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NEWS ITALIA E DAL MONDO POLITICA La soddisfazione di Renzi: "Vacanze meritate, mai così tante riforme"

5 Agosto 2015, 13:55pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO POLITICA La soddisfazione di Renzi: "Vacanze meritate, mai così tante riforme"
NEWS ITALIA E DAL MONDO POLITICA La soddisfazione di Renzi: "Vacanze meritate, mai così tante riforme"

INSERITO DA MORENA MOTTA E' stato svolto "un lavoro straordinario" e "nessun Paese europeo ha mai fatto, tutte insieme, così tante riforme". Per i parlamentari della maggioranza le vacanze estive sono "molto meritate". Così Matteo Renzi in una lettera a deputati e senatori della coalizione di governo.

"L'Italia sta meglio di un anno fa" afferma il premier, secondo il quale con l'azione di governo è stata "riaccesa la macchina della speranza".

"Dopo che la legislatura si era aperta nel segno dell'immobilismo - perché tutti sappiamo, anche quelli che fingono di essersene dimenticati, che se si è cambiato governo è perché la palude aveva bloccato l'azione dell'esecutivo - quest'anno, grazie a voi, a ciascuno di voi, ha visto una svolta impressionante".

FONTE ADNKRONOS

05/08/2015 14:55

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA In Sardegna è boom del baratto per pagare le tasse

5 Agosto 2015, 13:49pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA In Sardegna è boom del baratto per pagare le tasse
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA In Sardegna è boom del baratto per pagare le tasse

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell’isola accolta con favore la possibilità di saldare l’Imu con lavori utili. L’Anci: iniziativa valida per recuperare le fasce croniche di evasione.

SASSARI. La bolletta si paga a colpi di ramazza. Nessun paradosso. I Comuni senza più risorse hanno bisogno di braccia per tenere puliti palazzi e piazze. I cittadini scivolati dal sofà della classe media al selciato del ghetto non hanno più soldi per pagare i conti.

La legge. Lo Stato oggi dà la possibilità ai sindaci di far pagare una parte delle tasse ai cittadini attraverso lavori manuali. Un articolo dello Sblocca Italia dà le direttive ed è accolto in modo molto positivo dai Comuni. Un calcolo ufficioso rivela che prima della crisi lo zoccolo duro degli evasori delle tasse comunali era intorno al 5 per cento. Oggi si arriva anche al 15. Non tutti furbetti impenitenti. Molti non pagano perché non hanno la possibilità. La soluzione è un tuffo nel passato remoto della storia. Perché lo Stato riscopre il baratto.

Per qualche ora al giorno il cittadino 2.0 dovrà lasciare da parte account, like e hashtag e dedicarsi ad attività molto più analogiche. Ma in fondo anche questo è un punto di incontro tra l’etereo mondo digitale della sharing economy in cui tutto è condiviso e quello molto più analogico del baratto.

L’Anci. Nessuna posizione ufficiale ancora da parte dell’Anci, ma il presidente Pier Sandro Scano promuove la proposta. «Io la vedo come qualcosa di positivo – spiega –. Parlo a titolo personale, da sindaco. Ma questa norma ci dà la possibilità di recuperare una fascia di evasione che in caso contrario sarebbe rimasta irrecuperabile. Dobbiamo valutare nei dettagli sia gli effetti dell’applicazione, sia i risultati. Ma non mi sento di bocciare questa iniziativa». Due disperazioni si incontrano. Da una parte i Comuni che non hanno più soldi per pagare gli operai che curano strade, piazze e aiuole. Dall’altra i cittadini che non hanno più un euro per saldare le bollette di Imu e Tasi.

Sblocca Italia. Lo Stato generoso dopo avere tartassato entrambi offre una via di uscita. Magari l’idea non è nuovissima, ma poco conta. L’articolo 24 del decreto Sblocca Italia dà la possibilità ai sindaci di applicare il “baratto amministrativo”. In altre parole far pagare una parte delle tasse comunali attraverso lavori socialmente utili. Un piccolo miracolo muscolare per sindaci a corto di manovalanza e per cittadini in bolletta. Così proprietari di case e terreni potranno pagare l’Imu e la Tasi pitturando le pareti delle scuole, rasando le aiuole dei giardini pubblici.
L’applicazione. La proposta lanciata nel decreto trova terreno fertile in un’isola piegata dalla crisi. È corsa nei Comuni per approvare la norma. In diversi centri dell’isola l’articolo 24 è stato già adottato o si sta per fare. Ma ci sono alcuni ostacoli che devono essere superati. Da una parte si deve quantificare il valore di un’ora di lavoro. Dall’altra i Comuni devono buttare un occhio anche ai bilanci. L’Imu è forse l’unica entrata certa che arriva, almeno in parte, nelle casse dei Comuni. E il dilagare del baratto potrebbe abbassare un gettito già esile.
L’accoglienza. I sindaci sembrano cogliere in modo positivo la norma. E in molti Comuni c’è la corsa ad approvare il regolamento.

