CIOCIARIA NEWS UCCISO DAL BRANCO AD ALATRI, LA FIDANZATA: "HO CERCATO DI DIFENDERLO, QUELLI ERANO COME BESTIE"
INSERITO DA MARIA PAPPACODA FUMONE Riavvolgere il nastro non si può. Era una sera come tante. Anzi, no, la prima volta che Emanuele guidava la macchina del padre. Ketty Lisi, nella sua casa di Fumone, non smette di piangere. Non si dà pace, vorrebbe riavvolgere il nastro, accorgersi in tempo del pericolo. Parla con un filo di voce. Intorno i fratelli, la mamma Simonetta, le fanno da scudo in silenzio.«Me l'hanno strappato via dalle mani, ho provato a salvarlo, ma uno mi ha presa e spinta via». Ketty che è successo là dentro?
«Eravamo al bancone, quando a turno, in due, un italiano e un albanese hanno cominciato a infastidirci». E' volata qualche battuta di troppo?
«Ma no. C'era l'albanese che era ubriaco e dava in continuazione spinte al mio ragazzo. Anche l'altro, ciondolava nel locale, barcollando. A un certo punto Emanuele è sbottato: E mo' basta, è iniziata la discussione, l'hanno portato fuori, anche io sono stata costretta a uscire». C'era la musica, gli altri amici che erano con voi non hanno realizzato subito quanto stava per accadere. Tu che hai fatto?
«Ho cercato di avvicinarmi ma era circondato da quelle bestie. Ora voglio giustizia, devono pagare. Emanuele era speciale». Da quanto stavate assieme?
«Da poco meno di un anno, ma eravamo stati compagni di scuola, nell'Istituto chimico e biologico di Alatri. Lui era pieno di vita, era immenso, speciale, accendeva il sole». Un grande amore, sempre insieme, mano nella mano sotto casa, al lago. A brigare con Emanuele, così buono, da praticare il carpfishing, la pesca dei pacifisti, quelli che fatta una foto ricordo, ributtano in mare il pesce senza avergli fatto male...
«Era bellissimo ed io lo amavo tanto. Non meritava tutto questo, non meritava una morte cosi. Ora merita solo giustizia. Ma che sia severa davvero. Quanto a me, vorrei svegliarmi e pensare che sia solo un sogno, un brutto sogno».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una possibile svolta nelle indagini sulla 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una fiaccolata per pregare per la sorte di Emanuele, poi rinviata per ragioni di ordine pubblico. Nella giornata di ieri, mentre gli eventi precipitavano e da Roma arrivavano notizie sempre più convulse, giovani e meno giovani avevano ideato spontaneamente una "fiaccolata pacifica di protesta contro la cattiveria delle persone e per la tutela della vita". Un'iniziativa nata sui social network e diventata virale nell'arco di poche ore: centinaia di persone erano pronte a sfilare alle 20, lumino in mano, nelle vie del centro storico. Poi, lo stop e la decisione di spostare la manifestazione a domani, alla stessa ora salvo altri blocchi.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TRENTO - Due 


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si vantavano di guadagnare davvero tanto tanto da potersi permettere vacanze in lussuosi resort delle Maldive. Tre persone, ritenute dei veri e propri specialisti in furti in appartamento, sono state arrestate dai carabinieri di Napoli in esecuzione di una ordinanza emessa emessa dal Gip di Salerno.L'accusa è associazione a delinquere finalizzata ai furti. Nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Salerno i militari hanno accertato che nel periodo tra luglio e settembre 2016 la banda aveva commesso numerosi furti in case dei quartieri residenziali di Napoli e in tutta la Campania. Gli arrestati sono tutti del rione Traiano di Napoli. Operavano sempre con le stesse modalità: con sopralluoghi di giorno individuavano gli appartamenti da colpire. Poi mettevano a segno i colpi.In una frase intercettata dai carabinieri si vantavano di aver incassato anche «4.000 euro al mese. Quanto noi guadagnano solo i politici...». Rubati denaro contante, oggetti preziosi e argenteria ma talvolta anche i capi di abbigliamento griffati.

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inserito da Michele Pappacoda