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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Appello del Wwf: “Stop ai botti di Capodanno”

29 Dicembre 2016, 12:06pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

 

INSERITO DA MORENA MOTTA Ogni anno sono sempre di più i sindaci delle città che cercano di contrastare i botti di Capodanno, con apposite ordinanze che bandiscono questa pericolosa usanza per privilegiare la sicurezza e dare un chiaro segnale di attenzione verso il mondo degli animali.

Quest’anno in provincia di Napoli, è partita, da San Giorgio a Cremano la campagna contro l’uso illegale di botti pericolosi, con un’attenzione particolare agli animali a quattro zampe: dal 19 dicembre 2016 all’11 gennaio 2017, secondo quanto prevede un’ordinanza del sindaco, è proibita l’esplosione in luogo pubblico, su tutto il territorio, di prodotti pirotecnici pericolosi con lo slogan: “A Capodanno accendi il tuo cuore, non spegnere la tua vita”.

Anche il sindaco di Casandrino è contro i botti: “Siamo nella terra dei fuochi – ha dichiarato – che nel periodo di dicembre diventa terra di fuochi d’artifici”. In alcune città, come Cortina d’Ampezzo, i fuochi d’artificio sono proibiti non solo per Capodanno, ma per le ricorrenze e le festività durante tutto l’arco dei 12 mesi.

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Nelle ordinanze si vieta “l’accensione ed i lanci di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici in tutte le vie, piazze o aree pubbliche dove transitano o siano presenti delle persone” in considerazione degli “oggettivi pericoli per le persone, dei rumori molesti causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini e del fatto che botti, petardi e fuochi sono causa di stress, morte, ferimenti e traumi per cani, gatti, animali domestici ed uccelli”.

“Ora tocca ai sindaci della penisola sorrentina (Sorrento in primis) – dichiara Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – dare un segno di civiltà. Un numero sempre crescente di persone ci segnala ogni anno i gravi disagi e le sofferenze patite dai loro animali, che al rumore dei fuochi di capodanno impazziscono e corrono il rischio di subire gravi conseguenze. I fuochi artificiali sono infatti causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici.

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Ma sebbene in molti oramai sanno che l’esplosione dei botti produce effetti collaterali agli animali, e anche agli umani, tuttavia in pochi vogliono rinunciare a questa biasimevole tradizione. Ma c’è dell’altro che in tanti ancora ignorano: la quantità di veleni diffusi nell’aria dall’esplosione di fuochi è particolarmente nociva, contenendo valori non trascurabili di potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, cromo e piombo. Alcuni studi provano come la notte di Capodanno si registri un inquinamento dell’aria, con particolare riferimento alle polveri sottili, superiore a quello dell’attività di un anno di numerosi inceneritori.

Il danno è amplificato proprio dalla simultaneità dell’evento, quando l’intero territorio è “bersagliato” da esplosioni pirotecniche. Ci sono tradizioni che è giusto conservare, altre sulle quali è preferibile far cadere l’oblio. Sappiamo che serve coraggio, ma bisogna iniziare a dare l’esempio. Proviamo a sostituire i botti con delle più poetiche e pacifiche lanterne a cui affidare i propri desideri e gli auspici per l’anno che sta per cominciare e, magari, devolviamo in beneficienza e alle associazioni i soldi risparmiati. L’ultimo giorno dell’anno potrà di sicuro essere rallegrato da spettacoli dal vivo e buona musica, ma niente botti.”

Si stima che ogni anno in Italia almeno 5.000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra i quali non mancano casi di rapaci, che spaventati perdono il senso dell’orientamento ed effettuano una fuga istintiva rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi e tetti delle case), vagano al buio alla cieca anche per chilometri, e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia.

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A ciò va aggiunto anche lo stress indotto dai botti, anch’esso causa di morte frequente. Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea stress e spavento da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio.

Ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. L’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, hanno facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz. Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da trauma da spavento.

“Non utilizzare i botti sarà un segno di civiltà e sensibilità anche nei confronti di tutti gli operatori, in particolar modo i vigili del fuoco, che il primo dell’anno devono intervenire per operazioni di soccorso di animali rifugiatisi in ogni dove, per non parlare dei gravi incidenti provocati alle stesse persone. Non va dimenticato che le forze dell’ordine possono applicare nei confronti di tutti l’articolo 703 del Codice Penale, che recita: “Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa (…) accende fuochi d’artificio, o lancia razzi (…), o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a 103 euro, se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell’arresto fino a un mese”.

