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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dario Di Nolfo, studente universitario Erasmus muore nell'esplosione per fuga di gas a Lisbona Nell'esplosione avvenuta venerdì sono rimaste ferite altre cinque persone

9 Dicembre 2021, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dario Di Nolfo, studente universitario Erasmus muore nell'esplosione per fuga di gas a Lisbona Nell'esplosione avvenuta venerdì sono rimaste ferite altre cinque persone

INSERITO DA ANGELA CECERE Tragedia in Portogallo. Uno studente di 27 anni, Dario Di Nolfo, di Agrigento, è morto a Lisbona, a causa delle gravi ferite riportate nell'esplosione avvenuta per una fuga di gas. Il giovane si trovava in Portogallo per l'Erasmus. Nell'esplosione avvenuta venerdì sono rimaste ferite altre cinque persone. Nonostante i tentativi di soccorso il 27enne non è riuscito a sopravvivere alle ferite causate dalla deflagrazione. Secondo quanto riporta la Cnn l'esplosione è avvenuta al primo piano di un palazzo ed è stata seguita da un incendio. Tanti i messaggi di condoglianze postati sui social per la famiglia del giovane studente. Il sindaco di Agrigento Francesco Micciché si associa anche a nome della giunta «al dolore della famiglia dell’amico Roberto Di Nolfo per la morte del giovane figlio Dario». Profondo dolore anche da dirigenti, tecnici, giocatori e collaboratori dell’Akragas Calcio «per la tragica scomparsa in Portogallo del giovane agrigentino Dario Di Nolfo, figlio di Roberto tifosissimo dell'Akragas e da sempre vicino alla Società biancazzurra. L'Akragas esprime la propria vicinanza e le più sentite condoglianze alla famiglia Di Nolfo».

LEGGO

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 09.12.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

9 Dicembre 2021, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 09.12.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Giovedí, 9 Dicembre 2021
S. SIRO
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Settimana n. 49
Giorni dall'inizio dell'anno: 343/22

A Roma il sole sorge alle 07:27 e tramonta alle 16:39 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:53 e tramonta alle 16:38 (ora solare)
Luna: 12.09 (lev.) 22.29 (tram.)

Proverbio del giorno:
Morto un papa, se ne fa un altro

Aforisma del giorno:
Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. (Siracide)

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO IL METEO DEL 09.12.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

9 Dicembre 2021, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO IL METEO DEL 09.12.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Una perturbazione si sposta lentamente verso il Centro-Sud liberando il Nord dalle piogge e dalle nevicate (deboli ancora sull'arco alpino e ultime piogge sul Triveneto). Tempo molto instabile sul resto d'Italia con piogge diffuse e nevicate fino sotto i 900 metri di quota. Maggiori spazi soleggiati sui versanti adriatici centrali. Mar Tirreno meridionale agitato.

 

NORD

Tempo a tratti instabile. La giornata sarà caratterizzata da un cielo a tratti molto nuvoloso o pure coperto sulla pianura centro-orientale e poco o parzialmente nuvoloso sul resto dei settori. Saranno possibili ancora alcune piogge in pianura al Nordest con nevicate in collina, ma piuttosto deboli. Clima freddo. Venti settentrionali.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 2 di Aosta e i 10-11 di Trieste e Genova

CENTRO e SARDEGNA

Un fronte instabile interessa le nostre regioni. La giornata trascorrerà con un tempo spiccatamente instabile su Sardegna, Lazio, Umbria e con precipitazioni sparse, localmente temporalesche e nevose a 700m. Spazi soleggiati isolati, più ampi sui versanti adriatici. Venti occidentali. Mar Tirreno agitato.

Temperature

Valori massimi compresi tra i 6 di l'Aquila e i 12 di Roma

SUD e SICILIA

Tempo in peggioramento sulle nostre regioni. La giornata sarà contraddistinta da un tempo compromesso da piogge diffuse e locali temporali possibili su gran parte delle regioni, ma forti in Campania e Calabria tirrenica. Più sole sui settori ionici. Neve a 800-1000m. Venti forti di Libeccio, mar Tirreno agitato. Temperature Valori massimi attesi tra i 4 di Potenza e i 15 di Palermo

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 09.12.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

9 Dicembre 2021, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 09.12.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE S. Vittore di Piacenza Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,18-22. La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te». E subito quel fico si seccò.
Vedendo ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai il fico si è seccato immediatamente?». Rispose Gesù: «In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Come fare perché l’inclusione scolastica non sia “un’isola”

8 Dicembre 2021, 19:24pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Realizzazione grafica con due omini che cercano di completare un ponte

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Un’ampia analisi di Salvatore Nocera del documento intitolato “L’inclusione non è un’isola”, Mozione Finale del 13° Convegno Internazionale “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale”, tradizionale evento promosso a Rimini dal Centro Studi Erickson e svoltosi nel novembre scorso. In particolare Nocera si sofferma sui “tre ponti necessari” indicati dal documento stesso e riguardanti rispettivamente la formazione iniziale di tutti i docenti sulle didattiche inclusive, gli insegnanti di sostegno e la statalizzazione degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione

Realizzazione grafica con due omini che cercano di completare un ponte

Parla della «necessità di “fare ponti”, per ricucire e spesso cucire ex novo un tessuto sociale ed educativo solidale e creativo, che rischia altrimenti di strapparsi», la Mozione Finale del recente convegno di Rimini sulla scuola, organizzato dal Centro Studi Erickson

