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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sabato 26 aprile 1986 (34 anni fa) Disastro alla centrale nucleare di Chernobyl

26 Aprile 2021, 06:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Cosa raccontano i nuovi documenti segreti su Chernobyl

DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Disastro alla centrale nucleare di Chernobyl: Un test di sicurezza compromesso dalla cieca ambizione e dalla sciatteria umana scatena l'inferno nel cuore dell'ex Unione Sovietica. Alle vite cancellate in un istante dalla tremenda esplosione se ne aggiungono altre, innumerevoli, avvelenate lentamente dalle radiazioni. Anche oggi nessuno è in grado di dire con certezza quante perdite umane sono legate a quella sciagurata notte. Il 1986 è un anno cruciale nell'evoluzione della "guerra fredda" tra Stati Uniti e URSS. L'elezione di Mikhail Gorbaciov a segretario generale del Partito comunista sovietico (massima carica del regime) sembra promettere l'inizio di una nuova era nei rapporti tra le due superpotenze e soprattutto una svolta nella febbrile corsa agli armamenti, scongiurando l'imminenza di un conflitto nucleare. Ma è un processo lento. Nella primavera di quell'anno, infatti, il clima è ancora teso ed è forte in URSS la paura di un attacco alle centrali nucleari. Per questo si effettuano numerosi test di sicurezza per verificare il funzionamento dei reattori in condizioni "limite". Simili operazioni avvengono nel sito nucleare di Chernobyl, situato nelle adiacenze della città ucraina di Pripjat', a 16 km dal confine con la Bielorussia. Utilizzata per produrre energia elettrica ad uso civile e plutonio per scopi militari, la centrale funziona attraverso 4 reattori. Gli standard di sicurezza sono lontani da quelli adottati a quel tempo nel mondo occidentale e la storia della sua costruzione è costellata di elementi allarmanti sotto il profilo dell'affidabilità. La notte di sabato 26 aprile tutto ciò emerge con estrema drammaticità incrociando l'errore umano. Il vice capo ingegnere Anatoly Dyatlov ha il comando delle operazioni e decide di verificare se la turbina del reattore 4 è in grado di generare energia per inerzia, anche in presenza di un'interruzione della corrente elettrica. Per gli altri tecnici si tratta di un'operazione rischiosa, per via delle condizioni non ottimali della potenza del reattore. Dyatlov non sente ragioni, accecato dall'ambizione di prendere il posto del suo superiore. All'1.23 si dà avvio all'esperimento ed è l'inizio della fine. La catastrofe si materializza in appena un minuto: la pressione del reattore è alle stelle e il disperato tentativo di bloccarne la potenza si rivela fatale, aumentandone di cento volte la potenza distruttiva. A una prima esplosione ne segue una seconda di maggiore portata, che disperde nell'aria 50 tonnellate di carburante nucleare. Scattano immediatamente i soccorsi ma il rischio radioattivo è di fatto inarginabile: il primo bilancio ufficiale parla di 31 vittime che sale a 65 tra tecnici della centrale e soccorritori. Nelle prime ore le autorità sovietiche sono impegnate a minimizzare l'incidente agli occhi del mondo, salvo poi fare dietrofront quando la nube radioattiva raggiunge il resto dell'Europa, arrivando a lambire l'area del Mediterraneo. Nel frattempo viene fatta sgombrare l'intera città di Pripjat', decisione poi allargata a tutti i residenti nel raggio di 30 km dall'impianto. Centri abitati e vegetazione assumono l'aspetto di luoghi fantasma che conserveranno nei decenni a seguire. Il rischio contaminazione scatena il panico nell'opinione pubblica europea, in particolare in Italia dove si vieta il consumo degli alimenti più a rischio come latte e insalata. In quel periodo prende forza il movimento antinucleare, che con il referendum del 1987 porta allo stop definitivo della produzione di energia nucleare in Italia. Ricordato come il più grave incidente nucleare della storia, l'unico insieme a quello di Fukushima del 2011 a far registrare il massimo livello previsto dalla scala INES dell'IAEA, Chernobyl resta una questione aperta su cui si dividono istituzioni e associazioni antinucleariste. Esiste infatti una guerra di cifre sul numero reale delle vittime delle radiazioni, stimabile secondo l'ONU intorno ai 4mila casi tra tumori e leucemie, in un arco di tempo di ottant'anni. Per Greenpeace il rischio decessi potrebbe interessare 6 milioni di persone.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 26.04.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

