Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La riflessione Aversa. Durante il tempo della Quaresima, l'umanità appare piuttosto smarrita e spaventata di fronte al peso delle situazioni o al cospetto della terribile violenza che la circonda. “Sono scene cui, purtroppo, stiamo assistendo in questi giorni carichi di apprensione e devastazione, a causa di una guerra assurda che semina macerie, dolore e incertezza”, esordisce il vescovo Angelo Spinillo. Violenza, smarrimento e confusione: atteggiamenti e sentimenti che ritroviamo nella parola di Giovanni che spezziamo domani, domenica prossima, 3 aprile 2022, Quinta di Quaresima. L’episodio è quello della donna portata davanti a Gesù per essere condannata a morte mediante lapidazione: una condanna atroce, osserva il vescovo di Aversa, “nella quale tutti i presenti lanciano non solo pietre, ma anche tutto il loro disprezzo e rifiuto verso la vita di una persona. Spesso l’umanità si presenta proprio così: giudicata e condannata, accovacciata su se stessa, incapace di uscire da una condizione di peccato e di umiliazione”. Ma Gesù viene incontro a quest’umanità, ci aiuta a rialzarci e a camminare con lui, chiamandoci alla libertà dell'essere figli. E questa nuova condizione ci rende consapevoli della fragilità di tutti e capaci di abbassare la mano che stringe la pietra del giudizio. Ecco, conclude Mons. Spinillo, “il Signore viene e fa nuove tutte le cose, ci invita ad essere misericordiosi e a stabilire nuovi rapporti con i nostri fratelli”. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Benevento. E' una storia che ha tenuto banco per settimane, sulla quale è poi inevitabilmente calato un silenzio, foriero delle solite inconcludenti allusioni, ora rotto da una novità sostanziale. Il 5 maggio è infatti in programma, dinanzi al Gip del Tribunale di Napoli, il rito abbreviato a carico di don Nicola De Blasio, 56 anni, di Benevento, ex parroco di San Modesto e direttore della Caritas diocesana, in carcere dal 23 dicembre del 2021. In attesa della decisione sull'istanza di trasferimento ai domiciliari in una struttura di Faicchio avanzata dagli avvocati Massimiliano Cornacchione e Vincenzo Sguera, la scelta del rito alternativo – prevede, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena- è arrivata dopo la fissazione del giudizio immediato sollecitato dal Pm. Due le accuse per don Nicola: la prima, datata 3 novembre del 2021, è la detenzione di materiale pedopornografico (950 file immagine e 95 filmati video), mentre l'altra, risalente al 9 febbraio dello stesso anno, prospetta la condivisione, con l'utilizzo della piattaforma telegram, di almeno 6 video con minori. Era stata quest'ultima contestazione - l'ipotesi di scambio di materiale pedopornografico su una chat- ad innescare, su delega della Procura di Torino, la perquisizione compiuta dalla polizia postale il 3 novembre e conclusa, dopo il rinvenimento di file e video nel suo pc, con l'arresto in flagranza di don Nicola De Blasio. Su disposizione del sostituto procuratore Marilia Capitanio, il sacerdote era stato sottoposto agli arresti in casa, confermati dal gip Gelsomina Palmieri, dopo l'udienza di convalida. Un appuntamento nel corso del quale l'indagato aveva sostenuto di aver scaricato il materiale tra il 2015 ed il 2016 perchè intendeva condurre una indagine sul fenomeno della pedopornografia nell'ambito ecclesiastico. Un'attività interrotta quando si era reso conto che era illegale, aveva aggiunto, affermando che da allora quelle immagini non erano più state visualizzate o scambiate. Gli atti erano stati trasmessi per competenza a Napoli, da dove, a distanza di venti giorni, era partito l'ordine di arresto in carcere, anche in relazione all'addebito di condivisione, a febbraio, del materiale. Interrogato, don Nicola aveva ribadito la versione offerta inizialmente, escludendo di aver scambiato foto e riprese. L'ordinanza era stata confermata dal Riesame, la Procura partenopea aveva affidato ad un proprio consulente l'incarico di procedere ad una analisi dei supporti informatici sequestrati al prete. Accanto a questo, esiste poi un ulteriore troncone al centro degli approfondimenti della Procura e della guardia di finanza di Benevento. Riguarda i 170mila euro in contanti che erano stati scovati durante la 'visita' della polizia postale a novembre. Don Nicola aveva spiegato che circa 80mila euro erano offerte per i lavori di ristrutturazione della chiesa, mentre il resto erano risparmi lasciati dai genitori. I soldi erano stati sequestrati due volte – la seconda per una ipotesi di ricettazione -, ma in entrambi i casi il provvedimento era stato annullato dal Riesame. