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CILENTO NEWS NEL CILENTO CRESCE IL NUMERO DEI I COMUNI CHE HANNO RINVIATO L’APERTURA DELLE SCUOLE

31 Agosto 2019, 09:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

verifiche

Ogni giorno cresce sempre di più il numero dei comune nel Clento che hanno rinviato l’apertura dell’anno scolastico.Questi i comune che al momento hanno rinviato il ritorno nel banchi di scuola:

Agropoli

Sapri

Torraca

Tortorella

Vibonati

Centola Palinuro

Non si esclude che nei prossimi giorni altri sindaci prendono analoghi provvedimenti. Ricordiamo che inCampania si torna in aula l’11 settembre.Il rinvio di questi centri è per il 16 settembre.

FONTE AGROPOLINEWS 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Bimba morta a 12 anni in ospedale a Salerno, tre indagati

31 Agosto 2019, 08:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 Riproponiamo articolo del 21.08.2019 Due medici e un infermiere dell’ospedale di Salerno risultano – formalmente indagati per la morte della 12enne salernitana deceduta la notte di Ferragosto al “Ruggi” dove era arrivata con febbre alta. Un atto dovuto per permettere al personale coinvolto nella vicenda di nominare dei periti di parte in occasione dell’autopsia. A informare l’autorita’ giudiziaria dell’accaduto erano stati proprio i medici del reparto di Pediatria che non avevano riscontrato “cause evidenti attribuibili a giustificazione dell’exitus”. La Procura di Salerno, dunque, dopo l’esame esterno, ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia. I risultati dell’esame autoptico – effettuato dal medico legale Giuseppe Consalvo – chiariranno le cause del decesso della 12enne. La ragazzina era arrivata al pronto soccorso pediatrico del “Ruggi” il 14 agosto intorno alle 23.30 con la febbre molto alta. Subito era stata presa in carico dai medici per i prelievi e le indagini del caso. Ma dopo mezz’ora era andata in arresto cardiaco, rendendo vano anche l’intervento di due rianimatori che per un’ora avevano provato a salvarle la vita. A quel punto i medici del reparto di Pediatria, non riuscendo a individuare una causa evidente che giustificasse la morte, hanno preferito informare l’autorita’ giudiziaria per provare a dare una risposta al decesso.

 CRONACHE

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COSTIERA AMALFITANA NEWS L' ospedale mai nato ad Amalfi Lo scandalo prosegue

31 Agosto 2019, 08:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Uno spreco miliardario vista mare. Siamo al “San Michele” di Pogerola, l’ospedale mai nato della Costiera Amalfitana, costruito, finanziato ma mai aperto ad Amalfi. Qualche anno fa è entrato di diritto tra gli sprechi dello Stato. Un danno economico da 12 miliardi delle vecchie lire, oltre gli allestimenti interni e gli annessi e connessi, la struttura venne portata quasi a termine nel ’92 ma, nonostante fosse dotata di costosissime apparecchiature e nonostante l’assunzione in servizio di personale medico e paramedico per oltre 100 unità, non è mai entrata in funzione. Oggi è nel completo abbandono, con una parte che è al servizio – come deposito – del Comune di Amalfi. Negli anni tutte le proposte di riconversione sono state scartate dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute ed oggi l’immenso immobile che sovrasta Amalfi e gran parte della Divina Costa cade a pezzi. «Sono decenni che come presidente del tribunale del malato – spiega Andrea Cretella – mi batto per utilizzare questo immobile come residenza per gli anziani. Un posto incantevole, stupendo, una vista mozzafiato e aria pura. Venti anni fa riuscii a strappare l’impegno all’allora assessore regionale alla sanità Ettore Liguori ma l’allora conferenza dei sindaci boicottò l’iniziativa». Tre piani, circa cinquanta stanze, alcune delle quali già allestite, all’epoca, per la degenza dei pazienti della Costiera Amalfitana. «Il Comune – prosegue Cretella – avrebbe potuto chiedere la gestione o l’acquisto per la riconversione, invece, non è stato fatto nulla». Il caso di Pogerola torna ciclicamente ogni campagna elettorale ma dal ’92 ad oggi non si è mosso nulla. Anzi ad oggi le condizioni dell’immobile sono disastrose. Nel 2000 si occupò dell’incompiuta la Commissione d’inchiesta del Senato sul sistema sanitario che, nella relazione presentata al Parlamento, inserendo il presidio ospedaliero di Pogerola tra le strutture sanitarie non funzionanti, lo definì testualmente “una sorta di fabbrica di primari perché preso a motivo e pretesto per bandire concorsi di primariati i cui vincitori venivano poi trasferiti altrove”. Vennero infatti assunti, con regolare concorso, sotto la gestione (1989-1993) del ministro della sanità Francesco De Lorenzo, otto primari stipendiati regolarmente nonostante la prolungata inattività presso l’ospedale inutilizzato che vennero poi spostati in altri ospedali avviando la propria carriera da primari in un contesto di attività fittizio, da qui la denuncia della commissione. Almeno un piano della struttura, da qualche anno, viene utilizzato dal Comune come deposito di materiale mentre lo stabile invecchia e diventa sempre più inutilizzabile per qualsiasi attività. «In una parte della struttura – prosegue Cretella – così come testimoniano le foto che mi sono state inviate, ci sono bidoni, campane e contenitori per la raccolta differenziata e per la raccolta di oli esausti. Chiederò, nei prossimi giorni, chiarimenti all’amministrazione comunale».

