Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
SEZ.DISABILITà NEWS SALERNO "Treni negati ai disabili: intervenga De Luca"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giordano (5 Stelle) e i manifesti nella metropolitana: "Il sindaco convochi Trenitalia e Regione. Luci d'Artista non può offuscare i diritti".
La parlamentare del Movimento 5 Stelle, Silvia Giordano, è intervenuta sul caso dei manifesti appparsi nelle stazioni della metropolitana di Salerno, nei quali si legge, testualmente: "Si informa la gentile clientela che nelle giornata di sabato, domenica e festivi del periodo Luci d'Artista, i treni del servizio metropolitano in partenza dopo le ore 16 non consentono la salita dei diversamente abili in carrozzella. In caso di necessità il personale di stazione rilascerà apposito vaucher e numero telefonico per la richiesta del servizio sostitutivo". "Luci d'Artista non può offuscare i diritti dei cittadini. De Luca convochi Trenitalia e Regione - scrive in una nota la Giordano - il manifesto apparso sui muri delle stazioni metropolitane di Salerno non solo è assurdo ma, quello che è più grave, è che appare discriminatorio. Bene Luci d’Artista e potenziare i treni per raggiungere il centro, ma voler creare economia non significa dimenticare chi in questa città ci vive". La parlamentare aggiunge: "Negare alle persone disabili l’accesso alla metro durante il fine settimana non è di certo la risposta della città europea tanto decantata dal sindaco decaduto Vincenzo De Luca. E il continuo rimbalzare di responsabilità da un ente all’altro non migliora la situazione. Il Comune di Salerno, come al solito, dà la colpa alla Regione e a Trenitalia che, a loro volta, restano in silenzio come se la cosa non li riguardasse. Se un cittadino ha bisogno di raggiungere l’ospedale di sabato per fare una dialisi e non ha nessun parente in grado di accompagnarlo in auto, cosa fa? Rinvia il ciclo?". Giordano conclude: "La smettessero di giocare con i bisogni della gente. Si sedessero a un tavolo per trovare una soluzione. Cosa fa l’assessore alla mobilità del Comune? Gioca a cambiare i sensi di marcia delle strade? Deve essere il sindaco di Salerno a invitare gli altri attori di questa ennesima vergogna, perché lui è il massimo responsabile della sanità sul territorio. Sto ancora aspettando che De Luca risponda alle mie dieci domande sulla qualità della vita a Salerno per i disabili. Ma se la risposta sono i taxi come servizio sostitutivo alla metro, è meglio dimenticare di avere un sindaco". LA CITTA DI SALERNO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PORDENONE, FAMIGLIA DISTRUTTA IN UN INCIDENTE: CORREVANO PER PORTAVANO LA BIMBA IN OSPEDALE VIDEO
INSERITO DA ANGELA CECERE
PORDENONE - Una bimba di tredici mesi e la mamma di 24 anni, Ghita Kabbate, sono morte lunedì sera in via Nuova di Corva a Pordenone, sbalzate fuori da un’auto. Una Fiat Punto alla cui guida c’era Mohamed Barka, 26 anni, padre e marito. Stavano andando in ospedale perchè la piccola, un anno compiuto il 12 ottobre, stava male. Una corsa verso il Santa Maria degli Angeli che si è trasformata in tragedia.La procura di Pordenone ha indagato per omicidio colposo plurimo sia Mohamed Barka sia Germano Pettarin, l’insegnante di 50 anni che era al volante della Mercedes scontratasi con l’auto della famiglia marocchina. Nei prossimi giorni sarà fatto un esame esterno sul corpo di madre e figlia, prima di concedere il nulla osta per il funerale. Sono emersi altri particolari sullo spaventoso incidente. Padre, madre e figlia sono stati sbalzati dall’auto perchè non avevano allacciato le cinture di sicurezza. La mamma, da quanto appreso, era sul sedile anteriore con la piccola in braccio, accanto il marito al volante. Solo lui è vivo, ma distrutto da un dolore che non conosce parole.
LEGGO.IT
26.11.2014.
