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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 07.06.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

7 Aprile 2016, 14:48pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 07.06.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

Giovedì, 7 Aprile 2016
S. ERMANNO

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Settimana n. 14
Giorni dall'inizio dell'anno: 98/268


A Roma il sole sorge alle 05:42 e tramonta alle 18:42 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 05:50 e tramonta alle 18:59 (ora solare)
Luna: 5.49 (lev.) 18.52 (tram.)
Luna nuova alle ore 12.25.


Proverbio del giorno: 
Aprile bagnato, raccolto assicurato.


Aforisma del giorno: 
Cotto o non cotto, il fuoco l'ha visto. (Proverbio pugliese)

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 07.04.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

7 Aprile 2016, 14:46pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

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APPROFONDIMENTO

Tempo in peggioramento. Dal pomeriggio nubi e piogge al Nordovest, Alpi e Prealpi. Veloci temporali in arrivo sulla Sicilia, coperto in Sardegna. Entro sera piogge sull'Appennino e al Sud. Attenzione alla sera, nubifragi e temporali violenti su Milanese, Varesotto, Brianza, Comasco e Bergamasco!

NORD

Peggiora su Alpi e Prealpi con piogge. In serata intensi temporali con veloci nubifragi e possibili grandinate su Milanese, Comasco, Varesotto, Brianza, Bergamasco e Sondriese. Tra nubi e sole altrove.

Temperature

Stazionarie.

CENTRO e SARDEGNA

Molte nubi su tutte le regioni, entro il pomeriggio peggiora con piogge sugli Appennini.

Temperature

Stazionarie.

SUD e SICILIA

Peggiora in Sicilia con piogge e isolati temporali, altrove peggiora con piogge entro sera.

Temperature

Pressoché invariate.

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 07.04.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

7 Aprile 2016, 14:42pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 07.04.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 07.04.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Jean-Baptiste de La Salle, sac. e fond. (1651-1719), B. Maria Assunta Pallotta, suora F.M.M. (1878-1905)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,31-36.
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo:
«Colui che viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.
Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza;
chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero.
Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».

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COSTIERA AMALFITANA NEWS MAIORI - Si era improvvisamente allontanata dall'albergo presso cui alloggiava con i familiari la 17enne inglese per la quale si erano attivate le ricerche da mezzogiorno. La giovane, che per ammissione dei genitori, in vacanza a Maiori, soffre di disturbi alla personalità, è stata ritrovata dai Vigili Urbani con l'ausilio dei Carabinieri della locale stazione presso un limoneto della zona periferica di Vecite, intorno alle 18. E' stato un contadino ad allertare i Vigili dopo aver notato la ragazza disorientata. La turista di Leicester aveva camminato per oltre un chilometro dal centro cittadino, probabilmente senza una meta. Per i genitori e i familiari che erano con lei soltanto un brutto spavento.

7 Aprile 2016, 14:35pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MAIORI - Si era improvvisamente allontanata dall'albergo presso cui alloggiava con i familiari la 17enne inglese per la quale si erano attivate le ricerche da mezzogiorno. La giovane, che per ammissione dei genitori, in vacanza a Maiori, soffre di disturbi alla personalità, è stata ritrovata dai Vigili Urbani con l'ausilio dei Carabinieri della locale stazione presso un limoneto della zona periferica di Vecite, intorno alle 18. E' stato un contadino ad allertare i Vigili dopo aver notato la ragazza disorientata. La turista di Leicester aveva camminato per oltre un chilometro dal centro cittadino, probabilmente senza una meta. Per i genitori e i familiari che erano con lei soltanto un brutto spavento.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS «Malati e terrorizzati, non avevamo scelta». Le testimonianze choc dei pazienti

