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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Calcio Napoli: Maksimovic l'alternativa a Koulibaly, Mertens nella top 11 Uefa

21 Dicembre 2016, 09:13am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Calcio Napoli: Maksimovic l'alternativa a Koulibaly, Mertens nella top 11 Uefa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Il match di domenica al San Paolo è un altro crocevia fondamentale per la rimonta in classifica. La sconfitta del Milan all'Olimpico ha accorciato la distanza dal terzo posto che è l'obiettivo minimo del Napoli. Al condottiero azzurro piacerebbe centrare il sorpasso ai danni dei rossoneri già prima della sosta e quindi ha bisogno di due risultati positivi, domenica col Torino e giovedì con la Fiorentina, per mettere pressione alla squadra di Montella. Niente calcoli, ovviamente. E massima attenzione in vista dell'incrocio con i granata di Mihajlovic che hanno impensierito la Juventus nel derby prima delle prodezze di Higuain e Pjanic.

Maurizio Sarri dovrà fare a meno del difensore franco-senegalese che ha cominciato le terapie per guarire dall'infortunio al ginocchio sinistro. La sua assenza è certificata ed è già cominciato il 'casting' per affiancare Albiol al centro della difesa. Spera di spuntarla Nikola Maksimovic: Sarri lo considera un'alternativa a Koulibaly, quindi il serbo scalpita anche perché gli piacerebbe affrontare da protagonista il Toro, una parte importante del suo passato calcistico, condita da una separazione estiva traumatica e una totale rottura tra lui e Sinisa Mihajlovic.

In attacco ci sono pochi dubbi. Maurizio Sarri darà spazio al tridente dei piccoletti che ha entusiasmato a Cagliari. Callejon e Insigne sono in grande forma, il punto di riferimento sarà Dries Mertens. L'Uefa gli ha conferito un riconoscimento importante: è stato inserito nella top 11 della fase a gironi della Champions. L'attaccante belga è nel tridente con Leo Messi e con un ex azzurro come Edinson Cavani. Mertens vuole continuare ad impressionare dopo la tripletta del Sant'Elia: il ruolo di falso nueve sta esaltando le sue caratteristiche e quindi si farà trovare pronto in attesa del rinforzo di gennaio. Aurelio De Laurentiis è stato chiaro: "Cerchiamo una punta". E tutti gli indizi portano a Leonardo Pavoletti: Napoli e Genoa hanno raggiunto l'intesa. Il diesse Giuntoli aspetta solo rassicurazioni sulle condizioni fisiche del bomber livornese e poi si potrà definire la trattativa.

La Repubblica

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SEZ.DISABILITà NEWS La sperimentazione del Budget di Salute

21 Dicembre 2016, 09:10am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS La sperimentazione del Budget di Salute

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Viene avviato proprio in questi giorni il piano formativo che prelude a un’interessante sperimentazione nei Comuni dei Castelli Romani, basata sul modello del Budget di Salute, «uno strumento organizzativo-gestionale – come spiega con chiarezza in questo approfondimento Fausto Giancaterina – per la realizzazione di progetti di vita personalizzati, in grado di garantire l’esigibilità del diritto alla salute attraverso l’attivazione di interventi sociosanitari integrati»

Tutti tocchiamo con mano la situazione di criticità del nostro welfare. Per alcuni è ormai obsoleto e non più sostenibile, suggerendo che ormai sia arrivato il momento di ricorrere a soluzioni private e individuali in caso di bisogno. Per altri, come noi, si tratta di proporre nuovi processi di cambiamento strutturale in cui tutte le determinanti che costituiscono in positivo o in negativo la qualità del “bene-essere” delle persone costituiscano un unicum coordinato e coerente, attraverso un nuovo modo di partecipazione e di responsabilizzazione di tutti i cittadini. Si tratta di trovare una sintonia d’intenti, una visione, una programmazione e un governo unitari.
Questo nuovo processo partecipativo alcuni lo chiamano “Welfare di prossimità e generativo”, significando che con convinzione si debba dedicare parte del nostro tempo e lavoro professionale a creare reti sociali partecipative.

