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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo di 5 anni cade dal quinto piano e muore. La tragedia sotto gli occhi del papà

21 Dicembre 2017, 14:29pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo di 5 anni cade dal quinto piano e muore. La tragedia sotto gli occhi del papà

DI MORENA MOTTA Un bimbo di 5 anni è morto dopo essere precipitato da una finestra della sua casa al quinto piano nel pomeriggio di ieri alla periferia di Roma. Il tutto si è svolto pochi istanti. Il bimbo era da solo in casa con il papà perché la mamma era uscita per andare a prendere la sorellina a scuola. Approfittando di un attimo di distrazione del genitore, il piccolo si sarebbe arrampicato sul termosifone sotto la finestra e, dopo averla aperta, è caduto giù. Al momento si ipotizza un tragico incidente.

A dare l'allarme al 112 è stato un uomo che era andato a trovare alcuni parenti in quella strada. Ha visto il bimbo per terra e ha chiamato i soccorsi. Ad accorrere anche alcuni condomini dello stabile che hanno avvisato il padre e cercato inutilmente di rianimarlo nell'attesa dell'ambulanza. Purtroppo ogni tentativo si è rivelato inutile. Sotto shock il padre del bambino. L'uomo si trova ora nella caserma dei carabinieri che lo ascolteranno per acquisire elementi utili per ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto. I militari sentiranno anche le altre persone che sono accorse per prime per salvare il bambino.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Melbourne, suv contro passanti: 14 feriti. La polizia: 'Non è terrorismo'

21 Dicembre 2017, 14:21pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Melbourne, suv contro passanti: 14 feriti. La polizia: 'Non è terrorismo'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo è stato arrestato dalla polizia australiana dopo che la sua auto "ha colpito alcuni passanti" a Flinders Street, nel centro di Melbourne. Quattordici  persone sono rimaste ferite, molte versano in gravi condizioni. Tra i feriti c'è anche un bambino che è stato colpito alla testa. Oltre all'autista del Suv bianco che si è lanciato sulla folla a Melbourne, poco dopo le 16.30 ora locale, un altro uomo è stato arrestato. Entrambi sono sotto interrogatorio.

La polizia di Melbourne ha fatto sapere che non ci sono prove che l'episodio in cui sono rimaste ferite 14 persone abbia legami con il terrorismo. 

L'autista del suv che ha falciato 14 passanti nel centro di Melbourne è un australiano di origine afghana ed era già noto alla polizia.

Il conducente del suv che ha travolto i passanti nel centro di Melbourne ha avuto in passato problemi di droga e psichici. 

Sul suo account Twitter la polizia ha chiesto a tutti, auto e passanti, di evitare la zona dell'incidente. Secondo i testimoni, il Suv  "falciava chiunque si trovasse davanti, le persone venivano sbalzate via".

Una persona presente ha riferito che "l'incidente è durato circa 15 secondi". "L'auto è passata con il rosso a tutta velocità e poi è stato solo bang, bang, bang. Uno dopo l'altro. C'erano persone stese a terra ed altre che cercavano di aiutarle. Un caos", ha detto.

FONTE ANSA

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Papa alla Curia: "Basta complotti, sono un cancro"

21 Dicembre 2017, 14:19pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Papa alla Curia: "Basta complotti, sono un cancro"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano - nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni - un cancro che porta all’autoreferenzialità, che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano". Papa Francesco non le manda a dire parlando alla Curia romana, in occasione degli auguri natalizi.

"Quando questo avviene - osserva - si perde la gioia del Vangelo, la gioia di comunicare il Cristo e di essere in comunione con Lui; si perde la generosità della nostra consacrazione".

Inoltre, una Curia "chiusa in sé stessa tradirebbe l’obiettivo della sua esistenza e cadrebbe nell’autoreferenzialità, condannandosi all’autodistruzione" dice Bergoglio che riserva parole forti anche ai 'traditori di fiducia' nella Chiesa.

Parlando alla Curia romana, Francesco osserva: "Permettetemi di spendere due parole su un altro pericolo, ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma - non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità - si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del 'Papa non informato', della 'vecchia guardia'…, invece di recitare il 'mea culpa'".

