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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO «Non potrò mai perdonare i parenti di cui mi fidavo»

30 Aprile 2013, 10:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/30/scazzi--180x140.JPG?v=20130430101558

 

431868 4638154988107 1754703600 nINSERITO DA ANNA DI DOMENICO

Parla Giorgio Scazzi: perché nascondere così la verità? Il papà di Sarah:non sono pronto. Soffro troppo Giorgio Scazzi TARANTO - All’indomani della pesante sentenza della Corte d’assise di Taranto che ha condannato all’ergastolo Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, imputate principali del processo sull’uccisione di Sarah, il papà della vittima, Giacomo Scazzi, racconta il dramma della sua famiglia e rivela tutto il suo dolore per una ferita che non si rimarginerà mai. L’umile casa di vico Verdi 6 ad Avetrana, dove la serenità si è perduta definitivamente il pomeriggio del 26 agosto 2010, è piena di ricordi. Qui tutto parla di Sarah. La sua immagine è ovunque: nei quadri alle pareti, nelle cornici sui mobili e, soprattutto, scolpita nella mente e nel cuore di chi piangerà per sempre la sua scomparsa. Giacomo Scazzi, 59 anni, ex elettrauto, ora lavora come muratore in un impresa di Milano dove si è trasferito per necessità da oltre venti anni. Torna quando può ad Avetrana. Prima per vedere anche la sua ultimogenita, Sarah, ora per ritrovarsi con sua moglie Concetta Serrano Spagnolo. In questo periodo in casa c’è anche il figlio maschio, Claudio, anche lui a Milano come il padre. Papà Giacomo non ha mai avuto un buon rapporto con i giornalisti, eppure si lascia convincere a raccontarsi. Parla della sentenza shock che lo ha fatto piangere in aula mentre la presidente Rina Trunfio leggeva il dispositivo. «Quando ho sentito la parola ergastolo è stato come un peso che se ne andava e non sono riuscito a trattenere le lacrime» dice Giacomo con un po’ d’imbarazzo. Esprime il suo rancore per come si sono svolti i fatti e per i comportamenti delle sue parenti condannate. «Hanno tradito la nostra fiducia - dice - ci hanno fatto aspettare più di un mese con la speranza che Sarah potesse tornare da un momento all’altro, che magari fosse stata rapita. Avrebbero dovuto dire prima come sono andate le cose». Seduto con i gomiti poggiati sul tavolo del piccolo soggiorno, l’ex elettrauto risponde senza esitazione alla domanda se sarà mai disposto a perdonare. «Adesso come adesso dico di no, non mi sento pronto e francamente non ne sento la necessità», dice con decisione il capofamiglia aggiungendo altro: «Magari, se mi dicessero la verità, forse accetterei di incontrarle, ma per adesso proprio no». Con lui c’è il figlio Claudio che in questi giorni si affanna a tenere a bada l’interesse mediatico che dopo la sentenza si è nuovamente rinvigorito. I due uomini di casa non si sottraggono alla domanda forse più dolorosa: vi sentite in colpa per non essere stati capaci di difendere Sarah? Claudio dice subito che lui si trovava a Milano quando è scomparsa «e comunque - aggiunge -, non so proprio come avrei potuto prevedere quello che è poi avvenuto». Papà Giacomo, invece, quel terribile giorno era in casa con la moglie, la badante rumena del suocero e con la figlia che vide uscire da casa per l’ultima volta. «Come potevamo sospettare qualcosa? Erano dei parenti, mia figlia stava spesso a casa loro, usciva sempre con Sabrina, come potevamo avere sospetti su di loro? Quel pomeriggio mia figlia stava andando a casa di parenti di cui ci fidavamo ciecamente». Parlando di quel pomeriggio, Giacomo Scazzi tradisce nuovamente l’emozione: «Penso sempre a Sarah. Magari cerco di distrarmi con il lavoro, con gli amici ma poi il pensiero è sempre lì. Da quando è successo non riesco più a guardare sue foto. Se sfoglio il giornale o guardo la televisione che parlano di questa storia cerco di concentrarmi su altro per non guardare le foto. Mi manca tanto la mia bambina». Ci lascia così, con un groppo in gola. Deve andare al cimitero, un appuntamento fisso quando è qui ad Avetrana. Da quando Sarah non c’è più.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

30.04.2013.