SEZ. DISABILITà NEWS Bimbi disabili,vietato taglio aiuti Cassazione: in asilo resti sostegno
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sull'educazione e l'istruzione dei bambini portatori di handicap iscritti all'asilo non sono ammessi tagli di spesa che riducono il monte ore degli insegnanti di sostegno: l'amministrazione scolastica deve garantire il monte ore nella sua interezza nella misura stabilita dal piano educativo individualizzato. Lo ha stabilito la Cassazione condannando il Miur e una scuola friulana per condotta discriminatoria verso una bimba.TGCOM24
SEZ.SICILIA NEWS Ragusa Prende pensione madre morta, denunciata Donna era morta nel 2009, presi illecitamente 43 mila euro
INSERITO DA ELSA COPPA - RAGUSA, Continuava a percepire la pensione della madre, nonostante la donna fosse morta nell'aprile 2009. S.B., 34 anni, di Comiso (RG) e' stata scoperta dalla Gdf che l'ha denunciata per truffa ai danni dello Stato. La donna, munita di delega, riscuoteva la pensione di oltre 750 euro, che mensilmente veniva accreditata sul conto corrente bancario che era cointestato con la madre morta. L'importo illecitamente percepito sarebbe di circa 43 mila euro. ANSA
SEZ.SICILIA NEWS Rissa per ok su Fb, denunciate 2 'bulle' Clicca 'mi piace' su bacheca ragazzo 'conteso', picchiata

INSERITO DA ELSA COPPA RAGUSA, - Aveva cliccato dei 'mi piace' sul profilo Facebook di un ragazzo al quale una di loro era interessata. Sarebbe questo il motivo dell'aggressione subita a Ragusa da una 18enne, fatta cadere a terra e trascinata in piazza San Giovanni da una sua coetanea e da una 17enne. La scena è avvenuta davanti un gruppo di ragazzi che sono rimasti a guardare lo 'spettacolo'. La vittima è stata medicata in ospedale. Le due 'bulle' sono state denunciate dalla polizia per minacce, ingiurie e lesioni.ANSA
PUGLIA E CALABRIA NEWS Portano via bancomat con escavatore Ladri in azione la notte scorsa ad Adelfia, ricerche dei Cc
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ADELFIA (BARI), 26 NOV - Sconosciuti la notte scorsa hanno portato via ad Adelfia lo sportello bancomat di un istituto di credito sradicandolo con un escavatore che hanno poi abbandonato sul posto. Il furto è stato compiuto in via Generale Dalla Chiesa. Dopo averlo sradicato dalla parete, i ladri caricato lo sportello bancomat su un autocarro munito di gru, facendo perdere le tracce. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Triggiano (Bari).ANSA
PUGLIA E CALABRIA NEWS Finte aste giudiziarie, tre arresti Operazione eseguita dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO CALABRIA, 26 NOV - I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, insieme a personale della sezione di pg del Corpo forestale dello Stato, hanno arrestato tre persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. I tre avrebbero simulato finte aste giudiziarie vendendo beni a prezzi vantaggiosi per gli ignari acquirenti, che, una volta fatto il pagamento, hanno visto scomparire denaro, bene e "venditori". In una occasione sarebbe stata simulata la vendita di beni dell'ex Afor.ANSA
SARDEGNA E CORSICA NEWS SASSARI Si muore ancora di Aids, tre ragazzi in tre mesi
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Padre Salvatore Morittu fondatore dell’unica Casa famiglia in Sardegna: «Facciamo in modo che non cali il silenzio».

SASSARI. Tre decessi negli ultimi tre mesi, dal 12 settembre a oggi. É un dato drammatico, serve a ricordare a tutti che di Aids si muore ancora e non si deve abbassare la guardia. Ogni giorno è una sfida nuova, con piccoli passi in avanti e tanti pregiudizi da superare, anche nel settore sanitario.
Padre Salvatore Morittu, fondatore di Mondo X Sardegna e della Casa famiglia Sant’Antonio Abate di Sassari (l’unica attiva in Sardegna capace di accogliere persone malate di Hiv e patologie correlate)coglie l’occasione dell’appuntamento delle «Giornate della solidarietà» - in programma il 29 e 30 novembre - per una riflessione che serve a fare circolare le informazioni e consentire che arrivino a tutti.