"Accanto a queste persone - osserva il Papa - ve ne sono poi altre che ancora operano nella Curia, alle quali si dà tutto il tempo per riprendere la giusta via, nella speranza che trovino nella pazienza della Chiesa un’opportunità per convertirsi e non per approfittarsene. Questo certamente senza dimenticare la stragrande parte di persone fedeli che vi lavorano con lodevole impegno, fedeltà, competenza, dedizione e anche tanta santità".

Bergoglio ha donato due libri ai cardinali ricevuti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico per gli auguri natalizi. In particolare, il Pontefice ha regalato il volume 'Voglio vedere Dio', un trattato di teologia mistica e guida spirituale, scritto alla vigilia del Concilio Vaticano II da padre Maria Eugenio di Gesù Bambino (1894-1967) e 'La festa del perdono con papa Francesco', curato dalla Penitenzieria apostolica.

FONTE ADNKRONOS

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA: Catania, anziani uccisi in ambulanza: i corpi venduti per 300 euro alle onoranze funebri

21 Dicembre 2017, 14:13pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA: Catania, anziani uccisi in ambulanza: i corpi venduti per 300 euro alle onoranze funebri

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Avrebbe ucciso tre persone anziane e malate per potere poi offrire ai familiari i servizi a pagamento di onoranze funebri. È l'accusa contestata a Davide Garofalo, un barelliere di 42 anni. Gli vengono contestati tre omicidi volontari commessi, uno l'anno, dal 2014 al 2016, iniettando aria nelle vene di malati terminali mentre li stavano trasferendo dall'ospedale di Biancavilla a casa procurando loro la morte per embolia gassosa. Le vittime sono una donna e un uomo molto anziani, e un 55enne deceduto nel 2015. Nell'inchiesta ci sono altre due barellieri indagati per altri episodi simili, a cui sono contestati gli stessi reati avvenuti su altre ambulanze. La Procura non ha voluto precisare la loro attuale posizione. Garofalo è persona ritenuta vicina al clan Mazzaglia-Toscano-Tomasello.
I malati terminali venivano uccisi su un'ambulanza, iniettando loro dell'aria nel sistema sanguigno, e poi i corpi 'venduti' per 300 euro a agenzie di onoranze funebri. Era questa l'ipotesi, che dà il nome all'operazione in corso dei carabinieri, 'l'Ambulanza della morte', sulla quale stava lavorando da mesi la Procura di Catania che aveva aperto un'inchiesta per omicidio dopo le rivelazioni di un collaboratore di giustizia, che accusa la mafia locale di avere avuto un ruolo nella vicenda.
Sono oltre 50 i casi di decessi avvenuti tra il 2012 e il 2016 all'attenzione della Procura distrettuale di Catania. Di questi una decina, secondo le indagini dei carabinieri, hanno «una maggiore pregnanza», ma soltanto tre sono al momento i decessi portati all'attenzione del Gip che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lo ha detto il procuratore aggiunto Francesco Puleio in conferenza stampa.
Il decesso avveniva durante il trasporto dall'ospedale di Biancavilla a casa dei pazienti dimessi perché in fin di vita. I casi sarebbero iniziati nel 2012. All'insaputa dell'ospedale e dei medici. Le prime rivelazioni il 'pentito' le aveva fatte in un'intervista a 'Le Iene' e poi si era recato in Procura per riferire dei fatti a sua conoscenza. Carabinieri della compagnia di Paternò, su delega dei magistrati della Dda etnea, hanno acquisito cartelle cliniche nell'ospedale.

«La gente non moriva per mano di Dio», spiegò allora il collaboratore, ma per «guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50». Secondo la sua ricostruzione, il malato terminale tornava a casa «siccome era in agonia e sarebbe deceduto lo stesso, gli iniettavano dell'aria con l'agocannula nel sangue, e il malato moriva per embolia», così i familiari non se ne accorgevano. Approfittando del momento di grande dolore proponevano l'intervento di un'agenzia di onoranze funebri che, sottolinea il testimone, «poi gli faceva un regalino», i 300 euro a salma appunto. Il pentito sostiene che «erano i boss a mettere gli uomini sull'ambulanza» e che i «soldi andavano all'organizzazione».