7 Aprile 2016, 14:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO. «Mio fratello aveva una massa tumorale alla testa. Fu Brigante a dirci che doveva essere operato. Poi però i giorni passavano e della data dell’intervento non si sapeva niente. Il medico ci diceva che la lista d’attesa era lunga, che dovevamo aspettare, oppure firmare per le dimissioni e andarcene. Finché non ci convocò nella sua stanza, e ci prospettò la possibilità di pagare». È uno dei casi finiti nell’inchiesta sulle tangenti al “Ruggi”, una delle testimonianze drammatiche raccolte dai carabinieri nel corso di un’indagine iniziata nell’aprile del 2015 e sfociata l’altro ieri nell’arresto del primario di Neurochirurgia Luciano Brigante, del collega toscano Gaetano Liberti e della caposala Anna Rita Iannicelli, oltre che nella sospensione dal lavoro del direttore del dipartimento di Neuroscienze, Renato Saponiero. Angelo D.G. (poi deceduto) era stato ricoverato nel reparto di via San Leonardo dopo una crisi epilettica, lì il primario aveva diagnosticato il tumore e lì fu operato, il 30 aprile del 2014, con una craniotomia frontale. Prima dell’intervento, però, la famiglia aveva dovuto mettere mano alla tasca. «Brigante ci chiese 2mila euro – ha continuato la sorella nella sua deposizione agli inquirenti – Disse che ci faceva un favore, perché per quel tipo di interventi ci volevano di norma 6 mila euro, e aggiunse che i soldi non erano per lui ma per chi lo avrebbe assistito in sala operatoria, che quel giorno non era in servizio. Noi pagammo. In famiglia avevamo già avuti dei lutti, facemmo una colletta tra noi e consegnammo i soldi in una busta chiusa nella sua stanza».

 

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Il copione si ripete nelle altre testimonianze: la gravità della malattia, l’attesa in reparto e quell’aut aut («aspettate o andatevene) fino alla richiesta di denaro per scavalcare gli altri pazienti in lista. V.S è stata operata da Brigante alla spina dorsale, nel gennaio del 2014: «Avevo dolori fortissimi, non riuscivo più a muovere una gamba. Andai nel suo studio ad Avellino, mi visitò è disse che dovevo essere ricoverata subito, che l’operazione era urgentissima». Appena entrata in ospedale, arrivò la richiesta di soldi: «Se avessi pagato potevo essere operata da lui in due giorni, altrimenti avrei dovuto attendere almeno una settimana, forse di più. Soffrivo moltissimo, avevo paura, chiamai mio marito e gli dissi di procurare i soldi. Sapevamo che era ingiusto, ma mettemmo i 2mila euro in una busta e pagammo».

 

R.C. in ospedale c’era arrivato d’urgenza nel dicembre del 2013, per un grave incidente stradale. «Il dottore Brigante ci disse che l’intervento era urgente – ha spiegato la moglie ai carabinieri – per evitare il rischio imminente di una tetraparesi che avrebbe avuto importanti ripercussioni respiratorie». Eppure il tempo passava e l’operazione non veniva calendarizzata. Fino a metà febbraio: «Ci chiese 1.500 euro, per scavalcare gli altri in lista d’attesa ed essere operati da lui. Io avevo paura, temevo che aspettare ancora avrebbe provocato a mio marito danni irreversibili. Pagammo in contanti, e dopo tre giorni fu eseguito l’intervento». Altre volte, quando in sala operatoria c’era Takanori Fukushima, la tangente veniva pagata con bonifico sul conto di una fondazione americana gestita dal luminare giapponese. Su quel conto ha versato 5mila dollari O.V., operata al “Ruggi” per un neuronima: «Fu Brigante – ha spiegato – a invitarmi disporre la donazione. Io stavo male, ero preoccupatissima, non chiesi neppure spiegazioni». LA CITTA DI SALERNO 

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CAMPANIA NEWS Scontri a Napoli: caccia ai registi, black bloc con le molotov. La Digos cerca i responsabili. Dura la reazione del sindacato di polizia Coisp, "siamo stanchi di scendere in piazza a fare da bersaglio dei delinquenti"

