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CAMPANIA NEWS Ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari per due giovani resisi responsabili di varie rapine

22 Dicembre 2017, 10:25am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari per due giovani resisi responsabili di varie rapine

inserito da Michele Pappacoda Omicidio volontario aggravato e non più istigazione al suicidio: è il reato ipotizzato a carico di Marco Venturi, fidanzato di Carlotta Benusiglio, ex modella e stilista morta a 37 anni, a Milano, trovata appesa a un albero in un parchetto di fronte a casa la mattina del 31 maggio 2016. E' quanto scrivono alcuni quotidiani, spiegando che a un anno e mezzo da quel giorno, le indagini ripartono da una nuova autopsia. Il pm Gianfranco Gallo ha disposto la riesumazione della salma e una nuova autopsia. Il 3 gennaio verrà conferito l'incarico ai periti. La decisione arriva con il cambio del capo d'imputazione a carico dell'uomo. I nuovi accertamenti dovranno far luce sulla sua posizione. La notte della morte di Carlotta, i due sono insieme. Le telecamere li riprendono pochi minuti prima della tragedia nella zona di Piazza Napoli dove poi sarebbe stato rinvenuto il corpo. Poco dopo le 4, nei fotogrammi appare solo Venturi, mentre si allontana dal parco.

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NEWS ITALIA MONDO LOMBARDIA Stilista trovata impiccata a Milano, indagato per omicidio il fidanzato, disposta la riesumazione della salma e una nuova autopsia

22 Dicembre 2017, 10:20am

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NEWS ITALIA MONDO LOMBARDIA Stilista trovata impiccata a Milano, indagato per omicidio il fidanzato, disposta la riesumazione della salma e una nuova autopsia

inserito da Michele Pappacoda Omicidio volontario aggravato e non più istigazione al suicidio: è il reato ipotizzato a carico di Marco Venturi, fidanzato di Carlotta Benusiglio, ex modella e stilista morta a 37 anni, a Milano, trovata appesa a un albero in un parchetto di fronte a casa la mattina del 31 maggio 2016. E' quanto scrivono alcuni quotidiani, spiegando che a un anno e mezzo da quel giorno, le indagini ripartono da una nuova autopsia. Il pm Gianfranco Gallo ha disposto la riesumazione della salma e una nuova autopsia. Il 3 gennaio verrà conferito l'incarico ai periti. La decisione arriva con il cambio del capo d'imputazione a carico dell'uomo. I nuovi accertamenti dovranno far luce sulla sua posizione. La notte della morte di Carlotta, i due sono insieme. Le telecamere li riprendono pochi minuti prima della tragedia nella zona di Piazza Napoli dove poi sarebbe stato rinvenuto il corpo. Poco dopo le 4, nei fotogrammi appare solo Venturi, mentre si allontana dal parco.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena. Coppia si separa: un assegno mensile anche per il cane

22 Dicembre 2017, 10:08am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena. Coppia si separa: un assegno mensile anche per il cane