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA I residenti della frazione sono esasperati: "Solo promesse, mai nessuno è intervenuto" Forino. È tenuta ancora sotto osservazione la voragine anella frazione Celzi del comune di Forino. I tecnici comunali hanno transennato l'area e la strada che si collega al fondo. Diversi anni fa un'altra voragine si aprì nella zona di Contrada Petrosa. Anche in quel caso fu un fenonemo causato dalle correnti di acqua. I residenti della zona sono esasperati allagamenti sono all'ordine del giorno costringono spesso la protezione civile a soccorrere le persone nelle loro abitazioni con i gommoni. E' avvilito il signor Raffaele Guarino che da quest'ultima ondata di maltempo ha ricevuto in dono dei terreni e due case allagate. “Qui promettono interventi risolutivi da circa vent'anni ma poi non cambia mai niente. Credo non ci sia realmente la volontà di risolvere il problema. Basterebbe convogliare le acque in qualche modo verso il salernitano”. Un incubo che dura da anni e di cui la popolazione si dice stremata, non solo a causa degli allagamenti, ma anche dei cattivi odori emanati dalle fognature intasate. La situazione al momento e’ monitorata e non c’e’ il rischio che si debbano sgomberare famiglie, ma tra i residenti della frazione Celzi la preoccupazione c'è anche perche’ e’ in vigore l’allerta meteo fino a domani, prorogata dalla Protezione Civile della Regione Campania e di colore giallo. “Teniamo la situazione sotto stretta osservazione – spiega l'assessore con delega all'Ambiente e al Territorio Leandro Apuzza - i tecnici ci diranno se e come intervenire ma per ora non ci sono particolari criticità. Di questi fenomeni qui a Forino negli ultimi 100 anni ne abbiamo avuti almeno 4-5. Ques'ultimo tra l'altro è di proporzioni minori rispetto al passato ma è innegabile che c'è stretta correlazione tra gli allagamenti e questi dissesti repentini dei terreni”. di Angelo Giuliani OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vi sarebbero dei telegrammi che nasconderebbero minacce dietro la decisione di Luca Esposito, genero di Patrizio Bosti, di interrompere la sua collaborazione con la giustizia. La notizia del suo ‘ripensamento’ anticipata da Internapoli nelle scorse settimane (leggi qui l’articolo). Esposito è difeso dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio. Ieri in aula un’altra sorpresa quando il sostituto procuratore Ida Teresi ha consegnato al gip Maria Laura Ciollaro un’informativa della Squadra Mobile di Napoli che ha indagato su presunte pressioni che Esposito avrebbe ricevuto attraverso i media, direttamente in carcere e anche mediante dei telegrammi inviati dal suocero, finalizzate, è l’ipotesi degli inquirenti, a inibire la sua volontà di rivelare i fatti di sua conoscenza. Se le minacce dovessero essere confermate, si spiegherebbe così la sua «retromarcia». Il genero di Bosti smentisce le ‘pressioni’ Esposito, collegato in videoconferenza dal carcere di Terni, però, ha smentito di avere subito pressioni per poi dichiarare, poco dopo, di non avere intenzione di avviare un percorso di collaborazione con la Giustizia. Il genero di Bosti ha però ribadito:«Ho ricevuto solo telegrammi, d’affetto, da mio suocero Patrizio Bosti – ha sottolineato l’imputato durante l’udienza – nessuna minaccia, né in carcere, né dalla mia famiglia». Esposito ha anche voluto affermare di non essere a conoscenza delle indagini della Polizia di Stato i cui risultati sono stati raccolti in una sessantina di pagine che il giudice, dopo averle acquisite dal pm, ha subito voluto mettere al vaglio del collegio difensivo.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Era stato arrestato a seguito di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Napoli Nord – Dottoressa Giovanniello – per spaccio di sostanza stupefacente. Per il giovane Alessandro Staffa, già arrestato in flagranza di reato nell’estate scorsa per le medesime contestazioni, a distanza di sei mesi circa da quell’arresto si aprirono nuovamente le porte del carcere di Poggioreale. La contestazione di spaccio di droghe all’interno del complesso rionale del Parco Monaco di Melito, fortino del Clan Amato-Pagano non regge alle pretese della Procura che chiede anni 9 di reclusione a fronte, invece, della richiesta della difesa dello Staffa che ha fornito argomentazioni idonee a determinare nel Giudice Saladino presso il Tribunale di Napoli Nord la convinzione di comminare una pena di soli anni 3 di reclusione. A fornire una ricostruzione convincente gli avvocati Caserta Alessandro e Celestino Gentile che oltre al risultato di una condanna più bassa rispetto a quella richiesta della Procura, ottengono anche i domiciliari in Giugliano per il giovane pusher. INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ci sono associazioni ambientaliste come Legambiente ma anche comitati di quartiere, associazioni come Arcan sempre attenta alle trasformazioni urbanistiche in atto nel capoluogo e singoli cittadini tra gli stakeholder ai quali questa mattina è stata presentata la proposta degli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Da oggi al comune dì Salerno anche l’attivazione dei laboratori partecipati attraverso specifici tavoli tematici. E’ uno dei passi previsti dall’iniziativa che vede impegnata la società Sintagma nella redazione di un’ipotesi con la quale Salerno cercherà soluzioni agli snodi strategici puntando su soluzioni meno impattanti dal punto di vista ambientale.
