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NAPOLI NEWS Caivano, camorra e affari: retata di politici e dipendenti corrotti La Direzione distrettuale ha disarticolato una organizzazione che controllava gli appalti in Comune

1 Novembre 2023, 11:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

caivano camorra e affari retata di politici e dipendenti corrotti

INSERITO DA MORENA MOTTA Caivano. Questa notte, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 18 soggetti coinvolti in vario modo in associazioni di stampo mafioso, estorsioni aggravate con metodi mafiosi e reati contro la Pubblica Amministrazione. Le indagini, condotte tra novembre 2022 e luglio 2023, hanno evidenziato legami tra la camorra, l'amministrazione comunale e gli uffici coinvolti nella gestione degli appalti per lavori pubblici. Nelle indagini riguardanti Caivano è emersa l'infiltrazione della camorra negli uffici comunali, con l'indagine che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di altre 18 persone. Sei imprenditori sono stati posti agli arresti domiciliari in relazione a presunte attività corruttive nei confronti di politici e dipendenti del Comune di Caivano, mirate a garantire loro l'assegnazione di appalti pubblici. Questa inchiesta coinvolge anche il noto boss Antonio Angelino. Secondo l'accusa, il clan criminale otteneva informazioni riservate dagli uffici comunali al fine di imporre il pagamento del "pizzo" agli imprenditori vincitori delle gare d'appalto. Inoltre, alcuni funzionari avrebbero svolto un ruolo di intermediari tra gli imprenditori e i camorristi per riscuotere le tangenti. Gli investigatori affermano che, a loro volta, gli stessi imprenditori coinvolti avrebbero ottenuto appalti corrompendo politici e funzionari comunali collusi. OTTOPAGINE

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AVELLINO NEWS "Gerardina era per me una seconda madre e una sorella maggiore" Il dramma di Ariano Irpino. Il ricordo della nipote Mariassunta, particante avvocato a Benevento

1 Novembre 2023, 11:15am

Pubblicato da Miki Pappacoda

gerardina era per me una seconda madre e una sorella maggiore

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Ariano Irpino. Stravolta è dir poco. Non potrebbe essere diversamente quando in un attimo perdi una zia e tuo zio sta lottando per la vita. E' il dolore che sta attraversando Mariaassunta, una giovane praticante avvocato in uno studio legale di Benevento. E' la nipote di Gerardina, 46 anni, di Ariano Irpino, la vittima di una storia drammatica che ha sconvolto l'opinione pubblica. Il suo cuore si è fermato per sempre ieri mattina nell'ospedale della cittadina del Tricolle, dal quale è stato trasferito a Napoli, al Cotugno, il marito, Angelo, 52 anni. Una coppia felice che due anni fa, convolando a nozze, aveva coronato un sogno d'amore. “Per me era una seconda madre ed una sorella maggiore – spiega Mariassunta-, lei ha abitato con la mia famiglia fino a quando non si è sposata. Siamo cresciute con lei, con lei facevamo tutto, ed ora non c'è più...”. Cosa sia accaduto lo stabiliranno le indagini dirette dal sostituto procuratore di Benevento Marilia Capitanio e condotte dalla polizia. La ricostruzione della tragedia, in attesa dell'autopsia e dei relativi accertamenti, rimanda ad una ipotesi di intossicazione da botulino, mortale per Gerardina. “Sabato sera hanno mangiato un pizza in un ristorante arianese – ricorda Mariassunta-. Mio zio l'ha condita con dell'olio al peperoncino piccante, ma dopo il primo morso ha sentito uno strano odore ed ha chiesto alla moglie di assaggiarne un pezzo. Domenica entrambi hanno partecipato ad un battesimo nel quale Gerardina era la madrina, poi sono andati in un locale. Lui ha cominciato a star male, l'hanno portato in ospedale. E' stato però dimesso, al pari di mia zia, che lunedì si era rivolta al pronto soccorso”. Il pensiero corre ai terribili momenti di martedì mattina, quando la 46enne è stata ricoverata perchè stava malissimo. “La situazione è precipitata in pochissimo tempo, non c'è stato nulla da fare”, conclude Mariaassunta. Gerardina aveva 46 anni. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE

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BENEVENTO NEWS Studenti intossicati dal monossido al S. Marco, ecco i motivi della condanna A luglio la sentenza della Corte di appello che aveva riformato quella di primo grado

1 Novembre 2023, 11:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

studenti intossicati dal monossido al s marco ecco i motivi della condanna

INSERITO DA MORENA MOTTA Benevento. “Deve anzitutto riconoscersi in termini di certezza la circostanza che i malori accusati dalla molteplicità dei partecipanti alla manifestazione tenutasi presso il Cinema Teatro San Marco sia stata la conseguenza della inalazione di quantità eccessiva di monossido di carbonio, come emerge dalla natura e tipologia dei sintomi descritti dalle persone offese - univocamente riconducibili a tale evenienze — e come riscontrato anche strumentalmente dalle analisi ematiche effettuate in ospedale”. E ' uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza con la quale la Corte di appello, lo scorso 12 luglio, riformando la decisione del Tribunale di Benevento, che l'aveva assolta, ha condannato a 6 mesi, pena sospesa, per lesioni colpose -dichiarata prescritta l'accusa di immissione di fumi dannosi-., Gina Pompea Faraonio (avvocati Dario Vannetiello e Angelo Leone), legale rappresentante della 'Fa.Fa snc', la società che gestiva i locali dell'ex cinema San Marco, teatro dell'intossicazione da monossido di carbonio della quale erano rimasti vittime, il 20 gennaio del 2016, tanti studenti di scuole di Benevento e della provincia che stavano prendendo parte ad un convegno del Festival filosofico del Sannio al quale era stato invitato, come relatore, Massimo Recalcati. Scrivono i giudici: “Alla luce degli elementi utilizzabili deve quindi ritenersi accertato che le lesioni personali patite dalle persone offese fossero conseguenza della inalazione di monossido di carbonio; che all'interno dei locali fosse al momento dei fatti presente una concentrazione di detta sostanza superiore alla soglia massima di legge, c che ciò fosse conseguenza dcl cattivo funzionamento dell'impianto di riscaldamento dei locali medesimi, atteso che alcun impianto di riscaldamento rilascia monossido di carbonio in condizioni di fisiologico funzionamento”. La Corte sottolinea due circostanze: la prima , “confermata dal perito (era stato scelto dal Gip per l'incidente probatorio ndr) in occasione della deposizione dinanzi alla Corte, che all’atto dell'accesso finalizzato all'espletamento dell'incidente probatorio, era stata rilavata la effrazione dei sigilli apposti al locale caldaia, che i presenti (in ordine alla identità dei quali il perito non era in grado di fornire alcuna indicazione), inverosimilmente ascrivevano all'operato degli stessi Vigili del fuoco”. E ancora: “Tale circostanza, che il Giudice di prime cure mostra di trascurare, travolge la attendibilità degli esiti degli accertamenti svolti dal Perito (che pure rilevava criticità nella canna fumaria e nello scarico dell'impianto): a prescindere infatti dalla identificazione degli autori della violazione/rimozione dei sigilli, viene meno la garanzia della mancata modificazione dello stato dei luoghi che della attendibilità di tali accertamenti è indefettibile presupposto. Gli esiti dell'incidente probatorio non possono pertanto essere valutati a confutazione di quelli effettuati dai Vigili del Fuoco, la cui attendibilità non è peraltro posta in alcun modo in discussione dallo stesso Perito”. L'altra circostanza è relativa al “tema dell'avvenuto adempimento, da parte della imputata, degli obblighi di manutenzione inerenti la propria posizione, per il tramite di un intervento affidato a Messina Paolo junior che lo avrebbe effettuato in data 18 gennaio 2016, quindi appena due giorni prima degli eventi”. Messina, che sta scontando la condanna per l'omicidio Rosiello, era stato ascoltato in videoconferenza. Dichiarazioni che la Corte ha ritenuto “non attendibili, anzi le stesse appaiono modellate sulle esigenze difensive dell'imputata”, disponendo la trasmissione alla Procura di Napoli degli atti riguardanti quelle relative ad un secondo intervento di manutenzione il 6 ottobre del 2017, che la Corte ritiene “non sia mai avvenuto”. La Corte ha anche condannato Faraonio al risarcimento dei danni alle sessantasette parti civili, rappresentate dagli avvocati Vincenzo Regardi, Alessandro Della Ratta, Mario Cecere, Roberto Pulcino, Pietro Farina, Tonino Biscardi, Vittorio Fucci, Nicola Covino, Pierluigi Pugliese, Massimiliano Cornacchione, Elena Cosina, Antonio Laudanna, Nunzia Meccariello, Francesco Iacuzio, Maurizio Giannattasio, Lucio Giuseppe Martino, Mariangela Crisci, Angelo Montella, Teresa Napolitano, Antonella Maffei, Paolo Abbate, Fiorita Luciano, Mario Izzo, Katia Iannotti, Antonio Suppa e Giuseppe Sauchella. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE

