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COSTIERA AMALFITANA NEWS Furore Inn Resort agli americani per 3,6 milioni

3 Ottobre 2014, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Il complesso alberghiero Furore Inn Resort ha un nuovo proprietario. Dopo cinque vendite giudiziarie andate deserte negli ultimi quattro anni, nell'udienza programmata stamani per la vendita senza incanto appena conclusasi, è pervenuta l'offerta di una società americana creata ad hoc, la Villa Talia Devlopment.

Stando ai bene informati si tratterebbe di una cordata di imprenditori di importanti aziende a stelle e strisce che mirano al prepotente rilancio della struttura a cinque stelle della Costa d'Amalfi.

Per 3 milioni e 650mila euro la società d'oltreoceano ha rilevato il complesso da 25 camere con centro benessere, ristoranti, piscine, campo da tennis, realizzato su vari terrazzamenti degradanti verso il mare, partendo dal piano terra e fino al quinto livello sotto strada con l'ex blocco centro ricreativo della superficie di mq 275 circa, con terrazza di 35 mq e casa rurale di 177 mq.

Una struttura, quella di Furore, che necessita di importanti lavori di ristrutturazione.

Chiusa negli ultimi quattro anni, aveva attraversato più di una turbolenza, sia giudiziaria che economica. Dopo l'inchiesta per presunte violazioni urbanistiche, da cui sono usciti prosciolti tutti gli indagati, la società aveva deciso di mettere in liquidazione l'albergo per fronteggiare una complessa situazione debitoria. Si è poi arrivati alla procedura esecutiva, promossa dall'istituto di credito Bnl, e la proprietà dell'immobile è stata messa all'asta.

Il giudice esecutivo aveva già fissato cinque udienze di vendita, prima con un prezzo base di 8 milioni e 205mila euro, poi scesi a 6 milioni e 154mila euro tre anni fa, fino ai 4 milioni del luglio 2013 e i 3,7 attuali dello scorso aprile. In tutti e cinque i casi, però, l'asta è andata deserta.

La storia del "Furore Inn Resort" inizia nei primi anni ottanta con la progettazione di un complesso turistico-sportivo da realizzare in contrada Sant'Elia.

La struttura principale fu costruita, direttamente dal Comune, quando il piano urbanistico territoriale dell'area sorrentino-amalfitana non era ancora legge regionale. Successivamente venne costituita la "Futura srl", una società mista con la partecipazione diretta dell'amministrazione comunale, che predispose e presentò un progetto di completamento.

Nel 1997 il salto definitivo: dopo l'iter burocratico, l'inizio dei lavori che poneva fine a tutti gli ostacoli, che si erano frapposti, per il completamento del complesso ricettivo. Il Furore "Inn Resort", dunque, dal settembre del 2001, divenne realtà con le sue attrezzature sportive (piscina, palestra, fitness, campo da tennis, e centro benessere), le 25 camere per l'ospitalitá turistica, il ristorante e le strutture complementari.

A settembre del 2003, invece, scoppia lo scandalo. Si ipotizza, infatti, che per la costruzione della struttura ci sarebbero delle irregolarità. Una tesi che la Cassazione ha rigettato completamente, assolvendo tutti gli imputati dai reati contestati.

Dopo la vendita si potranno liquidare i creditori, specie numerosi dipendenti, e poi dividere le somme restanti tra i soci della società mista nella qual il Comune di Furore partecipa per il 12%.

fonte il Vescovado di Ravello

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LOMBARDIA NEWS In centro a Pavia traffico in tilt, bus fermi per 40 minuti VIDEO

3 Ottobre 2014, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA. L’autista del bus della linea 3 ha rallentato in prossimità del palazzo di Giustizia. E ha atteso che il collega, al volante del mezzo proveniente dalla direzione opposta, superasse prima la recinzione di un cantiere edile, poi la fila di auto in sosta vietata e infine sfilasse in mezzo ai pedoni aprendo un varco. Ma ieri mattina l’ingorgo che si è formato in corso Cavour non ha lasciato spazi di manovra ai due autobus che si incrociavano perché, mentre i minuti scorrevano, dietro di loro si sono accodati quelli delle corse successive. Tre da una parte, due da quella opposta. E per ben 40 minuti, dalle 11.15 a poco prima di mezzogiorno, il traffico in corso Cavour è rimasto paralizzato. Più di quanto già non avvenga ogni mattina. Ci sono volute tutta la pazienza di un’agente di polizia muncipale e l’abilità dei conducenti della Line per sbrogliare la matassa, mentre tra i passeggeri montava la rabbia per la sosta prolungata.

