ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 17.05.2016 A CURA DI ELSA COPPA
Giornalisti - Francesco di Sales, lo si festeggia il 24 gennaio.
(La prostituta)
(Sant'Agostino)
(Fabrizio Caramagna)
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Come annunciato, dopo quello di Insieme per Ravello, arriva il no categorico di Ravello nel Cuore al confronto a tre immaginato da Rinascita Ravellese a pochi giorni dalla fine della campagna elettorale. «Rispondiamo a Salvatore Di Martino e a chi dietro di lui tesse le solite trame che noi non siamo cittadini al loro servizio». Così in una nota il gruppo guidato da Nicola Amato che rispedisce l'invito al mittente. «Più che una proposta di confronto pubblico - spiegano dal gruppo riunitosi poco fa sull'argomento - l'invito ricevuto sembra un diktat e, noi diktat non ne accettiamo da nessuno. Ravello nel Cuore non si fa certamente dettare la campagna elettorale da chicchesia. Le regole di un confronto democratico vanno stabilite di comune accordo tra le parti e non sciorinate con la tipica arroganza e protervia dei soliti noti. Saremo in piazza Vescovado, nelle frazioni e tra la gente come abbiamo sempre fatto a proporre un modello di governo alternativo a quello degli ultimi anni, che metta sempre il cittadino al primo posto. Non cadremo nella trappola sapientemente tesa da qualcuno. I vecchi metodi li conosciamo bene e li conoscono bene i cittadini di Ravello che alle elezioni del prossimo 5 giugno archivieranno finalmente una metodologia politica che ormai sopravvive solo a se stessa». IL VESCOVADO DI RAVELLO
di Sigismondo Nastri Con Pierino se ne va un altro pezzo della mia vita, ma se ne va, soprattutto, un personaggio di rilievo della storia di Amalfi della seconda metà del '900. Se ne va un amalfitano innamorato della sua terra, che ha onorata col suo lavoro - alla direzione di un'istituzione culturale di grande prestigio, qual è la biblioteca Sormani (alla quale dedicò uno splendido volume nel 1986) -, con la sua professionalità, nella metropoli lombarda. Che ha amato Amalfi anche rimboccandosi le maniche quando glielo hanno chiesto: è stato consigliere comunale e presidente dell'Ente Regata. Era una di quelle persone alle quali io, se avessi avuto un ruolo pubblico, avrei conferito la funzione di "ambasciatore di Amalfi". Vorrei che la Regata, il mese prossimo, venisse dedicata alla sua memoria. Chi può, ci faccia un pensiero.Di Pierino Florio mi piace sottolineare la cordialità, la simpatia, la giovialità, la disponibilità nei confronti di chi, per un motivo o un altro, si rivolgeva a lui. Per questo gli volevamo bene. Tutti. Ogni volta che tornava ad Amalfi era una festa. E non c'era festa, fino a quando le condizioni fisiche glielo hanno consentito, che non lo vedesse presente e partecipe. Era un uomo profondamente religioso, educato - come tanti di noi - alla scuola di don Andrea Afeltra, devotissimo dell'apostolo Andrea, protettore di Amalfi, di S. Maria a Mare, che si festeggia a Maiori il 15 agosto, e di tutti i santi patroni della Costiera. Era appassionato della storia, delle tradizioni, dei modi di dire della sua/nostra città. Da direttore della Sormani ha valorizzato la carta a mano di Amalfi attraverso la pubblicazione di preziosi volumi. Cito De Bibliotheca di Umberto Eco che reca la sua prefazione.Meno di un mese fa il figliuolo, don Andrea, aveva postato su Facebook una foto, scattata in occasione del compleanno, che lo vedeva sereno, sorridente, pur nella sofferenza della malattia che si portava addosso da qualche tempo.
Esprimo vivissime condoglianze alla famiglia. In particolare sono vicino nella preghiera al caro don Andrea.
Le esequie si svolgeranno oggi mercoledì 18 maggio nella Cattedrale di Amalfi, alle ore dodici.
