SARDEGNA E CORSICA NEWS Alluvione Villagrande, dopo 10 anni lavori non iniziati Presidente Regione sarda, nostro dovere è sbloccare i fondi

INSERITO DA ELSA COPPA NUORO, 7 DIC - Sono trascorsi dieci anni dall'alluvione che il 6 dicembre 2004 colpì Villagrande Strisaili (Ogliastra) uccidendo la piccola Francesca, di tre anni, e sua nonna Assunta Bidotti, e provocando danni per oltre 20 milioni di euro. Il ricordo non si è cancellato e ieri è stato il giorno non solo della commemorazione ma anche della denuncia: dopo 10 anni i lavori per la messa in sicurezza del paese non sono ancora cominciati. Il tragico evento che ha segnato il territorio e la popolazione è stato al centro del Consiglio comunale. Con il sindaco Giuseppe Loi, e gli altri amministratori dei paesi della zona, anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l'assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda. Il sindaco ha ricordato gli sforzi fatti in questi anni durante i quali "l'amministrazione è stata lasciata sola a finanziare i lavori più urgenti, fatti in condizioni impossibili con decine di autorizzazioni che ne hanno sempre rallentato l'iter". Ma ora una parte dei fondi, circa 11 milioni di euro per sei progetti che dovranno partire a gennaio, sono stati sbloccati dalla Regione il cui obiettivo è quello di ottenere altri finanziamenti per un totale di 21 mln, cifra stimata per la ricostruzione. "Nostro dovere è sbloccare i fondi il prima possibile - ha detto Pigliaru - ma poi dobbiamo spenderli dove il rischio è maggiore, andare a mitigare dove sono i rischi veri, mettendo in sicurezza le zone ancora in pericolo. Lavoreremo anche sulla cultura della protezione civile seguendo l'esempio dei giapponesi". "Con questa Giunta c'è stato un cambio di passo - ha aggiunto Maninchedda -. Abbiamo deciso di indebitarci, contraendo un mutuo di 600 mln per le infrastrutture della Sardegna, gran parte per il dissesto idrogeologico. Vogliamo aprire i cantieri e premiare le imprese sarde, ma a loro chiediamo di associarsi, l'anno prossimo distribuiremo oltre un miliardo di euro". Nel pomeriggio il sindaco ha deposto un mazzo di fiori sulle tombe delle vittime mentre una messa è stata celebrata dal vescovo di Lanusei, mons. Antonello Mura. (ANSA).
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO TITOLARE Percepiva un'indennità di 850 euro mensili di accompagnamento per cecità assoluta dal 1985, una trentina d'anni, ma non era cieco: per questo un pensionato di Sansepolcro (Arezzo) è stato denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato dalla Guardia di Finanza. A incastrare definitivamente l'uomo, dopo pedinamenti e appostamenti, sono state le riprese che lo hanno filmato mentre si recava a far compere in un supermercato di Sansepolcro. Le immagini dei finanzieri ritraggono l'anziano mentre cammina evitando ostacoli ravvicinati senza alcun ausilio o accompagnatore in un ambiente esterno non familiare, ovvero mentre sceglie con cura i prodotti da acquistare, osservandone l'etichettatura per poi riporli esattamente al loro posto nello scaffale. I successivi accertamenti tecnici disposti del procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi, hanno confermato l'ipotesi accusatoria della Guardia di Finanza; infatti il consulente tecnico del pubblico ministero ha presentato una relazione secondo cui non si tratta di un caso di cecità assoluta ma di un soggetto ipovedente. Pertanto, a carico del pensionato, che percepisce, oltre all'indennità di accompagnamento in questione anche la pensione di vecchiaia, di invalidità e una rendita vitalizia Inail, è scattata l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato per aver percepito indebitamente nel corso degli anni circa 200.000 euro. Il gip del tribunale di Arezzo, su istanza del pubblico ministero, ha disposto il sequestro preventivo dei beni e delle somme di denaro giacenti sui conti correnti o titoli per l'equivalente di 120.000 euro, pari cioè a quanto sequestrabile. All'uomo è stata anche sequestrata un'auto del valore di 14 mila euro e denaro giacente sui conti correnti a lui intestati. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VARESE, - Ha violentato la figlia di 13 anni della sua convivente, che è rimasta incinta in seguito agli abusi subiti. L'uomo, un salvadoregno di 36 anni, è stato arrestato dalla polizia a Gallarate, in provincia di Varese, con l'accusa di violenza sessuale. Gli abusi sarebbero avvenuti nel giorno del compleanno della ragazzina quando, approfittando dell'assenza della madre, l'uomo l'ha minacciata e costretta a subire un rapporto non protetto nella loro casa. La ragazzina non aveva rivelato a nessuno l'accaduto e, per paura di ritorsioni, è rimasta in silenzio anche quando si è accorta di essere rimasta incinta. La madre però si è insospettita per il suo comportamento sempre più introverso, lo scorso 4 novembre l'ha portata in ospedale per una visita e i medici hanno accertato la gravidanza. A quel punto la 13enne ha trovato il coraggio di raccontare alla madre e agli agenti del commissariato di Gallarate gli abusi subiti da parte dell'uomo, che nei giorni precedenti l'aveva minacciata e aveva cercato di convincerla ad attribuire la paternità a un 'fidanzatino' inesistente. Dalle indagini è emerso che l'uomo, giardiniere, con un passato da militare professionista nel Salvador, si comportava da padre-padrone con i familiari, tenuti in un stato di sudditanza psicologica. Il 36enne, quando ha saputo che la figlia della convivente era rimasta incinta, aveva pianificato, inoltre, una fuga negli Stati Uniti, rifugiandosi da suo fratello a Boston. Per questo aveva iniziato ad accumulare denaro. Quando ha saputo che la compagna lo aveva denunciato e si è accorto che la situazione era ormai compromessa si è barricato in casa, minacciando di suicidarsi e compiendo gesti di autolesionismo con un pugnale, fino a quando gli agenti hanno fatto irruzione nell'appartamento e lo hanno arrestato. La ragazzina e la madre sono state portate in una struttura protetta.ANSA