Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Distrugge quindici auto poi si barrica in casa. Momenti di follia ieri pomeriggio, giovedì, a Bovisio: un ragazzo ha dato in escandescenze
Distrugge quindici auto poi si barrica in casa
Ha distrutto quindici auto parcheggiate, poi si è barricato in casa, fino all’arrivo delle Forze dell’ordine che dopo alcuni minuti di trattativa sono riuscite a farsi aprire la porta. Momenti di paura e follia giovedì all’ora di pranzo tra via Superga e piazza Bonaparte, a Bovisio Masciago. Un 25enne con problemi mentali, di origine africana ma domiciliato in città, ha dato in escandescenze: probabilmente con l’ausilio di un bastone o di alcuni sassi, ha vandalizzato le auto in sosta in via Superga sfondando il lunotto posteriore, il parabrezza o disfando gli specchietti.
Inseguito dai residenti
Una scena che non è passata inosservata ai residenti e ai proprietari di alcune vetture danneggiate che hanno iniziato a rincorrerlo. Il ragazzo ha cercato rifugio a casa, poco distante da piazza Bonaparte. Quindi si è messo a inveire contro le persone che si trovavano in strada.
Non è la prima volta che il giovane crea scompiglio nella zona.
L'intervento delle Forze dell'Ordine
Sono intervenuti cinque agenti della Polizia Locale, due pattuglie dei Carabinieri e i Vigili del Fuoco di Seregno. Dopo alcuni minuti di trattativa, il giovane si è convinto ad aprire la porta ed è stato accompagnato all’ospedale di Vimercate e ricoverato nel reparto di Psichiatria. Numerosi automobilisti si sono poi rivolti alla Polizia Locale per denunciare i grossi danni subiti dai loro veicoli. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Addetto di Farmacia redarguisce un uomo che aveva parcheggiato male bloccando l’intero deposito L’operatore sanitario aggredito è in osservazione SALERNO - Una nuova aggressione nei confronti di un operatore sanitario all’ospedale Ruggi. Ma, questa volta, a finire nel mirino non è un addetto in servizio al Pronto soccorso o nelle altre aree “ingolfate” dalle carenze di personale e dalla recrudescenza del Covid. Ad avere la peggio nel corso del turno del pomeriggio di giovedì è un operatore in servizio presso l’Unità di Farmacia del nosocomio di via San Leonardo. L’uomo, infatti, è stato prima offeso e poi spintonato da uno sconosciuto che era stato in precedenza redarguito per aver sostato in malo modo la propria auto. Il dipendente dell’Azienda Universitaria, infatti, aveva chiesto l’intervento per la rimozione dell’auto del suo aggressore, parcheggiata davanti all’ingresso dell’area destinata allo scarico merci di Farmacia che impediva praticamente ogni operazione. Da qui, dunque, si è scatenata la discussione che ha visto l’operatore sanitario avere la peggio: è finito al Pronto soccorso ed è rimasto sotto osservazione per ore. Un fatto condannato con forza dai delegati Rsu della Cisl dell’Azienda Universitaria guidata dal manager Vincenzo D’Amato che, in una nota, hanno raccontato la vicenda: «Il rispetto delle norme vigenti hanno portato il collega a richiedere lo spostamento dell’autovettura che intralciava il libero transito e la possibilità di scarico e carico di medicinali e presidi per i servizi dell’ospedale, scatenando gesti di estrema violenza da parte dell’utente». I delegati della Funzione Pubblica della Cisl sottolineano che quanto accaduto è «l’ennesimo atto vandalico a danno degli operatori sanitari. Il luogo di lavoro nelle aziende sanitarie da ormai troppo tempo rappresenta un luogo estremamente pericoloso per chi vi opera e finché le autorità competenti non decideranno incisivamente di tutelare attraverso un adeguato potenziamento dei servizi di tutela e sicurezza la situazione non può che aggravarsi. Rafforziamo un concetto semplice e fondamentale: a fine giornata il lavoratore ha il sacrosanto diritto di rientrare a casa sano e salvo» concludono con rammarico i delegati della Cisl. Dure anche le parole del segretario provinciale del sindacato, Alfonso Della Porta : «Il collega, vittima dell’ennesima violenza, è stato trasportato presso il servizio di pronto soccorso, sottoposto ad indagini e cure per aver riportato lesioni e ferite da percosse e sembrerebbe che sia ancora in osservazione. Una questione drammatica a carattere nazionale, ove emerge una marcata regressione sociale e culturale del nostro Paese. A partire dai Pronto Soccorso ma purtroppo anche in ogni servizio e struttura sanitaria pubblica, il rischio di aggressioni è diventata la norma non l’eccezione e bisognerebbe ristabilire presidi di sicurezza ed aumentare gli organici addetti alla vigilanza ». LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 23 LUG - "Mille euro per gli amici di Qualiano": questa la richiesta che l'uomo vicino al clan ha chiesto a una giovane pasticciera, che nonostante la crisi aveva deciso di investire tutto nella ristrutturazione e nel rilancio del suo negozio. Una richiesta estorsiva alla quale la donna, 31 anni, però non si è piegata. I fatti risalgono a pochi giorni fa e si sono verificati a Qualiano, popoloso comune del Napoletano. L'uomo, un 56enne di Giugliano in Campania ritenuto dagli investigatori contiguo al clan Di Rosa, va nell'esercizio commerciale ancora in ristrutturazione e alla giovane proprietaria rivolge senza mezzi termini la richiesta di pizzo. Soldi "per gli amici di Qualiano". L'appuntamento per la consegna dei mille euro è fissato per l'indomani mattina. Nonostante la paura, la giovane commerciante decide di rivolgersi ai carabinieri. I militari della locale stazione organizzano il servizio e all'incontro ci sono anche loro. L'uomo viene bloccato e arrestato. Si trova ora nel carcere di Secondigliano con l'accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalle finalità mafiose. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una bimba di 7 mesi ha rischiato di annegare nella vaschetta per il bagnetto. Tragedia sfiorata a Taurisano, nel leccese, dove un momento di distrazione sarebbe potuto essere fatale per la piccola. Massacra di botte la compagna fino a farle perdere il figlio: arrestato Distrazione rischiosa Intorno alle sette di sera la bimba stava facendo il bagnetto prima di andare a dormire, quando sarebbe scivolata per un attimo sotto l'acqua. Pochi secondi sotto il filo dell'acqua ed è scattato l'allarme: i genitori si sono accorti dell'incidente, ma la bimba - che per qualche secondo non ha respirato, e probabilmente ha ingerito dell'acqua - è diventata cianotica. Cimitero Prima Porta, bagni senza acqua. Denuncia di una disabile: «Non vado più da mamma, perché non posso neanche fare la pipì» I soccorsi Una chiamata d'urgenza al 118, e sono arrivati gli operatori del soccorso, che sarebbero riusciti a indurre la respirazione alla piccola, ma solo alla seconda ventilazione meccanica. La bimba, per gli accertamenti pneumologici, è stata trasportata in codice rosso presso il “Cardinale Panico” di Tricase, ma non correrebbe rischi per la vita. Ora l'indagine dei carabinieri dovrà chiarire la dinamica della vicenda.di Paolo Travisi LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Per la morte della piccola Diana, labambinamortadi stenti, il gip diMilanoha disposto che lamammaAlessia Pifferiresti incarcere: è accusata di omicidio volontario. Il giudice Fabrizio Filice, infatti, ha convalidato il fermo e disposto la custodia in carcere peromicidio volontario nella forma omissivaaggravato dai futili motivi per la 37enne che per più di 6 giorni ha lasciato la figlia di un anno e mezzo a casa da sola facendola morire di stenti.
