Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO Un fascicolo della Procura di Salerno per fare luce su alcune assunzioni “sospette” o addirittura irregolari avvenute negli ultimi anni. Un’indagine ha già portato ai primi provvedimenti con il “congelamento” del contratto a tempo indeterminato - firmato nel marzo del 2020 - di un’operatrice sanitaria di un ospedale dell’Agro Nocerino Sarnese che ricopre anche il ruolo di delegata sindacale. Le stabilizzazioni dei precari effettuate dall’Asl Salerno, adesso, finiscono sotto i riflettori della magistratura. È quanto emerge da una determina firmata nelle scorse ore dal direttore generale dell’Azienda di via Nizza, Mario Iervolino, che ha annullato in autotutela l’assunzione a tempo indeterminato dell’operatrice sanitaria. Svelando anche le indagini avviate dai pm salernitani dopo gli esposti presentati negli scorsi mesi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ma davvero l’unica strada era l’abbattimento e potature così radicali? Caserta. "Le vittime, questa volta, sono gli imponenti lecci e tante altre piante della Villa Comunale di Capua, che tra fine febbraio ed inizio marzo, sono state oggetto di potature, capitozzature e tagli di ogni tipo. Il bellissimo bosco urbano è stato completamente stravolto in un periodo, tra l’altro, in cui inizia la nidificazione dei piccoli uccelli canori che avrebbero riempito l’aria della città con i loro canti e gorgheggi." E' quanto denuncia in una nota il Wwf Caserta. "La situazione della Villa era una vera emergenza? Tutti gli alberi erano malati e pericolosi? La perizia agronomica dice di si, ma davvero l’unica strada era l’abbattimento e potature così radicali? E da quanti anni quegli alberi sono abbandonati a se stessi, senza cure adeguate che forse avrebbero potuto prevenire o ridurre i danni? E oggi rimane solo tanto legno a terra, tanto che dopo quindici giorni dall’inizio dei lavori, gli operai stanno ancora caricando i camion con questo prezioso dono della Natura. Un rifiuto che, o deve essere portato in discarica oppure, visto che si tratta di pregiato e ricercato legno di quercia, verrà molto probabilmente venduto. Siamo certi che i proventi verranno acquisiti dalla casse dal Comune e serviranno a compensare, almeno in parte, i costi dell’operazione. Molti e più urgenti sono invece a nostro avviso le emergenze ambientali di Capua, per esempio la chiusura da quasi quattro anni del Ponte Nuovo sul Volturno, che determina il rallentamento o la paralisi del traffico veicolare, con importanti ripercussioni sulla qualità dell’aria.L’approccio al verde urbano, a Capua come purtroppo in tante altre città da nord a sud - si legge ancora nella nota - è figlio di un equivoco: le piante in città sono considerate solo un capitolo di spesa al pari delle strade o delle fogne, e non “oro verde”, un investimento per il benessere dei cittadini, per il miglioramento della qualità della vita, per l’aumento del valore degli immobili e per la riduzione della piccola criminalità. Forse potrà sembrare strano, ma autorevoli studi dimostrano che dove ci sono alberi e giardini il valore degli immobili cresce e si riduce aggressività e criminalità tra i giovani. Basterebbero anche solo questi due ultimi benefici per giustificare la cura e l’incremento delle piante in città, senza contare il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione dell’inquinamento e dei rumori, la mitigazione degli eccessi termici. Le Nature based solution sono l’unica risposta possibile alla crisi ambientale che ci attanaglia. In un momento storico in cui il contrasto ai cambiamenti climatici è parte fondamentale dell’agenda dei governi di tutte le nazioni del mondo e in cui alberi e arbusti sono considerati parte fondamentale delle strategie di ostacolo alle modifiche del clima, nelle nostre città si va controcorrente. Invece di piantare e curare le piante, si taglia e si uccide. Le piante sono esseri viventi e vanno curate così come si fa con cani e gatti e non manutenute come fossero lampioni stradali. Dov’è il Piano regolatore del verde o il regolamento del verde urbano, norme che stabiliscano regola chiare e certe sia per i privati che per le pubbliche amministrazioni? Tali carenze - conclude la nota - assieme ad un approccio unicamente economicistico, sono tra le cause di questi atti che non migliorano di certo la salute dei cittadini e la resilienza delle città."Il Wwf Caserta, fin dalla sua costituzione, segnala e contrasta queste situazioni, ponendosi però anche a disposizione dei pubblici amministratori per campagne di informazione e sensibilizzazione o per proporre e sviluppare progetti legati al verde urbano.