Esplorare nuove opportunità
Come orientare un impegno stringente, volto a ricostruire un sistema di welfare basato su una tangibile esigibilità dei diritti fondamentali, non trascurando la forte opposizione di un’invadente visione economicista e mercantile dei servizi, che tenta di far passare come naturale l’attuale squilibrio nel godimento stesso dei servizi?
Come mettere in rete le esperienze positive e inventarne di nuove perché ci siano le risposte e i servizi giusti a livello territoriale che consentano ai cittadini di gestire la propria condizione di “bene-essere”, anche in caso di situazioni di cronicità, di disabilità o di perdita di funzionamento?
Partendo da queste brevi considerazioni, con un’iniziativa dell’Opera Don Calabria di Roma, abbiamo proposto ad alcuni Distretti Sociosanitari del Lazio di avviare la sperimentazione del sistema operativo denominato Budget di Salute, al fine di  fornire alla Regione Lazio elementi concreti per l’emanazione delle apposite Linee Guida, in perfetta sintonia con la proposta (a quel tempo: 2015) della Legge Regionale del Lazio Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio, divenuta Legge Regionale n. 11 del 10 agosto 2016 e che all’articolo 53 recita: Presa in carico integrata della persona e Budget di Salute.

Prima di tutto la formazione
Ebbene, la risposta immediata è arrivata dalla ASL Roma 6 (Roma H) e dai Comuni ricompresi nel Distretto Sociosanitario Roma 6/1. Conseguentemente, il Direttore Generale della stessa ASL Roma 6 e il Sindaco di Monte Porzio Catone, quale capofila del citato Distretto Sociosanitario (i cui Comuni sono appunto Monte Porzio Catone, Frascati, Colonna, Grotta Ferrata, Monte Compatri, Rocca di Papa e Rocca Priora), hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per avviare lo studio e la sperimentazione del sistema operativo integrato Budget di Salute.
Seguendo il dettato del Protocollo d’Intesa, un gruppo di lavoro – composto da Marco D’Alema, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL coinvolta, da Caterina Carosi della Direzione del medesimo Dipartimento, da Tommasina Raponi, Responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto Sociosanitario Roma 6/1 e da chi scrive [Fausto Giancaterina], consulente dell’Opera Don Calabria di Roma – ha predisposto un piano formativo, finanziato dall’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione Lazio e rivolto a tutti gli operatori sanitari, sociali, del terzo settore, delle associazioni e del volontariato coinvolti nel lavoro dei servizi rivolti alle persone che, con riferimento al Decreto Legislativo 229/99 (articolo 3 septies, comma 4), richiedono un’elevata integrazione sanitaria: Materno infantile – Anziani – Handicap e Patologie psichiatriche – Dipendenza da droga, alcool, farmaci – Patologie per infezioni da HIV – Patologie in fase terminale – Inabilità o disabilità conseguenti a patologie croniche.
Gli utenti di queste aree, va ricordato, sono ricompresi nel diritto ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Il piano formativo
Proprio in questi giorni tale piano formativo è in piena attuazione [dal 12 al 17 dicembre, N.d.R.], presso la Biblioteca Comunale nel Palazzo Borghese di Monte Porzio Catone.
Nelle prime tre giornate, il Quadro normativo nel settore dell’assistenza sociosanitaria è stato proposto da chi scrive, mentre Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Modena, ha illustrato Le componenti socioeconomiche e ambientali della salute, il welfare di Comunità e la metodologia del Budget di Salute e Donatella Marrama, psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale di Modena, si è occupata, anche con lavori di gruppo, della Progettazione del percorso assistenziale integrato nelle aree target del Budget di Salute.
Oggi, 13 dicembre, Pina Ridente, psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste si sofferma sull’Esperienza del Budget di Salute in Friuli Venezia Giulia, mentre la citata Tommasina Raponi tratta Il nuovo codice dei contratti e le linee guida dell’ANAC per l’affidamento dei servizi a Enti del Terzo Settore e alle Cooperative Sociali.
Nelle ultime tre giornate, invece, Lucilla Frattura, psichiatra del Servizio Sanitario del Friuli Venezia Giulia, responsabile del Centro Collaboratore Italiano dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), illustrerà, anche con lavori di gruppo, La valutazione della disabilità e la progettazione basata sul modello bio-psico-sociale (ICF).
Crediamo che questa sia la prima volta che si cerchi di avviare un diverso approccio allo stretto e sinergico intreccio tra iniziativa pubblica e risorse comunitarie, ossia tra operatori sanitari, sociali e del Terzo Settore, insieme agli utenti e ai familiari. Questo piano formativo, infatti, parte dalla convinzione che se continuassimo ad  assecondare unicamente le singole esigenze delle famiglie professionali – che oltretutto risentono di difficili sentieri comunicativi – i servizi farebbero sempre molta fatica a programmare risposte complessive ed esaurienti per le persone che ad essi ricorrono, e men che meno avrebbero le possibilità di generare partecipazione attiva dai contesti sociali in cui operano.
Crediamo, in particolare, che una formazione e una sperimentazione del sistema operativo basato sul Budget di Salute, condivisa da tutti gli attori, possa generare quel “Welfare di prossimità e generativo” di cui si è detto, specie in quei settori – come ad esempio quello delle disabilità – nei quali sia indispensabile una progettazione a più voci. Sono quei settori che richiedono un sistema/servizi che padroneggi con forza competenze tecniche innovative e qualificate, ma soprattutto che sappia stimolare con forte impegno le capacità di dare a tutti gli attori il protagonismo e l’impegno necessario per una co-progettazione e co-realizzazione di progetti di vita personalizzati.
L’obiettivo da raggiungere sarà quello di riconoscere al modello del Budget di Salute la possibilità di essere un sistema che meglio rappresenti e applichi i princìpi del settore sociosanitario.

