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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incinta si reca in ospedale a Melegnano con forti dolori addominali, dimessa perde il figlio. La Procura di Lodi apre un'inchiesta, sequestrate le cartelle cliniche

4 Gennaio 2017, 09:27am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incinta si reca in ospedale a Melegnano con forti dolori addominali, dimessa perde il figlio. La Procura di Lodi apre un'inchiesta, sequestrate le cartelle cliniche

DI MICHELE PAPPACODA 04/01/2017 - Ha perso il figlio dopo che all'ospedale di Melegnano, dove si era presentata nel pomeriggio del 2 gennaio, le hanno detto che era tutto a posto rimandandola a casa, nonostante avvertisse forti dolori addominali. Poi in serata ha iniziato a perdere sangue e quando è tornata in ospedale e le è stato fatto un cesareo d'urgenza, per il feto non c'era più niente da fare. La Procura di Lodi ha aperto un'inchiesta. Simona Othman, 33 anni, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Melegnano (Milano) dopo avere perso il figlio, probabilmente soffocato dal cordone ombelicale. La nascita era prevista per il 18 gennaio ma la donna ha iniziato ad avvertire forti dolori e quindi lunedì il compagno l'ha portata all'ospedale Vizzolo Predabissi di Melegnano. Lì è stata visitata e dimessa dopo un paio d'ore, ma in serata è tornata nella stessa struttura dove l'intervento d'urgenza non è servito per far nascere il bimbo.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Artrite dell'articolazione temporo-mandibolare ATM

3 Gennaio 2017, 15:43pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Artrite dell'articolazione temporo-mandibolare ATM

INSERITO DA MORENA MOTTA

Artrite infettiva

L'infezione dell'ATM può derivare da diretta estensione di un'infezione vicina o da diffusione ematogena di microrganismi portati dal sangue ( Artrite infettiva acuta). L'area è infiammata e i movimenti della mandibola sono limitati. Segni locali di infezione, associati a evidenza di malattia sistemica o a un focolaio infettivo adiacente, suggeriscono la diagnosi. I risultati delle RX sono negativi negli stadi iniziali, ma possono mostrare in seguito distruzione ossea. Se si sospetta un'artrite suppurativa, si esegue un'artrocentesi per confermare la diagnosi e identificare il microrganismo causale. La diagnosi deve essere fatta rapidamente per prevenire un danno articolare permanente.

Il trattamento comprende antibiotici, idratazione adeguata, controllo del dolore e limitazione del movimento. La penicillina G per via parenterale è il farmaco di elezione fino a quando non è possibile una diagnosi batteriologica specifica sulla base degli esami colturali e di sensibilità. Le infezioni suppurative sono aspirate o incise. Una volta controllata l'infezione, esercizi di apertura della mandibola contribuiscono a prevenire la cicatrizzazione e le limitazioni nel movimento.

Artrite traumatica

Raramente, una lesione acuta (p.es., dovuta a un'estrazione dentale difficile o a intubazione endotracheale) può portare ad artrite dell'ATM. Compaiono dolore, fragilità e limitazione del movimento. La diagnosi si basa principalmente sull'anamnesi. I risultati delle RX sono negativi tranne quando un edema o emorragia intra-articolare allarga lo spazio articolare. Il trattamento comprende FANS, applicazione di calore, dieta morbida e limitazione dei movimenti della mandibola.

Osteoartriti

L'ATM può essere colpita, in genere in soggetti > 50 anni. Occasionalmente, i pazienti lamentano rigidità, stridori articolari o lieve dolore. Il crepitio deriva da un'apertura che si crea per usura nel disco, che si produce dall'attrito fra osso e osso. L'interessamento articolare è di solito bilaterale. Le RX o la TC possono mostrare un appiattimento del condilo con la formazione di labbri osteofitari, che suggeriscono un'alterazione funzionale. La terapia è sintomatica.