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Sono nove le persone che compaiono nell'avviso di conclusione dell'indagine, firmato dal sostituto procuratore Assunta Tillo,sull'affidamento alla Gesesa, da parte del Comune di Benevento, della gestione del Servizio idrico integrato. Si tratta del secondo troncone dell'inchiesta dei carabinieri sull'inquinamento dei fiumi, nel quale sono stati chiamati in causa Piero Ferrari (avvocati Marcello D'Auria e Andrea De Sanctis), fino al gennaio 2019 amministratore delegato di Gesesa, Oreste Montano (avvocato Marcello D'Auria, ingegnere, Giovanni Colucci (avvocati Giovanbattista Colucci e Raffaele Tecce), commissario straordinario dell'Ato Calore-Irpino e dall'ottobre del 2018 commissario liquidatore dello stesso, Mario Pasquariello, nel 2018 – l'epoca dei fatti, assessore comunale ai lavori pubblici, Maurizio Perlingieri, dirigente dello stesso settore di Palazzo Mosti – entrambi difesi dall'avvocato Sergio Rando- , Giovanni Moriello (avvocato Marcello D'Auria), geologo, Giovanni Quarantiello (avvocato Luigi Bocchino), capogruppo in consiglio comunale di una delle liste a supporto del sindaco Mastella, primo firmatario di un emendamento sottoscritto anche da altri rappresentanti dell'assise, Giovanni Tretola (avvocato Vincenzo Regardi), capo tecnico della Gesesa, Pasquale Schiavo (avvocato Andrea De Sanctis), responsabile servizio manutenzione della Gesesa. Diverse le ipotesi di reato contestate: per Ferrari, Colucci, Montano, Pasquariello, Perlingieri e Quarantiello quella di abuso d'ufficio, prospettata per una delibera del 2018 – Pasquariello l'aveva proposta alla giunta che l'aveva approvata, al pari del Consiglio – sull'individuazione della Gesesa, appunto, come gestore del Scrvizio idrico integrato. Un'iniziativa ritenuta illegittima dagli inquirenti, secondo i quali l'affidamento sarebbe dovuto andare solo a società interamente pubbliche. Per Moriello e Schiavo, in concorso con Montano e Ferrari, una ipotesi di abuso d'ufficio, per Tretola, in concorso con Ferrari, Montano e Schiavo, quella di falso in relazione allo studio di prefattibilità tecnica ed economica del sistema depurativo di Benevento. Infine, per Ferrari, Colucci e Montano una presunta turbativa di gara. Si tratta di una indagine scandita da alcuni interrogatori, dall'appello presentato al Riesame, dal Pm, contro il no del Gip all'adozione di una misura cautelare – gli arresti domiciliari - nei confronti di Ferrari, Colucci e Montano, e dall'annullamento, deciso dal Riesame, di un maxi sequestro per 78 milioni di euro a carico della Gesesa. Ora gli indagati hanno venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive, poi il Pm procederà alle eventuali richiesta di rinvio a giudizio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Schizza al 20% l'indice di positività da covid in Irpinia, con quasi mille casi accertati in 24 ore e 135 positivi nella sola città di Avellino. Numeri da record, da piena emergenza pandemica a conferma della contagiosità del coronavirus. Sono 964 i nuovi casi, emersi dall’analisi di 4.704 tamponi antigenici e molecolari. Nello specifico il rapporto tra test esaminati e contagi e` al 20,5% in Irpinia, mentre si fermava al 19,7% nelle 24 ore precedenti. E il covid uccide ancora è morto al Frangipane un uomo di 84 anni di Savignano Irpino. Tra Moscati e Frangipane sono 48 i malati coronavirus ricoverati. Nel nosocomio del Tricolle ne risultano 23, al Covid Hospital dell’azienda ospedaliera Moscati sono 25 i ricoverati. I sindaci predicano cautela e chiedono a chi non ha completato il ciclo vaccinale di farlo. Numeri lesinati sul fronte della campagna vaccinale per i bambini. Numeri ancora ridotti per gli under 11. Intanto gli hub restano aperti per fornire vaccini e preoccupano le situazioni di molti comuni in cui il virus corre veloce come Montoro, Ariano, Solofra, Grottaminarda e altri paesi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono 9.179 i nuovi casi di Coronavirus in Campania a fronte dei 50.444 tamponi analizzati: questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Si registrano 4 decessi nelle ultime 48 ore.