26 Aprile 2021, 06:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA 

Santi del Giorno
San Marcellino (Papa)
San Cleto (Anacleto, Papa)

San Basileo di Amasea (Vescovo)
San Pascasio Radberto (Abate di Corbie)
San Primitivo (Martire)
San Ricario di Celles (Sacerdote)
Accadde Oggi
1986 - Disastro alla centrale nucleare di Chernobyl (34 anni fa): Un test di sicurezza compromesso dalla cieca ambizione e dalla sciatteria umana scatena l'inferno nel cuore dell'ex Unione Sovietica. Alle vite cancellate in un istante dalla tremenda esplosione se...
Nati in questo giorno
1971 - Giorgia (49 anni fa): Star del pop italiano con oltre sette milioni di dischi venduti, la sua è una delle voci più belle e potenti della storia della musica. Nata a Roma, Giorgia Todrani sale alla ribalta...
1925 - Michele Ferrero (95 anni fa): Papà di marchi noti a piccoli e grandi golosi, con un patrimonio di oltre quindici miliardi di euro, secondo la celebre rivista "Forbes", è stato nel 2014 l’uomo...
Nati... sportivi
1938 - Nino Benvenuti (82 anni fa): Nato ad Isola d'Istria (Slovenia), è un ex pugile italiano ed è considerato tra i migliori pugili di tutti i tempi. Giovanni Benvenuti è stato campione olimpico nel 1960 nei pesi...
1945 - Vincenzo Montefusco (75 anni fa): Nato a Napoli, è un ex calciatore e allenatore. Negli anni Sessanta e Settanta è un centrocampista di Napoli (con il quale esordisce in serie A il 10/02/1963, segnando anche un gol),...
Eventi Sportivi
1970 - La Partenope vince la Coppa delle Coppe (50 anni fa): La Partenope Napoli vince la Coppa delle Coppe, avendo concluso 147 a 129 il doppio confronto con la squadra francese del JA Vichy. Nei turni a eliminazione diretta i napoletani hanno superato lo...
I Doodle di Google
Vallenato Festival: Le origini di questa festa, tra le più importanti nel panorama musicale della Colombia, risalgono agli anni Sessanta del secolo scorso e sono legate al culto della Vergine del Rosario, molto...
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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 26.04.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

26 Aprile 2021, 06:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

cartina

A CURA DI MIKI PAPPACODA 

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Valle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegnaValle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegna

Una perturbazione atlantica raggiunge l'Italia. Peggiora al Nord con cielo coperto e piogge dapprima su Alpi e Prealpi, poi anche in pianura a partire da Ovest verso Est e moderate o forti in serata e nottata. Cielo coperto su gran parte del Centro, con occasionali piovaschi; più soleggiato invece al Sud.

 

NORD

Dapprima cielo coperto ovunque con qualche piovasco sui rilievi alpini e prealpini in genere, nel corso delle ore pomeridiane peggiora a partire dalle regioni di Nordovest verso quelle di Nordest entro sera. Attese piogge anche moderate in pianura.

Temperature

Valori massimi fino a 15-16 gradi a Milano e Torino, punte di 19 gradi a Bolzano

CENTRO e SARDEGNA

Fin dalle prime ore del giorno il cielo risulterà coperto su gran parte delle regioni, con qualche isolato piovasco nelle zone a ridosso dei rilievi. Cielo coperto anche per il resto della giornata, ma con scarse precipitazioni.

Temperature

Valori massimi fino a 20-21 gradi a Firenze e Roma, 17 ad Ancona

SUD e SICILIA

Cielo che diventerà via via più nuvoloso a partire dalle ore pomeridiane, ma non sono attese precipitazioni degne di nota. Clima mite su tutte le regioni.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 20 di Potenza e i 22 di Bari

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ritrovato nella notte l’uomo scomparso da Mirandola.

26 Aprile 2021, 05:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

Ritrovato nella notte l’uomo scomparso da Mirandola. Era nelle campagne di Disvetro di Cavezzo.