di Andrea Pellegrino CRONACHE DI SALERNO

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SEZ. POLITICA Governo, la minaccia di Rousseau: rivolta 5Stelle contro il capo

31 Agosto 2019, 08:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Luigi Di maio

Si scrive «programmi» ma si legge «poltrona da vicepremier». Quando la delegazione del M5S esce dalla sala della Regina dopo le dichiarazioni di fuoco di Luigi Di Maio («I nostri punti siano nel programma o è meglio il voto») non emergono schiarite sulla casella che dovrà riempire il Capo politico del M5S. «Se Luigi non sarà vicepremier il nuovo governo su Rousseau non passerà», dicono dalla delegazione composta da Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli. Dal M5S spiegano questo ragionamento così: non è un ricatto al premier Conte, ma una legittimazione del capo politico che deve presentarsi agli iscritti con un peso specifico molto alto. Altrimenti «se passasse l'idea di un monocolore dem sarebbe tutto ancora più difficile». Rousseau è lo strumento di pressione che i vertici del M5S stanno esercitando in maniera plateale su Palazzo Chigi.

 La votazione è prevista tra lunedì e martedì, prima che il premier sciolga la riserva per salire al Colle con la lista dei ministri. Lista che ovviamente non potrà essere pubblicata sulla piattaforma di Davide Casaleggio, ma questo non toglie che prima del referendum web tutti i nodi della squadra «dovranno essere sciolti», è ancora il ragionamento che trapela da Di Maio (per rassicurare i mercati ieri ha anche rilasciato un'intervista alla tv americana Nbc: sarà trasmessa oggi). In serata con i suoi collaboratori commenta: «Io vicepremier? Non mi interessa, ma sarà Conte a decidere». E si ritorna sempre allo stesso punto. I toni ultimativi del capo politico a Nicola Zingaretti - ma diretti a Conte - sono il modo con il quale «Luigi ha cercato di ricompattare il Movimento sui temi fondanti». Una lettura opposta però viene fornita dal gruppone di parlamentari che è pronto a contestare la strategia del leader già da oggi in maniera plateale: «Vuole mandarci alle elezioni e ha già un accordo post elettorale con la Lega».

 

L'AVVERTIMENTO
Ecco perché per tutta la giornata anche chi storicamente è vicino a Di Maio non riesce a capirne le mosse. Si gonfia e si sgonfia il sospetto che dietro alla giornata dell'ultimatum al Pd ci sia la voglia di mandare in fumo la trattativa. Di sicuro l'arma di Rousseau fa paura. Il senatore Gianluigi Paragone, da sempre contro l'accordo pubblica su Facebook un sondaggio artigianale: «Se potessi votare sulla piattaforma voteresti sì o no al governo con il Pd?». Per quel che vale ieri sera su 53mila voti il 64% si era espresso per il «no». Il totem della democrazia diretta rischia però di far implodere il M5S. A Milano, dove sono custoditi i server della scatola magica, temono che possano spuntare cordate di vecchi iscritti che recentemente avevano strizzato l'occhio alla Lega. Movimenti e catene su Twitter che se ben coordinati potrebbero in qualche modo far convergere pacchetti di voti certificati verso un'unica direzione. Senza calcolare infine «l'effetto Dibba». L'ex parlamentare, in asse con Paragone, quel giorno potrebbe uscire con un post pubblico sui social network per annunciare il suo voto contrario.