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CASERTA NEWS "Detenuto rompe naso ad agente con una testata: Ora basta!" Sappe: "Sono violenze annunciate: serve più personale e strumenti di difesa come i taser"

1 Novembre 2023, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

detenuto rompe naso ad agente con una testata ora basta

INSERITO DA MORENA MOTTA Santa Maria Capua Vetere. “Gravissimo episodio di violenza nel carcere di S. Maria Capua Vetere contro un ispettore di Polizia Penitenziaria al quale un detenuto, con una testata, ha fratturato il setto nasale nel Reparto Tamigi. Basta! È ora della tolleranza zero ed è ora che a S. Maria Capua Vetere prenda servizio il dirigente di Polizia individuato come Comandante di Polizia Penitenziaria. Il personale di Polizia Penitenziaria è sempre più stanco delle continue aggressioni e violenze subite e auspica in un celere intervento da parte dell’Amministrazione a livello nazionale”. Lo dichiara Vicenzo Berrini, segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, dopo il grave episodio avvenuto oggi nella Casa circondariale: “Non ci sono più parole per descrivere le gravi condizioni di disagio lavorativo in cui versa la Polizia Penitenziaria”, denuncia Tiziana Guacci, segretario regionale per la Campania del SAPPE. “Le quotidiane grida d'allarme del SAPPE continuano a rimanere incredibilmente inascoltate dai preposti vertici istituzionali: solo proclami e belle parole, ma, di concreto, il nulla. Queste sono violenze annunciate, commesse in una struttura in cui manca personale, strumenti di difesa individuale come il taser ed un regime di sicurezza proporzionato alla tipologia di detenuti di alta pericolosità”. Capece, segretario generale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria che esprime all’Ispettore ferito nel carcere sammaritano “la solidarietà e la vicinanza del SAPPE”, evidenzia come le intolleranze dei detenuti ed il grave episodio provocato da uno di loro è “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici. Servono risposte ferme da parte del DAP, anche destinando carceri dismesse come l’Asinara e Pianosa per contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione. Quel che è accaduto nella Casa circondariale di S. Maria Capua Vetere testimonia una volta di più l’ingovernabilità delle carceri regionali e la strafottenza e l’arroganza di una parte di popolazione detenuta violenta che anche in carcere continua a delinquere, ad alterare l’ordine e la sicurezza, evidentemente certa dell’impunità. È ora che a S. Maria Capua Vetere prenda servizio come Comandante di Reparto il dirigente di Polizia Penitenziaria individuato: non è più tempo di rinvii e incertezze!”. OTTOPAGINE

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS “Vi ho preso per il collo come si fa con le galline”, medico aggredito a Lago Patria dalla figlia di una paziente