Artrite reumatoide

L'ATM è interessata nel > 17% degli adulti e dei bambini affetti da AR, ma è di solito tra le ultime articolazioni a essere colpite. I segni più frequenti sono dolore, tumefazione e limitazione dei movimenti. Nei bambini la distruzione del condilo articolare produce un'alterazione della crescita della mandibola e deformità del volto. Può seguire anchilosi. Le RX dell'ATM sono in genere negative nelle fasi precoci, ma rivelano in seguito distruzione ossea, che può determinare una deformità anteriore con morso aperto. La diagnosi è suggerita dall'infiammazione dell'ATM associata a poliartrite ed è confermata da altri riscontri tipici di questa patologia.

La terapia è simile a quella per l'AR di altre articolazioni. Nella fase acuta si possono somministrare FANS e la funzione mandibolare deve essere limitata. Una placca di protezione notturna o una placca occlusale è spesso utile. Quando i sintomi scompaiono, leggeri esercizi mandibolari aiutano a prevenire una perdita eccessiva di motilità articolare. L'intervento chirurgico è necessario se si sviluppa anchilosi ma non deve essere eseguito fino a quando la patologia non sia quiescente.

Artrite degenerativa secondaria

Questo tipo di artrite di solito insorge in persone di età compresa tra 20 e 40 anni in seguito a traumi o nei soggetti con sindrome del dolore miofasciale persistente ( Sindrome del dolore miofasciale). È caratterizzata da una limitata apertura della bocca, dolore unilaterale durante il movimento della mandibola, dolorabilità articolare e crepitio. Quando si associa alla sindrome del dolore miofasciale, i sintomi crescono e calano. La diagnosi si basa su RX, che in genere mostrano un appiattimento dei condili, la formazione di labbri osteofitari, speroni o erosioni. L'interessamento articolare monolaterale aiuta a distinguere l'artrite degenerativa secondaria dall'osteoartrite.

La terapia è conservativa, come nel caso della sindrome del dolore miofasciale, sebbene possa essere necessario il ricorso ad artroplastica o a condilectomia alta. Una placca di occlusione (placca di protezione della bocca) di solito allevia i sintomi. Essa viene indossata costantemente, eccetto che durante i pasti, le pratiche di igiene orale e la pulizia dell'apparecchio. Quando i sintomi scompaiono, si può gradualmente ridurre il tempo giornaliero di utilizzo della stecca. L'iniezione intra-articolare di corticosteroidi può alleviare i sintomi ma, se ripetuta spesso, può danneggiare l'articolazione.

FONTE E FOTO MANUALE MSD

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO “Tiflopedia”, a supporto delle persone con disabilità visiva

3 Gennaio 2017, 14:44pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO “Tiflopedia”, a supporto delle persone con disabilità visiva

INSERITO DA MORENA MOTTA Nei giorni scorsi, in occasione dell’evento-mostra Facciamoci Vedere [se ne legga ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.], presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ha presentato la prima “enciclopedia multimediale” delle scienze tiflologiche, denominata simbolicamente Tiflopedia.
Si tratta di un progetto voluto fortemente da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che è anche consigliere Nazionale della Federazione Pro Ciechi e da Rodolfo Masto, presidente di quest’ultima.

Il Progetto Tiflopedia – di cui chi scrive ha l’onore di essere il responsabile – è il “futuro” della tiflologia e dell’inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva, ma più in generale di tutto ciò che gravita nell’universo della minorazione visiva, come confermato dalla stessa scelta non casuale del nome, derivante dall’abbinamento dell’aggettivo tiflo (dal greco Tiflos = cieco), con il suffisso pedia (dal greco paideia = formazione, ricerca).
Infatti, com’è ben noto, in tema di integrazione scolastica in Italia possiamo contare su leggi tra le migliori a livello europeo. Peccato, però, che troppo spesso non si riesca poi ad applicarle in maniera davvero compiuta. Questo fa sì che in realtà non ci sia una vera integrazione, con conseguenti difficoltà da parte dei giovani non vedenti e ipovedenti a raggiungere apprezzabili livelli di inclusione. In questo senso, dunque, un ruolo fondamentale può svolgerlo proprio la tiflologia, che ha bisogno però di rinnovarsi e innovarsi, così come accaduto ad esempio alla pedagogia, che ha fatto passi da gigante nella definizione di nuovi sistemi di formazione.
C’è innanzitutto la necessità urgente di un riordino della figura del tiflologo da un punto di vista delle caratteristiche professionali e soprattutto l’impellenza di un suo riconoscimento giuridico. A tal proposito – come già scritto su queste stesse pagine – su proposta del presidente dell’UICI Barbuto, è stato costituito all’inizio di quest’anno il NIS (Network per l’Inclusione Scolastica), con il compito di elaborare il percorso formativo e il profilo professionale dell’“assistente alla comunicazione” per le persone con disabilità sensoriale e dell’“esperto in scienze tiflologiche”.