Tutti ragionamenti che complicano la trattativa in queste ore. Non a caso nel pomeriggio esce ancora la nota del blog delle stelle: «Il voto degli iscritti del MoVimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau conta». Si riparte sempre da un presupposto: «Non si possono porre veti sul capo politico né umiliarlo», è il ragionamento di chi sta seguendo Di Maio in queste ore. Ambienti che confermano più che altro come ormai Conte non sia più gestibile, ma che anzi ormai balli da solo. «Abbiamo creato un mostro», scherzavano ma non troppo ieri pomeriggio diversi parlamentari fedelissimi di Di Maio.

L'ASSE
La cappa su tutta la faccenda rimane sempre la stessa: il ruolo vicepremier e a scendere tutte le altre caselle. «Il Pd ha dato ai giornali il toto-ministri come se fosse un governo dem, ma è possibile? Forse qualcuno si dimentica che abbiamo oltre 300 parlamentari», è lo sfogo del capo politico grillino. Stefano Buffagni, sottosegretario uscente e tra i primi a capire come gira il vento delle trattative, spiega: «Un governo ha senso solo se può fare le cose, altrimenti meglio votare. Nel caso però, serve un governo politico che premi la meritocrazia e competenza perché altrimenti si fa solo danno al Paese come chi ci ha preceduto. Serve serietà e responsabilità perché non si sta giocando». Una versione che cozza con quella di Beppe Grillo che punta su Conte dandogli mano libera per ministri tecnici, ragionamento condiviso anche da Roberto Fico. Mai come ora nel M5S convivono due anime. Quella più anti-Di Maio questa mattina è pronta a battere un colpo, per dare al premier un assist in queste ore difficili, di ombre, veleni e veline. 

il messaggero

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Governo, strappo di Di Maio ma Conte va avanti: «Decido io»

31 Agosto 2019, 08:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Governo, strappo di Di Maio ma Conte va avanti: «Decido io»

Il tonfo delle borse e l’impennata dello spread seguita all’ultimatum di Luigi Di Maio, è solo l’antipasto del prezzo che rischiano di pagare i partiti qualora non riuscissero a formare un governo. La spregiudicata sortita del leader grillino, dopo l’incontro alla Camera con Giuseppe Conte, ha un costo per risparmiatori e investitori, ma serve a Di Maio per riaffermare che il destino del governo è ancora nelle sue mani e che la sua leadership non è stata offuscata dal cambio di format della nuova maggioranza.

Governo, totoministri: battaglia sui tecnici nei posti chiave. Sfida tra le donne M5S

 

La politica debole/ Le tre false credenze che la crisi ha svelato di Luca Ricolfi

 

L’AZZARDO
Più si infittiscono le riunioni e vanno avanti le trattative, più Di Maio si rende conto di quanto siano cambiati i parametri rispetto al precedente governo e di quanto siano aumentati gli interlocutori. Il nuovo alleato è un partito molto più complesso e articolato della Lega. Per mesi a Di Maio bastava scambiare qualche messaggino con Salvini per avere certezze e magari “fornirle”, un attimo dopo, al premier del governo gialloverde.

Più passano i giorni e più il vicepremier grillino teme di risultare meno centrale. Al punto che anche molti ministri uscenti assediano palazzo Chigi per avere rassicurazioni sul proprio futuro. Ma a scalfire la già traballante leadership di Di Maio non è solo il nuovo passo imposto da Conte, ma anche la necessità che ha il Pd di Zingaretti di incassare in qualche modo quella «discontinuità» non ottenuta con l’incarico a Conte. Ottenere confermata la carica di vice presidente del Consiglio, dopo averla spuntata sul nome del premier, permetterebbe a Di Maio di mostrare come la sua leadership non è scalfita. L’obiettivo è continuare ad avere presa sul Movimento e sui gruppi parlamentari che dovranno contribuire ad una navigazione tranquilla dell’esecutivo senza essere tentati dalle sirene leghiste.

I dem però non ci stanno a considerare Conte un premier terzo, anche se gli uomini vicini a Di Maio continuano a sottolineare che Conte non è iscritto al Movimento. Ufficialmente al Nazareno restano compatti sulla linea del segretario e del presidente del partito. Paolo Gentiloni, è tra i più convinti della necessità di avere un unico vicepremier. Ma del Pd e non certo Di Maio. Forte dell’alta percentuale di fiducia che anche ieri gli ha assegnato un sondaggio di Piepoli (terzo dopo Mattarella e Conte), Gentiloni frena l’ala renziana - più possibilista nei confronti di Di Maio vicepremier - e anche i dem vicini a Franceschini che non sottovalutano il problema della tenuta della futura maggioranza.