IL VESCOVADO DI RAVELLO
INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Iniziati i lavori dell'Anas per la mitigazione ambientale della zona Bikini Vico Equense - Traffico in tilt nella costiera sorrentina e file di auto bloccate lunghe chilometri. Ieri mattina è stato un inizio di settimana da incubo per i pendolari della penisola e per chiunque si sia spostato. Registrati ritardi di ore per tutti i mezzi di trasporto su gomma e corrieri che hanno consegnato la mercé con forte ritardo. Il blocco sulla Statale 145 che collega la penisola sorrentina a Castellammare è stato causato dalla chiusura del tunnel Santa Maria di Pozzano in entrambe le direzioni e aggravato dallo sciopero della Circumvesuviana. Il provvedimento si è reso necessario per la manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici e per la realizzazione di opere di mitigazione ambientale del camino del tunnel situato in località Bikini, nel territorio del Comune di Vico Equense. Si tratta di un intervento che l'Anas ha dovuto avviare in tempi brevi dopo una diffida del sindaco Benedetto Migliaccio ad intervenire onde evitare la chiusura al traffico al centro cittadino vicano. Lo scorso aprile, infatti, dai vigili urbani e da alcuni agronomi di Sma Campania vennero rilevati dati allarmanti per lo smog: troppi gas di scarico al Bikini e un'area di 250 metri praticamente a rischio desertificazione. Ciò ha portato all'avvio dei lavori di adeguamento del camino del tunnel. La chiusura totale della galleria ha interessato tutta la mattinata di ieri fino alle ore 13. Da ieri pomeriggio fino al prossimo 26 maggio, poi, prenderà il via la seconda fase che prevede lo stop al transito del tunnel nel tratto dal km 0,000 al km 3,700 con contestuale apertura al traffico della galleria nel tratto dal km 3,700 al km 5,100. Per consentire ciò ci sarà l'attivazione del by-pass in galleria Scrajo-Seiano ed imposizione del limite massimo di velocità di 40 km/h per un tratto di circa 300 metri lato Scrajo. Il traffico veicolare da e per Napoli (con direzione e provenienza Sorrento) verta deviato lungo la Strada Statale 145 litoranea "Sorrentina" ed attraverso il bypass in galleria Scrajo-Seiano. Infine, per l'esecuzione dell'ultima fase delle attività, dalle 9 e 30 del 26 maggio fino alle ore 13 del 26 maggio, sarà in vigore la chiusura al transito veicolare dell'intero galleria Santa Maria di Pozzano (dal km 0,000 al km 5,100) della Statale con deviazione del traffico da e per Napoli lungo la litoranea e la viabilità comunale.
(Fonte: CMV da Le Cronache)

INSERITO DA ELSA COPPA «Aumenteremo le corse dei bus così da ridurre il numero dei bagnanti che intralcia le strade» Meta - Anche quest'anno il Comune corre ai ripari in anticipo rispetto al periodo di maggiore criticità dovuto al gronde flusso di turisti e visitatori provenienti dal vesuviano. Il primo cittadino Giuseppe Tito ha come obiettivo di limitare le difficoltà e i problemi che annualmente si creano a causa della presenza del gran numero di bagnanti che si riversano nei mesi estivi sugli arenili del più piccolo paese della Penisola Sorrentina creando spesso traffico paralizzato ed in alcuni casi disagi ai residenti. Per questo motivo il sindaco metese ha chiesto al presidente dell'Eav Bus, Umberto De Gregorio, di realizzare un biglietto "integrato" treno - bus acquistabile a costi ridotti e, soprattutto, di aumentare il numero di corse da e per le spiagge di Meta. «In tal modo - ha dichiarato il sindaco di Meta Giuseppe Tito - potremmo ridurre il numero di persone che per raggiungere le spiagge percorre la strada a piedi intralciando la circolazione, creando disagio agli abitanti che risiedono lungo le strade di percorrenza. Farò sempre tutto quello che è nelle mie possibilità e nei miei poteri per risolvere anche questo problema che annualmente affanna i miei concittadini - conclude il primo cittadino dem - Con forza chiederò per il mio paese un numero maggiore di corse ad un costo ridotto».
(Fonte: Le Cronache)
INSERITO DA ELSA COPPA Avrebbe dovuto accudirlo mentre i genitori non c’erano: invece si sarebbe ubriacata e lo avrebbe fatto piangere continuamente, non dandogli da mangiare, schiaffeggiandolo e strattonandolo. Lei, una babysitter ucraina di 45 anni, è finita in un’aula di tribunale con la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia. Il piccolo, parte civile nel procedimento attraverso i suoi genitori, entrambi noti professori universitari, aveva solo due anni e, quel calvario, si sarebbe protratto fino all’età di quattro anni.