L’inclusione non è un’isola è il titolo della Mozione Finale del 13° importante Convegno Internazionale La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale, tradizionale evento promosso dal Centro Studi Erickson di Trento, che si è svolto a Rimini dal 12 al 14 novembre in presenza, proseguendo online sino al 30 novembre, con la partecipazione di migliaia di docenti universitari, insegnanti, dirigenti scolastici, genitori, studenti, educatori e assistenti per l’autonomia e la comunicazione [se ne legga anche la nostra ampia presentazione, N.d.R.].
L’interessantissimo documento prende le mosse denunciando l’emarginazione subita dagli alunni e dalle alunne con disabilità per lo sconvolgimento avvenuto in tutte le scuole a causa della pandemia e dell’inarrestabile crescita del numero delle certificazioni di disabilità, con conseguente  aumento esponenziale del numero di docenti per il sostegno e degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, ancora privi, questi ultimi, di uno stato giuridico nazionale, il tutto con la conseguente  enorme crescita della spesa pubblica, denunciata  recentemente dalla Corte dei Conti.
Segue quindi un appello alla coesione sociale, sconvolta dalla pandemia: «Mai come questa volta – si legge nella mozione – il claim del nostro convegno 2021, “l’inclusione non è un’isola”, vuol essere una speranza e una provocazione perché il Paese, nell’auspicabile recupero della sua vita sociale, sia più capace di inclusione e di equità, avendo compreso dalla catastrofe sanitaria quanto si debba ancora lavorare per una società aperta e solidale. Ecco perché parliamo oggi della necessità di “fare ponti”, per ricucire e spesso cucire ex novo un tessuto sociale ed educativo solidale e creativo, che rischia altrimenti di strapparsi [grassetti nostri in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]».

Ecco dunque i tre “ponti” su cui puntare:
1. Occorre realizzare un ampio sistema di formazione iniziale di tutti i docenti sulle didattiche inclusive, al fine di creare una cultura comune ai docenti stessi, che garantisca l’effettiva presa in carico comunitario del progetto di inclusione degli alunni con disabilità, evitando la delega al solo docente per il sostegno. Su questo “ponte” la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) si batte da anni, ma ancora con scarsissimi risultati.
Anche sul Decreto Ministeriale 188/21 sulle 25 ore di aggiornamento obbligatorio in servizio sulle didattiche inclusive da svolgersi all’inizio dell’anno scolastico, la FISH ha espresso parere positivo, precisando che tali corsi, più che essere corsi teorici di formazione permanente, dovrebbero favorire concretamente la presa in carico del progetto inclusivo da parte di tutti i docenti della classe, formandoli a saper leggere in comune la diagnosi funzionale dell’alunno (il Profilo di Funzionamento, quando finalmente verrà emanato; il Regolamento sulle Linee Guida relative ai nuovi PEI-Piani Educativi Individualizzati, la cui prima bozza, emanata col Decreto Interministeriale 182/20, è stata annullata, come noto, dalla Sentenza del TAR Lazio del 14 settembre scorso); saper formulare collegialmente il PEI e saperlo correggere in itinere, oltreché valutarlo nei suoi risultati apprenditivi.
Purtroppo anche il Decreto Ministeriale 188/21 è stato impugnato dalla CGIL Scuola per mancata previa contrattazione collettiva, e così quella che poteva essere un’importantissima prima realizzazione della presa in carico collegiale del progetto inclusivo è rimasta bloccata. Un’occasione perduta, quindi, che speriamo possa riemergere, tramite la nuova Legge di Bilancio e il dialogo tra Ministero e sindacati, quale norma di sistema per tutti gli anni a seguire.
Con tale auspicio, pertanto, ci si augura che pure i corsi di specializzazione per il sostegno, passati dai due anni formativi delle specializzazioni monovalenti al solo unico anno di specializzazione polivalente, possa tornare al biennio formativo, con un arricchimento più specifico per i diversi bisogni educativi derivanti dalle differenti disabilità, pur rimanendo polivalente ed evitando gli “incidenti di percorso “ denunciati proprio in questi giorni a proposito delle selezioni di ammissione in talune università.

2. L’assegnazione di parte dei quasi 200.000 attuali docenti per il sostegno ai posti comuni in cui sono abilitati, collocando la restante parte ai CTS (Centri Territoriali di Supporto all’inclusione scolastica), per costituire gruppi di consulenza itinerante presso la rete di scuole rientranti nei CTS stessi, con i quali collaborare per garantire una buona qualità dell’inclusione.
Questa proposta è opposta a quella della FISH, che invece da tempo propone l’istituzione di classi di concorso specifiche per i docenti per il sostegno per ciascuno degli ordini di grado di istruzione. Ciò perché attualmente  non esistono  apposite classi di concorso per tali docenti, i quali sono abilitati nelle varie discipline curricolari e, se in possesso della specializzazione per il  sostegno, possono essere utilizzati obbligatoriamente sul posto di sostegno per cinque anni (secondo l’articolo 399 del Testo Unico sulla Scuola, approvato con il Decreto Legislativo 297/94), ma ora anche dopo soli tre anni (a seguito dell’articolo 1, comma 17 del Decreto Legge 126/19, convertito nella Legge 159/19, per tutti i docenti di scuola secondaria immessi in ruolo a partire dal 2021).
Molti di tali docenti, dopo tale “ferma obbligatoria”, passano troppo spesso a domanda su cattedra curricolare, magari per avvicinarsi al proprio domicilio, ciò che crea un’inaccettabile discontinuità didattica che nuoce irreparabilmente agli alunni e alle alunne con disabilità, specie intellettive e relazionali, che costituiscono circa l’80% dei quasi 300.000 alunni/alunne con disabilità.
Personalmente non sarei contrario a questa proposta avanzata da tempo dal professor Dario Ianes, cofondatore del Centro Studi Erickson e regista impareggiabile dei convegni di Rimini con le sue bravissime collaboratrici e collaboratori, purché prima sia pienamente realizzato il primo “ponte”, cioè la formazione iniziale sulle didattiche inclusive di tutti i docenti con almeno una cinquantina di Crediti Universitari Formativi. Infatti, senza tale formazione iniziale, i docenti curricolari continueranno ad essere tentati di rivolgersi ai colleghi specializzati, transitati nei posti curricolari, e quindi la delega non più ad un solo docente per il sostegno, ma a più docenti, non cesserà. Quando però questi docenti specializzati andranno in pensione, che succederà? Ci saranno solo i docenti itineranti dei CTS, ma senza la collaborazione degli insegnanti curricolari privi di formazione iniziale, come potranno assicurare la qualità dell’inclusione scolastica?