Il 60enne si era allontanato da casa nel pomeriggio di sabatoIl 60enne si era allontanato da casa nel pomeriggio di sabato. Il ritrovamento è avvenuto attorno alle 23, dai Vigili del fuoco che erano impegnati nelle verifiche di alcuni casolari abbandonati.

Il mirandolese aveva trovato riparo proprio in un casolare. È complessivamente in buone condizioni di salute.

SULPANARO.NET

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La diversità e la disabilità nelle scatole dei giocattoli

26 Aprile 2021, 05:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Set "Fun at the Park", prodotto dalla LEGO

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Giocare è una cosa seria – scrive Stefania Delendati – e quando gioco e giocattoli incontrano la disabilità, possono assumere forme inaspettate, trasformarsi in occasione di inclusione, fare educazione e riabilitazione, addirittura aiuta a superare le barriere architettoniche. Una domanda, però, sorge spontanea: se un genitore parcheggia sistematicamente l’auto nel posto riservato alle persone con disabilità senza averne diritto e dopo regala la Barbie in sedia a rotelle o il LEGO con l’omino disabile ai figli, è sufficiente il suo dono per educarli alla diversità?»

Barbie in carrozzina della linea "Fashionistas", prodotta dalla Mattel

La Barbie in carrozzina della linea “Fashionistas”, prodotta dalla Mattel

Giocare è una cosa seria, una delle attività più serie che esistano. È attraverso il gioco che i cuccioli di ogni specie, quella umana compresa, imparano il mestiere della vita, e per questa ragione anche i grandi, ogni tanto, avrebbero bisogno di riaprire la scatola dei giocattoli per qualche “ripetizione”. Non immaginiamo però il gioco soltanto come un oggetto che si tiene tra le mani; quando incontra la disabilità, infatti, può assumere forme inaspettate, trasformarsi in occasione di inclusione, fare educazione e riabilitazione, addirittura aiuta a superare le barriere architettoniche.

Bambole con disabilità
Le donne con disabilità sono state bambine e hanno giocato con le bambole, come ogni altra bimba. Lo ricordo bene anch’io, i giochi prediletti si dividevano in tre categorie: le bambole-neonato, da accudire come fossimo piccole mamme; le bambole “coetanee”, somiglianti a noi, con cui inventare avventure; la Barbie con il suo guardaroba infinito, il fidanzato, la casa, la macchina, il camper e chi più ne ha più ne metta, per giocare ad essere grandi. Nessuna bambola aveva una disabilità evidente che ne cambiasse l’aspetto e la rendesse in qualche maniera “diversa”. Le piccole disabili del XXI secolo, invece, hanno l’opportunità di giocare con bambole che presentano diverse forme di disabilità.
L’idea è venuta per la prima volta nel 2015 a tre mamme inglesi (tra le quali una giornalista non udente e ipovedente dalla nascita), per rispondere ai bisogni dei loro figli e di tutti i bimbi con disabilità. Hanno aperto un gruppo Facebook e dato il via ad una campagna denominataToyLikeMe, letteralmente “un giocattolo come me” [se ne legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.].
Il messaggio di integrazione e sensibilizzazione è diventato virale, i genitori di bambini con disabilità hanno ampiamente condiviso l’iniziativa, raggiungendo un pubblico di 50.000 persone. Grazie alla notorietà raggiunta, il progetto è diventato realtà. È stata l’azienda britannica MakieLab, già nota per le bambole personalizzabili, ad accettare la sfida e a mettere sul mercato tre bamboline “like me” realizzate mediante la stampa 3D, Melissa, con una voglia sul volto, Eva, che si muove con un bastone da passeggio ed Hetty, con un apparecchio acustico che indica “ti amo” nella Lingua dei Segni. Al prezzo di 69 sterline (circa 75 euro, non esattamente un prezzo popolare), le Makie Dolls sono progettate su misura per il loro proprietario, con l’azienda che prevede la possibilità di richiedere ai genitori le caratteristiche facciali dei bambini, in modo tale che le bambole possano assomigliare ai loro figli. Oggi sul loro sito si trovano indirizzi di diverse aziende che producono bambolotti e peluche sulla sedia a rotelle, con cicatrici, protesi eccetera.