Alessia Pifferi non si è limitata a prevedere e accettare «il rischio» che la piccola morisse ma, «pur non perseguendolo come suo scopo finale, alternativamente» lo ha voluto, come è risultato anche da varie dichiarazioni del suo interrogatorio, tra cui, come sintetizza il gip di Milano Fabrizio Filice, anche riferimenti alla «paura» e «all'orgoglio di non chiedere aiuto alla sorella». Sorella che avrebbe potuto «in qualsiasi momento andare nel suo appartamento a soccorrere la figlia».
La mamma al gip:«Volevo un futuro con il mio compagno»
«Io ci contavo sulla possibilità di avere un futuro con lui (il compagno,ndr) e infatti era proprio quello che in quei giorni stavo cercando di capire; è per questo che ho ritenuto cruciale non interrompere quei giorni in cui ero con lui anche quando ho avuto paura che la bambina potesse stare molto male o morire».
Con queste parole Alessia Pifferi, interrogata dal gip Fabrizio Filice, ha tentato di giustificare il suo comportamento. Lo si legge nell'ordinanza. Il giudice ha disposto per la 37enne, che ha abbandonato la figlia di un anno e mezzo per 6 giorni, il carcere per omicidio volontario nell'ipotesi omissiva aggravato da futili motivi.
Il giudice ha escluso dunque l'aggravante della premeditazione contestata dalla procura e ha qualificato l'omicidio volontario nell'ipotesi dell'omissione.
«Mamma pericolosa e capace di atrocità»
Una persona «capace di commettere atrocità», pericolosa e che non ha avuto «scrupoli», volendo portare avanti le sue relazioni e divertirsi, ad abbandonare da sola in casa per quasi «sette giorni» nella «culletta» sua figlia Diana di un anno e mezzo, facendola morire di «stenti». È con queste parole che il pm di Milano Francesco De Tommasi tratteggia la figura di Alessia Pifferi, 37 anni e in carcere con l'accusa di omicidio volontario.
Dalle varie testimonianze raccolte nell'inchiesta della Squadra mobile emerge anche la descrizione di una persona che viveva raccontando tante «bugie». Quelle che avrebbe detto al compagno - che ha raggiunto a Leffe (Bergamo) la sera del 14 luglio lasciando la piccola nel lettino della casa di via Parea - quando gli ha spiegato che Diana era al mare con la sorella. «Ero all'oscuro di tutto», ha detto l'uomo, distrutto, davanti agli investigatori. A casa di lui a fine gennaio Pifferi aveva partorito (non si sa chi sia il padre).
Agli inquirenti ha spiegato di essere «disoccupata», ma indagando si è scoperto che aveva entrate con cui riusciva a mantenersi e proprio su questo aspetto, con l'analisi di chat sequestrate nel suo telefono, la Procura sta facendo approfondimenti, a partire anche da quelle frequentazioni di uomini conosciuti sui social. Anche tra marzo e aprile scorso non si sarebbe fatta problemi a lasciare la figlia in casa per una sera per incontrare un uomo, di cui nell'interrogatorio non ha saputo ricordarsi il nome. Colui che, però, stando al verbale della 37enne, le avrebbe dato la «boccetta di En», un potente tranquillante che, si ipotizza, lei potrebbe aver fatto assumere alla piccola otto giorni fa per stordirla, ma anche in altre occasioni.
Tachipirina
«Le ho dato solo qualche goccia di tachipirina, perché aveva male ai denti», ha sostenuto lei, che inizialmente quando è rientrata a casa mercoledì mattina aveva detto, stando alla deposizione di una vicina, che qualcuno aveva lasciato la porta dell'abitazione aperta e che dentro ci doveva essere una fantomatica baby sitter che era scappata. Tutto ciò prima di dire la verità. Anche coi familiari (ha una madre e una sorella) avrebbe mantenuto spesso un atteggiamento di «distanza», condito pure di racconti non veri. Agli stessi agenti intervenuti quel mattino avrebbe detto di essere una «psicologa infantile», 'ballà che pare avesse già utilizzato in passato. Nei prossimi giorni a Pifferi sarà contestata anche l'accusa di «abbandono di minore» per gli episodi precedenti: almeno due o tre fine settimana, dallo scorso giugno in poi, quando lei aveva riallacciato la relazione col compagno di Leffe, che per un periodo si era interrotta.
