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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ. DISABILITà NEWS Multa l’auto ferma per la disabile

24 Agosto 2013, 10:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA «La multa l’ho pagata subito e al comando mi hanno fatto anche lo sconto. Ma vorrei far sapere che quel vigile si è comportato in una maniera molto discutibile con chi spiegava le ragioni del mio parcheggio, anche se era irregolare».

È arrabbiato ma fermo nella sua protesta, G.M., autista professionista di auto blu (le cosiddette Ncc, noleggio con conducente). La sua disavventura è capitata in Rua Pioppa l’altro giorno e proprio non gli va giù, non tanto per la contravvenzione, che - come spiega - poteva starci, ma per l’atteggiamento di chi ha una divisa.

«Mi aveva prenotato una signora disabile che abita in quella strada del centro - racconta l’autista - e quando sono arrivato, il lato consentito era pieno di auto parcheggiate; in quella strada possono stare sulla sinistra. L’ho lasciata sulla destra e sono salito in fretta e furia per aiutare la cliente a scendere. La cliente ha dei gravi problemi di deambulazione e non può fare da sola. Ho parcheggiato l’auto due minuti avvertendo i negozianti che conoscono bene la situazione, dal momento che non era la prima volta che mi recavo in Rua Pioppa per quel motivo».

Il ritorno è amaro. «Scendo le scale sostenendo la cliente, la metto sul sedile del’auto e uno dei commercianti mi dice turbato che mi hanno appena multato. Poi mi racconta quello che è successo». I due negozianti, spiega l’autista, hanno visto sbucare dal nulla due vigili urbani. «In quella strada ci sono spesso. Dicono che sono accaniti. Io non li ho neanche visti fisicamente». Fatto sta che, mentre stava recuperando la cliente, un vigile ha iniziato a fargli la multa. Un negoziante gli ha fatto presente che aveva sostato così proprio per andare a prendere la cliente disabile. «Non ha voluto sentire ragione e, come mi hanno detto i commerciati, il vigile ha risposto che non gliene fregava niente. Ha usato queste parole. Non credo proprio che sia un modo adeguato di rispondere per un agente».

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ARRIVA IL CATTIVO TEMPO SI FERMA L'ESTATE

24 Agosto 2013, 09:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

SCRITTO DA ALESSIA CHIANESE Al centro nord ci sarà un fine settimana turbolento mentre al sud ci sarà molto caldo nel week-end l'estate perderà l'orientamento a causa della 4 perturbazione dal nord atlantico che poterà un nuovo guasto sia al nord che al centro dopo gli avvisi sulle alpi,tra sabato e domenica dei forti temporali subiranno un calo di 4-5 gradi e oscilleranno tra i 22 e i 26°con punte di 33/35° sulla sicilia internasi tratta di una pertubazione spezza- estate,un tempo frequente che negli ultimi anni le ondate di caldo è diventata un'eccezione la pertubazione sarà più intensa di quelle passate;lascerà in eredità una circolazione di bassa pressione tra francia e nord italia e accelerà il processo di ridimensionamento della stagione estiva. L'assenza dell'alta pressione dell'italia consentirà alle correnti dal nord europa di raggiungere facilmente il mediterraneo,durante la prossima settimana si manterranno condizioni di instabilità accompagnate da un clima fresco al centro nord.

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CAMPANIA NEWS Rapina in casa, la ragazzina al 113: «Aiutatemi». Risposta assurda: «Chiama un altro numero, noi siamo lontani»

24 Agosto 2013, 08:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella villa ci sono i rapinatori che puntano il fucile sui genitori, al piano superiore la ragazzina capisce e chiama il 113. La risposta è immediata ma agghiacciante: «Per errore abbiamo risposto da Caserta, richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te»
Il sangue freddo di una ragazzina tredicenne e l'errore nel disinserire il sistema d'allarme hanno posto fine giovedì nella tarda serata all'ennesima rapina armata
in un'abitazione della periferia di Sant'Agata. Ancora una volta teatro dell'accaduto è stata la contrada Sant'Anna, colpita consecutivamente per la terza volta negli ultimi due mesi.


La banda, composta da tre individui con accento straniero, col volto coperto e vestiti interamente di nero, di cui uno armato di fucile e due di pistola, ha preso di mira, appena passate le 22,15, un'abitazione, senza alcuna recinzione, posta al lato destro della strada provinciale che da Molino Corte porta a Valle di Maddaloni.