Ma che cos’è esattamente il modello Budget di Salute? (1)
Il Budget di Salute:
° non corrisponde meramente alle risorse economiche disponibili, ma è costituito dall’insieme delle risorse economiche, professionali e umane, gli asset strutturali, il capitale sociale e relazionale della comunità locale, necessari a promuovere contesti relazionali, familiari e sociali idonei a favorire una migliore inclusione sociale della persona;
° è uno strumento organizzativo-gestionale per la realizzazione di progetti di vita personalizzati in grado di garantire l’esigibilità del diritto alla salute attraverso l’attivazione di interventi sociosanitari integrati;
° non va confuso con il voucher, strumento tanto caro alla Regione Lombardia;
° è un sistema caratterizzato da un’elevata flessibilità e soprattutto dal non essere legato a un tipo particolare di servizio o a uno specifico erogatore;
° promuove e attua il protagonismo dei cittadini/utenti, che si realizza nella co-costruzione dei singoli progetti personalizzati e si struttura nella definizione di un contratto;
° promuove e attua il principio di sussidiarietà, vale a dire la possibilità, la necessità e la ragionevolezza di affidare al livello più prossimo alle persone che ne avvertono il bisogno, la realizzazione di interventi che valorizzino le risorse informali di cura nei contesti comunitari. Tutto ciò nella convinzione che questo costituisca uno degli àmbiti su cui si debba maggiormente intervenire per promuovere il cambiamento e l’evoluzione di quel microcontesto sociale e culturale in cui vive la persona, che costituisce l’elemento determinante per un ragionevole suo “bene-essere”;
° considera come centrale l’attenzione ai determinanti sociali della salute: chi è privo di fattori di protezione sociale (è a basso reddito; vive in contesti familiari e sociali poveri di risorse economiche e culturali; ha reti relazionali sfilacciate ecc.) si trova più facilmente esposto a situazioni di perdita della salute. Più si è in condizioni di fragilità sociale (solitudine, povertà, ecc.), più si è a rischio di malattia. Tenendo in alta considerazione l’unitarietà della persona, il Budget di Salute esige un approccio centrato su una forte attenzione ai determinanti di salute riscontrabili nel contesto sociale, economico lavorativo, relazionale e valoriale delle singole persone, per cui è del tutto necessaria la creazione di un sistema fortemente integrato di servizi sanitari e sociali, in grado di garantire continuità e appropriatezza nelle azioni.

Cambia l’approccio di governance
È del tutto evidente, a questo punto, che l’integrazione sociosanitaria si ponga come l’opzione strategica per la programmazione e l’attivazione di una strutturazione integrata rispetto a programmazione, organizzazione, gestione e costi di servizi e interventi dell’area sociale e sanitaria, sostenuta dalla visione multidimensionale degli interventi e da un giusto riequilibrio tra l’approccio bio/medico e l’approccio sociale.
Si attua, così, il passaggio dal vecchio sistema di finanziamento dei contenitori al finanziamento dei progetti personalizzati, a un diverso governo delle attività sanitarie e sociosanitarie per tutelare la salute delle persone e per promuovere il loro diritto di cittadinanza.
Dal canto suo, l’Ente Pubblico si riappropria del diritto/dovere della programmazione, dell’indirizzo e della valutazione, smette di essere erogatore di tariffe per prestazioni e chiama tutti i protagonisti (persona – famiglia – non/profit e for/profit – comunità) ad essere co-produttori e co-responsabili del “bene-essere” delle persone segnate da svantaggio.
Si instaura in tal modo un nuovo modello di governance in cui il “privato” non è più un soggetto cui affidare l’esecutività di attività con sistemi dubbi di delega, ma è un partner che collabora alla costruzione e allo sviluppo di sistemi attivi di protezione sociale, a partire da progetti personalizzati.

