ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 28.11.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA
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Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.

A CURA DI MICHELE PAPPACODA
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a cura di Michele Pappacoda Oggi si festeggia S. Catherine (Caterina) Labourè, e S. Giacomo della Marca, sacerdote auguri a chi festeggia oggi questi nomi.
Santa Caterina Labourè
Vergine delle Figlie della Carità
Veggente
La festa liturgica, per le Famiglie Vincenziane, è stabilita al 28 novembre mentre quella universale è al 31 dicembre.
C |
aterina, al secolo Zoe Catherine Labourè, nasce in Francia, a Fain-lès-Moutiers, un villaggio della Borgogna, il 2 maggio 1806, da Pietro e Luisa Maddalena Gontard. Rimasta orfana di madre a nove anni con sette fratelli e due sorelle, Caterina non poté frequentare le classi elementari ma dovette rendersi utile in famiglia e, più tardi, prenderne le redini.
A 12 anni, il 25 gennaio 1818, fece la prima Comunione. Giunta all'adolescenza, dopo l'apparizione in sogno di S. Vincenzo de' Paoli, che la invitava ad entrare tra le sue suore, chiese di entrare in una casa delle Figlie della Carità.
Il 21 aprile 1830 Caterina entrò come Postulante tra le Figlie della Carità (una sorella l'aveva preceduta nel 1818) a Chatillon-sur-Seine. In seguito fu mandata a Parigi per il noviziato, nella Casa Madre situata in Rue du Bac. Durante il suo noviziato ebbe altre visioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830).
Le apparizioni che hanno avuto la maggiore risonanza sono state quelle dell'Immacolata della "Medaglia miracolosa": 18 giugno e 26 novembre 1830 (per maggiori dettagli, leggere ricorrenza del 27 novembre >>> Beata Vergine della Medaglia Miracolosa). Il messaggio mariano era semplice, predisponeva alla proclamazione del dogma dell'Immacolata (Beato Pio IX - Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878 - l'8 dicembre 1854) insegnando una semplice ed essenziale preghiera: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.Caterina sentiva quindi l'invito:« Fai coniare una medaglia su questo modello; le persone che la porteranno al collo riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia» ed infine veniva assicurata della protezione di Maria sulla famiglia vincenziana che usciva dolorosamente provata dall'epoca rivoluzionaria e napoleonica.
Caterina confidò il suo segreto al confessore P. Giovanni Battista Aladel che ne parlò all'arcivescovo di Parigi, mons. Giacinto De Quélen, che autorizzò il conio della medaglia: le prime uscirono nel giugno 1832. In dieci anni vennero coniate e diffuse ben 100 milioni di medaglie che subito varcarono i confini della Francia e venne popolarmente chiamata "Medaglia Miracolosa".
Caterina, eccezion fatta per i pochi superiori ai quali dovette manifestare quanto era accaduto, si chiuse nel più grande riserbo e rimase nell'ombra per il resto della sua esistenza. Terminato il noviziato, il 20 gennaio 1831, vestiva l'abito delle Figlie della Carità e il 3 maggio 1835 pronunciava i primi voti.
Veniva inviata a svolgere la sua missione nella Casa di riposo di Reuilly, dedicata al Duca d'Enghien. Qui vi rimase fino alla fine dei suoi giorni servendo con premura materna i poveri, gli anziani, i malati nelle diverse mansioni che le vennero affidate.
L'aver visto la Madonna non fu mai occasione di vanto, ma di impegno e stimolo. Alla fine della vita dirà: “Io non sono stata che uno strumento. Non è per me che la S. Vergine è apparsa, ma per il bene della Compagnia e della Chiesa”. Nulla di appariscente ci fu nella sua esistenza: praticò le virtù cristiane e quelle della donna consacrata in maniera umile e forte, semplice ed eroica, raggiungendo un alto grado di santità nella vita quotidiana e nel servizio dei poveri nei quali scorgeva il volto di Cristo.
Gli anni si facevano sentire come pure i vari malanni, di cui soffriva, si aggravarono. Si spense con grande serenità di spirito il 31 dicembre 1876.
Nel 1896 si apriva il processo diocesano e nel 1907 la causa di beatificazione e canonizzazione venne introdotta a Roma.
Fu beatificata da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) il 28 maggio 1933 e canonizzata dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 27 luglio 1947.
Quando la sua salma fu esumata, le mani, che avevano toccato la Madonna, e gli occhi, che l'avevano veduta, apparvero straordinariamente conservati; le sue reliquie riposano nella cappella in cui ebbe le apparizioni.
Significato del nome Caterina : “donna pura” (greco).
San Giacomo della Marca
Sacerdote O.F.M.
