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CAMPANI NEWS VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO A CUSANO MUTRI BN AI DANNI DI UN ESTETISTA NAPOLETANA

13 Aprile 2015, 07:49am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Si sente male dopo l ufficio mamma di tre figli trovata morta in casa

13 Aprile 2015, 07:44am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Bruciato in Ucraina centro animalista di Andrea Cisterino

13 Aprile 2015, 07:32am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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COSTIERA AMALFITANA NEWSAltro incidente a Capo d'Orso, non se ne può più: Costiera pericolosa a causa di chi la percorre

12 Aprile 2015, 12:37pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

COSTIERA AMALFITANA NEWSAltro incidente a Capo d'Orso, non se ne può più: Costiera pericolosa a causa di chi la percorre
COSTIERA AMALFITANA NEWSAltro incidente a Capo d'Orso, non se ne può più: Costiera pericolosa a causa di chi la percorre

INSERITO DA ANGELA CECERE Ennesimo incidente stradale questa mattina a Capo d'Orso. Una moto (di quelle del fine settimana) è scivolata sull'asfalto finendo contro un'auto, una Mercedes (vedi foto a lato) che viaggiava sulla corsia opposta. Per fortuna l'impatto non ha provocato feriti gravi, col centauro che se l'è cavata con qualche escoriazione e ammaccatura. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Maiori per i rilievi del caso.

Un incidente come tanti in Costiera Amalfitana, ormai troppi, specie nei fine settimana di sole e di ordinaria follia. Questo articolo, oltre a mettere agli atti l'ennesimo sinistro, mira a sensibilizzare tutti gli automobilisti, i motociclisti, gli autisti dei bus e i ciclisti che percorrono il nastro d'asfalto della SS 163 Amalfitana, sempre più usurato e sempre più pericoloso anche a causa delle disattenzioni o delle imprudenze di chi la percorre.

Pur essendo una delle strade più belle al mondo, è altrettanto vero che risulta essere una delle più pericolose, a causa delle sue dimensioni in larghezza, dei suoi tornanti a gomito, dalla mediocrità del fondo stradale, della mancanza di alcuni parametri di sicurezza.

Su questa strada, specie nella bella stagione e nei week-end, transitano, tutti insieme, motociclisti scatenati che dopo una settimana di lavoro non vedono l'ora di realizzare il miglior tempo sul circuito Costa d'Amalfi, nonché ciclisti "panzuti" del sabato che, con velocità di un centimetro al secondo, improvvisano la scalata da Maiori a Capo D'Orso anche affiancati, non permettendo il sorpasso, e turisti fai da te abituati a viaggiare sulle highways, che per risparmiare sui transfert noleggiano un'ammiraglia con cambio automatico (evitando lo spiacevole odore di frizione ardente) al loro arrivo in aeroporto e rallentano notevolmente il traffico in Costiera. Per non parlare degli autisti di bus turistici con targa straniera, che non hanno dimestichezza né con le dimensioni dei propri mezzi né con quelle al millimetro della Costiera, degli automobilisti distratti dagli smartphone, impegnati con Facebook e Whatsapp, dell'errato orientamento degli specchi parabolici nelle curve (spariti in diversi tratti) causata delle forti raffiche di vento dello scorso inverno, dell'assenza degli ausiliari alla viabilità, ecc.

Tutto questo diventa un mix letale per tutti, specie per quegli automobilisti che viaggiano con le proprie famiglie e che osservano un comportamento diligente.

Dunque, chiunque decidesse di venire in Costiera Amalfitana dovrà prestare maggiore attenzione del solito. Questo articolo vuole essere soltanto un richiamo al senso di responsabilità di ognuno di noi nel rispetto degli altri. Perché, non dimentichiamolo mai, la prudenza non è mai troppa.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

12.04.2015. 13.37

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA MESSINA Dopo love story, parroco da arcivescovo

12 Aprile 2015, 12:27pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA MESSINA Dopo love story, parroco da arcivescovo
NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA MESSINA Dopo love story, parroco da arcivescovo

INSERITO DA ANGELA CECERE Vicario parrocchia Salina, situazione delicata MESSINA, E' Maurizio Colbacchini, 53 anni, di Venezia, il parroco accusato da una fedele messinese di avere avuto una relazione con lei e che ha bruscamente interrotto. Il sacerdote è stato convocato dall'arcivescovo messinese Calogero La Piana. A Malfa, comune dell'isola di Salina, dove Colbacchini era stato trasferito, la funzione religiosa è celebrata dal vicario di Salina Alessandro Lo Nardo, che ha commentato: "E' una situazione delicata. Stiamo valutando...".