I tre, probabilmente dopo un giro di perlustrazione in auto, parcheggiata poco lontano, hanno approfittato che la porta d'ingresso al piano terra non era chiusa come al solito, ma aperta per consentire ad alcuni ospiti della famiglia di Concetta Libardi, casalinga 45enne, di uscire a fumare per introdursi nella stanza, adibita a cucina e salone, e terrorizzare i presenti: la signora, i suoi due anziani genitori (la madre cardiopatica e costretta su una sedie a rotelle), il fratello, il cognato ed un'amica. Assente per motivi di lavoro il marito e fuori casa gli altri due figli della coppia. Al piano di sopra la figlia tredicenne di Concetta Libardi e due bambini piccoli.

La prima cosa che ha terrorizzato le sette persone sedute a tavola a conversare è stata la visione delle canne di un fucile, imbracciato da uno dei malviventi, che ha intimato alla padrona di casa di dargli subito la somma di 50mila euro e di aprirgli la cassaforte. Un complice si è posizionato vicino alla porta, e l'altro è andato a rovistare nell'attigua camera da letto dei genitori di Concetta, che ha replicato di non aver assolutamente la cifra richiesta ma di poter prendere soltanto dei soldi nascosti.

Appena 200 euro, che ha consegnato a quello che era probabilmente il capo della banda, armato di fucile. Non contento della somma avuta e di quanto i suoi due complici hanno razziato (oggetti di oro di famiglia, borsa di un'ospite con documenti, soldi ed oggetti personali) costui ha preteso di farsi consegnare la fede nuziale da Concetta e di salire al primo piano. La signora ha risposto che per salire bisognava disinserire l'allarme, collegato ad una compagnia di vigilanza. Invece di essere disinserito, però l'allarme è scattato. Nel frattempo la ragazzina si è accorta del trambusto ed ha chiamato a telefono la Polizia chiedendo aiuto.

Visto il prefisso telefonico 0823, ha risposto il 113 di Caserta, rispondendole però che la competenza era di Benevento.

La ragazzina ha poi provveduto ad informare il 113 di Benevento. Il suono dell'allarme ha messo in fuga la banda, ed ha rinchiuso la famiglia. Allertati dalla Polizia, sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione e quelli Nucleo Operativo e Radiomobile di Montesarchio che hanno avviato le indagini.

DI GIUSEPPE PISCITELLI IL MATTINO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO La lotta al lavoro nero Spiagge e lidi nel mirino VIDEO

24 Agosto 2013, 08:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si intensificano nell’intero territorio provinciale le operazioni di controllo della Direzione Territoriale del Lavoro di Salerno, dedita al contrasto del lavoro sommerso e per il ripristino della legalità. Le verifiche disposte nelle scorse settimane dall’ingegnere Rossano Festa, direttore della Direzione Territoriale del Lavoro, sono state mirate, in coincidenza con il periodo estivo, ad attività stagionali connesse al settore turistico esercitate nei xomuni di Battipaglia, Pontecagnano, Capaccio e Marina di Camerota. I controlli sono stati effettuati dai Carabinieri del Nil in servizio presso il Servizio Ispettivo della Direzione del Lavoro e da quelli in forza presso il Comando Arma territorialmente competenti. Presso un parco acquatico è stata riscontrata una percentuale di lavoro nero del 50% in quanto il gestore dell’attività impiegava 15 lavoratori in totale carenza assicurativa su 30 occupati ed inoltre l’azienda di vigilanza addetta al controllo dell’afflusso della clientela impiegava un solo lavoratore totamente in nero. Numerose iregolarità sono emerse anche dalle verifiche espletate in nove stabilimenti balneari tra Pontecagnano, Capaccio, Battipaglia e nel Comune di Marina di Camerota. Questi i numeri complessivi delle due operazioni: 8 aziende risultate irregolari; 40 lavoratori irregolari, di cui 32 completamente a nero, sul totale di 79 unità impiegate; 7 provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale adottati; irrogate sanzioni per un importo di circa 131.000 euro.

VIDEO DI MICHELE PAPPACODA


FONTE LA CITTA

23 ag

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CAMPANIA NEWS ERCOLANO NAPOLI Molesta due donne su treno, arrestato VIDEO

24 Agosto 2013, 08:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Molesta due donne su treno, arrestato

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - ERCOLANO (NAPOLI), - Avrebbe molestato una donna e una minore su un convoglio della Circumvesuviana che da Sorrento era diretto a Napoli: un 34enne, incensurato, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale. L'episodio è accaduto ieri ad Ercolano (Napoli). L'uomo avrebbe approfittato della folla di viaggiatori sulla Circum per molestare una 15enne e una 29enne. La donne si è rivolta al compagno che ha chiamato i carabinieri. Il 34enne è stato bloccato alla stazione'Ercolano Scavi'.

