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SANT’ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, da Roma non arriveranno altri rifiuti: arriva la conferma ufficiale dalla SAPNA

6 Ottobre 2021, 08:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SANT’ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, da Roma non arriveranno altri rifiuti: arriva la conferma ufficiale dalla SAPNA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non arriveranno altri rifiuti da Roma sul territorio di Giugliano. Questa la comunicazione ufficiale della SAPNA immediatamente trasmessa dal primo cittadino giuglianese Nicola Pirozzi. Un importante risultato raggiunto, grazie alla battaglia e dell’amministrazione e della cittadinanza che, come era ovvio che fosse, non hanno mai accettato la scelta incomprensibile della Regione Campania. La giornata di ieri, 4 ottobre, era considerata una sorta di deadline per l’arrivo di altri rifiuti dalla Capitale, cosa che però, di fatto, non accadrà. Almeno per il momento. Il sindaco Pirozzi si dice soddisfatto ma consapevole che la strada in questa battaglia è ancora lunga.

“Non si canta vittoria – ha sottolineato – perché la guardia deve restare sempre alta. Ma non posso non sottolineare cosa ha prodotto la nostra azione politica rispetto all’annuncio dell’arrivo a Giugliano, il 4 ottobre, dei rifiuti provenienti da Roma.
 
Un sindaco non ha i poteri per fermarli; eppure, rispetto a chi, appresa la notizia, politicamente ha cercato solo di strumentalizzarla contro questa amministrazione, mettendo in campo solo azioni di visibilità sui social, condite dalle solite offese e dalle solite bugie, personalmente ho capito che da soli non ce l’avremmo fatta a fermare l’ennesima stortura. E mentre una parte della politica ci marciava su, sperando come i gufi che i rifiuti il 4 ottobre arrivassero a Giugliano solo per il gusto di scaricare altro fango sul sindaco e sull’amministrazione, ho avuto l’intuizione di aggregare sul fronte del “no ai rifiuti a Giugliano” tutti i sindaci dell’hinterland a nord di Napoli. Ho capeggiato questa rete territoriale nelle istituzioni e il risultato lo abbiamo portato a casa. Almeno per il momento. In due ore i miei colleghi non solo hanno risposto all’appello ma hanno impegnato i rispettivi consigli comunali a sostenere la nostra battaglia. Con i fatti e non con le chiacchiere. Nelle istituzioni e non sui social.
 
Un primo risultato, come detto, è arrivato: la “Sapna”, società della “Città metropolitana” di Napoli che gestisce lo “Stir” di Giugliano, ha messo su carta un impegno: i rifiuti a Giugliano non arrivano e più precisamente “che nessun accordo è stato sottoscritto tra la Sapna e l’Ama per conto della città di Roma. E che alla data odierna non è stato conferito presso l’impianto di Giugliano in Campania alcun rifiuto proveniente da Roma”.
 
La mobilitazione istituzionale ha pagato, almeno per il momento, e penso sia chiaro che col nostro arrivo al Comune l’indirizzo della politica locale, e quindi dell’amministrazione, sia mutato rispetto al recente passato: noi difenderemo il nostro territorio a qualsiasi costo. E daremo tutto. Anche quando le decisioni non dipendono da noi, come nel caso di specie. Anche, come nel caso di specie, non abbiamo poteri per legge che ci consenta di fermare quanto deciso altrove. Ma di sicuro le scelte nefaste che hanno riguardato Giugliano fino a ieri, non potranno mai materializzarsi, a differenza del passato, con la complicità o addirittura con l’avallo del livello locale.
 
Nonostante ciò, c’è un punto della nota della “Sapna” che non mi piace e lo scriverò in una lettera indirizzata alla società domani di buon mattino. La “Sapna” scrive pure che “se nell’ottica di una collaborazione dovesse rendersi necessario il soccorso da parte della Sapna tramite la ricezione dei sopra citati rifiuti presso i propri impianti, la scrivente società ne darà tempestiva comunicazione al Comune prima del conferimento”. Ecco perché la guardia resta alta e domani mattina ribadirò, sempre per iscritto alla società, che in qualsiasi momento troverà sempre di traverso la nostra città di fronte a qualsiasi scelta che preveda un solo sacchetto di rifiuti da scaricare sul nostro territorio. Barricate nelle istituzioni e, se serve, anche in piazza. Non saremo mai complici di chi calpesta la volontà delle comunità locali e non si preoccupa di tutelare e salvaguardare quei territori già devastati da decenni di scelte scellerate!
 