E tuttavia, la definizione di nuove regole e figure professionali è un passo importante, ma di certo non sufficiente a garantire una sempre migliore formazione dei nostri ragazzi. L’altro tassello fondamentale, infatti, è quello dell’innovazione, come già accennato, perché tutti dobbiamo renderci conto che la tiflologia – così come la già citata pedagogia – è una scienza in evoluzione, nell’àmbito della quale bisogna essere disposti a introdurre delle novità. Non dovremmo insomma essere dei semplici custodi delle conoscenze acquisite ed è qui che si inserisce il Progetto Tiflopedia.
Oggi, dunque, oltre il 30% delle informazioni vengono acquisite e reperite sul web e poiché tale inarrestabile trend sta riguardando ormai anche la tiflologia, per evitare confusione e mettere un po’ d’ordine in quella galassia sconfinata di notizie che è diventata internet, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ha creato appunto, sul modello di Wikipedia, Tiflopedia, con la convinzione che tale iniziativa, dopo una doverosa fase di rodaggio e con le opportune risorse finanziarie che si sta già cercando di rintracciare a livello europeo, potrà senz’altro rappresentare la più adeguata e moderna risposta multimediale a tale consolidato stato di cose.
Grazie all’impegno costante e all’inesauribile abnegazione del tiflologo della Federazione Giancarlo Abba e del suo tifloinformatico Lucio Zito, oggi Tiflopedia è un sito certificato, pienamente accessibile a tutte le tecnologie assistive e già raggiungibile agli indirizzi web tiflopedia.org, tiflopedia.it e tiflopedia.eu. Ma soprattutto costituisce un vero e proprio deposito online, in continua espansione, di informazioni, immagini, notizie e filmati sulle più disparate tematiche tiflologiche, un’“enciclopedia” multimediale unica nel suo genere in Italia e forse in Europa, che può essere scaricabile anche come App pure su smartphone e tablet (Tiflopedia App).
Naturalmente, lo scopo è quello di mantenere vivo e approfondito il dibattito sulla tiflodidattica, la tiflopedagogia e la tifloinformatica, con una particolare attenzione anche al tema della pluridisabilità.

Pertanto, nel solco della sua tradizionale e quasi secolare attività al servizio del processo educativo e di integrazione scolastica delle persone minorate della vista, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi vuole garantire tramite Tiflopedia un valido e prezioso aiuto e supporto sul web per i genitori, gli educatori e tutti gli operatori sociosanitari che a vario titolo intervengono nel percorso di vita delle persone con disabilità visiva, senza tuttavia volersi sostituire agli interventi di laboratorio e di consulenza, che vanno invece necessariamente condotti direttamente nel contesto di vita, di studio e delle relazioni familiari e sociali di chi non vede.
Attualmente Tiflopedia si presenta come una piattaforma informatica costituita da quattro macroaree, dedicate rispettivamente:
° alle Istituzioni della Federazione Nazionale Pro Ciechi, alla loro storia e ai loro servizi;
° ai materiali per l’operatività (materiale tiflodidattico, tiflotecnico e tifloinformatico per la mobilità e l’orientamento e per l’autonomia personale);
° ai principali articoli di tiflologia;
° a un archivio multimediale, chiamato Tiflovision, comprensivo di video, fotografie e filmati tiflologici e non, richiesti alle Istituzioni federate, ma aperto ovviamente anche al contributo di tutte le Sedi Regionali e delle Sezioni Provinciali dell’UICI.