VIDEO DI MICHELE PAPPACODA



ANSA

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Camion a fuoco in galleria del 'mistero' VIDEO

24 Agosto 2013, 08:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Camion a fuoco in galleria del 'mistero'
1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PALERMO, Un autocompattatore della nettezza urbana e' andato a fuoco mentre percorreva la galleria dell'autostrada Palermo-Catania tra Scillato e Tremonzelli, chiusa perche' il fumo ha invaso completamente il tunnel in direzione Palermo. Sono diversi i casi registrati di mezzi che s'incendiano mentre sono nella galleria o poco prima di entrarvi o appena usciti. Nel giugno scorso un pullman con a bordo 38 persone prese fuoco all'uscita della galleria, non vi furono feriti. Indaga l'Arpa.
VIDEO DI MICHELE PAPPACODA

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO VENEZIA Incidente in Canal Grande, cocaina e hashish nel sangue del gondoliere VIDEO

24 Agosto 2013, 08:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Stefano Pizzaggia in gondola (foto Facebook)

 

VENEZIA - Era drogato il gondoliere coinvoltonell'incidente di sabato scorso a Venezia, quando un vaporetto si è scontrato con una gondola ferendo mortalmente un turista tedesco, Jaochim Vogel. Nel sangue del "pope" sono state trovate tracce di cocaina ehashish. Il giovane, Stefano Pizzaggia, è stato iscritto nel registro degli indagati. 

Entra dunque in scena anche la droga nell'incidente sul Canal Grande. Le espressioni di solidarietà dei gondolieri, i bei gesti dei soccorsi, fanno a pugni adesso con gli esisti dei test tossicologici dai quali è emerso che il "pope" 25enne alla guida della gondola vittima dello speronamento del vaporetto era sotto l'effetto di stupefacenti. Un referto che potrebbe non cambiare nulla nelle responsabilità dell'incidente, ma porta anche il gondoliere Stefano Pizzaggia nel registro degli indagati del pm Roberto Terzo. 

Con lui salgono a quattro gli indagati per il tragico scontro di sabato scorso, quando il Canal Grande sembrava una tangenziale a Ferragosto, tanto era intasato di vaporetti, gondole e taxi. I primi a finire sotto l'occhio della magistratura erano stati il pilota del vaporetto coinvolto, Manuele Venerando, e quelli di altri due battelli pubblici dell'Actv in manovra. Pizzaggia, vittima dello scontro, potrebbe dover rispondere a sua volta di concorso in omicidio colposo, come conseguenza di altro reato, l'assunzione di droga. Non si conosce ancora quali siano le quantità di stupefacente riscontrate nel sangue del giovane dopo l'incidente; spetterà al magistrato stabilire se le sostanze avessero compromesso, e in che, il suo stato psico-fisico mentre portava la gondola. 

Questo mentre, terminata l'autopsia che ha confermato lo schiacciamento toracico come causa della morte di Vogel, si avviano in Germania i preparativi per i funerali del criminologo 50enne. Si terranno venerdì 30 agosto a Tubinga. Alle esequie parteciperà anche una delegazione di venti gondolieri, guidati dal presidente dell'Ente Gondola, Nicola Falconi. Non ne farà parte naturalmente Pizzaggia, che fino a ieri sembrava dovesse essere anch'egli della delegazione. 

Quello dell'uso di stupefacenti tra i gondolieri non è certo un problema nuovo per la categoria.Un mese fa, sulla spinta di una campagna mediatica, lo stesso Falconi aveva scritto una lettera all'Avvocatura Civica chiedendo lumi sulla possibilità di sottoporre i "pope" a test per alcol e droga che ne dimostrino l'idoneità, come avviene per chi conduce mezzi di trasporto pubblico Il quesito, ha spiegato Falconi, riguarda il fatto che i circa 400 gondolieri veneziani sono lavoratori autonomi, anche se su licenza data dal Comune. Si tratta di capire se prevalga da parte la considerazione del loro ruolo pubblico e quindi se il datore di lavoro - il Comune o lo stesso Ente Gondola - li possano sottoporre ai test. Contestualmente l'amministrazione di Ca' Farsetti sta procedendo a tappe forzate al ridisegno del traffico acqueo in Canal Grande. Sono venti i punti critici da affrontare per risolvere il caos di barche e vaporetti nel canalazzo, principale imputato della morte di Vogel. 