Ieri è stata sentita dal gip Fabrizio Filice, ma il suo legale, l'avvocato Raffaella Brambilla, non ha voluto chiarire in che modo abbia provato a giustificare il suo comportamento. Era consapevole, e l'ha già detto, che «poteva andare così», che Diana poteva morire senza essere nutrita e accudita per tutti quei giorni. Il pm ritiene che non ci sia alcuna esigenza di richiedere una perizia psichiatrica o di effettuare una consulenza sullo stato mentale della donna, che è sembrata lucida, presente a se stessa e con una volontà, espressa a 'intermittenzà, di fare finta che quella figlia non esistesse, perché bloccava le sue relazioni, la sua vita. La mossa dell'accertamento psichiatrico, invece, dovrebbe giocarsela la difesa e nel procedimento, comunque, è molto probabile che venga disposto. Domani il gip deciderà sulla richiesta della Procura di convalida del fermo e di custodia in carcere.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Alle elezioni ci si presenta non come liste singole, bensì come coalizioni: il Movimento 5 Stelle però sembra essere rimasto da solo Il centrodestra - in netto vantaggio alle elezioni con il 46,6% dei consensi - deve ancora decidere con quale modalità definire il proprio candidato premier. «Ogni partito, dentro la coalizione, correrà per sé, non avremo bisogno di annunciare subito un candidato premier comune. Esattamente come accadde nel 2018». Lo ha detto il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, intervistato da La Repubblica, parlando delle prossime elezioni. Questione principale è «che prima occorra rafforzare la coalizione. Poi si vedrà chi alzerà la coppa». Del resto il regolamento interno, seppure non scritto, prevede da sempre che chi prende più voti, viene sostenuto come possibile premier. Due gli scenari: «Uno è quello che vede un partito nettamente davanti agli alleati, come accaduto in passato. Un altro quello che presenta tre partiti non distanti». La presidente di FdI, Giorgia Meloni, però, difficilmente cederà sulla premiership: Fratelli d'Italia si conferma primo partito in Italia con il 23,8%. «Sono passati 5 anni dal congresso di Trieste. Da quel giorno ci hanno dati per vinti, per spacciati, più volte. Eppure eccoci qua: pronti come non mai per dare futuro e speranza alla nostra Nazione», ha detto. Nel frattempo, Matteo Salvini aprirà per primo la campagna elettorale del Carroccio: lo farà questa sera a Domodossola. Via Twitter ha lanciato un messaggio agli alleati: «Il prossimo premier? Finalmente lo sceglieranno gli italiani: chi prenderà un voto in più avrà l'onore e l'onere di indicare il nome». Dal canto suo, a 85 anni, Silvio Berlusconi coltiverà il sogno di tornare al Senato, dopo la 'cacciata' del 2013 per effetto dell'interdizione dai pubblici uffici prevista dalla legge Severino. E se la vittoria del centrodestra sembra ormai scontata, il centrosinistra sta studiando le proprie possibilità. Enrico Letta aveva detto in diretta televisiva, riferendosi a PD e M5s, che sarebbe stato «difficile che le nostre strade si possano rincrociare». Al momento la strada più probabile è il Partito democratico con vocazione maggioritaria, al centro di una coalizione con alleati ben selezionati. Il PD da una parte guarda a una sinistra con una vocazione ecologista e il mondo dei verdi, dall'altra a un'alleanza con le forze di centro. Il Movimento 5 Stelle sembra essere rimasto da solo. Nell'area progressista - alla quale, Giuseppe Conte ha ribadito, appartiene il suo partito - non c'è praticamente nessuno vicino ai grillini. Bisogna darsi da fare: le elezioni del 25 settembre sono imminenti e i tempi per presentare simboli e liste sono quanto mai contingentati. (Foto di copertina: Matteo Salvini - Foto nel testo: Enrico Letta) IL