Infine, qualche breve considerazione merita ancora la sopraccitata Tiflopedia App, che mette a disposizione in modo semplice e immediato alcuni specifici contenuti di Tiflopedia.
Con due o tre tap (tocchi sullo schermo), si potrà accedere ad esempio all’elenco degli strumenti tiflologici e degli ausili tiflodidattici e tiflotecnici con relativa scheda illustrativa, oppure all’indice dei contenuti multimediali di Tiflovision, o ancora all’indice degli articoli di tiflologia o, infine, al servizio di geolocalizzazione, per scoprire il Centro di Consulenza o l’Istituzione Pro Ciechi più vicini.
La App sarà disponibile al download sia dalla piattaforma Google Play che da quella Apple Store gratuitamente e avrà uno splash screen a tema con il portale [lo “splash screen” è l’immagine che viene visualizzata quando un’applicazione è in fase di caricamento, N.d.R.]. Sarà inoltre garantita l’accessibilità alle tecnologie assistive.
Per i giorni della menzionata manifestazione di Milano Facciamoci Vedere, siamo stati in grado di presentare una versione beta della App per la sola piattaforma Android. L’abbiamo resa scaricabile dal portale Tiflopedia, e ciò ha offerto ai visitatori la maggior parte dei contenuti promessi.
Ringraziamo dunque i tanti curiosi che ci sono venuti a trovare per far rinascere insieme la tiflologia in Italia.

di Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti)

FONTE E FOTO SUPERANDO.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Prevenire le cadute in riabilitazione: strumenti e strategie

3 Gennaio 2017, 14:38pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Prevenire le cadute in riabilitazione: strumenti e strategie

INSERITO DA MORENA MOTTA All'ospedale Santa Lucia di Roma è stato inaugurato un nuovo sistema di prevenzione cadute con il supporto della Fondazione Roma. L'intento è quello di poter garantire il movimento alle persone in fase di riabilitazione tutelandole da uno dei maggiori rischi a cui sono esposte: la caduta.

I BRACCIALETTI - Per questo è stato messo a punto un sistema che utilizza braccialetti colorati i quali, a seconda del colore, profilano il paziente in maniera diversa in base al suo tasso di rischio di caduta.
Bianco, verde e giallo sono i colori utilizzati: il giallo, in particolare, segnala una situazione di massima allerta che richiede attenzione nelle operazioni di spostamento della persona, nel tipo di indumenti da indossare, nella cura che ogni oggetto sia al proprio posto nella stanza di degenza prima di congedarsi dal paziente.
Non si tratta solamente di braccialetti legati al polso dei pazienti: per rendere edotte della situazione di rischio tutte le persone che si aggirano intorno al degente vengono applicati nastri dello stesso colore anche sul letto e sulla carrozzina. In questo modo tutti - dai familiari, al personale sanitario, agli altri pazienti stessi - sapranno prestare più attenzione nel relazionarsi con la persona e potranno mettere in atto azioni congrue per prevenire il rischio di caduta.

L'IMPEGNO DELLA FONDAZIONE ROMA - Il progetto si chiama Io Non Cado ed è stato realizzato nell'ambito di un intervento più generale lanciato nel 2014 dalla Fondazione Roma con l'obiettivo di dotare tutti gli ospedali del proprio territorio di un contributo per poter realizzare programmi di sviluppo dei sistemi informativi e delle tecnologie diagnostiche 'al letto del paziente', combinando così due princìpi guida dell'istituzione: l'attenzione prioritaria alla salute e la valorizzazione della tecnica come strumento per fornire servizi efficaci in risposta ai bisogni della comunità.
Il presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, sottolinea l’importanza dell'apporto che possono dare le moderne tecnologie per una sanità più efficiente, e afferma: "Ancora una volta sono le nuove tecnologie a rispondere alla domanda di una sanità più moderna ed efficiente. Tecnologie alle quali la nostra Fondazione, che considera la salute come la propria priorità istituzionale, ha sempre rivolto una cura speciale, a differenza delle istituzioni pubbliche. La sanità italiana, infatti, pur essendo ancora valutata positivamente dagli indici internazionali, soffre da anni di un'evidente carenza d'investimenti, a causa di politiche statali sbagliate, rivolte unicamente alla disciplina fiscale".
E continua: "Con questo progetto, noi possiamo rispondere a due fondamentali esigenze sanitarie. Da una parte, quella di monitorare le condizioni cliniche dei malati non ancora stabilizzate e che in diversi casi necessitano di un'assistenza continuativa, una vera e propria sorveglianza 24 ore su 24. Dall'altra, quella di ridurre l'incidenza delle cadute, nonché le loro conseguenze fisiche e psicologiche, attraverso il miglioramento della sorveglianza grazie all'utilizzo di particolari sensori".