Ringrazio i sindaci di tutta l’area a nord di Napoli per il sostegno e la partecipazione ad una battaglia a tutela della nostra città. Grazie. Giugliano non lo dimenticherà”.

FONTE www.ilmeridianonews.it di Francesco Biondi

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CAMPANIA NEWS Scafati: stazione Circumvesuviana allagata

6 Ottobre 2021, 08:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CAMPANIA NEWS Scafati: stazione Circumvesuviana allagata

DI MICHELE PAPPACODA A causa del maltempo ieri si sono registrati dei disagi nella regione Campania. A Scafati è stata allagata e quindi interrotta, una tratta ferroviaria della Circumvesuviana, con partenze soppresse e conseguenti ritardi. La Protezione Civile campana ha emanato un avviso di allerta meteo che tornerà ad interessare le medesime zone a partire da giovedì dalle ore 12 e per le successive 24 ore.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Via Croce: sospesa erogazione idrica

6 Ottobre 2021, 07:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Via Croce: sospesa erogazione idrica

DI MICHELE PAPPACODA La Salerno Sistemi Spa avvvisa che Giovedì 07/10/2021dalle ore 09.00 alle ore 13.00 l'erogazione idrica in via Croce (altezza civico n.19), verrà sospesa per eseguire lavori di collegamento nuova rete idrica ed allacci.

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FAVOLE E RACCONTI Il leone e l'asino

5 Ottobre 2021, 14:50pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI Il leone e l'asino

INSERITO DA MORENA MOTTA Un asinello un po' troppo vanesio, si vantava sempre con gli altri animali, del proprio coraggio e della propria forza. Un giorno ricevette una inaspettata proposta dal più importante felino della foresta: il leone.

Costui disse all'asino: "Ho pensato che, in fondo, potremmo esserci di reciproco aiuto. Vorrei che tu mi aiutassi nelle battute di caccia e per questo avrei deciso di costituire una società con te" Onoratissimo, l'asinello rispose: "Sono lusingato della tua richiesta e accetto volentieri!"
Così ebbe inizio la loro collaborazione reciproca.

Una mattina, di buon ora, si incamminarono verso una caverna dove avevano visto rifugiarsi un numeroso gruppo di capre selvatiche. Il Re degli animali si fermò sulla soglia con l'intenzione di catturare le prede una per volta appena sarebbero uscite dal rifugio. L'asino, invece, si era intrufolato nella grotta ed aveva cominciato a lanciare ragli acutissimi per spaventare le povere bestiole causando un incredibile putiferio. Le capre terrorizzate ruzzolarono una sull'altra e si precipitarono verso l'uscita dove però, trovarono ad attenderle l'astuto leone che riuscì ad imprigionarle tutte.
Quindi, finalmente l'asino uscì dalla grotta e, con aria trionfate esclamò:

"Hai visto come sono stato bravo? Sono un grande cacciatore! Sarai contento del tuo socio!"

"Certo!" Rispose con una risata il leone "Anzi, a dirti la verità, avrei avuto anch'io paura di te se non ti conoscessi bene e non sapessi che sei solo un asinello!"

Tutto soddisfatto l'asino andò buono, buono a brucare un po' d'erba mentre il leone si apprestava a fare un succulento banchetto!

Le persone che, valendo poco, si vantano esageratamente con chi le conosce bene, rischiano di essere beffate.

da Esopo

FONTE www.lefiabe.com

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LA STORIA DELL’EGITTO Il dio Sobek

5 Ottobre 2021, 14:39pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Il dio Sobek

INSERITO DA MORENA MOTTA Sobek era il dio del coccodrillo del fiume Nilo. Il popolo egiziano temeva e rispettava il potere dei coccodrilli, per cui Sobek si è rivelato presto come patrono degli eserciti e protettore dei faraoni. Era anche un dio che avrebbe ripristinato le anime danneggiate in battaglia o morte alla loro salute fisica precedente, inclusa la loro vista ei loro sensi. In alcuni testi egiziani antichi, era un dio creatore e si credeva di aver creato la terra. Mentre stava creando, il suo sudore scivolò lungo la fronte e tornò in un flusso fluido che divenne poi il fiume Nilo.