Vantaggi determinati dal Budget di Salute
I vantaggi di questo sistema sono rilevabili a livello dei singoli e a livello della comunità nel suo complesso. Per la singola persona, infatti, sono previsti meccanismi di partecipazione diretta alla definizione del singolo percorso assistenziale, mentre per la comunità locale si determina una crescita delle capacità degli organismi di progettazione e gestione integrate.
Vengono quindi create le condizioni per garantire la presa in carico e la continuità delle cure e dell’assistenza e il passaggio da un approccio di cura a quello di tutela del “bene-essere” possibile per quella persona in quel determinato contesto di vita. Inoltre sarà possibile evitare la medicalizzare dei disagi e delle fragilità sociali e favorire azioni indirizzate alla capacitazione e all’empowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.] sia dei singoli che delle persone associate da un comune interesse.
Il modello del Budget di Salute, sottoposto a valutazione, ha dimostrato innanzitutto l’applicabilità di interventi fondati su saldi presupposti teorici. Esso presenta inoltre incontestabili vantaggi sul piano dell’efficienza gestionale, dell’efficacia nella pratica, dell’economicità. In particolare ha mostrato di essere valido strumento per la riqualificazione della spesa sanitaria e sociale. Inoltre, promuove e incentiva forme associative territoriali, vero “capitale sociale” della comunità, e degli utenti stessi, che partecipano non più soltanto come consumatori, ma diventando a loro volta produttori di beni e servizi.
La significativa riduzione della residenzialità “istituzionalizzata” nell’area della salute mentale, della disabilità, degli anziani, registrata nel corso dell’applicazione del modello Budget di Salute, ne ha confermato l’efficacia per contrastare l’istituzionalizzazione della sofferenza e promuovere la domiciliarizzazione degli interventi (2).

Le quattro aree del progetto personalizzato
In quest’ottica l’attenzione va rivolta agli elementi costitutivi della salute, che richiedono interventi più appropriati ed efficaci (i progetti di vita personalizzati) e si realizzano in quattro aree fondamentaliapprendimento/espressività; formazione/lavoro; casa/habitat sociale; affettività/socialità.
La filosofia che sottende il modello del Budget di Salute risiede nella consapevolezza che gli impedimenti esterni all’esercizio dei diritti all’apprendimento, alla formazione, alla socialità, al lavoro, all’abitazione siano i veri determinanti che trasformano una persona vulnerabile o “a rischio” in un “caso”.
In secondo luogo essa riconosce i limiti di un approccio fondato su un prodotto sociosanitario rigido, derivato dal modello ospedaliero. Il modello del Budget di Salute si fonda invece su prestazioni flessibili, definite non sulle caratteristiche dell’offerta disponibile, ma sulla base dei reali “diritti di cittadinanza” della persona.

Avvio della sperimentazione
Nei primi mesi del 2017 partirà la sperimentazione, secondo il programma tracciato dal citato Protocollo d’Intesa. L’avvio della sperimentazione vera e propria avverrà attraverso:
a) la ricognizione delle poste in bilancio degli Enti Pubblici per gli interventi sociosanitari; la ricognizione di tutte le risorse economiche, professionali e comunitarie che si rendono al momento disponibili per il Distretto, sia da parte delle Istituzioni Pubbliche, che da parte delle compartecipazione degli utenti, del Terzo Settore, delle Associazioni, del volontariato e della comunità locale, in quanto partecipanti alla co-progettazione e alla co-gestione dei diversi progetti personalizzati;
b) l’individuazione del gruppo di utenti dei servizi Materno infantile – Anziani – Handicap e Patologie psichiatriche – Dipendenza da droga, alcool, farmaci – Patologie per infezioni da HIV – Patologie in fase terminale – Inabilità o disabilità conseguenti a patologie croniche;
c) l’istituzione dell’Unità di Valutazione Multiprofessionale, da rendere effettivamente operativa attraverso la definizione di precise responsabilità tecniche e di spesa;
d) la definizione e il monitoraggio del progetto personalizzato che implica il coinvolgimento di tutti i protagonisti: la ASL, attraverso i servizi di volta in volta direttamente coinvolti; i Comuni, attraverso i propri servizi sociali; la persona e i suoi familiari, con la possibilità, se necessario, di accompagnamento/orientamento delle rispettive Associazioni; i soggetti co-gestori privati (cooperative, volontariato, ONLUS, ma anche privato profit), con l’obiettivo prioritario di promuovere l’inclusione e il mantenimento nel corpo sociale delle persone, evitando l’istituzionalizzazione.