È attraverso la partecipazione a questi tavoli tematici che i soggetti coinvolti ed i cittadini salernitani possono conoscere gli aspetti salienti del piano, ma soprattutto presentare proposte e avere dunque un ruolo di protagonista nella redazione definitiva del PUMS per lo sviluppo della mobilità sostenibile nella città di Salerno. Proprio questa aspetto legato alla condivisione degli obiettivi è una delle novità esaltate negli interventi di presentazione sia del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che degli assessori all’urbanistica Brigante e alla Sicurezza Tringali nei loro interventi.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Stamattina il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, a margine del Forum dei Beni Confiscati a Napoli, commentando i diversi e recenti episodi di camorra nei Comuni a nord del capoluogo ha dichiarato: “C’è preoccupazione per la criminalità in alcune zone come a Nord di Napoli, però nello stesso tempo la consapevolezza che l’incremento già previsto di forze di polizia in campo speriamo possa far fronte”. “Un rafforzamento delle forze dell’ordine – ha detto – è arrivato in parte, altre ne arriveranno. Tutte le situazioni vengono verificate dai prefetti in sede di comitato provinciale, quindi si farà un piano di azione complessivo”. LA SITUAZIONE CRIMINALE NELL’AREA NORD SECONDO L’ULTIMA RELAZIONE DIA GIUGLIANO IN CAMPANIA Nel territorio di Giugliano in Campania predomina il clan MALLARDO che negli anni è riuscito a espandere la propria influenza anche in altre zone dell’hinterland napoletano grazie alle coalizioni con altre organizzazioni criminali e alle connivenze con il mondo politico ed imprenditoriale, finalizzate all’infiltrazione soprattutto nei settori dell’edilizia e degli appalti. Il sodalizio assieme ai clan LICCIARDI e CONTINI è al vertice dell’ALLEANZA DI SECONDIGLIANO ma manterrebbe collaborazioni anche con i FERRARA di Villaricca e con le famiglie NUVOLETTA e POLVERINO di Marano. Nel casertano risulta legato ai CASALESI prendendo parte con i BIDOGNETTI e con il clan napoletano LICCIARDI alla federazione criminale denominata “gruppo misto”. Il clan MALLARDO rappresenta una delle organizzazioni camorristiche più strutturate del panorama criminale campano con una catena di comando che garantisce al gruppo la massima coesione e il monopolio degli affari illeciti nei territori di pertinenza, un forte potere economico e una spiccata capacità rigenerativa degli organici nonostante restino detenuti i due fratelli ritenuti a capo del sodalizio, mentre la sorella del defunto boss storico dei MALLARDO sia sottoposta alla misura alternativa della detenzione domiciliare. Gli esiti giudiziari hanno evidenziato anche la proiezione del clan in altre regioni, in particolare nel Lazio e in Toscana, finalizzata al riciclaggio di capitali grazie ad una rete di professionisti e di imprenditori conniventi. Nel dettaglio, il Prefetto di Arezzo nel semestre in esame ha emesso due interdittive antimafia nei confronti di aziende collegabili alla criminalità napoletana. Tra di esse figura una cooperativa che gestisce strutture riabilitative a carattere socio-sanitario, ritenuta a rischio di infiltrazione mafiosa per i legami sussistenti tra un elemento della compagine societaria e i clan MALLARDO, PESCE-MARFELLA di Pianura e il clan dei CASALESI. QUALIANO I MALLARDO hanno da tempo esteso la propria influenza anche sull’area urbana di Qualiano dove tuttavia si registra una rinnovata operatività del clan DE ROSA come emerso dall’indagine gine che il 29 settembre 2020 ha portato all’arresto di 3 pregiudicati ritenuti responsabili di diverse condotte estorsive aggravate ai sensi dell’art. 416 bis 1 c.p. avendo agito “al fine di agevolare l’organizzazione per delinquere di tipo camorristico denominata clan DE ROSA…, operante in Qualiano e nelle zone limitrofe, nonché avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’evocata