VESCOVADO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lo scorso 31 maggio, il Comune di Maiori ha deciso la risoluzione contrattuale per «gravi inadempimenti riguardanti i lavori» per l'azienda incaricata dei lavori di riqualificazione dello "Stella Maris". Oggi, 22 luglio, è stato emanato il bando di gara per l'affidamento in appalto dell'intervento, riguardante in particolare il primo piano del blocco "b". Il progetto prevede l'ammodernamento architettonico ed impiantistico dei vetusti ambienti ed una diversa distribuzione funzionale degli stessi. In particolare, il rifacimento dell'impianto elettrico, dell'impianto idrico-sanitario, e di quello di condizionamento, oltre che la creazione di un vano scala con annesso ascensore, tale da rendere l'intero piano autonomamente accessibile oltre che fruibile anche dai diversamente abili. Il termine di esecuzione dell'appalto è pari a 120 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna dei lavori. La spesa complessiva di € 190.264,84 è finanziata con i fondi della Regione Campania - PSR Campania 2014-2020. La presentazione dell'offerta (documentazione amministrativa e offerta economica) deve essere effettuata sulla piattaforma telematica https://app.albofornitori.it/alboeproc/albo_comunemaiorientro e non oltre il termine perentorio delle ore 12 del 22 agosto. IL VESCOVADO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA A partire da oggi 22 luglio, l'Associazione Transboneia 2000, con il contributo del Comune, ha ripristinato il servizio navetta che parte da Dragonea in direzione Marina. Gli orari di partenza da Dragonea sono: 12.30/13.30/18.10, mentre le partenze da Marina sono previste per le 11.50/13.00/14.00/17.45/18.30. In caso di ulteriori informazioni è disponibile il numero telefonico 3384550746. Il Comitato civico di Dragonea tiene a comunicare "un grazie di cuore a nome di tutti noi dell'Associazione Transboneia 2000 al suo presidente per l'impegno profuso nel ripristinare un servizio tanto gradito alle nostre famiglie in queste lunghe e calde giornate d'estate". (Foto: Comitato Civico Dragonea)
INSERITO DA MORENA MOTTA Migliorare ed efficientare i servizi che gli uffici offrono alla comunità cittadina è un passaggio fondamentale per proiettare Cassino tra i comuni italiani più dinamici e moderni. Digitalizzazione, in arrivo a Cassino oltre mezzo milione di euro di fondi che verranno investiti per i servizi al cittadino. Per una transizione digitale dei servizi comunali improntata, per scelta dell’Amministrazione, al miglioramento del rapporto tra PA e cittadinanza, imprese, famiglie: da sempre un caposaldo del programma amministrativo, che continua a portare risultati senza precedenti per la Città su finanziamenti pubblici e ammodernamento della macchina amministrativa. A breve sarà possibile richiedere via web, comodamente da casa, un permesso per parcheggio invalidi o per residenti, per un passo carrabile, per l’occupazione del suolo pubblico, ma anche ottenere bonus economici e contributi, iscrizioni scolastiche, oppure effettuare pubblicazioni di matrimonio, segnalazioni, accedere ai servizi cimiteriali e molto altro. Gli uffici comunali sono già a lavoro per integrare a questi, che sono solo alcuni dei servizi che verranno digitalizzati al 100%, altri strumenti utili, attualmente in fase di elaborazione. Tornando al finanziamento, il nostro Comune ha ricevuto oltre 280.000 euro nell’ambito del bando Pnrr “Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici”: un fondo che ci permetterà di potenziare i servizi digitali più utilizzati dal cittadino già erogati tramite il sito web istituzionale e di integrarne a questi, altri di nuova concezione. Altri 220.000 euro circa arriveranno dal bando “Abilitazione al cloud per le PA Locali”: grazie a queste