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MODENA. Il cane? Equiparato ai figli. È un “affetto” e come tale va trattato anche quando ci si trova di fronte ad un giudice per una separazione. Così, nei giorni scorsi, i giudici del Secondo Collegio del Tribunale civile di Modena hanno stabilito, nell’ambito di una separazione consensuale, che l’ormai ex marito dovrà riconoscere all’ex moglie 50 euro al mese come assegno di mantenimento per il cane, un pastore tedesco di razza. Non più quindi, solo gli alimenti per i figli, ma anche per gli animali. Si tratta di una delle prime sentenze in Italia in questo senso, destinata certamente a fare scuola e far discutere. La donna, seguita dall’avvocato Pierangela Bisconti, aveva spiegato nel suo ricorso giudiziale - poi ricondotta davanti al giudice per una separazione consensuale - come anche il cane, di proprietà del marito, fosse una figura importante per la famiglia e non aveva nessuna intenzione di separarsi da lui e di costringere i figli a non vederlo più. È stato così il giudice a stabilire dove il cane dovesse essere “collocato” - questo il termine giuridico corretto, sostanzialmente come se fosse “affidato” - e cioè insieme ai figli minori della coppia, che vivranno con la madre. La cifra di 50 euro mensili a carico del marito è da intendersi come contributo al 50 per cento per il mantenimento del cane, che spetta quindi ad entrambi i coniugi come nel caso delle spese straordinarie che sono divise per consuetudine al 50 per cento. Moglie e marito non hanno battuto ciglio di fronte alla somma che il giudice ha fissato in eccesso rispetto alle indicazioni iniziali. Ma il cane, secondo entrambi, li merita. La storia di questo pastore tedesco, tra l’altro, non è legata solamente a questa vicenda giudiziale. Il suo nome, infatti, oltre che sul verbale di omologa della sentenza del giudice è noto anche per aver collaborato in diverse occasioni alla ricerca di persone scomparse: attualmente è in pensione dalla sua attività in Croce Rossa. In generale, l’affidamento di animali domestici in caso di separazione e divorzio non è così chiaro e non ci sono state, in questi anni, decisioni univoche tali da decifrare in un unico modo la situazione, tanto che nel caso specifico ci si è arrivati per gradi, ma con un unico obiettivo: tutelare anche il cane, al pari, se si può dire, di un figlio.

Davide Berti la gazzetta di Modena

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sassuolo. Danno fuoco ai mezzi della ditta rivale: arrestati

22 Dicembre 2017, 09:57am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sassuolo. Danno fuoco ai mezzi della ditta rivale: arrestati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SASSUOLO. Due mezzi incendiati come “gentile invito” a rinunciare alle commesse. Ieri mattina due fratelli gemelli originari del leccese, i 26enni Cosimo e Damiano Leuzzi, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti (Re) e della stazione di Castellarano con l’accusa di tentata estorsione in concorso. Per il sostituto procuratore Stefania Pigozzi e per i militari sono loro i responsabili del rogo doloso appiccato nella notte del 6 ottobre scorso a Roteglia in via Radici Monte, davanti all’abitazione di un 43enne artigiano attivo nel settore ceramico. Le fiamme avevano distrutto due mezzi di proprietà dell’uomo, un furgoncino Fiat Scudo carbonizzato e una Audi A3 seriamente danneggiata, parcheggiati nel cortile di casa. L’incendio aveva anche lasciato segni dell’edificio e solo l’intervento dei vigili del fuoco aveva evitato conseguenze peggiori. Secondo gli inquirenti i responsabili sono i due gemelli Leuzzi, residenti rispettivamente a Sassuolo e Casalgrande, entrambi dipendenti di un’azienda concorrente diretta di quella gestita dal 43enne artigiano di Roteglia. E sarebbe proprio una questione “professionale” la motivazione dell’incendio: il rogo era un’intimidazione rivolta al 43enne perché non accettasse più commesse da un’impresa ceramica, lasciando così strada libera alla realtà per cui lavorano i due 26enni, destinata nel caso a trovarsi per le mani un aumento di incarichi e di introiti. Un quadro che lascia ancora alcune zone oscure sull’eventuale coinvolgimento di altre persone, ma ora decisamente più chiaro quantomeno sugli autori materiali del gesto e sul movente, delineato con chiarezza. A oggi non sembrano esserci dubbi sulla volontà di intimidire un “concorrente”. L’incendio aveva generato parecchia tensione due mesi fa, anche perché è il classico “reato spia” da valutare attentamente come possibile segnale della presenza di criminalità organizzata. Le indagini dei carabinieri, partite poche ore dopo il rogo, sono proseguite per due mesi sino ad incamerare dettagli e conferme sulla responsabilità dei due fratelli, individuati grazie alla raccolta di testimonianze e altri elementi di prova. Quando il fascicolo è risultato ormai ben delineato, il sostituto procuratore Stefania Pigozzi, titolare dell’indagine, ha presentato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al Gip (Giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Reggio Emilia Angela Baraldi. Il Gip ha accolto la richiesta e nella mattinata di ieri i carabinieri hanno raggiunto i due gemelli nelle loro abitazioni a Sassuolo e Casalgrande, li hanno arrestati e portati al carcere di Reggio Emilia dove sono attualmente rinchiusi in attesa dell’udienza di convalida.

