SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 22.03.2023 A CURA DI ANGELA CECERE
/image%2F1394276%2F20230322%2Fob_d4194b_angelina-cecere.jpg)
A CURA DI ANGELA CECERE Santa Lea di Roma Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 5,17-30. In quel tempo, Gesù rispose ai Giudei: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero». Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
/image%2F1394276%2F20230322%2Fob_a4c4aa_santo2617.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_cd98ed_2.jpg)
Abbiamo parlato spesso, soprattutto ultimamente, della morte. E lo facevamo anche in maniera leggera, per sfatare la paura di trovarci improvvisamente l’uno senza l’altro. Parlavamo di passato, presente e del futuro che volevamo costruire insieme. Sì perché volevamo invecchiare insieme. Il nostro rapporto non ha fatto tanto bene solo a noi, ma anche a tutte le persone che ci sono state vicino Mi hai reso una persona migliore, Andrea, ed eri orgoglioso di me, di quello che sono diventata. Avevi un senso del rispetto infinito. E l’hai dimostrato anche quando sei entrato nella mia vita e in quella di mia figlia Isabel, in punta di piedi, sapendo quanto fosse delicata la mia situazione. Hai saputo affiancarti a noi ogni giorno con immenso amore, dedizione, presenza, speranza. Sì perchè tu c’eri davvero e c’eri sempre. Per me ed Isabel sei stato un punto di riferimento unico. Ci hai fatto felici e ci hai regalato talmente tante gioie ed emozioni, che almeno queste, nessuno potrà mai portarcele via. Come ha detto Isabel, dalla sua genuina lettura delle situazioni “5 anni sono pochi, ma sono meglio di zero e poi adesso abbiamo una famiglia più grande”.
Per Isy sei stato come un padre, lei ti viveva cosi e tu la vivevi cosi e ogni volta che ti vedeva o ti sentiva era una festa, perché sei riuscito a darle insegnamento e prospettiva, non giudicando mai la sua diversità ma valorizzandola. Hai vissuto la sua fragilità come una ricchezza e lo sbattevi in faccia al mondo, combattendo al mio fianco per cercare una vera inclusione. Per lei avevamo il sogno di costruire un futuro migliore in un mondo che non accetta debolezze e differenze. Ti dico grazie per la persona che sei stata, per quello che ci hai donato, per averci dato la speranza che esistono persone come te che rendono tutto possibile. Poi nel nostro momento di massima felicità, sei uscito di scena, cosi, improvvisamente, da protagonista come c’eri entrato. Non avresti mai accettato di vederci soffrire e farò del mio meglio per continuare la strada, purtroppo troppo breve, che stavamo percorrendo. Ti amerò per un tempo più lungo di quello che mi è stato dato per amarti. Ci sono e ci sarò per la tua cara mamma Anna, per Enrico e per tutte le persone che ti hanno amato e che di te hanno un ricordo indelebile nel cuore.
/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_6db14b_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_0a2c0b_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_d614b9_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_e14cb7_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_680291_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_13341b_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_3bf956_2.jpg)
/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_65fea1_news320150.jpg)
/image%2F1394276%2F20230321%2Fob_95d164_angelina-cecere.jpg)