SALERNO E PROVINCIA NEWS Allarme terrorismo a Bellizzi: arrestato un algerino implicato negli attentati di Parigi e Bruxelles
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BELLIZZI. Sarà ascoltato in giornata dai magistrati della Procura Generale di Salerno Djamal Eddin Ouali, il cittadino algerino di 40 anni, bloccato dalla Polizia a Bellizzi in esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso dalle autorità del Belgio il 6 gennaio scorso, per i reati di partecipazione a un'organizzazione dedita al falso documentale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ouali è accusato di essere implicato in una rete di falsari di documenti, utilizzata anche da terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles. Ouali parla solo francese e - secondo le informazioni raccolte dagli investigatori - viveva nel territorio salernitano insieme alla moglie.
IL FATTO. Il blitz è scattato poco dopo le cinque di ieri pomeriggio: un nucleo di poliziotti con il volto coperto da passamontagna ha braccato con pistole e mitra spianati uno straniero davanti alla chiesa del Sacro cuore a Bellizzi. L’uomo è stato fatto inginocchiare a terra – pistola puntata alla gola – è stato ammanettato e infine portato via in un’auto scortata da altre due a tutta velocità. Si è saputo in serata che si trattava di Ouali Djamal Eddine, 40 anni, algerino, sospettato di far parte delle rete criminale che ha fornito i documenti fasulli ai terroristi islamici responsabili degli attentati di Parigi e Bruxelles . Su di lui pendeva dallo scorso gennaio un mandato di cattura europeo emesso dall’autorità giudiziaria del Belgio, ed era da un paio di giorni che l’extracomunitario era stato notato a Bellizzi nei pressi dell’edificio religioso di via Roma, nel centro della cittadina della Piana del Sele.
A lui si è arrivati perché di recente aveva presentato all’ufficio immigrazione della Questura di Salerno una richiesta di permesso di soggiorno. Le verifiche di routine operate dalla Digos hanno subito evidenziato che il suo nome era già nel database internazionale della forze di polizia, individuato come quello di un criminale implicato in un’organizzazione internazionale che produce su larga scala falsi documenti d’identità. Una rete scoperta lo scorso ottobre a Bruxelles, quando in un’abitazione nel sobborgo di Saint-Gilles furono sequestrate circa mille immagini digitalizzate collegabili alla contraffazione di carte d’identità e passaporti. Fu all’esito di quelle perquisizioni che il nome di Ouali Djamal Eddine risultò collegato alla rete di falsari, e che nel covo furono rinvenute le fotografie e gli alias utilizzati da tre terroristi appartenenti al gruppo che il 13 novembre avrebbe realizzato le stragi di Parigi. C’erano le foto di Kayal Soufiane (alias di Najim Laachroui), uno degli attentatori fattisi esplodere all’aeroporto di Zaventem in Belgio; di Bouzid Samir (alias usato da Belkaid Mohamed) ucciso durante l’irruzione del 15 marzo nell’appartamento belga in cui si nascondeva Abdeslam Salah; e dello Salah, con l’alias Baghli Yassine.
Una scritta ("Allah è grande") è comparso sul muro dello stabile dove si trova la sede del Pd
Il 6 gennaio le autorità belghe hanno diffuso in campo internazionale il mandato di arresto per Eddine, che forse ieri ancora non sapeva di essere stato inserito in una lista che in ogni angolo di Europa avrebbe consentito di collegare il suo nome al terrorismo islamico. Quando ha presentato in Questura la richiesta di permesso di soggiorno, e le sue generalità sono risultate nella lista dei ricercati, l’allarme è scattato immediato. Per accertare che si trattasse della stessa persona la foto del quarantenne è stata inviata venerdì sera alle autorità investigative del Belgio, che hanno subito confermato. Da quel momento è iniziata una caccia all’uomo che ha tenuto impegnati fino a ieri pomeriggio gli uomini della Digos di Salerno, coordinati dal dirigente Luigi Amato, e quelli del Servizio centrale anti terrorismo inviati da Roma, con l’ausilio della polizia scientifica.
L’algerino è stato intercettato dalla Digos a Bellizzi, dove comunicazioni di intelligence avevano segnalato la presenza di una persona che poteva coincidere con il ricercato. Ora Ouali Djamal Eddine è in carcere, a disposizione della Procura generale di Salerno per l’avvio delle procedure di estradizione, e questa mattina sarà interrogato dal magistrato per la convalida dell’arresto, affiancato dal difensore Gerardo Cembalo. Del suo arresto è stata data subito comunicazione alle autorità di sicurezza in Belgio, ma nel Salernitano l’operazione non può ancora dirsi conclusa. Gli investigatori stanno cercando di capire perché l’extracomunitario sia giunto fin qui e quali fossero i suoi collegamenti con persone che già si trovavano sul posto.
Secondo le indiscrezioni già ieri la Digos era alla ricerca di un secondo uomo, un altro straniero che potrebbe essere implicato in organizzazioni legate all’Isis e che per adesso non è stato rintracciato. Di certo subito dopo l’arresto di Eddine i poliziotti hanno perlustrato la zona circostante, non si sa se alla ricerca di qualcosa di preciso. Alcuni avevano parlato di uno zainetto, che l’algerino avrebbe dovuto avere con lui, ma pare non ne sia stata trovata traccia. Dell’arrestato, in zona si sa pochissimo. Non risulta come un appartenente alla comunità islamica di Bellizzi e secondo le testimonianze sarebbe arrivato nella cittadina della Piana del Sele solo di recente. Da un paio di giorni era stato notato nelle vicinanze della chiesa del Sacro Cuore, sedeva davanti all’ingresso, si appoggiava sulle panchine lì attorno. Sembrava un immigrato come tanti, forse uno sbandato in fuga dalla povertà e ancora senza una dimora fissa. Nessuno aveva immaginato che potesse avere un collegamento con le organizzazioni del terrore. Fino a ieri pomeriggio, quando invia Roma è scattato il blitz dei poliziotti in pettorina e passamontagna. E tutti, allora, hanno avvertito più vicino il rischio del terrorismo. (Ha collaborato Enzo Negri)
di Clemy De Maio LA CITTA DI SALERNO
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)






















Ci siamo anche inventati degli 