Ieri pomeriggio l’ex ministro dei Beni Culturali ha incontrato Conte insieme ad Andrea Orlando e ai capigruppo M5S Patuanelli e D’Uva. Tema dell’incontro il programma del nuovo governo, anche se al Nazareno si sostiene che il presidente del Consiglio abbia dato rassicurazioni sulla questione del vice. Anche se Conte sembra propendere per l’azzeramento della carica - e su un sottosegretario alla presidenza del Consiglio di sua stretta fiducia - è molto difficile che possa dare anticipazioni sulla lista dei ministri prima della salita al Quirinale. Il motto del premier, tratto dall’articolo 92 della Costituzione, è: «Voi proponete, io decido». Una linea che, a tutti gli effetti, introduce il meccanismo della rosa. Ovvero ricevere dai partiti nomi e desiderata e poi incastrare le tessere del puzzle concordando con il Quirinale alcuni profili per i ministeri più delicati.

Nei colloqui avuti nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarellasi è guardato bene dal farsi tirar dentro la vicenda dei vicepremier. Il nodo dovrà quindi essere sciolto da Conte che però ha molte carte da giocare per accontentare - e al tempo stesso scontentare - ora il M5S, ora il Pd. Tenendo sempre presente che in maggioranza non ci sono solo i due partiti più numerosi in Parlamento, ma anche la sinistra di Leu, i socialisti di Nencini, i due gruppi misti di Camera e Senato e, forse, anche +Europa di Emma Bonino.

Pur in assenza di rassicurazioni, che Conte non dà né al M5S né al Pd, Di Maio ha interesse a mantenere alta la tensione sul nodo. Evocando il rischio che si possa ancora finire con il voto anticipato, Di Maio ha voluto sottolineare che considera la partita tutt’altro che chiusa - sulle poltrone come sul programma - e che la sua leadership è ancora in grado di poter mettere in dubbio persino la nascita del governo o un possibile ritorno con la Lega. Tatticismi che servono a contenere il Pd, ma soprattutto a dare un segnale a Conte che dovrà decidere e a parlamentari e iscritti in vista di quel referendum sulla piattaforma Rousseau.

Tra lunedì e martedì dovrebbe esserci il voto sulla piattaforma grillina. A Di Maio servono rassicurazioni sul suo ruolo nel governo. Se riuscirà a spuntarla, toccherà anche al Pd dare un nome per la carica di vicepresidente. Se alla fine toccherà al Pd piegare la testa - salvo ottenere compensazioni su altre deleghe - toccherà probabilmente ad Andrea Orlando cimentarsi nel ruolo di vice e, quindi, di capodelegazione del Pd nel governo. Resterà poi da vedere se basterà una targhetta sulla porta per continuare a guidare un Movimento che tenta di cambiare alleato e programmi senza mutare leadership. Sinora nessun partito, Dc compresa, c’è mai riuscito.

il messaggero

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Morta la figlia di Luis Enrique, il messaggio commovente di Francesco Totti: «Riposa in pace piccola stella»

31 Agosto 2019, 07:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore


 

Lutto per Luis Enrique, è morta la figlia di 9 anni
«Non ci sono parole... Riposa in pace piccola stella🙏🙏🙏». È questo il messaggio con cui Francesco Totti ricorda la piccola Xana, la figlia dell'ex allenatore della Roma Luis Enrique, morta ieri per un cancro alle ossa.

Luis Enrique, morta la figlia Xana di 9 anni: «Ha combattuto 5 mesi contro l'osteosarcoma»​

La battaglia della bimba di 9 anni è durata cinque mesi. Enrique aveva lasciato la guida della Nazionale spagnola lo scorso marzo, dimettendosi definitivamente a giugno. Ieri sera è stato proprio lui su Twitter ad annunciare la morte della figlioletta: «Nostra figlia Xana è deceduta questo pomeriggio all'età di 9 anni dopo aver combattuto per 5 intensi mesi contro l'osteosarcoma. Ringraziamo tutti per i messaggio d’affetto ricevuti durante questi mesi e apprezziamo la discrezione e la comprensione». E aveva concluso: «Ci mancherai moltissimo, ma ti ricorderemo ogni giorno della nostra vita nella speranza che in futuro ci incontreremo di nuovo. Sarai la stella che guida la nostra famiglia. Riposa Xanita».



