NAPOLI NEWS Omicidio Pasquale Sesso e fratello scampato alla morte: svolta nelle indagini Provvedimento della Dda a carico del presunto autore dell'efferato delito
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INSERITO DA ANGELA CECERE L’attività investigativa effettuata ha permesso di ricostruire l’evento omicidiario di Sesso e di accertare che qualche minuto prima era stato posto in essere anche il tentato omicidio del fratello Luigi... Napoli. La polizia ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla procura della repubblica di Napoli, direzione distrettuale antimafia a carico di un uomo per i reati di omicidio e tentato omicidio, aggravati anche dalle modalità mafiose previste dall’art. 416 bis 1 c.p. per aver favorito il clan Elia operante nel quartiere Santa Lucia. La misura precautelare compendia gli esiti delle indagini condotte dalla squadra mobile di Napoli e dal commissariato San Ferdinando in relazione all’omicidio di Pasquale Sesso avvenuto la sera del 5 luglio scorso in via Solitaria a Pizzofalcone quando l’indagato avrebbe esploso dal balcone della propria abitazione numerosi colpi d’arma da fuoco provocando alla vittima uno “shock emorragico a seguito di ferita d’arma da fuoco che ha determinato, tra le altre, lesione all’arteria femorale destra ed un proiettile in zona polmonare”. L’attività investigativa effettuata ha permesso di ricostruire l’evento omicidiario di Sesso e di accertare che qualche minuto prima era stato posto in essere anche il tentato omicidio del fratello Luigi. Le risultanze delle attività svolte hanno permesso di ricondurre gli eventi delittuosi ad una conflittualità tra le famiglie degli Elia, a cui l’indagato è contiguo, e dei Sesso che attualmente sono in forte ascesa nelle dinamiche criminali del Pallonetto di Santa Lucia in considerazione del vuoto di potere creatosi negli ultimi anni proprio per gli arresti degli esponenti di spicco dei clan avversi. Al provvedimento in questione ha fatto seguito ordinanza cautelare della custodia in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Salerno in data 10 gennaio 2014 L’ordinanza emessa è una misura cautelare ed il destinatario di essa è persona sottoposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.
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A causa delle circostanze, gli uffici, avevano poi informato la famiglia che la salma avrebbe dovuto essere immediatamente rimossa. «Il sindaco si è immediatamente prodigato per arrivare a capo della questione e si è scusato con noi ma, sentita la polizia mortuaria di Vimercate, abbiamo appreso che non c’era altra soluzione: non era possibile modificare i contratti e la salma andava per forza riesumata», ha continuato il figlio Claudio. Un errore. La bara era stata inserita nel loculo 316, anziché nell’assegnato 317. Ma l’agenzia di pompe funebri ha ricevuto la piastra corretta per far fare le incisioni. Sara Colombo IL CITTADINOMB/image%2F1394276%2F20240118%2Fob_5e659f_02-angelina-cecere.jpg)