7 Aprile 2016, 14:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 07/04/2016 - Cani sciolti o i soliti noti, cioè i professionisti della guerriglia metropolitana? Chi ha animato la frangia più estrema del corteo dei manifestanti che ieri ha tenuto sotto scacco un’intera città arrivando al culmine della tensione sfociata nel lancio di lacrimogeni e nel getto degli idranti sul lungomare cittadino? È l’interrogativo dal quale muovono le indagini della Questura e dei carabinieri sugli scontri che hanno trasformato via Caracciolo in un’arena gladiatoria. Fatti gravi che, pur non avendo fortunatamente causato vittime o feriti, hanno causato pur sempre conseguenze deprecabili: 14 agenti delle forze dell’ordine medicati per contusioni varie e lo scempio di una delle strade che pur sempre resta uno dei biglietti da visita della città. Partiamo dalla fine. Dal bilancio di una giornata da dimenticare, soprattutto per chi l’ha vissuta da incolpevole spettatore. Il corteo dei manifestanti, composto da un migliaio di persone, ha paralizzato il traffico veicolare per ore tenendo in ostaggio migliaia di napoletani. Pur senza alcuna autorizzazione preventiva, gli organizzatori hanno potuto deviare come meglio credevano il percorso partito da piazza Dante; e lo hanno fatto utilizzando una tecnica sopraffina: zigzagando cioè e spaziando in lungo e in largo, così di volta in volta bloccando la circolazione lungo via Toledo, via Medina, piazza della Borsa, e poi ancora via De Pretis, via Marina, via Acton, via Caracciolo.

 

Un testa a testa continuo con le forze dell’ordine, coordinate dalla Questura. Trattative continue on the road nel tentativo di contemperare le esigenze di chi intendeva manifestare con quelle di un’intera collettività, quella dei napoletani intrappolati nel serpentone di lamiere delle auto inchiodate alla strada dai continui blocchi stradali. Qui va fatta subito una precisazione: la stragrande maggioranza del corteo che protestava contro l’arrivo in città del presidente del Consiglio Matteo Renzi - impegnato nel presiedere in Prefettura un vertice sulla cabina di regia per la bonifica di Bagnoli - era composta da giovani e meno giovani che intendevano esercitare un sacrosanto diritto: quello a manifestare. E dunque bando alle facili colpevolizzazioni. Tantissime le sigle della galassia dei manifestanti: dai movimenti dei disoccupati ai comitati studenteschi, dai sindacati di base alle sigle dell’antagonismo, dai centri sociali ai Carc e così via. Tutti confluiti in quel cuore pulsante del «no» alle politiche del governo sulla bonifica dell’ex polo industriale della zona occidentale della città che è la sigla «Bagnoli Libera». E tuttavia anche questa volta le cose non sono andate come sarebbero dovute andare, qualcosa non ha funzionato e - alla fine - la situazione è sfuggita di mano. Così si è arrivati al faccia a faccia con le forze dell’ordine su quel lungomare trasformato in un set western, in qualcosa di molto simile a un mezzogiorno di fuoco posticipato dalle lancette dell’orologio alle 14 di un mercoledì da dimenticare.

 