FONTE di Luca Rojch LA NUOVA SARDEGNA

05/08/2015 14:49

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Estorsione a detenuto dopo un’offesa Arrestate moglie e figlia del boss Liga

5 Agosto 2015, 13:41pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Estorsione a detenuto dopo un’offesa Arrestate moglie e figlia del boss Liga
NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Estorsione a detenuto dopo un’offesa Arrestate moglie e figlia del boss Liga

INSERITO DA MORENA MOTTA PALERMO. Si sentiva leso nella sua dignità di uomo d’onore dalle esternazioni fatte da un altro mafioso arrestato nel corso dell’operazione Reset del 2014. Pietro Liga, 49 anni, esponente della famiglia di Bagheria condannato a 10 anni per estorsione, era finito in carcere nell'operazione Argo dell’anno prima voleva 20 mila euro per lavare l’onta.

Ha avvicinato la vittima nella cappella del carcere dei Pagliarelli di Palermo e ha chiesto di consegnargli i soldi a titolo di risarcimento. Più volte nel braccio del Libeccio del carcere dove sono rinchiusi i due sono avvenute le richieste estorsive. Se non pagava ci sarebbero state ritorsioni nei confronti dei familiari. Di 20 mila euro le richieste andavano via via scendendo fino a 2.500 euro. A chiedere i soldi alla moglie del detenuto anche la moglie di Liga e la figlia Rosa Costantino di 52 anni e Maria Liga di 25 anni. Le due donne hanno cercato di avvicinare la moglie della vittima delle richieste estorsive anche durante i colloqui in carcere. Rosa Costantino e Maria Liga sono finite agli arresti domiciliari per ordine del gip del Tribunale di Palermo. Le indagini sono state dirette dai sostituti della Dda Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli.

L'OFFESA. L’imprenditore di Altavilla Milicia finito in carcere nell’operazione Reset aveva più volte offeso Pietro Liga. Nel corso di un’intercettazione mentre parlava in auto con un altro mafioso aveva definito il boss di Bagheria: “Cornuto e sbirro”. Accuse infamanti per un capo famiglia che ha chiesto in carcere di lavare quest’offesa prima con 20 mila euro, poi si sarebbe accontentato anche con 2.500 euro.

A chiedere la messa a posto morale, e questo è una prima volta che si verifica secondo i carabinieri, sono state le donne che mai prima d’ora avrebbero avuto un ruolo operativo in Cosa Nostra. Non è il solo aspetto “nuovo” che emerge in questa operazione. C’è anche l’estorsione ad un imprenditore ritenuto organico a Cosa Nostra. Anche in questo caso per gli investigatori una novità nell’azione di Cosa Nostra alle prese con una seria crisi di liquidità tanto da essere costretta a estorcere denaro anche ai propri affiliati.

FONTE di Ignazio Marchese GIORNALE DI SICILIA

05/08/2015 14:41

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Nuovi sviluppi nell'indagine sul calcio truccato Da Catanzaro partono altri 10 avvisi di garanzia

5 Agosto 2015, 13:32pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Nuovi sviluppi nell'indagine sul calcio truccato Da Catanzaro partono altri 10 avvisi di garanzia
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Nuovi sviluppi nell'indagine sul calcio truccato Da Catanzaro partono altri 10 avvisi di garanzia

INSERITO DA MORENA MOTTA Coinvolti dirigenti e giocatori di diverse squadre italiane ma anche imprenditori stranieri pronti a finanziare gli imbrogli per guadagnare con le scommesse.

CATANZARO - Nuovi sviluppi nell'ambito dell'inchiesta "Dirty soccer" sulla compravendita di partite nei campionati minori partita da Catanzaro lo scorso maggio e diffusasi praticamente in tutto il meridione coinvolgendo a più riprese diverse squadre di calcio calabresi e non solo.

Questa mattina, infatti, la Polizia di Stato ha recapitato nuovi avvisi di garanzia, disposti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, a carico di 10 persone, tra cui calciatori e dirigenti di società sportive, ritenute responsabili di aver partecipato all’alterazione dei risultati di alcune partite di calcio.