I maltrattamenti, consumatisi in un elegante appartamento di via Arce, nel cuore della città, non avrebbero risparmiato i fratelli maggiori del bambino che di anni ne avevano rispettivamente 8 ed 11, continuamente umiliati dalla domestica. Il processo, davanti alla dottoressa Dezio del tribunale di Salerno, è alle battute finali: ieri sono stati ascoltati gli ultimi testi dell’accusa e quelli della difesa rappresentati dall’avvocato Mario Valiante. L’udienza è stata rinviata al prossimo 13giugno quando, dopo l’esame dell’imputata, la parola passerà al pm per la sua requisitoria. Quindi, dopo la camera di consiglio, arriverà il verdetto. La vicenda, oggetto del procedimento giudiziario, risale al periodo compreso tra il 2009 e il 2011, quando la donna sarebbe entrata in quell’appartamento per sostituire la precedente domestica. È in quel lasso di tempo che si sarebbero consumati i maltrattamenti: il bimbo, in particolare, sarebbe stato sottoposto a continue angherie da parte della governante che, lungi dall’accudirlo amorevolmente, lo avrebbe tormentato arrivando, persino, a negargli la pappa. Sarebbero stati i fratelli maggiori a raccontare ai genitori quello che accadeva in loro assenza: così sarebbero venuti fuori angherie e umiliazioni.
Se al piccolo era riservato il trattamento peggiore con schiaffi e strattoni, contro gli altri due bambini ci sarebbero state le offese. Immediata la denuncia dei genitori, due noti professori dell’ateneo di Fisciano, che ha messo in moto la macchina della Procura. La donna si è sempre dichiarata innocente. Nel corso del processo si sono alternate le testimonianze: il prossimo mese a raccontare la sua verità sarà proprio l’imputata. Quindi arriverà la sentenza che chiuderà la vicenda giudiziaria.
di Viviana De Vita IL MATTINO
INSERITO DA ELSA COPPA Prelevato il Dna della prostituta il cui cadavere è stato ritrovato, domenica pomeriggio, in un campo incolto tra via San Leonardo e via Dei Carrari. Il Dna servirà per avere la prova scientifica che si tratti di Mariana Tudor Szekeres ma soprattutto per capire se, sotto le unghie della donna, ci siano altre tracce genetiche. Magari il Dna del suo assassino. Tali accertamenti sono stati effettuati, ieri pomeriggio, dal medico legale Adamo Maiese su disposizione dei sostituti procuratori Maria Chiara Minerva e Claudia D’Alitto che coordinano le indagini sul delitto.
L’esame autoptico è previsto nei prossimi giorni: al momento, un primo esame del corpo non è stato sufficiente a capire la presenza di ferite. La testa ed il collo erano completamente ossificati, non c’erano quindi tessuti molli: gli agenti atmosferici e la presenza di animali hanno fatto quasi staccare la testa dal resto del corpo che è in avanzato stato di decomposizione in quanto si ipotizza che il cadavere sia rimasto alle intemperie per due settimane. Non è stato possibile, quindi, neanche procedere ad una sommaria ripulitura che avrebbe potuto evidenziare la presenza di ferite.
La giovane donna romena era arrivata a Salerno, insieme al marito, tre mesi fa. Mariana Tudor Szekeres, che avrebbe compiuto 20 anni il prossimo ottobre, era scomparsa ad inizio mese ma a denuciarlo non era stato il coniuge bensì due amiche. È stato il marito, invece, a riconoscere la moglie Mariana nel cadavere ritrovato domenica pomeriggio nel campo abbandonato a cui si accede, attraverso dei sottopassaggi, sia da via San Leonardo sia da via Dei Carrari. Un anello, a forma di fiore, è stato determinante per risalire all’identità della donna (poi con l’esame del Dna si avrà anche la prova scientifica).
Subito dopo il marito, un connazionale che non è indagato, è stato sentito dagli agenti della Squadra Mobile di Salerno (agli ordini del vicequestore Tommaso Niglio e della vice Lorena Cicciotti) come persona informata sui fatti anche se non sarà stato semplice spiegare ai poliziotti come mai la moglie si prostituisse. E che l’uomo fosse a conoscenza del mestiere svolto dalla consorte. La coppia abitava, insieme ad altre due donne (amiche di Mariana), in un appartamento in via Mobilio a Salerno: è da qui che probabilmente gli investigatori sono partiti per capire se, la sera della scomparsa (il 30 aprile), la donna sia andata via da sola oppure in compagnia. Vicino al cadavere non sono stati trovati effetti personali. Documenti, borsa, portafogli, telefonino, agenda: niente. Elementi che avrebbero potuto dare qualche indizio agli investigatori almeno sulle conoscenze e le frequentazioni di Mariana.