Positivi del giorno: 9.179 (*)
di cui:
Positivi all'antigenico: 7.983
Positivi al molecolare: 1.196
(*) I dati tengono conto dell'Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento del Ministero della Salute.
Test: 50.444
di cui:
Antigenici: 39.029
Molecolari: 11.415
Deceduti: 4 (*)
(*) Nelle ultime 48 ore; 7 deceduti in precedenza ma registrati ieri.
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 631
Posti letto di terapia intensiva occupati: 37
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 553
(*) Posti letto Covid e Offerta privata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Si indaga Napoli. Quando l’insegnante è entrata in aula non poteva credere ai suoi occhi. Alcune alunne - riferiscono i carabinieri - stavano giocando con due pistole in una scuola superiore di Soccavo a Napoli. La docente impaurita ha immediatamente allertato la preside e quest’ultima il 112. I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli sono intervenuti poco dopo e hanno recuperato le due armi, repliche di una Beretta 92. Erano senza tappo rosso e piombatura interna. Secondo quanto ricostruito, le pistole erano state portate per gioco in aula da uno degli alunni della classe. I suoi compagni, incuriositi, hanno iniziato a passarsele, tra selfie e video per i social. Sono state sequestrate. Accertamenti in corso per chiarire l’origine delle armi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Green Pass, si cambia con l'uscita dello stato di emergenza. Incontro a Palazzo Chigi in tarda mattinata tra il premier Mario Draghi, il ministro alla Salute Roberto Speranza, il coordinatore del Cts Franco Locatelli e il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro. Al centro della riunione, a cui ha preso parte anche il sottosegretario Roberto Garofoli, sarebbe stata la road map per uscire dall'emergenza GREEN PASS: COSA CAMBIA Dal primo maggio, stop a qualunque tipo di green pass per l'accesso ai luoghi al chiuso, dai ristoranti ai cinema alle attività di vario tipo. È questa l'ipotesi allo studio e che verrà discussa dal Consiglio dei ministri. Prevista una cabina di regia per un approfondimento sulla road map per l'allentamento delle misure restrittive contro la pandemia. Nella road map di allentamento delle misure, inoltre prevista l'eliminazione del super green pass per l'accesso agli hotel, mantenendo solo il green pass base, a partire dal primo aprile. Non è però esclusa l'ipotesi di abolire qualunque tipo di green pass per l'accesso agli hotel. Sempre dal primo aprile,l'ipotesi al vaglio è anche di consentire l'accesso ai mezzi di trasporto pubblici solo col green pass base, mentre si prevedrebbe l'eliminazione di qualunque tipo di green pass per i luoghi all'aperto.I primi allentamenti scatterebbero dunque dal 1 aprile mentre ulteriori allentamenti alle misure restrittive scatterebbero dal 1 maggio in un percorso di 'graduale ritorno alla normalità'. Tutte le ipotesi, sempre secondo quanto si apprende, dovrebbero essere discusse a breve in Consiglio dei ministri. In programma anche una cabina di regia. Il decreto sulla road map per l'allentamento delle misure dovrebbe essere licenziato dal Consiglio dei ministri entro la settimana.