I match incriminati sono: Tuttocuoio–Gubbio (disputatasi il 29.03.2015), Santarcangelo–Ascoli (disputatasi il 25.04.2015), Gubbio–Santarcangelo (disputatasi il 19.04.2015), L’Aquila–Grosseto (disputatasi il 03.05.2015) e Juve Stabia–Vigor Lamezia (disputatasi il 03.05.2015), tutte del campionato di Lega Pro – Gironi B e C anno 2014/2015.

Alcuni degli indagati erano già stati colpiti da avvisi di garanzia nell’ambito dell’operazione Dirty Soccer, eseguita nello scorso mese di maggio, mentre ai nuovi soggetti sottoposti a indagine è stata contestata la frode in competizioni sportive aggravata dall’essere oggetto di concorsi pronostici e scommesse.

Secondo gli inquirenti l'alterazione del risultato aveva come obiettivo «l’illecito guadagno conseguente alle scommesse sul risultato delle stesse» che quindi risultavano essere partite truccate.

LE CONTESTAZIONI - Nel dettaglio, gli inquirenti chiariscono attraverso una nota stampa le contestazioni che vengono mosse con riguardo alla gara tra il Tuttocuoio ed il Gubbio sarebbe emerso che Ercole Di Nicola, direttore sportivo del L’Aquila all’epoca dei fatti, attraverso l’intermediazione di Eugenio Ascari e forte della disponibilità economica di Edmond Nerjaku (imprenditore albanese emerso nel corso delle indagini quale scommettitore/finanziatore di precedenti combine) si sarebbe prodigato per alterare la partita con il sostegno di Andrea Bagnoli, all’epoca dei fatti dirigente di fatto del Tuttocuoio.

Con riferimento all’incontro del 25 aprile 2015 tra il Santarcangelo e l’Ascoli dalle indagini è emerso che Mauro Ulizio, Massimiliano Carluccio, Marcello Solazzo e Raffaele Pietanza (già indagati nelle precedenti tranches dell’operazione), hanno proposto al calciatore del Santarcangelo, Vito Falconieri, di perdere la partita dietro pagamento di un lauto compenso. In questa circostanza il gruppo, per finanziare la combine, si sarebbe avvalso del serbo Uros Milosavlevic, interessato grazie alla intermediazione di Fabio Di Lauro e, in questo caso, anche di Tanja Djordjevic, parente del serbo.

Con riguardo alla partita Gubbio–Santarcangelo, si sarebbe accertato che gli indagati Massimiliano Carluccio, Marcello Solazzo e Raffaele Pietanza avrebbero offerto una cospicua somma di denaro a Vito Falconieri affinché questi unitamente ad altri suoi compagni di squadra, tra cui Michele Nardi, falsassero la loro prestazione per far perdere la loro squadra.

Per quanto concerne l’incontro del 3 maggio 2015, L’Aquila–Grosseto, la Polizia avrebbe accertato che Ercole Di Nicola avrebbe proposto ad un dirigente del Grosseto, allo stato non identificato, di alterare la partita in modo che il risultato fosse di parità.

Infine la partita tra la Juve Stabia e la Vigor Lamezia avrebbe fatto registrare che Felice Bellini e Sebastiano La Ferla, sicuri del finanziamento procurato da un soggetto maltese, Ilier Pelinku, allo stato non compiutamente identificato, avrebbero proposto al Presidente ed al Direttore Sportivo della compagine lametina di alterare l'incontro calcistico. In questa circostanza, però, sia Claudio Arpaia che Fabrizio Maglia, rispettivamente Presidente e Direttore Sportivo della Vigor Lamezia, non hanno accettato la proposta illecita.

FONTE di FRANCESCO RIDOLFI IL QUOTIDIANO DEL SUD

05/08/2015 14:32

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Mucca pazza, nuovo caso sospetto a Casarano: morto un 60enne

5 Agosto 2015, 13:27pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Mucca pazza, nuovo caso sospetto a Casarano: morto un 60enne
NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Mucca pazza, nuovo caso sospetto a Casarano: morto un 60enne

INSERITO DA MORENA MOTTA E' morto in queste ultime ore il 60enne di Giuggianello, residente a Taviano, risultato affetto dal morbo della Mucca pazza e ricoverato per alcuni giorni all’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano.

Si tratta del secondo caso in pochi giorni, dopo quello che sabato scorso ha causato il decesso di una donna di 49 anni, di Parabita: una tragedia che qualche giorno fa ha scosso la comunità e ha provocato preoccupazioni tra la gente. Ma sia per l’uomo di Giuggianello che per la donna di Parabita non si può ancora stabilire con certezza la natura della patologia.