Un report finale di tutta la sperimentazione verrà inviato in conclusione all’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio e potrà essere utilizzato per la costruzione delle Linee Guida di attuazione del Budget di Salute in tutta la Regione.

SUPERANDO

 

 

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SEZ.DISABILITà NEWS Fondo Solidarietà delle Marche: la Regione non mantiene gli impegni

21 Dicembre 2016, 09:05am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Fondo Solidarietà delle Marche: la Regione non mantiene gli impegni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «La Regione trovi i fondi nell’Assestamento di Bilancio e i Comuni che hanno tagliato ripristino i servizi»: è sostanzialmente questo il messaggio lanciato da “Trasparenza e diritti”, Campagna Regionale delle Marche cui aderiscono oltre trenta organizzazioni del Terzo Settore (volontariato, utenti, operatori, cooperazione), di fronte ai mancati impegni sul Fondo di Solidarietà, stabilito già nel 2013 e necessario a coprire gli oneri a carico degli utenti ricoverati presso residenze sociosanitarie per persone con disabilità e disturbi mentali

«All’indomani della nostra ennesima richiesta di finanziare il Fondo di Solidarietà, per coprire gli oneri (circa 1.300 euro al mese, ovvero 26.000 euro per due anni) a carico degli utenti, con decorrenza 1° gennaio 2015, ricoverati presso residenze sociosanitarie per persone con disabilità e disturbi mentali, la Regione Marche, nella proposta di Assestamento di Bilancio, si è vantata, in un suo comunicato, di istituire questo fondo a partire dal 2018! L’impegno a finanziarlo, però, era stato assunto in questo 2016 a più riprese dal presidente della Regione Ceriscioli, da ultimo nel corso di una conferenza stampa alla fine di ottobre, nella quale si era impegnato per una quota pari a 2 milioni di euro».
Lo si legge in una nota prodotta da Trasparenza e dirittiCampagna Regionale delle Marche cui aderiscono oltre trenta organizzazioni del Terzo Settore (volontariato, utenti, operatori, cooperazione), dalla quale si ricorda che quel Fondo Solidarietà era stato «previsto in una Delibera del 2013, proprio per sostenere le spese di utenti con disabilità e disturbi psichici ricoverati in residenze precedentemente a completo carico della Sanità, poi soggette a compartecipazione. Utenti che per la gran parte dei casi percepiscono soltanto pensione di invalidità e indennità di accompagnamento (circa 800 euro mese). Una cifra ben lontana dalla quota che viene loro richiesta».

Rivolgendosi poi ai Comuni, «che tranne poche eccezioni, non si sono fatti carico dei problemi di questi utenti», Trasparenza e diritti chiede loro di «assumersi le responsabilità che competono nelle integrazioni della retta e di fare pressione sulla Regione Marche affinché tenga fede agli impegni». «Comuni – si aggiunge – che per quanto riguarda gli inserimenti lavorativi e i servizi domiciliari per la disabilità, hanno invece ricevuto maggiori finanziamenti regionali. Le Amministrazioni Comunali che nel 2015 e 2016 hanno ridotto o non attivato i servizi sono dunque chiamate a rivedere le proprie decisioni, rispettando le indicazioni previste nei Piani Educativi Individualizzati, ripristinando o riattivando i servizi stessi».

«Ai Comuni – conclude la nota – chiediamo anche di non firmare le convenzioni 2016 con l’ASUR [Azienda Sanitaria Unica Regionale, N.d.R.], per i Centri Diurni Disabili, fino a quando non verranno riconosciute pari condizioni alle persone con disabilità che si trovano nella stessa situazione (gravità). Infatti, per via amministrativa, la Regione Marche attraverso l’ASUR paga solo al 65% delle persone in situazione di gravità la quota prevista del 70% (43,40 euro al giorno), mentre per gli altri, pur essendo nelle medesime condizioni, eroga solo 15,10 euro». (S.B.)

SUPERANDO

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CIOCIARIA NEWS Roccasecca Minore muore in una casa d'accoglienza. Indagini in corso

21 Dicembre 2016, 09:01am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

INSERITO DA MORENA MOTTA Si è accasciato a terra all'improvviso. Forse un malore fatale quello che ha colpito un minore all'interno di una struttura d'accoglienza per minori di Roccasecca. 

Il terribile episodio è avvenuto poco fa. I carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, coordinati dal maggiore Fabio Imbratta, sono sul posto per capire come sia potuto accadere in attesa dell'arrivo del medico legale. Al momento sembrerebbe una morte per cause naturali ma vista la giovane età della vittima ogni cautela è d'obbligo. Attesi importanti sviluppi.