1 Novembre 2023, 11:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Vi ho preso per il collo come si fa con le galline”, medico aggredito a Lago  Patria dalla figlia di una paziente

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA “Vi ho preso per il collo come si fa con le galline”. Queste le parole della figlia di una paziente che ha aggredito un medico geriatra durante una visita di controllo a Giugliano, precisamente a Lago Patria. La colpa del medico? Non aver aspettato la madre che era uscita per delle commissioni. La denuncia arriva da Nessuno Tocchi Ippocrate che ha pubblicato anche il video: “Ottimo lavoro della collega che ha avuto la prontezza di riprendere il tutto con il suo smartphone……ecco l’importanza della prova video fondamentale nella denuncia per aggressione! Sconvolgenti le urla della collega “aiuto questa mi uccide……aiutatemi sono un medico” mentre il cellulare continua a filmare dal suolo!” INTERNAPOLI

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SEZ. POLITICA De Luca da Del Debbio: "Gran parte dei dirigenti Pd ha interesse ad avere mezze 'pippe' al fianco"

1 Novembre 2023, 10:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La doccia gelata da Schlein sul terzo mandato: "Non è previsto dalla legge. Vincenzo De Luca ricordo che è stato eletto per la prima volta nel 1993, quando io avevo 8 anni"Vincenzo De Luca, ospite di Dritto e Rovescio su Retequattro, ha ribadito la volontà di ricandidarsi, nonostante il divieto vigente del terzo mandato, alla presidenza della Regione Campania: "Intendiamo completare il programma che stiamo sviluppando. Abbiamo 15 ospedali nuovi da completare, il sistema dei trasporti, il piano per l'autonomia idrica", il programma del governatore, che non teme neppure i possibili rivali alla presidenza. "Noi siamo buoni samaritani, accogliamo a braccia aperte tutti quelli che si vogliono candidare". La doccia gelata da Schlein "Il terzo mandato in questo momento non è previsto dalla legge. So che Vincenzo De Luca ha scritto un libro, ricordo che è stato eletto per la prima volta nel 1993, quando io avevo 8 anni. Il titolo giusto del libro dovrebbe essere "grazie Pd". Il Pd è una grande comunità non è la sua segretaria, e sarebbe giusto ringraziarlo", è la riposta della segretaria del Pd Elly Schlein a Che Tempo che fa. "L'annuncite" difetto del governo Meloni "Gran parte degli attuali dirigenti del Pd- è la risposta di De Luca - ha interesse ad avere mezze pippe al fianco perchè, come diceva Gramsci, occorre fare il deserto per emergere e distinguersi. E questo è il risultato". Riguardo al governo Meloni, secondo De Luca "ha maturato il vizio di quelli precedenti: l'annuncite, si annunciano cose che poi scompaiono. Gli extra profitti delle banche da tassare, gli asili nido gratuiti, la flat tax, il tempo di lavoro ridotto... tutto scomparso. C'è solo una misura importante: la riduzione del cuneo fiscale, che però vale solo per un anno e dunque non produrrà benefici e i 15miliardi per tagliarlo sono altri debiti che lasciamo a quelli che verranno dopo. Ma era proprio necessario inondare l'Italia di promesse che non si potevano mantenere?".NAPOLITODAY

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SEZ. ECONOMIA A quanto ammonta la retribuzione media annua dei napoletani? Le cifre

