Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

ISCHIA E PROCIDA NEWS Nuovi filoni investigativi a Procida coperti con l’ascolto dei telefonini… Il caso. Tutto è costantemente coordinato dal sostituto procuratore John Henry Woodcock

18 Gennaio 2021, 10:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA C’è da dire che l’attività investigativa non si è fermata nei meandri della politica procidana e nei rapporti che intercorrono tra l’imprenditoria e chi ha un ruolo di governo. Di questo c’è da stare sicuri, conoscendo la determinazione e la pervicacia del sostituto procuratore della Repubblica di Napoli John Henry Woodcock, che dopo diversi anni in forza alla Direzione distrettuale antimafia è ritornato al suo vecchio “amore”, la sezione reati commessi contro la Pubblica Amministrazione. Nelle indagini condotte da questo magistrato i telefoni sono sempre caldi e come avviene di solito, nell’ascoltare le conversazioni che avvengono tra coloro che sono costantemente monitorati, si vengono a conoscere altre storie, altri rapporti. Indagini che vengono definite come gustare una ciliegia dopo l’altra e chi è amante di questo gustoso frutto non riesce a fermarsi tanto facilmente.

E’ ciò che si sussurra in ambienti investigativi, dato che nella fase delle indagini preliminari non tutto ciò che è acquisito durante il susseguirsi degli accertamenti viene reso in qualche modo pubblico e consegnato all’attenzione della difesa, che sempre ricorre al tribunale del riesame per revocare la misura adottata nei confronti del proprio assistito. Una parte di queste indagini rimangono sistematicamente coperte da segreto per escludere che ciò che si sta approfondendo possa essere svelato e perdere l’effetto sorpresa. E’ naturale che chi è a conoscenza di un’indagine nei suoi confronti o quantomeno di personaggi collegati, mette in atto una serie di contromisure o informa l’amico, il parente o conoscente e come d’incanto i telefoni diventano muti, sigillati, tutti si chiudono la bocca preferendo in questi casi scambiarsi informazioni di persona per non essere intercettati. E’ di moda oggi anche una precauzione più sofisticata, dopo che il legislatore ha approvato la legge secondo la quale la magistratura può infilare il trojan anche per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Per colpire in modo duro le corruzioni, le concussioni, tutto ciò che è un mercimonio in danno della collettività con un giro vorticoso di denaro per conseguire appalti, per “premiare” il politico di turno che si mostra compiacente e sensibile.

LE DIMISSIONI DA ASSESSORE
L’ipotesi che viene contestata all’ex assessore Antonio Carannante e alla sua assistita, proprietaria di un immobile, Rita Giuditta Giaquinto, è di tentata estorsione. Un reato non collegabile a quelli che rientrano nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Anche se vi è una coda di questa vicenda che rimarca un interessamento del pubblico amministratore presso gli uffici comunali per sollecitare eventuali interventi su alcune opere edilizie. Di questo si discuterà all’udienza che verrà fissata quanto prima dinanzi al tribunale del riesame, a cui è ricorso l’avv. Luigi Tuccillo, che ha rappresentato l’assessore anche durante l’interrogatorio di garanzia. In quella stessa sede, infatti, dopo aver risposto puntualmente e controbattuto alle accuse, il Carannante ha depositato nelle mani del giudice per le indagini preliminari Roberto D’Auria copia della lettera di dimissioni dalla carica in Giunta. Una scelta per spiegare che in questa fase non è affatto positivo per l’Amministrazione ritrovarsi un suo membro in una situazione di impossibilità a poter svolgere le sue funzioni e in qualche modo a rallentare il lavoro del governo procidano. Ma serve anche per affievolire di molto le esigenze cautelari, in modo da sperare nell’ottenere la revoca degli arresti domiciliari, tornare libero o quantomeno ricevere una limitazione meno afflittiva. Tant’è vero che il gip dovrà pronunciarsi sull’istanza che è stata formalizzata a conclusione dell’interrogatorio e con il deposito dell’istanza scritta in cancelleria. In attesa del parere del pubblico ministero Woodcock, che molto probabilmente non sarà certamente favorevole. Tutto resta comunque nelle mani del giudice, che potrebbe, alla luce delle dimissioni da assessore, modificare lo stato detentivo con un ritorno in libertà.

Ma come abbiamo detto all’inizio di questo servizio, l’attività investigativa comunque è discreta, attenta nel valutare eventuali altre ipotesi. Non è da scartare che anche in questa situazione procidana possa essere stato utilizzato il trojan e chissà in quale telefonino è stato infilato alla chetichella. Sarà il tempo a spiegarci le modalità e personaggi che possono essere finiti al vaglio scrupoloso della magistratura. Paolo Mosè | IL DISPARI

Commenta il post