3. Terzo “ponte”: la statalizzazione degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, trasferendo gradualmente i fondi assegnati dallo Stato agli Enti Locali e alle Regioni che attualmente provvedono a questo servizio.
Tale proposta è stata proprio nei giorni scorsi affidata ad emendamenti presentati da alcuni deputati del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle al Disegno di Legge Delega sulla disabilità in discussione ora alla Camera, collegato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Disewgno di Legge che deve quindi essere approvato entro il 31 dicembre. Temo però, anzi sono certo, che il Disegno di Legge non si occuperà della scuola e quindi questi importantissimi emendamenti cadranno, permanendo l’attuale competenza degli Enti Territoriali, con  tutte le relative disfunzioni che vengono denunciate dagli stessi assistenti per l’autonomia e la comunicazione. Infatti, gli Enti Territoriali affidano quasi tutti quel compito a delle Cooperative, con gare di appalto indette in estate le cui graduatorie finali, anche a causa dei numerosi ricorsi, mettono a disposizione delle scuole questo personale con mesi di ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico. Inoltre, le remunerazioni offerte dalle Cooperative sono talmente basse rispetto alla professionalità degli assistenti (tranne  rarissime eccezioni, su 26 euro orari previsti dai bandi, solo 9 euro vanno agli assistenti soci o dipendenti delle cooperative), che questi, appena possono, di solito da un anno all’altro (ma talora anche durante l’anno) lasciano l’incarico per attività più rimunerate.
E ancora, molte Cooperative non assumono formalmente tali professionisti, ma pretendono che essi acquisiscano la Partita IVA, divenendo così formalmente lavoratori autonomi, privi quindi, alla  cessazione dal lavoro, di indennità di fine rapporto e di pensione.
Ritengo assai ingenuo, quindi, questo passaggio della Mozione di Rimini che si affida al Disegno di Legge Delega sulla disabilità. Infatti il Disegno di Legge Delega non contiene alcun riferimento alla riforma della scuola e quindi, come già accennato, non si occuperà certamente di tale importante aspetto, i cui disservizi creano una paurosa discontinuità educativa ai danni degli alunni e delle alunne con disabilità, specie intellettive e relazionali.

La Mozione di cui si parla indica altri «ponti di comunità territoriale inclusiva a breve termine», che possono anticipare e accompagnare le tre proposte precedenti, ovvero «una maggiore attenzione a numerosi aspetti organizzativi e di governance cui basterebbe poco per migliorare la qualità delle relazioni professionali e territoriali»:
° A livello di istituto:
– potenziare e valorizzare le figure di sistema;
– semi esoneri almeno nelle scuole con un numero elevato di alunni e alunne con disabilità;
– sperimentare figure interne o territoriali (psicopedagogisti) che possano conciliare il rapporto di fiducia personale caratterizzante le attuali figure di sistema con competenze tecniche specifiche, ma evitando figure apicali che producano, magari involontariamente, processi di delega e di non partecipazione.
°A livello di territorio:
– organizzare reti efficaci e stabili, ben monitorate, partendo dalle tante esperienze positive, ma mai veramente decollate ovunque, come i CTS (Centri Territoriali di Supporto per l’inclusione), integrandole se opportuno con i GIT (Gruppi per l’Inclusione Territoriale), ma garantendo risorse adeguate per poter funzionare con continuità; è importante, inoltre, favorire la consapevolezza, nell’istruzione secondaria, che l’inclusione scolastica degli studenti e delle studentesse con disabilità sia un percorso di transizione alla vita adulta, anche in connessione con la Legge 68/99 sul collocamento lavorativo mirato e personalizzato, perché oggi la transizione è ancora un anello debole delle potenzialità;
– nella governance territoriale, infine, partecipazione multiprofessionale alla funzionalità dei servizi socio-sanitari e del Terzo Settore locali, nella forma dei Patti di Comunità e di relazione professionale e istituzionale continua per la realizzazione di veri progetti di vita (Legge 328/99, la Legge di riforma dell’assistenza sociale).
° A livello nazionale:
– attivare finalmente un servizio efficace di supporto e documentazione, scambio di esperienze, consulenza su temi specifici ecc.