"Dino Island"

Il videogioco “Dino Island”, oggetto di sperimentazione da parte dell’Università canadese Victoria, per verificarne i possibili effetti positivi su bambini e bambine con disabilità

Negli Stati Uniti, per la non modica cifra di 100 dollari, si può acquistare una bambola realizzata a mano che rappresenta le stesse disabilità delle bambine a cui è destinata. Anche in questo caso l’iniziativa è partita da una mamma che ha promosso la campagna di fundraising A Doll Like Me.
E c’è cascata anche la Barbie: la sua dimora superlusso, infatti, non era accessibile e la sua amica Becky, in sedia a rotelle, non passava dalle porte e non poteva salire sulla macchina! È realmente accaduto nel 1997, con la Mattel, casa produttrice della bambola più famosa del mondo, che ha commercializzato la sua compagna di avventure in carrozzina e soltanto in seguito si è accorta che non poteva entrare in casa e a bordo dell’auto. Una buona intenzione finita in un flop, come nella vita vera, se è vero che anche nell’immaginario mondo di Barbie l’accessibilità è spesso difficile da raggiungere.
Accusato di spingere le bambine verso stereotipi di bellezza irraggiungibile, nel 2016 il colosso dei giocattoli ha lanciato la linea Fashionistas con quattro tipi di bambole dalla diversa silhouette, dalla più magra alla più in carne, sette tonalità di carnagione, ventidue colori degli occhi e ventiquattro acconciature differenti.
Nel giugno del 2019, quindi, sono state messe in vendita due Barbie con disabilità, una seduta sulla sedia a rotelle disponibile in due versioni, classica bionda oppure di colore, l’altra con i capelli scuri, grandi orecchini dorati e una protesi alla gamba. Il prezzo, circa 20 dollari la prima e 10 la seconda, ha l’ambizione di raggiungere una platea vasta, anche se lo slogan che le accompagna, («Puoi essere tutto ciò che desideri»), è realistico fino a un certo punto, visto che le Barbie con disabilità hanno la vita da vespa e il viso supertruccato, nella più classica tradizione della bambola Mattel. Come dire, se sei sulla sedia a rotelle ma con qualche chilo di troppo e in versione acqua e sapone “vai un po’ meno bene”.
La nostra Giusy Versace ha disegnato, invece, una Barbie con le gambe tempestate di cristalli Swarovski, protesi gioiello da cambiare al posto delle scarpe.

Dino Island, quando un videogioco diventa riabilitazione
Le mamme devono staccare la spina dal muro per obbligare i loro pargoli ad allontanarsi dai videogiochi. Eppure, come ogni cosa, anche questi moderni prodotti dell’industria ludica non sono “cattivi” in assoluto, bisogna solo usarli nel modo giusto. Numerosi studi ne attestano l’efficacia terapeutica per patologie e disabilità in pazienti giovanissimi, in particolare nei disturbi dello sviluppo neurologico e nelle lesioni cerebrali.
La ricerca più recente è proprio di quest’anno e arriva dall’Università di Victoria, in Canada, dove è in fase di sperimentazione, su trentacinque famiglie, Dino Island, un videogioco ambientato su un’isola fantastica sulla quale si devono affrontare sfide di difficoltà progressiva.
Si parte da una constatazione elementare: se un gioco risulta interessante, non può che generare positivi cambiamenti. Dino Island comprende cinque giochi che si adattano alle performance personali del bambino, pertanto ogni livello completato regala bonus da “spendere” virtualmente per acquistare oggetti necessari nella prosecuzione dell’avventura. Il team di ricercatori ha progettato un’esperienza non troppo difficile, ma neanche troppo semplice, per non incorrere in frustrazione o perdita di interesse. I risultati preliminari sono molto incoraggianti: sono migliorati la concentrazione, la memoria, la capacità di trattenere le informazioni, il controllo delle emozioni e, in alcuni casi, ne ha beneficiato perfino il rendimento scolastico. Il videogioco è studiato per essere vissuto in compagnia di un adulto, presto si spera di coinvolgere anche bambini con disturbi dello spettro autistico e deficit dell’attenzione.

