SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Maltrattò bambino per due anni, babysitter ucraina a processo
INSERITO DA ELSA COPPA Avrebbe dovuto accudirlo mentre i genitori non c’erano: invece si sarebbe ubriacata e lo avrebbe fatto piangere continuamente, non dandogli da mangiare, schiaffeggiandolo e strattonandolo. Lei, una babysitter ucraina di 45 anni, è finita in un’aula di tribunale con la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia. Il piccolo, parte civile nel procedimento attraverso i suoi genitori, entrambi noti professori universitari, aveva solo due anni e, quel calvario, si sarebbe protratto fino all’età di quattro anni.
I maltrattamenti, consumatisi in un elegante appartamento di via Arce, nel cuore della città, non avrebbero risparmiato i fratelli maggiori del bambino che di anni ne avevano rispettivamente 8 ed 11, continuamente umiliati dalla domestica. Il processo, davanti alla dottoressa Dezio del tribunale di Salerno, è alle battute finali: ieri sono stati ascoltati gli ultimi testi dell’accusa e quelli della difesa rappresentati dall’avvocato Mario Valiante. L’udienza è stata rinviata al prossimo 13giugno quando, dopo l’esame dell’imputata, la parola passerà al pm per la sua requisitoria. Quindi, dopo la camera di consiglio, arriverà il verdetto. La vicenda, oggetto del procedimento giudiziario, risale al periodo compreso tra il 2009 e il 2011, quando la donna sarebbe entrata in quell’appartamento per sostituire la precedente domestica. È in quel lasso di tempo che si sarebbero consumati i maltrattamenti: il bimbo, in particolare, sarebbe stato sottoposto a continue angherie da parte della governante che, lungi dall’accudirlo amorevolmente, lo avrebbe tormentato arrivando, persino, a negargli la pappa. Sarebbero stati i fratelli maggiori a raccontare ai genitori quello che accadeva in loro assenza: così sarebbero venuti fuori angherie e umiliazioni.
Se al piccolo era riservato il trattamento peggiore con schiaffi e strattoni, contro gli altri due bambini ci sarebbero state le offese. Immediata la denuncia dei genitori, due noti professori dell’ateneo di Fisciano, che ha messo in moto la macchina della Procura. La donna si è sempre dichiarata innocente. Nel corso del processo si sono alternate le testimonianze: il prossimo mese a raccontare la sua verità sarà proprio l’imputata. Quindi arriverà la sentenza che chiuderà la vicenda giudiziaria.
di Viviana De Vita IL MATTINO
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