E, in altre parole, se si possa parlare di sindrome della Mucca pazza, cioè della malattia contratta con il consumo di carne bovina infetta o di preparati industriali contaminati che danno poi origine all’encefalopatia spongiforme diventata nota nel 2000 con la diffusione in Inghilterra e le misure disposte l’anno successivo dal ministero della Sanità.
Fra le tante, anche il divieto di consumo delle parti ricavate dalla colonna vertebrale del manzo, le frattaglie, i gangli ed il cervello, innescando le proteste dei commercianti di carni all’ingrosso ed al dettaglio.

Il paziente di Giuggianello era stato dimesso dall’ospedale di Casarano poiché i medici ritenevano che qualsiasi terapia non potesse arrestare questa malattia neurodegenereativa. In altre parole per i medici l'uomo poteva tornare a casa. Oggi, il decesso.

Sull'uomo erano stati effettuati alcuni prelievi per inviarli sia nel laboratorio di Neuropatologia del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Bologna che in quello dell’Istituto superiore di Sanità di Roma.

Nel giro di poco più di un mese arriveranno i risultati che dovranno chiarire soprattutto come il paziente abbia contratto questa patologia. La malattia di “Creutzfeldt-Jakob” si manifesta, infatti, sotto quattro forme: la prima compare come una forma sporadica o episodica, improvvisamente ed inaspettatamente - aveva fatto sapere la Asl con un comunicato diramato domenica dopo il decesso della 49enne di Parabita - in pazienti non a rischio. La seconda viene definita una forma familiare: si contrae a causa di una mutazione del gene che codifica per la proteina prionica. La terza viene chiamata una forma iatrogena: è dovuta a trapianti ed innesti di organi infetti. L’ultima fu scoperta per la prima volta nel 1996: si ritiene che l'uomo possa contrarre la malattia consumando carni di animali infettati con la forma bovina (encefalopatia spongiforme) della malattia. Solo uin quest’ultimo caso di può parlare di sindrome della “mucca pazza”.

Certezze al momento non ce ne sono per i due casi scoperti nel Salento dai medici dell’ospedale di Casarano. Le prime analisi hanno solo detto che si tratta di una forma della malattia di “Mcj”, quale sia è ancora troppo presto per stabilirlo. Intanto il responsabile Alberto Fedele, responsabile del servizio Igiene pubblica della Asl, esclude il pericolo di contagio.

FONTE di Erasmo Marinazzo QUOTIDIANO DI PUGLIA

05/08/2015 14:27

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Senza lavoro, 5 figli e moglie a carico: "Chiedo asilo anch’io". E occupa

5 Agosto 2015, 13:17pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Senza lavoro, 5 figli e moglie a carico: "Chiedo asilo anch’io". E occupa
NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Senza lavoro, 5 figli e moglie a carico: "Chiedo asilo anch’io". E occupa

INSERITO DA MORENA MOTTA Sulzano (Brescia) - «Lo scorso sabato mi sono presentato all’Hotel Alpino di Sulzano e, verificato che una camera fosse libera, ho presentato i documenti e l’ho occupata, naturalmente dopo che gli albergatori me ne hanno dato le chiavi. Ora i proprietari dell’albergo dovranno presentare il conto alla Prefettura e all’Europa, perché io non ho un soldo, non ho un lavoro, ho cinque figli e moglie a carico, non pago l’affitto da mesi e francamente ritengo che ogni italiano nella mia situazione debba essere aiutato». Parola di Salvatore Brosco, 47 anni, di Brescia, non nuovo alle proteste ad effetto dopo che tre anni fa ha perso il lavoro. Brosco ha scelto uno degli alberghi del Bresciano dove sono alloggiati richiedenti asilo politico. All’Alpino di via dei Molini dall’anno scorso il loro numero oscilla da 15 a 20 circa. Sono per lo più africani e afghani.

«Ritengo - dice Brosco - di avere diritto anche io ad essere mantenuto dallo Stato e dall’Europa, visto che non ho un euro e nessuno mi dà un lavoro. Non ho nessuna nessuna intenzione di lasciare Sulzano e l’albergo Alpino. Il dieci la camera che ho preso non sarà più libera. Non avrò nessun problema a trasferirmi in una delle stanze dei richiedenti asilo politico, a dormire con loro e a mangiare quello che mangeranno loro. Siamo tutti persone bisognose di aiuto: dobbiamo starci vicino. Non vedo perché non debba spettare a me che sono italiano e che all’Italia ho sempre dato il mio contributo».