Il corpo senza vita della prostituta è stato ritrovato con i pantaloncini e gli slip abbassati ed il seno coperto solo da un reggiseno mentre ai piedi portava ancora le scarpe: è possibile che, prima di essere uccisa, abbia avuto un rapporto sessuale o sia stata addirittura violentata. Anche questi particolari potranno essere chiariti solo dagli esami istologici ed autoptici. Intanto è stato disposto un secondo sopralluogo nel posto in cui è stato rinvenuto il cadavere e che, da domenica pomeriggio è delimitato con il nastro bianco e rosso così come è stato sbarrato l’accesso ai sottopassi. Lì tra terra e vegetazione (con la pioggia la zona si è trasformata in un vero e proprio pantano) gli esperti della scientifica potrebbero trovare ulteriori elementi che possano fornire indizi alle indagini. Allo stato la pista del «killer delle prostitute» non sembra appassionare gli investigatori. Non viene presa molto in considerazione in base ad alcuni elementi: primo tra tutti l’assenza di collaborazione da parte di altre prostitute che, a quanto pare, non si sentono per nulla minacciate dalla presenza di un eventuale killer.
di Angela Trocini IL MATTINO

INSERITO DA CARMELA MANICA LUSCIANO. Rubato nella notte tra domenica e lunedì lo scuolabus comunale: salta il servizio di trasporto bambini della scuola dell’Infanzia. Strano, ma vero. Lo scuolabus in dotazione al Comune di Lusciano è stato rubato durante la notte e, da ieri, il servizio per gli alunni è stato sospeso. La scoperta è stata fatta ieri mattina intorno alle ore 8, quando l’autista ha visto che il veicolo mancava e dopo qualche rapido controllo e qualche telefonata, si è reso conto che era avvenuto un furto. I ladri si erano introdotti nel cortile della scuola forzando il cancello laterale, dove c’erano parcheggiate anche gli automezzi della Protezione civile, ma stranamente hanno portato via proprio lo scuolabus. Un grave disagio per quei piccoli allievi che abitano nella periferia sud della città e, soprattutto, per le mamme lavoratrice e non, che sono quelle più arrabbiate. I bambini della scuola primaria dovevano recarsi domani al Monkey Planet di Teverola per aver raccolto tappi nell'ambito del progetto: Il riciclo salva la terra. «Che squallore - dice una mamma - un servizio valido che da sostegno a tante famiglie che abitano in zone periferiche, un aiuto per tanti. Questa è gente che non ha cuore nè amore per il prossimo».
di Paolo Ventriglia IL MATTINO.IT

INSERITO DA ELSA COPPA La porta sbarrata e l'apprensione dei familiari. Sono dovuti intervenire carabinieri e vigili del fuoco per la macabra scoperta a San Giorgio del Sannio. Infatti una vedova 60enne è stata trovata morta nella sua abitazione, un appartamento di un condominio di via Tommaso Rossi, in pieno centro cittadino, dove viveva da sola. Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Dalle prime informazioni sembra che la donna fosse riversa sul pavimento e la casa chiusa regolarmente. Sembra, altresì, che la donna sia morta per cause naturali. A dare l'allarme una cugina che l'aveva cercata telefonicamente nella giornata di ieri. Non avendo risposta, i familiari hanno allertato il locale Comando dell'Arma. La salma è stata trasferita all'Ospedale Rummo di Benevento per l'ispeziona cadaverica. Una formalità in quanto sul decesso per cause naturali non ci sarebbero dubbi. Evidentemente il malore che l'ha stroncata non le ha dato tempo di chiedere aiuto. IL MATTINO.IT

INSERITO DA ELSA COPPA Montevergine isolato, un afrana ad un chilometro dal santuario impedisce di raggiungere il santuario da venerdì scorso. Da domani - maltempo permetendo - rocciatori proveranno a mettere in sicurezza il masso che minaccia la strada di accesso, Si mobilitano le comunità irpine del Partenio in seguito alla chiusura della strada che, da Mercogliano, conduce al santuario mariano di Montevergine. Da cinque giorni, in seguito all'ordinanza emessa dalla Provincia, la strada è interdetta al traffico anche pedonale a causa del pericolo di alcuni costoni rocciosi ed anche dopo un movimento franoso su un'area di proprietà dei monaci benedettini. Domani mattina sit in davanti alla Prefettura di Avellino per sollecitare interventi immediati funzionali alla riapertura dell'arteria.In pochi giorni, infatti, e nel mese consacrato al culto mariano, i danni alle attività turistiche e commerciali sono già stati rilevanti: solo nella giornata di ieri, circa un migliaio di pellegrini, in visita al santuario fondato nel 1200 da san Guglielmo da Vercelli, sono stati bloccati a bordo di auto e bus a Mercogliano. Disagi anche per i monaci benedettini Virginiani, custodi del Santuario. IL MATTINO.IT