In alcuni miti, Sobek recuperò i quattro figli di Horus dal Nilo quando uscivano da un fiore di loto catturandoli in una rete. I figli di Horus erano i protettori di: il fegato, lo stomaco, i polmoni e gli intestini. Di solito era strettamente associato con Horus. A volte fu menzionato come avesse aiutato a consegnare Horus quando era nato; era anche associato a Horus perché Horus si trasformò in un coccodrillo per recuperare i pezzi di suo padre, Osiris, quando Set li sparse per la terra.

FONTE www.storyboardthat.com
 

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ANIMALI Il Bue

5 Ottobre 2021, 14:33pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Il Bue

INSERITO DA MORENA MOTTA Il bue, chiamato anche con il nome scientifico Bos taurus è un animale domestico assai diffuso. Appartenente alla famiglia dei bovidi, il bue è un animale assai vantaggioso per il lavoro dell’’uomo, aiutandolo fin dall’antichità ad arare la terra, trainare carri pesanti e molto altro ancora.

A seconda dell’età il maschio può avere denominazioni diverse, spesso confuse tra loro:

  • Vitello, cucciolo fino al primo anno di vita.
  • Manzo, castrato dal secondo al quarto anno di vita.
  • Bue, castrato che ha superato i 4 anni di vita.
  • Toro, non castrato, oltre i quattro di età.

Le varie razze di bovini inoltre si possono catalogare anche in:

  • razze da latte, a forma trapezoidale, ovvero le specie di montagna, tra cui segnaliamo la romagnola e la chianina.
  • razze da lavoro, molto robuste, caratterizzate da spalle e collo assai enormi; sono ad esempio la maremmana o la pugliese.
  • razze da carne, si caratterizza da una forma a parallelepipedo, utilizzate nella consumazione alimentare.

Caratteristiche del bue

Si presenta con una testa assai enorme, larga e un collo molto robusto. Caratterizzato da due corna fortissime, in grado di sollevare anche animali o persone più grandi di lui. Si differenziano per la loro elevata forza e la loro stazza, elementi che incutono molto spesso timore.

Il bue ha un peso che si aggira intorno ad un minimo di 147 fino ad arrivare a 1.363 kg. Mammiferi dal carattere un po’ scontroso e aggressivo, il bue è in grado di raggiungere i 20 anni di di vita, anche se è assai raro che muoia di vecchiaia a causa dell’allevamento e dell’uso che ne viene fatto dall’uomo.

Per quanto riguarda il colore del manto, esso si presenta in diverse tonalità differenti tra loro in base alla razza di appartenenza.

Alimentazione del bue

il bue è un animale erbivoro, si nutre prevalentemente di erbe e steli, riuscendo a consumare fino a 70 kg di cibo in un solo giorno!

Il bue possiede uno stomaco diviso in quattro camere, ciò infatti giustifica il motivo per cui l’animale è continuamente a masticare e brucare l’erba quasi senza sosta.

Il suo processo di digestione può durare fino a 100 ore!

Riproduzione

Il bue è animale sociale, il quale vive principalmente in gruppi molto numerosi guidati da un capo branco dominante (il maschio).

Governato da gerarchie di dominanza, il bue dominante ha la possibilità di accoppiarsi con tutte le femmine del gruppo fino a quando non viene battuto da un bue più forte.

La femmina inoltre è in grado di dare alla luce un solo cucciolo all’anno: la gravidanza è una delle più lunghe presenti nel mondo animale, dura ben 280 giorni!

FONTE www.mille-animali.com

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE 8 segnali lampanti che indicano che la tua relazione non è destinata a durare secondo analisti e psicologi

5 Ottobre 2021, 14:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Crisi di coppia: i campanelli d'allarme

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ogni giorno i consulenti matrimoniali visitano coppie che desiderano rendere più forte la loro relazione, ma hanno anche a che fare con chi compie l'ultimo disperato tentativo di salvare un matrimonio.

Quali segnali li avvertono che una coppia non ha i requisiti giusti per farcela? Di seguito, analisti e psicologi spiegano quali sono i segnali d'allarme più evidenti.

1. I due partner di disprezzano a vicenda

Occhi al cielo, accuse e atteggiamenti altezzosi non devono trovare posto in una relazione sana. Dopo quattro anni di ricerca, lo psicologo John Gottman ha identificato il disprezzo (qualsiasi frase o comportamento non verbale che sminuisca il partner) come un chiaro segnale di divorzio imminente.

