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CILENTO NEWS Serre, questione rifiuti, dopo l’incontro con il Prefetto, sindaco conferma la battaglia a difesa del territorio

7 Aprile 2022, 09:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA A seguito della riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di stamattina tenuta a Salerno dal Prefetto Francesco Russo in merito ai rifiuti provenienti dalla Tunisia e destinati al comprensorio militare di Persano, il sindaco di Serre Franco Mennella interviene sulle prossime azioni che intenderanno prendere. “Credo che per iniziare effettivamente gli spostamenti dei container serviranno delle ordinanze da parte della Provincia – ha detto Mennella -. Noi continueremo ad opporci nei giusti modi senza mettere nessuno nei guai. Resteremo pacifici come sempre e difenderemo il nostro territorio. Non ostacoleremo l’ordine pubblico e non ci opporremo al Prefetto, ma useremo tutto ciò che è in nostro potere: emaneremo ordinanze, se dovessero esserci atti amministrativi ricorreremo al TAR e così via. Perderemo? Non importa, ma noi lotteremo in ogni modo per far sì che la nostra area venga tutelata e non ci arrenderemo”. ANNAVELIA SALERNO RADIO ALFA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Primark apre nel cuore di Milano: 5 piani e 250 assunzioni Uno store da 5 piani in via Torino per il colosso irlandese dell'abbigliamento

7 Aprile 2022, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Primark apre nel cuore di Milano: 5 piani e 250 assunzioni Uno store da 5 piani in via Torino per il colosso irlandese dell'abbigliamento

INSERITO DA ANGELA CECERE Cinque piani in cui trovare abbigliamento per uomo, donna e bambino, prodotti beauty e per la casa: è il nuovo Primark di via Torino. Nel flagship i clienti potranno acquistare le ultime tendenze moda e gli articoli must have per tutti i giorni, così come le collezioni in licenza - tra cui Nba e Disney - oltre a un’area dedicata agli ultimi trend in fatto di denim. Dopo quello di Arese e di Rozzano, ora il punto vendita del colosso irlandese dell’abbigliamento low cost ha aperto nel cuore di Milano, proprio a due passi da Duomo. Facile indovinare che sarà preso d’assalto da migliaia di persone di ogni età. E con 250 assunzioni, di cui 68 giovani alla prima esperienza, divise tra assistenza alla vendita, visual merchandiser e addetti alle risorse umane, Primark rappresenta una risorsa per la città. Al 6° piano ci sono anche i nuovi uffici di Primark Italia, che conta 2500 dipendenti. «I clienti hanno dimostrato, anche durante la pandemia, che amano Primark e questo ci fa pensare in positivo», afferma Luca Ciuffreda, head of Primark in Italia. All’inaugurazione anche il sindaco Giuseppe Sala: «Questo palazzo era vuoto da tanto tempo quindi è una grande responsabilità gestire uno spazio del genere. Queste 250 nuove assunzioni sono una grandissima gioia per noi».

LEGGO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Sant’Egidio del Monte Albino, sequestrata merce da 200mila euro. Denunciato un 57enne

7 Aprile 2022, 09:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un intero carico di merce alimentare, in particolare tonno in scatola e caffè, rubato nel nord Italia, è stato recuperato a Sant’Egidio del Monte Albino dalla squadra di polizia giudiziaria del compartimento polizia stradale Campania-Basilicata. Nel corso dell’indagine, i poliziotti hanno identificato un 57enne salernitano che è stato denunciato per appropriazione indebita. L’uomo, con stratagemmi vari e fingendosi il responsabile del ritiro e della consegna delle merci ai destinatari finali, ha ritirato i beni, per circa 200mila euro, in varie ditte del nord Italia. Ora sono in corso ulteriori indagini per accertare eventuali altre partecipazioni dell’uomo in episodi analoghi. ERSILIA GILLIO RADIO ALFA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Profugo viola quarantena, Tar: non vanno tolti vitto e alloggio Viminale sconfitto da senegalese sfrattato da centro accoglienza

7 Aprile 2022, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO  Profugo viola quarantena, Tar: non vanno tolti vitto e alloggio Viminale sconfitto da senegalese sfrattato da centro accoglienza