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TOSCANA NEWS Tocco a distanza,ok per robot e medicina Ateneo Siena capofila progetto Ue da 7,7 mln

30 Aprile 2013, 10:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Tocco a distanza,ok per robot e medicinaINSERITO DA PAOLA TRECCINE  - SIENA, - Tra qualche anno sarà possibile toccare a distanza. E'l'obiettivo del progetto di ricerca europeo Wearhap, coordinato dall'Università di Siena che conterà su un finanziamento di 7,7 mln di euro dell'Ue. Sarà cosi' possibile, grazie a nuovi strumenti robotici indossabili, condividere a distanza le stesse sensazioni tattili. Tra i possibili ambiti di sviluppo le applicazioni mediche a distanza, ma anche l'interazione con i robot, usati in ambienti pericolosi.
ANSA 

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CAMPANIA NEWS Cc ucciso, fermato l'ultimo rapinatore Era l'unico ancora in fuga

30 Aprile 2013, 10:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Cc ucciso, fermato l'ultimo rapinatoreINSERITO DA PAOLA TRECCINE- CASERTA, 30 APR - I Carabinieri hanno fermato anche l'ottavo componente della banda che, sabato scorso, durante una rapina in una gioielleria a Maddaloni (Caserta) ingaggio' un conflitto a fuoco con i militari dell'Arma. Nella sparatoria l'appuntato dei Carabinieri Tiziano Della Ratta rimase ucciso e il maresciallo Domenico Trombetta ferito.

Dell'arresto dell'ultimo componente della banda ancora libero si e' saputo da fonti della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che coordina le indagini.
ANSA

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SEZIONE SICILIA NEWS La Torre: Napolitano, rinnovare memoria Messaggio capo dello Stato a manifestazione a Palermo

30 Aprile 2013, 10:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
La Torre: Napolitano, rinnovare memoriaINSERITO DA PAOLA TRECCINE - PALERMO, 30 APR - ''Ancora oggi, a 31 anni da quel tragico evento, rinnovare la memoria e lo sdegno per quel vile assassinio significa riaffermare i valori di democrazia e di liberta' solennemente sanciti dalla Carta costituzionale e su cui si fonda la convivenza civile nel nostro Paese''. E' il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inviato alla manifestazione a Palermo, per commemorare il 31esimo anniversario dell'uccisione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo.
ANSA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Deteneva due fucili Denunciato 56enne

30 Aprile 2013, 09:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://lacittadisalerno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6976736.1367310150!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

431868 4638154988107 1754703600 nINSERITO DA ANNA DI DOMENICO 

Operazione dei carabinieri di Torre Orsaia: l’uomo di Roccagloriosa aveva nascosto le armi sotto una gabbia per animali I carabinieri della Stazione di Torre Orsaia, agli ordini del luogotenente Domenico Nucera, hanno denunciato F. C., 56enne di Roccagloriosa, responsabile dei reati di detenzione abusiva di armi clandestine, alterazione di armi e munizioni, e ricettazione. I militari, nel corso del blitz, hanno rinvenuto all’interno di un casolare attiguo all’abitazione dell’uomo due fucili a canne mozze con matricola abrasa, 5 cartucce calibro 12 e sei cartucce calibro 36. Le armi, che erano nascoste sotto una gabbia per animali, sono state sottoposte a sequestro.

LA CITTA

30.04.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS Terrorismo: sgominata cellula islamica Operazione Ros, arrestati mostravano un acceso antisemitismo

30 Aprile 2013, 09:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Terrorismo: sgominata cellula islamica INSERITO DA PAOLA TRECCINE , 30 APR - Una cellula di matrice islamista con base in Italia (Puglia, Lombardia e Sicilia) e in Belgio e stretti contatti con il terrorismo internazionale è stata sgominata dai carabinieri del Ros che hanno eseguito 6 arresti disposti dalla magistratura barese per associazione di terrorismo internazionale e istigazione all'odio razziale. Gli arrestati, accesamente antisemiti, sono marocchini e tunisini e, secondo l'accusa incitavano alla jihad e ad azioni suicide in occidente e nelle zone di guerra.
ANSA

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SEZIONE VARIE NEWS Cremona - Ragazze litigano su Facebook, sospese da scuola

30 Aprile 2013, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Cremona - Ragazze litigano su Facebook, sospese da scuola
397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA YVONNE ADRIAENS Cremona - Due ragazze che frequentano la quinta classe dell'Istituto per il Commercio Einaudi di Cremona sono state protagoniste di un vivace litigio a suon di insulti e questo ha provocato loro un giorno di sospensione dalla scuola. I social network sono ormai diventati parte integrante delle nostre giornate e sono rivelatori di quello che ci accade o di quello che pensiamo al punto tale che alcune aziende li utilizzano anche nella fase di selezione al momento di assumere qualcuno. Pochi pensavano, però, che Facebook avrebbe avuto un'incidenza anche nel rendimento scolastico. Due compagne di classe di un'istituto di Cremona, infatti, di cui una di colore, sono state protagoniste di uno scambio di battute che ha portato in particolare una delle due giovani a chiamare l'altra "banana", ma non si sono accontentate di insultarsi con la tastiera e hanno proseguito in classe e nei corridoi della scuola al punto tale che si è reso necessario l'intervento di preside e docenti per poterle separare. 
Entrambe le ragazze hanno così ricevuto un provvedimento disciplinare che le ha portate a essere sospese per un giorno, anche se questo non dovrebbe avere ripercussioni sull'ultimo anno che le porterà alla maturità. A spiegare la situazione, dove si è comunque cercato di evitare le polemiche, è stato così il dirigente scolastico Carmine Filareto: "Abbiamo cercato di non drammatizzare e di ricomporre le relazioni anche perché non sussisteva la componente razzista. Sono state le stesse studentesse a richiedere alla fine un intervento di carattere disciplinare alla scuola. Ho pensato di dividere equamente la pena fra le due ragazze, dando a entrambe una giornata di sospensione ma, per così dire, con la condizionale, ovvero con l'obbligo di frequenza".
FONTE 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Milano - Federica non è morta per il tatuaggio, è stata meningite fulminante