ANSA

12.04.2015. 13.27

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Atti sulla Cpl Concordia a pm Foggia

12 Aprile 2015, 12:21pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Atti sulla Cpl Concordia a pm Foggia
NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Atti sulla Cpl Concordia a pm Foggia

INSERITO DA ANGELA CECERE Riguardano l' illuminazione pubblica e un collegamento marittimo FOGGIA, Sono stati inviati alla procura di Foggia alcuni atti d'indagine della magistratura napoletana su CPL Concordia. Gli atti riguardano - riporta Repubblica-Bari - la posizione del sindaco di Rodi Garganico, Nicola Pinto, che avrebbe avuto contatti con Francesco Simone, con il quale parla dell'appalto per l'illuminazione pubblica, e con la compagnia Lauro con la quale il sindaco voleva creare un collegamento marittimo Rodi-Ploce. Gli atti potrebbero essere inviati ad altre procure pugliesi.

ANSA

12.04.2015. 13.21

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Legata e rapinata in casa da due banditi

12 Aprile 2015, 12:03pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Legata e rapinata in casa da due banditi
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Legata e rapinata in casa da due banditi

INSERITO DA ANGELA CECERE Fiumalbo. La vittima è una 65enne. «Mi hanno puntato in faccia un punteruolo. Ho dato soldi e oro». Fuggiti con la sua auto FIUMALBO. Un episodio del genere nessuno lo ricorda in un paesino che si pensava immune da un certo tipo di criminalità. Ha destato profonda impressione a Fiumalbo la rapina di cui è stata vittima, nella notte tra venerdì e sabato, Marta Ulivi, 65enne pensionata, nella sua abitazione di via Lago, periferia sud ma in piena zona residenziale, tra villette e appartamenti.«Erano le 23.30 - racconta chiedendo di non farsi fotografare - esco un attimo in cortile col cane e poi torno dentro, chiudo la porta e salgo le scale per andare in camera da letto. Entro e vedo le ombre di due persone incappucciate tra il letto e l’armadio».I due erano giovani, ma non si può dire se italiani o stranieri perché non hanno proferito parola, tranne una: “legala”. Perché è finita così, con una donna immobilizzata su una sedia con lacci da scarpe, cintura da accappatoio e cravatta, più un foulard stretto sugli occhi come benda.«L’ordine è arrivato da uno all’altro - continua mostrando i polsi con ancora i segni rossi - con tono deciso perché avevano già provato a legarmi una volta al letto. Ma io mentre frugavano mi ero liberata ed ero corsa alla porta: per un niente non sono riuscita a scappare e a chiuderli dentro. Ma mi hanno presa». Mentre un’altra sarebbe rimasta paralizzata dalla paura, la 65enne ha mostrato in quei momenti un eccezionale coraggio, e anche una certa dose di ironia. «Alla fine, dopo un’ora che rovistavano ho detto loro: “Ok ragazzi, adesso basta, in casa mia non c’è più nulla e potete andare, perché voglio andarmene a letto”. Hanno capito che non avevo paura, o almeno che non ne mostravo, perché se penso adesso a quello che poteva succedere mi viene la tremarella». I due erano risoluti. «Mi hanno puntato contro un punteruolo e poi hanno preso anche un martello che avevo sulla finestra. Io ho dato tutto subito, ho aperto la borsa con il portafoglio e ho mostrato dove tenevo l’oro. Avevo solo un collare, un braccialetto e un orologio».Loro hanno continuato a rovistare, ma senza spaccare nulla. Nessuna percossa alla signora e, quando se ne sono andati, hanno anche chiuso il cancello. Ma nel fuggire, dopo un’ora circa, si sono presi anche la Panda dal garage. Libera dalle corde, la 65enne è quindi corsa alla finestra chiedendo soccorso ai vicini, che hanno aperto la porta della camera contattando subito i carabinieri e i figli della signora. I rilievi, fatti anche con l’ausilio della scientifica, si sono protratti fino alle 6.30. La sera prima era stata commessa un’altra rapina nella stessa via, ma in una casa non c'era nessuno: non si può escludere che ci sia dietro la stessa mano.di Daniele Montanari