INSERITO DA ANGELA CECERE GENOVA, La Prefettura non può togliere alloggio, vitto e vestiario in un centro di accoglienza a un richiedente protezione internazionale che si allontana dalla struttura di cui è ospite violando la quarantena disposta dalle norme anti Covid. Lo ha ribadito il Tar della Liguria nella sentenza con cui ha annullato la revoca disposta dalla Prefettura di Genova e accolto il ricorso di un cittadino senegalese che usufruiva delle misure di accoglienza presso un Cas gestito da una fondazione genovese. Il richiedente protezione internazionale aveva fatto ricorso contro il Ministero dell'Interno impugnando il provvedimento della Prefettura di Genova che gli toglieva le misure di accoglienza, in quanto "come segnalato dai gestori, lo straniero si era ripetutamente allontanato dalla struttura durante il periodo di quarantena obbligatoria a cui era sottoposto". L'interessato si era difeso precisando di essersi allontanato "in due occasioni, per recarsi al lavoro e per sottoporsi alla seconda dose" della vaccinazione anti-Covid.  "Valgono i principi della Corte di giustizia dell'Unione europea - spiega il Tar - Uno Stato della Ue non può prevedere una sanzione consistente nel revocare, seppur temporaneamente, le condizioni materiali di accoglienza, relative all'alloggio, al vitto o al vestiario, dato che avrebbe l'effetto di privare il richiedente protezione della possibilità di soddisfare le sue esigenze più elementari. Si possono prevedere altre sanzioni che producano effetti meno radicali come la sua collocazione in una parte separata del centro di accoglienza, con divieto di contatto con residenti del centro, o il suo trasferimento in un altro centro di accoglienza o in un altro alloggio".

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA C’è una nuova condanna all’ergastolo per la strage di Bologna

7 Aprile 2022, 09:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA C’è una nuova condanna all’ergastolo per la strage di Bologna

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

Paolo Bellini, già coinvolto nelle indagini dei primi anni Ottanta, è stato condannato in primo grado come quinto autore dell'attentato 

Mercoledì Paolo Bellini, ex militante fascista esponente del gruppo Avanguardia Nazionale, è stato condannato in primo grado all’ergastolo con un anno di isolamento diurno per concorso nella strage alla stazione di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980. Bellini, 68 anni, è il quinto condannato come esecutore della strage. Prima di lui, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro erano stati condannati in via definitiva all’ergastolo mentre, in un altro processo, Luigi Ciavardini era stato condannato, sempre in via definitiva, a 30 anni. In un altro procedimento ancora, Gilberto Cavallini, anche lui ex terrorista fascista, è stato condannato in primo grado all’ergastolo. Cavallini deve già scontare otto ergastoli per omicidi commessi come militante dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari, la formazione neofascista fondata negli anni Settanta da Valerio Fioravanti.

 

Il processo a Bellini era iniziato nell’aprile del 2021. È noto come “il processo ai mandanti” della strage del 2 agosto 1980, quando alle 10.25 nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna esplose una valigia con all’interno T4, tritolo e gelatinato (cioè nitroglicerina). Morirono 85 persone.

 

Secondo l’accusa Bellini avrebbe compiuto la strage in concorso con le altre persone già condannate e con Licio Gelli, fondatore e capo della loggia massonica segreta P2, Umberto Ortolani, faccendiere e braccio destro di Gelli, Federico Umberto D’Amato, direttore dell’Ufficio affari riservati del ministero dell’Interno, e Mario Tedeschi, politico eletto con l’allora Movimento Sociale Italiano (MSI) e storico direttore del giornale di destra Il Borghese. Gelli, Ortolani, Tedeschi e D’Amato sono morti. Nel processo conclusosi oggi sono state presentate carte sequestrate tra la villa di Gelli a Castiglion Fibocchi (Arezzo) e la Svizzera, dove Gelli scappò dopo che la loggia segreta P2 fu scoperta.

 

Nelle carte è annotato un versamento di 850mila «come anticipo» (non è chiaro se si trattasse dii dollari o altro), pagato alla vigilia della strage su conti esteri a una persona che secondo l’accusa sarebbe stato Federico Umberto D’Amato. Altre note testimonierebbero bonifici a vari esponenti della destra eversiva. Tra i documenti c’è anche un verbale riservato in cui gli avvocati di Gelli, in visita al ministero dell’Interno, intimavano nel 1987 di andarci piano con le indagini sulla strage della stazione, altrimenti «lui avrebbe tirato fuori gli artigli».

Con Bellini sono stati condannati anche l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, sei anni per depistaggio, e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli a Roma, quattro anni per false informazioni al pubblico ministero al fine di sviare le indagini. Via Gradoli è tra l’altro famosa per essere il luogo dove si trovava uno dei covi delle Brigate Rosse durante il sequestro di Aldo Moro. Secondo quanto emerso durante i processi, gli appartamenti utilizzati come covi erano di società immobiliari che sarebbero in qualche modo riconducibili ai servizi segreti.

