SEZ.POLITICA Pd: Renzi, non pensiamo a correnti, rimettiamo in moto l'Italia
INSERITO DA MORENA MOTTA 'No a dimissioni per avvisi di garanzia. D'Alema? Ha usato espressioni più da vecchia gloria del wrestling che da ex primo ministro'.
"Con primarie ed europee ci hanno chiesto di rimettere in moto l'Italia. Lo facciamo pensando agli italiani, non alle correnti. Buona domenica". Così il premier e leader del Pd Matteo Renzi su Twitter, dopo gli attacchi di ieri della minoranza Pd.
"Un anno e mezzo fa, prima gli iscritti e poi milioni di elettori con le primarie ci hanno affidato la guida del PD. Ci hanno chiesto di rimettere in moto l'Italia, realizzando finalmente le riforme che attendevano da troppi anni. Gli italiani con il voto alle europee hanno sostenuto questo percorso con una percentuale che non si vedeva in Italia dal '58" precisa il premier sul suo profilo Fb dove continua: "Perciò sentiamo questa grande responsabilità e compiamo le nostre scelte pensando ai nostri connazionali, non alle correnti agli spifferi o alle polemiche interne".
"Assolutamente no". Intervistato da Repubblica il presidente del Consiglio Matteo esclude che dopo le dimissioni di Maurizio Lupi tocchi ora ai sottosegretari indagati lasciare l'incarico. "Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia". "Per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione". "Quindi perché dovrebbe dimettersi un politico indagato? Le condanne si fanno nei tribunali, non sui giornali".
Respinge le accuse di 'doppiopesismo' tra Lupi e i sottosegretari: "ho chiesto le dimissioni a Orsoni quando, patteggiando, si è dichiarato colpevole. Ho commissariato per motivi di opportunità politica il Pd di Roma nonostante il segretario locale fosse estraneo alle indagini. A suo tempo avevo auspicato il passo indietro della Cancellieri sempre con una motivazione strettamente politica. Altro che due pesi e due misure: le dimissioni si danno per una motivazione politica o morale, non per un avviso di garanzia". Quanto a De Luca, continua Renzi, "lui ha fatto una scelta diversa, considera giusto chiedere il voto agli elettori e si sente forte del risultato delle primarie".
Torna poi sulla decisione di Lupi: "ha fatto una valutazione giusta e saggia secondo me. Una scelta personale e molto degna". L'ipotesi di un altro dirigente Ncd alle Infrastrutture? "Il ministro che verrà non è importante in una logica interna di partiti, ma sarà decisivo per far ripartire l'Italia. Vogliamo uno bravo, il colore della tessera non ci interessa". Il premier esclude poi cambiamenti sulla legge Severino: "la modifica della Severino non è all'ordine del giorno, non è un tema in discussione". Infine, riflette anche su Incalza: "indipendentemente dalle indagini, -sottolinea Renzi - un eccesso di permanenza al potere negli stessi posti non è mai positivo".
Poi la replica a D'Alema che ha criticato la sua gestione del Pd definendola "arrogante e personale": "Ha usato espressioni più da vecchia gloria del wrestling che da ex primo ministro". E aggiunge: "E' mia intenzione aprire un dibattito nel partito per discuterne il modello, oltre i talk e i tweet. E' giusto confrontarsi sull'identità della sinistra e su come sta cambiando".
FONTE ANSA
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