Becky Whetone, una consulente matrimoniale e familiare di Little Rock (Arkansans) ha dichiarato all'HuffPost di aver assistito alle stesse scene ripetutamente con le coppie che ha aiutato.

"Riesco a capire che la fine è vicina quando i partner iniziano a parlar male l'uno dell'altro in presenza di altre persone o quando fanno commenti maliziosi mentre l'altro è proprio lì davanti a loro".

2. Uno dei due partner ha avuto un'altra relazione e non ha affrontato i problemi che lo hanno condotto all'infedeltà

"Traditore una volta, traditore per sempre" non è una frase sempre valida. Ma non è un bene per la coppia se uno dei due partner è stato infedele in passato e non ha capito le motivazioni di quella relazione clandestina: quali mancanze avvertiva nel rapporto ufficiale? Perché non ha espresso apertamente i suoi problemi? I nostri errori non dovrebbero definirci, ma è giusto imparare dai passi falsi commessi.

"Se una metà della coppia non è stata sincera in passato o in una vecchia relazione, ci sono buone probabilità che possa accadere di nuovo", spiega Betsy Ross, una psicoterapeuta del Massachusetts. "Non importa quale sia la ragione: aver scelto di superare la "linea della fedeltà" una volta aumenta le probabilità di cadere nuovamente quando i tempi si fanno duri. E prima o poi, nella vita di coppia arrivano i momenti bui, giusto?"

3. C'è uno squilibrio di "forze"

Lui ha appena ottenuto una promozione... ma sua moglie sta ancora cercando di trovare un lavoro dopo essere stata licenziata l'anno scorso. Quando il senso di parità di una coppia è compromesso, spesso il rapporto è messo alla prova, come spiega Whetstone.

"Qualsiasi tipo di discrepanza di "forze" tra i due (ad esempio: lei è più grande, lui è goivane. Lei è istruita, lui no. Lei ricca, lui povero. Lei è bella, lui no) può causare problemi al rapporto".

4. Non ripensano con affetto ai primi tempi della relazione.

Le coppie che sono ancora prese dal rapporto amano raccontare la storia "del primo incontro". Anche quando attraversano momenti difficili ripensano a quei giorni con affetto, come ha detto Caroline Madden, una consulente familiare e autrice di "How to Grow From Soul Mates to Roommates in 10 Easy Steps".

"Nel mio studio, chiedo alle coppie come si sono conosciute e innamorate. Quello che cerco è la connessione emotiva con la coppia felice e innamorata che erano un tempo", spiega "Ci possono essere lacrime, risate, perfino rabbia ripensando alle motivazioni per cui quella coppia non c'è più. Capisco che tra i due c'è ancora la scintilla quando li vedo ricordare quei giorni d'amore e desiderare di essere di nuovo quella coppia".

Se non riescono a richiamare alcuna emozione da quella storia, le speranze per il loro futuro si assotigliano notevolmente.

"Quando qualcuno mi dice di non riuscire a ricordare qualcosa sul partner che risalga agli inizi del rapporto, se che la coppia ha poche probabilità di durare. Posso salvare coppie sull'orlo del divorzio dopo un tradimento, ma non posso riaccendere quella scintilla".

Il livello di intimità emotiva di una coppia dovrebbe crescere di pari passo con la relazione. Se i due partner faticano ad abbassare la guardia ed essere aperti con l'altro c'è poco margine per un ulteriore crescita del rapporto, spiega Antonio Borrello psicologo di Detroit.

"Sentire di dover nascondere degli aspetti della propria vita è un segnale di problemi di coppia. Forse stai facendo qualcosa che è incoerente con il rapporto oppure non hai ancora sviluppato una fiducia sufficiente da condividere con il compagno. In ogni caso, quando mi trovo di fronte a questa situazione, suggerisco un riesame dell'intera relazione. È la scelta più saggia".

6. Ci sono problemi di dipendenza non risolti

Le dipendenze possono scuotere le fondamenta anche delle relazioni più forti, spiega Ross.

"Può rivelarsi difficile, se non impossibile, restare felicemente connessi quando il partner ha una relazione più forte con la sostanza da cui dipende (droghe, alcool, cibo ecc)", dice la dottoressa. "Chiedere al partner di tornare "pulito" prima di impegnarvi o dire "lo voglio" è sempre una buona idea e vi aiuterà a capire se l'altro è davvero disposto e capace di superare i suoi problemi con le sostanze di cui abusa".