LUCA PANE SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Assegnato l’appalto per il restyling del corso Italia

29 Dicembre 2016, 12:02pm

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Assegnato l’appalto per il restyling del corso Italia

INSERITO DA MORENA MOTTA SORRENTO. Nel giro di qualche mese il corso Italia avrà un look completamente nuovo. Il tratto dell’arteria che attraversa il cuore di Sorrento compreso tra piazza Tasso e l’ospedale Santa Maria della Misericordia si appresta a subire un intenso restyling. È stato, infatti, assegnato l’appalto per eseguire le opere. L’offerta più vantaggiosa, a giudizio della commissione esaminatrice, è stata quella della Parlato Costruzioni srl di Castellammare di Stabia. Oltre ad un ribasso consistente sull’importo a base d’asta, che comporterà, quindi, una spesa di poco più di un milione di euro (a fronte del milione 272mila euro previsti nel capitolato) ed al 50% di sconto sugli oneri professionali (28mila euro contro i 57mila previsti), i titolari della ditta si sono anche impegnati a concludere gli interventi in 90 giorni, esattamente la metà di quanto previsto nel bando.

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Il progetto esecutivo, elaborato dall’architetto Antonio Marino e dal suo staff, prevede un particolareggiato maquillage dell’intero tratto di strada lungo quasi 700 metri. L’asfalto scomparirà completamente da quella che è l’attuale carreggiata per lasciare posto a basoli in pietra lavica lievemente scalpellati per garantire più grip agli pneumatici. La pavimentazione sarà sistemata a spina di pesce e leggermente inclinata verso i lati per consentire lo scorrimento delle acque pluviali verso le caditoie della fogna bianca sistemate lungo i bordi della strada. I marciapiedi, pavimentati con lastre di pietra lavica, saranno ampliati ed abbassati di quota per avere un dislivello rispetto alla sede stradale di soli 7 centimetri. L’allargamento della zona riservata ai pedoni porterà alla soppressione di quella che al momento è l’area destinata alla sosta dei veicoli. Lungo la strada troveranno posto solo alcuni stalli per il carico e scarico delle merci e per fermate di emergenza.

Progetto-corso-italia

Previsto il ritorno delle aiuole con i tipici alberi di arance amare. Il terreno intorno alle radici delle piante sarà sormontato da una grata in ghisa chiusa da un cordolo a raso. Per quanto riguarda i lampioni, il progettista ha deciso di lasciare quelli attualmente in uso, i quali, però, saranno sistemati ai bordi dei marciapiedi secondo la nuova configurazione che andranno ad assumere. Anche le strisce pedonali saranno in pietra grazie all’alternanza tra basoli di natura lavica (quindi scuri) e quelli di origine calcarea, mentre le rampe per i portatori di handicap, sempre realizzate in pietra, saranno dotate di scanalature antiscivolo. L’abbassamento dei marciapiedi, infine, comporterà anche il rifacimento dei collegamenti tra il corso Italia ed i vicoletti del centro storico, in modo da evitare salti di quota.

“Il progetto – sottolinea il sindaco Cuomo – rappresenta uno degli obiettivi della nostra amministrazione che punta alla pedonalizzazione di questo tratto del corso Italia. Il prossimo passo è la realizzazione del percorso meccanizzato tra il parcheggio Lauro e l’area portuale di Marina Piccola”.

ARTICOLO E FOTO DI SORRENTOPRESS FRANCESCA VANACORE

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare: 18enne di Agerola muore con la febbre alta. Sospetta meningite

29 Dicembre 2016, 11:55am

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MONTI LATTARI  E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare: 18enne di Agerola muore con la febbre alta. Sospetta meningite

INSERITO DA MORENA MOTTA «Sarai sempre nei nostri cuori». È questo il messaggio con cui gli amici di Sebastiano Petrucci, 18 anni appena compiuti, hanno colmato nelle scorse ore la bacheca Facebook del ragazzo di Agerola, stroncato ieri da una sospetta meningite fulminante. In mattinata i risultati delle analisi scioglieranno ogni dubbio sulle cause della morte.

Ieri pomeriggio, intorno alle 17, Sebastiano si era recato al pronto soccorso di Castellammare perché accusava un forte mal di testa e febbre alta, che non era riuscito a placare con l'antibiotico. Due ore dopo il decesso, con i medici che avevano cercato invano e con tutte le forze di salvargli la vita. La direzione sanitaria, guidata da Savio Marziani, ha chiuso il pronto soccorso (per consentire le operazioni di sterilizzazione degli ambienti) e ha disposto la profilassi per medici e infermieri. Nel porgere le condoglianze alla famiglia, il sindaco Luca Mascolo ha raccomandato di sottoporsi a profilassi a tutti coloro che negli ultimi 10 giorni hanno avuto contatti stretti con Sebastiano per almeno 30 minuti. Soltanto oggi, però, con i risultati degli esami, si potrà sapere con certezza la causa del decesso.