Adriano Arati LA GAZZETTA DI MODENA 

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VELASCA VIMERCATE NEWS “La preside impedisce la visita al mio presepe” ma è un malinteso VIDEO

22 Dicembre 2017, 09:47am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «La preside ha impedito ai bambini della scuola dell’infanzia di via Parini di visitare il mio presepe».

Queste semplici parole, pronunciate dall’artista arcorese Enrico Carcano, hanno rischiato di creare un nuovo caso politico sul presepe, dopo la tanto discussa Natività allestita nella chiesa di Sant’Eustorgio di Arcore.

Ma è stata la stessa dirigente  Antonella Giovanna Colombo (clicca qui per leggere la sua storia) a chiarire: “Si è trattato solo di un malinteso con le insegnanti del plesso scolastico, non ho imposto alcun divieto, ci mancherebbe”.

Il caso

La diatriba è nata in merito alla bellisisma Natività realizzata, nel giro di pochi mesi, dal 78enne Carcano all’interno del cortile della sua abitazione di via Parini, che si trova accanto alla scuola materna.

“Da più di dieci anni i bambini della scuola dell’infanzia vengono a visitare il presepe, ma quest’anno, con mio grande rammarico, non sono venuti perchè mi hanno detto che la preside avrebbe negato loro il permesso», ha sottolineato Carcano.

La versione dei fatti della preside

Ma a smentire la ricostruzione dei fatti di Carcano è stata la stessa dirigente.

“Le insegnanti della materna avevano inoltrato, qualche mese fa, il permesso per poter portare i bambini a vedere il presepe di Carcano ma, visto che la richiesta non era stata formulata secondo le procedure corrette stabilite dal regolamento scolastico, ho chiesto a loro di riformularla secondo i giusti  canoni – ha sottolineato la dirigente raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione nei giorni scorsi-  Purtroppo, dopo la mia risposta, non ho ricevuto più alcuna richiesta. Si è trattato di un malinteso, ci mancherebbe, anche perchè io non ho proprio nulla contro il presepe. Anzi ho autorizzato una classe di prima elementare ad andare a visitare lo stesso presepe allestito in via Parini. E in aggiunta a questo voglio sottolineare che all’ingresso della scuola media Stoppani abbiamo allestito un altro presepe. Quindi non ho proprio nulla contro la Natività. Vedrò di trovare il modo per scusarmi con il signor Carcano per il disguido che si è creato».

Il video del bellissimo presepe di Carcano

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MONZA BRIANZA NEWS Investito mentre attraversa: paura per un 21enne L'auto procedeva su corso Milano in direzione di via Borgazzi

22 Dicembre 2017, 09:43am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ stato investito mentre attraversa corso Milano sulle strisce pedonali, a due passi dall’ufficio postale. Attimi di paura per un 21enne trasportato poco fa al Policlinico di Monza.

Investito mentre attraversa: sul posto anche la Polizia locale

Il ragazzo, che stava attraversando corso Milano sulle “zebre”, è stato investito da un’automobile che procedeva in direzione sud, verso via Borgazzi.

Il giovane, immediatamente soccorso sia dai passanti che dall’investitore, è stato trasportato al nosocomio monzese in codice verde per medicare i graffi riportati sulle braccia.

Sul posto, oltre a un’ambulanza dell'”Avis Meda”, sono intervenuti anche gli agenti della Polizia locale che hanno ascoltato i testimoni e ricostruito la dinamica.

A due passi anche un furto

Di fronte al luogo del sinistro, poi, i Carabinieri di Monza sono intervenuti negli stessi minuti per un furto ai danni di un minimarket.