I SENSORI - Proprio così, oltre i braccialetti su polsi, letti e carrozzine, si è anche pensato all'eventualità che tutto questo non basti e che il paziente inavvertitamente cada. A tal proposito sono stati installati dei sensori, sempre sui letti, sulle carrozzine e in reparto, che permettono di monitorare costantemente la posizione dei pazienti all'interno dell'ospedale.
Nel caso in cui vi sia una caduta, questi dispositivi avvertono immediatamente il personale medico con un flusso di comunicazione a cascata, che dall'allerta all'infermiere più vicino (dotato di sistema portatile di allarme a cui sono collegati i sensori) può arrivare fino alla Guardia Medica dell'Ospedale, ed indicano precisamente il punto in cui il paziente giace a terra cosicchè i soccorsi siano più immediati e dunque efficaci.
Spiega infatti la dottoressa Roberta Annicchiarico, responsabile del progetto: “Meno il paziente resta a terra e meno gravi possono essere le conseguenze fisiche della caduta. Oltre a ciò si evita l'impatto psicologico negativo di non sentirsi altrimenti assistito con sufficiente tempestività.”
Aggiunge la dottoressa:  ”È parte essenziale di un programma di riabilitazione che il paziente sia stimolato a muoversi. Allo stesso tempo i deficit fisici e cognitivi fanno sì che il movimento esponga il soggetto a dei rischi. Favorire il movimento, ma in sicurezza, è una sfida centrale in qualsiasi attività di riabilitazione".
 

FONTE E FOTO DISABILI.COM

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SEZ. RICETTE Crostata di ricotta all’arancia

3 Gennaio 2017, 14:24pm

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SEZ. RICETTE Crostata di ricotta all’arancia

A CURA DI MORENA MOTTA Ingredienti

per la frolla
  • 350 gr di farina 00
  • 2 uova
  • 80 gr di burro freddo
  • 140 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di acqua fredda di frigorifero
per il ripieno
  • 800 gr di ricotta
  • 100 gr di zucchero
  • 100 gr di canditi misti limone e arancio
  • succo di 1 arancia
  • 2 uova
  • 300 gr di marmellata di arance
  • Tempo Preparazione:
  • Tempo Cottura:
  • Tempo Riposo: 60 minuti
  • Dosi: 8 persone
  • Difficoltà: Facile

Procedimento

Per prima cosa preparate la frolla: mescolate la farina con lo zucchero e unite il burro freddo a dadini. Impastate leggermente con la punta delle dita, quindi aggiungete anche le uova leggermente sbattute, il cucchiaio di acqua fredda e amalgamate fino a formare un impasto liscio e omogeneo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno 30 minuti.

Riprendete la frolla, stendetene 2/3 ad uno spessore di 1/2 cm e foderateci uno stampo da 22 cm imburrato. Rimettete in frigo e lasciate riposare ancora 30 minuti.

Nel frattempo, preparate il ripieno mescolando la ricotta, lo zucchero, il succo dell’arancia, i canditi e le uova. Amalgamate bene.

Prendete lo stampo e bucherellate il fondo di pasta frolla. Versateci sopra la marmellata, distribuendola omogeneamente. A questo punto aggiungete anche il ripieno di ricotta livellando. Terminate con le striscioline di pasta frolla ricavate dalla pasta avanzata, sigillandole bene al bordo della crostata.

Cuocete la crostata di ricotta all’arancia in forno caldo statico a 180°C per 55 minuti – 1 ora.