«Dobbiamo andare alla Maugeri, abbiamo una visita prenotata fra trenta minuti» ha spiegato una giovane mamma che accompagnava il figlio adolescente. Un pensionato era diretto al San Matteo. «Ho il controllo in cardiologia. Per me è un bel pezzo di strada, non posso farla a piedi» spiegava preoccupato al vicino di sedile. Gli autisti hanno atteso, seduti al posto di guida. Poi, rassegnati, hanno spento i motori e hanno aperto le porte. Molti passeggeri sono scesi, chi imprecando chi affrettando il passo. Chi era diretto agli ospedali ha dovuto andarci a piedi. La linea 3 è quella che attraversa il centro, da Montebolone a San Matteo-Maugeri fino al Colombarone. Uno dei più affollati.

«Questa scena si ripete ogni mattina – conferma l’autista di un bus –. In genere si aggiungono al caos ordinario anche i furgoni del carico e scarico, ma oggi stiamo davvero superando il limite».

 

LEGGI ANCHE:

Un video mostra il percorso a ostacoli in cui si è trasformato corso Cavour. Stefano Sfondrini (Muoviti Pavia): «Bisogna adottare il modello Lodi»

 

Avvocati, utenti e passanti si sono assiepati sul piazzale, cercando spazio tra le auto in sosta. Sulla strada una fila di auto, in divieto. E poi biciclette, pedoni e macchine che sbucavano da via Frank e via Romagnosi. Clacson e proteste. «Ogni mattina qui respiriamo polveri sottili e smog – lamentano i commercianti della zona –. Dobbiamo tenere le porte dei negozi chiusi». Due i problemi: le auto in divieto e il cantiere infinito. «Le segnalazioni per questi problemi sono all’ordine del giorno e il Comune ne è perfettamente a conoscenza – ammette Sergio Resconi, direttore generale della Line –. Per noi c’è un ritorno di immagine pessimo. E oltre ad essere un costo, si crea anche un disagio per gli utenti del servizio. In un paio di occasioni, in passato, abbiamo avviato le procedure per denunciare l’interruzione di pubblico servizio. Ma l’iter si è rivelato troppo lungo. Serve una denuncia-querela, la pratica poi ha un costo e il risultati arriverebbero troppo tardi».

 

In bici in centro a Pavia: percorso a ostacoli
Il video girato la scorsa primavera da Stefano Sfondrini, portavoce dell'associazione MuovitiPavia

 

Il cantiere, gestito dalla ditta Viganò, crea un imbuto da quattro anni sull’asse pricipale del centro storico. In un’area sensibile, davanti al tribunale, a poche decine di metri da due scuole, lungo il percorso degli autobus.

 

L’ufficio Traffico del Comune ha concesso alla ditta l’ultima proroga: chiusura obbligata entro il 15 novembre. Non un giorno di più. Il primo passo dello smantellamento del cantiere si verificherà questa notte. Stasera alle 22 il tratto attorno al cantiere, in corso Cavour, verrà chiuso al traffico per consentire la rimozione della grande gru che per alcuni anni ha sovrastato i tetti di quel pezzo di città. Un’operazione delicata, visti gli spazi ridotti in cui si dovrà agire. Il blocco del traffico e la chiusura della piazza rimarranno in vigore fino alle 5.30 di sabato mattina. Il cantiere è aperto da quattro anni, dal gennaio 2010, e sorge sulle ceneri di quello che fu il cinema multisala Kursaal.

di Maria Grazia Piccaluga LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ogni 4 minuti un giovane perde il posto

3 Ottobre 2014, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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228083 1047752848357 3575 nINSERITO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Mentre in Parlamento si litiga sull’articolo 18, l’Istat continua a sfornare i dati del fallimento delle politiche occupazionali adottate finora. La disoccupazione giovanile ad agosto è balzata al 44,2%, in aumento di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti in dodici mesi. In totale, i giovani disoccupati sono 710 mila. In un anno 88 mila giovani sotto i 25 anni hanno perso il posto. Il che vuol dire che ogni giorno oltre 240 under 25 sono usciti dal mercato del lavoro; uno ogni quattro minuti. Il premier Matteo Renzi, con la formula di Garanzia Giovani, aveva promesso 900 mila posti ma al momento questo strumento si è rivelato un flop. Numerose sono le richieste ma molto scarse le offerte: dopo quattro mesi dall’avvio di questo meccanismo sono 189.111 i giovani che si sono registrati ad oggi, solo 49.357 sono stati convocati dai servizi per il lavoro e 31.297 hanno ricevuto il primo colloquio di orientamento. Risultano soltanto 11.703 le occasioni di lavoro, per un totale di posti disponibili pari a 16.949. Sarebbero quindi circa 97 al giorno le offerte di impiego finora pervenute.