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iacomo, al secolo Domenico, nasce il 1° settembre 1393 a Monteprandone (Ascoli Piceno); è il diciottesimo figlio di Antonio Gangali e Antonia Rossi. Rimase presto orfano del padre e fu affidato ad uno zio curato a Offida, che gli insegnò a leggere ed a scrivere. A tredici anni fu mandato a scuola ad Ascoli dove apprese quella che allora era la cultura di base composta da: grammatica, retorica, dialettica, geometria, aritmetica, musica ed astronomia.
Si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 e lo troviamo poi a Bibbiena, in Toscana, come giudice e poi come notaio nella segreteria comunale di Firenze. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visione del Monte Verna, lasciò l'avvocatura ed entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.
Fu allievo, con S. Giovanni da Capestrano, di S. Bernardino da Siena. Durante la Quaresima del 1420 fu ordinato sacerdote ed il 13 giugno tenne la sua prima predica in onore di S. Antonio da Padova. Fu talmente incisivo, e la sua predica talmente coinvolgente, che i superiori lo indirizzarono subito verso questo impegnativo e difficile compito.
Fra Giacomo si attenne, nella sua predicazione, al modo di predicare dei francescani del suo tempo. La loro era una predicazione popolare, accessibile a tutte le classi sociali, con un linguaggio vivo, ricco di esempi, a volte arguta. Le prediche non si tenevano solo in chiesa, ma anche nelle piazze. Durante le omelie venivano toccati i temi fondamentali della fede, soprattutto i grandi temi dell'incarnazione di Cristo e della morale evangelica.
Le predicazioni avvenivano soprattutto nei tempi dell'Avvento, della Quaresima e a Maggio. Naturalmente le predicazioni minori si organizzavano secondo le richieste e le necessità locali e con durate diverse. I sermoni duravano da 1 a 3 ore e si tenevano normalmente al mattino presto o all'ora del vespro. S. Bernardino da Siena fu il modello della predicazione francescana dell'Osservanza, modello di fede e fervore apostolico, di fine arguzia e bellezza letteraria, di stile oratorio. Lo stesso Giacomo affermerà che molto egli doveva a Bernardino:
“Ricordo che egli m’insegnava a predicare e il modo di emettere la voce, regolare i gesti ed anche a fare esclamazioni a tempo e a luogo debiti”
Molto fecondi per la predicazione risultarono a fra Giacomo i primi anni del suo sacerdozio, quando il maggior tempo che aveva a disposizione gli permise di stendere per iscritto molte delle sue prediche, giunte fino a noi. Abbiamo così i cosiddetti Sermoni domenicali, una raccolta di circa un centinaio di prediche, tenute in ogni domenica dell'anno sui testi della Sacra Scrittura usati nella messa.
L'intera vita di fra Giacomo della Marca fu spesa nella predicazione. Dal giugno del 1420 alla fine del 1431 predicò in Italia nelle città di Ussita, Visso, Montemonaco, Macerata, Jesi, Cupramontana, Camerino, Tolentino, Fabriano, Ancona, Recanati, Fano.
Dal gennaio del 1432 all'aprile del 1434 svolge apostolato della predicazione in Dalmazia, Slavonia e Bosnia.
Dal maggio del 1434 alla primavera del 1435 fu di nuovo in Italia, nelle Marche predicò la Quaresima ad Urbino.
Dalla primavera del 1435 al settembre del 1439 fu in Dalmazia, Slavonia, Bosnia, Boemia e Ungheria.
Dal novembre del 1439 al dicembre del 1452 predicò in Italia, nelle Marche ad Osimo, Fermo, Fabriano, Treia, Urbino, Camerino, Cingoli, Ascoli.
All'inizio del 1453 fu di nuovo in Dalmazia, ma fu richiamato d'urgenza in Italia, dove rimase fino al 1457 dove tenne prediche a San Severino, Matelica, Fermo, Sant'Elpidio, Ascoli, Fano, Fabriano, Ancona.
Dal maggio del 1457 di nuovo in Dalmazia, Bosnia, Ungheria, Boemia e forse anche in Polonia, fino alla fine del 1458. Tornato in Italia vi rimase fino alla morte. Visitò Ascoli e la sua Monteprandone, dove dimorò sempre più a lungo e per l'ultima volta nel 1472.
Grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo e Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. A suggello di ciò nello stemma delle due città è rappresentato lo stemma dell'altra ex nemica.
Abile predicatore, il suo ordine lo impiegò nel contrasto dell'eresia ‘bogomil’ in Bosnia e delle dottrine degli ussiti in Austria e Boemia; fondò alcuni conventi nell'Europa centrale. Fu il primo a promuovere l'istituzione del Monti di Pietà per combattere la piaga dell'usura. Prese parte al Concilio di Firenze per la riunione della Chiesa latina a quelle orientali.