 

Il nome di Paolo Bellini era già comparso nelle indagini sulla strage all’inizio degli anni Ottanta. La polizia aveva infatti diffuso l’identikit di un uomo che era stato visto allontanarsi in tutta fretta dalla zona. Gli stessi investigatori avevano indicato la forte somiglianza dell’identikit con il «noto estremista di destra Paolo Bellini». Fu però l’allora moglie di Bellini, Maurizia Bonini, a scagionarlo: disse che suo marito non poteva essere a Bologna alle 10.25 del 2 agosto 1980 perché alle 9.30 era ancora a Rimini, in partenza per le vacanze con la famiglia.

Il nome di Bellini saltò nuovamente fuori durante il processo a Gilberto Cavallini, tre anni fa. Gli avvocati dell’Associazione familiari vittime della strage portarono in aula un video che mostrava gli effetti devastanti della bomba, con i morti, i feriti, le macerie. Di questo video la polizia aveva repertato 25 fotogrammi, ne mancavano però stranamente sette. Cercando tra i faldoni dell’inchiesta i sette fotogrammi mancanti saltarono fuori. Dietro una colonna, poco dopo lo scoppio della bomba, si vedeva un uomo con i baffi. Ancora una volta la somiglianza con Bellini era evidente.

Una fotografia scattata poco dopo l’esplosione alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 (Ansa)

Venne riconvocata in Procura l’ex moglie di Bellini che ammise di aver mentito. Disse: «Pensavo volessero incastrare mio marito, solo dopo ho scoperto che aveva una vita parallela da criminale. La verità è che Paolo la mattina del 2 agosto arrivò a Rimini molto tardi. L’uomo nel video è lui, sicuramente. Lo riconosco dalla fossetta sulla guancia».

La moglie non ne conosceva la doppia vita eppure già negli anni Settanta nella sua città, Reggio Emilia, Paolo Bellini, figlio di un noto fascista, era parecchio conosciuto sia come esponente di estrema destra sia come ladro di opere d’arte. Nel 1976 fuggì dall’Italia dopo aver tentato di uccidere l’ex fidanzato della sorella. Tornò in Italia nel 1978 con un’identità falsa fornitagli da Avanguardia Nazionale: quella del brasiliano Roberto Da Silva.

Ecco cosa aveva raccontato al Post Giovanni Vignali, giornalista, autore del libro L’uomo nero e le stragi, proprio su Bellini:

«Bellini andò a vivere a Foligno dove ottenne il porto d’armi e brevetto di volo, cosa piuttosto strana per un ragazzo che arrivava dal Brasile e che non aveva nessun motivo per dovere o potere girare armato. In aereo, preso il brevetto, volava con un amico di suo padre, Ugo Sisti, procuratore di Bologna. Il procuratore di Bologna si accompagnava a un latitante. E accadde anche che dopo la strage di Bologna il Procuratore Sisti invece di restare a Bologna decise di andare a rilassarsi in montagna. E andò nell’albergo La Mucciatella, di proprietà della famiglia Bellini, sopra Reggio Emilia. Lì lo trovarono i poliziotti che erano arrivati per una perquisizione».

 
 

Bellini entrò di nuovo in carcere nel 1981 quando venne arrestato perché trovato alla guida di un camion carico di mobili rubati. In carcere entrò in contatto con ambienti mafiosi, e fu accusato di essere uno degli ispiratori degli attentati mafiosi al patrimonio artistico del 1993, che colpirono Firenze, Roma e Milano. Finita di scontare la pena per il furto dei mobili, di Bellini non si sentì più parlare fino al 1999 quando venne di nuovo arrestato come sicario, in Emilia-Romagna, per conto di Nicola Vasapollo, ‘ndranghetista del clan dei Dragone-Grande Aracri, uno scissionista in guerra con il suo vecchio clan.

Bellini si pentì e disse di voler collaborare con i magistrati. Ammise 13 omicidi, non tutti di matrice mafiosa. Confessò di aver assassinato il militante di Lotta Continua Alceste Campanile, ucciso a Reggio Emilia il 12 giugno 1975.