LA GAZZETTA DI MODENA

12.04.2015. 13.03


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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori

12 Aprile 2015, 11:49am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori

INSERITO DA ANGELA CECERE Due blitz sono andati a vuoto, il terzo è stato sventato dagli investigatori. A Valledoria Francesco Goddi, Nino Columbu e Giovanni Montesu avevano armi e fascette di plastica NUORO. A Valledoria erano arrivati armati e con le fascette di plastica. A bordo di un’auto di grossa cilindrata, rubata qualche tempo prima, avevano gironzolato per il paese e poi intorno alla casa della ricca possidente con l’intenzione di entrare in casa non appena avessero avuto l’occasione propizia. Forse erano a conoscenza del fatto che l’anziana teneva soldi in casa, ma non così tanti da giustificare un’azione di forza. Avrebbero potuto aspettare quando la donna usciva con la badante per la passeggiata quotidiana e fare irruzione nella casa vuota. Invece erano attrezzati per fare qualcosa di eclatante

Gli agenti della squadra mobile di Nuoro avevano capito fin dal primo momento che i tre orunesi: Francesco Goddi, 64 anni e una condanna già scontata per il sequestro di Augusto De Megni, il nipote Nino Columbu di 29 anni e Giovanni Montesu, 55 anni, con trascorsi da rapinatore, stavano per fare qualcosa di grosso. Gli investigatori e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari sono convinti che stessero organizzando un sequestro. L’esperienza per farlo e gestirlo ce l’avevano. Ma dopo lunghi mesi di indagine non sono riusciti a trovare gli elementi necessari per convincere il gip ad aggiungere nell’ordinanza di custodia cautelare anche il reato di sequestro di persona. A fugare tutti i dubbi su quali fossero le intenzioni dei tre sono state le indagini portate avanti con la massima discrezione dagli agenti della squadra mobile che hanno seguito ogni movimento di Francesco Goddi, Nino Columbu e Giovanni Montesu scoprendo così che c’erano altri due obiettivi nel loro mirino, oltre alla possidente di Valledoria. Entrambi a Olbia. Uno è un imprenditore nel settore edile, mentre l’altro sarebbe un imprenditore turistico. La singolarità degli obiettivi e che tutte e tre le persone monitorate dagli orunesi sono in età avanzata. Sarebbe stato proprio questo particolare a far drizzare le antenne degli investigatori che, dopo aver ipotizzato la pista delle rapine agli anziani, hanno approfondito le indagini su un fronte molto più delicato: quello dei sequestri di persona.

A Olbia l’operazione dei tre orunesi era già scattata. Goddi, Montesu e Columbu erano già sotto casa della vittima e stavano per entrare in azione quando dall’abitazione dell’anziano imprenditore era uscito un giovane. Una presenza che non si aspettavano e che, con molta probabilità, non avevano mai monitorato durante i sopralluoghi. Perplessi, preoccupati e con il timore di poter essere scoperti erano andati via. Tornando l’indomani e appostandosi nello stesso punto in attesa del momento migliore per fare il blitz. Che avevano dovuto rinviare per la seconda volta quando si erano resi conto che l’oggetto dei loro desideri non era in casa. E non ci sarebbe più stato per lungo tempo, visto che gli agenti della squadra mobile avevano provveduto a spostarlo in un luogo protetto. Fino a quando non avrebbero concluso le indagini e arrestato i tre. Gli orunesi saranno interrogati nei prossimi giorni in carcere. Francesco Goddi è assistito dall’avvocato Lorenzo Fara, Giovanni Montesu dall’avvocato Gianni Sannio e il giovane Nino Columbu dagli avvocati Pietro Carzedda e Giuseppe Talanas. L’accusa nei loro confronti è di concorso in tentata rapina aggravata. Ma nei piani c’era la possibilità di sequestrare i tre anziani: due a Olbia e una a Valledoria. Questo è quanto sarebbe emerso dall’intensa attività investigativa, caratterizzata da pedinamenti e intercettazioni. Un lavoro così approfondito da permettere agli investigatori di anticipare le mosse dei tre e far “sparire” le loro vittime designate, allontanandole da casa e trasferendole in luoghi sicuri.«Grazie all’aiuto di basisti, attualmente ricercati – ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Nuoro, Fabrizio Mustaro – i tre si spostavano da Olbia a Valledoria. E dalle intercettazioni sono emerse chiaramente le loro intenzioni di volersi portare via le vittime».(plp)