CIOCIARIA OGGI NEWS 

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Una stesa prima dell'agguato: così l'ex ras di Melito ha risposto agli Scissionisti

21 Dicembre 2016, 08:57am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Una stesa prima dell'agguato: così l'ex ras di Melito ha risposto agli Scissionisti

INSERITO DA MORENA MOTTA MELITO . L'agguato di ieri sera ai danni di Tommaso Caporrino, il 40enne con precedenti per spaccio, colpito da un proiettile alla gamba, assume sempre di più i caratteri di un avvertimento nei confronti degli Amato-Pagano. Caporrino non è un personaggio di spicco, ma solo un 'semplice' operaio del clan.
Da diversi giorni gli uomini degli Scissionisti si sono arroccati nel fortino della 219 di via Salvatore di Giacomo e questo concentramento di forze nella piazza di spaccio del clan egemone di Mugnano e Melito è iniziato in concomitanza con l'agguato, anch'esso fallito, in via Quasimodo a Mugnano dove un commando a bordo di un'auto sparò, si presume, al vecchio ras che controllava gli affari del clan a Melito, allontanato con i suoi uomini dalla città a nord di Napoli e rispedito ad Afragola, via Mugnano. Anche in quell'occasione i sicari spararono in direzione di organi non vitali, presumibilmente per lanciare un messaggio. 
L'episodio di ieri sera, avvenuto a pochi metri dalla piazza di spaccio della 219 e le sue modalità sembrano avere tutti i caratteri della risposta all'agguato al ras di Afragola, pronto a riappropriarsi degli spazi che gli sono stati negati dopo l'allontanamento da Melito. 

In realtà quello di ieri è stato il secondo episodio in una settimana: già martedì scorso, intorno alle 21, un commando a bordo di scooter diede vita ad un'azione dimostrativa nel popoloso rione popolare melitese. Una stesa, o forse un semplice raid armato di un gruppo isolato, in cui sono stati esplosi diversi colpi d'arma da fuoco in via Lisbona, ai bordi del fortino degli Amato Pagano. Entrambi gli episodi, gli spari del 13 dicembre scorso e l'avvertimento di ieri sera, sono avvenuti nelle vicinanze del centro degli affari del clan scissionista: un elemento che fa pensare ad un'azione esterna e non certo un regolamento di conti interni. Spari e ferimenti così vicini al fulcro degli affari sarebbero stati solo controproducenti con l'arrivo massiccio delle forze dell'ordine e la conseguente interruzione dello smercio di droga. Ad attaccare, dunque, è stato qualcuno che non ha più a cuore gli interessi del clan ed anzi è intenzionato a combatterlo, rispondendo colpo su colpo alle intimidazioni degli Scissionisti. 
Tanti sono però gli interrogativi, l'unica cosa che sembra certa è che l'agguato di Mugnano ed il ferimento di Caporrimo a ridosso del comparto 219 di Melito, hanno minato quella tranquillità camorristica figlia dell'egemonia decennale degli Amato-Pagano nelle due città.

INTERNAPOLI

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SEZ. RICETTE Pasta ai broccoli a cura di Morena Motta

21 Dicembre 2016, 08:53am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. RICETTE Pasta ai broccoli a cura di Morena Motta

A CURA DI MORENA MOTTA La pasta ai broccoli è un ottimo primo piatto in cui viene messo in risalto il sapore pungente e particolare dei broccoli, un ortaggio caratteristico del periodo autunno-inverno. La nostra versione è piuttosto semplice e prevede la cottura dei broccoli nella pentola della pasta e una ripassata finale in aglio e olio. C'è chi ci mette anche il peperoncino, ottimo se piace il piccante, o un piccolo filetto di alice, che serve ad accentuare il sapore finale della preparazione.

Per una pasta ai broccoli perfetta è indispensabile scolare la pasta molto al dente, in modo che quando la si passa in padella con i broccoli non scuocia. Il peso dei broccoli è indicato al lordo delle operazioni di pulizia. Per 2 persone il peso netto ideale delle sole ci mette già pulite è di 100-150 grammi.