INSERITO DA ANGELA CECERE Le associazioni dell'autotrasporto si sono impegnate a scongiurare il fermo nazionale del settore. Lo riferisce la viceministra delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Teresa Bellanova che ha presentato una proposta di protocollo di intesa. «Ne sono assolutamente convinta: un intervento sulle accise non è più rinviabile.Il caro carburante rischia di strozzare questo segmento che è strategico per il paese, ripercuotendosi su altri settori ugualmente essenziali e di prima necessità. Bisogna agire adesso, con coraggio e determinazione. Dopo sarebbe troppo tardi». È con queste parole che la viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Teresa Bellanova ha aperto oggi pomeriggio, nella Sala Mappamondo al Mims, il Tavolo Autotrasporto convocato l'8 marzo scorso. «In queste ultime settimane», ha detto ancora Bellanova, prima di entrare nel merito del Protocollo d'intesa proposto al Tavolo quale punto di equilibrio tra i diversi stakeholder del settore «abbiamo lavorato senza sosta consapevoli delle difficoltà che il settore sta vivendo e della necessità di dare risposte anche a criticità strutturali aggravatesi nel tempo». «È un lavoro che non si ferma con la messa a punto del Protocollo, che mi auguro trovi concordi tutti e possa essere sottoscritto già nei prossimi giorni, e che ovviamente ci vede impegnati insieme all'intera compagine governativa nel dare risposte a tutto il Paese sui costi dell'energia, sul caro carburante e materie prime, sulla evidente necessità di garantire un servizio essenziale come è quello dell'autotrasporto - continua Bellanova -. L'interdipendenza tra settori prodottivi e logistica è evidente, ed è un'evidenza che abbiamo appreso una volta per tutte nei drammatici mesi del primo lockdown. Oggi facciamo un ulteriore passo in avanti, e voglio ringraziare e riconoscere alle associazioni di categoria il contributo importante per il confronto e l'apporto mai venuti meno. Segno evidente che più le questioni sono complesse più sono determinanti la relazione e la condivisione». Quattro, in particolare, i punti rilevanti su cui il Protocollo sancirà, una volta sottoscritto, il punto di equilibrio raggiunto con imprese di autotrasporto e committenza. Innanzitutto, il rispetto della clausola di adeguamento del costo del carburante, elemento essenziale del contratto di trasporto ed i costi indicativi di riferimento, aggiornati almeno trimestralmente dal Ministero, da far diventare obbligatori per i contratti verbali. Quindi i controlli sul rispetto dei tempi di pagamento dei contratti di trasporto, anche mediante il coinvolgimento dell'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato e del Comitato Centrale per l'Albo nazionale degli autotrasportatori, in aggiunta a quanto già in essere. Dunque la revisione della regolamentazione dei tempi per il carico e lo scarico delle merci. Infine, le misure semplificative e agevolative legate all'entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo 1055/2020. Nel Protocollo confermata, come ha sottolineato nel corso dell'incontro la Viceministra Bellanova, la firma di entrambi i Ministeri interessati, Mims e Mef, del Decreto interministeriale per la ripartizione condivisa con le Associazioni di categoria, per il triennio 2022-2024, del fondo di 240 milioni di euro destinati all'autotrasporto, che dunque adesso attende il via libera della Corte dei Conti; l'accelerazione per tutte le procedure di pagamento degli incentivi e dei contributi dovuti; la valutazione già in corso, sul piano normativo, per esplorare ogni soluzione finalizzata ad evitare anche per il corrente anno l'applicazione alle imprese del settore del contributo richiesto dall'Autorità di regolazione dei trasporti. Bellanova: «Intervento su accise non più rinviabile» «Un intervento sulle accise non è più rinviabile: ne sono assolutamente convinta ed è quello che dirò anche al Tavolo Autotrasporto tra poco. Il caro carburante rischia di strozzare un segmento strategico per il paese come quello dell'autotrasporto, ripercuotendosi su altri settori ugualmente essenziali e di prima necessità. Serve agire adesso, con coraggio e determinazione. Dopo sarebbe troppo tardi». Lo ha detto la Viceministra alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Teresa Bellanova, prima di aprire il Tavolo autotrasporto convocato per oggi al Mims. Associazioni: «Servono risposte su risorse e regole» «Servono soprattutto regole e chiaramente le risorse». Ad affermarlo è il presidente di Fai Conftrasporto, Paolo Uggè, parlando con l«Adnkronos prima di entrare alla riunione del tavolo sull'autotrasporto al Mims, convocato dalla viceministra Teresa Bellanova. »Ci attendiamo risposte emergenziali perché la situazione degli aumenti del diesel è insostenibile«, afferma il segretario nazionale di Confartigianato Trasporti, Sergio Lo Monte. Al tavolo, spiega poi il segretario generale di Trasportunito, Maurizio Longo, »vedremo tutte le opportunità che il governo metterà in campo, a cominciare dalla capacità economica. Ma le regole sono sostanziali. Mi aspetto dal Governo un atteggiamento di disponibilità perché questo ci permetterebbe di far fronte ad una riforma della regolazione del gasolio».