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VELASCA VIMERCATE NEWS Scuola, corsi e novità del piano di offerta formativa di Monza e Brianza

3 Gennaio 2017, 14:18pm

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VELASCA VIMERCATE NEWS Scuola, corsi e novità del piano di offerta formativa di Monza e Brianza

INSERITO DA MORENA MOTTA A Vimercate un liceo artistico con tre articolazioni (Design, Audiovisivo e multimediale, Grafica) all’Itis Einstein e un corso serale di “Tecnico dei Servizi Sociali” all’Iis Floriani; a Seregno il “Liceo Scientifico-opzione delle scienze applicate” all’Itscg Primo Levi. Sono le novità rilevanti del Piano dell’offerta formativa proposto dalla Provincia di Monza e Brianza per l’anno scolastico 2017-2018 e approvato da Regione Lombardia.

Sono oltre 100 i corsi che saranno attivati (triennali e quarti anni) nei Centri di Formazione Professionale del territorio. E continua a essere in aumento la richiesta dei quarti anni nelle varie aree professionali che offrono agli studenti la possibilità di consolidare gli interessi maturati nel triennio e di conseguire un diploma di qualifica superiore, oltre a soddisfare le richieste dal mondo del lavoro sempre più mirate a figure professionali specializzate nei vari settori.

Per facilitare agli studenti e alle famiglie la scelta, sul sito della Provincia è pubblicata “La Bussola” (vai) che illustra le varie possibilità formative e le informazioni sulle scuole. Le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado – escluse le scuole dell’infanzia per le quali vale ancora il modulo cartaceo – avverrà online a partire dal 16 gennaio e fino al 6 febbraio 2017.

FONTE IL CITTADINO MB

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MONZA E PROVINCIA NEWS Gli punta un coltello e si fa consegnare il pacchetto di sigarette

3 Gennaio 2017, 14:15pm

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MONZA E PROVINCIA NEWS Gli punta un coltello e si fa consegnare il pacchetto di sigarette

DI MORENA MOTTA - MONZA - Brutta avventura per un 24enne mentre si trovava per strada in via Casati. Un uomo sui 4 anni, straniero, presumibilmente di origine nordafricana, gli si è avvicinato e gli ha chiesto una sigaretta. Al diniego del monzese il malvivente ha estratto un coltello e gliel’ha puntato alla gola, si è fatto consegnare il pacchetto di sigarette ed è fuggito. Al portafoglio della vittima neppure ha fatto caso e nemmeno al suo smartphone. L'episodio è stato denunciato ai poliziotti del commissariato di viale Romagna che ora indagano sull'episodio.

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CILENTO NEWS Salvati falco e uccello acquatico

3 Gennaio 2017, 14:00pm

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CILENTO NEWS Salvati falco e uccello acquatico
CILENTO NEWS Salvati falco e uccello acquatico

DI MORENA MOTTA - Padula di Altavilla Silentina - I carabinieri e i vigili del fuoco, allertati dal proprietario del rapace, hanno tratto in salvo un falco e un uccello acquatico rimasti incastrati in una cisterna di liquami di circa quattro metri. Il falco, una specie protetta, è stato riconsegnato al legittimo proprietario mentre il volatile acquatico è stato rimesso n libertà.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Accudisce 101enne a Modena, gli rubano cassaforte

3 Gennaio 2017, 13:43pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Accudisce 101enne a Modena, gli rubano cassaforte

INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA. Lei accudiva il padre di 101 anni al piano di sotto, lui era in giro per commissioni e lavoretti e intanto i ladri smuravano la cassaforte e la portavano via scendendo le scale del condominio. In questo modo è avvenuto l'ultimo colpo in casa ad opera di una banda che va a caccia solo ed esclusivamente di casseforti: hanno trascurato tutto ciò che aveva valore sparso per casa. Sul caso indagano ora i carabinieri. La cassaforte è stata ritrovata poco dopo a Ponte Alto con uno dei due passaporti rubati.