Set "Fun at the Park", prodotto dalla LEGO

Il set “Fun at the Park”, prodotto dalla LEGO

…e con i LEGO si superano le barriere architettoniche
L’inclusione si costruisce mattone dopo mattone. Anzi, mattoncino dopo mattoncino, per essere precisi con i mattoncini più divertenti e noti, quelli della LEGO. Inventati per giocare con la fantasia, sono diventati perfino materiale da costruzione per rampe utili al superamento delle barriere architettoniche, ma cominciamo dal principio.
Le mamme di ToyLikeMe si sono rivolte ai vertici dell’azienda, chiedendo maggiore attenzione verso la disabilità attraverso una petizione online sul sito Change.org che ha raccolto oltre 20.000 firme [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Accolto l’appello, nell’estate del 2015 la linea Duplo ha sfornato venti nuovi omini, tra cui un anziano signore in sedia a rotelle spinto da una ragazza. Accusata di essere caduta nello stereotipo del disabile non autosufficiente e sempre bisognoso di essere accompagnato (che comunque nella realtà esiste, quindi perché non dovrebbe trovare una rappresentazione?), l’anno successivo il gruppo LEGO ha presentato il set Fun at the Park, destinato ai bambini dai 5 ai 12 anni, con un giovane in carrozzina senza “badante” e un bimbo anch’esso sulla sedia a rotelle.
Fin qui restiamo nell’àmbito del gioco vero e proprio, però, con questo particolare gioco, l’inclusione è uscita dal mondo in miniatura della scatola di mattoncini ed è approdata in città, per abbattere le barriere in modo creativo e colorato. Merito di una simpatica signora tedesca in sedia a rotelle, Rita Ebel, che ha assemblato rampe mobili con LEGO e colla vinilica. I suoi scivoli, oltre ad avere il pregio di approcciarsi alla disabilità in modo leggero e divertente, sono pratici e possono essere facilmente spostati da un negozio a un ristorante, da un ufficio a un marciapiede troppo alto. Sono di diverse dimensioni, adattabili a spazi differenti, ognuno corredato da una scheda tecnica di realizzazione. Schede che sono arrivate in Italia, alla Cooperativa veneta L’Iride che, incuriosita dall’invenzione, ha contattato Rita, trovandola subito disponibile a collaborare per esportare la sua idea. È così che in punti strategici di Padova e dei centri limitrofi Selvazzano Dentro e Saccolongo, le città dove opera la Cooperativa, sono stati posizionati dei contenitori per raccogliere mattoncini donati dai cittadini. Con il passaparola, in pochi giorni, ne sono arrivati a sufficienza per costruire le prime rampe.
Una quindicina di persone con disabilità che frequentano Iridarte, il laboratorio della Cooperativa, si sono messe all’opera con entusiasmo e tanta voglia di fare, suddivise in gruppi di cinque per rispettare le regole di contrasto al contagio. Numerosi negozi si sono fatti avanti, sia per contribuire alla raccolta, ospitando un contenitore, sia per dotarsi di una rampa LEGO; il Comune di Selvazzano Dentro vorrebbe contribuire, idem quello di Verona. Chissà in Danimarca, nella casa madre dei mattoncini, quanti pezzi verranno scartati perché fallati e non adatti al commercio… Questo hanno pensato in Cooperativa, e detto fatto hanno chiesto alla LEGO di mandarli in Italia, per dare ulteriore spinta all’iniziativa e una seconda vita a giocattoli altrimenti da buttare. Se l’industria accetterà, potremo vedere le nostre città “colonizzate” dai colori dell’infanzia, senza dimenticare che la priorità è abbattere le barriere con il metodo classico e costruire rispettando le normative dell’accessibilità.

Rita Ebel e rampe con mattoncini LEGO

Rita Ebel utilizza le rampe mobili da lei stessa assemblate con mattoncini LEGO e colla vinilica