Brosco assicura che non lascerà l’hotel per nessuna ragione e per questo sabato ha organizzato con amici e sostenitori un presidio in via dei Molini per chiedere uguaglianza di trattamento per italiani in difficoltà e richiedenti asilo politico. «Al sindaco di Sulzano vorrei fare sapere che mi trovo in paese, un paese che so essere sensibile e accogliente a differenza di Brescia dove ho sempre vissuto». Dai gestori dell’albergo Alpino non è stato fatto nessun commento. Sembra però che ieri nel pomeriggio abbiano avvisato le forze dell’ordine della presenza di Salvatore Brosco in una delle loro stanze.

FONTE di Milla Prandelli IL GIORNO

05/08/2015 14:17

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Senza lavoro, 5 figli e moglie a carico: "Chiedo asilo anch’io". E occupa

5 Agosto 2015, 13:17pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Senza lavoro, 5 figli e moglie a carico: "Chiedo asilo anch’io". E occupa
NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Senza lavoro, 5 figli e moglie a carico: "Chiedo asilo anch’io". E occupa

INSERITO DA MORENA MOTTA Sulzano (Brescia) - «Lo scorso sabato mi sono presentato all’Hotel Alpino di Sulzano e, verificato che una camera fosse libera, ho presentato i documenti e l’ho occupata, naturalmente dopo che gli albergatori me ne hanno dato le chiavi. Ora i proprietari dell’albergo dovranno presentare il conto alla Prefettura e all’Europa, perché io non ho un soldo, non ho un lavoro, ho cinque figli e moglie a carico, non pago l’affitto da mesi e francamente ritengo che ogni italiano nella mia situazione debba essere aiutato». Parola di Salvatore Brosco, 47 anni, di Brescia, non nuovo alle proteste ad effetto dopo che tre anni fa ha perso il lavoro. Brosco ha scelto uno degli alberghi del Bresciano dove sono alloggiati richiedenti asilo politico. All’Alpino di via dei Molini dall’anno scorso il loro numero oscilla da 15 a 20 circa. Sono per lo più africani e afghani.

«Ritengo - dice Brosco - di avere diritto anche io ad essere mantenuto dallo Stato e dall’Europa, visto che non ho un euro e nessuno mi dà un lavoro. Non ho nessuna nessuna intenzione di lasciare Sulzano e l’albergo Alpino. Il dieci la camera che ho preso non sarà più libera. Non avrò nessun problema a trasferirmi in una delle stanze dei richiedenti asilo politico, a dormire con loro e a mangiare quello che mangeranno loro. Siamo tutti persone bisognose di aiuto: dobbiamo starci vicino. Non vedo perché non debba spettare a me che sono italiano e che all’Italia ho sempre dato il mio contributo».

Brosco assicura che non lascerà l’hotel per nessuna ragione e per questo sabato ha organizzato con amici e sostenitori un presidio in via dei Molini per chiedere uguaglianza di trattamento per italiani in difficoltà e richiedenti asilo politico. «Al sindaco di Sulzano vorrei fare sapere che mi trovo in paese, un paese che so essere sensibile e accogliente a differenza di Brescia dove ho sempre vissuto». Dai gestori dell’albergo Alpino non è stato fatto nessun commento. Sembra però che ieri nel pomeriggio abbiano avvisato le forze dell’ordine della presenza di Salvatore Brosco in una delle loro stanze.

FONTE di Milla Prandelli IL GIORNO

05/08/2015 14:17

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La madre 69enne si innamora di un romeno di 42. I figli non lo accettano e accoltellano l'uomo

5 Agosto 2015, 13:12pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO  La madre 69enne si innamora di un romeno di 42. I figli non lo accettano e accoltellano l'uomo
NEWS ITALIA E DAL MONDO  La madre 69enne si innamora di un romeno di 42. I figli non lo accettano e accoltellano l'uomo

INSERITO DA MORENA MOTTA Una lite furibonda che è rapidamente degenerata e che sta facendo parlare tutta Diamante, nota località turistica della costa settentrionale calabrese, solitamente presa d'assalto dai campani.

All'origine di tutto una relazione amorosa che vedeva coinvolti una donna di 69 anni e un uomo romeno di 27 più giovane. I figli, dopo essere andati della madre, a Diamante, hanno aggredito il compagno ferendolo anche a coltellate. La figlia, M.E., 41 anni, ed il marito, P.A., 43, sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Scalea e posti ai domiciliari per lesioni personali aggravate. Un altro figlio della donna, irreperibile, è stato denunciato.