7. Uno dei due mantiene assoluto riserbo riguardo la relazione sui social

Diciamoci la verità: le coppie non sono destinate a rompere se entrambi vogliono che la loro vita privata resti tale su Facebook. Ma quando uno dei due (o entrambi) posta con la stessa frequenza di una Kardashian, ma non dice mai nulla sulla relazione, i campanelli d'allarme iniziano a suonare, come spiega Borrello.

"Perché tenere nascosto il proprio status di relazione sui social? Se il partner evita di postare foto di coppia ma è attivo sui social in altri modi, fategli qualche domanda. Di solito, le coppie entusiaste del loro futuro insieme vogliono condividere la loro felicità con amici e parenti. Se questo non accade nella vostra situazione, avete chiesto una spiegazione? Il partner potrebbe tenervi nascosti per dare l'impressione di non avere legami".

8. Uno dei due si sente solo nel rapporto

La sensazione di solitudine è attribuita spesso alle persone single, ma in genere le persone più solitarie sono proprio quelle ferme in una relazione che non soddisfa più i loro bisogni emotivi, dice Borrello.

"Tutti abbiamo bisogno di essere amati, accettati, rispettati e apprezzati da un'altra persona. È quello che ci aspettiamo da una relazione. Ma se questi desideri non trovano realizzazione nel rapporto, arriverà presto la solitudine", ha spiegato.

La vera solitudine è "Il sentimento che serbiamo nel nostro cuore quando vogliamo intimità, quando vogliamo sentirci connessi con qualcuno ma non c'è nessuno che sia disposto a fare lo stesso. Questo tipo di solitudine spesso porta l'altro partner a cercare di soddisfare le proprie esigenze emotive altrove".

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MOTORI E AUTO D'EPOCA STORIA DELLA OSELLA CORSE

5 Ottobre 2021, 14:13pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Bruccolieri vince la "Salita della Sila" - Nuova Cosenza Quotidiano  Digitale della Calabria

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Osella Engineering (più nota come Osella Corse) è una casa automobilistica italiana che fabbrica vetture da competizione, fondata nel 1965 da Vincenzo "Enzo" Osella, proveniente dalla Abarth. La casa esordì nelle gare di salita per poi costruire la prima Formula Ford e successivamente la prima Formula 2 nel 1974. Lo sbocco naturale fu la Formula 1 in cui la casa partecipò dal 1980 al 1990 ottenendo come miglior risultato il 4º posto al Gran Premio di San Marino 1982. Nel 1990 e 1991 fu rilevata dal principale sovvenzionatore e gareggiò col nome di Fondmetal. Dopo la chiusura del progetto Formula 1 per difficoltà economiche la Osella si è di nuovo concentrata sulla produzione di vetture sport prototipo, settore dal quale non si è mai staccata. Il team prese vita schierando vetture Sport della Abarth in gare nazionali ed internazionali alla fine degli anni '60. All'inizio degli anni 70, Osella acquisì tutto il materiale (vetture e componenti) in occasione della liquidazione della Abarth, prima dell'acquisizione del marchio da parte della FIAT. Cominciò anche a costruire vetture Sport per le gare a ruote coperte (in salita e sport), specializzandosi nelle vetture gruppo 6. Nel 1974 iniziò anche a realizzare vetture monoposto (Formula 2 e Formula Ford). La vettura di Formula 2 (Osella FA2) ottenne nel 1975 un punto nella classifica del campionato europeo con François Migault. Un ulteriore tentativo avvenne nel 1976 ma senza risultati anche a causa della mancanza di sponsorizzazioni. Il team prese vita schierando vetture Sport della Abarth in gare nazionali ed internazionali alla fine degli anni '60. All'inizio degli anni 70, Osella acquisì tutto il materiale (vetture e componenti) in occasione della liquidazione della Abarth, prima dell'acquisizione del marchio da parte della FIAT. Cominciò anche a costruire vetture Sport per le gare a ruote coperte (in salita e sport), specializzandosi nelle vetture gruppo 6. Nel 1974 iniziò anche a realizzare vetture monoposto (Formula 2 e Formula Ford). La vettura di Formula 2 (Osella FA2) ottenne nel 1975 un punto nella classifica del campionato europeo con François Migault. Un ulteriore tentativo avvenne nel 1976 ma senza risultati anche a causa della mancanza di sponsorizzazioni.