appartenenza a sodalizi di tipo camorristico e della condizione di assoggettamento che ne deriva”. Un altro episodio estorsivo ai danni di un commerciante è alla base del provvedimento cautelare eseguito il 2 novembre 2020 a carico di un ulteriore affiliato al clan. VILLARICCA Nel comune di Villaricca va evidenziata la scarcerazione per fine pena del capo del clan FERRARA-CACCIAPUOTI che è alleato del clan MALLARDO e gestisce prevalentemente attività di estorsione e di usura come confermato dal provvedimento eseguito il 19 ottobre 2020 dalla Polizia di Stato nei confronti di 5 affiliati. Le indagini sono state avviate a seguito del suicidio di un imprenditore attivo nel settore dello smaltimento dei materiali metallici che, impossibilitato a versare il pizzo, era stato costretto a rivolgersi a persone indicategli dagli stessi estorsori ottenendo un prestito con tassi usurai anche superiori al 15% mensile. L’ipotesi di infiltrazioni della camorra nella locale amministrazione comunale ha determinato il Prefetto di Napoli a nominare il 28 dicembre 2020 una Commissione d’accesso che dovrà valutare l’eventuale sussistenza di condizionamenti criminali all’interno dell’Ente locale. MARANO Il precedente 2 ottobre la stessa Autorità prefettizia aveva disposto l’insediamento di un’altra Commissione d’indagine, per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o collegamenti con la criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Marano di Napoli un territorio nel quale operano i clan NUVOLETTA, POLVERINO e ORLANDO. Il grado di penetrazione dei clan citati nell’Ente locale era emerso lo scorso semestre da un’indagine che aveva riguardato 2 funzionari pubblici e un imprenditore edile, ai quali è stato contestato il concorso esterno in associazione mafiosa e la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio aggravati dalle finalità mafiose per aver favorito il clan POLVERINO. L’inchiesta aveva dimostrato come l’ex Sindaco e l’ex pubblico funzionario avessero accettato danaro da parte di due imprenditori – coinvolti anche nella citata indagine “Antemio” riguardante il Comune di Sant’Antimo – come contropartita dell’aggiudicazione di una commessa di opera pubblica del valore di 40 milioni di euro a favore di una società riconducibile ai corruttori. Le storiche consorterie NUVOLETTA, POLVERINO e ORLANDO da tempo condividono nel territorio di Marano di Napoli il controllo e la gestione delle attività illecite incrementando il loro patrimonio attraverso una proficua attività di narcotraffico anche internazionale (soprattutto di hashish importato dal Marocco quasi in regime di monopolio) e di riciclaggio dei proventi illeciti in molteplici attività imprenditoriali anche fuori Regione e oltre confine. A conferma di tale attività, il 9 ottobre 2020 i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare138 nei confronti di 5 persone ritenute responsabili di associazione finalizzata al traffico di cocaina e hashish aggravata del metodo e dalle finalità mafiose. Le indagini hanno appurato l’operatività del sodalizio anche a Roma con articolazioni sotto il costante controllo dei clan maranesi che inviavano nella Capitale propri esponenti di spicco allo scopo specifico di verificarne l’efficienza. I traffici di droga gestiti dal gruppo criminale tra Marano di Napoli e Roma hanno trovato un ulteriore riscontro investigativo anche nell’altro provvedimento139 eseguito lo stesso giorno dai Carabinieri a carico del figlio del boss NUVOLETTA (ucciso nel 1984 da affiliati alla NUOVA FAMIGLIA). In particolare, l’indagato avrebbe fittiziamente attribuito quote societarie al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione e di agevolare il reimpiego di denaro provento del traffico degli stupefacenti controllato dal clan ORLANDO. Gli attuali assetti criminali vedono in crescita il gruppo ORLANDO (soprannominati Carrisi) la