Pur immerso in tante fatiche si prodigò a costruire basiliche, conventi, biblioteche, pozzi e cisterne pubbliche; diede Statuti Civili - lui frate - ad undici città mentre attendeva a fondare nuove confraternite - figurando come un precursore dell'associazionismo cattolico - trova anche il tempo per scrivere 18 libri, mostrandosi così di ingegno universale.
Muore a Napoli il 28 novembre 1476.
Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 2004 il corpo è stato traslato nella Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato nel 1449, a Monteprandone, attualmente sede del Museo del Santuario di San Giacomo della Marca.
Giacomo della Marca è stato beatificato il 12 agosto 1624 da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 10 dicembre 1726 da Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Catherine (Caterina) Labourè, suora, veggente (1806-1876), S. Giacomo della Marca, sacerdote O.F.M. (1394-1476)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,5-11.
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse:
«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».
Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli.
Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».
Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,
e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo».

A CURA DI MICHELE PAPPACODA
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GENERALE INVERNO sull'Italia. Peggiora nuovamente al Centro-Nord, specialmente sulle tirreniche. Più asciutto e soleggiato al Sud.
NORD
Molte nubi ovunque, nebbia sulle zone di pianura; peggiora sulla Liguria, con piogge e locali temporali specie sui settori centro-orientali. In serata, piogge al Nordest e deboli nevicate sopra 500 metri.Temperature
StazionarieCENTRO e SARDEGNA
Nuvoloso sulle tirreniche, con piogge più probabili sulla Toscana; in serata peggiora anche sul Lazio. Sulla Sardegna, piovaschi sul sassarese.Temperature
Stazionarie, fredde.SUD e SICILIA
Venti sostenuti da Nordest, tempo generalmente asciutto ovunque; piovaschi entro sera sulla Campania.Temperature
In calo

La vicenda risale al 10 settembre 2015, quando Migliozzi viene ricoverata prima nell’ospedale di Vico Equense e poi in quello di Sorrento per un ematoma alla gamba sinistra. Dagli esami diagnostici sembra emergere una presunta lesione della milza. A quel punto la 77enne, che perde sangue dalla gamba già da un giorno e mezzo, viene operata. In sala operatoria arriva la sorpresa: i medici si accorgono che la milza è intatta. Migliozzi, affetta da pregressi problemi di salute, viene infine trasferita in Rianimazione dove il 13 settembre le sue condizioni si aggravano fino alla morte.
Dopo la denuncia presentata dal figlio dell’anziana, scatta l’inchiesta. I carabinieri di Sorrento, agli ordini del capitano Marco La Rovere, acquisiscono la cartella clinica e successivamente notificano un avviso di garanzia ai quattro medici coinvolti. L’ipotesi di reato? Omicidio colposo. All’esito dell’autopsia, l’esperto nominato dalla Procura parla di «evidente errore diagnostico» e chiarisce che «i medici dell’ospedale di Sorrento hanno una responsabilità negli eventi che portarono alla morte» della paziente, avendo agito «senza la dovuta prudenza, diligenza e perizia». Di qui il rinvio a giudizio, ma solo per tre dei quattro indagati: a carico del radiologo Vitale, infatti, Procura e gup non hanno riscontrato «elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio».
(fonte Il Mattino)


Le indagini sono scaturite dalla denuncia del 10/05/2016 presentata dalla persona offesa ai Carabinieri di Caserta. In particolare, la persona offesa, titolare di una sala scommesse, decideva di rivolgersi ai Carabinieri, poiché, non essendo più in grado di onorare i debiti contratti a causa degli elevati interessi usurari praticati imposti dai suoi "finanziatori", stava subendo minacce talmente gravi da temere per la propria incolumità.
La vicenda aveva inizio nell'ottobre 2015, allorquando, a causa di problemi economici, il denunciante si rivolgeva ad un suo vecchio socio, il quale si proponeva come intermediario per fargli ottenere il prestito di una somma di denaro pari ad Euro 30.000, pattuendo con gli usurai la restituzione della somma complessiva di Euro 52.800, suddivisa in 24 rate mensili, dell'importo di Euro 2.200 cadauna.
È stato appurato che il tasso d'interesse mensile praticato era del 5%, applicato sulla base di un meccanismo di restituzione a "scalare", ossia calcolando l'interesse sul debito residuo, dopo aver corrisposto la rata. La situazione economica, nel frattempo, continuava inevitabilmente a peggiorare; eppertanto la vittima, al fine di onorare i debiti contratti, si era indebitata con altri usurai, che profittando del suo stato di bisogno, gli avevano applicato interessi mensili fino al 10%.