Dalle rilevazioni dell’Istat emerge che ad agosto si è toccato il livello di disoccupazione più alto mai raggiunto dal 2004, (inizio delle serie storiche mensili), e dal 1977, inizio delle pubblicazioni delle serie storiche trimestrali. I disoccupati tra i 15-24enni sono 710mila.

La percentuale degli occupati è un risicato 15%, in calo di 0,5 punti percentuali su mese e di 1,4 punti rispetto allo scorso anno, ai minimi anche in questo caso dal 2004 e dal 1977.

Questi dati sulla situazione giovanile sono talmente gravi da eclissare i lievi miglioramenti dello scenario generale. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 134 mila, è diminuito ad agosto del 2,6% rispetto al mese precedente (-82 mila) e dello 0,9% su base annua (-28 mila). Il tasso di disoccupazione è così al 12,3%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti nei dodici mesi.

Tant’è che il ministro del Lavoro Poletti prende in considerazione questi dati per dire che c’è qualche segnale positivo: «rispetto al mese precedente, gli occupati aumentano di 32.000 unità, il numero dei disoccupati diminuisce del 2,6% ed il tasso di disoccupazione cala dello 0,3%». Evita però di dire che la percentuale dei senza lavoro in Italia è il doppio di quella in Germania e ben superiore a quella dell’Eurozona. Il Cnel invece è più realistico. Dice che per tornare ai livelli pre crisi la disoccupazione dovrebbe scendere intorno al 7%, ma servirebbero 2 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020: un'ipotesi che «sembra irrealizzabile».

Un rapporto dell’ufficio studi della Cisl che ha rielaborato i dati del ministero del Lavoro mette in luce altri aspetti interessanti sulle cause della perdita di occupazione. Nel 2013 sono state registrate circa 9,8 milioni di cessazioni dei rapporti di lavoro di cui 113 mila sono stati licenziamenti collettivi pari al 12,3%; quelli per giusta causa rappresentano il 7,8% del totale; e quelli per giustificato motivo oggettivo sono il 77,4% del totale.

La situazione del mercato del lavoro indica che l'uscita dalla recessione sembra per l'Italia ancora lontana. Dalle tabelle dell’Istat emerge che l’economia continua a perdere colpi. L’Italia risulta ancora prigioniera della deflazione. A settembre, l'indice dei prezzi al consumo, secondo le prime stime, è sceso dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2013 e dello 0,3% nei confronti di agosto 2014. La flessione dei prezzi è marcata per i beni energetici (-2,8%, da -1,2% di agosto) mentre si sta riducendo per gli alimentari non lavorati (-0,9%, da -1,8% del mese precedente).

L’inflazione per il 2014 scenderebbe così allo 0,3% dallo 0,4% di agosto. Con i consumi «compressi dalle difficili condizioni del mercato del lavoro» è presumibile, secondo l’Istat che nel terzo trimestre dell’anno ci sia una nuova flessione del Pil.

Nella sua analisi, l'Istat ricorda che un supporto alla ripresa «potrà arrivare dall'indebolimento dell'euro che porterebbe ad una ripresa delle esportazioni».

Secondo gli economisti, «il deterioramento dei ritmi produttivi riflette la carenza di domanda interna che colpisce soprattutto gli investimenti». Nel rapporto si evidenzia che «negli ultimi due mesi, la fiducia delle imprese italiane è arretrata sui valori di inizio anno, con perdite più marcate nei settori dei servizi».

Le difficoltà dell'industria italiana, afferma ancora l'istituto di statistica riflettono la fragilità delle condizioni di domanda interna, per la perdita di slancio della spesa per investimenti e l'evoluzione moderata dei consumi privati, questi ultimi compressi dalle difficili condizioni del mercato del lavoro.

La flessione produttiva dell’industria è stata pari all'1% su base congiunturale, e ha interessato tutti i principali raggruppamenti di industrie. Tale andamento è apparso in controtendenza rispetto alle principali manifatture europee, contrassegnate da una stazionarietà in Francia e Spagna e da un significativo rialzo in Germania (+1,9%).

Laura Della Pasqua IL TEMPO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CIBI CONTAMINATI: ECCO L’ELENCO DELLE MARCHE DA EVITARE

3 Ottobre 2014, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

228083 1047752848357 3575 nINSERITO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Si era ormai alla ricerca da mesi su quali fossero i marchi che commerciavano cibi contaminati a insaputa delle associazioni per la salvaguardia dei consumatori ma, finalmente, il tutto è venuto a galla, speriamo non troppo tardi. Nell’immagine che vedete di seguito, fotografata da un quotidiano di questa mattina e diffusa su Facebook da un utente sul suo profilo, potrete vedere l’intero elenco delle marche che vendono cibi contaminati. Fate girare quest’immagine, noi consumatori tutti uniti possiamo creare gravi disagi a queste aziende che non salvaguardano la nostra salute pensando solo al loro profitto.

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