L'assessore alla mobilità Ugo Bergamo sta lavorando a piccola rivoluzione del traffico, non escludendo l'introduzione di 'fasce orarie' per il Canal Grande. Un piano che comprenderà anche i controlli dei vigili urbani, la permanenza dei pontili e le concessioni ai privati, la riconsiderazione degli stessi approdi lungo tutto il Canale di taxi, vaporetti Actv e gondole. Un'attività istruttoria iniziata oggi e che Bergamo conta di sottoporre già lunedì sera al vaglio del sindaco Giorgio Orsoni.

VIDEO DI MICHELE PAPPACODA


IL GAZZETTINO.IT

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SEZIONE SICILIA NEWS VALLEVERDE CATANIA Geloso incendia casa ex moglie,arrestato VIDEO

24 Agosto 2013, 08:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Geloso incendia casa ex moglie,arrestatoINSERITO DA MICHELE PAPPACODA VALVERDE (CATANIA),  - Un uomo di 60 anni, G.G., la notte scorsa a Valverde (Catania), avrebbe dato fuoco, dopo aver versato del liquido infiammabile, all'abitazione della ex moglie, procurando ustioni non gravi al nuovo compagno della donna. L'uomo, arrestato dai carabinieri, non sopportava il fatto che l'ex moglie avesse un altro uomo. In quel momento nell'abitazione c'erano la donna, i suoi tre figli, e il nuovo compagno, della cui presenza l'autore del gesto non si sarebbe accorto.
VIDEO DI MICHELE PAPPACODA

ANSA

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SEZIONE SICILIA NEWS A Ragusa politici e medici "creavano" falsi invalidi

24 Agosto 2013, 07:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

guardia finanza tmnews 480

INSERITO DA www.mikivettica.net La guardia di Finanza di Ragusa ha scoperto un giro di falsi invalidi riconosciuti grazie anche a due politici e a medici. Sono 197 le persone, tra falsi invalidi, medici e politici, segnalati gialle al procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, per un danno erariale complessivo di circa 1 milione di euro. Gli investigatori, studiando centinaia di cartelle cliniche insieme a un perito medico e con l'ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno scoperto che le invalidità riconosciute dalle commissioni mediche ragusane erano spesso artificiosamente aggravate a seguito della segnalazione da parte di esponenti politici. I finanzieri parlano di politici locali e degli allora parlamentari regionali Riccardo Minardo, esponente dell'Mpa, ed Innocenzo Leontini, del Pdl. E i medici. che spesso si proponevano in prima persona o suggerivano propri familiari per ricoprire i prestigiosi e lucrosi incarichi, poi ringraziavano e si dichiaravano a totale disposizione del loro sponsor. Le segreterie dei due politici, sempre secondo la Finanza, raccoglievano le richieste di aiuto del proprio elettorato spingevano i medici compiacenti a riconoscere invalidità inesistenti o percentuali d'infermità più alte di quelle reali, permettendo ai falsi invalidi di godere benefici sociali ed economici non dovuti. Tali indebiti riconoscimenti permettevano, infatti, di ottenere ex novo o di veder aumentare l'importo degli assegni mensili erogati dall'Inps, nonché di usufruire di servizi pubblici in esenzione, posti di lavoro riservati alle categorie protette, di ottenere agevolazioni ai fini assistenziali da parte dei propri familiari. Ora 74 medici e dipendenti dell'azienda sanitaria, nonché nove tra politici e personale di segreteria, devono rispondere del reato di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso ideologico, mentre i 114 falsi invalidi devono rispondere di concorso in truffa aggravata, risarcire il milione di euro fino ad oggi indebitamente percepito e dovranno passare una nuova e più attenta visita medica per appurare le loro reali condizioni di salute, vedendosi comunque bloccati i pagamenti delle indennità da parte dell'Istituto Previdenziale.

FONTE di G. Caruso  L'UNITà

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Cassazione: si alle telecamere condominiali

24 Agosto 2013, 07:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA www.mikivettica.net La Suprema Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che il condomino, in via d'urgenza, puó decidere di installare nel parcheggio condominiale una telecamera per scoraggiare furti, danneggiamenti e altri atti di vandalismo.