Riprendiamo ora un lungo passaggio della Mozione di Rimini, intitolato Il ponte delle certezze per il governo dell’inclusione: «È sconcertante che, a sei anni dalla Legge 107/15 [cosiddetta “della Buona Scuola”, N.d.R.], non siano stati attuati tutti i Decreti Delegati previsti in quella Legge. La  mancata visione complessiva e condivisa dei processi da attuare per qualificare l’inclusione ha paralizzato una serena e chiara definizione degli aspetti normativi da attuare. Di fatto l’ICF [Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001, N.d.R.] è fermo al palo, e non appare chiara neppure una visione condivisa tra i diversi Ministeri coinvolti. Non si è avuto ancora il coraggio di definire i profili professionali delle diverse competenze dedicate all’inclusione, non si è lavorato per la costruzione di Livelli Essenziali nelle Prestazioni (LEP) efficaci, per darsi i giusti livelli standard di qualità, né a sistemi di valutazione della qualità che aiutino le scuole e il sistema a migliorarsi. Manca un quadro serio di riferimento sulla governance delle competenze territoriali tra scuola, Enti Locali, servizi sociosanitari, tali da immaginare che il “progetto di vita” sia al centro di politiche e pratiche multiprofessionali condivise e armonizzate. La solitudine frequente dell’insegnante di sostegno è pari alla solitudine di molte scuole nel proprio territorio sociale di appartenenza. Non basta dire, per auto-consolarsi, che l’Italia è il paese “più avanzato” in fatto di inclusione scolastica, è necessario invece trovare il coraggio di superare le molte difficoltà e incongruenze presenti. Non si tratta tanto e solo di completare normative necessarie, ma di evitare una confusione normativa e burocratica che sta relegando le scuole a condizioni di forte incertezza, anche per lo scarso rispetto delle loro autonomie, cui si dovrebbero dare finalità chiare, risorse certe, orizzonti sensati e poi una fiducia seria per la loro capacità pedagogica. Non abbiamo bisogno di commi in più, ma di un senso pedagogico e istituzionale chiaro tra tutti i soggetti coinvolti. Insomma, non una nuova bulimia di commi, ma la politica e la pedagogia».
Ebbene, questo ampio passaggio quasi conclusivo della Mozione sembra molto risentire del “pessimismo della ragione e dell’ottimismo della volontà”.

Segue l’auspicio che il Disegno di Legge Delega sulla disabilità e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza possano dare forza a queste richieste di miglioramento della qualità inclusiva, anche perché il primo  provvedimento vuole, secondo la Mozione, calare in tutta la normativa scolastica italiana i riferimenti all’ICF contenuti nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e il secondo offre numerose risorse finanziarie per favorire il dialogo tra scuole autonome e soggetti del Terzo Settore, facendo sì che la scuola eviti l’isolamento e l’autoreferenzialità, garantendo veramente la realizzazione del Progetto di Vita degli alunni e delle alunne con disabilità il quale, cominciando nella scuola con il PEI, abbia uno sbocco efficace nel progetto di vita, per quanto possibile “indipendente” da forme di emarginazione e istituzionalizzazione segreganti, ancora assai presenti nel nostro Paese, specie per le persone con disabilità adulte prive di lavoro e per gli anziani con disabilità.
Purtroppo, però, tali appelli a queste due grandi novità normative poco gioveranno al miglioramento dell’inclusione scolastica, poiché, come ho accennato sopra, il Governo ha deciso che il Disegno di Legge Delega sulla disabilità non si occupi della scuola.
Sarà quindi importante che quanti operiamo per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica facciamo più assegnamento sul Ministero dell’Istruzione e sull’Osservatorio Nazionale per l’Inclusione, istituito presso il Ministero stesso, affinché vengano subito emanati tutti gli atti applicativi del Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione scolastica e venga approvato l’emendamento, magari con atto normativo autonomo, concernente la statalizzazione degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione. Verrebbe così pienamente adeguata la normativa inclusiva ai princìpi sanciti dalla Convenzione ONU, ossia le vere grandi novità che possano realizzare una vera qualità della normativa e dell’inclusione scolastica nel suo complesso. Infatti, solo la Convenzione ONU, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09, inserisce la scuola nella trama delle relazioni arricchenti dei contesti territoriali, in modo che l’inclusione scolastica non rimanga appunto “un’isola”.

di Salvatore Nocera*SUPERANDO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Carlo Ametrano ospite a Professione motori a Odeon giovedì sera  alle 23.00b

8 Dicembre 2021, 19:21pm

Pubblicato da Carlo Ametrano

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INSERITO DA CARLO AMETRANO Lo scrittore stabiese Carlo Ametrano prenderà parte alla trasmissione su Odeon TV condotta da Filippo Gherardi e Martina Renna

 

Carlo Ametrano ospite a Professione motori a Odeon giovedì sera  alle 23.00

 

«La grande meta della vita non è la conoscenza, bensì l’azione» scrisse Thomas Henry Huxley, filosofo e biologo britannico del 1800′. Ed è ciò che evidentemente aveva realizzato anni fa il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence meglio conosciuto come il grande Lawrence d’Arabia. Agente segreto militare, archeologo e scrittore a cavallo dei secoli 800’/900′. Un eroe ancora oggi ricordato da queste parti per essere stato uno dei capi della rivolta araba durante la prima guerra mondiale. Per la sua grande opera, per lo spirito di abnegazione e l’impegno profuso nella sua attività militare fu decorato con la Legion d’Onore. E, alla prima gara in Arabia in  Formula Uno, ricca di colpi di scena(e bandiere rosse) vince Hamilton davanti a Verstappen e Bottas. Ora i due sono a pari punti in classifica in vista dell’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi.