Riguardo alla strage di Bologna, Paolo Bellini si è sempre dichiarato innocente. Ha detto: «Sono un assassino, un ladro, ma con la strage non c’entro nulla». Dopo la lettura della sentenza, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha detto:

«Quello che queste condanne sanciscono rappresenta un baratro dell’umanità, che ha toccato la storia politica e istituzionale del nostro Paese. Questa condanna dimostra un filo nero che collega una strategia eversiva che ha tenuto in scacco il nostro Paese per molti anni e gli ha rubato la libertà, inquinando la vita stessa dei cittadini italiani. Questa condanna dice che il 2 agosto non è soltanto una questione di Bologna, ma dell’intero nostro Paese. Credo che le coscienze politiche e istituzionali debbano seriamente riflettere su questo risultato».

FONTE IL POST.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Casalnuovo, bambino di due anni muore travolto dal trattore guidato dal papà: incastrato nella fresa meccanica

7 Aprile 2022, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Casalnuovo, bambino di due anni muore travolto dal trattore guidato dal papà: incastrato nella fresa meccanica

INSERITO DA ANGELA CECERE La tragedia a Casalnuovo, mentre il papà stava facendo dei lavori a bordo del mezzo nel terreno agricolo adiacente alla casa Un bambino di due anni è morto oggi a Casalnuovo in provincia di Napoli, in un terreno agricolo, dopo essere rimasto incastrato in una fresa meccanica del trattore che il padre stava guida. La tragedia è avvenuta a Casalnuovo, in un terreno agricolo di via Cesarea. Il padre del piccolo, un 36enne, era a bordo del trattore mentre faceva dei lavori, nei pressi della propria casa. Il bambino è morto sul colpo. I sanitari del 118 intervenuti non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sono in corso indagini da parte dei Carabinieri della tenenza di Casalnuovo e dei militari del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna. La salma del bambino, sequestrata, è stata trasferita al Secondo Policlinico di Napoli per l'autopsia disposta dell'autorità giudiziaria.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Verona, non rientra in azienda: operaio trovato morto con la testa incastrata nel tombino

7 Aprile 2022, 08:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Verona, non rientra in azienda: operaio trovato morto con la testa incastrata nel tombino

INSERITO DA ANGELA CECERE Due infortuni mortali sul lavoro nel Veronese nel giro di due ore. Un agricoltore è morto a Quinzano, frazione sulle colline di Verona. L'anziano era a bordo di una motozappa che per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri è rimasto schiacciato sotto il mezzo. Invece a Mazzurega di Fumane, in Valpolicella, un operaio 42enne è morto all'interno di un cantiere edile. L'uomo è caduto in un tombino ed è rimasto ucciso sul colpo. Tragedia di FumaneIntorno alle 18.30  nel cantiere di una villa privata in costruzione in località La Ca' del comune di Fumane, è stato rinvenuto il cadavere di un operaio elettricista. L'uomo, 42enne e residente nel Veronese, è  stato ritrovato dal datore di lavoro, titolare di una ditta di impianti elettrici, che non lo aveva visto rientrare in azienda al termine dell'orario di lavoro. Dai primi accertamenti sembra che l'elettricista, unico operaio all'interno del cantiere,  sia rimasto incastrato a testa in giù in un pozzetto di 40 x 40 centimetri ove si era sporto per eseguire lavori sull'impianto elettrico. Procede lo Spisal di Valeggio sul Mincio.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO "Preso in pieno mentre ero in coda". Incidente in A11, racconto da brividi

7 Aprile 2022, 08:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MICHELA MARTINI La scena dell'incidente Pistoia, 6 aprile 2022 – Il racconto del grave incidente che nella mattina di mercoledì 6 aprile è accaduto sull’A11, Firenze-Mare, in cui sono rimasti coinvolti due furgoni e quattro auto, diventa da brividi se visto con gli occhi di chi ne è stato, suo malgrado, protagonista.
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A raccontarci quei terribili istanti è Alessio Borselli, titolare dell’omonima ditta di giardinaggio con sede a Pistoia, che su quel tratto stradale aveva un daily guidato da un suo dipendente di quarant’anni, M. D.