IL GIORNALE DI MONZA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Baronissi: questa mattina il funerale della piccola Oriana

22 Dicembre 2017, 09:35am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Baronissi: questa mattina il funerale della piccola Oriana

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa mattina c’è stato il funerale della bambina di soli 6 anni che ieri, 20 Dicembre, a Baronissi in via Convento, ha lasciato improvvisamente la sua famiglia a causa di un arresto cardiaco. Una vera e propria tragedia che ha colpito i cari della piccola e l’intera comunità, che si è riunita attorno alla sua famiglia partecipando al dolore. Il rito funebre è stato celebrato dal sacerdote Don Enrico Agovino. Egli ha invitato i genitori della piccola e la comunità tutta ad accompagnare questo tragico momento con la preghiera. Un messaggio di fede quello che il prete ha diffuso per accompagnare il triste addio alla bambina. Queste le sue toccanti parole: “Un dolore così forte noi cristiani solo con la ragione non possiamo affrontarlo. Solo nel signore, che ci è sempre accanto, dobbiamo trovare la forza per andare avanti e le risposte alle tante nostre domande. Solo la fede ci illumina, la fede che la piccola Oriana ha ricevuto nel giorno del battesimo. Insieme alla sua famiglia la piccola si stava preparando per ricevere l’eucaristia. Ora sta continuando ad accogliere la presenza del signore nel suo regno.” Il rito funebre non è stato accompagnato da un coro né da un sottofondo musicale, solo da un profondo silenzio. Segno di grande rispetto delle persone, che hanno riempito la Chiesa di Sant’Agnese, nei confronti dei genitori e della famiglia distrutti dal dolore. Scopri di più su https://www.zerottonove.it/baronissi-funerale-bambina/#fDx9RDMIsylbA3ti.99Alla funzione il sacerdote ha comunicato la partecipazione dell’arcivescovo alla sofferenza della famiglia della piccola e le sue preghiere. Uniti al dolore e alle preghiere anche il parroco e la comunità di Pellezzano, le insegnanti di Oriana, i genitori dei suoi compagni di classe. Il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante, che già aveva espresso il suo cordoglio, presente al funerale, ha mostrato la sua vicinanza alla famiglia. All’uscita della Chiesa, la piccola Oriana è stata salutata con fiori bianchi e palloncini bianchi lasciati volare in cielo, proprio come questo piccolo angelo ha fatto. Sul posto presenti anche i volontari de Il Punto di Baronissi.

ZEROTTONOVE

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Battipaglia, in servizio il nuovo Targa Scanner per la sicurezza stradale Scopri di più su h

22 Dicembre 2017, 09:25am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Battipaglia, in servizio il nuovo Targa Scanner per la sicurezza stradale Scopri di più su h

INSERITO DI MICHELE PAPPACODA Finalmente in funzione il Targa Scanner del comando Polizia Locale di Battipaglia guidato dal tenente colonnello Gerardo Iuliano. Il nuovo strumento di controllo della circolazione stradale consente la verifica delle autovetture prive di assicurazione e revisione. L’apparecchio consente di registrare, con una idonea telecamere, con una postazione mobile, in macchina, di verificare sempre assicurazioni e revisione per poi convocati al comando per la esibizione delle stesse. Inoltre è possibile controllare la doppia fila ma questa ancora non sarà oggetto di controllo perché l’intenzione di questa amministrazione è quella di fare sicurezza e non cassa. “Siamo impegnati sul fronte della salvaguardia della sicurezza degli automobilisti e più in generale degli utenti della strada – afferma il vicesindaco di Battipaglia con delega alla sicurezza Ugo Tozzi -. Da più parti abbiamo avuto segnalazioni di auto sprovviste di assicurazione e di non perfette condizioni per quanto riguarda la revisione periodica. Il nostro intento non è quello di sanzionare ma di salvaguardare la sicurezza“.