 

Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 71 del 3 Gennaio 2013

 Svolgimento del processo

L’A. - Associazione (…) ha proposto ricorso per cassazione, basato su due articolati motivi, avverso la sentenza del Giudice di Pace di Catanzaro del 6 ottobre 2005, con la quale, in accoglimento della domanda proposta dall’avv. C.F. , la ricorrente era stata condannata al pagamento, in favore dell’attore, della somma di Euro 241,11, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo, nonché alle spese di lite, a titolo di quota di rimborso di spese anticipate dal C. quale condomino, per l’installazione, in via d’urgenza, di una telecamera a circuito chiuso con video-registratore semestrale, al fine di scoraggiare azioni di danneggiamento, ulteriori rispetto a quelle denunciate al Questore di Catanzaro da alcuni condomini in data 3 giugno 2004. C.F. ha resistito con controricorso.

Il controricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 378 cod. proc. civ.

Motivi della decisione

1. Al ricorso in esame non si applica il disposto di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ. - inserito nel codice di rito dall’art. 6 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 ed abrogato dall’art. 47, comma 1, lett. d) della legge 18 giugno 2009, n. 69 in considerazione della data di pubblicazione della sentenza impugnata (6 ottobre 2005), pur se la parte ricorrente ha, comunque, formulato, quattro quesiti di diritto

2. Con il primo motivo, denunciando violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1134 cod. civ. la ricorrente assume che, alla luce della disposizione di cui all’art. 1134 cod. civ., nel nostro ordinamento vige il principio che, in tema di condominio, le spese relative alle parti comuni devono essere autorizzate dall’assemblea o dall’amministratore e, in mancanza di dette autorizzazioni, la spesa sostenuta dal singolo condomino non può essere rimborsata, salvo si tratti di spesa urgente; affinché la spesa abbia i caratteri dell’urgenza ex art. 1134 cod. civ. e affinché, quindi, ne possa essere richiesto il rimborso e necessario che non vi sia il tempo necessario per far deliberare l’assemblea; nella specie il C. avrebbe sostenuto la spesa in parola, non necessaria, non urgente né pertinente, senza aver dimostrato l’impossibilità che sulla stessa decidesse l’assemblea, essendovi, peraltro, il tempo a ciò necessario né ostandovi la mancanza di un amministratore del condominio, in quanto ben avrebbe potuto il C. convocare l’assemblea ex art. 66 disp. att. cod. civ.; il C. autonomamente avrebbe deciso di sostenere la spesa de qua installando una illecita e illegittima telecamera, in tal modo esautorando l’assemblea e impedendo alla stessa di discutere e valutare la questione; la spesa affrontata non avrebbe alcuna pertinenza logica e diretta con i presunti danneggiamenti; con la installazione della telecamera il C. procederebbe, senza alcuna preventiva autorizzazione del Garante e senza il consenso dei soggetti, le cui immagini e i cui dati vengono trattati, alla raccolta, alla visione e al controllo delle persone - tra cui il presidente, i dipendenti e gli associati dell’associazione ricorrente, avente sede nello stabile condominiale di cui si discute -, dei loro dati e delle loro abitudini; l’installazione della telecamera violerebbe l’art. 615 bis cod. pen.; la decisione di installare la telecamera in questione non sarebbe stata neppure ex post confermata o ratificata dall’assemblea.

3. Con il secondo motivo la ricorrente lamenta omessa insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. Assume l’A. - Associazione (…) che la sentenza impugnata va cassata perché priva di motivazione in relazione alle ragioni in fatto e in diritto che hanno condotto il Giudice di pace ad adottare la decisione, essendosi questi limitato ad aderire supinamente alla domanda attorea; in particolare, mancherebbe ogni motivazione in relazione all’illegittima omessa convocazione dell’assemblea, alla congruità e pertinenza logica tra la presunta urgenza e la spesa sostenuta per l’installazione della telecamera nonché alla prospettata violazione della riservatezza e della privacy dell’associazione ricorrente dei suoi dipendenti e associati e comunque delle altre persone ignare della telecamere e non consenzienti alle riprese; neppure vi sarebbe motivazione in relazione alla mancata preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale alla spesa né alla sua convalida o ratifica o conferma ex post da parte della medesima assemblea.