 

A parlare e analizzare quanto accaduto in Arabia Saudita, in attesa dell'ultimo e scoppiettante Gran Premio d'Abu Dhabi, sarà il nostro collega Carlo Ametrano che giovedì sera alle ore 23.00 sarà ancora in Televisione. Sarà infatti ospite della Prestigiosa Emittente Odeon TV nel programma “Professione Motori ” visibile sul canale 177 del Digitale Terrestre.

carlo-ametrano-Griglia-di-Partenza.Carlo non è nuovo a questi importanti appuntamenti visto che oramai sono anni che lo scrittore stabiese è ospite in tutta Italia dei salotti della Formula Uno dove con passione e maestria racconta le gesta dei piloti che ogni anno fanno sognare milioni di tifosi in tutto il mondo.  Con Filippo Gherardi e Martina Renna, Carlo è pronto a farci emozionare ancora una volta con il suo cuore come recita il suo lavoro sul grande Senna.

Carlo ci tiene a ringraziare di cuore Odeon, Filippo Gherardo e Martina Renna per questa grandissima occasione. Per lui, esser entrato in questa famiglia, è motivo di grande orgoglio.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Lo scontro finale tra Hamilton e Verstappen raccontato da Federica Masolin

8 Dicembre 2021, 19:20pm

Pubblicato da Carlo Ametrano

F1 - Gp Arabia Saudita 2021-Analisi prestazionale: W12 ritmo superiore.  Ferrari fatica sull'attivazione dei compound | Formula Uno Analisi Tecnica

INSERITO DA CARLO AMETRANO La giornalista di Sky Sport F1 è intervenuta in esclusiva a Passione Formula Uno in vista dell'ultimo Gran Premio dell'anno

 

Lo scontro finale tra Hamilton e Verstappen raccontato da Federica Masolin

 

Federica Masolin, giornalista e conduttrice di Sky Sport F1, è intervenuta in esclusiva ai microfoni di Marco Palomba e Carlo Ametrano nel corso della rubrica "Passione Formula Uno". Con Federica, è stato fatto il punto sull'incredibile lotta mondiale tra Hamilton e Verstappen e sull'emozione di tornare domenica nel paddock per il Gran Premio d'Abu Dhabi. Ecco le sue dichiarazioni:

 

Federica, una stagione di Formula Uno incredibile, soprattutto per la lotta Hamilton-Verstappen. Ci dai un aggettivo per descriverla?

"Una sfida incredibile, inimmaginabile. Anche io ho finito francamente gli aggettivi per descrivere quello che è successo quest'anno. E' dal 1974 che due piloti non arrivavano a pari merito all'ultima gara del mondiale. Parliamo di un mondiale lungo,  ma anche di due piloti incredibili; hanno dimostrato di avere capacità e talento fuori dalla norma ed è assolutamente bello vederli. Alla fine vincerà soltanto uno e lo scopriremo domenica".

 

 Formula Uno 2020: si scaldano i motori per la prima gara -​​​​​​​Parlando del GP d'Abu Dhabi, quali sono le tue aspettative?

"Ho delle altissime aspettative. Credo che Abu Dhabi ci regalerà un grandissimo weekend per la sfida tra questi due piloti: da una parte abbiamo chi ha vinto sette titoli mondiali, e non escludo che la capacità di gestire questi momenti possa essere determinante; dall'altra parte però abbiamo un ragazzo giovane che non ha ancora portato a casa titoli mondiali ma che sta facendo davvero di tutto per vincerlo.  Mi aspetto che sia una gara leale, magari li vedremo un po' meno nervosi rispetto all'ultimo weekend, soprattutto perché a noi appassionati piace vedere lotta pulita".

 

 

Quanto può essere determinante l'aspetto mentale e il motore fresco di Hamilton?

"Questo è un dato tecnico molto interessante, anche se quest'anno a sorpresa abbiamo visto la Mercedes avere qualche problemino di affidabilità, mentre Red Bull è stata molto costante. E' vero che Verstappen arriva con un motore che compirà otto gare domenica però non sappiamo quanto lo abbiano utilizzato visto che c'è sempre, in termini di motore, una rotazione. Vedremo dunque se Red Bull saprà dimostrare quanto fatto negli ultimi anni ad Abu Dhabi dove ha dominato o il motore di Hamilton farà davvero la differenza".

 

Una battaglia anche politica, come quella tra Wolff e Horner. Che ci dici a riguardo?

"Quando la posta in gioco è così alta è normale che le si provino tutte.  Anche dal punto di vista della dialettica, cercare di stabilizzare l'avversario accusandosi reciprocamente di scorrettezze, di essere al limite del regolamento, fa parte del gioco. Anche questo è bello: è come un film, o una telenovela, in cui gli attori vogliono essere tutti protagonisti e determinare una lotta che si gioca anche sui nervi. Li abbiamo visti dopotutto: in pista hanno una capacità incredibile di saper dimostrare quello che sono e quello che valgono, il resto poi se lo si gioca su altre tematiche. Il talento, di entrambi, è indiscusso. Non si può discutere neanche il lavoro di Red Bull e tantomeno quello di Mercedes. Sono veramente tanti aspetti che faranno la differenza e per me essere lì a raccontarlo è una grande emozione".

 

Quanto potrà influire anche il lavoro dei due compagni di squadra?