cui evoluzione resta tuttavia strettamente legata alla storia dei NUVOLETTA e dei POLVERINO, oltre che per le descritte collaborazioni criminali, anche in forza dei solidi legami familiari sussistenti tra i diversi gruppi. La consorteria, formatasi a seguito della disarticolazione della compagine militare del clan POLVERINO colpita tra gli anni 2011-2016 da numerosi provvedimenti restrittivi, attualmente risulta attiva anche a Qualiano e Calvizzano. MUGNANO, MELITO, ARZANO, CASAVATORE Gli AMATO-PAGANO continuano a ricoprire un importante ruolo negli assetti criminali dell’area nord della città mantenendo il monopolio delle attività illecite anche nei limitrofi comuni di Melito di Napoli, Arzano, Mugnano di Napoli, Casavatore e Marano di Napoli territori nei quali il cartello gestisce da tempo il principale canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina) anche attraverso narcotrafficanti e broker referenti dell’organizzazione all’estero. Su tali equilibri potrebbe peraltro incidere la recente decisione di collaborare con la giustizia intrapresa da un personaggio ex fedelissimo del boss AMATO. Casandrino, Grumo Nevano e Sant’Antimo Rientrano storicamente sotto l’influenza dei clan PUCA, RANUCCI, VERDE, AVERSANO125 e MARRAZZO i cui maggiori esponenti sono detenuti. Per quanto riguarda la pervasività del clan PUCA nel Comune di Sant’Antimo – sciolto per l’accertato condizionamento mafioso con DPR del 18 marzo 2020 – la commistione con elementi dalla Pubblica Amministrazione e dell’imprenditoria locale è stata conclamata dall’importante indagine “Antemio”128 della DDA di Napoli. Nell’ambito dell’inchiesta il 9 giugno 2020 i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 59 affiliati o comunque in affari con i clan PUCA-VERDE-RANUCCI e ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento personale, rivelazione di segreti d’ufficio, aggravati dal metodo mafioso. Una parte rilevante delle indagini aveva riguardato la “capillare campagna di voto di scambio” e l’”incalzante opera di compravendita di preferenze” poste in essere dagli indagati in occasione delle elezioni del 2017.
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO La guerra in Ucraina, giunta al suo trentottesimo giorno, prosegue con attacchi aerei su numerose città tra cui Odessa e Leopoli, mentre le forze russe, afferma Zelensky, "si stanno ammassando nel Donbass e preparano un'offensiva ancora più potente. Noi non accetteremo alcun risultato se non la vittoria". Almeno 5mila persone sono state uccise a Mariupol, aggiunge il presidente ucraino. Gli Usa, intanto, inviano a Kiev materiale in caso di attacco chimico da parte della Russia e armi hi-tech. La Casa Bianca: "Attacco a Belgorod? Putin è l'unico aggressore".
02 apr 10:47 Convoglio della Croce Rossa ripartito per Mariupol La Croce Rossa internazionale ritenta oggi di evacuare i civili da Mariupol, dove si stima che 160.000 persone siano intrappolate. "La nostra squadra è in movimento questa mattina da Zaporizhzhia a Mariupol. Non sono in grado di dare ulteriori informazioni in questa fase", ha detto un portavoce della Croce Rossa, citato dalla Bbc. Ieri la Croce Rossa ha dovuto abbandonare i suoi piani di inviare 54 autobus e molte auto in città dopo che non è riuscita a ottenere garanzie di sicurezza per il convoglio, ritirandosi nella città di Zaporizhzhia.
02 apr 10:44 Forze russe distruggono le piste aeree a Poltava e Dnipro Le forze armate russe hanno distrutto le piste d'atterraggio a Poltava e Dnipro in Ucraina con attacchi di precisione. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, come riporta la Tass. "Le piste d'atterraggio militari a Poltava e Dnepr sono state disattivate da attacchi missilistici di alta precisione aria-terra", ha osservato. Secondo Konashenkov, la difesa aerea russa ha anche abbattuto due elicotteri ucraini Mi-24 vicino alla città di Sumy, così come 24 droni ucraini.