Nel frattempo, l'incredulità è tanta, come tanta è la rabbia per una morte così inaspettata e dura. A diciotto anni si dovrebbe poter avere l'intera vita davanti, si dovrebbe poter sbagliare e ricominciare, gioire delle piccole cose, pensare in grande e credere ad un futuro migliore. Si dovrebbe poter andare al pronto soccorso per medicare una ferita da partita a calcetto o per una caduta dalla mountain bike (di cui Sebastiano era appassionato), non per tentare invano di curare una febbre letale.

Sebastiano frequentava il liceo classico E. Marini di Amalfi e tutti i suoi compagni di classe lo ricordano come un ragazzo allegro e disponibile. Come i suoi compagni, avrebbe voluto godersi la pausa delle vacanze natalizie per poi tornare in classe, a gennaio, più carico di prima. Ma così non è stato e di queste vacanze resta solo il dolore di una perdita che nessuno mai vorrebbe.

Caso di sospetta meningite all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Un 18enne di Agerola, giunto nel primo pomeriggio di oggi con febbre alta al pronto soccorso è deceduto in poco tempo.
Dai primi pareri dei sanitari sembra che il ragazzo, Sebastiano Petrucci, abbia mostrato chiari sintomi di meningite.
Immediatamente è scattata la profilassi per il personale medico e infermieristico, mentre il pronto soccorso è stato chiuso momentaneamente. Le ambulanze sono state temporaneamente dirottate verso l'ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento e il nosocomio di Boscotrecase.
«Una triste notizia ha sconvolto la nostra comunità. Ci stringiamo attorno al dolore della famiglia colpita dalla morte prematura del nostro caro giovane concittadino» si legge dalla pagina facebook del Comune di Agerola.
IL VESCOVADO DI RAVELLO 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Rischio Meningite, dottor Ala di Atrani invita a diffidare da terapie autoprescritte da social

29 Dicembre 2016, 11:51am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Rischio Meningite, dottor Ala di Atrani invita a diffidare da terapie autoprescritte da social

INSERITO DA MORENA MOTTA  Il sospetto caso di meningite di Agerola che avrebbe causato, ieri, la morte del 18enne Sebastiano Petrucci, è vissuto in queste ore con ansia da molti cittadini della Costiera Amalfitana. Dopo le indicazioni diramate ieri sera dall'Asl Napoli 3, il dottor Gaetano Ala dell'omonima farmacia di Atrani ci suggerisce una corretta valutazione dei casi e limitare l'accesso a terapie autoprescritte da social.«In Italia e in Europa - spiega il dottor Ala -, i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi sono gli stessi delle altre meningiti ma, nel 10-20% dei casi, la malattia ha un andamento rapido ed acuto, a decorso fulminante, che può portare al decesso in poche ore, anche in presenza di una terapia adeguata. I malati sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall'inizio della terapia antibiotica; la contagiosità è, comunque, bassa e i casi secondari sono rari. In presenza di meningite è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti. Nel caso di malattia invasiva da meningococco sono considerati contatti stretti coloro che, nei 7 giorni precedenti: abbiano condiviso l'abitazione o un ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza) o lo stesso mezzo di trasporto per viaggi di alcune ore abbiano dormito nella stessa casa o mangiato allo stesso tavolo del malato abbiano avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) o abbiano avuto contatti ravvicinati (per esempio in condizioni di sovraffollamento o in discoteca) siano stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).
Queste sono le informazioni ufficiali del Ministero della salute - conclude Ala - ed anche l'IRCCS Lazzaro Spallanzani di Roma (istituto di riferimento nazionale per le malattie infettive) ribadisce la necessità di profilassi farmacologica esclusivamente per le persone che sono state a contatto diretto e ravvicinato con il caso».
IL VESCOVADO DI RAVELLO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Dopo tre anni torna il Giudice di Pace in Costa d'Amalfi: da 2 gennaio 2017 udienze a Tramonti