LA NUOVA SARDEGNA

12.04.2015. 12.49

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA La tragedia di Platamona, una comunità sotto choc

12 Aprile 2015, 11:29am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA La tragedia di Platamona, una comunità sotto choc
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA La tragedia di Platamona, una comunità sotto choc

INSERITO DA ANGELA CECERE La notizia della morte di Francesco Spada e Diego Masia ha avuto l’effetto di una bomba nella piccola frazione di Campanedda. Il ricordo commosso della compagna di scuola: «Persone speciali, i migliori». Oggi i funerali SASSARI. Una comunità scossa ancora una volta da incidenti stradali. Ancora una volta a perdere la vita sono stati dei ragazzi, due giovani amatissimi, che sorridevano al mondo.

Il ricordo. «Francesco Spada e Diego Masia erano dei ragazzi squisiti e di buon cuore – ricorda l’ex presidente della circoscrizione Franco Cubeddu –, sempre disponibili e benvoluti da tutta la comunità: Francesco Spada era amico di mia figlia, lo vedevo spesso, ma assieme a Diego Masia erano sempre pronti a organizzare momenti di sano divertimento in una borgata dove ci si conosce davvero tutti. Un dolore immane, e pensando al loro animo gentile mi viene da dire che se ne vanno sempre via i migliori».Anche l’ex vice sindaco di Sassari,Gavino Zirattu – punto di riferimento da sempre per le mille anime o poco meno che popolano la frazione di Sassari – non riesce a darsi pace per quello che è accaduto l’altra notte: «L’ennesimo incidente che sconvolge ancora una volta la borgata – dice -, con Francesco e Diego ci si incontrava quasi tutti i giorni per scambiare delle chiacchiere e discutere della loro attività lavorativa. Bravissimi ragazzi che partecipavano attivamente all’organizzazione delle iniziative e alla vita sociale, dando sempre una mano quando serviva, e ora non ci rimane che stringerci attorno ai familiari nello sconforto di una giornata tremenda che coinvolge tutta Campanedda e non solo».L’ultimo saluto. Il parroco della chiesa di Santa Maria a Torres, don Francesco Marroncheddu, oggi alle 15 celebrerà il funerale dei due giovani. «Li conoscevo di vista – ricorda il prete –, ragazzi laboriosi ed educati, ma conoscevo meglio le loro famiglie, gente stimatissima dalla borgata al pari dei loro figli. Per tutta la comunità è uno choc che purtroppo si rinnova, Campanedda è una grande famiglia». La funzione odierna sarà molto partecipata: «Sarà una messa di ringraziamento al Signore per averli dati come figli e amici alla famiglia e alla comunità, e affidamento al Signore nella preghiera ponendoli tra le braccia della Madonna di Torres». La tristezza pervade il lungo nucleo di case sulla strada tra Porto Torres e Alghero, perché di questi momenti così drammatici se ne sono visti troppi negli ultimi anni: incidenti stradali (il precedente più recente è del 2010) ma anche tragedie sul lavoro. Giovani vite spezzate, come quelle di Francesco Spada e Diego Masia.L’emozione. «Splendidi ragazzi – commenta con la voce roca l’allenatore della polisportiva Campanedda, Danilo Piredda –, che partecipavano a tutte le iniziative sociali organizzate nella borgata. Non ci sono parole per descrivere il dispiacere che prova la nostra comunità in un momento terribile come questo». Le lacrime rigano i volti di tutti, giovani e meno giovani, ma certi ricordi dei due ragazzi non si possono dimenticare, sono vivissimi. «Con Francesco siamo cresciuti assieme – racconta Clara Cubeddu –, dall’asilo sino alle Superiori, era il mio migliore amico, stravedevo per lui: aveva tutte le qualità che si possono desiderare in una persona, ed era pronto a farsi in quattro per aiutare chiunque avesse bisogno. E Diego era come Francesco, due persone stupende». C’è amarezza, voglia di riavvolgere il nastro, tornare indietro e cancellare il dolore, fare finta che niente sia accaduto. «Erano due ragazzi buoni come il pane – ricorda Giacomo Masia –, un destino troppo crudele ieri notte ha portato via un pezzo di cuore a tutti noi»di Gavino Masia