Adesso la Digos cerca i responsabili, o meglio gli istigatori di quegli scontri. Già, perché un punto appare chiaro: chi ha tentato di avanzare oltre la linea rossa sfondando i cordoni di protezione delle forze dell’ordine posizionate in piazza Vittoria sapeva di andare incontro ad una reazione di polizia, carabinieri e finanza. Eppure una qualche raffinata regia ha fatto sì che il corteo unitario con le sue bandiere, i suoi slogan, le maschere del premier, i canti e la voglia di far sentire la propria voce si sia improvvisamente frammentato, articolandosi in tre segmenti. Uno di questi - animato da giovani incappucciati e vestiti di nero - si è improvvisamente volatilizzato mentre transitava nei vicoli dei Quartieri spagnoli per poi ricomparire lungo i Gradoni di Chiaia e, dopo avere costeggiato la Villa Comunale, posizionarsi nei pressi della Colonna spezzata, in piazza Vittoria. Forse l’obiettivo di questo centinaio di persone restava quello di avvicinare la sede del «Mattino», dove Renzi era atteso per una diretta in streaming. O forse no. Sta di fatto che, nonostante i reiterati inviti ad arretrare e ad abbandonare quella posizione c’è stato chi ha fatto scoccare la scintilla che ha dato fuoco alle polveri.

 

SINDACATO DI POLIZIA COISP: Siamo stanchi di andare in strada a fare da bersaglio a certi delinquenti per quattro spiccioli per poi finire , come sempre, alla sbarra di squallidi processi mediatici. 
La visita del Presidente del Consiglio Renzi in città per la formulazione di accordi nella zona di Bagnoli ha risvegliato gli animi di molti manifestanti che, in coincidenza con detto arrivo, hanno creato pesanti disordini e serie problematiche all’Ordine Pubblico cittadino provocando scontri nei quali 14 poliziotti hanno riportato contusioni e ferite guaribili in circa 10 giorni salvo complicazioni. Questa parvenza di democrazia che si propone al popolo con la movimentazione del leader parlamentare ha il potere di creare dissidi in ogni dove al punto che, nonostante la previsione tattica delle Forze dell’Ordine le stesse, pur risultando più forti alla fine degli scontri, riportano danni e feriti da bagarre facilmente evitabili con una logistica funzionale certamente da migliorare. “Se questa deve essere la conseguenza di ogni spostamento del Presidente del Consiglio – dichiara Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale del sindacato indipendente di Polizia Coisp - sarebbe raccomandabile che continuasse a star seduto nella sua comoda poltrona romana, evitandoci il gioco al massacro per la misera cifra di € 1500 al mese ed un contratto bloccato da ben sei anni. Siamo solidali con i colleghi contusi e con le loro famiglie che – dice ancora Catuogno - ogni giorno salutano i propri cari coscienti di poter tornare a casa, quando si è fortunati, con teste fasciate e punti di sutura per un’attività che, per spirito di corpo e di giubba, si continua a svolgere con serietà e passione. E’ davvero encomiabile – continua Giulio Catuogno – che esistano ancora poliziotti, professionalmente preparati che, per grande abnegazione personale, sono pronti alla difesa dello Stato, mentre quest’ultimo relega il Comparto Sicurezza nell’angolo delle problematiche da non dover risolvere. Molte delle bagarre che si verificano nel quotidiano – prosegue Catuogno – potrebbero essere facilmente evitate con l’uso di mezzi di difesa certamente più idonei, come spray al peperoncino e taser ma, purtroppo, siamo così stanchi di doverli richiedere quasi come un’elemosina che, ci verrebbe quasi voglia di comprarli e consegnarli noi ad ogni collega che lavora in strada”. Gli fa eco anche il Segretario Generale Regionale Giuseppe Raimondi che esprime la vicinanza ai colleghi feriti e commenta così i gravi incidente verificatisi oggi a Bagnoli : Questi episodi non si abbiano più a verificare e che ben presto vi sia la piena accettazione che la popolazione mal accoglie le chiacchiere che dall’alto ci vengono a raccontare lasciando i fatti lontano un miglio dalla pratica e dal territorio stanco di subire. Ormai non c’è più una sola manifestazione di piazza che non rappresenti un vero e proprio covo dove puntualmente si annidano violenti che scendono in strada con il solo intento di attentare alle regole del vivere civile ed ovviamente alla vita degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine che le difendono. L’ennesimo scempio di Bagnoli, con tanti feriti fra i colleghi mandati al solito patibolo che ormai sono i servizi d’ordine, è solo l’ultima inutile conferma di quanto certe severe disposizioni servano per tutelare i malcapitati Agenti destinati a fronteggiare i soliti delinquenti, altro che avallare certi vergognosi comportamenti criminali con il solito sciatto atteggiamento che tutto giustifica e tutto consente. Qui è della nostra salute che si sta parlando, e sinceramente non è più possibile pretendere che ci facciamo massacrare in silenzio. Siamo stanchi di andare in strada a fare da bersaglio a certi delinquenti per quattro spiccioli per poi finire , come sempre, alla sbarra di squallidi processi mediatici”.