"Possono essere determinanti.  Possono portare via all'avversario qualcosa, aiutando così il compagno. Nello specifico, abbiamo visto Bottas molto costante quest'anno ma nei momenti in cui doveva aiutare Hamilton  è venuto un po' meno. Dall'altra parte invece Perez quando è stato chiamato in lotta con l'inglese è stato determinante,  però secondo me il gap tra i primi e i secondi piloti  in questa stagione si è sentito molto".

 

Come hai detto domenica sarai in pista, mi parli dell'emozione di tornare nel paddock?

"E' bellissimo. Per noi è un privilegio poter raccontare la Formula Uno in qualunque modo. Il periodo che stiamo vivendo è stato così particolare che ha portato delle limitazioni,  però per noi avere comunque un occhio dietro le quinte, anche da studio, è qualcosa di speciale. Poi essere lì per l'ultima gara in cui abbiamo l'opportunità di stare sulla griglia di partenza, di avvicinare i protagonisti e avvicinarci alle macchine, è fantastico. Sono sicura che sarà una di quelle sensazioni che non abbiamo mai vissuto: parliamo di una lotta tra due mondi completamenti diversi, non riesco neanche a immaginarlo!"

 

 

Venendo ai piloti invece, c'è qualcosa o qualcuno che ti ha colpito in particolare?

"Hanno tutti una dote che li accomuna. Sono tutti ragazzi disponibili, molto aperti al dialogo. Rispetto agli altri sport loro parlano tutti  i giorni: il giovedì, il venerdì e il sabato dopo le sessioni. Ti mettono sempre nella condizione di farti sentire a tuo agio nonostante ci siano tanti interessi in ballo. Poi sono determinati. Quando tolgono il casco diventano proprio altre persone: è incredibile poter parlare con loro in maniera serena e poi vedere quanto sono speciali in quello che fanno, non solo in macchina, ma anche nel comunicare con gli ingegneri e nella capacità di trasferire dei dettagli che per noi comuni mortali sono niente! I sorrisi che ci regalano sono di ragazzi che amano quello che fanno, ma poi giù la visiera e non ce n'è per nessuno e ti posso assicurare che non li vorrei avere come nemici".

 

 Lotta invece per la terza piazza la Ferrari, come valuti la stagione della Rossa e dove può arrivare l'anno prossimo?

"Credo che la Ferrari abbia intrapreso una strada molto interessante con la coppia piloti. Leclerc non ha bisogno di presentazioni: è un talento incredibile, un gran lavoratore e soprattutto un ragazzo che ha grande passione per quello che fa. Al suo fianco gli hanno messo Carlos Sainz che trovo un pilota veramente di livello, concreto e soprattutto capace di fare squadra: mi piace tanto. Si è creato un bel rapporto tra i due ragazzi e penso che il prossimo anno possa veramente essere un ottimo anno per la  Ferrari che avrà tanta voglia di rialzare la testa". 

 

Uno dei più grandi piloti del passato è stato Ayrton Senna. C'è qualcuno che attualmente si avvicina a lui?

"Faccio sempre fatica a fare dei paragoni con quello che abbiamo vissuto nel passato. Ero piccola quando Senna ci ha lasciato ma conosco bene le sue gesta. Paragoni però non mi piace farli, così come non ti saprei dire chi è il nuovo Schumacher o se Hamilton, dovesse vincere l'ottavo titolo, diventerebbe più forte di Schumacher. Sono epoche e campioni diversi e conoscendoli ho un rispetto talmente grande per tutti che credo siano unici nell'essere sé stessi".

 

Un consiglio da voler dare a tutte le ragazze che vogliono intraprendere questa strada?

"Il mio consiglio è quello di seguire la loro passione, di non demordere, di studiare, di guardare molto quello che fanno gli altri e cercare anche di copiare dai colleghi vedendo quello che piace. Ma soprattutto consiglio loro di crederci! Sembra un mondo inarrivabile ma invece è un mondo più vicino di quanto possa si pensi. Vivere nel paddock è come vivere in un gran bel paese in cui ci si conosce ed è bello ritrovarci.  E' una cosa che, con la determinazione, caparbietà e la voglia di andare oltre a qualche no, si può raggiungere".

 

Se vuoi ascoltare l'intervista a Federica Masolin clicca sul link che segue: http://chirb.it/KaAwMI

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ancora pochi italiani conoscono i tanti problemi delle persone con disabilità

8 Dicembre 2021, 19:20pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Carrozzina in penombra

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quello della disabilità è un mondo che riguarda e investe più del 15% degli italiani, ma che si rivela ancora poco conosciuto dal resto della popolazione: è quanto emerge dall’utile indagine di opinione “Osservatorio Cittadini e disabilità”, curata dalla Società SWG, insieme all’Associazione Premio Bomprezzi, i cui risultati sono stati presentati a Milano, in occasione della cerimonia conclusiva del primo “Premio Franco Bomprezzi” per un giornalismo di qualità, di cui anche «Superando.it» è media partner, dedicato a colui che fu tra l’altro a lungo direttore responsabile di questo giornale

Carrozzina in penombra

Secondo l’indagine di opinione curata da SWG e dall’Associazione Premio Bomprezzi, ci sono temi quali il “Dopo di Noi”, i vari tipi di barriere, i trasporti o la vita indipendente che restano ancora letteralmente “nel buio” per la stragrande maggioranza dei cittadini e delle cittadine del nostro Paese