1983-1988: Motori Alfa Romeo[modifica | modifica wikitesto]
 
Ghinzani e la FA1F al Gran Premio degli Stati Uniti 1984, dove finirono al quinto posto.

Nel 1983, grazie allo sponsor Kelémata, il team riuscì a schierarsi con le vetture dell'anno precedente riviste da Tony Southgate, nella versione FA1D, e a ottenere la fornitura dei motori V12 dell'Alfa Romeo dismessi dal team ufficiale, passato ai motori turbo.

A Imola, nel Gran Premio di San Marino, Piercarlo Ghinzani cercò di qualificare la vettura adattata al motore Alfa Romeo, senza riuscirci. Tale vettura utilizzava anche cambio e sospensioni posteriori della Alfa Romeo 182. In origine era stato ventilato anche che utilizzasse la monoscocca di tale vettura, ma la fornitura andò a monte per l'opposizione della Euroracing, che gestiva le Alfa Romeo in Formula 1.

Nel frattempo il nuovo progettista Tony Southgate (ex Arrows) aveva progettato la nuova vettura FA1E, di migliore realizzazione, anche se sempre con il retrotreno origine Alfa Romeo[1] che dal Gran premio di Gran Bretagna permise a Ghinzani e Corrado Fabi di qualificarsi abbastanza regolarmente: tuttavia poche furono le gare terminate, senza punti nel campionato mondiale.

Il motore Alfa V12 fu più una complicazione che un'opportunità ma permise di allacciare i rapporti con la casa milanese. L'anno successivo Osella ottenne i motori turbo V8 e i cambi per far correre una vettura per Piercarlo Ghinzani.

Osella e Alfa Romeo ebbero una strana relazione: da un lato l'Alfa Romeo (che stava passando dalla proprietà statale a quella della FIAT) aiutò il team a sopravvivere nell'era dei motori turbo, dall'altro queste macchine pesanti, inaffidabili e assetate di benzina contribuirono alla mancanza di competitività.[1] Addirittura la vettura del 1984, la FA1F utilizzava anche cambio e telaio derivato dall'Alfa Romeo 183T. E questa "derivazione" rimase sino alla FA1I del 1988.

La scarsità di fondi portava alla necessità di risparmiare i motori, costringendo a ridurre la pressione di sovralimentazione per evitare rotture e consumi eccessivi (dal 1984 al 1988 vigeva in formula 1 la limitazione dei consumi di carburante in gara). Nel 1986 Osella tentò di sostituire i motori Alfa con quelli della Motori Moderni e dal 1987 con i Cosworth. Entrambe le soluzioni erano troppo costose e Osella continuò con motori, cambi e telai Alfa Romeo. Nel 1988 l'Alfa Romeo, per evitare cattiva pubblicità, chiese ed ottenne che i motori non venissero più chiamati col nome originario ma come Osella V8.

Sin dal 1984 la carenza di fondi impose all'Osella di ingaggiare per la seconda parte di stagione l'austriaco Jo Gartner per la sua dote di sponsorizzazioni. Questo portò nella seconda parte di stagione ad un calo di prestazioni, dopo che Ghinzani ottenne il quinto posto nel rocambolesco Gran Premio di Dallas. Gartner ottenne un quinto posto a Monza ma, non essendo la vettura iscritta al mondiale, non portò punti al team.

 
La squadra Osella a Imola nel 1987

Nel 1985 il team proseguì con l'evoluzione della vettura, ribattezzata FA1G, con qualche aggiornamento aerodinamico. La situazione economica si aggravò e a metà stagione Ghinzani (che aveva firmato per la Toleman) lasciò il posto al pilota pagante Huub Rothengatter.

L'anno successivo Osella iscrisse due vetture per Ghinzani e il Campione Europeo di Formula 3000, Christian Danner. Era prevista l'adozione dei V6 Motori Moderni ma la mancanza di fondi costrinse a proseguire con i vecchi motori Alfa Romeo (la casa milanese si era ritirata e Osella acquistò altri motori usati) montati sulla FA1H.

A metà stagione la situazione economica peggiorò e, passato Danner alla Arrows, la seconda vettura venne affidata all'inesperto canadese Allen Berg.

Nel 1987 l'unica Osella venne affidata ad Alex Caffi (che aveva già sostituito Berg a Monza l'anno prima), il quale non concluse nessuna gara (ad Imola fu classificato 12º ma era rimasto senza benzina a 5 giri dalla fine). In alcune occasioni venne schierata una seconda vettura per Franco Forini e Gabriele Tarquini.