TELECAPRINEWS

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ti senti stanco e non sai il perché? Ecco le cinque abitudini che rubano energia a tua insaputa

7 Aprile 2016, 14:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 
DI MICHELE PAPPACODA 07/04/2016 - Sentirsi stanchi e non sapere il perché. Eppure c'è sempre un motivo e, a volte, a causare il senso di spossatezza sono alcune cattive abitudini che mettiamo in pratica senza pensarci, permettendo loro di 'rubare' energia al nostro corpo e a nostra insaputa. Per questo, il Mirror - nell'ambito della campagna 'One You', lanciata dal dipartimento di Salute pubblica inglese - ha stilato una lista di 5 attività quotidiane che normalmente vengono svolte senza sospettare che il 'furto' di energia sia proprio dietro l'angolo.

 

1) Saltare la colazione è sempre sbagliato, ma iniziare la giornata con una dose di cereali zuccherati può esserlo altrettanto: il picco di energia portato dagli zuccheri in circolo nel sangue subirà infatti un inevitabile crollo a metà mattina. E allora meglio evitare, magari affidandosi a un primissimo pasto a base di amidi non raffinati, ad esempio con cereali o biscotti integrali.

 

2) Rimanere nella stessa posizione per lungo tempo - seduti sul divano o magari alla scrivania, in ufficio - ruba energia. Il motivo? Il corpo equipara l'immobilità al sonno. Per ovviare al problema, quindi, basterà letteralmente 'stiracchiarsi' con regolarità o, meglio ancora, camminare durante una pausa dal lavoro.

 

3) Le diete povere di calorie, specialmente quelle che forniscono meno di 850 calorie al giorno, vi faranno sentire molto più stanchi e potrebbero danneggiare la vostra salute in modi differenti. Se volete perdere peso, evitate soluzioni drastiche e tagliate semplicemente cibo spazzatura e carico di zuccheri, riducendo le porzioni. E ricordate che la perdita di peso non dovrebbe superare il chilo a settimana.

 

4) Agitarsi può causare un aumento di pressione e battito cardiaco, irrigidire i muscoli, portare affaticamento e mal di testa. Lo stress, insomma, porta con sé una miriade di problemi diversi e una cura rapida per farselo passare purtroppo ancora non esiste. Ma un approccio positivo ai problemi e alla loro risoluzione, unito a esercizi per il rilassamento dei muscoli, una dieta sana e bilanciata e, soprattutto, al parlare con qualcuno dei propri tormenti, può fare molto per aiutarvi a recuperare le energie perse nel rimuginare quotidiano.

 

5) Fare esercizio regolarmente è cosa buona e giusta, ma è altrettanto importante pianificare gli allenamenti in base al tempo libero necessario al recupero delle forze, che non deve mai essere troppo prolungato: due o tre giorni di fila stando fermi potrebbero infatti alterare le vostre abitudini, rendendovi più fiacchi.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Anziana trovata morta in casa a Vercelli, potrebbe essere un omicidio, interrogata la figlia

7 Aprile 2016, 14:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

DI MICHELE PAPPACODA 07/04/2016 - Potrebbe essere stata uccisa la donna di 81 anni trovata senza vita all'interno della sua abitazione a Vercelli. La polizia ha interrogato la figlia 45enne della vittima: è stata lei a lanciare l'allarme chiamando il medico di famiglia. Quest'ultimo ha poi avvisato le forze dell'ordine. Sul corpo della vittima sono state trovate diverse ferite ed ecchimosi, come se la donna fosse stata picchiata.