 

 
 
INGREDIENTI
INFORMAZIONI
  • 2 persone
  • 395 Kcal a porzione
  • difficoltà facile
  • pronta in 45 minuti
  • ricetta vegetariana e vegan
  • ricetta light
  • si può preparare in anticipo
  • si può mangiare fuori
PREPARAZIONE
 
  • Pulire i broccoli selezionando le cimette, lavarle sotto acqua fresca corrente e separarle fino ad ottenere fiorellini di media dimensione. Si può usare anche parte dei gambi, se sono sottili, affettandoli nello spessore di mezzo centimetro scarso.
  • In una capace padella soffriggere gli spicchi d'aglio spellati nell'olio assieme ad una generosa grattugiata di pepe. Spegnere il fuoco, coprire e tenere da parte.
  • Mettere a bollire l'acqua della pasta, salarla, quindi buttare la pasta e i broccoli. La sequenza dipende dal tempo di cottura della pasta. I broccoli devono cuocere una decina di minuti circa. Se la pasta cuoce di più buttarla prima.
  • Attenzione a calcolare il tempo della pasta in modo da scolarla piuttosto al dente.
  • Scolare la pasta e i broccoli con una schiumarola e metterli man mano nella padella del condimento
  • Mettere la padella sul fuoco, a fiamma vivace, e saltarla per qualche minuto, girando di frequente, unendo un altro filo di olio a crudo.
  • Il sugo deve rapprendersi attaccandosi alla pasta, senza lasciare acquosità sul fondo.
  • Servire immediatamente.
PASTA DI ABBINAMENTO IDEALE

Fusilli, orecchiette, gramigna.

 
 
STAGIONE

Gennaio, febbraio, marzo, settembre, ottobre, novembre, dicembre.

AUTORE

Ricetta realizzata da . Fotografia di Giovanni Caprilli. Tutti i diritti riservati.

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SEZ.VARIE NEWS (103 anni fa) domenica 21 dicembre 1913 Primo esempio di parole crociate

21 Dicembre 2016, 08:49am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.VARIE NEWS (103 anni fa) domenica 21 dicembre 1913 Primo esempio di parole crociate

DI MORENA MOTTA Primo esempio di parole crociate: Nel supplemento domenicale del quotidiano New York World (di proprietà di Joseph Pulitzer, icona del giornalismo anglosassone che gli dedicò il suo premio più prestigioso), il 21 dicembre del 1913, il giornalista britannico Arthur Wynne pubblicò un nuovo gioco enigmistico denominato word-cross puzzle. A distanza di tempo venne considerato il primo esempio delle "parole crociate" così come oggi le conosciamo.

Il gioco di Wynne presentava ancora una forma rudimentale rispetto al cruciverba classico, ma con regole già definite: dentro uno spazio a forma di losanga, vuoto al centro, bisognava inserire parole di diversa lunghezza seguendo la numerazione progressiva delle definizioni riportate in basso, sia in senso orizzontale che verticale. Si veniva a creare così un gioco ad incastro, con i termini che incrociandosi davano luogo ad altri termini.

Per indicare un confine più netto tra le parole, inserì in un secondo momento dei quadratini neri che riproducevano il disegno di una scacchiera "disordinata". Fatta eccezione per la disposizione dei numeri, il gioco riassumeva tutti i criteri base del cruciverba moderno. Nell'uscita successiva al 21 dicembre, per un errore tipografico venne pubblicato con il nome accorciato in "Cross-word" (in italiano “parole crociate”), colpendo positivamente l'autore che decise di conservarlo.

Sull'effettiva paternità del cruciverba in realtà esistono due tesi contrastanti: la prima l'attribuisce a Wynne; la seconda assegna il primato all'italiano Giuseppe Airoldi, che il 14 settembre 1890 aveva pubblicato un gioco molto simile sul Secolo illustrato, accolto freddamente dai lettori e per questo finito nel dimenticatoio.
Le rivendicazioni italiane non trovarono accoglienza per il fatto che la piccola griglia bianca di Airoldi (di dimensioni 4x4) non presentava caselle nere o spazi di demarcazione tra le diverse parole; ciò lo avvicinava più ai giochi geometrici classici che alle parole crociate.

L'eco delle "cross-word" americane raggiunse l’Europa negli anni Venti, dando inizio a una nuova era dei passatempi linguistici. In questo passaggio il cruciverba andò via via assumendo varianti sempre più complesse (dal cruciverba sillabico a quello poligonale).