“L’incidente è stato tra Capannori e Lucca est. Io ero in trasferta – spiega Borselli - e sul mezzo c’era alla guida un mio dipendente, che mi ha raccontato come sono andate le cose. Aveva trovato già un incidente in autostrada e, come tutte le macchine e gli altri veicoli incolonnati, aveva rallentato. I testimoni hanno detto che è arrivato da dietro un furgonato che non ha neanche frenato: è andato diritto, ha tamponato il daily che si è impennato, ovviamente è sbandato, ha colpito il guard rail a destra e si è ribaltato. Il mio dipendente, nonostante l’urto, fortunatamente è rimasto sempre cosciente. È riuscito a liberarsi dalla cintura di sicurezza, ma quando ha visto che si trovava all’interno di un veicolo ribaltato nel bel mezzo dell’autostrada ha pensato: è la fine. Perché il sopraggiungere di una macchina lo avrebbe travolto e preso in pieno. E così, nonostante avesse una clavicola rotta, l’istinto di sopravvivenza l’ha portato a uscire dall’abitacolo, si è arrampicato, è stato soccorso da un ragazzo che gli ha aperto lo sportello e, anche se con molta difficoltà, alla fine è riuscito a venire fuori”.

FONTE LA NAZIONE

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Pistoia, i funerali di Leonardo Meucci: cordoglio della città. "Ci lascia un uomo buono"

7 Aprile 2022, 08:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Funerale Leonardo Meucci 
Acerboni/FotoCastellani
 
 
INSERITO DA MICHELA MARTINI La cerimonia funebre e, nel riquadro, l'avvocato Meucci Pistoia, 7 aprile 2022 - La chiesa di San Paolo gremita, dentro con la gente anche in piedi, e fuori, con tutti quelli che non sono riusciti a prendere posto. Una testimonianza potente e visiva, come ha giustamente sottolineato don Breschi durante l’omelia, paragonandola alle "spighe di grano che ringraziano quel seme unico che ha dato loro la vita", di quelle relazioni così diversificate e tutte profonde. Ieri, per l’addio a Leonardo Meucci, 46 anni, scomparso all’improvviso dopo un malore fatale giovedì scorso, c’era una rappresentanza di tutta la comunità pistoiese. Accanto alla famiglia, la moglie Erika Bellari e gli amici, anche i suoi colleghi avvocati, tantissimi, gli amici dello studio Canizzaro e poi tantissimi altri, e i colleghi del mondo politico cittadino, primo fra tutti il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi. Meucci, oltre all’avvocatura ricopriva l’incarico di capogruppo comunale per il partito Fratelli d’Italia. Una partecipazione quella di ieri sentita e non semplicemente dovuta. Lo hanno testimoniato le parole che la famiglia ma anche i suoi amici e colleghi hanno voluto regalare al termine della cerimonia.
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"Mi hai lasciata sola e a malapena riesco a respirare. Eri il migliore dei mariti – le parole della moglie Erika Bellari – Sapevi arrivare in punta di piedi, senza fare rumore. Sono orgogliosa di quello che avevi raggiunto nel tuo lavoro e nel tuo percorso politico. Ora devo farmi forza: spero che tu mi venga a trovare almeno nei miei sogni. Addio amore mio". FONTE LA NAZIONE

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Agrigento, il figlio si uccide in casa: la madre lo trova e muore d'infarto

7 Aprile 2022, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Agrigento, il figlio si uccide in casa: la madre lo trova e muore d'infarto

INSERITO DA ANGELA CECERE L'uomo si è ucciso sparandosi con un revolver. La madre alla vista del figlio suicida non ha retto allo choc e al dolore I cadaveri di madre e figlio sono stati trovati all'interno di una abitazione di via Bachelet a Favara, in provincia di Agrigento. L'uomo, un impiegato 52enne, si è tolto la vita con un revolver legalmente detenuto. La madre, una pensionata di 83 anni, è stata trovata morta nella stanza attigua, verosimilmente per un infarto. La donna potrebbe non aver retto nel vedere il cadavere del figlio suicida. I corpi sono stati trovati da un altro figlio della donna. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri di Favara e di Agrigento. Secondo i sanitari del 118, intervenuti in via Bachelet, a Favara, la salma del 52enne operatore scolastico era fredda, mentre quella della madre, pensionata 83enne, aveva una temperatura più alta: segno evidente - ed è questa appunto l'ipotesi accreditata - che il cuore dell'anziana non abbia retto al dolore e alla disperazione alla vista del figlio suicida. I carabinieri della tenenza di Favara si trovano sul luogo ed è presente anche il comandante della compagnia di Agrigento, il maggiore Marco La Rovere. A coordinare l'inchiesta, aperta dalla Procura di Agrigento, è il sostituto Chiara Bisso. A Favara, subito dopo la scoperta delle salme, si era sparsa la voce di un omicidio-suicidio. Secondo quanto è stato accertato al momento dai carabinieri si tratterebbe invece di un suicidio e della morte, per infarto, dell'anziana madre.

LEGGO

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