Nel 1988 venne ingaggiato Nicola Larini. Le vetture subirono un profondo lavoro aerodinamico e il motore, ribattezzato "Osella", fu sottoposto ad alcune migliorie per adeguarsi alle ulteriori limitazioni sui consumi di benzina. Malgrado buone premesse il team non andò oltre un nono posto al Gran Premio di Monaco.

Ritorno al motore Cosworth (1989-1990) e l'accordo con Fondmetal[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1989 vide grandi novità: affidata la progettazione all'ex tecnico Ferrari Tomaini, per la prima volta dal 1982 l'Osella presentò una vettura, la FA1M, completamente nuova e di propria progettazione. Dotata del motore Ford Cosworth DFR e gomme Pirelli, ottenne buoni risultati in prova (Larini 10º in Giappone). Purtroppo in gara la vettura soffrì molti ritiri sia con Larini, sia con Ghinzani, tornato al team per la sua ultima stagione in Formula 1. In Canada Larini era terzo quando fu costretto al ritiro per rottura del motore.

Nel 1990, Osella vendette il team di Formula 1 alla Fondmetal, diventata nel 1989 "main sponsor".

La scuderia fu trasferita e cambiò nome dal 1991, diventando proprio Fondmetal.

Le vetture sport

 
Enzo Osella a colloquio con un meccanico di Christian Merli, a sinistra, pilota dell'Osella PA al centro. Cronoscalata Iglesias-Sant'Angelo 2013

L'Osella era però rimasta fortemente legata al mondo delle vetture Sport, costruendo vetture biposto di ottima fattura. Da ricordare i successi nel Campionato Europeo dedicato alle vetture "Gruppo 6" e soprattutto la vittoria nella "1000 km del Mugello" 1981, gara del mondiale marche con Giorgio Francia e Lella Lombardi con una Osella PA8-BMW.

Era ed è normale vedere uno stuolo di Osella popolare le corse in salita in tutta Europa con risultati eccellenti (numerose vittorie nel Campionato Europeo della Montagna, con in molti campionati nazionali Mauro Nesti e Simone Faggioli in particolare)

Dopo l'abbandono della Formula 1, l'Osella trasferitasi dal Piemonte ad Atella in Basilicata, continua tutt'oggi ad essere una delle vetture preferite dai piloti delle vetture sport (nel 2007 ha conquistato i campionati tedesco, francese ed italiano di montagna e anche quello italiano su pista).

Nel 2009-2010 l'azienda si è trasferita, tornando in Piemonte, nella nuova sede di Verolengo, insieme alla consociata Osella Service, che già si occupava dell'assistenza tecnica ai clienti sportivi.

Principali piloti[

Vetture[modifica | modifica wikitesto]

  • FA1 - Ford (1980)
  • FA1B - Ford (1981)
  • FA1C - Ford (1981-82)
  • FA1D- Ford (1983)
  • FA1D-E - Alfa V12 (1983)
  • FA1E - Alfa V12 (1983-84)
  • FA1F - Alfa V8 (1984-85)
  • FA1G - Alfa V8 (1985-86)
  • FA1H - Alfa V8 (1986)
  • FA1I - Alfa V8 (1987-88)
  • FA1L - Osella V8 (1988)
  • FA1M - Ford (1989-90)
  • FA1M-E - Ford (1990)
  • FA2-BMW (1975-76)
  • FA2-BMW (1979)
  • FA3 (1977-78)
Gruppo 6 - Biposto (pista/salita)[modifica | modifica wikitesto]
 
Osella PA3-BMW alla cronoscalata "Iglesias-Sant'Angelo", 2004
  • PA1-Abarth (1973)
  • PA2 (1974)
  • PA3 (1975)
  • PA4 (1976)
  • PA5 (1977)
  • PA6 (1978)
  • PA7 (1979)
  • PA8 (1980)
  • PA9 (1981)
  • PA10 (1982)
  • PA9B/84 (1984)
  • PA12 (1987)
  • PA9/90 (1989)

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SEZ. RICETTE Pappardelle speck e castagne: un primo piatto croccante e sfizioso

5 Ottobre 2021, 14:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

A CURA DI MIKI PAPPACODA Le pappardelle speck e castagne sono un piatto molto particolare, al suo interno vi sono due tipi di consistenze, una cremosa e l’altra croccante.