4. Entrambi i motivi vanno disattesi.

4.1. Ed invero, le sentenze del giudice di pace, pronunciate secondo equità in controversie di valore non eccedente i millecento Euro e soggette “ratione temporis” al regime impugnatorio antecedente a quello di cui al d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 - come quella all’esame - sono ricorribili in cassazione per violazione delle norme processuali, delle norme della Costituzione e di quelle comunitarie, nonché per violazione dei principi informatori della materia e per nullità attinente alla motivazione, che sia assolutamente mancante o apparente, o fondata su affermazioni in radicale ed insanabile contrasto.

4.2. In particolare le predette sentenze sono impugnabili con ricorso per cassazione per violazione di norme di diritto, ai sensi dell’art. 360 n. 3, cod. proc. civ. - alla luce della sentenza n. 206 del 2004 della Corte costituzionale - soltanto in relazione ai principi informatori della materia, e cioè di principi ai quali si é ispirato il legislatore nel dettare una determinata disciplina della materia (v., in motivazione, Cass. 14 luglio 2011, n. 15460; Cass. 18 giugno 2008, n. 16545), restando, invece, preclusa la denunzia di violazione di specifiche norme di diritto sostanziale (v. Cass. sez. un. 14 gennaio 2009, n. 564); ne consegue che costituisce onere del ricorrente (Cass. 22 febbraio 2011, n, 4282; Cass. 23 maggio 2006, n. 12147 e Cass. 10 gennaio 2007, n. 284) indicare chiaramente quali siano i principi informatori che si assumono disattesi, a pena di inammissibilità del ricorso.

4.3. Nella specie il ricorrente, con il primo motivo, pur facendo genericamente riferimento ad un principio del nostro ordinamento in tema di spese condominiali, ha, in concreto, lamentato a tale riguardo la sola violazione della norma di cui all’art. 1134 cod. civ., dolendosi della non ricorrenza, nella specie, dei presupposti per l’anticipazione e la rimborsabilità di spese condominiali, senza peraltro neppure dedurre come la regola equitativa individuata dal giudice di pace si ponga in contrasto con il predetto principio; né peraltro allega - come era suo onere - che il supposto principio desunto dall’art. 1134 cod. civ. sia anche un principio informatore della materia né tanto é allegato in relazione al pur invocato principio di tutela di riservatezza e della privacy (v. Cass. 29 aprile 2010, n. 10371 Cass. 22 giugno 2005, n. 13377; Cass., ord. 15 aprile 2005, n. 7872).

A quanto precede deve aggiungersi che, secondo il costante orientamento di questa Corte, non sussistono gli estremi atti ad integrare il delitto di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis cod. pen.) nel caso in cui un soggetto effettui riprese dell’area condominiale destinata a parcheggio e del relativo ingresso, trattandosi di luoghi destinati all’uso di un numero indeterminato di persone e, pertanto, esclusi dalla tutela di cui all’art. 615 bis cod. pen., la quale concerne, sia che si tratti di “domicilio”, di “privata dimora” o “appartenenze di essi”, una particolare relazione del soggetto con l’ambiente in cui egli vive la sua vita privata, in modo da sottrarla ad ingerenze esterne indipendentemente dalla sua presenza (v. Cass., pen., 29 ottobre 2008, n. 44701).

4.4. Il primo motivo va, pertanto, dichiarato inammissibile.

4.5. Quanto ai lamentati vizi motivazionali, va anzitutto precisato che, pur avendo indicato nella rubrica del secondo motivo “omessa insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio”, il ricorrente nell’illustrazione del motivo all’esame ha censurato la sentenza impugnata solo per omessa motivazione in ordine ai fatti controversi. In realtà, la sentenza di merito risulta motivata e all’evidenza non trattasi di motivazione apparente, in relazione ai profili evidenziati, risultando gli stessi comunque esaminati dal primo giudice, avendo il predetto giudice ritenuto sussistente la necessità e l’urgenza di procedere all’installazione della telecamera ed evidenziato che tutti i condomini hanno provveduto al pagamento di quanto dovuto per tale installazione, ad eccezione della ricorrente, e che l’apparecchiatura in parola é stata installata con angolazione ristretta all’apparecchiatura di apertura del cancello, con ciò implicitamente escludendo la lamentata violazione di privacy.

4.6. Il secondo motivo va, pertanto, disatteso.

5. Il ricorso deve essere, quindi, rigettato.

 

Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese del giudizio di legittimità, che liquida in complessivi Euro 800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge.
Depositata in Cancelleria il 03.01.2013

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