I figli della pensionata ed il genero si sono presentati a casa della donna all'alba. Una volta dentro è iniziata una lite con la madre durata sino a quando i tre non si sono accorti della presenza dell'uomo, di 42 anni,che stava tentando di nascondersi in cucina,sapendo che la sua relazione era difficile da fare accettare. Colti da raputs improvviso, i tre hanno iniziato a picchiare la vittima. Poi è comparso un coltello a serramanico e l'uomo è stato ferito ripetutamente all'inguine, al fianco e al volto. Le urla della madre hanno posto fine all'aggressione a carico del suo compagno che è rimasto a terra privo di sensi mentre i tre si sono allontanati. La donna ha chiamato il 112 e sono cominciate le ricerche dei tre. I carabinieri di Diamante insieme a quelli della Compagnia di Scalea hanno poi rintracciato marito e moglie in un vicolo del centro storico di Diamante mentre tentavano di confondersi tra i turisti. L'uomo, portato in ospedale, è stato giudicato guaribile in 30 giorni.

FONTE IL MATTINO.IT

05/08/2015 14:12

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA India, treni deragliano per le piogge monsoniche. Oltre 30 morti nel fiume

5 Agosto 2015, 13:10pm

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 PRIMO PIANO E ANTEPRIMA India, treni deragliano per le piogge monsoniche. Oltre 30 morti nel fiume
 PRIMO PIANO E ANTEPRIMA India, treni deragliano per le piogge monsoniche. Oltre 30 morti nel fiume

INSERITO DA MORENA MOTTA Disastro nell'India centrale. Due treni a lunga percorrenza sulla linea Mumbai-Varanasi sono usciti dai binari nei pressi di un ponte nello stato del Madhya Pradesh. I soccorsi sono ancora in atto. Finora sono stati recuperati 250 passeggeri, ma diversi sono ancora intrappolati dentro le carrozze.

È salito a 30 morti il bilancio del disastro. Il terribile bilancio parla per ora di oltre trenta morti. L'incidente ferroviario è avvenuto nella notte nell'India centrale a causa delle forti piogge monsoniche. I convogli sono usciti dai binari nei pressi di un ponte nello stato del Madhya Pradesh.

I due treni veloci, il Varanasi Kamayani Express e il Janata Express, entrambi molto affollati, sono deragliati quasi simultaneamente verso la mezzanotte. Da una prima ricostruzione, risulta che il ponte era stato danneggiato dalle piogge monsoniche cadute nella notte. Doversi passeggeri sono finiti nel fiume sottostante, il Machak,a circa 160 km da Bhopal, la capitale del Madhya Pradesh. In un tweet, il premier Narendra Modi ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime, mentre le autorità locali hanno stanziato dei risarcimenti, come è la prassi nel caso di sciagure di questo tipo.

IN INGLESE:

India, derail trains for the monsoon rains. More than 30 dead in the river.

ARMED BY MORENA MOTTA Disaster in central India. Two long-distance trains on the line Mumbai-Varanasi have come out from the tracks near a bridge in the state of Madhya Pradesh. Rescuers are still in place. They have been recovered 250 passengers, but many are still trapped inside the carriages.
It rose to 30 Death toll of the disaster. The terrible budget talks for now over thirty dead. The train accident occurred during the night in central India because of heavy monsoon rains. The convoys have left the tracks near a bridge in the state of Madhya Pradesh.
The two fast trains, the Varanasi Kamayani Express and Janata Express, both very crowded, derailed nearly simultaneously around midnight. A preliminary reconstruction, that the bridge had been damaged by monsoon rains falling in the night. Having passengers ended up in the river below, the Machak, about 160 km from Bhopal, the capital of Madhya Pradesh. In a tweet, the prime minister Narendra Modi has expressed condolences to the families of the victims, while local authorities have allocated compensation, as is the practice in the case of disasters of this kind.

FONTE IL MATTINO.IT

05/08/2015 14:10

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bomba d'acqua, frana in Cadore: tre morti. Una delle vittime è una ragazza di 14 anni

5 Agosto 2015, 13:06pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bomba d'acqua, frana in Cadore: tre morti. Una delle vittime è una ragazza di 14 anni

INSERITO DA MORENA MOTTA Il corpo del turista polacco travolto dalla frana in Cadore è stato individuato poco fa dai vigili del fuoco di Belluno.