1 Novembre 2023, 10:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA I dati dell'analisi dell'Ufficio studi della CGIA: un lavoratore dipendente della Città Metropolitana di Milano due anni fa percepiva il 90 per cento in più di un collega occupato nel capoluogo campano Come in molti paesi d’Europa, anche in Italia le differenze salariali a livello territoriale sono importanti. Nel 2021, ad esempio, la retribuzione media lorda annua dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato nella Città Metropolitana di Milano era di 31.202 euro, a Napoli, invece, di 16.435 euro. Praticamente nella 'capitale economica' del Paese un ipotetico lavoratore dipendente medio due anni fa percepiva il 90 per cento in più di un collega occupato nel capoluogo campano, a fronte di una retribuzione media nazionale che, invece, ammontava a 21.868 euro. E' quanto emerge dall’elaborazione eseguita dall’Ufficio studi della CGIA su dati INPS, che ripropone l'antica questione degli squilibri retributivi presenti tra Nord e Sud, ma anche tra le aree urbane e quelle rurali. Questione che le parti sociali hanno tentato di risolvere, dopo l’abolizione delle cosiddette gabbie salariali avvenuta nei primi anni ’70 del secolo scorso, attraverso l’impiego del contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL). L’applicazione, però - rileva la CGIA di Mestre - ha prodotto solo in parte gli effetti sperati. Le disuguaglianze salariali tra le ripartizioni geografiche, infatti, sono rimaste tali perché nel settore privato le multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le società finanziarie/assicurative/bancarie, che tendenzialmente riconoscono ai propri dipendenti stipendi molto più elevati della media, sono ubicate prevalentemente nelle aree metropolitane del Nord. Disuguaglianze salariali a livello geografico importanti, ma più contenute rispetto agli altri Paesi Tuttavia, se invece di comparare il dato medio tra aree geografiche diverse lo facciamo tra lavoratori dello stesso settore, le differenze territoriali si riducono e mediamente sono addirittura più contenute di quelle presenti in altri paesi europei. Pertanto, possiamo dire che in Italia le disuguaglianze salariali a livello geografico sono importanti, ma, grazie a un preponderante ricorso alla contrattazione centralizzata, abbiamo differenziali più contenuti rispetto agli altri Paesi. Per contro, la scarsa diffusione in Italia della contrattazione decentrata - istituto, ad esempio, molto diffuso in Germania - non consente ai salari reali di rimanere agganciati all’andamento dell’inflazione, al costo delle abitazioni e ai livelli di produttività locale. Secondo l'Ufficio studi della CGIA per innalzare gli stipendi dei lavoratori dipendenti, in particolar modo di quelli con qualifiche professionali minori, bisognerebbe continuare nel taglio dell’Irpef e diffondere maggiormente la contrattazione decentrata. Oltre ad estendere l’applicazione della contrattazione decentrata, per appesantire le buste paga sarebbe necessario rispettare le scadenze entro le quali rinnovare i contratti di lavoro. Al netto del settore dell’agricoltura, del lavoro domestico e di alcune questioni di natura tecnica, al 1° settembre scorso il 54% dei lavoratori dipendenti del settore privato (quasi 7,5 milioni di dipendenti su un totale che sfiora i 14 milioni) aveva il CCNL scaduto. L'analisi provinciale delle retribuzioni: Napoli in 73esima posizione Dall’analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nell'anno 2021, Milano è stata la realtà con gli stipendi più elevati: 31.202 euro. Seguono Parma con 25.912 euro, Bologna con 25.797 euro, Modena con 25.722 euro e Reggio Emilia con 25.566 euro. In fondo alla classifica i lavoratori di Vibo Valentia, che in un anno di lavoro hanno portato a casa solo 11.823 euro. MARIO PARISI NAPOLITODAY

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SEZ- CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Me contro Te il Film - Vacanze in Transilvania

1 Novembre 2023, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ- CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Me contro Te il Film - Vacanze in Transilvania
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Genere: Commedia
Regia: Gianluca Leuzzi
Sceneggiatura: Emanuela Canonico, Andrea Boin, Luigi Calagna, Gianluca Leuzzi, Sofia Scalia
Paese di produzione: Italia
Attori Sofia Scalia, Luigi Calagna, Antonella Carone, Nicola Pavese, Angelica Furlato