In Italia la prima rivista specializzata nacque nel 1932 su iniziativa dell'ingegnere Giorgio Sisini, Conte di Sant’Andrea, che le diede il nome di Settimana Enigmistica, tutt'oggi la più seguita dagli appassionati del genere.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL DEL GIORNO 21.12.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

21 Dicembre 2016, 08:46am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

 A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

Santi del Giorno
San Pietro Canisio (Sacerdote e Dottore della Chiesa)
San Glicerio di Nicomedia (Martire) 
San Michea (Profeta) 
San Temistocle di Licia (Martire) 
Sant'Anastasio il Giovane (Martire)
Accadde Oggi
1913 - Primo esempio di parole crociate (103 anni fa): Nel supplemento domenicale del quotidiano New York World (di proprietà di Joseph Pulitzer, icona del giornalismo anglosassone che gli dedicò il suo premio più prestigioso), il 21...
1900 - Landsteiner scopre i gruppi sanguigni (116 anni fa): Subire una trasfusione nei secoli passati, voleva dire, nel 90% dei casi, andare incontro a morte certa. Nessun medico sapeva darsi una spiegazione del perché questo sistema non funzionasse,...
1937 - Primo lungometraggio Disney (79 anni fa): «Impara a fischiettar, vedrai che tutto il mondo più giocondo sembrerà». Un motivo che rimase impresso sulle labbra degli spettatori che, il 21 dicembre del 1937,...
Nati in questo giorno
1937 - Jane Fonda (79 anni fa): Un'eroina del cinema, sulla cresta dell'onda soprattutto dalla fine degli anni Sessanta agli Ottanta. Nata a New York, è figlia d'arte: suo padre, il grande Henry Fonda (una star del genere...
1940 - Frank Zappa (76 anni fa): Artista di straordinario talento, nato a Baltimora, nel Maryland, e morto a Los Angeles nel 1993, è annoverato tra i maggiori compositori del Novecento. Noto per la sua attività di...
Nati... sportivi
1954 - Chris Evert (62 anni fa): Nata a Fort Lauderdale (in Florida, USA), negli anni Settanta e Ottanta è stata una grande campionessa di tennis, tanto da essere considerata tra le migliori sportive di tutti i tempi. Da...
1978 - Emiliano Brembilla (38 anni fa): Nato a Ponte San Pietro (in provincia di Bergamo), è stato un nuotatore, in particolare nello stile libero dove, per molti anni e sulle medie e lunghe distanze, ha primeggiato a livello...
Eventi Sportivi
2009 - Roger Federer e Serena Williams tennisti dell'anno (7 anni fa): La Federazione internazionale di tennis ha scelto i migliori giocatori dell'anno, che sono anche in vetta al ranking mondiale: Roger Federer e Serena Williams. Per lo svizzero è la quinta...
I Doodle di Google
2012 - La fine del calendario maya (4 anni fa): Se state leggendo questa voce, allora le varie teorie che prevedevano la fine del mondo il 21 dicembre del 2012 non erano del tutto... fondate! Anche se nessuno (almeno si spera) ci ha creduto...
Scomparsi oggi
1824 - James Parkinson (192 anni fa): Medico, paleontologo e geologo britannico, nacque a Londra. Figlio del chirurgo John Parkinson, James studiò e si laureò alla “London Hospital Medical College” e già nel 1784...
1928 - Luigi Cadorna (88 anni fa): Nato a Pallanza (oggi parte del comune di Verbania, in Piemonte), è stato un noto generale e politico italiano durante il Regno d'Italia. Nominato da Vittorio Emanuele III Capo di Stato Maggiore nel...
1940 - Francis Scott Fitzgerald (76 anni fa): Annoverato tra i maggiori narratori statunitensi del Novecento, Francis Scott Key Fitzgerald nacque a Saint Paul, capitale del Minnesota, e scomparve ad Hollywood nel 1940. Con la sua produzione letteraria,...
1950 - Trilussa (66 anni fa): Della natia Roma è stato per oltre mezzo secolo il principale cantore in versi. Registrato all'anagrafe come Carlo Alberto Salustri, si affermò come poeta utilizzando come nome d'arte l'anagramma...
2002 - Giò Pomodoro (14 anni fa): Fratello del famoso scultore Arnaldo, tra i maggiori del Novecento, Giorgio, in arte Giò Pomodoro, si ritagliò con la sua produzione un ruolo di primo piano tra gli astrattisti del secolo scorso....

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL GIORNO 21.12.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

21 Dicembre 2016, 08:43am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

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IN BREVE

Ciclone di Natale in attenuazione. Insistono piogge più intense su Est e Sud Sardegna e sulla Calabria ionica, anche con locali temporali. Nubi irregolari con piogge deboli in Appennino e Sudovest Piemonte. Meglio sul resto dei settori, sole al Nordest.

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL GIORNO 21.12.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

21 Dicembre 2016, 08:38am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL GIORNO  21.12.2016  A CURA DI MICHELE PAPPACODA SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL GIORNO  21.12.2016  A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA  Santo(i) del giorno : S. Pietro Canisio, sac. S.J. e Dr della Chiesa (1521-1597), B. Pietro Friedhofen, spazzacamino, fondatore (1819-1860)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-45.
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».

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