29 Dicembre 2016, 11:40am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Dopo tre anni torna il Giudice di Pace in Costa d'Amalfi: da 2 gennaio 2017 udienze a Tramonti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da lunedì 2 gennaio 2017 l'Ufficio del Giudice di Pace tornerà a svolgere in pieno le sue funzioni, in Costiera Amalfitana. In questi giorni i tecnici incaricati dal Ministero della Giustizia stanno ultimando le operazioni di installazione delle apparecchiature digitali presso la sede della Comunità Montana "Monti Lattari" di Tramonti, presso cui saranno ospitati gli uffici.
Tre i funzionari, provenienti dai comuni di Tramonti, Maiori e Minori che hanno già compiuto il percorso formativo del Ministero della Giustizia per l'espletamento delle attività burocratiche necessarie. Stimate in 70mila euro le spese per il mantenimento del personale, a carico dei comuni costieri unitisi con l'ente montano per consentire il ripristino dell'Ufficio del Giudice di Pace che in Costiera Amalfitana mancava dal 2013, anno in cui venne soppresso da Amalfi nell'ambito del riordino della geografia giudiziaria disposto con i decreti legislativi 155 e 156 del 2012. L'azione, sollecitata dall'Associazione Avvocati Costiera Amalfitana presieduta da Josè Lembo, lo scorso anno si è concretizzata grazie alla sinergia della Conferenza dei Sindaci che ha saputo cooperare con tutti gli organismi per la risoluzione di un problema di interesse generale con la disponibilità della Comunità Montana, presieduta dal sindaco di Scala Luigi Mansi, che ha messo a disposizione i locali per le udienze, convincendo il Ministero della Giustizia che, esaminate le richieste avanzate dagli enti interessati, aveva dato il via libera anche al ripristino di altri due uffici in provincia di Salerno: a Capaccio Paestum e Montecorvino Rovella.
Era infatti previsto che entro il 30 luglio 2015, gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, potessero richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace soppressi, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, incluso il fabbisogno di personale amministrativo, che gli stessi enti avrebbero dovuto mettere a disposizione degli uffici.
Soltanto il Comune di Positano non garantirà la propria quota per il ripristino dell'ufficio del Giudice di Pace a Tramonti. Ad annunciarlo era stato lo stesso sindaco Michele De Lucia secondo cui «la comunità di Positano non riceve un beneficio dal Giudice di Pace a Tramonti» per una questione logistica.
L'assenza dell'Ufficio del Giudice di Pace in un territorio come quello della Costa d'Amalfi ha costituito danno per i cittadini, la cui possibilità di accesso alla giustizia sarebbe stata molto più difficile. Il nostro territorio si caratterizza per la presenza di un'elevata percentuale di persone anziane e per particolari caratteristiche orografiche e difficoltà nei trasporti. Peculiarità non solo territoriale ma anche per tipologia dei contenziosi che, si modellano, necessariamente, per consuetudine e prassi, alla realtà socioeconomica della Costiera amalfitana e che difficilmente avrebbero potuto trovare idoneo e doveroso approfondimento giuridico, in una sede, quella di Salerno, investita di controversie civili e penali di notevole complessità.
FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Arriverà anche in costiera la neve

29 Dicembre 2016, 11:31am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Arriverà anche in costiera la neve

INSERITO DA MORENA MOTTA Anche in costiera amalfitana arriverà il gelo e alcune nevicate. Vedremo anche Amalfi imbiancata come il 31 dicembre 2014? 
La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di avverse condizioni meteo per nevicate e gelate, vento forte e mare agitato valevole a partire dalle 18 di ieri sera (mercoledì 28 dicembre) e per le successive 36 ore.
In particolare, nelle zone montuose dell'alto Volturno, del Matese, del Sannio e del Vallo di Diano, si avranno nevicate a quote superiori ai 600 metri e, dalla serata, anche a quote inferiori, con apporti al suolo deboli. Le nevicate tenderanno ad attenuarsi dalla tarda mattinata di domani mentre si manifesteranno gelate, a quote superiori ai 500 metri che diverranno persistenti a partire dagli 800 metri.Sulle altre zone della regione, si prevedono nevicate a quote superiori ai 700 metri e dalla serata anche a quote inferiori, con gelate notturne a quote superiori ai 500 metri e persistenti a quote superiori ai 900 metri.
Su tutto il territorio i venti saranno forti settentrionali e i mari si presenteranno agitati.La Sala operativa della Regione Campania raccomanda l'attuazione delle misure connesse ai rischi naturali previste dai piani comunali di protezione civile e, agli automobilisti, di mettersi in viaggio, se diretti verso zone interne e/o montuose, dotati di pneumatici da neve.
fonte Il Vescovado di Ravello

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SALERNO E PROVINCIA NEWS EBOLI RAPINA ALLE POSTE DI TAVOLIELLO

29 Dicembre 2016, 11:14am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS EBOLI RAPINA ALLE POSTE DI TAVOLIELLO

INSERITO DA MORENA MOTTA Rapina alle poste di via Tavoliello di Eboli. Un uomo sembra con volto coperto ed un coltello, intorno alle 18.30 si sarebbe introdotto nell'ufficio postale, intimando al dipendente di turno di dargli dei contanti. Sembra che la somma sia tra i cinquecento edi mille euro. Sulla rapina indagano i carabinieri di Eboli.