02 apr 09:33 Kiev: oggi 7 corridoi umanitari, anche Mariupol Sette corridoi umanitari, incluso un nuovo tentativo per evacuare Mariupol, sono previsti per oggi in Ucraina. Lo ha detto il vice primo ministro dell'Ucraina Iryna Vereshchuk, come riporta il Guardian. Il corridoio di Mariupol prevede sia il trasporto privato sia autobus , ha detto Vereshchuk TGCOM24
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Il maltempo è tornato sul nostro Paese con prepotenza accompagnato da una fredda fase dal sapore invernale che ci accompagnerà per tutto il weekend. Tuttavia, ci attende un importante cambiamento sul fronte meteo già nel corso della prossima settimana. Insomma, basta piogge e freddo passeremo addirittura ai primi sapori Estivi specie su alcune regioni. Dando uno sguardo agli ultimi aggiornamenti meteo possiamo vedere come tra Domenica 3 e Lunedì 4 Aprile un profondo vortice atlantico si posizionerà sul Mediterraneo Occidentale. A causa della rotazione delle correnti attorno al minimo depressionario in senso antiorario si innescherà sul suo bordo orientale e quindi su parte dell'Italia la risalita di una massa d'aria molto calda dal Nord Africa. Questa improvvisa pulsazione dell'anticiclone africano avrà una conseguenza diretta sulle temperature che si porteranno velocemente al di sopra della media anche di 5-6°C. In particolare almeno fino a Martedì 5 Aprile sulla Sicilia e sulla Calabria si potrebbero toccare punte massime fin verso i 26-27°C, quindi dal sapore quasi estivo. Anche sul resto dell'Italia ci aspettiamo un aumento dei valori, anche se più contenuto, con le temperature massime che durante le ore più calde raggiungeranno facilmente i 18-20°C complice anche un generoso soleggiamento (soprattutto da Martedì 6 Aprile). Tra Mercoledì 6 e Giovedì 7 l'alta pressione potrebbe perdere un po' di energia e la situazione andrebbe moderatamente peggiorando soprattutto su Campania, Calabria, Basilicata e Puglia con il rischio di qualche rovescio temporalesco. Si tratta ovviamente ancora di un possibile scenario di moderato cambiamento, sarà dunque necessario seguire giorno dopo giorno l'evolversi della situazione. di Mattia Gussoni Meteorologo
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Gli ultimi aggiornamenti meteo confermano il ritorno di freddo e neve (copiosa) sull'Italia a quote davvero molto basse per il periodo. In queste ore è in atto un impulso gelido tardivo che determinerà una fase di maltempo di stampo prettamente invernale con le nevicate che a sorpresa potranno scendere fin quasi in pianura su diverse regioni entro il weekend. Analizzando il quadro sinottico europeo risulta evidente come dalla giornata di Venerdì 1 Aprile un impulso molto freddo in discesa dal Polo Nord è entrato dalla Porta del Rodano (Francia), riversandosi quindi nel bacino del Mediterraneo. Queste masse d'aria molto instabili hanno scavato una veloce depressione dando vita ad un ciclone che ci accompagnerà per tutto il weekend. Come primo effetto ci aspettiamo un crollo delle temperature con i valori termici che si porteranno fin sotto le medie climatiche. Questo favorirà il ritorno della neve dopo tantissimo tempo, a quote bassissime per il periodo, con i fiocchi che si spingeranno fin sotto i 4/500 metri su Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia (Valtellina e Val Chiavenna), in estensione poi alle montagne di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia sempre fino a quote molto basse. Sabato 2 Aprile il vortice ciclonico si approfondirà sul mare Ligure (in termine tecnico questa configurazione viene definita "Genoa Low") richiamando correnti ancora più fredde in arrivo dal Polo Nord. Per questo motivo non escludiamo la possibilità di neve fino a quote di pianura al Nord Ovest (possibili fiocchi a Cuneo) in estensione poi alle regioni del Centro. Tra il pomeriggio e la serata la neve potrebbe farsi vedere addirittura intorno ai 300 metri su Toscana, Lazio, Abruzzo imbiancando città come Rieti e L'Aquila. A sorpresa la neve raggiungerà pure le zone interne della Sardegna (oltre i 400 metri). Successivamente il freddo dilagherà fino alle nostre regioni del Sud innescando nevicate fin verso i 600 metri di quota su Campania, Basilicata e Calabria. Un evento molto significativo considerando che siamo a Primavera ben avviata e che veniamo da mesi davvero siccitosi e tutt'altro che gelidi!