Me Contro Te Il Film - Vacanze in Transilvania, film diretto da Gianluca Leuzzi, racconta come i Me Contro Te si ritrovino ancora una volta a vivere un'entusiasmante avventura. Questa volta Viperina, Perfidia (Antonella Carone) e la banda dei Malefici si riuniscono nell'ormai abbandonato laboratorio del Signor S. per complottare contro Luì e Sofì (Luigi Calagna e Sofia Scalia) e mettere in atto un altro piano malvagio contro il mondo. Il perfido gruppo ha intenzione di oscurare il Sole, usando un prezioso diamante delle paure, che trasformerebbe la Terra in un luogo oscuro e desolato. Questo diamante, però, si trova in uno dei posti più spaventosi del nostro pianeta: in Transilvania, nel castello del Conte Dracula. È così che Sofì, Luì, Chicco (Nicola Pavese), Tara (Angelica Furlato) e Ajar si mettono in viaggio alla volta della Romania per raggiungere la Transilvania prima di loro. Nel frattempo il Signor S, si mette sulle tracce dl gruppo dei Malefici. Una volta giunti in Transilvania i nostri amici dovranno fare i conti proprio con il Conte Dracula, seguito fedelmente dal suo servitore, Patumièr, e da sua figlia Ombra. Attraverso passaggi segreti, dipinti che parlano e la nascita di nuovi amori, il gruppo dei Me contro Te affronterà le sue parole e imparerà una cosa davvero importante: le diversità sono un valore aggiunto e non un limite, ma soprattutto non bisogna mai temerle.

Nelle Sale

  •  16.45 (Sala L. Denza)
  •  18.20 (Sala L. Denza)
  •  17.00 (Sala 3)
  •  18.30 (Sala 3)
  •  18.00 (Sala 1)
  •  17.30 (Sala 1)
  •  18.30 (Sala 1)
  •  19.00 (Sala 1)

NAPOLITODAY 

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SEZ. VARIE NEWS Battipaglia, emerge necropoli di età romana in via Belvedere I resti sono venuti fuori durante dei lavori alla rete idrica

1 Novembre 2023, 10:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Battipaglia, emerge necropoli di età romana in via Belvedere

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA BATTIPAGLIA  Una necropoli di età romana è stata scoperta nel centro urbano di Battipaglia. I resti, in via Belvedere, sono venuti fuori durante i lavori del consorzio Asis per la rifunzionalizzazione della rete idrica. Lo spazio funerario ospitava all’interno di un recinto o di un monumento funerario un eccezionale sarcofago in marmo greco con coperchio, probabilmente databile al III secolo d.C.

Il sarcofago

Il sarcofago presenta solo uno dei lati lunghi decorato con scanalature ondulate verticali, disposte simmetricamente ai lati di un tondo centrale con sottostante campo rettangolare. Generalmente il tondo e il campo sottostante ospitavano rispettivamente il ritratto del defunto e un’iscrizione dedicatoria, che qui mancano, mentre sono presenti evidenti segni di scalpellatura, forse a indicare che il sarcofago non era stato finito o era stato riutilizzato. In una fase successiva, i defunti sono sepolti in tombe disposte ai lati e al di sopra del sarcofago, realizzate con tegole e in un solo caso in un’anfora.

Reperti danneggiati dai precedenti lavori

Dai corredi delle tombe sono stati recuperati per lo più frammenti di oggetti in bronzo, monili femminili, o elementi pertinenti ad oggetti in materiale deperibile. Le sepolture, così come l’intero contesto sono stati purtroppo già danneggiati dalla messa in opera indiscriminata di precedenti sottoservizi, per cui è stata possibile soltanto un’indagine parziale di alcune tombe. Inoltre la necropoli, sicuramente molto più vasta, si estendeva anche al di sotto dell’attuale SS18 e nella piazzola della stazione di servizio Q8, dove non è stato possibile estendere le indagini.