INSERITO DA ANGELA CECERE Il piccolo Libero Caridi, di soli tre anni, morto dopo essere stato investito accidentalmente da un'auto in retromarcia, guidata dal nonno. La tragedia è avvenuta a Favignana, nelle isole Egadi in Sicilia e ora il corpo di Libero sarà riportato nel paese d'origine, Cava de' Tirreni in Campania. La madre Viviana, è originaria del comune salernitano, dove in tanti conoscono il padre, stimato medico del posto. Non è escluso che il funerale del piccolo si possa tenere proprio a Cava de' Tirreni, nella chiesa di San Lorenzo Martire dove il parroco Giuseppe Noschese ha organizzato una preghiera con tutti i fedeli, in segno di vicinanza alla famiglia del piccolo. Scopri Anche per Favignana dove il sindaco Francesco Forgione ha proclamato il lutto cittadino per domani, giovedì 16 marzo: bandiere a mezz'asta nel Comune, chiusura degli esercizi commerciali ed abbassamento delle saracincesce dalle 8.30 alle 9.30, con il divieto di fare «qualunque cosa sia in contrasto con il carattere luttuoso della giornata». La vicenda è stata ormai pienamente ricostruita: il piccolo sarebbe infatti stato travolto da una manovra in retromarcia fatta dal nonno, che non si era accorto della sua presenza dietro la vettura. Troppo gravi le ferite riportate: nonostante i soccorsi immediati, il piccolo non ce l'ha fatta. Sotto choc il nonno di 75 anni. La Procura di Trapani ha avviato un'inchiesta, ma ha anche deciso di non sottoporre il corpo del bambino ad autopsia, disponendone la restituzione ai genitori.
INSERITO DA ANGELA CECERE Per la morte di Naima Zahir, 45enne originaria del Marocco e uccisa tre giorni fa a Lentini (in provincia di Siracusa), è stato fermato il marito Massimo Cannone. Nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento della Procura di Siracusa per omicidio volontario ipotizzando il pericolo di fuga. La donna è morta per una coltellata al collo. L'uomo ha sostenuto di averla trovata sul letto di casa, di avere estratto l'arma per cercare di rianimarla, avere pulito il sangue per terra perché il «cervello mi è andato in tilt» e ipotizzato che la moglie «abbia fatto tutto da sola». Domani sarà eseguita l'autopsia. Il fermo per pericolo di fuga Il fermo è stato eseguito da personale della squadra mobile della Questura di Siracusa e del commissariato di polizia di Lentini. L'uomo dopo un lungo interrogatorio era stato lasciato libero, ma indagato per omicidio, anche per permettere di eseguire l'autopsia di domani come "atto irripetibile". Secondo quanto si è appreso, il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Siracusa motivandolo con il pericolo di fuga. Ieri parlando con i giornalisti Cannone aveva fornito una sua ricostruzione dei fatti affermando di essere uscito di casa assieme al figlio diciannovenne, lui per andare in una pizzeria e il giovane a prendere dell'acqua in un supermercato, e quando un'ora dopo è rientrato ha trovato la moglie sul letto, le ha tolto il coltello dal collo e ha tentato di rianimarla, ma era già morta, e con uno straccio ha pulito la pozza di sangue per terra nella stanza. L'uomo ha ipotizzato che la donna, a suo avviso, «ha fatto tutto da sola, poi - ha aggiunto - non lo so...». Cannone ha spiegato di essere andato nel panico alla vista del sangue, di «non sapere quello che facevo», perché, ha detto, «il cervello mi è andato in tilt». Anche oggi l'uomo ha riconfermato la sua ricostruzione parlando con i giornalisti. Una dinamica che non ha convinto la Procura di Siracusa che ha disposto il suo fermo.