L’identificazione del bambino con i suoi giochi e la pubblicità connessa è stata analizzata da uno studio di COFACE Families Europe che nel 2015 ha sfogliato trentadue cataloghi di giocattoli di nove Paesi europei, Italia compresa, trovandovi “raffigurati” 3.125 bambini, dei quali 2.908 con la pelle bianca, 120 di colore, 59 di famiglie “miste”, 31 asiatici e 7 mediorientali, nessuno con disabilità visibili.
Forse sono troppo “vecchia” per esprimere un’opinione su queste iniziative, ma non staremo esagerando con il “politicamente corretto” e perdendo di vista il nocciolo della questione? Se ripenso alla mia infanzia, non ricordo di aver mai sentito la necessità di tenere tra le mani un “fac-simile” di me, seduto sulla sedia a rotelle, ero perfettamente a mio agio con i bambolotti in commercio. Certo, è giustissimo che i giocattoli rappresentino la diversità delle persone, sia essa costituita dal colore della pelle, sia dalle caratteristiche fisiche. Maneggiando sempre giochi “perfetti”, in una società che ha fatto dell’esteriorità il suo mantra, se non adeguatamente supportati, i bambini rischiano di diventare adulti considerando la perfezione, anche fisica, come unico modello a cui aspirare. E tuttavia, nel caso specifico ad esempio delle bambole con disabilità, c’è il rischio che diventino un prodotto di nicchia, capace di raggiungere soltanto chi ha già una particolare sensibilità verso il tema dell’inclusione, mentre bisognerebbe lavorare perché diventassero utili compagne di crescita anche e forse ancor di più per le bimbe senza disabilità.
Non possiamo delegare ai giocattoli queste tematiche e il cambiamento della cultura, non basta dare un gioco inclusivo e pretendere che i bambini capiscano da soli l’importanza di eliminare i pregiudizi; non vanno mai dimenticati, infatti, il ruolo della famiglia, dell’esempio quotidiano e della società tutta.
Facciamo un esempio banale: se un genitore parcheggia sistematicamente l’auto nel posto riservato alle persone con disabilità senza averne diritto e dopo regala la Barbie in sedia a rotelle o il LEGO con l’omino disabile ai suoi figli, pensate sia sufficiente per educare alla diversità? di Stefania Delendati SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vaccinare le categorie prioritarie, senza alcuna deroga (a Torino e ovunque)!

26 Aprile 2021, 05:41am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Vaccinazione anti-Covid a persone con didabilità

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «L’ultima Ordinanza del Commissario Straordinario impone di proseguire, senza derogare, le vaccinazioni delle priorità delle categorie maggiormente a rischio»: lo ha scritto la Struttura Nazionale di Supporto Commissariale per l’Emergenza Covid-19, rispondendo alla FISH Piemonte, il cui presidente Farris aveva lamentato i gravi ritardi presenti nella città di Torino, rispetto ai quali la Struttura ha assicurato «l’imminente adozione di provvedimenti correttivi»

Vaccinazione anti-Covid a persone con didabilità

Vaccinazione anti-Covid a persone con disabilità

«Innanzitutto mi preme comunicare che la nuova Ordinanza n. 6 del Commissario Straordinario impone di proseguire, senza derogare, le vaccinazioni delle priorità delle categorie maggiormente a rischio. Inoltre, al riguardo della problematica rappresentata, si è provveduto a contattare il referente unico regionale per la Struttura Commissariale che, riconoscendo l’esistenza di alcune difficoltà correlate alle dimensioni della compagine cittadina, ha assicurato l’imminente adozione di provvedimenti correttivi tra i quali l’apertura di doppie linee di vaccinazione presso gli hub, dedicate ai cittadini fragili e ai loro familiari conviventi, caregiver, genitori/affidatari che potranno essere vaccinati contemporaneamente [grassetti nostri in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]»: così la Struttura Nazionale di Supporto Commissariale per l’Emergenza Covid-19 ha risposto a Pericle Farris, presidente della FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che nei giorni scorsi si era rivolto direttamente al generale Figliuolo, responsabile della struttura stessa, lamentando che «mentre in tutte le Province piemontesi ci risulta che per le persone in situazione di gravità siano iniziate le vaccinazioni, così come per i familiari conviventi e gli eventuali assistenti personali, a Torino ciò non è avvenuto».

«In un centro residenziale per disabili gravissimi – aveva sottolineato inoltre il Presidente della FISH Piemonte – si è sviluppata l’epidemia di Covid, perché né gli utenti né i loro educatori erano statio vaccinati, nonostante che per questi ultimi fosse prevista la vaccinazione dal 9 febbraio. Ci risulta inoltre che disabili con patologie gravi ed enunciate esplicitamente dalle Raccomandazioni del Ministero della Salute, malgrado siano iscritte in piattaforma da più di tre settimane, non siano ancora state contattate».