LA NUOVA SARDEGNA

12.04.2015. 12. 29

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SEZ. RICETTE Pasta con pomodoro fresco

12 Aprile 2015, 11:24am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 

Spesso quando parlo con i miei amici che dicono di non saper cucinare, la frase più inflazionata è: “non so fare nemmeno uno spaghetto al pomodoro!”. E ogni volta penso di dover mettere la ricetta sul sito. Ieri ho raccolto i pomodori ed il basilico dalle mie piantine e mi sono messa all’opera. La pasta con il pomodoro fresco, proprio perchè è un piatto semplice, ha bisogno di piccoli accorgimenti per una sicura riuscita. La prima cosa: utilizzate una buona pasta (io vado di pasta di gragnagno ;) ) e degli ottimi pomodori. Il resto potete vederlo nella ricetta. :D Spero in questo modo di invogliare anche chi pensa di essere negato in cucina! :)

 

 
difficoltà
 
cottura:
25 min
 
preparazione:
5 min
 
persone:
2

INGREDIENTI

 160 g di pasta (io ho usato le linguine)
 50 g di olio extravergine d'oliva 
 350 g di pomodorini 
 1 spicchio d'aglio 
 8 foglie di basilico 
 sale 

 

PREPARAZIONE

 

Lavate i pomodori, asciugateli e tagliateli a metà. Se sono molto grandi, tagliateli in quattro.

 

Iniziate a mettere su l’acqua per la pasta.

Scaldate l’olio e fate rosolare l’aglio. Visto che l’olio non è abbondante, per evitare di bruciarlo, abbassate la fiamma e inclinate leggermente la padella come in foto. In questo modo l’aglio annegherà nell’olio e si rosolerà piu’ velocemente ed uniformemente. :)

 

Una volta che l’aglio è ben rosolatelo, toglietelo.

Aggiungete i pomodori. Attenzione a questo passaggio: se l’olio è molto caldo, potrebbe schizzare ovunque, quindi o spostate la padella dal fuoco e fate raffreddare leggermente prima di aggiungere i pomodori, oppure state pronti con il coperchio da mettere sopra! :) Fate rosolare un minuto i pomodori a fiamma viva per un minuto, sempre col coperchio per non ustionarvi e muovendo leggermente la padella per non farli attaccare. Questo dovrebbe dare alla vostra pasta al pomodoro fresco quel tocco in piu’ di sapore ed evitare l’effetto “bollito”. :D

 

Aggiungete mezzo cucchiaino raso di sale. Coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa, girando di tanto in tanto.

Dopo dieci minuti ecco il risultato.

 

Se i pomodori sono morbidi e si schiacciano facilmente, togliete il coperchio e fate asciugare QUASI del tutto.

Spegnete ed aggiungete il basilico.

 

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Un paio di minuti prima che sia cotta, trasferite la pasta nella padella. Se avete intenzione di scolarla, conservate un po’ dell’acqua di cottura (un paio di mestoli). Io la sollevo direttamente con la pinza dalla pentola, senza scolarla.

 

 

Amalgamate pasta e condimento a fuoco vivo. Se avete lasciato il pomodoro non troppo asciutto, la pasta assorbirà il sughetto finendo di cuocersi. Se non bastasse l’acqua dei pomodori, aggiungete l’acqua di cottura che avete conservato, un poco alla volta (davvero poca alla volta, giusto per non far finire di cuocere la pasta senza farla diventare molle). A questo punto dovrebbero bastare i due minuti di cottura, ma come sempre è meglio assaggiare un filo di pasta e vedere se è cotta. ;)

Servite la pasta al pomodoro fresco e basilico! :D

 

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