Lo sfortunato escursionista si trova a poche decine di metri dal luogo, sul greto del torrente Rusecco, dove i pompieri erano riusciti ieri sera a salvare la moglie. Sono in corso le operazioni per il recupero del corpo anche con l'ausilio dei carabinieri. Un ulteriore allarme nel frattempo è stato dato per un'altra auto investita dallo smottamento. I vigili del fuoco stanno procedendo alle verifiche. La coppia stava dormendo in macchina, quando la frana ha trascinato la loro auto a valle assieme ad altre quattro vetture, una portata dalla massa di sassi e acqua fino a San Vito.
Durante le ricerche del compagno della ragazza estratta viva dalla sua macchina trascinata dalla frana, è stato rinvenuto il corpo di un'altra vittima. Una ragazza di 14 anni il cui corpo è stato recuperato un chilometro circa a valle della briglia dove si è fermata l'auto della coppia di turisti polacchi.
Una terza vittima della frana di San Vito di Cadore, dopo le due già accertate stamane - un turista polacco e una ragazza - è stata scoperta poco fa dai vigili del fuoco. Si tratta - riferiscono i pompieri - di un uomo. Il corpo è stato individuato nei pressi del fiume Boite. La vittima avrebbe circa 40 anni, riferiscono i soccorritori. Il corpo, privo di vestiti, è stato rinvenuto alla confluenza tra il torrente Ru Secco e il Boite.
L'assessore di San Vito di Cadore. «Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Si sta verificando la situazione lungo il Rusecco ed il Boite, nei pressi delle auto travolte, per verificare se, oltre ai 3 morti, ce ne sono altri». Così Andrea Fiori, assessore comunale di San Vito di Cadore. «Ho ancora qualche preoccupazione, speriamo di no» ha auspicato, specificando che «ingenti sono anche i danni materiali, in particolare intorno alla seggiovia che è stata distrutta, per cui è necessaria l'immediata dichiarazione dello stato di calamità: da soli non ce la facciamo, Regione Veneto e Stato ci devono aiutare». A mezzogiorno è iniziato un vertice in Comune organizzato dalla prefettura di Belluno.
Riaperta la strada statale 51 di Alemagna, che collega la pianura a Cortina d'Ampezzo (Belluno). In particolare, la riapertura è avvenuta poco dopo la mezzanotte e dalle prime ore di questa mattina l'Anas, che ne dà notizia, ha eliminato anche il presidio fisso di assistenza alla viabilità poichè la circolazione è ritornata regolare. In corrispondenza della frana di Borca di Cadore la movimentazione della colata detritica del monte Antelao aveva fatto scattare il sistema di allarme e la connessa procedura di protezione civile, con interdizione automatica del traffico mediante semaforo sulla statale 51 e la viabilità è rimasta chiusa per circa 50 minuti. Inoltre, in corrispondenza del Ponte sul Rio Rudan nel comune di Vodo di Cadore, si è verificata una colata detritica di circa 50mila metri cubi che è stata contenuta dalle opere di protezione realizzate dai Servizi forestali regionali e dalle arginature e dai rinforzi strutturali predisposti dall'Anas. Infine, Anas comunica che per consentire una maggiore fluidità della circolazione nella zona del Cadore a partire dalle 16.00 di oggi sarà ripristinato il transito sul ponte Cadore, dove erano in corso lavori programmati di manutenzione straordinaria e vigeva un restringimento di carreggiata.
Il sindaco di San Vito di Cadore. «Non c'era nessuna previsione che indicasse che quella situazione fosse pericolosa. Abbiamo guardato la carta della Protezione civile e dava tutto per tranquillo, quindi evidentemente nelle cime la situazione è cambiata e dobbiamo prenderne atto». Lo ha detto il sindaco di San Vito di Cadore, Franco De Bon in merito alle colate di detriti e fango provocate dall'imprevisto e violento acquazzone ieri sera. «Devo ringraziare il soccorso alpino perché in condizioni proibitive hanno risalito il corso del torrente Russecco e sono andati a recuperare questa ragazza che sporgeva da un ammasso di lamiere. È stata una cosa incredibile anche dal punto di vista della pericolosità», ha commentato De Bon. «Ho visto le fotografie delle macchine recuperate lungo il torrente e sembravano passate con il tritacarne. Ora - ha concluso il sindaco - vi è un grosso cumulo di materiale proprio presso la pista, che è molto mobile. Ne sto parlando con il genio civile. Non vorrei che un' ulteriore precipitazione lo portasse a valle».
Il sindaco di Cortina. «È scioccante l'immagine, ripresa dall'elicottero, di quanto è avvenuto ieri sera a San Vito di Cadore. Sono immagini che mettono i brividi». Lo ha detto Andrea Franceschi, sindaco di Cortina. «Si capisce, vedendo quanto è accaduto, la fragilità del nostro territorio, ma anche - ha ammesso il sindaco - l'impotenza di fronte a questi eventi». «L'evento calamitoso, infatti, è avvenuto in una zona che non era considerata a rischio e la giornata di ieri non faceva temere il peggio, dal punto di vista meteo, tanto che - ha puntualizzato - non è arrivato alcun allarme». «Tutto questo ci angoscia», ha concluso.
«Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti segue costantemente la situazione di emergenza meteorologica che ha colpito il Cadore». Lo rende noto il ministero dell'Ambiente in una nota. «Dalle ore immediatamente successive alla bomba d'acqua e agli eventi franosi - si legge - il ministro è in contatto con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e con la Prefettura di Belluno per un aggiornamento in tempo reale sulla situazione».