FONTE IL MATTINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA: In scooter sui binari, muore a 18 anni. In fuga dopo aver incendiato un'auto

21 Dicembre 2017, 14:11pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA: In scooter sui binari, muore a 18 anni. In fuga dopo aver incendiato un'auto

INSERITO DA MORENA MOTTA Un ragazzo di 18 anni è morto per le ferite riportate dopo essere stato investito da un treno in località Riglione (Pisa) mentre attraversava i binari.

Il 18enne, secondo quanto appreso, sarebbe stato a bordo di uno scooter in compagnia di un amico e, presumibilmente, non avrebbe sentito il convoglio arrivare. L'incidente sarebbe avvenuto intorno alle 6.40 di questa mattina. Sul posto polizia e magistrato di turno.

Secondo quanto riporta l'Ansa, il giovane sarebbe stato in fuga dopo aver dato alle fiamme un'auto, insieme ad un amico. A dare l'allarme alle forze dell'ordine, secondo quanto si apprende, sarebbe stato lo stesso compagno del ragazzo, una volta rientrato a casa. Il fatto sarebbe accaduto tra le quattro e le cinque stamani. Sul posto personale della Polfer, della questura di Pisa, di Ferrovie ed il magistrato di turno. Per consentire i rilievi dopo l'accaduto, la circolazione dei treni ha subito rallentamenti tra Pisa e Navacchio ( Pisa) tre le 6 e le 9.

Per quanto riguarda la circolazione ferroviaria, sta tornando progressivamente alla normalità, dalle 9, il transito dei treni sulla linea Pisa–Firenze, rallentata dalle 6.20 per l’investimento fra Pisa Centrale e Navacchio. I convogli in viaggio hanno accumulato ritardi fino a 30 minuti, mentre cinque regionali sono stati cancellati e dieci limitati nel percorso.

FONTE LA NAZIONE

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CAMPANIA NEWS Liceale 17enne accoltellato a Napoli: «Erano in quattro coi cappucci, un mingherlino il più feroce di tutti»

21 Dicembre 2017, 14:08pm

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CAMPANIA NEWS Liceale 17enne accoltellato a Napoli: «Erano in quattro coi cappucci, un mingherlino il più feroce di tutti»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Li ho visti circondare Arturo, li ho visti picchiarlo, ma solo quando ho urlato e loro sono fuggiti via ho visto il sangue, tanto sangue. Allora ho cercato di bloccare un'auto per farlo portare in ospedale, ma nessuno ha voluto fermarsi. Solo dopo una ventina di minuti quando è arrivata la mamma del ragazzino è stato possibile trasportarlo al San Giovanni Bosco. È stato terribile: la violenza prima e l'indifferenza poi hanno rischiato di uccidere quel ragazzino»: Luigi D'Orta ha un negozio dove vende oggetti per la cura degli animali domestici che si trova proprio dove Arturo è stato pugnalato, a pochissima distanza dalla caserma Garibaldi. Il suo è un racconto lungo, concitato: parla da testimone di un fatto di sangue, ma anche da genitore di due ragazzini della stessa età di quello che ha rischiato di essere ucciso.

Cosa è successo lunedì sera?
«Intorno alle 17,30 io ero nel mio negozio e stavo badando agli animali, quando dalle vetrine ho visto un gruppo di ragazzi con le felpe e i cappucci tirati in testa aggredire un altro ragazzino. Erano in quattro ed uno era piccolo, basso e mingherlino. È stato lui a tirare un ceffone al ragazzo che fino ad un attimo prima camminava per i fatti propri».

Un ceffone capita, ma le perché si è messo subito in allarme?
«Perché era chiaro che non si trattava di una discussione tra amici. Tra l'altro l'aggredito era anche vestito in maniera completamente diversa rispetto agli altri, non aveva la felpa, aveva un pullover, ed il volto era ben visibile».

Che cosa è successo dopo lo schiaffo?
«La vittima ha cercato di allontanarsi, di scrollarsi di dosso il mingherlino. Ma è riuscito a fare solo pochi metri, poi gli altri si sono fatti sotto, tutti insieme gli sono saltati addosso. Ho capito che le cose si mettevano male, ma non avevo compreso che i quattro fossero armati: mi è sembrato che stessero picchiando la loro vittima e per questo sono uscito in strada urlando. A quel punto gli aggressori sono scappati».