SUDTV

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Yacht in fiamme al porto di Loano in Liguria, tre persone morte, in salvo solo uno. Si tratta di cittadini tedeschi

29 Dicembre 2016, 11:10am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Yacht in fiamme al porto di Loano in Liguria, tre persone morte, in salvo solo uno. Si tratta di cittadini tedeschi

INSERITO DA MORENA MOTTA 29/12/2016 - Tre persone sono morte nell'incendio di una imbarcazione a Loano, in provincia di Savona, avvenuto questa notte. La barca, lunga 22 metri, era ormeggiata nel porto. A bordo c'erano quattro persone: due uomini e due donne. Vigili del fuoco, 118 e capitaneria di porto sono riusciti a salvare solo una persona. Le vittime sono tedesche. Ancora sconosciute le cause del rogo. Una donna si è salvata gettandosi in mare ed è stata trasportata in ospedale, al Santa Corona di Pietra Ligure, in codice giallo. L'allarme è scattato intorno alle 5 di questa mattina. Sul posto impegnate per i soccorsi 3 squadre dei vigili del fuoco di Savona, la Capitaneria di Porto e i carabinieri.

TELECAPRINEWS

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CAMPANIA NEWS Botti proibiti: sequestro ad opera dei carabinieri a Giugliano in Campania. Erano a bordo di un furgone

29 Dicembre 2016, 11:06am

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CAMPANIA NEWS Botti proibiti: sequestro ad opera dei carabinieri a Giugliano in Campania. Erano a bordo di un furgone

INSERITO DA MORENA MOTTA - A bordo del furgone c'erano oltre 240 chilogrammi di fuochi d'artificio. Il mezzo, condotto da un uomo di 55 anni, è stato fermato dai carabinieri a Giugliano (Napoli) in via De Filippo per un controllo. Aperto il vano posteriore gli investigatori hanno trovato i botti il materiale esplodente classificato di IV categoria. L'uomo è stato denunciato per detenzione illegale di materiale esplodente. Il materiale, che per i carabinieri sarebbe stato messo in vendita illegalmente, è stato sottoposto a sequestro in attesa di distruzione. I controlli da parte delle forze dell'ordine in tutta la zona sono serrati proprio per contrastare la vendita di fuochi illegali.

TELECAPRINEWS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Crollo della palazzina ad Acilia (Roma): morte madre e figlia di 8 anni. aperto un fascicolo ipotizzando il reato di disastro colposo

29 Dicembre 2016, 11:03am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Crollo della palazzina ad Acilia (Roma): morte madre e figlia di 8 anni. aperto un fascicolo ipotizzando il reato di disastro colposo

DI MORENA MOTTA 29/12/2016 - Sono morte sotto le macerie la donna e la bambina rimaste sepolte dal crollo della palazzina ad Acilia, periferia sud di Roma. Intorno alle 22 di ieri sera, dopo oltre sette ore di ricerche, i corpi della piccola Aurora, 8 anni, e di sua mamma Debora sono stati ritrovati dai soccorritori. Il cedimento dell'edificio è avvenuto intorno alle 14 di ieri probabilmente a causa di un'esplosione in seguito a una fuga di gas. Il marito e l'altro figlio al momento dell'esplosione non erano in casa. Altre due persone, il fratello della donna e la moglie, sono state estratte vive nel pomeriggio dai resti dello stabile: l'uomo, che aveva ferite e traumi su tutto il corpo, è stato trasferito dal 118 all'ospedale Grassi in codice giallo; la donna, con traumi da schiacciamento ma cosciente, è stata trasportata con l'elisoccorso al Policlinico Gemelli. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di disastro colposo. L'indagine è affidata al pubblico ministero Mario Palazzi che ieri si è recato sul posto per un sopralluogo e raccogliere gli elementi necessari all'inchiesta. Il pm ha disposto una consulenza tecnica che affiderà a degli esperti per chiarire le cause dell'esplosione.

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