«I tre ragazzi deceduti in questi mesi erano tutti da noi, alla Casa famiglia. Uno era arrivato dieci anni fa, l’altro da poco più di un anno, il terzo da appena due mesi. Abbiamo fatto il funerale e vorrei dire che è importante che gli ammalati di Aids siano onorati nel loro percorso estremo. E il funerale ha un grande significato per chi da vivo è dentro la malattia. Hanno tante aspettative, pensano: potrò essere trattato come gli altri?».
É anche un momento per guardare alle famiglie, per dare una speranza e favorire la riconciliazione?
«In due dei tre casi le mamme erano volutamente assenti. I fatti della vita hanno portato debolezza e fragilità, sembrava che non dovessero più riavvicinarsi ai figli. Invece c’è stata una viva riconciliazione, le madri erano presenti per salutare i loro ragazzi. E la comunità li ha ritrovati, attuali, senza i pesanti riferimenti al passato».
Sembra assurdo, ma la morte e un funerale diventano elementi per raccontare la vita di questi ragazzi...
«É vero. É possibile raccontare un evento così particolare e relazionare la morte non come solitudine e abbandono ma lanciare un messaggio dalla nostra frontiera, dove i malati vivono una dimensione così come potrebbe essere in una famiglia».
A che punto è la ricerca e quali progressi hanno fatto le cure per l’Aids?
«I farmaci stanno assumendo una dimensione che posso definire più equilibrata. Nel senso che siamo passati da una manciata di medicine a due o tre pastiglie per volta. La difficoltà di oggi è quella di continuare a vivere sapendo che sarai pur sempre un malato. I ragazzi recuperano vita ma non la qualità che possa permettergli una esistenza simile a quella di chi sta bene. Anche un abbraccio aiuta a stare meglio».
É una sfida impossibile?
«Condividere la vita con loro richiede fatica e impegno. Quello che noi facciamo è qualcosa di molto limitato, ma il bisogno di vivere che esprimono è molto forte. Amano la vita molto più di noi, vogliono giocare la sfida sino all’ultimo, al di là delle loro fragilità psichiche e fisiche».
C’è il rischio dell’isolamento e dell’emarginazione?
«I ragazzi sono spesso troppo esagerati nella loro autoemarginazione, è fondamentale che non si isolino perché una delle reazioni più frequenti è quella di tendere a scomparire in qualunque modo. E vanno incoraggiati, perché nel momento in cui si fanno una ragione della loro condizione possono vivere sentendosi meno soli».
Che cosa dice chi scopre di avere fatto il drammatico incontro con l’Aids?
«Un ragazzo al quale avevano appena fatto una diagnosi disperata, la prima frase che mi ha rivolto è stata questa: mi raccomando, non mi lasciate solo. Ecco, il nostro obbligo è quello di accentuare l’attenzione e le cure per queste persone. E raccontarli - come accadrà domani con la presentazione del libro “Aids: destinati a vivere” - significa ricordare che esistono come persone e non come problema».
La casa famiglia ha i posti occupati, come si fa a dare risposte a tutti?
«Abbiamo 12 ospiti, sempre al completo. Stiamo assolvendo alla funzione di privilegiare sempre più i poveri, gli ultimi. E spesso tocca dire che non c’è posto. Ma non è una resa, solo una sfida difficile che continua».
FONTE LA NUOVA SARDEGNA
TOSCANA NEWS LUTTI Muore in azienda a 39 anni
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PRATO. E’ morto mentre era in mensa. Erano da poco passate le 12 di martedì 25 novembre e Mirko Biagini era andato a mangiare qualcosa con un compagno di lavoro. Un locale adibito per fare uno spuntino nella pausa pranzo nella ditta Banelli, una delle rifinizioni tintoria che si affacciano su via del Molinuzzo al Macrolotto. Mirko, 39 anni, originario di Montemurlo ma domiciliato a Pistoia con una compagna lavorava lì da settembre. I compagni di lavoro lo conoscono poco ma lo dipingono come un uomo gentile che, lì a Prato, faceva l’operaio arroto latore, la mansione di chi arrotola le pezze dopo la lavorazione. Si è accasciato improvvisamente. Così ha raccontato il collega che era con lui. E’ stato chiamato il 118, è arrivata la Misericordia di Poggio a Caiano ma, per Mirko Biagini non c’era più niente da fare. Gli accertamenti del caso e poi la salma è stata ricomposta dal servizio funebre della Misericordia. Ancora non è stata fissata la data dei funerali.
IL TIRRENO
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