«Mentre scriviamo – aveva concluso Farris – ci viene comunicato che, a Torino, “tutti i disabili e fragili saranno vaccinati entro il 10 maggio; per quanto riguarda i caregivers e conviventi non è possibile mantenere una calendarizzazione collegata, ma si farà il possibile per mantenerli allineati”. Chiediamo quindi un intervento affinché questo programma sia attuato e perseguito, ottemperando, sia pur con troppo ritardo, alle indicazioni previste dal Governo Centrale e dalla Regione Piemonte».
Fin qui, dunque, la lettera inviata il 17 aprile dal Presidente della FISH Piemonte, al quale, come detto, è pervenuta la rapida risposta della Struttura Commissariale. (S.B.)

Ringraziamo Paolo De Luca, presidente dell’APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare) per la collaborazione.

A questo e a questo link sono rispettivamente disponibili il testo della lettera di Pericle Farris, presidente della FISH Piemonte e quello della risposta della Struttura di Supporto Commissariale per l’Emergenza Covid-19, a firma del Capo di Gabinetto Gabriele Cosimo Garau. Per ulteriori informazioni: fishpiemonte@gmail.com.

SUPERANDO

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CARPI NEWS Coronavirus, 1.001 nuovi positivi e 23 decessi

26 Aprile 2021, 05:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Coronavirus, in Emilia Romagna: 1.001 nuovi positivi, 2.899 i guariti. I casi attivi sono 50.481 (-1.921 rispetto a ieri). Si registrano 23 nuovi decessi di cui 5 a Modena (1 donna di 100 anni e 4 uomini di 76, 83, 87 e 94 anni). I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 265 (invariati rispetto a ieri), di cui 39 a Modena (-4), mentre sono 1.842 quelli negli altri reparti Covid (-31). Vaccinazioni: un milione e 471mila dosi somministrate. Dall’inizio dell’epidemia Modena raggiunge quota 62.235 (+157, di cui 102 sintomatici). Sono 56.469 i guariti. 2 casi e 0 decessi oggi a Carpi. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus in Emilia-Romagna si sono registrati 364.782 casi di positività, 1.001 in più rispetto a ieri, su un totale di 16.532 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri, pari al 6%, non è indicativa dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati che il sabato è inferiore rispetto agli altri giorni. Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid: alle ore 14 sono state somministrate complessivamente 1.471.952 dosi; sul totale, 463.090 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. La situazione dei contagi nelle province vede al primo posto Bologna con 210 nuovi casi, seguita da Modena (157), Reggio Emilia (129) e Ravenna (94). Poi Parma (85), Forlì (82) e Rimini (81), quindi Cesena (52), Ferrara (50), Piacenza (42) e infine il Circondario Imolese (19). I casi attivi sono 50.481 (-1.921 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa sono 48.374 (-1.890), il 95,8% del totale dei casi attivi. Si registrano 23 nuovi decessi: 9 a Bologna (4 donne di 67, 71, 77 e 90 anni e 5 uomini di 62, 64, 78, 86 e 90 anni), 5 a Modena (1 donna di 100 anni e 4 uomini di 76, 83, 87 e 94 anni), 3 a Reggio Emilia (1 donna di 77 anni e 2 uomini di 82 e 89 anni), 2 in provincia di Forlì-Cesena (2 uomini di 71 e 83 anni), 2 a Parma (1 uomo di 57 anni e 1 donna di 94 anni), 1 a Ferrara (1 uomo di 75 anni) e 1 a Rimini (1 donna di 70 anni). Non risultano decessi in provincia di Ravenna e Piacenza. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.784. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 265 (invariati rispetto a ieri), 1.842 quelli negli altri reparti Covid (-31). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 29 a Parma (-1), 30 a Reggio Emilia (+2), 39 a Modena (-4), 73 a Bologna (+1), 11 a Imola (+1), 31 a Ferrara (-1), 11 a Ravenna (invariato), 6 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (invariato) e 19 a Rimini (+1). I guariti sono 2.899 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 301.517. Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia: 22.726 a Piacenza (+42 rispetto a ieri, di cui 22 sintomatici), 25.791 a Parma (+85, di cui 42 sintomatici), 44.104 a Reggio Emilia (+129, di cui 71 sintomatici). Dall’inizio dell’epidemia Modena raggiunge quota 62.235 (+157, di cui 102 sintomatici). Sono 56.469 i guariti. 2 casi e 0 decessi oggi a Carpi. 77.993 a Bologna (+210, di cui 166 sintomatici), 12.203 casi a Imola (+19, di cui 14 sintomatici), 22.393 a Ferrara (+50, di cui 13 sintomatici), 28.857 a Ravenna (+94, di cui 52 sintomatici), 15.722 a Forlì (+82, di cui 63 sintomatici), 18.325 a Cesena (+52, di cui 39 sintomatici) e 34.433 a Rimini (+81, di cui 53 sintomatici). IL TEMPO

