormemente aumentati in questo periodo». I numeri ufficiali, evidenzia il presidente Simg, «ci dicono che questa è la più forte epidemia influenzale degli ultimi 10 anni e il tasso di incidenza che ha raggiunto la settimana scorsa è elevatissimo: 17,2 casi per mille assistiti significa oltre un milione di persone che si sono ammalate nei giorni» fino alla vigilia «di Natale. E probabilmente saranno molti di più la settimana successiva, vedremo i dati a breve. Stiamo parlando di sindromi respiratorie, alcune effettivamente dovute al virus dell'influenza e altre legate ad altri virus, come il Covid stesso che ancora è in circolazione, il virus respiratorio sinciziale e altri patogeni. Certo, i casi più fragili poi finiscono al pronto soccorso, con intasamento» delle aree di emergenza-urgenza. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente choc sulla moto d'acqua, donna muore a 49 anni dopo la rottura dei genitali: il marito sotto accusa Secondo le indagini, l'uomo, che guidava la moto d'acqua, avrebbe accelerato al momento dell'impatto, anzichè frenare

4 Gennaio 2024, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente choc sulla moto d'acqua, donna muore a 49 anni dopo la rottura dei genitali: il marito sotto accusa Secondo le indagini, l'uomo, che guidava la moto d'acqua, avrebbe accelerato al momento dell'impatto, anzichè frenare

INSERITO DA ANGELA CECERE Una donna è morta dopo essere caduta dalla moto acquatica che guidava il marito. Il decesso è avvenuto il giorno dopo l'incidente che le aveva causato la rottura dei genitali, al momento dell'impatto. I fatti sono avvenuti in una località marittima della Russia, a Samara, lo scorso luglio. I parenti della vittima hanno impugnato una causa contro il marito per negligenza. Le dinamiche Elena Spiryakova, 49 anni, si stava godendo una giornata sul fiume Samara, una regione vicino al confine russo con il Kazakistan, con suo marito Oleg, di 52 anni, quando un terribile incidente in mare ha causato la morte della donna. Secondo le indagini, marito e moglie avevano deciso di fare un giro sulla moto d'acqua quando la donna non ha retto la velocità con cui stava guidando il marito. Una volta precipitata in mare, l'uomo avrebbe accelerato, così come riporta il notiziario locale russo Baza. «Dopo un'altra virata, la donna non è riuscita a restare sulla moto d'acqua ed è caduta», hanno gli investigatori. Dopo la segnalazione dell'incidente, la 49enne è stata subito portata in ospedale dai soccorritori lì presenti. Secondo la scientifica, l’impatto avrebbe causato la rottura dei genitali della donna, che poi è morta in ospedale il giorno dopo. L'accusa Oleg, il marito della vittima che guidava la moto d'acqua, è ora accusato di negligenza per aver causato la morte della moglie, creando quello che gli esperti definiscono un "colpo d'ariete": un fenomeno che si presenta in una "condotta" quando un flusso di liquido in movimento viene bruscamente fermato, e che avrebbe, di fatto, provocato la rottura dei genitali della moglie, causandone la morte.

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