IN INGLESE:

Water bomb, landslide in Cadore: three dead. One of the victims is a 14 year old girl.

ARMED BY MORENA MOTTA The body of Polish tourists overwhelmed by the landslide in Cadore was identified just now by the fire of Belluno.
The unfortunate hiker is just a few dozen meters from the place, on the river bed Rusecco, where firefighters were able last night to save his wife. They are ongoing operations to recover the body with the help of the police. An additional warning has since been given to another car hit by the landslide. Firefighters are proceeding with inspections. The couple was sleeping in the car, when the landslide swept their car valley with four other cars, a flow from the mass of rocks and water to San Vito.Durante research mate girl pulled alive from his car driven by landslide, was found the body of another victim. A 14 year old girl whose body was recovered about a kilometer downstream of the weir where she stopped the car of the pair of tourists polacchi.Una third victim of the landslide of San Vito di Cadore, after the two already established this morning - a Polish tourists and a girl - was discovered shortly ago by firefighters. They are - refer firefighters - a man. The body was found near the river Boite. The victim was about 40 years, refer rescuers. The body, without clothes, was found at the confluence of the creek and the Ru Dry Boite.L'assessore of San Vito di Cadore. "The death toll is still provisional. You are experiencing the situation along the Rusecco and the Boite, near the car swept away, to see if, in addition to the three deaths, there are others. " So Andrea Flowers, city councilor of San Vito di Cadore. "I still have some concerns, we hope not," he called, specifying that "are also substantial material damage, particularly around the chairlift that has been destroyed, so it is necessary for the immediate declaration of a state of calamity alone can not we do it, the Veneto Region and State must help us. " At midday began a summit in the City organized by the Prefecture of Belluno.Riaperta State Road 51 of Alemagna, which connects the plains in Cortina d'Ampezzo (Belluno). In particular, the re-opening took place shortly after midnight and the early hours of this morning Anas, who gave the news, has also eliminated the fixed garrison of lane assistance as circulation returned adjust. At the landslide of Borca di Cadore handling the debris flow of Mount Antelao had triggered the alarm system and the related procedure of civil protection, with automatic disqualification of traffic through the traffic light on the highway 51 and the road was closed for approximately 50 minutes. In addition, at the bridge over the Rio Rudan in the municipality of Vodo di Cadore, there was a debris flow of about 50 thousand cubic meters, which was contained in the works of protection made by the regional Forest Services and the embankments and structural reinforcements prepared by ' Anas. Finally, Anas stated that to allow greater traffic flow in the area of ​​Cadore from 16.00 pm today will be restored that bridge on Cadore, where they were being planned maintenance works of extraordinary and was in force a narrowing of carreggiata.Il mayor of San Vito di Cadore. "There was no forecast that indicated that the situation was dangerous. We looked at the paper of Civil Protection and gave everything to quiet so obviously in the summits, the situation has changed and we have to take note. " He said the mayor of San Vito di Cadore, Franco De Bon regarding debris flows and mud caused by the unexpected and heavy downpour last night. "I have to thank the mountain rescue in difficult conditions because they moved up the stream Russecco and went to retrieve this girl sticking out from a pile of sheets. It was an incredible thing from the point of view of the danger, "said De Bon. "I saw the photographs of the machines retrieved along the creek and looked past the meat grinder. Now - said the mayor - there is a big pile of material right at the track, which is very mobile. I'm talking to the civil engineering. I would not want a 'further precipitation take him downstream ".The mayor of Cortina. "It is shocking image, taken from a helicopter, what happened last night in San Vito di Cadore. They are images that put the willies. " He said Andrea Franceschi, mayor of Cortina. "Of course, seeing what happened, the fragility of our territory, but also - admitted the mayor - impotence in the face of these events." "The calamitous event, in fact, took place in an area that was not considered at risk and yesterday did fear the worst, in terms of weather, so that - he pointed out - did not arrive any alarm." "All this trouble", he concluded. "Minister of Environment Gian Luca Galletti is constantly monitoring the situation of emergency weather that hit the Cadore." This was announced by the Ministry of Environment in a statement. "From the hours immediately following the water bomb and to landslides - states - the minister is in contact with the head of the Civil Protection Fabrizio Curcio and with the Prefecture of Belluno to a real-time update on the situation."

FONTE IL MATTINO

05/08/2015 14:06

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