«Nuove prospettive di ricerca»

«Sicuramente siamo in presenza di un’importante necropoli con recinti e monumenti funerari disposti lungo un importante asse viario antico – sottolinea il soprintendente Raffaella Bonaudo  e questo ritrovamento apre nuove prospettive di ricerca per la conoscenza dell’antica organizzazione del territorio dell’attuale città di Battipaglia, aprendo numerosi interrogativi rispetto all’esistenza di un centro strutturato, cui il sepolcreto doveva afferire». LA CITTA 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA La “Via” delle castagne nell’area protetta Il Parco nazionale regala panorami unici e mozzafiato da vivere e scoprire alla ricerca del più amato frutto dell’autunno

1 Novembre 2023, 10:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La “Via” delle castagne nell’area protetta

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Non solo paesaggi. L’autunno cilentano regala anche tesori gastronomici, come quello delle castagne, la cui raccolta diventa una scusa, buona, per una passeggiata a piedi lungo i sentieri dei sapori. Il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni offre panorami unici e mozzafiato, da vivere e scoprire alla ricerca del più amato frutto dell’autunno, tra i sapori e la tradizione di una volta. Non un sentiero vero e proprio, ma una “Via” – simbolica – della castagna, che unisce in un percorso immaginario i luoghi dove la castagna è regina indiscussa. Piccoli borghi di particolare bellezza da nord a sud del Cilento, come Cuccaro Vetere, Stio, Rofrano, Roccadaspide, San Mauro Cilento, San Rufo, per citarne alcuni, e San Rufo nel Vallo di Diano tra suggestivi terrazzamenti di fitti castagneti. Si pensi poi che i dolci più famosi del Cilento, realizzati con la castagna, sono le pastorelle, fagottini ripieni preparati durante le feste di Natale. E in verità la castagna non è utilizzata solo per la preparazione di dolci, ma anche come farina, per la realizzazione di pane e pasta fresca, come i triddi di Rofrano. A nord del Cilento il Marrone di Roccadaspide è legato da lungo tempo alla storia di questa regione, nella quale sarebbe presente nella zona di coltivazione sin dal secolo XI d.C. Preziosi manoscritti, conservati nell’archivio della Badia di Cava, documentano l’esistenza già nel 1183-84 di castagneti posseduti dalla Badia nel Cilento, talmente vasti da richiedere la presenza sul posto di un apposito amministratore. Nell’entroterra cilentano, degustare l’autunno dei prodotti della terra è una poesia da fare a ritmi slow passeggiando tra i vicoli del centro storico di Stio, dove da anni si celebra la Festa della Castagna, immersi in uno scenario mozzafiato, tra i secolari castagneti, quest’anno in scena dal 27 al 29 ottobre con le specialità tipiche a base di castagna, canti e danze popolari cilentane e anche salentine. Anche il Cilento che si affaccia a sud, nel Parco nazionale, è terra di eccellenti castagne e la meta perfetta per una passeggiata a piedi lungo i sentieri dei sapori d’autunno. Attorno al paese di Cuccaro Vetere ci sono alberi antichi di secoli, le cui fronde si tingono d’oro nei mesi autunnali. Sono gli alberi di castagno che offrono un prodotto pregiato. Tra le pietanze cucinate con le castagne a Cuccaro spicca la zuppa di castagne e fasuli e il castagnaccio, oltre alle immancabili pastorelle. Suggestivi castagneti secolari anche alle pendici del Monte Centaurino, a Rofrano. La castagna qui è l’ingrediente speciale alla base di piatti tipici introvabili altrove, basti pensare ai “Triìddi”- pasta fresca preparata con farina di castagne e condita con aglio, olio extravergine di oliva e peperoni cruschi – o ancora ai “Bucchinotti”, piccoli panzerotti fritti con un dolce ripieno di castagne. Anche il territorio di Montano Antilia ha una massiccia presenza di castagni, che da sempre rappresentano un elemento fondamentale della cultura e della tradizione di questa zona. Così come avviene a Futani, una tappa da non perdere per chi è ghiotto di castagne. Un patrimonio agricolo straordinario che qui viene tutelato dalla raccolta selvaggia di non residenti e soprattutto dall’attacco del cipinide, che in alcuni comuni ha portato ad un calo della produzione anche del 70%. Un tesoro prezioso da salvaguardare. LA CITTA

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