In che condizioni era Arturo?
«Quando sono uscito lo ho visto accasciarsi. Con la mano si stringeva la gola: solo allora mi sono accorto che era insanguinato. Ma pensavo che la ferita fosse una sola. Poi lo ho accompagnato verso la panchina che si trova alla fermata dell'autobus e camminando mi sono accorto che era stato colpito anche al fianco. In pochi minuti l'intero sedile si è tinto di rosso, il sangue gocciolava a terra».

Un film dell'orrore
«Io cercavo in tutti i modi di tamponare le ferite, ma in negozio avevo solo un rotolo di carta e ho utilizzato quello. Intanto però il ragazzo sembrava sempre più debole. Cercavo di fermare le auto, facevo gesti, chiedevo aiuto, ho anche bloccato un taxi, ma nessuno ha voluto prendere a bordo il ferito. Poi, fortunatamente, è arrivato il proprietario di un'autoscuola poco distante e mi ha aiutato. A mano a mano accorreva altra gente. Qualcuno è riuscito a rintracciare il numero della mamma dal cellulare del ragazzo e le abbiamo telefonato. Intanto sono intervenute anche le forze dell'ordine. Per più di un quarto d'ora siamo rimasti ad aspettare l'ambulanza».

I soccorsi sono arrivati dopo un po' di tempo?
«No, gli agenti hanno autorizzato la madre a caricare il figlio sulla sua auto e al volante si è messo il proprietario della scuola guida. Così finalmente Arturo è partito per l'ospedale».

È riuscito a vedere bene gli aggressori?
«No, avevano il volto coperto dai cappucci. E da quel poco che ha detto il ragazzino aggredito non li ha riconosciuti nemmeno lui. Arturo era incredulo, sbalordito da quello che stava succedendo».
 

FONTE di Daniela De Crescenzo IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Evade dai domiciliari per comprare il latte alla figlia: travolta e uccisa

21 Dicembre 2017, 14:03pm

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Evade dai domiciliari per comprare il latte alla figlia: travolta e uccisa

INSERITO DA MORENA MOTTA Era uscita di casa solo per un attimo: voleva comprare il latte alla figlioletta nel tabacchi di fronte la sua abitazione, in via lungomare Colombo, a Pastena, dove è sottoposta da tempo agli arresti domiciliari. Doveva essere una brevissima evasione: quell’uscita, invece, le è costata la vita. Mentre attraversava la strada è stata travolta da uno scooter che viaggiava a velocità sostenuta. Non ce l’ha fatta Giovanna Corrado Ceruso, la 45enne originaria di Pontecagnano investita lunedì sera da un centauro salernitano indagato ora per l’accusa di omicidio colposo e ricoverata d’urgenza nel reparto di rianimazione del Ruggi d’Aragona. Il suo cuore ha smesso di battere poco dopo a causa delle gravissime lesioni riportate nell’impatto. 
Finita in manette nel settembre 2016 nell’ambito del blitz dell’Antimafia, denominato «Italo» che, attraverso l’emissione di 62 misure cautelari, sgominò cinque gruppi criminali dediti alle rapine e allo spaccio di droga tra Salerno e la piana del Sele, Giovanna Ceruso aveva ottenuto il beneficio dei domiciliari a causa delle sue delicate condizioni di salute che le rendevano incompatibile il regime carcerario. Proprio per questo la donna beneficiava di permessi speciali per sottoporsi ad alcune terapie. Lunedì sera, però, Giovanna Ceruso avrebbe dovuto allontanarsi di casa solo per un attimo: il tempo necessario ad acquistare una confezione di latte per la sua bambina. In quel tabacchi, invece, la donna non è mai arrivata. Falciata da un centauro, le sue condizioni sono apparse subito drammatiche agli operatori del 118 precipitatisi sul luogo della tragedia già tante volte teatro di tragici incidenti come quello del 2013 quando, su quello stesso tratto di strada, a perdere la vita fu lo storico titolare del lido Aurora Silvio Adinolfi. Alla guida della moto che ha travolto Giovanna Ceruso, uccidendola, c’era un giovane salernitano la cui posizione è ora al vaglio della Procura che ha formulato a suo carico l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