In considerazione del persistere della situazione di insolvenza, che aveva spinto la persona offesa a ricorrere a tali prestiti, nonché a causa dell'elevato tasso d'interesse applicato, nel giro di pochi mesi, l'imprenditore non era più in grado di pagare le rate mensili pattuite, in tal modo scatenando la reazione violenta degli usurai, i quali, oltre che minacciarlo gravemente, gli prospettavano la necessità di vendere l'agenzia di scommesse, in caso di mancato pagamento.
Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Casetta, coordinati da questa Procura, hanno permesso di riscontrare le dichiarazioni rese dalla vittima a carico dei destinatali degli odierni provvedimenti cautelari. In particolare, il grave compendio indiziario raccolto riguarda le seguente persone: Davide Tuzio, destinatario della misura del divieto di dimora nella provincia di Casetta, per essersi fatto promettere ed in parte restituire interessi usurai pari ad Euro 28.800 per il prestito di Euro 40.000; Salvatore Della Medaglia, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, per essersi fatto promettere ed in parte restituire interessi usurai del 10% mensili su un prestito di Euro 10.500; Piovo Fabio Cecora destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, per essersi fatto promettere ed in parte restituire interessi usurai del 10% mensili su tre prestiti per un totale di Euro 48.000 nonché di tentata estorsione in concorso con Carmela Natale, a sua volta, sottoposta agli arresti domiciliari, per aver minacciato la vittima di un grave danno alla persona ed averle prospettato la necessità di vendere la sua agenzia di scommesse. Entrambi sono inoltre gravemente indiziati per tentata estorsione in concorso con Giovanni Santoro e Giuseppe Sirignano, a loro volta, destinatati della misura degli arresti domiciliari, in quanto, in data 01 luglio 2016, si recavano presso l'agenzia di scommesse della vittima, al fine d'indurla a consegnare loro la metà delle provvigioni come corrispettivo per il ritardo nei pagamenti.


Insospettiti dalla circostanza, gli operanti eseguivano un controllo sulla merce trasportata, rinvenendo, occultato da un carico di copertura - consistente in bancali di materiale plastico -, un ingente quantitativo di sigarette di contrabbando, per lo più “Marlboro” e “Chesterfield”, tutte con contrassegni di monopolio di stato esteri, che da un’analisi preliminare risulterebbero originali. Complessivamente venivano rinvenute circa 5 tonnellate di t.l.e., pronte per essere immesse nel commercio illecito, dal valore stimato di oltre 2 milioni di euro, con una evasione di tributi doganali per oltre 1,5 milioni di euro, considerato che sul mercato clandestino tali sigarette vengono generalmente cedute ad un prezzo di circa 3 euro rispetto alla media di 5 richiesto nelle regolari rivendite. La lotta ai traffici illegali in genere ed il contrasto al contrabbando, da parte del comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli, oltre a garantire condizioni paritarie di concorrenza tra gli operatori economici, tutela la salute dei consumatori e restituisce risorse allo stato.





DI MICHELE PAPPACODA L’inverno sembra intenzionato a partire in grande stile non solo in Europa ma anche sull’Italia: prepariamoci a giorni freddi con pioggia e neve anche a quote basse” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “aria artica dilagherà infatti sul Vecchio Continente raggiungendo in settimana anche la nostra Penisola, dove andrà ad alimentare almeno due perturbazioni. Si parte martedì con un primo progressivo peggioramento al Nord e regioni tirreniche, con deboli precipitazioni sparse verso fine giornata soprattutto su Nordest, Toscana, Umbria e Lazio; qualche fiocco di neve fino a quote collinari sulle regioni settentrionali.” “L’aria fredda come detto alimenterà un vortice di bassa pressione responsabile di una ondata di maltempo tra mercoledì e giovedì soprattutto al Centrosud” – prosegue Ferrara di 3bmeteo.com – “con piogge e temporali sparsi, nevicate oltre 700-1200m su dorsale centrale, a quote superiori su quelle meridionali. Nubi ma poche precipitazioni al Nord, più probabili sul Nordest ancora una volta con fiocchi di neve fino a quote basse. Farà freddo, con gelate notturne fino in pianura e fondovalle laddove il cielo si manterrà sgombro di nubi, mentre le massime in genere non dovrebbero superare i 7-9°C al Nord, i 10-13°C al Centro.” “Una seconda perturbazione si intravede inoltre tra venerdì e sabato, con nuovo carico di piogge per il Centrosud e neve sull’Appennino in genere dalle quote medie. Effetti ancora tutti da valutare per il Nord Italia, ma ad oggi non si possono escludere nevicate a quote prossime le pianura, soprattutto sulla bassa Valpadana. Questa previsione resta comunque estremamente delicata e necessiterà di ulteriori elaborazioni e conferme” – concludono da 3bmeteo.com