30 Aprile 2013, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Milano - Federica non è morta per il tatuaggio, è stata meningite fulminante
406759 584141881612477 523799944 n (1)INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Milano - A distanza di poco più di una settimana l'autopsia ha chiarito le cause che hanno provocato la morte di Federica Iammatteo, la ventreenne milanese morta due giorni dopo avere eseguito un tatuaggio, ma è ormai chiaro che l'evento scatenante è stato in realtà una meningite fulminante. Sin da subito era stato forte lo sconcerto per la morte della giovane Federica, la ragazza milanese che era stata colta da un grave malore che l'ha poi portata al decesso due giorni dopo avere fatto un tatuaggio (non era però la prima volta per lei) ed è per questo che il pm aveva deciso di vederci più chiaro sulla vicenda fino alla decisione di aprire un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Il titolare del centro a cui Federica si era rivolta per imprimere un nuovo disegno sulla sua pelle aveva comunque provato a difendersi sottolineando che all'uscita dal negozio non c'era stato alcun malore e tutto era avvenuto secondo le regole, ma a confermare questa tesi c'è ora anche il parere dei medici. L'esito dell'autopsia e degli esami istologici, infatti, ha evidenziato che non c'è alcuna relazione tra le condizioni "compromesse" in cui la ragazza era entrata in ospedale, la settimana scorsa, e il tatuaggio che si era fatta disegnare sul braccio poche ore prima. Al momento quindi la causa principale che ha portato a una morte così veloce a cui nessuno ha potuto porre rimedio sembra sia una meningite fulminante, anche se per avere conferma di questo sarà necessario attendere la relazione finale dei medici. 
La morte di Federica sarebbe quindi avvenuta per "uno choc settico, fase finale di uno stato infettivo causato da meningococco". A conferma di questa tesi ci sarebbero inoltre anche alcune testimonianze rilasciate da alcune persone vicine alla ragazza che hanno rivelato che avrebbe iniziato a sentirsi male già da giovedì mattina, ovvero prima che le venisse disegnato il tatuaggio sulla spalla; solo dopo le sue condizioni, di ora in ora, erano peggiorate al punto da indurla a rivolgersi al Pronto Soccorso.
FONTE

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CIOCIARIA NEWS Detenzione ai fini di spaccio: arrestato 20enne di S. Giorgio a Liri

30 Aprile 2013, 09:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Detenzione ai fini di spaccio: arrestato 20enne di S. Giorgio a Liri
397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA San Giorgio a Liri - I Carabinieri della stazione di San Giorgio a Liri, nel corso di un predisposto servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in arresto un 20enne per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. Il giovane, residente a San Giorgio a Liri, è stato raggiunto dai militari all’interno di un esercizio commerciale e sorpreso mentre tentava di disfarsi di tre involucri in cellophane contenenti 13,5 grammi di sostanza stupefacente del tipo “eroina” e di un bilancino di precisione elettronico. Il tutto è stato posto sotto sequestro. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
FONTE

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CIOCIARIA NEWS FROSINONE Mail minatorie a giunta comunale: "Utilizzeremo armi come a Roma"

30 Aprile 2013, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Mail minatorie a giunta comunale: Utilizzeremo armi come a Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Frosinone - Due missive minatorie via e-mail sono state recapitate ad alcuni membri della giunta comunale di Frosinone. In esse si fa riferimento alla possibilità dell’utilizzo delle armi così come avvenuto a Roma dinanzi a Montecitorio. Le missive sono ora all’attenzione del Questore con relativa denuncia penale e sono state attivate le indagini per comprendere le motivazioni del gesto. “La vita dell’amministratore pubblico oggi è certamente complessa e colma di difficoltà - ha dichiarato il sindaco Nicola Ottaviani in risposta a ciò che è avvenuto - mentre le gioie si contano davvero con il lumicino. Il dovere e il senso civico ci impongono di continuare a ricercare tutte le soluzioni utili per coniugare la ristrettezza delle risorse finanziarie con la domanda di occupazione. Del resto nei momenti particolarmente inquietanti, come quelli che stiamo vivendo, la risposta migliore continuano a darla le istituzioni all’unisono, e, soprattutto, la grande coesione sociale dimostrata dai cittadini. Non abbiamo paura delle minacce e degli spettri, poiché siamo convinti di agire con il massimo dello scrupolo amministrativo, nel quadro delle soluzioni concretamente percorribili”.

FONTE

http://ciociaria.ogginotizie.it/238233-mail-minatorie-a-giunta-comunale-aquot-utilizzeremo-armi-come-a-romaaquot/#.UX-F5KItyk8

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