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SEZ RICETTE Torta di mandorle e ricotta al profumo di limone

6 Aprile 2016, 14:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ RICETTE Torta di mandorle e ricotta al profumo di limone
SEZ RICETTE Torta di mandorle e ricotta al profumo di limone

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 250 gr di farina di mandorle
  • 300 gr di ricotta
  • 120 gr di burro
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di miele d'acacia
  • 4 uova
  • qualche goccia di estratto di vaniglia
  • una manciata di mandorle a lamelle
  • 1 limone bio
  • Tempo Preparazione: 30 Minuti
  • Tempo Cottura: 60 Minuti
  • Dosi: 10 Persone
  • Difficoltà: Facile

Procedimento

In una terrina e con l’aiuto di una forchetta, mescolate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e l’estratto di vaniglia (o la polpa di un baccello) fino ad ottenere un composto spumoso.

Aggiungete la scorza del limone (tenete da parte qualche zesta per la decorazione) e i tuorli, uno per volta. Spremete il succo del limone e amalgamatelo al composto, poi aggiungete la ricotta, la farina di mandorle a più riprese (per evitare di formare grumi) e infine unite gli albumi, montati a neve.

Mescolate con un movimento delicato, dal basso verso l’alto per evitare di smontare il composto, che dovrà essere arioso.
Versate il composto in uno stampo a cerniera (24/26 cm di diametro circa) meglio se foderato di carta da forno (per non lasciare antiestetiche pieghe sui bordi della torta bagnate la carta da forno, strizzatela delicatamente per renderla più morbida e farla aderire meglio alla teglia).

Infornate, forno caldo statico, 180 °C per 50/60 minuti.
Fate raffreddare completamente la torta prima di toglierla dallo stampo e, se possibile, attendete almeno 24h prima di servirla, decorata con le lamelle di mandorla e le zeste di limone.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Isola, la rivelazione di Paola Caruso: "Sono rimasta paralizzata per mesi"

6 Aprile 2016, 13:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Isola, la rivelazione di Paola Caruso: "Sono rimasta paralizzata per mesi"
SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Isola, la rivelazione di Paola Caruso: "Sono rimasta paralizzata per mesi"

INSERITO DA MORENA MOTTA Bonas ad "Avanti un altro", protagonista e rivelazione a "L'Isola dei Famosi", Paola Caruso appare sempre come una ragazza sorridente e spensierata ma la vita non è stata sempre facile e a rivelarlo è lei stessa durante il reality.

«Cinque anni fa ero in Calabria e ho subito una tremenda caduta da cavallo: sono rimasta paralizzata a lungo, dall'ombelico in giù. Quando sono arrivata in ospedale non riuscivo a muovermi. I medici hanno scaldato un fil di ferro e con quello mi hanno toccato la gamba, non sentivo nulla. Ho ancora un piccolo segno sul lato dove mi hanno ‘bruciato'. Ho passato otto mesi in ospedale, più sei di riabilitazione».

Paola ha svelato un aspetto non certo conosciuto dal pubblico, che ha dimostrato di amare la sexy naufraga. La Caruso racconta momenti decisamente drammatici di quel periodo: «Ai miei genitori i medici avevano detto che non avrei più camminato, perché oltre al bacino rotto avevo anche un ematoma a livello spinale. Per fortuna si è riassorbito e, dopo mesi di immobilità, mi sono rialzata dal letto». L'esperienza, ha confessato, l'ha cambiata molto e anche se non racconta quell'episodio volentieri è consapevole che l'abbia resa una persona migliore.

FONTE IL MATTINO

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