Fonte www.zerottonove.it

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NEWS ITALIA MONDO CALABRIA Confiscati beni per 10 mln a Matacena L'ex parlamentare condannato per concorso è latitante a Dubai

22 Dicembre 2017, 09:19am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO CALABRIA, La Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca di beni, emesso dalla Corte di Assise d'Appello, nei confronti dell'armatore ed ex deputato di Fi Amedeo Matacena, ora latitante a Dubai.

             © ANSA

La confisca riguarda 12 società in Italia e all'estero, conti bancari, immobili e un traghetto in servizio nello Stretto di Messina, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. Matacena, condannato definitivamente nel 2014 a tre anni di reclusione dalla Cassazione per concorso esterno, è stato riconosciuto quale politico di riferimento delle cosche reggine a salvaguardia dei loro interessi. Poi è rimasto coinvolto nelle indagini della Dia e coordinate dalla Dda che hanno portato all'emissione di ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre che nei suoi riguardi, anche a carico di sua moglie Chiara Rizzo, per intestazione fittizia di beni, e dell'ex Ministro dell'Interno Claudio Scajola, per averlo aiutato a sottrarsi alla cattura.

(ANSA) -

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Si può sfrattare da un appartamento in affitto una persona con disabilità/handicap?

21 Dicembre 2017, 14:34pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Si può sfrattare da un appartamento in affitto una persona con disabilità/handicap?

INSERITO DA MORENA MOTTA Sgomberiamo subito il campo: non è prevista una deroga particolare per il soggetto con disabilità (in giurisprudenza c'è poco, in quanto esistono soltanto ordinanze di sospensioni che riguardano un insieme di condizioni, tra cui la disabilità) ma ci sono alcune cose da sapere al riguardo, che tutelano questa categoria di inquilini.

I TIPI DI SFRATTO – E’ importante innanzitutto ricordare come, per quanto riguarda lo sfratto,  l’ordinamento giuridico italiano determina 4 tipi di procedure di rilascio immobile:
a)    per finita locazione: allo scadere del contratto di locazione
b)    per necessità: si verifica quando il proprietario intende riutilizzare l'alloggio o effettuare lavori previsti dalla legge
c)    per morosità: nei casi di protratto mancato pagamento del canone di affitto e/o delle quote condominiali
d)    esecutivo: quando l'inquilino si rifiuta di consegnare le chiavi dell'immobile, si agisce in modo esecutivo) Si premette che la presenza di invalidi, anziani, disabili o portatori di handicap all’interno dell’appartamento in affitto, generalmente, non comporta deroghe alla disciplina sugli sfratti.

OPPORSI ALLA PROCEDURA DI SFRATTO – In linea generale l’inquilino - qualunque inquilino -  può opporsi alla procedura esecutiva, come una richiesta giudiziale di sfratto, chiedendo al Giudice Istruttore una proroga, se in possesso dei requisiti previsti ai sensi dell’art. 6 della legge 431 del 1998, e della LEGGE 8 febbraio 2007, n. 9 “Interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali” (ultra 65enni, basso reddito, ecc.). Tra i requisiti presi in considerazione nelle molteplici cause giudiziali relativamente alle procedure esecutive di sfratto vi è la condizione oggettiva di un soggetto residente con disabilità. Sarà però sempre il Giudice a stabilire se accogliere o meno la richiesta.

SOSPENSIONE DELLO SFRATTO E DISABILITA’ - Il Governo italiano ha  però posto attenzione al problema in misura decisa, soltanto ed esclusivamente sino al Decreto Milleproroghe 2011, in cui si disponevano interventi a favore delle categorie disagiate, relativamente alle richieste di sfratto, sino al 30 giugno 2012. Da tale data sono seguite soltanto proroghe temporanee (si vede Decreto Milleproroghe 2015), senza disposizioni certe, valutando esclusivamente in primis il bilancio statale gravante sulle misure economiche.