Quello della disabilità – e diciamo purtroppo – è un mondo che riguarda e investe più del 15% degli italiani, ma che si rivela poco conosciuto dal resto della popolazione: è quanto emerge innegabilmente dall’interessante e utile indagine di opinione (Osservatorio Cittadini e disabilità), curata e condotta dalla Società SWG, in collaborazione con l’Associazione Premio Bomprezzi, allo scopo appunto di analizzare la percezione della disabilità, le esigenze e le risposte istituzionali ad essa, oltre alla valutazione e all’autopercezione delle persone con disabilità e le loro famiglie.
I risultati, come avevamo ampiamente riferito nei giorni scorsi, sono stati presentati a Milano il 3 dicembre scorso, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, in occasione della cerimonia conclusiva del primo Premio Franco Bomprezzi per un giornalismo di qualità, lanciato in settembre dal Festival delle Abilità, iniziativa di cui «Superando.it» è uno dei media partner, dedicata a colui che fu tra l’altro direttore responsabile di «Superando.it» fino alla sua scomparsa nel 2014.

Del Premio riferiremo poco oltre. Prima vediamo in sintesi gli esiti dell’indagine di opinione, ricordando che a questo link sono disponibili integralmente i risultati della stessa.
Che le persone con disabilità siano state colpite duramente dalla pandemia, dunque, è un dato ormai ben noto, così come il fatto che né lo Stato né i cittadini in generale fanno abbastanza per la loro inclusione.
Altro rilievo emerso con chiarezza è che tra i fattori di rischio che possono fare scivolare una famiglia verso la povertà e la marginalità vi è proprio il mantenimento di una persona con disabilità e l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, con una generale sottostima di costi come quelli relativi all’educazione e alla riabilitazione, agli ausili, al/alla caregiver a tempo pieno – con conseguente abbandono del lavoro – alla ristrutturazione dell’abitazione, fino all’impostazione del “Dopo di Noi”.
Per quanto poi riguarda l’atteggiamento verso la disabilità, esso risulta ancora improntato alla “sensibilità” e alla solidarietà, ma restano forti gli approcci ostili e distanti, se è vero che oltre un terzo dei cittadini e delle cittadine del nostro Paese dichiara di avere assistito ad episodi di discriminazione. Allo stesso tempo, secondo il 79% degli interpellati, i vari organi d’informazione ignorano il tema della disabilità, ritenendo che per avere informazioni ci si debba rivolgere all’Azienda Sanitaria Locale (20%), a internet (18%) o al medico di base (14%).
In generale viene percepita una limitata attenzione alle principali esigenze e ai diritti delle persone con disabilità, con temi quali il “Dopo di Noi”, i vari tipi di barriere, i trasporti, la vita indipendente tra i più ignorati.

«Questa ricerca – commenta Simone Fanti, vicepresidente dell’Associazione Premio Bomprezzi – svela quanta strada ancora ci sia da fare per aumentare la consapevolezza delle esigenze e dei bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Abbiamo indagato quali tra una serie di azioni possibili agevolerebbe il superamento degli ostacoli che queste persone devono affrontare. Alcune sono prioritarie per l’opinione pubblica: occorre ad esempio fare chiarezza sui diritti, ed è responsabilità dei media e di tutte le istituzioni. E subito dopo c’è il tema del lavoro, considerato importantissimo. Tra le ultime, per mancanza di comprensione, il “Dopo di Noi”, il cohousing e il diritto alla sessualità. Sono quindi gli italiani a dirci che c’è ancora una scarsa conoscenza della disabilità, una presa di distanza o non accettazione significative, una consapevolezza di muoversi poco in modo inclusivo. Questo Osservatorio Cittadini e disabilità è nato proprio per far sì che si parta da qui per attuare un vero cambiamento culturale».

E veniamo dunque al primo Premio Franco Bomprezzi, rivolto, come detto, ai migliori lavori giornalistici che hanno raccontano la disabilità nell’ultimo anno.
Il primo premio ex aequo è andato a Laura Badaracchi di Superabile INAIL e a Nello Del Gatto di Tre soldi (RAI Radio 3). Al secondo posto Veronica Rossi di «Altreconomia» e al terzo Cristina Carpinelli di Radio24. Per la categoria Progetto giornalistico da realizzarsi con il contributo del premio, hanno vinto invece  Ylenia Sina e Angela Nittoli di «Fanpage.it».

All’evento di Milano ha inviato un videomessaggio anche la ministra per le Disabilità Erika Stefani, che ricordando Bomprezzi, lo ha definito come «un giornalista che ha fatto la storia e rappresentato per questo mondo un cardine fondamentale nell’affermazione dei diritti, un impegno sui diritti che proprio in questi giorni ha visto un importante risultato come il varo della Disability Card, la Carta Europea Della Disabilità [se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.], un modo per sconfiggere la burocrazia e garantire un accesso agevolato a beni e servizi».
«Siamo convinti – ha aggiunto che la disabilità non debba essere più approcciata in modo pietistico ed assistenzialistico ed è con questa stessa visione che il Governo ha presentato al Parlamento la Legge Delega sulla disabilità, una norma procedurale per semplificare i passaggi che una persona con disabilità deve affrontare per costruire il proprio progetto di vita».
«Vogliamo in sostanza costruire – ha concluso – un contenitore in cui ci siano tutte le figure con cui la persona con disabilità è tenuto a dialogare, senza cambiare nulla di quello che già c’è, ma aggiungendo il concetto di valutazione multidimensionale in senso semplificativo». (S.B.)