Il colpo. Il colpo è avvenuto nella frazione di San Pancrazio, in un condominio di via Alamanni. Era pomeriggio, quando i due coniugi ormai anziani si sono dati il cambio per accudire l'anziano padre di lei, un 101enne che abita in un appartamento al piano sotto il loro.

Terzo piano. Siamo al terzo piano di una palazzina. La cassaforte era nascosta dentro un armadio e attorno ci aveva lavorato solo il padrone di casa.

«Sono rimasto con mio suocero fin verso le tre e mezza del pomeriggio - racconta lui - poi è arrivata mia moglie e mi ha dato il cambio. Era il giorno libero della badante e quindi dovevamo accudirlo per tutta la giornata, come facciamo sempre in questi casi. Mia moglie è sempre rimasta al secondo piano con mio suocero. Io sono sceso in garage, ho fatto dei lavoretti e poi sono uscito per alcuni giri».

La sorpresa. Alle 17 torna a casa. «Salgo le scale, trovo la porta aperta e dentro tutto era sottosopra. Vado all'armadio e vedo che non c'è la cassaforte. L'avevano smurata. Ho chiamato subito mia moglie e dopo i carabinieri».

La moglie conferma lo stato di caos in cui si trovava casa loro: «È incredibile. Hanno scaravoltato la casa ma non hanno preso niente. Cercavano la cassaforte. C'era la mia borsetta col portafoglio, non l'hanno neanche trovata. Neppure un orologio che avevano lasciato sul comodino. Hanno preso la cassaforte e se ne sono andati».

Quattro ladri. Secondo una prima ricostruzione, i ladri erano forse quattro: due sono saliti al terzo piano scalando le grondaie. Scavalcato il balcone, hanno forzato la porta-finestra e sono entrati: sono stati trovati i segni di effrazione. Una volta smurata la cassaforte, se ne sono andati dalla porta. Hanno sceso le scale incuranti di fare rumore. Tanto che un vicino li ha sentiti e poi li ha anche visti. In strada si è aggiunto un terzo.

La cassaforte. In tre hanno trasportato la cassaforte sull'auto. Una utilitaria bianca guidata dal quarto, e sono scappati, seguiti da un'auto scura.

«Nella cassaforte c'erano tutti nostri gioielli e ori, oggetti lasciatici dai nostri genitori - spiega lui - c'erano anche orologi ma non erano pezzi di valore. Erano tutti preziosi ai quali eravamo affezionati. Valevano qualche migliaio di euro. Poi c'erano i passaporti, mio e di mia moglie».

La cassaforte è stata ritrovata a Ponte Alto vicino a un locale sull'argine del Secchia. Era stata aperta a mazzate. Il contenuto è stato portato via tutto. Solo il passaporto di lei è stato lasciato nel fango.

Sul caso indagano i carabinieri.

La videocamera. «Crediamo che la videocamera del Comune che si trova piazzata proprio vicino a casa nostra possa aver ripreso i ladri - spiega lei - speriamo che serva a trovare i ladri. Abbiamo chiesto che tempi ci vogliono per ottenere questi filmati e ci hanno detto che sono lunghi. Mi chiedo: cosa aspettano a darli?»

Sicuramente sarebbe un elemento importante per le indagini. Come il numero di targa dell'auto bianca, quella usata dai ladri, preso da un residente che aveva notato i tre scappare con la cassaforte.

FONTE

 

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CAMPANIA NEWS Napoli: rapina alle Poste in via Brecce, dalla fogna spuntano i rapinatori, paura tra i clienti.

3 Gennaio 2017, 11:54am

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CAMPANIA NEWS Napoli: rapina alle Poste in via Brecce, dalla fogna spuntano i rapinatori, paura tra i clienti.

DI MICHELE PAPPACODA  Banda del buco in azione, a Napoli, nell’ufficio postale di via Brecce a Sant’Erasmo. In due, percorrendo il condotto fognario, sono entrati nella sede dell’ufficio attraverso un buco scavato sotto il lavandino del bagno. Paura tra i dipendenti e alcuni clienti in fila, in orario di apertura. Da quantificare il bottino. Quasi in contemporanea, rapina in una banca, nella zona del centro direzionale.

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