Tra i tanti messaggi di cordoglio, pochi minuti fa è arrivato su Instagram anche quello di Francesco Totti. Che si stringe al dolore della famiglia e saluta la piccola Xanita.
di Emiliana Costa LEGGO.IT

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi Perde il controllo dell’auto e finisce nella ringhiera

30 Agosto 2019, 18:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

Perde il controllo dell’auto e finisce nella ringhiera che costeggia la statale 163.  È accaduto poco fa ad Amalfi dove una vettura che procedeva in direzione Salerno, per cause in via di accertamento, è urtata contro la ringhieta riportando danni meccanci alla trazione.

L’auto, che viaggiava a velocità moderata, per fortuna ha solo piegato il montante della ringhiera nel punto in cui la strada sovrasta la spiaggia libera.

Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti della polizia municipale di Amalfi che hanno regolato il transito a sensi di marcia alternati procedendo a una serie di rilievi per stabilire le cause dell’accaduto.

 
 

 

Ad Amalfi è giunta anche un’ambulanza del Saut di Castiglione per prestare soccorso a una persona che viaggiava su uno scooter. L’auto rimasta di traverso nella corsia direzione Salerno è stata rimossa con un carro gru.

AMALFINOTIZIE

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi, barca prende fuoco nel porto: portata al largo per domare l’incendio / Foto e Video

30 Agosto 2019, 18:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi, barca prende fuoco nel porto: portata al largo per domare l’incendio / Foto e Video
 

Attimi di paura poco fa ad Amalfi (intorno alle 15) quando improvvisamente una imbarcazione ha preso fuoco mentre si trovava ormeggiata al porto.

Le fiamme, che sono divampata nella parte posteriore del natante, proprio dove si trova il serbatoio, hanno iniziato ad alimentarsi sprigionando nell’aria un fumo nero ed acre.

In pochi secondi gli operatori ed il personale della zona portuale, coadiuvati dagli uomini Capitaneria di Porto intervenuti con la motovedetta della Guardia Costiera, hanno provveduto a mettere in sicurezza il natante allontanandolo dalla zona del porto.

Ad aiutare nelle operazioni di allontanamento e spegnimento delle fiamme anche due imbarcazioni di Battellieri di Amalfi che, fino ad azioni di spegnimento compiuti, hanno interrotto il loro lavoro.

Tantissima la gente ed i curiosi accorsi verso il porto, attirati dal fumo nero che si è elevato alto in pochissimo tempo e dall’odore acre delle vetroresina bruciata che ha invaso non solo la zona portuale ma anche il centro cittadino.

 
 

 

A spegnere l’incendio la Guardia Costiera tramite l’utilizzo di pompe e i natanti intervenuti per sedare l’incendio. Un operatore è stato invece trasportato in autoambulanza al presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello con ferite lievi.

foto video e articolo di Amalfinotizie

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori ragazzo 19enne si tuffa battendo la testa e grave

30 Agosto 2019, 17:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori ragazzo 19enne si tuffa battendo la testa e grave

Maiori tanta paura per le condizioni di un giovane che questo pomeriggio, intorno alle 16 e 15, in seguito a un tuffo nello specchio acqueo del porto turistico, ha battuto violentemente il capo sul fondale. Il ragazzo, comasco di 19 anni in vacanza a Maiori presso alcuni parenti, ha perso i sensi e ingerito molta acqua. A rianimarlo attraverso massaggi cardiaci e respirazione artificiale (per ben tre volte era andato in arresto cardiocircolatorio) il medico e l'infermiera del servizio idroambulanza con l'equipaggio della sopravvenuta ambulanza. Intubato, è stato destinato direttamente all'ospedale "Ruggi d'Aragona" di Salerno. Portato a bordo dell'eliambulanza giunta sul posto in tempi record, il trasferimento al reparto di Neurochirurgia del nosocomio salernitano per le necessarie indagini, accompagnato dai genitori, originari di Ravello. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della locale stazione, i militari della Capitaneria di Porto e i Vigili urbani di Maiori

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Nessuno mette like alla foto su Snapchat, 15enne si uccide. La madre: "Vietate i social ai minori"

29 Agosto 2019, 12:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

inserito da Alessia Chianese

 

NEWS ITALIA E DAL MONDO Nessuno mette like alla foto su Snapchat, 15enne si uccide. La madre: "Vietate i social ai minori"

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