FONTE SUPERANDO 

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Tennis: Djokovic mistero vaccino, ora è iscritto in Australia Serbia include n.1 ad Atp Cup Sidney, a ridosso torneo Melbourne

8 Dicembre 2021, 19:15pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Djokovic e gli Australian Open, il mistero si infittisce. Da mesi il mondo sportivo si interroga sull'eventualità che il tennista numero 1 al mondo possa essere escluso dal primo slam della stagione 2022. La questione è nota: Nole non ha mai voluto rivelare se sia o meno vaccinato contro il Covid e per fare ingresso in Australia occorre essere immunizzati, pena una quarantena di 14 giorni. Ora, però, è arrivato il colpo di scena. Il 34enne infatti è tra i convocati della Serbia per la terza edizione dell'Atp Cup che si disputerà a Sidney dall'1 al 9 gennaio. Un torneo tra nazionali che di fatto anticipa quello di Melbourne, ben più atteso e blasonato, che si giocherà dal 17 al 22 gennaio. E' la stessa Atp, nel comunicato stampa ufficiale, a sottolineare che nel gruppo A è stata inserita la "prima testa di serie, la Serbia, con in testa il numero uno al mondo, Novak Djokovic". Nole, contagiato dal coronavirus nel giugno dell'anno scorso, ha già conquistato 20 titoli del Grande Slam, lo stesso numero di Federer e Nadal, entrambi infortunati. Se lo svizzero ha già annunciato che non rientrerà prima dell'estate 2022, lo spagnolo, assente all'Atp Cup, nelle scorse settimane sembrava intenzionato a esserci a Melbourne. "Capisco che tu voglia risposte su dove e come inizierò la nuova stagione, ma vedremo cosa riserva il futuro", aveva detto Nole nei giorni scorsi in conferenza stampa in merito alla sua possibile presena al torneo di fine gennaio. "Non posso darvi una data, ma ovviamente gli Australian Open arriveranno presto, quindi lo saprete molto presto". Suo padre, Srdjan, era stato più tranchant parlando alla tv serba: "Vorrebbe giocare con tutto il cuore perché è un atleta" ma "con questi ricatti e queste condizioni, probabilmente non lo farà. Io non lo farei, ma è mio figlio che deve decidere da sé" ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Milan-Liverpool 1-2, rossoneri fuori dall'Europa A Madrid, Real Madrid batte Inter 2-0

8 Dicembre 2021, 19:12pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Al Milan non riesce l'impresa © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Milan non riesce nell'impresa. Il Liverpool delle riserve è comunque troppo superiore per i rossoneri, inesperti e affossati dalle assenze proprio nella partita decisiva contro una delle squadre più forti al mondo. Il vantaggio di Tomori illude, ma il sogno dura solo sette minuti, poi la squadra di Klopp pareggia con Salah e mette il sigillo sulla sesta vittoria del girone con Origi. Così dalla speranza di raggiungere gli ottavi, il Milan si ritrova ultimo nel girone e fuori da tutte le competizioni internazionali, compresa l'Europa League. Tra Porto e Atletico, si impongono gli spagnoli che conquistano il pass.. La cronaca La sconfitta è indolore, ma l'Inter a Madrid riesce comunque a complicarsi la vita verso gli ottavi di Champions League. Al Bernabeu contro il Real di Ancelotti contava solo per il primo posto nel girone, dopo che i nerazzurri avevano già conquistato la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta per la prima volta dopo dieci anni. Il ko contro i blancos (decisive le reti di Kroos e Asensio, una per tempo) fa poco male, quindi, con l'Inter che chiude seconda, ma porta con sè un problema non da poco, visto l'espulsione di Nicolò Barella per un fallo di reazione, che mette a rischio la presenza dell'ex Cagliari non solo nella gara d'andata degli ottavi ma in entrambe le sfide, nel caso in cui gli venisse comminata una squalifica di due giornate. E sarebbe una perdita grave per Simone Inzaghi, che al Bernabeu ha anche fatto i conti con un divario ancora decisamente ampio con una delle migliori squadre d'Europa. La cronaca I gol REAL MADRID-Inter 2-0 al 79' - Rete di Marcos Asensio. Sugli sviluppi del corner, Marcos Asensio si inventa un arcobaleno perfetto dal limite, palo-gol. Milan - LIVERPOOL 1-2 al 55' - Rete di Divock Origi. Errore di Tomori che regala il pallone a Sané, conclusione potente respinta con un riflesso da Maignan: il portiere non puó nulla sul tap in di testa del belga. Milan - LIVERPOOL 1-1 al 36'- Rete di Mohamed Salah. Serpentina di Oxlade-Chamberlain che entra in area e conclude di potenza, Maignan respinge sui piedi di Salah, che, da due passi, insacca il pareggio. MILAN - Liverpool 1-0 al 29' - Rete di Fikayo Tomori. Sull'angolo, miracolo di Alisson sulla palla tagliata di Messias, il portiere non puó nulla sul tap in vincente del difensore rossonero. REAL MADRID-Inter 1-0 al 17' Rete di Kroos. Rodrygo serve Kroos ai 20 metri, sinistro teso nell'angolo basso, Handanovic è battuto. La sesta giornata Porto-Atletico Madrid 0-3 (la cronaca) Dortmund-Besiktas 5-0 (La cronaca) Ajax-Sporting 4-2 (La cronaca) Shakhtar-Sheriff 1-1 (La cronaca) Psg-Bruges 4-1 ANSA

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