FONTE di Viviana De Vita IL MATTINO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Gelo, i consigli di Gori per proteggere i contatori idrici

21 Dicembre 2017, 14:00pm

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Gelo, i consigli di Gori per proteggere i contatori idrici

INSERITO DA MORENA MOTTA La Gori diffonde un’informativa sui consigli per evitare problemi alle condotte idriche. Nei prossimi giorni, infatti, è prevista in Campania una forte diminuzione delle temperature, accompagnata da una possibile ondata di gelo. Per limitare i fenomeni di congelamento e rottura degli impianti interni e dei contatori, l’azienda invita gli utenti ad adottare alcuni accorgimenti.

È consigliabile proteggere con materiale isolante i contatori ubicati al di fuori dei fabbricati e se le temperature dovessero abbassarsi al di sotto dello zero, è opportuno lasciar scorrere durante la notte un filo d’acqua da un rubinetto interno all’abitazione. Questo accorgimento esclude il permanere dell’acqua all’interno delle tubature che, senza flusso, potrebbero congelare e danneggiare l’impianto stesso.

Per le abitazioni o i locali non utilizzati nel periodo invernale, soprattutto nei comuni pedemontani, è invece preferibile provvedere alla chiusura della valvola di intercettazione del flusso dell’acqua (chiave d’arresto) posta in prossimità del contatore, svuotare il proprio impianto idraulico dall’acqua presente attraverso i rubinetti e proteggere il contatore con materiali isolanti.

Si ricorda che per eventuali segnalazioni di guasti o disservizi idrici è disponibile il numero verde 800-218270 gratuito ed attivo h24.

Di seguito il link per la visione del tutorial su come proteggere l’impianto idrico dal gelo: https://youtu.be/SzFsx_j_9do

FONTE di Luca Pane SORRENTO PRESS

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CILENTO NEWS Latitante della ’Ndrangheta arrestato alle porte del Cilento

21 Dicembre 2017, 13:56pm

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CILENTO NEWS Latitante della ’Ndrangheta arrestato alle porte del Cilento

DI MICHELE PAPPACODA I Carabinieri del comando provinciale di Salerno e della compagnia di Eboli, lungo la strada statale 91 in località Campagna, hanno arrestato Domenico Pepè di Rosarno (RC) e denunciato per favoreggiamento P.G. anch’egli di Rosarno. Quest’ultimo è stato localizzato dai militari in un agriturismo della zona, dove si era presentato con documenti falsi, mentre il Pepè è  indagato per “associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti”. L'indagine è stata condotta originariamente dai Carabinieri del Ros e del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria, tesa a contrastare un traffico di cocaina, approvvigionata nella Repubblica Dominicana e in Perù da parte del clan della ‘Ndrangheta riconducibile alla famiglia “Pesce” di Rosarno.

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CAPRI NEWS Pubblicato bando di gara per la realizzazione, negli spazi antistanti il piano superiore del Centro Congressi di Capri, di un nuovo e adeguato parco giochi

21 Dicembre 2017, 13:42pm

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CAPRI NEWS Pubblicato bando di gara per la realizzazione, negli spazi antistanti il piano superiore del Centro Congressi di Capri, di un nuovo e adeguato parco giochi

INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato pubblicato questa mattina il bando di gara per la realizzazione, negli spazi antistanti il piano superiore del Centro Congressi di Capri, di un nuovo e adeguato spazio ricreativo destinato ai bambini. A darne notizie è il Comune in una nota.
I lavori, del valore complessivo di circa 400mila euro, prevedono un attrezzato parco giochi con aree a verde.
Il termine per la presentazione delle offerte è fissato all'1 marzo 2018. Il progetto è a firma dell’Associazione “Capri Architettura e Paesaggio”, che era risultata vincitrice del concorso di idee indetto lo scorso anno per l’intera area dei Giardini della Flora Caprense.

FONTE CAPRI NEWS http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=9232

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