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 25.04.2020 A CURA DI MIKI PAPPACODA

25 Aprile 2021, 11:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi è il 25 aprile Si festeggia S. Marco evangelista Il nome Marco deriva dal latino Marticus (successivamente sostituito dalla forma sincopata Marcus) e significa sacro a Marte, il dio romano della guerra. Dice il proverbio… Luna bianca tempo bello, Luna rossa venticello. Sono nati oggi Guglielmo Marconi – 1874, Al Pacino – 1940, Renèe Zellweger - 1969 Il 25 aprile 1507 Per la prima volta in una carta geografica viene utilizzato il nome America per indicare il nuovo continente. E' la mappa Waldseemüller origine di tutte le carte moderne e la prima a rappresentare il globo come lo conosciamo oggi. Il 25 aprile 1859 Iniziano i lavori per la creazione del Canale di Suez. Il passaggio artificiale, che permette la navigazione dall'Europa all'Asia senza la necessità di circumnavigare l'Africa, era stato anticamente fatto realizzare dal re persiano Dario I ma già nel primo secolo A.C. era insabbiato. Il 25 aprile 1953 Con la pubblicazione di un'articolo sulla struttura ellittica del Dna sulla rivista inglese “Nature” , nasce la genetica moderna, che rivoluzionerà il mondo della biologia e della medicina. Francois de La Rochefoucauld ha detto Chi immagina di poter fare a meno del mondo s'inganna parecchio; ma chi immagina che il mondo non può fare a meno di lui s'inganna ancora di più.

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 25.04.2020 A CURA DI MIKI PAPPACODA

25 Aprile 2021, 11:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

S. Marco Evangelista (festa)

A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Marco Evangelista (festa) S. Giovanni Battista Piamarta sac. e fondatore (1841-1913)

S. Giovanni Battista PiamartaDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 10,11-18. In quel tempo, disse Gesù: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 25.04.2020 A CURA DI MIKI PAPPACODA

25 Aprile 2021, 10:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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APPROFONDIMENTO

Alta pressione. Giornata in gran parte soleggiata, salvo più nubi al mattino sul Triveneto. Nel pomeriggio isolati temporali potranno interessare i rilievi del Triveneto. Entro sera cielo che comincia a diventare più nuvoloso al Nordovest. Clima decisamente molto mite su molte regioni, specie al Centro-Nord.

 

NORD

Generali condizioni di bel tempo con sole prevalente. Da segnalare soltanto una maggior nuvolosità al mattino sul Triveneto e alla sera al Nordovest. Clima a tratti caldo sulla Pianura Padana e valli alpine.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 17-18 di Trieste e Genova e i 24 di Milano e Bologna

CENTRO e SARDEGNA

Giornata ampiamente soleggiata, infatti il sole non avrà alcun problema a splendere in un cielo che si presenterà sereno o al massimo poco nuvoloso su tutte le regioni. Clima a tratti caldo in Toscana e Sardegna.

Temperature

Valori massimi compresi tra i 19 di Pescara e i 24 di Firenze

SUD e SICILIA

Generali condizioni di bel tempo con sole prevalente e cielo sereno su tutte le regioni. Locali nubi di passaggio sugli Appennini. Venti deboli dai quadranti settentrionali, mar Ionio mosso, calmi gli altri mari.

Temperature

Valori massimi attesi tra i 17 di Potenza e i 20 di Napoli

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