E’ una preparazione di origine trentina ma da qualche anno viene riprodotta in molte regioni d’Italia, soprattutto in quelle dove vi sono molte distese di castagni.

Pappardelle speck e castagne: un primo piatto croccante e sfizioso

La dolcezza delle castagne offre un ottimo contrasto al sapore forte e salato dello speck.

Vi consigliamo di abbinare a questo primo piatto un bicchiere di buon vino rosso, un perfetto connubio per questo periodo autunnale.

 

 

Ingredienti:

250 gr di castagne

150 gr di speck

mezza cipolla rossa

25 gr di burro

Olio E.V.O.

un pizzico di sale

parmigiano

prezzemolo

Procedimento:

Per prima cosa lessate e sbucciate le castagne, dopo di che tagliatele a cubettini. In una padella antiaderente, inserite la cipolla tagliata finemente, un filo d’olio E.V.O e il burro.

Quando la cipolla sarà dorata, aggiungete lo speck a tocchetti e le castagne sminuzzate, mescolate per qualche minuto e aggiungete un pizzico di sale.

Bollite l’acqua per le pappardelle e quando sarà giunta alla temperatura ideale aggiungete la pasta.

Fate cuocere per circa 6/7 minuti, dopo di che scolate e versate nella padella con il condimento.

Aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura e mescolate il tutto in modo tale che risulti molto cremosa.

Abbondate con una generosa spolverata di parmigiano e decorate con qualche foglia di prezzemolo. Servite in tavola ben calde. Il sapore di questo piatto stupirà voi e i vostri ospiti. AMALFI NOTIZIE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Savona 2021, Branca: “Serve un ambiente urbano con barriere zero, la città deve diventare accessibile a tutti”.

5 Ottobre 2021, 13:59pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Savona 2021, Branca: “Serve un ambiente urbano con barriere zero, la città  deve diventare accessibile a tutti”. - Liguria24

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Chiunque anche temporaneamente può diventare 'disabile", per questo serve riprogettare una città senza barriere architettoniche. Una vera smart city" SAVONA. “Una città accessibile a tutti, un ambiente urbano in cui tutti possano esercitare i propri diritti. Noi vogliamo il diritto di poter accedere liberamente in tutti luoghi aperti al pubblico, potersi muovere a piedi nei quartieri senza imbattersi in ostacoli, gradini, barriere”. È questa la proposta di Maria Gabriella Branca, candidata consigliere comunale a Palazzo Sisto per la lista “Sinistra per Savona”, a sostegno della coalizione di Marco Russo, e responsabile giustizia e legalità della Segreteria nazionale di Sinistra Italiana. “Dobbiamo attuare il diritto ad utilizzare i mezzi pubblici grazie agli annunci vocali o grazie alla possibilità di accesso con sedia a rotelle, il diritto a muoversi in sicurezza, con attraversamenti pedonali sicuri per tutti i cittadini – spiega Branca -. Vogliamo progettare servizi di prossimità per chi l’emergenza continua a viverla, il diritto di accedere al servizio taxi o di poter avere servizi di prossimità”. “Oggi Savona non è una smart city, sono troppe le barriere architettoniche, anche negli edifici pubblici della città – sottolinea la candidata di Sinistra per Savona -. L’obiettivo della nostra lista è quello di creare un ambiente urbano con ‘barriere zero’, riqualificando la viabilità, i marciapiedi, rispettando perfettamente gli standard di accessibilità”. “A tal proposito ecco qualche spunto concreto: abbattere le barriere per accedere a tutti i luoghi ed edifici pubblici; poter prendere un autobus con gli annunci vocali sia in fermata che sui mezzi fare in modo che ogni autobus sia accessibile da chi sale in sedia a rotelle (senza dover attendere un orario); incentivare il servizio taxi con autovetture che possano accogliere le persone su carrozzine elettriche; avviare progetti di integrazione con le associazioni per incentivare i servizi d’accompagnamento alla persona; attuare servizi di prossimità per i servizi sanitari”. “Il tema dell’accessibilità di una città riguarda tutti, perché non bisogna dimenticare – conclude Branca – che il disagio delle barriere architettoniche oltre a colpire le persone con disabilità permanenti colpisce anche chi ha qualche problema temporaneo a deambulare per un infortunio, un genitore con il passeggino e potenzialmente un domani potrebbe colpire ognuno di noi”. IVG.it del 01/10/2021

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