risorse l’Amministrazione comunale potrà creare nuovi servizi digitali in cloud e migrare quelli esistenti su infrastrutture remote non fisicamente situate in locale, ovvero negli uffici. Il tutto assicurando una migliore e più dinamica fruibilità per l’utente e per l’Ente stesso, innalzando sensibilmente i livelli di sicurezza dei sistemi informatici impiegati. Migliorare ed efficientare i servizi che gli uffici offrono alla nostra comunità cittadina è un passaggio fondamentale per proiettare Cassino tra i comuni italiani più dinamici e moderni. Tanto è stato già fatto in questi 3 anni: basti pensare ai servizi di streaming dei Consigli Comunali online o ai Certificati Anagrafici totalmente digitalizzati, all’attivazione dello Sportello Unico Edilizia e di quello dei Tributi Online o all’implementazione di ImpresaInUnGiorno, passando anche dalla nascita del portale turismo VisitCassino, dalla riattivazione dell’app ComunicaCity, fino ai tantissimi servizi già accessibili in digitale da Linkmate, PagoPa, Spid e Carta d’Identità elettronica, per il pagamento delle rette degli asili, della mensa, delle sanzioni, dell’imposta di soggiorno e di molto altro. FONTE CIOCIARIA24
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ricorso è stato presentato da qualche giorno e il tar ( tribunale amministrativo regionale) ha già provveduto a fissare l’udienza per entrare nel merito. La relazione della commissione elettorale sarà determinante e già si è espressa molto negativamente sulla regolarità del voto ad Agropoli dove sono emerse, scrivono testualmente: ” evidenti incongruenze”. Raffaele Pesce e gli avvocati Elio Cuoco e Antonello Scuderi hanno fatto un lavoro molto deciso e determinato nel dimostrare come il voto del 12 giugno sia irregolare e privo della giusta dimensione. Il precedente di Latina è indicativo, il di latina Tar ha accolto il ricorso del centrodestra, annullando le operazioni elettorali di 22 delle 116 sezioni nelle quali si dovrà tornare a votare. Ma il tribunale amministrativo, ovviamente, ha anche annullato il verbale di proclamazione degli eletti, e come diretta conseguenza decadono, dunque, sia il sindaco e la sua giunta che i consiglieri comunali, in attesa delle elezioni-bis nelle sezioni «incriminate». Qui, spiega il Tar, sono infatti emerse «gravi violazioni nelle operazioni di voto e di scrutinio», con pasticci di ogni genere, comprese vistose correzioni «e abrasioni» nei verbali di seggio. Si va, chiariscono i giudici amministrativi, dalla mancata «corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate» alle discrepanze «tra elettori votanti e numero di voti espressi», da sezioni in cui il numero delle schede autenticate è maggiore del numero degli elettori ad altre nelle quali, per le omissioni presenti nei verbali, «non è stato possibile effettuare un esatto conteggio». Tutto sbagliato, tutto da rifare: e anche se le irregolarità riguardano solo il 19 per cento delle sezioni, consiglieri e sindaco devono lasciare il comune a un commissario fino al ritorno parziale alle urne. In questi giorni ad Agropoli si è sentito vociferare proprio quello che i giudici del Tar di Latina contestano a Latina e proprio per questo è giusto che in una conferenza stampa, già annunciata, anche ad Agropoli venga chiarito cosa si contesta. La città di Agropoli vuole sapere se il voto è stato regolare o i brogli sono reali e palesi come tantissimi cittadini denunciano per non aver trovato il loro voto sui candidati votati. Urge la conferenza stampa perchè la gente vuole sapere cosa può succedere il 26 ottobre giorno della discussione. Se sarà annullata anche ad Agropoli la proclamazione del sindaco e del consiglio comunale. In pratica quali saranno gli scenari possibili. Sergio Vessicchio AGROPOLINEWS