LE CONDIZIONI ECONOMICHE – I provvedimenti legislativi che si sono seguiti nel tempo, hanno determinato una nota di difesa e sostegno (anche se in presenza di altri requisiti) ai soggetti disabili, facendo credere che si potesse arrivare ad una norma certa e trasparente sul tema degli sfratti. In tal senso, è opportuno ribadire come il creditore, a seguito di tali provvedimenti, non poteva avanzare la richiesta di sfratto al soggetto disabile, sempre in presenza di dette condizioni (in via stragiudiziale a seguito di rilascio immobile, il soggetto disabile dovrebbe attestare la malattia, con stato di famiglia e reddito).
Ulteriormente, si sottolinea, come certamente la condizione reddituale diventa essenziale nei procedimenti esecutivi, in quanto costituisce risorsa secondaria e affidabile per poter sostenere le difficoltà allo “sfrattato”. Soprattutto in presenza di morosità o finita locazione, diventa una difesa importante tale da poter rinviare la decisione giudiziale di parecchi mesi.

DIRITTO A SISTEMAZIONE ADEGUATA - Si evidenzia inoltre come motivo di difesa in sede di opposizione sia anche la situazione oggettiva in cui il soggetto disabile vive; i correttivi mobiliari, con contestuali accorgimenti tecnici pratici dell’immobile in uso al soggetto disabile, devono essere importanti e fondamentali nella possibile ricerca di altro immobile, tale da non pregiudicare un diritto alla salute e quell’abbattimento delle barriere architettoniche tali da limitare la mobilità. Al soggetto disabile sfrattato, deve essere data la possibilità di trovare una sistemazione adeguata alle sue condizioni di malattia.

HANDICAP GRAVE E DIRITTO A RESTARE IN CASA - Un esempio specifico della situazione suesposta, lo ricaviamo dal  Tribunale di Civitavecchia:  in data 26 giugno 2010 la relazione medica di parte, attestava ad un soggetto una grave esperienza depressiva a rischio di suicidio, e lo sfratto poteva aggravare le sue già tenui capacità di ripresa. Il possibile giovamento della permanenza nella sua abitazione e dall’attività rurale che svolgeva quotidianamente in tale luogo, era fondamentale per la sua salute fisica ma soprattutto psichica, data la potenzialità di suicidio in un futuro trasferimento. Orbene, grazie al decreto-legge n. 225 del 2010 (cosiddetto milleproroghe), nelle more delle procedure di notifica, il soggetto disabile è riuscito faticosamente a rimanere nell’abitazione, e tale motivo di difesa che riguardava un peggioramento delle condizioni di salute a causa di un futuro trasferimento, ha fatto sì che il Giudice sospendesse l’esecuzione.
A tal proposito, appare utile richiamare, per quanto attiene la categoria della persona con handicap grave, la legge 5 febbraio 1992, n.104 (legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti sociali) nella quale viene indicato che la situazione di handicap assume connotazione di gravità qualora la minorazione fisica, psichica o sensoriale, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione. Ai fini della dimostrazione della sussistenza della condizione di handicap grave, deve essere consegnata all’ufficiale giudiziario (in procedimento esecutivo di sfratto) copia conforme della certificazione rilasciata dalle commissioni mediche istituite presso le aziende sanitarie locali ai sensi dell’articolo 4 della citata legge n. 104/92.

In questi anni altri provvedimenti ministeriali sono stati emessi finalizzati a proroghe; purtroppo non è mai stata condotta una regolamentazione autonoma del problema, con una soluzione automatica, e un blocco automatico a monte della procedura esecutiva. Infatti come sancito da numerose sentenze del Giudice dell’Esecuzione di tribunali importanti, veniva disposta una sospensione soltanto ed esclusivamente in sede di opposizione giudiziale così come previsto dall' art. 615 del codice di procedura civile. Conseguentemente, l'ufficiale giudiziario poteva sospendere lo sfratto solo a seguito di un provvedimento in questo senso del giudice.

Avvocato Roberto Colicchia FONTE DISABILI.COM

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